Il taschino del camice del medico

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma IL TASCHINO DEL CAMICE DEL MEDICO Aiuto Cuore HD Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Nei Dietologo DermatologiaIl taschino del camice del medico, non è un semplice pezzo di stoffa cucito sul camice: è uno scrigno del tesoro, un forziere ricco di misteri! Penne, post it, tracciati elettrocardiografici di non-mi-ricordo-chi, promemoria vari, ricette, prontuari, saturimetri… Ad esso è attaccato un nostro piccolo curriculum, un lasciapassare che ci permettere di essere in un dato edificio senza essere buttati fuori. Ordinato, disordinato, ricolmo di oggetti o quasi vuoto: ognuno ne ha uno diverso, disegnato sul carattere di chi lo indossa, ci si può realmente trovare l’essenza stessa del medico! Senza di esso siamo come una nave senza timone in mezzo ad una tempesta: completamente persi.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Cos’è la radiazione solare? Cosa sono i raggi ultravioletti? Che danni possono provocare alla nostra pelle?

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Diversi tipi di raggi ultravioletti: la profondità di penetrazione dipende dalla loro lunghezza d’onda

Quale miglior occasione di prendere un po’ di abbronzatura, se non in questi bei giorni di sole? Eppure tutti noi sappiamo che prendere il sole nasconde anche dei pericoli per la nostra pelle, ma davvero conosciamo tutta la verità sulla radiazione solare e sui danni che possono provocare i raggi ultravioletti sul nostro organismo? Scopriamo oggi insieme tutti i segreti della luce solare e gli effetti che provoca nel nostro corpo! Cominciamo come al solito dal principio, facendoci una domanda apparentemente banale:

Che cos’è la luce del sole?

La vita sulla terra viene sostenuta da essa, è la luce solare, generata a partire dalle reazioni termonucleari che avvengono appunto nel sole. La radiazione solare è energia che, a partire dal sole, giunge sulla terra, sotto forma di radiazioni elettromagnetiche a vare frequenze o lunghezze d’onda. Nell’avvicinarsi a noi, la radiazione solare viene in gran parte assorbita dall’atmosfera terrestre che agisce da vero e proprio filtro. Le radiazioni che riescono a oltrepassare questa barriera protettiva naturale sono composte da tre diversi tipi di luce:

  1. luce visibile ad occhio nudo;
  2. luce infrarossa, invisibile e responsabile del senso di calore;
  3. luce ultravioletta, che con le sue diverse lunghezze d’onda è causa della tanto ambita abbronzatura.

Gli effetti di questi tipi di luce sull’organismo sono variabili, così come diversa è la modalità di assorbimento.

Luce visibile (circa 38% della luce solare totale): non è pericolosa per la salute e non aggredisce la cute ma può talvolta provocare fastidiosi bagliori agli occhi. La luce è molto importante per la regolazione di alcune attività corporee come il ciclo sonno veglia e l’andamento circadiano degli ormoni. E’ inoltre in grado di stimolare la produzione di serotonina, un importante neurotrasmettitore, responsabile, tra l’altro, del senso di euforia.

I raggi infrarossi (60%): per gli effetti termici che determinano, vengono riprodotti artificialmente e usati a scopo terapeutico. La loro caratteristica più importante è la trasmissione di calore allo strato superficiale della pelle (strato corneo). Pertanto un eccessivo assorbimento può danneggiare la pelle per ipertermia e provocare sintomi che vanno dalla vasodilatazione alla disidratazione cutanea.

I raggi ultravioletti (circa 2%): gran parte dei raggi U.V vengono riflessi dallo strato corneo superficiale e solo una piccola quota arriva negli strati più profondi dell’epidermide. A seconda della lunghezza d’onda, si suddividono in Uv-A, Uv-B e Uv-C. La loro caratteristica più importante è la lunghezza d’onda che ne determina la profondità di penetrazione cutanea.

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Come sono classificati i raggi ultravioletti?

I raggi UV sono distinti in :

  • UVA (98%) : lunghezza d’onda: 320 – 400 nm. Gli U.V-A, hanno effetti ottimi sull’abbronzatura (anche se inferiori agli U.V-B) e moderati sul danneggiamento cutaneo. Vista la loro elevata lunghezza d’onda sono tuttavia in grado di penetrare in profondità nel derma distruggendo capillari, collagene ed elastina, provocando eritemi e danneggiando la pelle.
  • UVB (2%): lunghezza d’onda: 280 – 320 nm. I raggi U.V-B, hanno una capacità di penetrazione inferiore e non riescono a superare le strutture più superficiali della pelle. Gli effetti deleteri sono comunque importanti poiché i raggi U.V-B sono in grado di alterare il materiale genetico contenuto nel DNA aumentando il rischio di comparsa di tumori cutanei. La radiazione UV-B è molto più efficace della radiazione UV-A nel provocare l’eritema.
  • UVC: lunghezza d’onda: 100 – 280 nm. I raggi UV-C sono particolarmente dannosi per la salute ma vengono trattenuti dalla fascia di ozono e per questo non hanno effetti particolari sulla pelle. Il rischio di esposizione a questi raggi aumenta in alta quota.

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Quali sono gli effetti dei raggi ultravioletti sul nostro corpo?

I raggi ultravioletti hanno vari effetti sul nostro organismo, tra questi i più importanti sono quattro:

  • favoriscono la pigmentazione della cute stimolando la produzione di melanina;
  • favoriscono il trofismo e l’accrescimento osseo stimolando la sintesi della vitamina D;
  • svolgono un’azione disinfettante a livello della cute, favoriscono la circolazione e stimolano di conseguenza l’attività dei globuli bianchi;
  • accelerano la proliferazione pilifera.

Radiazioni ultraviolette, pelle, melanina, abbronzatura

Le radiazioni ultraviolette aumentano il numero di melanociti attivi (i melanociti sono cellule molto presenti nell’epidermide – quasi duemila per mm2 – che contengono melanina, un pigmento nero/bruno), stimolando la neomelanogenesi, cioè la produzione di melanina, ). Questa sostanza (presente anche nei  capelli e in alcune parti dell’occhio) è responsabile dell’abbronzatura a breve e a lungo termine. La melanina ci garantisce un colorito più scuro e protegge la nostra pelle dagli effetti negativi delle radiazioni solari agendo come un vero e proprio filtro: essa ostacola la penetrazione dei raggi ultravioletti negli strati più profondi della cute. I raggi ultravioletti (in particolar modo i raggi U-V-B) determinano inoltre un ispessimento della nostra cute: un maggiore spessore cutaneo impedisce infatti ai raggi ultravioletti di penetrare in profondità e danneggiare le cellule.

Quali danni determina la sovraesposizione al sole?

Il nostro corpo, insomma, si difende bene dall’assalto dei raggi solari (fotodanneggiamento), tuttavia ci sono situazioni in cui perfino questi meccanismi di difesa sono costretti a capitolare, ed è allora che si possono verificare danni al nostro organismo.

1) Eritema

L’eritema è un arrossamento cutaneo, responsabile di sintomi come calore e bolle. A seconda della gravità del danno inflitto al DNA, la cellula può anche andare incontro a morte prematura. Ecco perché l’ustione grave è particolarmente dolorosa e si accompagna quasi sempre a vesciche e a vistose spellature (esfoliazione cutanea) . La scottatura si attenua e regredisce gradualmente nel giro di pochi giorni. L’entità dell’eritema, che a sua volta dipende dal fototipo e dalla dose di raggi U-V assorbiti, è proporzionale al tempo di guarigione.

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2) Discromie

La mancanza di un’adeguata protezione cutanea durante l’esposizione solare può causare la comparsa di spiacevoli inestetismi come le discromie o macchie cutanee. Sebbene in molti casi il sole non è il diretto responsabile, può diventarlo in particolari circostanze. E’ il caso, per esempio, delle lentigo senili, che compaiono solitamente in tarda età adulta a causa di prolungate esposizioni ai raggi ultravioletti solari o artificiali (lampade abbronzanti).

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3) Tumori benigni e maligni della pelle

Anche la cute può essere colpita da tumori; è il caso, per esempio del carcinoma squamoso e del cancro melanomabasocellulare, (spesso definiti “tumori cutanei non melanoma” ) non mortali in quanto non creano metastasi. Anche nei e verruche sono esempi di tumori cutanei, benigni e non mortali. Il melanoma maligno della pelle, pur essendo meno frequente dei precedenti, può essere letale. Un’esposizione prolungata al sole, specie per i soggetti maggiormente fotosensibili aumenta il rischio di sviluppare questo tipo di patologia. In particolare è bene valutare anche il tempo di esposizione totale durante il corso dell’anno e della vita (specie durante l’infanzia) poiché, come abbiamo detto, il rischio di cancro alla pelle aumenta con l’aumentare del tempo e dell’intensità di esposizione. A prova di ciò c’è il fatto che i tumori della pelle si sviluppano soprattutto a livello delle parti del corpo più esposte al sole come viso, orecchie, collo, braccia, spalle e dorso.

Leggi anche: Come nasce un cancro? Cosa sono i cancerogeni e come avviene la cancerogenesi?

4) Rughe

Un’abbronzatura eccessiva causa la rottura del collagene e delle altre strutture cellulari cutanee con conseguente cedimento strutturale e comparsa di rughe più o meno accentuate. Secchezza e ruvidezza, disidratazione, riduzione dell’elasticità e della sensibilità cutanea sono altre conseguenze di un invecchiamento precoce del derma che deve pertanto essere adeguatamente protetto durante l’esposizione solare.

5) Effetti sugli occhi

Forse l’effetto meno noto, ma ugualmente nocivo. Le radiazioni ultraviolette possono causare importanti danni alla cornea, alla retina e al cristallino con sintomi quali dolore corneale, fotosensibilizzazione, lacrimazione e spasmo delle palpebre. L’uso di occhiali protettivi non deve quindi diventare un semplice optional: occhiali a lenti scure devono essere sempre presenti in caso di esposizione prolungata, specie nelle ore più calde del giorno. Anche una montatura avvolgente è importante per impedire alle radiazioni di raggiungere i nostri occhi. Le lenti colorate sfumate o chiare, in molti casi non sono in grado di proteggere sufficientemente l’occhio. Per tutelare il consumatore, i produttori di occhiali da sole sono obbligati a riportare sui loro prodotti il potere filtrante che può andare da 0 (protezione quasi nulla) a 4 (protezione massima, utile in condizioni estreme, come in alta quota). E’ bene infine ricordare che la semplice chiusura delle palpebre non è da sola in grado di proteggere l’occhio dagli effetti dannosi della luce solare.

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Le 6 cose che gli uomini con il pene piccolo vogliono che la donna sappia

MEDICINA ONLINE UOMO GIOVANE TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTONella vita, tutto quello che puoi fare è giocare con le carte che ti hanno dato. E quando si tratta delle misure del pene, mentre alla maggior parte degli uomini è toccata una mano decente, c’è una minoranza che ha avuto quello che la società percepisce come il jolly del mazzo. Nel caso non fosse chiaro, parlo del pene piccolo e del micropene (quando il pene eretto misura meno di 7 cm). Ma cosa sappiamo dei peni piccoli e degli uomini che li possiedono? E più importante ancora, cosa vogliono farti sapere costoro?

1. IL PENE PICCOLO FUNZIONA COMUNQUE IN MODO NORMALE

La vasta maggioranza dei peni molto piccoli funziona perfettamente. Personalmente, non ho alcun problema con l’erezione, o l’eiaculazione, o nemmeno l’andare al bagno. I problemi più comuni che si presentano nell’avere un membro piccolo nella società odierna sono di ordine psicologico e basati sull’ansia da prestazione sessuale. Possono essere piccoli, ma se la cavano anche loro!

2. È DIFFICILE AVVERTIRE LE DONNE IN ANTICIPO CHE HAI IL MICROPENE

Gli uomini con il pene piccolo si trovano costretti in un circolo vizioso quando si tratta di dire alle potenziali partner delle dimensioni del pene. Potresti sentirti ingannata all’ultimo momento, se hai investito del tempo in un uomo solo per scoprire che ha un membro molto piccolo, ma ci sono motivi per cui lui potrebbe non voler tirare fuori la questione. Molti uomini microdotati affermano che provvedere a un avvertimento preliminare è problematico perché le donne spesso reagiscono male. Molti dicono che le partner si offendono a causa dell’avvertimento anticipato perché verrebbe dato per scontato che vogliono fare sesso. Altri affermano che le donne si sentono altresì insultate dall’avvertimento perché questo implicherebbe che l’uomo li ritiene superficiali. C’è anche il rischio che gli uomini perdano la donna a cui sono interessati veramente prima di aver avuto la possibilità di scoprire se hanno intesa sessuale. Onestamente, non esiste un metodo ideale per dirlo a qualcuno.

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3. PER FAVORE NON DIRMI CHE HO IL PENE GROSSO

Quando si raggiunge l’intimità, molti uomini con un micropene subiscono il commento di donne ben intenzionate che affermavano di trovare il loro organo normale o addirittura grosso. Se una donna mi dicesse questo, penserei che è veramente gentile e lo prenderei comunque come segno di buon cuore. Ma la maggior parte degli uomini reagirebbero differentemente. I maschi microdotati sanno di averlo piccolo, e la maggior parte di loro si sente frustrato quando una donna ben intenzionata dice di trovare il micropene grande o di dimensioni normali. Si sentano compatiti, il che, di ritorno, rinforza l’idea che ci sia qualcosa di sbagliato in loro – con esito opposto a quella che era, probabilmente, l’intenzione della partner. Se ami il tuo uomo e vuoi farlo sentire meglio con il suo membro piccolo, sarebbe probabilmente meglio dire che ti piace la sua misura piuttosto che negarne la dimensione ridotta.

4. LE PROCEDURE PER AUMENTARE LE DIMENSIONI DEL PENE SONO UN MITO

Da cosa dipenda la lunghezza del pene, nessuno lo sa. E la realtà è che la chirurgia di incremento del pene è pericolosa, dolorosa, costosa, e in rari casi nel quale è stata un successo, può ridurre le sensibilità e il godimento del sesso. Vengono scritte un sacco di sciocchezze su cosa gli uomini microdotati possono ottenere con la chirurgia se la misura è un vero problema, ma questo avviene in modo quantomeno semplicistico. In termini di lunghezza l’aumento massimo al quale si può ragionevolmente aspirare è uno o due centimetri, il che, quando possiedi un membro piccolo, non fa praticamente alcuna differenza. Anche nel Regno Unito, dove l’aumento del seno è mutuabile per alcune donne, gli uomini devono pagare quello del pene di tasca propria. In breve, la chirurgia per avere un pene più grosso è solo una perdita di tempo.

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5. “IL MIO RAGAZZO HA IL PENE PICCOLO”. OVVERO: NON DIRLO MAI ALLE AMICHE

Uno dei problemi più fastidiosamente comuni che gli uomini con micropene riferiscono sono i pettegolezzi sulle misure del loro membro tra le donne con le quali hanno dormito e le amiche. Quando gli uomini lo scoprono si sentono derubati della propria dignità e questo spesso ne distrugge la sicurezza durante i rapporti sessuali per il resto della loro vita. Immagina come ti farebbe sentire se avessi un disturbo vaginale e ognuno sul tuo posto di lavoro lo sapesse. È molto difficile trovare un uomo con un pene piccolo che non ha sofferto qualche forma di bullismo a causa di questo ma, di nuovo, sono relativamente rari per cui sarà probabilmente difficile in primo luogo trovare un uomo microdotato.

6. IL SESSO PUÒ ESSERE GRANDIOSO COMUNQUE

La maggior parte degli uomini con il membro molto piccolo hanno problemi di natura sessuale sia per come la gente reagisce o parla delle misure del pene o perché non hanno acquisito abbastanza esperienza per migliorare le loro performance. Nel mio caso è una combinazione di entrambi, ma se guardo alla situazione oggettivamente, ci sono uomini là fuori che hanno vita sessuale grandiosa pur avendo micropene. Se a un uomo interessa veramente della donna con il quale sta, e se lei è di mentalità aperta, lui troverà altri modi di soddisfarla sessualmente.

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Prurito alla pelle: cos’è e come fare per alleviarlo?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO ACNE PRURITO BRUFOLO PELLE FACCIA DONNA BELLA DERMA EPIDERMIDE CUTE ROSSOREIl prurito è un sintomo caratterizzato da fastidio che, se intenso, provoca il desiderio irrefrenabile di grattarsi: in alcuni casi solo l’atto di grattarsi può placare la sensazione. Il prurito può essere localizzato (limitato a una zona del corpo) o generalizzato (che si verifica su tutto il corpo o in diverse aree). In alcuni casi il fastidio può peggiorare di notte. Il prurito generalizzato è spesso più difficile da trattare rispetto a quello localizzato. Quest’irritazione si può verificare con o senza lesioni della pelle (urti, vesciche o anomalie che possono essere visibili a livello cutaneo). Un prurito accompagnato da una visibile anomalia della pelle dovrebbe essere essere valutato da un medico e, in alcuni casi, da un dermatologo, poiché il problema probabilmente richiede un trattamento medico specializzato (per esempio, eczema, scabbia, ecc.). Il prurito all’ano dovrebbe essere valutato da un proctologo. In alcuni casi il prurito è idiopatico, cioè non se ne conosce la causa. Semplici manifestazioni saltuarie di prurito, sono assolutamente normali anche in individui sani e quasi mai indicano patologia; al contrario un prurito continuo, che non si placa con il grattamento, potrebbe indicare la presenza di una patologia.

Quali sono i segni e i sintomi associati al prurito?

Il prurito è esso stesso un sintomo; a seconda della causa scatenante, il prurito può essere associato con altri sintomi e segni. Più comunemente, si includono lesioni della pelle, come eruzioni cutanee, vesciche, bolle e/o arrossamento della zona interessata. Anche la secchezza della pelle è una causa comune di prurito. Meno comunemente, il prurito generalizzato può essere segno di patologie croniche, come quelle epatiche. In tali situazioni, potrebbero non verificarsi cambiamenti nell’aspetto della pelle.

Da cosa è causato il prurito?

Il prurito può essere causato da molte condizioni. Una causa comune è di natura psicologica, cioè dovuta allo stress, all’ansia, ecc. Lo stress può anche aggravare il prurito dovuto ad altre cause. La pelle sessa (xerosi) è un’altra causa frequente di prurito. Molte persone riportano anche scottature pruriginose a seguito di una prolungata esposizione ai raggi UV provenienti dal sole. Altre cause di prurito generalizzato che non possono produrre un’eruzione o specifiche alterazioni cutanee includono disturbi del metabolismo e endocrini (per esempio, malattie epatiche o renali, ipertiroidismo), tumori (per esempio, linfoma), reazioni ai farmaci e interruzione nel flusso della bile (colestasi), malattie del sangue (per esempio, policitemia vera). Il prurito può essere comunemente causato da reazioni allergiche o da punture e morsi di insetti, come zanzare o pulci. Infezioni e infestazioni della pelle sono un’altra causa di prurito. Quello genitale, che può accompagnare bruciore e dolore, in uomini e donne, può verificarsi come conseguenza di infezioni veneree come malattie sessualmente trasmissibili (MST), le quali possono provocare anche prurito anale. Altre cause includono infezioni fungine dell’inguine (tinea cruris) comunemente conosciuta come jock itch, psoriasi, la tigna del corpo (tinea corporis), prurito vaginale e/o anale dovuto alle malattie sessualmente trasmissibili (MST) o altri tipi di infezioni. Un altro tipo di infezione parassitaria che provoca il fastidio è il cosiddetto prurito del nuotatore (o dermatite cercariale). Si tratta di un’eruzione cutanea provocata da una reazione allergica a un’infezione con alcuni parassiti degli uccelli o dei mammiferi che vengono rilasciati da persone infette nell’acqua dolce e salata. Il prurito può verificarsi anche con un’infestazione di pidocchi, come quelli della testa o del pube. La scabbia è una condizione della pelle altamente contagiosa causata da un’infestazione dell’acaro Sarcoptes scabei, noto in quanto causa un prurito intenso che peggiora particolarmente di notte. Il prurito anale può essere determinato da infezioni anali, da emorroidi, da scarsa igiene e dalla presenza di vermi intestinali (in questo caso il prurito tende ad aumentare durante la notte). Il prurito può anche derivare da condizioni che colpiscono i nervi, come il diabete, l’herpes zoster, o la sclerosi multipla. L’irritazione della pelle causata da contatto con tessuti, cosmetici o altre sostanze, può causare prurito, a volte accompagnato da un’eruzione cutanea. Anche le reazioni ai farmaci possono sfociare in un prurito generalizzato che può essere accompagnato da un’eruzione cutanea o da orticaria. Alcune donne riferiscono di aver avuto prurito diffuso durante la gravidanza. Il prurito sofferto dalla maggior parte delle persone non è causato da un problema grave.

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Come viene diagnosticata la causa del prurito?

Come in qualsiasi caso, esami e un’accurata anamnesi suggeriranno al medico i particolari test diagnostici che possono essere necessari per determinare la causa del prurito. Alcune cause comuni, come la pelle secca o le scottature possono essere evidenti, mentre cause come malattie o condizioni sistemiche croniche possono richiedere esami diagnostici e del sangue per essere identificate. Se è una condizione della pelle ad essere responsabile del prurito, a volte può essere eseguito un raschiamento o una biopsia per identificare tale condizione. Tuttavia, molte eruzioni e disturbi cutanei hanno un aspetto caratteristico utile per poter puntare a una corretta diagnosi.

Ci si può grattare?

Di solito il prurito porta a grattarsi e questo può inizialmente risultare soddisfacente, ma farlo in modo prolungato serve solo ad avere la pelle irritata e più pruriginosa. Grattarsi fornisce solo un sollievo temporaneo, ma non risolve il problema, quindi è meglio evitare di farlo, se è possibile. Se grattandosi si lesiona la pelle, si può andare incontro a una infezione batterica, conosciuta anche come infezione secondaria. Se ci si gratta per mesi o anni, l’area interessata può sviluppare una pelle ispessita (lichenificazione) o una pigmentazione che scurisce la zona. Il modo migliore per consentire che la pelle irritata guarisca è smettere di grattarsi. Tuttavia, spesso la forza di volontà non è sufficiente, perché la voglia di grattarsi può essere molto convincente. Di seguito verranno mostrate alcune misure di carattere generale e dei rimedi casalinghi che permettono di controllare il prurito, indipendentemente dalla causa.

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Come si può trattare il prurito a livello topico (esterno)? Esistono dei rimedi casalinghi?

Applicazioni a freddo: siccome il freddo e il prurito viaggiano lungo le stesse fibre nervose, il freddo può “inceppare il circuito” e attenuare il prurito. I metodi per applicare il freddo includono: • acqua fredda: sia mettendo la parte interessata sotto l’acqua corrente, sia applicando un panno pulito e freddo sulla pelle; • doccia fredda; • un bagno fresco: i prodotti che contengono farina d’avena sono utili per alleviare il prurito; • impacchi con ghiaccio. Acqua calda (sotto la doccia, per esempio) ci si sente bene temporaneamente, ma spesso si avrà più prurito più tardi. Pertanto, non è raccomandato l’uso di acqua calda. Creme e lozioni anti-prurito: cerca quelle che non necessitano di ricetta medica e contengono ingredienti come canfora, mentolo, fenolo, pramoxina, difenidramina, benzocaina. Puoi applicare questi prodotti anche varie volte a distanza di poco tempo, se necessario. Tali preparazioni aiutano a intorpidire le terminazioni nervose, in questo modo si evita di grattarsi, lasciando la pelle ruvida, dolente e più pruriginosa. Anche le creme e le lozioni che contengono idrocortisone sono spesso pubblicizzate per ridurre il prurito, ma questo ingrediente è utile solo quando il fastidio è provocato da un’eruzione cutanea reattiva al cortisone, come l’eczema e la seborrea. Si tratta di prodotti leggeri che spesso non aiutano. Quando il prurito è causato da irritazioni di altra natura (puntura di insetto, per esempio), l’idrocortisone non aiuta affatto. Se lo usi per 10 giorni e non riscontri un miglioramento, consulta un medico per determinare la causa del tuo prurito.

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Come si può trattare il prurito per via orale?

Tradizionalmente, per trattare il prurito vengono utilizzati gli antistaminici, come difenidramina (Benadryl), idroxizina (Atarax), e clorfeniramina (Chlor-Trimeton). Questi farmaci possono indurre sonnolenza in molte persone, quindi devono essere usati con cautela prima di mettersi alla guida o usare macchinari pesanti. Anche se gli antistaminici possono alleviare il prurito, sembra che servono solo per far sì che le persone si addormentino e evitino di grattarsi durante la notte. Si consiglia di provare un antistaminico non sedativo. La loratidina (Claritin) e la fexofenadina (Allegra) sono esempi di nuovi antistaminici di seconda generazione acquistabili senza ricetta medica. Non hanno gli stessi effetti sedativi di quelli di prima generazione.

Si può prevenire il prurito?

Il prurito si può prevenire solo se si può prevenire la causa che lo scatena. Per esempio, l’uso attento della protezione solare può prevenire il prurito associato alle scottature. Tenendo ben idratata la pelle si può prevenire il prurito associato alla pelle secca. È anche possibile adottare misure preventive per evitare condizioni come le malattie sessualmente trasmissibili, punture di insetti o zecche, o infestazioni da pidocchi che possono essere fonte di prurito. Non può in generale essere impedito il prurito associato a patologie gravi, come tumori e malattie epatiche e renali.

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Quando si dovrebbe consultare il medico?

Dovresti consultare un medico se il trattamento casalingo non funziona o noti che grattarsi sta portando delle conseguenze (infezione, lichenificazione [ispessimento e cicatrici], o pigmentazione), o il prurito ti disturba il sonno. Un medico sarà in grado di accertare il perché di tale fastidio e può anche prescrivere creme forti a base di cortisone (per eczemi e allergie) e antistaminici che necessitano di ricetta medica.

Quali sono le possibili complicazioni del prurito?

Le complicanze sono molto diverse in base alla condizione o patologia a monte che determina il prurito. Un prurito idiopatico, che dura pochi secondi per poi passare completamente, in genere non determina alcuna complicazione. Come detto in precedenza, un’infezione batterica secondaria della pelle è forse la complicazione più comune del prurito. Ciò si verifica non a seguito del prurito, ma a causa del danno cutaneo dovuto al grattarsi. Possono essere necessari degli antibiotici per trattare l’infezione batterica della pelle. È improbabile che il prurito in sé possa portare ad altre complicazioni, anche se alcune delle malattie che provocano il fastidio sono associate a complicanze specifiche della malattia stessa.

Qual è la prognosi per il prurito?

Il prurito in sé non è associato a danni o problemi a lungo termine e, nella maggior parte dei casi, si tratta di un fastidio temporaneo che si risolve da solo o con trattamenti topici o orali. Il prurito associato a una grave condizione può persistere se la condizione peggiora o può essere gestito con i farmaci.

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Carley Elle Allison ha perso la sua battaglia contro il cancro: la sua storia narrata nel film Kiss & Cry

MEDICINA ONLINE Carley Elle Allison DEATH CANCER SKATER SINGER YOU TUBE TORONTO CANADA KISS & CRY.jpgCarley Elle Allison ha perso la sua battaglia contro il cancro ed è morta oggi, 31 marzo 2015, a Continua a leggere

La bimba siriana che si arrende davanti alla macchina fotografica

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma BIMBA SIRIANA SI ARRENDE DAVANTI A MACHINA FOTOGRAFIACA Nadia Abu Shaban Guerra Morte Arma No Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologAlza le piccole manine unite sulla testa, stringe le labbra in un accenno di pianto senza lacrime, per farsi catturare dal nemico come se aspettasse quel momento da quando è nata. E’ una bambina siriana di quattro anni che si arrende davanti al flash della macchina fotografica pensando che sia un’arma. E mentre noi passiamo la giornata col problema di quale smartphone nuovo comprare o di quale borsa abbinare alle scarpe, lei passa la sua osservando gente armata che intima il “mani in alto” ai civili. La nostra “civiltà” è tutta completamente sbagliata.

Nadia Abu Shaban su Twitter

La foto è stata scattata dalla fotoreporter palestinese Nadia Abu Shaban durante uno dei suoi viaggi nella Siria devastata dalla guerra. La giornalista ha deciso di pubblicare la foto della bambina triste che si consegna arresa sul suo account Twitter. “Fotografia scattata a una bambina siriana – scrive Nadia Abu Shaban sulla sua bacheca Facebook – Lei crede che ho in mano un’arma e non una macchina fotografica. Per questo si è consegnata”.

Milioni di bambini coinvolti

Tra scuole e orfanotrofi bombardati, in giornate scandite dalla paura di essere uccisi o di dover fuggire, si calcola che siano 5 milioni i bambini siriani coinvolti nella guerra del regime di Bashar Al Assad contro i terroristi dello Stato islamico. Secondo recenti dati Unicef, i bambini costretti a lasciare la Siria sarebbero arrivati a un milione, 740 mila hanno meno di undici anni. Tremilacinquecento bambini siriani hanno valicato la frontiera con Libano, Giordania e Iraq, da soli, senza famiglia. I piccoli uccisi in Siria, sostiene l’Alto Commissariato per i diritti umani, sono stati finora 7 mila.

Devo essere sincero, quando ho visto questa foto, mi è venuto da piangere.

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Ecografia della tiroide: a cosa serve, come si svolge e come ci si prepara all’esame

MEDICINA ONLINE TIROIDE NODULO IPOTIROIDISMO IBSA EUTIROX ORMONI TIROIDEI METABOLISMO BASALE COLLO GOZZO SINTOMI PARATIROIDI TIROIDECTOMIA TOTALE PARZIALE CHIRURGIA OBESITA INGRASSARE PESO PONDERALE CHIRURGIA ECOGRAFIAL’ecografia della tiroide è senza alcun dubbio l’esame diagnostico più importante per lo studio della morfologia della ghiandola tiroidea. Come tutte le tecniche ecografiche, si basa sulla differente capacità dei tessuti di riflettere gli ultrasuoni emessi da una sonda. L’apparecchio è in grado di registrare l’intensità delle onde riflesse, convertendole sullo schermo in segnali luminosi che ricostruiscono in tempo reale l’aspetto anatomico della tiroide.

L’ecografia tiroidea è dolorosa? Esistono effetti collaterali, rischi o controindicazioni?
L’ecografia tiroidea è un esame del tutto  indolore, inoltre tale indagine è assolutamente priva di rischi, effetti collaterali o controindicazioni. Può essere effettuato anche nelle donne in gravidanza.

L’ecografia tiroidea è dannosa per la salute?
No, è un esame sicuro e del tutto indipendente da radiazioni ionizzanti (quelle impiegate nelle radiografie) o sostanze radioattive. Gli ultrasuoni, dotati di un’altissima frequenza e non udibili all’orecchio umano, non determinano alcun danno ai tessuti umani.

Come si svolge e quanto dura una ecografia tiroidea?
L’ecografia tiroidea è un esame nella maggioranza dei casi molto rapido (dura mediamente dai 10 ai 15 minuti). Il medico vi inviterà a sdraiarvi sul lettino, a pancia in su e con lo sguardo rivolto all’indietro. Una volta in posizione sul lettino, una speciale sonda viene fatta scorrere lungo la regione anteriore del vostro collo (posizionato in iperestensione) preventivamente cosparso di una piccola quantità di gel.

Come ci si prepara all’ecografia della tiroide?
Prima dell’esame non è richiesta alcuna preparazione particolare; sarà semplicemente necessario rimuovere oggetti metallici come ad esempio gioielli portati al collo.

A che serve l’ecografia della tiroide ed a che serve il doppler?
L’ecografia tiroidea tiroide si rivela particolarmente utile nel definire il volume della ghiandola (gozzo), la presenza di processi infiammatori (tiroiditi), l’eventuale presenza di noduli e le loro particolari caratteristiche. In assenza di un nodulo rilevabile alla palpazione, l’ecografia tiroidea va eseguita nei soggetti in cui vi sia un sospetto di tireopatia, cioè di una patologia legata alla tiroide, o se esistano fattori di rischio genetico o ambientale per lo sviluppo di una patologia di tale natura. Associando la tecnica doppler all’ecografia è anche possibile studiare la vascolarizzazione della tiroide o di un singolo nodulo, traendone importanti informazioni circa la funzionalità e l’attività metabolica.

Quali sono i limiti dell’ecografia tiroidea?
L’ecografia della tiroide fornisce informazioni sulla morfologia e sulla struttura della tiroide, ma non sulla sua funzione. In parole povere l’ecografia ci può dire se una tiroide è piccola o grande, se contiene noduli o meno, se è infiammata od omogenea ma non può dire se la tiroide ha un deficit/eccesso funzionale (ipotirodismo o ipertiroidismo) o se ha una normale funzionalità (eutiroidismo). Pertanto la decisione se intraprendere o modificare una terapia tiroidea in atto NON può esser presa solo dopo una valutazione ecografica.

Quali altre tecniche diagnostiche della tiroide sono disponibili?
L’ecografia della tiroide è un indagine importantissima per quel che riguarda le patologie della tiroide, ma non è l’unica dal momento che – come abbiamo visto nel capitolo precedente – è una indagine che ha dei limiti. Gli aspetti funzionali della ghiandola, ad esempio, possono essere indagati attraverso un ulteriore esame diagnostico, chiamato scintigrafia tiroidea, mentre per cercare conferme al sospetto di malignità è necessario valutare il campione cellulare aspirato sotto guida ecografica (biopsia). Per approfondire:

L’ecografia della tiroide è una tecnica accurata?
L’accuratezza diagnostica dell’ecografia tiroidea è estremamente variabile, dipende essenzialmente dall’apparecchio utilizzato e da limiti tecnici paziente-correlati. La variabile più importante, essendo una tecnica diagnostica operatore-dipendente, è rappresentata dall’abilità e dall’esperienza del medico che la esegue.

Cosa succede alla fine dell’ecografia?
Terminata l’ecografia della tiroide, il gel viene rimosso ed il paziente può riprendere tranquillamente le proprie attività.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Ti guardavo da lontano ma non potevo toccarti…

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma GUARDAVO LONTANO NON POTEVO TOCCARTI Stella Cielo Amore Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologTi guardavo da lontano ma non potevo toccarti, un po’ come accade per le stelle. E tu lo eri davvero, la mia stella

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Medico Chirurgo
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