La terapia genica blocca il cancro

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO LABORATORIO MICROSCOPIO DNA GENETICAUno studio potrebbe aumentare le nostre possibilità di combattere il cancro: autori dello studio sono i ricercatori dell’Irccs San Raffaele di Milano, diretto da Giulia Escobar, dottoranda di ricerca, e coordinato da Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia genica, e dalla ricercatrice Roberta Mazzieri (ora trasferitasi all’Università australiana del Queensland). Nel loro lavoro gli scienziati hanno sperimentato una tecnica di terapia genica in grado di bloccare lo sviluppo del tumore. I ricercatori hanno dapprima preso cellule staminali ematopoietiche umane e le hanno geneticamente modificate affinché producessero un gene “terapeutico”, l’interferone alpha, che ha attività antitumorale; poi hanno trapiantato queste cellule staminali in topi con tumore mammario.

Giulia Escobar ha affermato: «Nell’esperimento l’interferone non solo ha bloccato la crescita del tumore primario alla mammella e delle metastasi al polmone, ma ha anche trasformato i macrofagi da agenti tumorali ad antitumorali. In altre parole, ha cambiato il microambiente che circonda il tumore creando un ambiente immunostimolante, dove il sistema immunitario viene aiutato a riconoscere la neoplasia e a contrastarla. Un aspetto importante della nostra strategia è che si tratta di una forma di immunoterapia in linea di principio utilizzabile contro vari tipi di tumori, proprio perché stimola il sistema immunitario a reagire contro la neoplasia. L’immunoterapia dei tumori è un promettente filone di ricerca che ha già dato risultati in altre sperimentazioni. Entro 3-5 anni potremmo partire con i nostri primi test sui pazienti».

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Due milioni di italiani sono diabesi, lo sei anche tu?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOLe persone sovrappeso, obese e/o con diabete in tutto il mondo sono in aumento e in Italia si segue il trend: in Italia è sovrappeso oltre 1 persona su 3 (36%, con preponderanza maschile: 45,5% rispetto al 26,8% nelle donne), obesa 1 su 10 (10%), diabetica più di 1 su 20 (5,5%). Secondo l’Associazione Medici Diabetologi, oltre il 66,4% delle persone con diabete di tipo 2 è anche molto sovrappeso o obeso, mentre lo è un quarto delle persone con diabete tipo 1, il 24%. In pratica, sono sovrappeso quasi 22 milioni di italiani, obesi 6 milioni, con diabete quasi 3,5 milioni. Il termine “diabesi” si riferisce a individui che sono contemporaneamente obesi e con diabete. I diabesi in Italia sono più di 2 milioni.

Paolo Sbraccia, presidente della Società Italiana dell’Obesità, ha affermato: «Questi numeri ci fanno capire come diabete e obesità si sostengano a vicenda. L’obesità è considerata l’anticamera del diabete e la combinazione tra le due malattie rappresenta una vera e propria epidemia dei nostri tempi, per la quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha persino coniato il termine diabesità. Il rischio di morte raddoppia ogni 5 punti di crescita dell’indice di massa corporea, il BMI: un diabetico sovrappeso raddoppia il proprio rischio di morire entro 10 anni rispetto a un diabetico di peso normale; per un diabetico obeso il rischio quadruplica».

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Alzheimer: diagnosi precoce sempre più vicina

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAMESembra che a breve sarà possibile diagnosticare l’Alzheimer grazie ad un’analisi del sangue specifica che misura il tasso di peptide amiloide il cui livello nel sangue, secondo alcuni ricercatori spagnoli (agenzia spagnola di Araclon), è direttamente proporzionale alla possibilità di sviluppare la malattia. La spagnola Araclon ha sviluppato e brevettato un kit che consente di trovare 40-42 peptidi di beta amiloide nel sangue (ABtest) e stanno procedendo con degli studi su un campione di 400 persone per riuscire a dimostrare che l’ABtest è uno strumento in grado di diagnosticare l’Alzheimer. Il test potrebbe infatti distinguere i soggetti completamenti sani da quelli che presentano già un deficit cognitivo precursore della malattia.

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Le gomme da masticare fanno venire il mal di testa

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO GOMMA DA MASTICARE OCCHIALIAttenzione alle gomme da masticare: sollecitando troppo l’articolazione temporo-mandibolare possono arrivare a causarti un bel mal di testa. A lanciare l’ allarme è uno studio condotto presso il Meir Medical Center dell’Università di Tel Aviv, pubblicato sulla rivista specializzata Pediatrics Neurology, secondo cui gli adolescenti che masticano troppe gomme americane possono essere più a rischio di mal di testa, in particolare emicrania. Nella loro ricerca gli esperti hanno coinvolto 30 adolescenti che fossero assidui masticatori di gomma da masticare e manifestassero frequenti mal di testa: lo studio ha dimostrato che esiste una associazione tra le due cose.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Pepe rosa, l’afrodisiaco naturale: storia, proprietà e usi in cucina

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PEPE NERO SPEZIE CONDIMENTI POLVERE TRITURATO SAPORE CUCINA CUCINARE (3)Il pepe rosa, chiamato anche Schinus molle o falso pepe o pepe peruviano, è una spezia delicata e pungente al tempo stesso che si ricava da un albero sempre verde di media grandezza, originario dell’America del sud, che produce bacche rosa dal profumo intenso, resinoso e fugace e dal gusto molto particolare: leggermente piccante, ma delicato e dolce. E’ ottimo per arricchire antipasti crudi e insalate perché si sposa benissimo con la frutta, poi se avete voglia di unirlo al dolce allora considerate che si sposa benissimo con il cioccolato fondente. Il nome “falso pepe” deriva dal fatto che il pepe rosa, al contrario di altri tipi di pepe (verde, nero e bianco), non deriva dalla pianta del Piper nigrum, tuttavia somiglia molto nella forma ad una bacca di pepe. Tutte le parti della pianta (foglie, corteccia, frutti, semi, resina) contengono un olio essenziale molto profumato, simile a quello del pepe, ma molto più dolce e delicato, utilizzato in erboristeria, e sono state usate a scopo medicinale dalle antiche popolazioni sudamericane fin dai tempi più remoti. Altre informazioni utili sono che in purezza non contiene glutine e che dal punto di vista calorico è un alimento veramente dietetico! Attenzione: il pepe rosa assunto in quantità eccessive risulta tossico.

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La storia del pepe rosa

Anticamente utilizzata dai sacerdoti aztechi per cerimonie rituali, il pepe rosa fu introdotto in Europa da Alessandro Magno che lo portò dalle coste d’Asia dove era arrivato probabilmente attraverso il Pacifico e il Mar della Cina, passando prima dal Giappone e dall’Indonesia fino ad arrivare in Cina e India dove Alessandro il Grande lo scoprì e se ne innamorò al punto da riportarlo in patria. Spezia costosissima e preziosa, considerata merce di scambio al pari del cardamomo e della cannella e predominio commerciale dei portoghesi per due secoli, fin quando nel 1660 cedettero il passo agli inglesi che ne aumentarono la produzione, ridussero la qualità e abbassarono il prezzo. Il pepe rosa è stato usato moltissimo nella cucina durante il periodo medioevale, anche perchè già allora erano chiare le sue proprietà antisettiche.

Le proprietà del pepe rosa

I grani di questo falso pepe contengono piperina, oli essenziali, sostanze resinose, tannini e sali minerali (calcio, fosforo e potassio) che lo rendono diuretico, tonico, lassativo, antinfiammatorio e antisettico. Il pepe rosa è famoso per favorire la digestione gastrica e la motilità intestinale, preso con moderazione e buon senso può essere utile anche in caso di bronchite e nelle infezioni delle vie urinarie. Alcuni pazienti riferiscono anche una buona efficacia nel trattamento di disturbi come mal di denti, reumatismi e dolori mestruali. Le gommo-resine contenute nel pepe nero sembrano anche avere un’attività purgativa e antigottosa. Oltre a rientrare nella lista delle spezie più care rientra storicamente anche tra le spezie afrodisiache più potenti assieme a zenzero e peperoncino, ma è sicuramente più spendibile per il suo gusto delicato e meno forte rispetto a quello dello zenzero.

Pepe rosa: uso in cucina

Molto più diffuso nella Nouvelle Cuisine francese rispetto a quella italiana, il pepe rosa è piuttosto delicato e il suo aroma è dolce e speziato con delle note di limone e fragola. Perfetto per insaporire piatti a base di pesce, ma soprattutto carpacci di pesce spada, tonno o salmone. Leggermente pestate le bacche di pepe rosa, macinate grossolanamente oppure lasciate in infusione in poco vino bianco, da unire poi in cottura, sono ideali per insaporire non solo il pesce, ma anche le carni bianche. È un ottimo componente di salse a base di yogurt, burro, mascarpone o frutta. Il suo colore così ricco e brillante rende questo pepe un’ottima spezia che regala eleganza e vivacità a piatti, perfetto per preparare originali risotti o dessert particolari. Il pepe rosa è, assieme al pepe nero, bianco e verde, una delle spezie che compongono la famosa miscela creola. In Ecuador i grani di pepe rosa sono molto diffusi come condimento per le pietanze ma anche per insaporire liquori e aceto, in Cile aromatizzano il vino, mentre in Messico è utilizzato nella preparazione del pulque, una bevanda alcolica molto antica considerata sacra.

Integratori per migliorare quantità di sperma, erezione e libido maschile e femminile

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

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Il miglior metodo per curare la sbornia di capodanno

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMINI GRUPPO AMICI BRINDANO FELICITA ALCOL BIRRA VINO ALCOLICI ALCOLISMO TOSSICODIPENDENZABuon anno nuovo a tutti! Ma per alcuni lettori che ieri sera hanno esagerato con gli alcolici, l’anno forse non è iniziato nel migliore dei modi. Molti si sono svegliati infatti disidratati, ipersensibili alla luce, irritabili, con vertigine, nausea e mal di testa: insomma con tutti i sintomi della sbornia! A questo punto sorge spontanea una domanda: Qual è la miglior cura per i postumi di una sbornia?  Premettendo che la maniera migliore per me rimane sempre quella di bere il meno possibile ed assicurarci sempre una ottima idratazione bevendo tantissima acqua, ebbene sembra che un rimedio incredibile per riprendersi da una sbornia sia… bere una Sprite, almeno secondo un nuovo studio della University of Exeter. Lo studio ha testato gli effetti di cinquantasette bevande e proprio la popolare bevanda gassata Sprite si è aggiudicata i punteggi più alti nell’alleviare i sintomi legati all’assunzione di alcol in eccesso.

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Che l’anno nuovo ci porti salute, bellezza e pace interiore: buon 2014!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Il 2013 in Italia: l’anno della crisi e delle culle vuote

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAMBINI NEONATO FRATELLI FAMIGLIA GENITORI FAMIGLIA (2)Oggi è l’ultimo giorno del 2013 ed è il momento in cui si tirano le somme, specie quelle “statistiche”. Quest’anno è stato veramente duro sotto molti punti di vista: politico, economico, sociale. Ma il 2013 sarà ricordato dagli italiani anche come l’anno delle “culle vuote“: 62 neonati in meno al giorno rispetto al 2012. Il dato delle nascite, in calo da tempo, è infatti il più basso dal 1980. Con qualche differenza geografica: i capoluoghi tengono meglio rispetto alla provincia.

Continua la lettura su https://www.meteoweb.eu/2013/12/salute-record-negativo-delle-nascite-nel-2013-il-dato-peggiore-da-33-anni/249807/

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