Proprietà dell’aglio: antibiotico, antitumorale, afrodisiaco, abbassa la pressione ed il colesterolo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AGLIO VEGETALI (2)Non sarà l’alimento che ci rende più desiderabili in una serata galante, tuttavia l’aglio è uno di quei cibi con proprietà meravigliose che la natura ci mette a disposizione per darci la possibilità di mantenerci in salute. Ad esempio questa pianta – appartenente alla famiglia delle Liliaceae – ha azione chelante, cioè favorisce l’aggregazione delle molecole di alcuni metalli pesanti come mercurio e cadmi (tanto diffusi nel nostro ambiente industrializzato ed inquinato) favorendone così l’espulsione da parte dell’organismo e confermandosi, come vedremo continuando la lettura, un fattore protettivo nei confronti nei tumori. Utile anche contro le allergie; è un antinfiammatorio e un antibatterico ed antimicotico naturale; è poi un vero tesoro di antiossidanti e contrasta il processo di invecchiamento a carico dei tessuti rendendoci anche più giovani e belli. Ha notevole attività antispastica, utile per prevenire spasmi muscolari e dolori addominali; aiuta a prevenire ed alleviare la claudicazione intermittente (dolore nelle gambe provocato dall’arteriosclerosi); incrementa leggermente il livello di serotonina nel cervello aiutando a combattere lo stress e la depressione; se hai smesso di fumare ti aiuta a non ingrassare e ripulisce il circolo dalle scorie della sigaretta. L’aglio era anche usato dagli antichi Greci e Romani per aumentare la virilità maschile e la libido: grazie alla sua azione vasodilatatrice, l’aglio ha in effetti la proprietà di favorire l’afflusso sanguigno ai genitali, permettendo una più facile erezione del pene e contrastando la disfunzione erettile.

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Come funziona la nostra memoria e come facciamo per aumentarla: guida per prendere trenta e lode agli esami universitari

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La biblioteca pubblica di Cincinnati: la memoria è fatta più o meno nello stesso modo

Provate a ricordare quello che avete fatto questa mattina, da quando vi siete svegliati fino ad ora. Poi provate a ricordarvi cosa avete fatto questo weekend. Ora chiudete gli occhi e sforzatevi di ritornare mentalmente nel luogo dove avete passato le vacanze l’estate scorsa. Infine riportate alla mente un episodio della vostra infanzia, magari di quando andavate alle elementari. Il vostro cervello, con minimo sforzo, vi avrà trasmesso delle informazioni – magari non del tutto collimanti con la realtà, ma assolutamente verosimili – dell’evento che avete vissuto. In pratica, come una piccola ma potente macchina del tempo, vi avrà riportato in un luogo temporale che non esiste più.

La biblioteca

Per come fin da bambino l’ha sempre immaginata il sottoscritto, la nostra memoria funziona come una sorta di enorme biblioteca, dove ogni libro corrisponde ad un evento vissuto nella nostra vita. La grandezza di ogni volume è direttamente proporzionale alla rilevanza che l’evento – in esso narrato e descritto – ha nella nostra esistenza. Alcuni libri sono irrilevanti e sono riposti in stanze anonime, che probabilmente non visiteremo mai più (ma che rimangono li, nel caso in cui l’evento diventasse invece rilevante); altri libri sono posti su piedistalli ed occupano stanze eleganti e ben illuminate – sono i ricordi piacevoli – mentre alcuni testi corrispondono a ricordi sgradevoli e sono riposti nelle stanze buie della nostra grande biblioteca. Gli eventi tragici sono relegati in stanze talmente nascoste della nostra mente e così anguste che ci sforziamo – a volte senza riuscirci, purtroppo – di dimenticarci della loro esistenza.  Infine ci sono libri splendidamente rilegati: sono così belli che meritano di occupare – da soli – intere grandi stanze della nostra mente. Ma le stanze migliori! Le più belle, illuminate tutto il giorno e decorate con splendidi arazzi. Ovviamente questi libri, limitatissimi nella tiratura, corrispondono ai momenti più belli della nostra esistenza. Per i nostri nonni questi volumi potrebbero trattare ad esempio della fine della II guerra mondiale. Per i miei coetanei la narrazione potrebbe comprendere la nascita di un figlio. Per i più giovani magari si parla di “quel favoloso primo bacio dato alla più carina della classe quel giorno in cui c’era la festa a casa di…”.

Scusate questa introduzione, ma volevo trasmettervi l’immagine che ho io della memoria. Però torniamo ora coi piedi per terra e chiediamoci…

Cos’è un ricordo e come e dove il nostro cervello memorizza le informazioni?

Il processo di memorizzazione, per quanto romantico possiamo dipingerlo, è riconducibile a neuroni, sinapsi, chimica e fisica. I neuroni sono le cellule che compongono il nostro cervello; ognuno di noi ne ha più di 100 miliardi. Le sinapsi sono invece le “autostrade” che collegano tra loro i diversi neuroni, creando le cosiddette reti neurali.

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Qui in alto vedete raffigurato un neurone con i propri bottoni sinaptici i quali, insieme allo spazio sinaptico e alle membrane post-sinaptiche, formano appunto le sinapsi che permettono lo scambio di informazioni tra i vari neuroni. Quando un ricordo viene richiamato alla mente, un gruppo di neuroni inizia ad inviare dei segnali elettro-chimici attraverso le sinapsi, secondo una specifica sequenza. Un ricordo dunque non è altro che una rete neurale che si attiva secondo una precisa sequenza. Poco poetico, vero? Importantissimo il fatto che più volte una rete neurale viene attivata nel corso del tempo, più il ricordo associato sarà radicato nella nostra memoria. In pratica quando ci succede qualcosa, più volte ripenseremo a quel dato evento e più è probabile che ce lo ricorderemo a distanza di tempo perché la rete neurale ad esso associata viene attivata più volte. Ciò accade perché il nostro cervello privilegia i fatti con cui abbiamo a che fare varie volte, ritenendoli quelli più importanti per la nostra sopravvivenza. Da questo discorso capiamo quindi il motivo per cui ripetere spesso un argomento prima di un esame, ce lo fa ricordare meglio, inoltre compiere un gesto ripetutamente ce lo fa compiere in modo migliore: la nostra intera memoria è basata su esperienze replicate.

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Studente universitario da trenta e lode

Se sei uno studente universitario – e probabilmente lo sei visto che sei qui – il fatto che un ricordo sia legato all’attivazione di una specifica rete neurale è un’informazione che può davvero fare la differenza nella tua carriera universitaria. Visto che purtroppo non è ancora possibile espandere i propri gigabyte di memoria come faceva Keanu Reeves nel film Johnny Mnemonic, dovremo fare alla vecchia maniera, cioè faticando! Vediamo ora come questi complessi meccanismi biochimici possano effettivamente aiutarti a prendere quel bel 30 e lode che tanto ti farebbe comodo per alzare la media in questa faticosa sessione d’esame!

1) Rileggere vs ripetere: il metodo della prima lettera

Il metodo di studio di molti universitari consiste nel rileggere fino alla nausea il materiale dell’esame. Bene, questo metodo non serve a molto, almeno dal punto di vista scientifico: leggere o rileggere un paragrafo attiva una rete neurale diversa dalla rete neurale associata alla memorizzazione di quello stesso paragrafo. Tradotto in parole povere: se rileggi un testo dieci volte, sarai semplicemente più bravo nella lettura di quel passaggio e avrai migliorato di uno 0,00001% la tua capacità di leggere velocemente, ma non la tua memoria! Se vuoi davvero memorizzare quel testo devi ripeterlo mentalmente, senza aiutarti con la “stampella” della rilettura. Devi sforzarti di ripeterlo. Quello sforzo fortifica la rete neurale come sforzare un bicipite rafforzerà quel muscolo (no pain no gain!).
Ciò significa in pratica che quando studi devi leggere un numero limitato di volte (una o due bastano di solito) con la massima concentrazione e soprattutto CAPENDO quello che state leggendo, e poi iniziare subito a ripetere tutto ciò che riesci a ricordare; e non passivamente, ma sforzandoti di ricordare qualcosa in più. In questo modo, non solo risparmierai un sacco di tempo, ma rafforzerai realmente la rete neurale associata al ricordo e non quella della lettura. Leggere mille volte le stesse righe non solo non ti farà imparare nulla a memoria, in più perderai molto tempo prezioso! Che poi alla decima volta che leggete la stessa riga state sicuri che la vostra corteccia visiva secondaria avrà smesso di fare il suo lavoro interpretativo sul materiale letto, lasciando la corteccia visiva primaria a leggere senza neanche più capire cosa avete davanti! Avete presente quando state leggendo qualcosa ma pensate ad altro, arrivate alla fine della riga e vi chiedete: “ma che cosa ho letto fino ad ora?”; ecco, quello è il tipico segno che le vostre due cortecce visive non vanno d’accordo tra loro (la prima funziona e vi fa leggere, ma la seconda no e non vi fa capire più quello che state leggendo) e leggere mille volte la stessa frase è la maniera migliore per farle litigare! Meglio leggere una/due volte con estrema attenzione e poi sforzarsi a ripetere.

Vediamo ora un applicazione veramente “estrema” di questo principio.

Immagina di dover imparare a memoria, parola per parola, una determinata definizione (magari l’articolo di una legge o una formula di biologia). Come abbiamo visto, continuare a rileggere non serve a granché. In questo caso, possiamo utilizzare il metodo della prima lettera. Questa strategia è molto semplice e consiste nel riscrivere un determinato passaggio, riportando solo la prima lettera di ogni parola e poi studiare la sequenza di lettere ottenuta. Ti faccio un esempio pratico, utilizzando la prima parte dell’Art. 3 della nostra meravigliosa Costituzione Italiana:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge

Applicando il metodo della prima lettera otterremo questa sequenza di lettere:

T i c h p d s e s e d a l

Ottenuta la sequenza di “prime lettere” non devi fare altro che rileggerla 3-4 volte, cercando di ricostruire mentalmente il testo originale. Questo semplice stratagemma costringe il tuo cervello a rafforzare di volta in volta la giusta rete neurale, ovvero quella associata al ricordo e non quella della lettura. Io lo usavo negli esami di anatomia per ricordare, ad esempio, le ossa della mano o del cranio. Con me funzionava! Se per voi questo metodo risulta un po’ troppo estremo, vi rimanga comunque il concetto che, per memorizzare, dovete costruire una rete neurale e per costruirla dovete sforzarvi di ricordare una cosa appena letta (e capìta!), evitando di leggerla mille volte, e riconducendola ad uno schema il più possibile sintetico.

Volendo rendere questo sistema più divertente si può creare un acrostico cioè un componimento poetico o un’altra espressione linguistica in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase. Nel caso dell’acrostico, l’insieme delle prime lettere forma una parola reale e non il bislacco “T i c h p d s e s e d a l” precedentemente citato. Ad esempio la frase “Sorbirsi continuamente una orribile lezione assurda” può essere memorizzata grazie alla parola… “scuola”!

  • Sorbirsi
  • Continuamente
  • Una
  • Orribile
  • Lezione
  • Assurda

Prima di chiudere questo capitolo, vi chiedo di leggere e cercare di ricordarvi questa sequenza di parole che descrivono concetti importanti nel determinare la presenza di un melanoma: dimensione, evoluzione, colore, asimmetria, bordi. Vi sembra difficile ricordare questa sequenza? Ed invece è facile, basta ricordarsi… ABCDE! Guardate qui sotto:

  • Asimmetria
  • Bordi
  • Colore
  • Dimensione
  • Evoluzione

Il mio prof di dermatologia mi consigliò questo metodo, chiamato regola ABCDE! anche la medicina d’urgenza fa largo uso di acronimi, basta leggere questo mio articolo per capirlo: Regola ABC, ABCD, ABCDE, XABCDE in medicina d’urgenza: cosa deve fare il soccorritore

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2) Memorizzare grazie al tuo stato d’animo

Uno degli elementi essenziali di una memoria strepitosa sono le emozioni. Esistono numerosi studi scientifici sul legame tra ricordi ed emozioni. Ma non servono dimostrazioni scientifiche per convincersi di quanto stati d’animo e memoria siano legati tra loro: scommetto che ricordi esattamente dove ti trovavi o cosa stavi facendo l’11 settembre 2001 o durante la finale dei mondiali del 2006. Più è stata forte l’emozione che abbiamo provato, più il libro nella biblioteca di cui parlavo all’inizio dell’articolo, è voluminoso, cioè maggiormente il ricordo si è radicato nella nostra memoria. Se vogliamo richiamare alla mente un determinato ricordo è dunque di grande aiuto rivivere/ricordare lo stato d’animo che abbiamo provato.

Visto il profondo legame che esiste tra stati d’animo e memoria, è di fondamentale importanza rendere le tue sessioni di studio vive ed emozionanti. Ogni volta che studi, devi farlo con passione, devi scavare dentro di te per trovare quella scintilla che ti ha spinto ad iscriverti alla tua facoltà, devi creare uno stato d’animo positivo che ti aiuti ogni volta a richiamare velocemente quanto studiato. Le emozioni possono essere scatenate da colori, suoni, odori. Ancora oggi ricordo chiaramente la pagina e l’argomento del libro di Immunologia che stavo studiando mentre mia madre cucinava una epica pizza al forno e l’odore si spargeva potente in tutta casa! Associate sempre le emozioni ai vostri sensi e alla cosa che dovete ricordare.

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3) Sfruttare l’effetto Von Restorff

La nostra memoria ha molti punti deboli, conosciuti in psicologia anche come bias. Conoscere queste “debolezze” ci permette di sfruttare efficacemente il nostro cervello. Uno dei più famosi bias di memoria è il cosiddetto effetto Von Restorff. Individuato per la prima volta dal pediatra Hedwig von Restorff, tale effetto consiste nella tendenza del nostro cervello a memorizzare ciò che è inconsueto e si distingue rispetto all’ambiente circostante. Vi faccio un esempio, leggete le prossime righe velocemente:

  • Saltare
  • Tagliare
  • Scrivere
  • Eseguire
  • Volare
  • Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi…
  • Leggere
  • Camminare
  • Cucinare
  • Giocare

Ora ripetete le parole che ricordate. Probabilmente la prima frase che vi viene in mente è quella tratta dalla famosa canzone del grande Lucio Battisti. Perché accade? Per almeno quattro motivi:

  • è una frase di senso compiuto;
  • descrive qualcosa che già abbiamo sentito altre volte;
  • è in corsivo;
  • è in neretto.

Se fosse anche colorata di rosso, i motivi sarebbero cinque! In una parola sola è: DIVERSA dal resto delle parole. La possibilità di ricordare più facilmente ciò che è diverso (cioè risalta) dalla media è appunto l’effetto Von Restorff. Secondo la teoria dei processi organizzativi quando leggiamo una lista tendiamo ad organizzare nella stessa categoria tutti i prodotti simili ma cataloghiamo in una categoria diversa e più importante i prodotti differenti che spiccano rispetto agli altri. Questo li rende più facilmente memorizzabili. Per capirci: qualcuno si ricorda il colore del cappotto della bambina di Schindler’s List? Il film era tutto in bianco e nero e quel colore spiccava talmente tanto che tra trent’anni ancora lo ricorderò! Inoltre domani a quest’ora provate a ricordarvi di questo articolo: vi verrà magari in mente proprio il film Schindler’s List, visto che è già la seconda volta che lo scrivo in neretto ed il vostro cervello lo ha già catalogato come informazione “importante”.

Come possiamo sfruttare l’effetto Von Restorff per preparare al meglio i nostri esami universitari? Come facciamo a differenziare e far spiccare una certa parola? Dai che lo sapete già: con l’evidenziatore! Ma come usarlo nella maniera migliore?

Come usare al meglio gli evidenziatori per memorizzare di più quando studiamo?

Sottolinea utilizzando diversi evidenziatori, con colori e punte diverse. Ai tempi dell’università io avevo almeno dieci diversi evidenziatori e almeno una trentina di pennarelli di colore diverso! Inoltre parliamoci chiaro: se sottolinei tutto è come se non sottolineassi nulla, quindi devi essere molto selettivo nel sottolineare esclusivamente ciò che conta. Io in realtà all’università sottolineavo pochissimo e solo nei primissimi esami, poi ho perso questa abitudine ed i miei libri, dal secondo anno in poi, non hanno neanche mezza parola evidenziata né sottolineata. Tuttavia, quando ancora evidenziavo, usavo un sistema che comprendeva 3 evidenziatori: il verde comprendeva l’argomento principe, il giallo i sotto-argomenti, l’arancione le parole chiave. Importantissimo, lo ripeto: sottolinea il meno possibile! Nota biografica interessante collegata all’effetto Von Restorff: quando nei miei appunti mi capitava di sbagliare a scrivere una parola, la cancellavo e sopra scrivevo la parola esatta, beh, quella parola la ricordavo con estrema facilità. Cosa risalta di più di un errore in una ordinata pagina di appunti? E ovviamente non sto parlando di cancellare gli errori usando il bianchetto, bensì con un vari ed evidenti spessi tratti di penna nera, il che massimizzava l’effetto Von Restorff. La cosa divertente è che, ad un certo punto, facevo degli errori apposta per ricordare meglio una parola! La cosa interessante è invece che quando sbagliavo apposta ricordavo meno di quando sbagliavo per caso: il nostro cervello è difficile da prendere in giro!

Per approfondire, leggi anche: Effetto von Restorff: cos’è e come usarlo a tuo vantaggio

PS Qual è il colore del cappotto della bambina di Schindler’s List? Ovvio: rosso!

4) Scrivere, scrivere, scrivere… Capire, capire, capire…

Prima ho detto che dal secondo anno di Medicina in poi i miei libri erano completamente liberi da sottolineature: qualcuno, guardandoli ora senza alcun segno, potrebbe chiedermi come io studiassi all’università. Semplice, per ogni argomento io scrivevo una sintesi su un quaderno, una sintesi vivace con milioni di colori, evidenziatori, piccoli disegni. Una volta che io avevo sintetizzato l’argomento, il mio quaderno diventava il mio vero libro e da quel punto in poi studiavo solo lì (il libro di testo lo rimettevo in libreria e ci restava). Dal momento che la mia sintesi diventava “bibbia”, il processo di creazione della sintesi mi costringeva a scrivere con molta attenzione le mie parole, capendo bene l’argomento, per evitare di scrivere stupidaggini che poi avrei studiato. Quindi: scrivere sintesi, ma scrivere solo dopo aver capito a fondo. Imparare a memoria e basta è molto più dispendioso rispetto a capire l’argomento nei suoi concetti chiave! Molti mi dicevano che riscrivere interamente il libro (perché alla fine era esattamente questo che succedeva), era un processo troppo lungo e che avrebbe rubato troppo tempo, ma nessuno si rendeva conto che a me bastava scrivere un argomento con attenzione, per imparalo, quindi per me ogni pagina di libro sintetizzata era già memorizzata automaticamente, altro che perdita di tempo!

Dopo aver studiato sulle mie sintesi, il passo successivo era ottenere una serie di personalissime mappe concettuali con i punti chiave che mi servivano per non rimanere mai a bocca aperta di fronte alla domanda dei miei professori. Ma cos’è una mappa concettuale?

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5) Mappe concettuali stimolanti

Una mappa concettuale è uno strumento grafico per rappresentare delle informazioni in modo pratico, sintetico e veloce, in uso fin dagli anni settanta del secolo scorso. Le mappe di questo tipo servono per rappresentare in un grafico le proprie conoscenze intorno a un argomento secondo un principio cognitivo di tipo costruttivista. Se non hai capito stai tranquillo: tra poco vedrai un esempio di mappa concettuale e tutto ti tornerà chiaro!

Il consiglio più importante è quello di creare mappe concettuali graficamente stimolanti. Ho sempre considerato le mappe concettuali un elemento essenziale di qualsiasi metodo di studio; eppure esistono mappe e mappe. Mappe “piatte” con pochi collegamenti e di scarso interesse non ti aiuteranno mai a ricordare efficacemente il tuo materiale di studio. Crea mappe inconsuete, mappe con collegamenti inaspettati tra i diversi nodi, insomma… mappe che siano TUE E SOLO TUE, che ti si stampino in testa! Vediamo ora un esempio di mappa concettuale:

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo COME FUNZIONA LA MEMORIA COME FACCIAMO MIGLIORARLA Dieta Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene Laser Filler Rughe Botox 2Questa mappa ci aiuta a memorizzare informazioni che riguardano la popolazione sulla terra e sulla sua crescita nel corso di alcune epoche. L’ho trovata su internet ed è ben fatta. Notate come si differenzia l’epoca antica (in giallo a sinistra) dal verde che indica le epoche moderne. Io l’avrei fatta in modo un po’ diverso. Avrei colorato le epoche antiche di marroncino perché il marrone per me è il colore della terra e mi richiama epoche antiche quando ancora non esistevano fabbriche (che per me sono rappresentate dal grigio chiaro, come il fumo che emettono) o asfalto (grigio scuro come il loro colore). Inoltre avrei differenziato i quattro blocchi verdi delle epoche moderne:

  1. crescita molto lenta della popolazione: l’avrei colorata di rosso, colore che mi fa venire in mente un rallentamento se non addirittura un blocco. In alternativa l’arancione… Insomma pensate ad un semaforo;
  2. crescita importante della popolazione: l’avrei colorata di grigio chiaro, non certo per il concetto di “crescita importante”, ma per la nozione di sviluppo industriale (che per me è appunto grigio chiaro);
  3. popolazione che cresce sempre di più: qui avrei usato il verde, che per me rappresenta appunto un libero flusso, un movimento, una accelerazione;
  4. inversione di tendenza: non avrei usato alcun colore, però avrei disegnato accanto una freccia che inverte la direzione.

Inoltre avrei usato molti più disegni: nelle epoche antiche, nella casella “nomadi” avrei disegnato un albero (che io lego al concetto di libertà) mentre in quella “sedentari” avrei disegnato una casa (che indica immobilità). Nella casella “clima favorevole” avrei disegnato un bel sole giallo chiaro, in quella “egizi e Nilo” una piramide giallo scuro con due tratti paralleli blu accanto, in quella “laghi” avrei fatto un cerchio blu.
Invece nelle epoche moderne avrei disegnato una “piccola Italia” dove si menziona l’Europa ed avrei disegnato il segno dell’euro dove si parla di paesi catalogati dal punto di vista economico. Avrei anche potuto associare il segno dell’euro dove si parla di Europa e il segno del dollaro dove si parla di economia, tuttavia, almeno nella mia testa, i due simboli si sarebbero potuti confondere (anzi addirittura invertire) visto che appartengono entrambi allo stesso campo. Ovviamente questi sono solo esempi, ognuno deve trovare i propri colori e i propri simboli. Maggiormente “personali” saranno, più facilmente riuscirete a memorizzare. Non serve dire che i disegni devono essere stilizzati e di rapida esecuzione, quindi non serve essere Giotto, anzi, più i disegni saranno “strambi” e più probabilmente li ricorderete grazie all’effetto Von Restorff! Come vedete sottolineo spesso il concetto di personalizzazione che per me era vitale per memorizzare i libri di duemila pagine di Medicina! Non sono mai riuscito a memorizzare nulla guardando appunti o mappe concettuali create da altri per due motivi:

  1. simboli e parole chiave necessari da altri per ricordare, non sono quasi mai gli stessi che servono a me per ricordare la medesima cosa;
  2. non li ho creati io mentre invece per me il memorizzare era soprattutto insito nel processo creativo speso per creare una certa mappa concettuale.

A chi sta pensando “ma quanto tempo ci mettevi per fare una mappa concettuale così piena di colori e disegni e memorizzarla?” io rispondo “molto meno del tempo che avrei impiegato a memorizzare le stesse cose SENZA disegnare la mappa”, anche perché a me bastava disegnarla per memorizzare tutti i concetti: disegnare e memorizzare avvenivano in contemporanea e non in due tempi distinti, come già vi avevo anticipato nel paragrafo precedente. Ovviamente questo vale per me: voi dovete trovare ovviamente il metodo più efficace per VOI STESSI.

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6) Stai attento a lezione

Sembra banale ricordarlo ma, se pensi che lo studio di una materia inizi una volta terminato il corso, stai perdendo tonnellate di tempo. La preparazione di un esame avviene già durante le lezioni in aula, anche perché poi il prof all’esame esige le risposte come le vuole lui. Tante volte (almeno a medicina) studi benissimo il libro di testo ma poi all’esame il prof si lamenta che stai rispondendo male perché non gli dici le cose che sono giuste per lui! Inoltre se il prof passa tre ore a spiegare l’anemia da carenza di ferro e dieci secondi a parlare dell’anemia da aumentata emolisi da Trypanosoma, io passerei più tempo a studiare la prima che la seconda! Prima di studiare il libro, studiate il vostro prof!

Ad ogni modo prendere gli appunti è una fase molto importante: per sfruttare al meglio questo momento devi imparare a prendere appunti nel modo giusto; devono essere sintetici, schematici e devono usare simboli grafici prestabiliti. Ovviamente il più possibili… personali!

Ricordate infine che il prof è umano, quindi se vi vede attenti alle sue lezioni, grazie all’effetto Pigmalione potrebbe farsi una buona idea di voi ed essere più malleabile all’esame! Inoltre se vi vede sempre in un gruppetto di studenti disattenti, a causa dell’effetto alone potrebbe reputarvi studenti meno capaci ed all’esame comportarsi in modo più aggressivo. Quindi state attenti in aula ed accerchiati da altri studenti attenti: farete la parte dei secchioni, ma forse all’esame sarete facilitati!

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7) Costruisci un palazzo della memoria

Da centinaia di anni esiste una tecnica super-collaudata per potenziare le capacità mnemoniche, chiamata “tecnica dei loci” o “tecnica dei loci ciceroniani”, anche detta “palazzo della memoria” o “palazzo romano della memoria” o ancora Journey Method (cioè “metodo del viaggio”). Si tratta di una tecnica mnemonica introdotta in antichi trattati di retorica greci e romani (Rhetorica ad Herennium, De oratore, e Institutio oratoria) e citata in molti film e serie tv tra cui “The mentalist” ed “Elementary”. In questa tecnica mnemonica gli elementi da ricordare vengono associati a specifici luoghi fisici conosciuti. Per approfondire, leggi: Tecnica dei loci o palazzo della memoria esempi ed esercizi per aumentare la capacità di memorizzare informazioni

8) Associazioni assurde

Le associazioni assurde usate nella tecnica del palazzo della memoria, possono essere usate anche al di fuori di tale tecnica. Vi faccio un esempio. Quando ho studiato lo stravaso dei leucociti durante una infiammazione all’esame di fisiologia, dovevo ricordarmi una specifica sequenza di eventi che comprendeva rotolamento, attivazione, adesione e migrazione, associati a vari elementi come recettori mucinici, selettine, integrine e immuno-globuline… ebbene per ricordare tutto io immaginavo che Silvio Muccino (l’attore) rotolava al supermercato, dove selezionava pasta integrale mentre sentiva Radio Globo. Bislacco? Certo, ma se dopo vent’anni ancora mi ricordo lo stravaso leucocitario come se fosse ieri, forse il metodo funziona!

9) Mente sana in corpo sano

Ricordatevi che il vostro cervello è parte del vostro corpo e la maniera per farlo funzionare al meglio è seguire stili di vita sani: smetti di fumare e di assumere droghe ed alcolici; fai attività fisica; alimentati in maniera adeguata con tanta acqua, frutta e verdura e poco sale e grassi; dormi un numero sufficiente di ore. In alcuni casi può aiutarvi una integrazione con integratori alimentari (cliccate qui per avere la lista completa dei migliori o andate al paragrafo 11).

10) Caffè

Il caffè è un ottimo alleato per la memoria (leggi questo articolo a riguardo), ma non esagerate, anche perché, se siete già ansiosi e prima degli esami il cuore vi batte a mille, il caffè può peggiorare la situazione causando tachicardia ed aumento della pressione arteriosa! La domanda che spesso mi fanno pazienti e allievi è quanto caffè posso assumere ogni giorno quando sono sotto esame? La quantità di caffeina che un adulto può assumere normalmente ogni giorno è circa 5mg/kg di peso corporeo, il che significa che una persona che pesa 60 kg può assumere circa 300mg di caffeina al giorno mentre una persona che pesa 80 kg può assumere circa 400mg di caffeina al giorno. Tenendo conto che ogni tazzina di caffè espresso contiene circa 120mg di caffeina, io consiglio di bere non più di tre caffè al giorno (in individui sani); superato questa quantità è da preferire il decaffeinato.

11) Integratori alimentari

Per migliorare nello studio io ero solito usare alcuni integratori alimentari, tra cui il mio preferito era la glutamina. Prodotti ottimi per contrastare la stanchezza e migliorare memoria e concentrazione che vi consiglio, sono:

12) Ultime raccomandazioni prima di… riprendere a studiare!

Ricordatevi sempre che è più utile studiare sei ore facendo ogni tanto qualche sosta piuttosto che studiare otto ore senza fermarti un minuto. Il mio prof di anatomia 3 diceva sempre che ogni 45 minuti di intensa attenzione, il nostro cervello ha bisogno di una pausa di almeno 5-10 minuti. Se la sera prima dell’esame non riuscite davvero a dormire, potrebbe aiutarvi una compressa da 1 mg di melatonina, assunta con un bicchiere d’acqua mezzora prima di andare a letto.

Spero che questi consigli vi siano utili e che… la memoria sia con voi!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Cosa si nasconde sotto il vestito rosso?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Senologia Mammografia Tumore Cancro Seno Mammella Diagnosi Mastectomia Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione  Dietologo Roma Cellulite Sessuologia EcografieLa bellissima e giovane ragazza bionda che vedete in QUESTA FOTO, dal fisico magro e in forma, sotto al suo vestito rosso nasconde un segreto che ha voluto svelare al mondo per sensibilizzare la società su di un tema che tutti invece vorrebbero segregare nella parte più nascosta di noi. Scopriamo di cosa si tratta.

Un vestito rosso

“Under the Red Dress” (Sotto il vestito rosso) è il titolo della serie della fotografa Nadia Masot che ha ritratto il corpo di Beth Whaanga, una giovane donna di origini australiane che, a 32 anni, ha scoperto di avere un cancro al seno. Di conseguenza, ha subito una doppia mastectomia e una ricostruzione chirurgica di entrambi i seni. Inoltre le è stata diagnosticata la presenza del gene BRCA2, che aumenta le probabilità del cancro alle ovaie, e ha perciò subito una isterectomia completa preventiva (cioè asportazione dell’intero utero nelle sue parti: corpo, fondo e collo. Ciò determina l’impossibilità di avere figli).

Mostrare per sensibilizzare

Insomma il suo corpo è stato martoriato dal bisturi e così pure la sua sensibilità tagliuzzata dagli eventi che si sono susseguiti. Beth ha visto il suo corpo cambiare e trasformarsi portandosi addosso le cicatrici della sua dura battaglia. Ha così deciso, con estremo coraggio, di mostrarle al mondo per sensibilizzare le donne sulla prevenzione e la cura del cancro. Per questo motivo, e con questo intento, è nata la serie “Under the Red Dress” che è stata pubblicata sull’account Facebook di Beth.

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Erezione prolungata del clitoride: il priapismo femminile

MEDICINA ONLINE VULVA LABBRA GRANDI PICCOLE LABIA MINORA MAJOR VAGINA SEX SESSO DONNA APPARATO SESSUALE FEMMINILE CLITORIDE MEATRO URETRALE OPENING IMENE VERGINITA WALLPAPER PICS PICTUREQuando un uomo è colpito da un’erezione persistente e dolorosa si parla di priapismo (ne abbiamo parlato in questo articolo: Priapismo: quando l’erezione dura più di quattro ore), tuttavia la stessa condizione può interessare anche le donne, con il clitoride protagonista al posto del pene.

Uno studio apparso sul Journal of Sexual Medicine rivela il caso di una ragazza di 29 anni che ha subito un’erezione clitoridea lunga 5 giorni. La donna stava assumendo un farmaco per stimolare la libido, ma ha notato un gonfiore delle labbra e dolore nella zona del clitoride.

La giovane ha sospeso il trattamento, ma le sue condizioni sono peggiorate nei cinque giorni successivi. Alla fine, la donna aveva addirittura difficoltà a rimanere in piedi e a camminare. Visitandola, i medici hanno verificato l’estremo gonfiore del clitoride, di colore viola, che misurava 2 x 0,7 centimetri ed hanno fatto diagnosi di priapismo femminile.

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No allo shampoo da cinque anni: capelli più sani

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo NO ALLO SHAMPO CINQUE ANNI CAPELLI SANI Dieta Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene Laser Filler Rughe BotulinoNo allo shampoo da ben cinque anni? Una sfida? No, una realtà, quella di Jacquelyn Byers, che ha deciso di eliminare lo shampoo tradizionale dalle sue abitudini, di evitare ogni detergente chimico per lavare e trattare la sua chioma. Scelta discutibile, che fa riflettere soprattutto alla luce delle dichiarazioni della diretta interessata che sostiene di avere, a oggi, grazie alla sua scelta, capelli più sani, belli e forti. Come riporta Daily News, Jacquelyn ha cominciato eliminando lo shampoo tradizionale e preferendo i detergenti biologici e organici, acquistati nei negozi specializzati. Ha continuato, complici i costi non esattamente accessibili dei prodotti bio, a confezionare detergenti fai da te per i capelli, mixando ingredienti casalinghi, economici e facilmente reperibili, come l’aceto, il sidro di mele e il lievito. Ma Jacquelyn Byers non si è limitata a questo, anzi.

La sperimentazione continua

Alla ricerca della formula casalinga perfetta per lo shampoo perfetto, Jacquelyn ha continuato a sperimentare, a cambiare miscele e associazioni di ingredienti, introducendo, per esempio, il bicarbonato. Prove e sperimentazioni fino alla decisione attuale, quella più naturale possibile, di evitare troppi mix o impacchi, ma di risciacquare semplicemente i capelli sotto l’acqua corrente, due volte la settimana. A due risciacqui settimanali sotto la doccia Jacquelyn Byers aggiunge, solo se necessari e se i capelli risultano troppo secchi, uno shampoo con aceto e bicarbonato. Se sia tutto vero non è dato sapere, se questa abitudine sia davvero un toccasana per la salute e la bellezza della chioma anche. Ma che lo shampoo e la scelta dei detergenti utilizzati meriti un po’ di attenzione e di cautela in più è una verità da non sottovalutare.

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Il segreto per avere successo nella vita? Non arrendersi mai!

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo SEGRETO SUCCESSO VITA NON ARRENDERSI MAI Dieta Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene Laser Filler Rughe Botulino

…e vedere in ogni salita, non una difficoltà, ma una opportunità!

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Fragili, rosicchiate, gialle: perché le unghie si sfaldano e si rovinano e quali sono le cure?

MEDICINA ONLINE MANO METTE SMALTO SU UNGHIE DITA COSMETICA BELLEZZAMani curate e unghie sane e forti sono un ottimo biglietto da visita e le donne sono particolarmente sensibili alla bellezza di tale parte del corpo. Un’unghia sana e resistente rispecchia una condizione ottimale di salute, oltre che un equilibrio fisiologico; per contro, un’alterazione a livello dell’unghia può essere spia di disturbi di varia entità dell’organismo. Le unghie, così come gli occhi o i capelli, hanno un proprio linguaggio per esprimersi e per farci capire se e quando qualcosa non va. Come gli occhi possono arrossarsi per stanchezza e i capelli possono cadere a causa dello stress, allo stesso modo le unghie che si sfaldano possono nascondere qualche disagio o patologia.

Leggi anche: L’alimentazione per avere unghie più forti e più belle: mai più unghie spezzate o che si sfaldano

Unghie sfaldate: le cause

Lo sfaldamento dell’unghia, chiamato tecnicamente “onicoschizia lamellina”, si verifica quando l’unghia, letteralmente, si sfoglia, diventa sempre più fragile e il margine libero appare frammentato.

1) Invecchiamento. Una delle principali cause che provocano un’innaturale fragilità – e conseguente sfaldamento delle nostre unghie – è l’invecchiamento; col passare degli anni il livello di produzione di cheratina, proteina di cui le unghie sono ricche, si abbassa gradualmente, rendendo queste ultime più deboli.

2) Alimentazione. Un’altra causa, piuttosto comune, è una cattiva alimentazione e in particolar modo una carenza di calcio, di vitamina A o B6.

3) Traumi. Lo sfaldamento delle unghie può essere causato anche da eventi traumatici, come l’uso di prodotti inadatti, smalti, gel e solventi scadenti che aggrediscono le nostre unghie a causa della loro elevata acidità.

4) Detersivi. Anche l’uso di particolari detersivi per la pulizia della casa può determinare un indebolimento degli strati superficiali dell’unghia, in questo caso basterà dotarsi di un paio di guanti per proteggerle al meglio.

5) Farmaci. Alcuni farmaci hanno un fastidioso effetto collaterale: determinano una maggiore fragilità di unghie e capelli.

6) Stress. Infine anche lo stress ha una cattiva influenza sul benessere delle nostre unghie: stanchezza, nervosismi e preoccupazioni hanno infatti incidenza non solo sulla nostra psiche, ma effetti sul nostro fisico, unghie comprese.

Leggi anche: Lo smalto rovina le vostre unghie

Unghie sfaldate: rimedi e cure

Esistono numerosi rimedi preventivi per evitare che le nostre unghie si rovinino e conseguentemente si sfaldino. Da un punto di vista alimentare possiamo innanzitutto rivedere la nostra dieta e mangiare in modo più sano, integrando gli oligoelementi e le vitamine mancanti attraverso un’alimentazione che preveda proteine, frutta e verdura o aiutarci con integratori. Come secondo passo è importante evitare prodotti nocivi e di scarsa qualità per la struttura delle nostre unghie, scegliere un gel con proprietà nutritive e vitamine o una base rinforzante, oltre ad appositi oli (ma anche quello d’oliva va benissimo per un massaggio rinforzante), che proteggano le unghie dagli agenti esterni. Anche il succo di limone è un ottimo rinforzante che combatte, al tempo stesso, l’ingiallimento delle unghie: basta tagliare un frutto a metà e infilarci dentro le dita per qualche minuto, oppure spremerlo e mischiarlo all’olio extravergine o a quello di mandorle dolci per un impacco.

Unghie rosicchiate

Fra tutte, le unghie rosicchiate sono le meno estetiche. Spesso infatti si tende a sfogare il proprio nervosismo e la propria tensione sulle mani, non solo nei veri momenti di stress, per esempio quando si sta lavorando, ma anche mentre si legge una rivista o si guarda la televisione. Ecco come prevenire l’onicofagia, il comune vizio di rosicchiare le unghie:

  • Utilizza smalto per unghie amaro, così quando cercherai di rosicchiarle sentirai il sapore poco gradevole. Scegli un colore molto forte per lo smalto che vuoi applicare: vederlo rovinato vi farà pensare due volte prima di rosicchiare le unghie.
  • Scegli unghie finte che permettano alle vere di crescere.

Unghie fragili

Le unghie fragili e deboli spesso sono la conseguenza di carenze nell’alimentazione, allergie, problemi ormonali, o più semplicemente di un utilizzo costante di smalto e acetone che indeboliscono le stesse.
Oltre all’alimentazione, che deve essere ricca di cereali, latticini, legumi, uova, pesce, germe di grano e riso integrale, puoi seguire questi piccoli consigli per rafforzare le tue unghie:

  • Quando lavi i piatti o pulisci casa usa sempre un paio di guanti per proteggere le unghie dai solventi o dai prodotti troppo aggressivi.
  • Evita di tagliarle con le forbici perché le indebolisce e prediligi sempre la lima.
  • Utilizza uno smalto a base di calcio che le rafforza.
  • Non tenerle troppo lunghe.
  • Evita i solventi a base di acetone che tendono a rendere le unghie più deboli.

Unghie gialle

Avere le unghie gialle è uno degli inconvenienti più comuni per le donne. Le più furbe le ricoprono con dello smalto scuro, ma chi invece predilige un look naturale (al massimo uno smalto trasparente), avere le unghie gialle è proprio una seccatura anti-estetica. Solitamente questo è problema per chi utilizza smalti troppo aggressivi, per chi fuma, in quanto la nicotina si deposita sulle unghie, o ancora per chi ha dei problemi di salute, come psoriasi, onicomicosi o problemi al fegato. Se non si rientra nelle ultime due possibilità, il problema “unghie gialle” si risolve in pochi step:

  • Fare uno scrub sulle unghie con un impacco naturale: un cucchiaio di bicarbonato (ottimo sbiancante naturale), 5 gocce di olio essenziale di limone e un cucchiaio di olio extravergine di oliva che aiuta a nutrire la pelle e le unghie allo stesso tempo.
  • Evita i solventi a base di acetone.
  • Prima di applicare lo smalto colorato, applica una base trasparente che protegge l’unghia.

Unghie che si sfaldano

Le unghie che si sfaldano sono uno dei problemi più comuni tra le persone che assumo meno calcio rispetto alle necessità del proprio corpo. Oltre a scegliere integratori, possiamo sicuramente prevenire questo fastidioso inconveniente seguendo dei semplici consigli.

  • evitare di mangiare le unghie;
  • fare la manicure almeno una volta al mese;
  • fare dei massaggi con olio d’oliva che nutre le unghie;
  • scegli uno smalto trasparente da mettere anche come base a quello colorato, meglio se a base di calcio;
  • quando limi le unghie evita il movimento avanti-indietro;
  • piuttosto scegli dei movimenti lunghi che vanno in una sola direzione.

I migliori prodotti per la cura delle unghie

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere di mani e piedi, in grado di migliorare forza, salute e bellezza delle tue unghie e della tua pelle:

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Ecco cosa succede se regali una palla ad un panda

Si chiama Xiao Liwu ed è un piccolo panda che sul web è già un star: i suoi video contano milioni di visualizzazioni. Siamo nello zoo di San Diego, in California, dove durante un test per la valutazione delle capacità di coordinazione e abilità, gli impiegati hanno dato al piccolo Xiao Liwu una palla. La reazione del panda è tenerissima, la stringe tra le zampe, ci rotola su pur di non perderla. Il messaggio è chiaro per tutti: “questa palla è mia, nessuno può toccarla!”.

 

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