Tumore del polmone: stadiazione TNM, operabilità, resecabilità

MEDICINA ONLINE RX RADIOGRAFIA DEL TORACE RX TORACICA RADIAZIONI INDICAZIONI POLMONI TUMORE CANCRO FRATTURA IMMAGINI MEZZO DI CONTRASTO BISOGNA SPOGLIARSI COSTO PREZZO DUE PROIEZIONI ANTI tumori maligni del polmone (“cancro del polmone” o “carcinoma polmonare”) sono oggi la più comune malattia maligna ad esito infausto, sia negli uomini che nelle donne, nei paesi industrializzati. Poiché l’incidenza mondiale dei tumori del polmone è in aumento, diventa sempre più importante la diagnosi precoce e una terapia più efficace. Il termine “maligno” denota il comportamento infausto del tessuto abnorme, che non assolve nessuna funzione e che si diffonde in maniera incontrollata a spese del tessuto normale, invadendo non solo i tessuti vicini al tumore primario, ma in alcuni casi diffondendosi a distanza (metastasi).

Stadiazione TNM del tumore polmonare

La determinazione dell’estensione del tumore polmonare è essenziale per la scelta della terapia più appropriata e per evitare un non necessario intervento chirurgico, oltre che per fornire al paziente una prognosi. La nomenclatura oggi largamente accettata in tutto il mondo è quella del sistema modificato di classificazione in base alla stadiazione sviluppato dalla American joint Committee e la Union Contre le Cancer nel 1986. Questo sistema è basato sulla classificazione TNM, acronimo che indica tre parametri essenziali per descrivere l’estensione del tumore e “stadiarlo”, cioè determinare il suo grado di gravità, le possibilità terapeutiche e la prognosi. Le tre lettere indicano caratteristiche tumorali diverse:

  • T indica le dimensioni del tumore primario ed altre sue caratteristiche;
  • N indica l’eventuale interessamento dei linfonodi regionali o di quelli più distanti;
  • M indica l’eventuale presenza di metastasi a distanza, cioè la diffusione del tumore in siti distanti identificati alla biopsia.

Accanto a tali lettere la classificazione TNM prevede l’uso di numeri o lettere a specificare meglio ogni singolo parametro. Ad esempio il numero zero indica “l’assenza di”. Di conseguenza:

  • T0 indica l’assenza di tumore primario;
  • N0 indica il fatto che i linfonodi non siano coinvolti (un elemento diagnostico positivo);
  • M0 indica il fatto che non siano presenti metastasi a distanza (un elemento prognostico decisamente molto positivo).

Vediamo ora tre tabelle che indicano il significato delle varie sigle:

MEDICINA ONLINE TUMORE POLMONE STADIAZIONE CLASSIFICAZIONE TNM CANCRO LINFONODI ASSENZA PRESENZA METASTASI SIGNIFICATO SIGLE ACRONIMO PROGNOSI DIAGNOSI SCHEMA TABELLA

La classificazione TNM costituisce la base per la “stadiazione”, che stabilisce cinque stadi di gravità della malattia, dove lo stadio zero è il meno grave e con prognosi migliore; lo stadio IV (“quarto stadio”) è il più grave e con prognosi peggiore:

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Questo sistema è impiegato soprattutto per i tumori polmonari non a piccole cellule.

Tumore polmonare operabile o non operabile?

Il tumore negli stadi I e II è considerato operabile e con buona prognosi. Il tumore nello stadio IIIA in genere può essere trattato chirurgicamente, ma il rischio perioperatorio è più elevato mentre è quasi trascurabile il beneficio in termini di sopravvivenza. I tumori in stadio IIIB e – soprattutto – in stadio IV, non sono operabili e spesso sono trattati con radioterapia, con o senza chemioterapia associata.

Una particolarità è rappresentata dal fatto che carcinomi caratterizzati da parametri T4 o N3 (pur se M0, cioè privi di metastasi) sono sempre assegnati al grado IIIb (inoperabili) con sopravvivenza a cinque anni del 5% (con T4; N1-2; M0), percentuale che scende al 3% in caso di N3 (con qualsiasi T ed M0), cioè quando sono colpiti i linfonodi controlaterali od i linfonodi cervicali omolaterali.

Il fattore prognostico peggiore è l’M1, che indica la presenza di metastasi a distanza: tale fattore da solo, a prescindere dall’estensione primaria e dell’interessamento linfonodale, pone il paziente al quarto stadio di gravità, cioè quello con prognosi peggiore, con tumore non operabile e con una sopravvivenza a cinque anni estremamente limitata, in genere al di sotto dell’1%.

In sintesi:

  • sono considerati operabili gli stadi: I, I, II, II ed alcuni IIIa (pazienti in buone condizioni di salute e senza esteso coinvolgimento linfonodale).
  • sono considerati inoperabili: alcuni stadi IIIa, lo stadio IIIb e lo stadio IV. In questo caso il trattamento di elezione è rappresentato dalla chemioterapia e dalla radioterapia.

A patto che M sia zero, sono considerati operabili i pazienti con:

  • T1, T2, T3 (con N1 o N2);
  • N1, N2 (con T1 o T2 o T3).

Sono considerati NON operabili i pazienti con:

  • T4 (con qualsiasi N);
  • N3 (con qualsiasi T);
  • M1 (con qualsiasi N e T).

L’operabilità o meno di un tumore è determinata non solo dalla stadiazione del tumore, ma anche da altri fattori, come condizioni generali del paziente e sua età.

Operabilità o resecabilità: differenza

Fino ad ora in questo articolo, per facilitare la comprensione dei concetti al lettore, abbiamo parlato di “operabilità”, anche se – per precisione – avremmo dovuto parlare di “resecabilità”. I due termini in effetti, pur se spesso usati come sinonimi, in realtà indicano cose diverse, pur se correlate:

  • resecabilità: è la caratteristica di un tumore di poter essere “resecato”, cioè eliminato chirurgicamente. Un tumore polmonare è “resecabile” quando soddisfa i criteri prima elencati: un tumore è resecabile fino allo stadio IIIa, mentre lo stadio IIIb e lo stadio IV indicano un tumore non resecabile;
  • operabilità: è correlata alle caratteristiche del paziente, ad esempio capacità del paziente di sopportare un intervento chirurgico invasivo con relativa anestesia generale la sua possibile qualità della vita in seguito all’operazione.

Elementi che influenzano la resecabilità di un tumore, sono in particolare l’estensione del tumore, l’infiltrazione degli organi vicini e la presenza di metastasi (in parole semplici, la resecabilità è influenzata fortemente dalla stadiazione TNM). Strumenti utili a valutare la resecabilità, sono:

  • TC (tomografia computerizzata);
  • PET (tomografia ad emissione di positroni).

Elementi che invece influenzano l’operabilità, sono una serie di fattori che includono età del paziente, parametri vitali e considerazioni soggettive sul paziente. Strumenti utili a valutare l’operabilità, sono:

  • esami del sangue: possono indicare la presenza di comorbidità come il diabete, l’insufficienza respiratoria o l’insufficienza renale;
  • spirometria: è in grado di valutare in maniera semplice e rapida la presenza di gravi BPCO, condizione che rappresenta una notevole limitazione alla chirurgia;
  • Karnofsky Performance Scale: valuta le condizioni generali del paziente;
  • Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) o Zubrod Performance Scale: valuta le condizioni generali del paziente;
  • elettrocardiogramma (ECG): valuta la presenza di aritmie o altre patologie cardiache.

E’ importante valutare sia la resecabilità che l’operabilità di un tumore. Un paziente potrebbe essere operabile, ma avere un tumore non resecabile e viceversa. Ad esempio un paziente potrebbe avere un tumore polmonare in stadio II o IIIb, ma potrebbe essere inoperabile perché ha 95 anni ed è diabetico. Al contrario un paziente giovane ed in salute potrebbe essere operabile, ma avere un tumore non resecabile perché è in stadio IV.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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