Differenze latte 1 (di inizio) e 2 (di proseguimento): quando cambiare?

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Le formule di inizio del latte artificiale sono contrassegnate con il numero 1 (perciò vengono dette di “tipo 1” o starting formula) e sono state studiate proprio per nutrire i neonati da zero fino a quattro mesi di vita.
Ecco le caratteristiche principali di questo tipo di latte:

  • hanno un valore energetico tra 64 e 72 calorie circa per ogni 100 centimetri cubi;
  • il loro contenuto di zuccheri è costituito dal solo lattosio (lo zucchero presente nel latte) o anche da maltodestrine (zuccheri che, oltre a fornire un buon contenuto energetico, vengono assorbiti rapidamente da parte del-l’organismo);
  • contengono nelle giuste proporzioni gli acidi grassi essenziali Omega 6 e Omega 3, molto importanti in quanto l’organismo umano non è in grado di produrli da solo;
  • contengono 1,2-1,9 grammi di proteine ogni 100 millilitri: fino a qualche anno fa questa percentuale era quasi doppia, ma recenti studi hanno dimostrato che, per rispondere ai fabbisogni di un bambino di questa età, non è necessario sovraccaricare il lavoro dei reni.
Le formule di proseguimento (tipo 2)

Le formule di proseguimento del latte artificiale sono contrassegnate con il numero 2 (perciò vengono dette di “tipo 2”) e possono venire offerte ai bimbi a partire dai 4-5 mesi fino all’anno di vita. Intorno a questa età, infatti, il piccolo ha raggiunto una maggiore maturità dell’apparato digestivo e ha esigenze nutrizionali diverse rispetto a prima: comincia, infatti, anche lo svezzamento, cioè il passaggio graduale dal solo latte a un’alimentazione che comprende anche i primi cibi solidi.

No al latte di mucca

Le formule di proseguimento del latte artificiale rappresentano il miglior sostituto del latte di mucca, la cui introduzione è sconsigliata prima dell’anno, in quanto troppo povero di ferro o molto ricco di proteine. Rispetto al latte vaccino, queste formule hanno, infatti, un maggior contenuto di ferro, zuccheri, vitamine e acido linoleico (un acido grasso essenziale per l’organismo). Il contenuto di proteine è di poco superiore a quello delle formule di inizio, mentre la presenza di grassi è minore.

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In polvere o diluito

In commercio esistono formule in polvere, che vanno diluite prima del consumo, e latti invece già diluiti, quindi pronti per l’uso. I tipi più diffusi in Italia sono comunque quelli in polvere che hanno il vantaggio di durare a lungo e di avere un ingombro limitato. Quelli diluiti, invece, danno più problemi di “scorta”, ma hanno il vantaggio di non lasciare margini di errore durante la diluizione: non si rischia, cioè, di preparare un latte troppo denso o, al contrario, troppo leggero.

Latte per allergia o rigurgito

Esistono alcuni tipi di latte adatti ai bambini che hanno sviluppato un’allergia a questo alimento (che si manifesta con eruzioni cutanee, vomito e diarrea) o che presentano alcuni problemi della prima infanzia, come il rigurgito. In questo caso il pediatra potrà consigliare tipi speciali di latte (i delattosati, gli idrolisati, il latte di soia, gli antirigurgito).

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Sono incinta: cosa sente il bambino nella pancia?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOTutti noi siamo stati bambini ed ancora prima siamo stati dei piccolissimi feti nella pancia delle nostre mamme, ma ovviamente non possiamo avere memoria delle sensazioni provate in quei preziosi momenti di vita. Come si sviluppano i cinque sensi nel feto e che cosa sente il bambino quando è in pancia?

Tatto
Il primo senso che si sviluppa è il tatto. Intorno alla 7°/8° settimana di gravidanza, i feti cominciano a muoversi e dopo altre due settimane, quindi verso la 10°/11° settimana di gravidanza, iniziano a sfiorarsi le guance, cosa che diventerà familiare per loro dopo la 14° settimana, quando tutto il loro corpicino risponderà agli stimoli tattili.
A proposito sempre della 14° settimana c’è da sapere poi che lo spazio all’interno dell’utero diventa più angusto ed il feto entra in contatto molto più spesso con il cordone ombelicale, per questo spesso nelle ecografie in 4D sembra che stia come giocando con il cordone.

Olfatto e gusto
Il naso del feto si forma dopo l’11° settimana e all’incirca dopo la 12° settimana comincia a deglutire il liquido amniotico, il quale porta gli odori ed i sapori del cibo assunto dalla mamma. Dalla 35° settimana, solitamente, le papille gustative del feto sono perfettamente funzionanti e per questo dopo la nascita sarà in grado di riconoscere l’odore del latte ed i sapori dolci e meno dolci che la madre ha mangiato nel periodo di gestazione.

Udito
Verso la 24° settimana, i piccoli ossi dei condotti uditivi si induriscono e, lavorando insieme, permettono al feto di sentire tutti i rumori ed i suoni interni, come la voce della mamma, ma anche il suo battito del cuore ed il rumore del sangue pompato attraverso il cordone ombelicale.
Anche i suoni esterni arrivano al bambino, ma in maniera più ovattata e tra quelli ad alta frequenza e quelli a bassa frequenza, il bambino percepisce meglio i secondi, tra i quali possiamo annoverare la voce del padre.

Vista
La vista è l’ultimo senso in ordine di tempo che il feto sviluppa ed è anche l’unica che si evolve dopo la nascita. E’ verso la 26°/27° settimana che il bambino apre per la prima volta le palpepre e vede tutto scuro. La percezione del colore avviene intorno ai 2 mesi dopo la nascita, prima è tutto in bianco e nero, ma nonostante questo anche durante la gravidanza il feto può captare dei toni luminosi, dei bagliori chiari.

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Differenza tra parto eutocico e spontaneo

MEDICINA ONLINE PARTO GRAVIDANZA NATURALE CESAREO DIFFERENZE CHIRURGIA FOTO WALLPAPER PICTURE UTERO CHIRURGO OPERAZIONE RISCHI VANTAGGI VANTAGGI ALLATTAMENTO MADRE FIGLIO NEONATO MORTAìE MORTA LIQUIDOSi definisce parto l’espulsione spontanea o l’estrazione strumentale del feto e degli annessi fetali dall’utero materno. Il parto può distinguersi in due tipi:

  • eutocico o “fisiologico” se avviene spontaneamente, non richiede alcun intervento ostetrico ed inizia in modo del tutto naturale, senza dover ricorrere a farmaci.
  • distocico o “non fisiologico” se, in seguito a complicazioni, è necessario l’intervento medico che utilizza forcipe e ventosa oppure effettua il cesareo. Le cause possono essere diverse: difficoltà dell’utero a contrarsi (distocia dinamica) o disturbi dovuti alla dilatazione del canale cervicale (distocia meccanica), una conformazione del bacino che rende difficile la fuoriuscita del bimbo oppure anomalie nella presentazione o posizione del piccolo, o, ancora, un suo peso eccessivo.

Da quanto detto appare chiaro come parto spontaneo e parto eutocico siano in realtà sinonimi.

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Eutirox: si può assumere in gravidanza ed allattamento?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOPer le donne in gravidanza ed allattamento, la terapia a base di Eutirox non deve essere interrotta e può essere somministrata, nei casi di effettiva necessità e sotto un controllo diretto del medico.

Il dosaggio di Eutirox può essere diverso da quello che assumevate prima dell’inizio della gravidanza.

Gli studi finora effettuati NON hanno riscontrato effetti negativi legati allo sviluppo del feto, tranne nel caso di sovradosaggio, per questo è necessario fare molto attenzione al dosaggio corretto di farmaco somministrato.

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Fibrinogeno alto o basso in gravidanza: quando preoccuparsi?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOvalori normali di fibrinogeno dovrebbero aggirarsi tra i 200 e 400 mg/dl, anche se si tratta di valori che non tengono conto, ovviamente, dei cambiamenti che avvengono nel nostro corpo durante la nostra gestazione. Durante la gravidanza sono infatti ritenuti normali valori fino a 700 mg/dl, con il valore minimo che si sposta anch’esso verso l’alto e si attesta intorno ai 400 mg/dl. È dunque più che normale avere valori elevati di fibrinogeno durante la gravidanza e questo, almeno finché si rimane nella forbice sopra indicata, non deve essere assolutamente motivo di preoccupazione.

Prima di addentrarci nei motivi che possono far salire i valori di fibrinogeno oltre misura durante la gravidanza, parliamo di quelli che sono invece di carattere generale. Il fibrinogeno può infatti salire quando:

  • il nostro corpo deve cercare di recuperare la normalità dopo un’ustione;
  • abbiamo delle ferite importanti in via di guarigione;
  • stiamo utilizzando dei contraccettivi orali di prima generazione;
  • soffriamo di nefrosi, ovvero di patologie che interessano i reni;
  • presenza di uno o più linfomi.

Si tratta dunque di un valore che viene monitorato con estrema attenzione anche durante la gravidanza.

Fibrinogeno alto in gravidanza: cause

Secondo la letteratura medico/scientifica a riguardo, i livelli di fibrinogeno durante la gravidanza possono superare quelli ritenuti normali (che vi ricordiamo durante la gestazione sono tra 350–400 mg/dl e 700 mg/dl) per gli stessi motivi che abbiamo riportato sopra. Nel caso in cui le vostre analisi fossero anomale, sarà il vostro ginecologo a preoccuparsi di individuare le cause dell’aumento della presenza del fibrinogeno nel sangue, per poi indirizzarvi verso le giuste terapie. Una delle cause più comuni dell’aumento del fibrinogeno in gravidanza è senza dubbio l’incremento di peso. Infatti, esiste una correlazione positiva tra livello di fibrinogeno nel sangue e indice di massa corporea, il che vuol dire che più aumenta il peso corporeo, più i livelli di questa glicoproteina tenderanno ad aumentare. Un’altra ragione per la quale si può assistere all’aumento di questa proteina nel sangue è il fumo di sigaretta. Il motivo è dovuto all’instaurarsi di un processo infiammatorio persistente a livello dei bronchi e dei vasi polmonari che sono continuamente esposti alle sostanze inalate con il fumo.

Quando il livello fibrinogeno è basso

Quando i valori di fibrinogeno diventano troppo bassi e scendono sotto la soglia dei 250–300 mg/dl durante la gestazione, dobbiamo necessariamente rivolgerci al nostro ginecologo e al nostro medico curante. Quando i valori sono infatti troppo bassi si è in genere di fronte a problemi relativamente seri. Tra i motivi più comuni troviamo sicuramente problemi a livello epatico. Tutte le patologie che attaccano il fegato tendono a ridurre la produzione di fibrinogeno e dunque la sua presenza nel sangue. Altro problema tipico è la coagulazione intravascolare disseminata, che può far pensare alla presenza di numerosi trombi nel nostro sistema cardiovascolare. Vi sono anche deficit che sono invece di origine ereditaria e che predispongono al tempo stesso alla possibilità di emorragie anche gravi.

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Ci sono rischi con il fibrinogeno troppo alto in gravidanza?

Secondo una parte della letteratura scientifica sicuramente sì, e valori che sono troppo alti devono essere immediatamente riportati all’interno dei range di accettabilità. Con valori che superano i 700 mg/dl aumenta sensibilmente infatti il rischio di distacco placentare e, purtroppo, anche di aborto. Per questo motivo il fibrinogeno è un parametro che viene tenuto sotto controllo continuamente e continuativamente durante la gestazione attraverso delle analisi del sangue: è uno degli indici dello stato di salute del nostro corpo e della nostra gravidanza. I valori di fibrinogeno dovrebbero però essere messi in relazione anche all’età della gestante. Chi sta affrontando una gravidanza in età avanzata, tenderà ad avere livelli di fibrinogeno marginalmente più alti e, nel calcolare il range di normalità, il vostro ginecologo dovrebbe tenere conto anche di questo. Per valutare la concentrazione del fibrinogeno nel sangue basterà sottoporsi ad un semplice prelievo ematico da eseguire rigorosamente a digiuno. I valori, inoltre, non possono essere considerati come attendibili nel caso in cui si sia state soggette ad una trasfusione di sangue nelle 4 settimane che precedono il prelievo.

Si può abbassare il fibrinogeno in modo naturale?

Ci sono dei piccoli accorgimenti e delle piccole correzioni al nostro stile di vita che possono permetterci di mantenere più facilmente i livelli di fibrinogeno nella normalità.

  • Evitare di prendere troppo peso durante la gravidanza. Il periodo gestazionale non deve assolutamente tramutarsi in una scusa per mangiare tutto quello che ci viene in mente;
  • Praticare attività di tipo aerobico. Questo nel caso in cui i livelli di fibrinogeno siano troppo alti;
  • Aggiungere all’alimentazione cibi ricchi di acidi grassi omega-3 e omega-6 come pesce azzurro, salmone, frutta secca, semi oleosi.

Ad ogni modo le analisi del sangue durante la gravidanza sono controllate dal vostro ginecologo e dal vostro medico, che individueranno eventuali criticità nei livelli di fibrinogeno, sia che siano troppo alti sia che siano troppo bassi, e prenderanno le dovute contromisure.

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Le malattie ereditarie del sangue e la gravidanza

Esistono tre tipi principali di malattie legate alla produzione di fibrinogeno che possono comportare dei rischi per le donne in gravidanza.

  1. Afibrinogenemia: è una malattia ereditaria rarissima che comporta l’incapacità del corpo di produrre fibrinogeno. I sintomi sono improvvise emorragie, anche gravi, seguite da periodi senza disturbi.
  2. Ipofibrinogenemia: è un’altra malattia ereditaria molto rara che ha gli stessi sintomi della afibrinogenemia, che però si presentano in modo meno grave.
  3. Disfibrinogenemia: è la terza malattia ereditaria legata al fibrinogeno: mentre le due malattie precedenti si scoprono facendo l’esame quantitativo della proteina sangue, questa malattia va ricercata attraverso l’esame qualitativo, che va a valutare l’attività e la funzionalità del fibrinogeno. Con la disfibrinogenemia, infatti, il corpo è in grado di produrre le molecole di fibrinogeno, ma le produce imperfette e poco funzionanti: la coagulazione può avvenire in ritardo o in maniera incompleta, formando coaguli che non sono abbastanza forti per fermare le emorragie.

Queste tre patologie influenzano la gravidanza in vario modo:

  • possono portare ad un sanguinamento del cordone ombelicale, con rischi per la salute sia del feto sia della mamma in attesa;
  • possono causare emorragie anche gravissime prima, durante e dopo il parto;
  • causano emorragia delle mucose;
  • aumentano molto il rischio di perdere il bambino entro la settima settimana di gravidanza;
  • possono causare gravi emorragie anche al momento di effettuare l’anestesia epidurale e l’anestesia totale.

Chi soffre di queste malattie legate alla produzione del fibrinogeno va seguita dall’inizio della gravidanza fino a dopo il parto.

Altre patologie connesse a fibrinogeno e gravidanza

Coagulazione intravasale disseminata (CID): la CID è una patologia molto pericolosa che consiste in una veloce coagulazione del sangue all’interno dei vasi sanguigni di tutto il corpo, ma senza che vi sia necessariamente una ferita: questo causa ostruzioni dei vasi sanguigni in modo disseminato ed emorragie difficili da arginare. La CID può risultare mortale e si verifica a seguito di alcune condizioni:

  • morsi di serpenti e ragni velenosi che nel veleno contengono una tossina che fa coagulare il sangue;
  • ustioni;
  • malaria;
  • traumi molto gravi;
  • infezioni molto gravi e diffuse (sepsi);
  • alcuni tipi di tumore (ad esempio la leucemia);
  • complicazioni durante il parto, sia naturale che cesareo.

Quello che succede durante il parto è di per sé molto faticoso e traumatico nel corpo: in caso di parti complicati, si può verificare la CID. Un livello troppo basso di fibrinogeno presente nel sangue della donna, associato alle lesioni del parto naturale e del parto cesareo, possono dare origine a questa temibile complicazione. I sintomi comprendono agitazione improvvisa e aritmia, sanguinamenti delle vie urinarie o vere e proprie emorragie, pallore e labbra viola, comparsa di puntini rossi (petecchie) e di ematomi più o meno estesi sotto la pelle.

Eclampsia: si tratta di una serie di convulsioni che avvengono entro 48 ore dal parto e che non hanno origine cerebrale: prima della eclampsia, nella fase chiamata appunto pre-eclampsia, la donna soffre di ipertensione, nelle sue urine sono presenti proteine e il livello di fibrinogeno è molto basso (100 milligrammi per decilitro o meno).

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Aborto spontaneo: quali sono le cause ed i sintomi precoci?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERDITE BIANCHE GIALLE GRAVIDANZA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina AnoLa maternità è uno dei momenti più belli della vita di una donna. Spesso, però, capita che il sogno possa diventare un incubo a causa della perdita del bambino per un aborto spontaneo. Il rischio c’è in tutte le gravidanze, ma, nonostante tutto, quando avviene è sempre una doccia fredda e porta con sé tanto dolore e amarezza. Il periodo della gestazione in cui si presentano più aborti è concentrato nei primi tre mesi di gravidanza, cioè quando il feto è molto delicato e fragile.

Ma come avviene un aborto spontaneo? I dati sono abbastanza allarmanti: circa il 15% delle gravidanze termina con un aborto prima della tredicesima settimana. Esistono vari tipi di interruzione di gravidanza spontanea: c’è l’aborto incompleto o inevitabile, che si presenta con mal di pancia o mal di schiena che si accompagnano al sanguinamento. In questo caso avviene che il collo dell’utero appare aperto e, nell’aborto inevitabile, c’è una dilatazione o un accorciamento della cervice; ci troviamo di fronte ad un aborto completo quando l’embrione si è già impiantato nell’utero, il sanguinamento e i crampi sono di breve durata.

L’aborto interno o ritenuto, è difficilmente individuabile infatti l’embrione non viene espulso naturalmente fuori dal corpo e lo si può capire tramite un’assenza dei sintomi della gravidanza e del battito fetale; si parla di aborto ricorrente quando la donna è vittima di tre o più aborti spontanei durante il primo trimestre di gravidanza; l’aborto da uovo bianco/cieco (o gravidanza anembrionica) avviene quando l’ovulo fecondato si impianta nelle pareti uterine ma non cresce il feto. Poi l’aborto può avvenire anche nel caso di gravidanza ectopica (o extrauterina), cioè quando l’ovocita fecondato non si attacca alle pareti dell’utero ma alle tube; l’intervento deve essere immediato anche per salvaguardare la vita della madre.

Ma anche la gravidanza molare porta all’aborto spontaneo, questo tipo di gravidanza avviene quando la fecondazione provoca la crescita di tessuti anomali nell’utero che possono far pensare ad una gravidanza ma spesso non si ha nemmeno lo sviluppo di un embrione.

LE CAUSE

Quali sono le cause dell’aborto spontaneo e quali i fattori di rischio? L’elenco delle cause di un aborto spontaneo sono tante: problemi ormonali, infezioni o malattie della madre; lo stile di vita non correttoche vede la madre fumare, assumere droghe, non mangiare correttamente; problemi nell’impianto dell’ovulo nell’utero; traumi vissuti dalla madre; l’età avanzata della madre e più avanti con l’età si decide di concepire più rischi ci sono di essere vittima di un aborto.

I SINTOMI

Per accorgersi se si è vittima di un aborto spontaneo seguite l’elenco dei sintomi caratteristici di questo stato per potere agire velocemente per cercare di salvare il bambino:

  • mal di schiena la cui intensità varia in base alla gravità della situazione,
  • rapido dimagrimento,
  • viene espulso un muco di colore bianco rosato,
  • si avvertono delle vere e proprie contrazioni,
  • ci sono perdite marroni o di colore rosso vivo simili a mestruazioni con sangue coagulato,
  • diminuzione dei segni della gravidanza.

Ovviamente, vista l’importanza della situazione, non affidatevi a rimedi fai da te ma rivolgetevi al vostro ginecologo che potrà consigliarvi su come evitare il rischio di incorrere in un aborto spontaneo, o nel caso di un aborto già avvenuto, saprà far sì che non ci siano conseguenze per una futura gravidanza.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Dopo una vasectomia si eiacula ancora?

MEDICINA ONLINE SESSO SEX 10 COSE NON DOVETE MAI DIRE SESSUALITA COPPIA AMORE UOMO DONNA AMPLESSO COITOLa vasectomia è un intervento chirurgico che rende l’uomo sterile, cioè non in grado di mettere incinta una donna. Tale intervento blocca i piccoli condotti, chiamati dotti deferenti, attraverso i quali in condizioni normali passano gli spermatozoi prodotti dai testicoli, che, unendosi al plasma seminale prodotto da prostata e vescicole seminali, forma il liquido seminale (lo sperma). La vasectomia ha quindi l’effetto di rendere lo sperma virtualmente libero dagli spermatozoi.

Anche dopo aver effettuato una vasectomia, durante l’orgasmo – a meno che non ci siano altri problemi come ad esempio l’eiaculazione retrograda – l’eiaculazione sarà presente. Lo sperma è infatti prodotto da ghiandole (prostata e vescicole seminali) che non sono pregiudicate dalla vasectomia. Esse continueranno a produrre praticamente la stessa quantità di sperma, con l’unica differenza esso non conterrà spermatozoi. Questi ultimi continueranno ad essere prodotti, ma moriranno nei testicoli ed il vostro corpo li assorbirà. Questo è quello che succede fisiologicamente agli spermatozoi che non “vengono usati”, sia che l’uomo abbia avuto o meno una vasectomia.

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Gemelli siamesi: italiani, i più longevi al mondo, quelli divisi

MEDICINA ONLINE GEMELLI SIAMESI OMOZIGOTI DIZIGOTI ETEROZIGOTI BIZIGOTI DIFFERENZE SIAMESES PHOTO IMMAGINI PICTURES HI RES WALLPAPER.jpgI gemelli siamesi sono gemelli monozigoti (derivanti cioè da una singola cellula uovo), che alla nascita presentano organi o tegumenti in comune. L’evento dipende dalla divisione tardiva dell’embrione, dopo il tredicesimo giorno dalla fecondazione. Le cause del ritardo nella scissione, al momento, non sono scientificamente accertate, ma si ipotizza che esso sia influenzato da alcuni fattori ambientali e dall’attivazione di determinati programmi genici; tuttavia esso non sembra essere un carattere ereditario. La nascita di gemelli siamesi è comunque un’eventualità molto rara, dall’incidenza statistica di circa 1:120.000. Spesso, ma non sempre, porta a morti premature, a causa delle malformazioni degli organi interni. Le tipologie cambiano a seconda delle parti in cui i gemelli sono uniti e degli organi che essi hanno in comune: solitamente vengono distinti quelli che non coinvolgono il cuore e l’ombelico. A parte sono classificate quelle “anomale”, in cui uno dei due embrioni è malformato o interno all’altro. Anche in epoca moderna, non sempre è possibile separare i due corpi, come dimostra il caso di Ladan e Laleh Bijani, morte durante l’intervento per separarle. Un caso di separazione riuscita è quella dei gemelli Anias and Jadon McDonald (di 13 mesi).

I gemelli siamesi più longevi del mondo

Si chiamano Ronnie e Donnie (li vedete nella foto in alto) e sono i due gemelli siamesi più longevi del mondo. Nati nell’Ottobre del 1951 in Ohio, sono uniti a livello del bacino, condividendo solamente la vescica e un unico organo genitale. Tutti gli altri organi sono infatti separati e distinti. Ronnie e Donnie furono affidati a un circo come attrazione per sostenere la famiglia e si esibirono in spettacoli per tutta l’infanzia, diventando ben presto delle celebrità. Solo nel 1991, i gemelli decisero di andare in pensione e vivere insieme in una casa propria. Attualmente vivono nella loro città natale e solo ogni tanto appaiono in televisione.

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Gemelli siamesi italiani

Domenica 11 ottobre 1992: in un ospedale di Bisaccia (Avellino) nascono due gemelli siamesi: sono uniti dal tronco in giù, presentando una rarissima malformazione ad Y. Mario e Beniamino Di Conza, messi dalla vita dinanzi a un bivio: vivere assieme in simbiosi, quattro braccia e due gambe, o sottoporsi, cosa che avverrà, ad una rischiosa operazione di separazione. Dopo un anno vissuto l’uno attaccato all’altro, la speranza di una vita diversa fu offerta dall’equipe britannica del professor Edward Kiley, disposto a fare quell’operazione che per la medicina italiana era impossibile. L’intervento, effettuato a Londra nel settembre del ’93, andò bene e i due siamesi per un anno vissero in buone condizioni, ma poi Mario, il più debole dei due, morì nel dicembre del 1994, a due anni, in seguito a un rigurgito che lo soffocò. Oggi Beniamino è un giovaneo vivace e intelligente che non ha smarrito l’allegria nonostante debba recarsi più volte all’anno a Londra per sottoporsi a visite di controllo e interventi chirurgici.

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Gemelli siamesi vissuti tra il 1600 e il 1800

Agli inizi del 1600, in Italia nacquero Lazzaro e Giovan Battista Colloredo, gemelli siamesi uniti all’altezza dell’ombelico. Lazzaro era autonomo, mentre Giovanbattista non parlava e teneva gli occhi sempre chiusi. Questi sporgeva, privo della gamba destra, dall’addome di suo fratello e aveva sempre la schiena reclinata all’indietro. Lazzaro girò l’Europa per guadagnarsi da vivere esibendosi nelle corti europee, si sposò ed ebbe figli senza malformazioni.

Edward Mordake, invece, nacque nell’Inghilterra vittoriana da una famiglia benestante. Sembrava una persona normalissima (ed era anche molto talentuoso nella musica), se non fosse stato per il gemello siamese, un secondo volto che gli sporgeva da dietro la nuca e si esibiva in smorfie che mettevano a disagio Edward. Nonostante il secondo volto non potesse parlare, causava comunque ansie e frustrazioni al fratello, che – vistosi rifiutare dai medici un intervento di rimozione del volto – si suicidò all’età di 23 anni. Prima di compiere il tragico gesto, richiese in una lettera che la sua seconda faccia fosse rimossa prima della sepoltura, per evitare che gli desse il tormento anche nella tomba. Probabilmente Edward aveva un difetto genetico chiamato craniopagusparasiticus, cioè era legato ad un fratello gemello parassita che però non aveva sviluppato il resto del corpo, oppure una forma di Diprosopia (una duplicazione biforcata cranio-facciale).

Nel 1800 invece nacquero Chang ed Eng Bunker, gemelli attaccati per lo sterno da una cartilagine. Siccome all’epoca era difficile affrontare con sicurezza un’operazione chirurgica di separazione, decisero di restare uniti, ma facendo in modo che ognuno avesse un minimo di iniziativa personale. All’età di 18 anni circa si esibirono in un tour mondiale nei circhi al seguito di un mercante inglese, Robert Hunter.Si trasferirono poi in Carolina del Nord, dove sposarono, nel 1843,le due sorelle Adelaide e Sarah Anne Yates. Ebbero una decina di figli ciascuno e vissero in case separate: i gemelli vi riuscivano vivendo tre giorni in una casa e tre nell’altra. Nel 1874, però, Chang si ammalò gravemente e morì. Poche ore dopo volò in cielo anche il fratello. Sabato 7 marzo 2009, il programma “Ulisse, il piacere della scoperta”, parlando di questa storia, ha raccontato che i gemelli thailandesi furono soprannominati Ottava meraviglia del mondo.

Alla fine dell’Ottocento nacquero, invece, a Sassari, Rita e Cristina Parodi, che avevano i corpi uniti all’altezza del torace. Avevano una propria testa e delle proprie braccia, ma poco sotto lo sterno si univano in un unico tronco e in un unico paio di gambe. La famiglia, molto povera, si trasferì a Parigi, dove i genitori, per poterle curare, le esposero in vari circhi come “fenomeni da baraccone”. Le gemelle però morirono dopo appena sette mesi di vita e l’autopsia svelò che avevano due cuori e due sistemi digerenti indipendenti.

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Gemelli siamesi vissuti nel Novecento

Ai primi del Novecentonacquero in Inghilterra Daisy e Violet Hilton, unite ai fianchi e ai glutei. Non condividevano organi, ma la circolazione sanguigna, che le rendeva indivisibili. Recitarono nel film del 1932, Freaks, diretto da Tod Browning e ambientato in un circo in cui si esibiscono persone affette realmente da malformazioni, come Johnny Eck, privo degli arti inferiori sin dalla nascita. Morirono nel 1969 a causa di un’influenza cinese, nell’appartamento in cui vivevano da sole.

Proprio mentre usciva il film di Browning, nel 1932, in Georgia, nacque Betty Lou Williams. Aveva una gemella parassita, che aveva la testa e un braccio nel suo addome, da cui sporgeva il resto del corpo, due gambe e un braccio.I genitori, poveri contadini, iniziarono a esporla a New York grazie a un uomo di spettacolo chiamato Dick Best. All’età di due annifu scoperta da Robert Ripley, ex giocatore professionista di baseball che dopo aver subito un infortunio smise di giocare e si dedicò ai viaggi, dai quali portava con sé stranezze che esponeva nel suo Odditorium. Lì fu esposta anche Betty. In seguito, con le sue esibizioni, la ragazza raccolse i soldi necessari per acquistare un grande ranch e far studiare tutti i suoi 11 fratelli e sorelle all’università. Morì, però,alla tenera età di 23 anni per un attacco d’asma causato dalla crescita della testa di sua sorella all’interno del ventre.

Nel 1974, a Firuzabad, in Iran, nacquero Ladan e Laleh Bijani, gemelle siamesi iraniane che condividevano la calotta cranica ma avevano due cervelli e due corpi distinti. Desiderando cose diverse dalla vita, sperarono che, dopo aver raggiunto la maggiore età, avrebbero potuto separarsi, ma i medici tedeschi a cui si erano rivolte negarono loro l’intervento chirurgico ritenendolo troppo pericoloso. Nel 2003, allora, si recarono a Singapore e insistettero per farsi operare, nonostante fossero state avvisate dei rischi dell’intervento. Dopo un’operazione di due giorni, le gemelle morirono sul tavolo operatorio a causa di una copiosa emorragia insorta dalla rottura di una vena comune ad entrambi i cervelli.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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