Come fare un clistere evacuativo: procedura semplice con enteroclisma

MEDICINA ONLINE ENTEROCLISMA PERETTA CLISTERE EVACUATIVO PULIZIA COLON INTESTINO STIPSI COSTIPAZIONE FECALOMA FECI DURISSIME PALLINE TAPPO DIGIUNO DEFECAZIONE DIARREA ODORE CIBO TEMPO ESIl clistere è una tecnica che permette l’iniezione di un liquido nell’ano con lo scopo principale di stimolare l’evacuazione, ma anche utile in caso di irregolarità intestinali e irritazioni della mucosa intestinale, preparazione ad intervento chirurgico o procedura d’indagine, fecalomi. Come fare un clistere con enteroclisma? Ecco la procedura sia da soli che in due.

Precisazione: in questo articolo descriviamo come fare un clistere tramite enteroclisma, l’apparecchio che vedete nella foto in alto, se cercate invece il metodo per fare il classico clistere con peretta oppure con microclisma, leggete:

Occorrente

Per praticare un clistere tramite enteroclisma, occorrono:

  • un kit nuovo per enteroclisma, acquistato in farmacia;
  • un paio di asciugamani o una traversa cerata o pannoloni usa e getta;
  • vasellina o gel ipoallergenico o un cucchiaino di olio di mandorle organico, olio di oliva o di cocco, per lubrificare l’ingresso della sonda;
  • guanti monouso in lattice o nitrile;
  • un litro di acqua distillata a temperatura corporea;
  • cestino per rifiuti biologici;
  • eventuale tampone per indagine microbiologica.

Avvertenze generali

  • Sarebbe opportuno evitare l’enteroclisma se si è soli: è opportuno che sia presente in casa una persona di fiducia, pronta a prestare aiuto in caso di necessità.
  • Acquistate materiale di alta qualità.
  • È preferibile che la procedura venga svolta a vescica vuota.
  • Fai attenzione alla temperatura della soluzione introdotta, dal momento che temperature troppo alte o troppo basse sono potenzialmente dannose. L’ideale è circa 35°: sarebbe importante testare con un termometro da bagno che la temperatura sia in un range compreso fra i 25 e i 38 °C.
  • Se durante la procedura fuoriesce sangue dall’ano, fermarsi immediatamente.

Avvertenze in ambiente sanitario

  • Quando tale procedura viene effettuata in ambiente sanitario, è necessario che l’infermiere o il medico spieghi al paziente la procedura prima di iniziare a farla, in modo che comprenda e gli dia un valido consenso.
  • Il clistere va effettuato nel mantenimento della privacy più elevata possibile.
  • E’ necessario continuare la sorveglianza del paziente anche al termine del clistere: non sappiamo la dimensione della massa fecale da espellere e se avviene in modo imponente c’è la possibilità di crisi lipotimiche, per cui meglio ridurre ai minimi termini il rischio di caduta in bagno.
  • Controllare periodicamente se il clistere ha avuto o non esito positivo, prendetene nota e comunicatelo al resto del team sanitario che si occupa di quel paziente.

1) Trova luogo confortevole

Se sei a casa e non in ambiente sanitario, trova un luogo confortevole per fare il clistere, come ad esempio il vostro bagno: una volta fatto il clistere potresti avere solo pochi secondi prima che il corpo decida di evacuare, quindi il bagno – o un posto ad esso vicino – può essere una ottima scelta.

2) Monta il kit

Apri la confezione del kit e montalo in base alle istruzioni incluse nella confezione. Solitamente nella confezione troverai:

  • una sacca per il liquido;
  • un gancio per appenderlo;
  • un tubo;
  • un tappo;
  • una sonda rettale.

3) Procedure iniziali

Lava le mani ed inserisci i guanti. Usa il lubrificante per lubrificare l’ano ed i primi centimetri della sonda del clistere. Inserisci l’acqua nel tubo eventualmente mescolata con altri liquidi curativi.

4) Procedura da soli

  1. Disponi gli asciugamani sul letto o per terra e sdraiati sulla schiena, con le ginocchia piegate verso il petto.
  2. Quando ti senti pronto, introduci la sonda nel canale anale per una lunghezza di circa 9 – 11 cm.
  3. Fermati se senti resistenza o dolore ed aggiusta lievemente l’angolazione finché non entra con facilità.
  4. Utilizza il morsetto sul tubo per aprire il flusso e controllare la quantità di liquido.
  5. Introduci il liquido lentamente.
  6. Ritira la sonda con delicatezza.
  7. Asciuga la zona perineale con un tampone di garza o con telini monouso.
  8. La procedura potrà ritenersi conclusa solo dopo aver trattenuto il clistere per 10-15 minuti prima di evacuare l’intestino, o per lo meno quanto più tempo ti sarà possibile. Durante questo periodo devi rimanere sdraiato, con le ginocchia piegate verso il petto, aiutandole con le braccia.
  9. Dopo aver trattenuto il liquido, siediti sul water e rilassati. Aspetta sino a che non riesci ad espellere acqua e feci.

5) Procedura in due

  1. E’ preferibile che il soggetto venga posizionato sul lato sinistro, con le ginocchia ben flesse e con i glutei vicino al bordo del letto.
  2. Successivamente va posizionata la traversa cerata al di sotto del paziente, se non dovesse essere autonomo avvalersi anche dell’ausilio di un pannolone.
  3. Quando il paziente si sentirà pronto, introdurre la sonda nel canale anale, mentre si tiene alzato il gluteo destro con la mano libera.
  4. Lentamente bisognerà introdurre la sonda per una lunghezza di circa 9 – 11 cm.
  5. Fermati se senti resistenza o dolore e aggiusta lievemente l’angolazione finché non entra con facilità.
  6. Utilizzare il morsetto sul tubo per aprire il flusso e controllare la quantità di liquido.
  7. Introdurre il liquido lentamente.
  8. Ritirare la sonda con delicatezza ed asciugare la zona perineale con un tampone di garza o con telini monouso.
  9. La procedura potrà ritenersi conclusa solo dopo aver chiesto al paziente di trattenere il clistere per 10-15 minuti prima di evacuare l’intestino, o per lo meno quanto più tempo gli sarà possibile, stando sdraiato sul letto.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere del vostro apparato digerente, in grado di combattere stipsi, fecalomi, meteorismo, gonfiore addominale, acidità di stomaco, reflusso, cattiva digestione ed alitosi:

Per approfondire:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra tapis roulant magnetico ed elettrico: qual è il migliore?

MEDICINA ONLINE TOM TOM RUNNER CARDIO CORRERE CORRIDORE CORSA APERTO TAPIS ROULANT MAGNETICO ELETTRICO MECCANICO DIFFERENZE DIETA DIMAGRIRE AEROBICA GRASSO CALORIE SALITA BOSCO CITTA SMOIl tapis roulant, è un attrezzo per il fitness diffuso in tutte le palestre ed anche nelle case degli appassionati, che può essere usato da chiunque. Questo attrezzo, magnetico o elettrico che sia, consente comunque all’utilizzatore finale di allenarsi qualunque siano le condizioni meteorologiche, vantaggio di non poco conto considerato che il vento, la pioggia o la neve impedirebbero un allenamento completo, specie durante l’inverno. Un costante allenamento con questo attrezzo apporta grandi benefici al corpo, rassoda, tonifica, fa perdere peso e agisce positivamente sia sul sistema respiratorio che su quello cardiocircolatorio oltre che migliorare il circolo venoso degli arti inferiori. In commercio esistono due tipologie di tapis roulant: quello elettrico e quello magnetico. Si differenziano per la struttura dell’attrezzo, in particolare per la presenza o l’assenza di un motore, e quindi per l’allenamento ed i risultati che si possono ottenere.

TAPIS ROULANT ELETTRICO

Il tapis roulant elettrico è senza dubbio quello più diffuso ed in grado di consentire un allenamento completo. E’ il classico tapis roulant che vediamo nelle palestre ed è adatto sia per la corsa sia per la camminata.
E’ dotato di un motore che consente al nastro sotto i nostri piedi di muoversi; grazie a ciò, si possono impostare velocità ed inclinazione, permettendo un allenamento davvero completo ed in grado di agire positivamente sulle gambe e sui glutei. Un buon e costante allenamento con il tapis roulant elettrico può portare grandi benefici al corpo: rassoda e tonifica i glutei e le gambe, mette in moto il sistema respiratorioed agisce positivamente su quello cardiocircolatorio.
Tutto questo è frutto del lavoro aerobico che si può ottenere con il tapis roulant elettrico. Inoltre, la presenza del cardiofrequenzimetro nei tapis roulant di ultima generazione aiuta a mantenre i battiti sotto controllo e ad allenarsi rispettando il proprio corpo.

Vantaggi e svantaggi del tipo elettrico

Grazie al motore elettrico è possibile impostare la velocità del tappeto, che in generale nei modelli più commerciali varia dagli 0,8 km/h ai 13 km/h, inoltre si può modificare anche l’inclinazione del tappeto che può variare dal 3% al 7% di pendenza (alcuni modelli permettono pendenze anche superiori), tutto questo può essere fatto mentre ci si allena e senza dover interrompere l’allenamento, cosa che non è invece possibile fare col tipo magnetico. A differenza del tapis roulant magnetico, quello elettrico è adatto sia alla camminata che alla corsa dato che, grazie ai sistemi di ammortizzazione di cui sono dotati i tapis roulant elettrici ed al tappeto motorizzato, ne consentono un corretto allenamento senza problemi per la schiena e le caviglie. Gli unici fattori che possono essere considerati negativi in questo attrezzo sono, le dimensioni ed il peso, di certo non ridotte come in quello magnetico. Il tapis roulant elettrico, è dunque indicato per un allenamento più professionale.

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TAPIS ROULANT MAGNETICO O MECCANICO

Il tapis roulant magnetico (anche chiamato “meccanico”) presenta una differenza sostanziale che spesso chi non è appassionato di fitness non conosce: il tapis roulant magnetico non ha un motore per cui il nastro si muove con la sola forza dei piedi.

Vantaggi e svantaggi del tipo magnetico

Il tapis roulant magnetico sfrutta la forza delle gambe di chi lo utilizza per muovere il tappeto, per aumentare o diminuire la resistenza invece si va ad agire tramite una valvola sui dei magneti posti vicino al volano, che si allontanano o si avvicinano e in base al modello possono essere presenti: computer di bordo e sensore della frequenza cardiaca. Il tapis roulant magnetico si presta molto bene alla camminata e alla camminata veloce, mentre non è particolarmente adatto alla corsa. L’inclinazione va modificata manualmente, quindi bisogna regolarla prima di iniziare l’allenamento per non interrompere la sessione in un secondo momento. Il prezzo di questo attrezzo è abbastanza contenuto rispetto al tapis roulant elettrico, infatti si possono trovare tapis roulant magnetici con prezzi inferiori ai 200 euro. Altri vantaggi possono essere il peso e le dimensioni infatti grazie al peso abbastanza contenuto e alle dimensioni ridotte sono molto indicati per chi ha poco spazio a disposizione in casa, e per chi ha il bisogno di spostarlo frequentemente. Nell’uso del tapis roulant magnetico bisogna fare attenzione a come lo si utilizza in quanto può creare un sovraccarico della parte lombare dell’utilizzatore sia per il fatto che l’ammortizzazione del tappeto è praticamente nulla, che per il fatto che l’utilizzatore si potrebbe sforzare per far muovere il tappeto, da questo ne possono derivare svariati problemi alla schiena e a livello fisico in generale. Quindi, l’attività consigliata praticabile sul tapis roulant magnetico si riduce ad una camminata a ritmo più o meno sostenuto.

Quale scegliere?

Non esiste un modello necessariamente migliore dell’altro. Il tapis roulant magnetico potrebbe essere genericamente preferibile se:

  • avete delle cifre minori da spendere;
  • preferite camminare e non correre;
  • avete meno spazio in casa;
  • non cambiate pendenza durante l’allenamento.

Il tapis roulant tradizionale elettrico è da preferire se:

  • cambiate spesso velocità durante l’allenamento;
  • vi piace impostare dei programmi di allenamento automatici;
  • volete cambiare pendenza durante l’allenamento;
  • avete più spazio in casa;
  • avete delle cifre più elevate da spendere.

Entrambe le tipologie di tapis roulant hanno comunque delle indicazioni positive e devono essere considerate dall’utilizzatore finale, che valutando le sue possibilità di spazio e gli obiettivi che vuole raggiungere insieme al proprio personal trainer, sceglierà la soluzione soggettivamente più opportuna.

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Nervo sciatico (ischiatico): anatomia, funzioni e patologie

MEDICINA ONLINE MUSCOLO PIRIFORME SINDROME SCIATICA NERVO SCIATICO DIFFERENZE ANATOMIA FUNZIONI PATOLOGIE INFIAMMAZIONEIl nervo sciatico (o ischiatico, in inglese “sciatic nerve“) è un nervo misto che origina dal plesso sacrale. Appartenente alla categoria dei nervi misti, è una derivazione degli ultimi due nervi spinali lombari (L4 ed L5) e dei primi tre nervi spinali sacrali (S1, S2 e S3). Queste strutture nervose si uniscono, a formare il nervo sciatico, circa a livello del muscolo piriforme del gluteo. È il nervo più voluminoso del plesso ed è considerato il suo ramo terminale, nonché è il più lungo di tutti i nervi umani. È formato da due contingenti di fibre che decorrono separate all’interno di esso e alla fine si dividono nei due rami terminali.

Territorio di innervazione
La componente motoria innerva i muscoli della loggia posteriore della coscia, parte del grande adduttore e tutti i muscoli della gamba e del piede. La componente sensitiva innerva la cute posteriore e anterolaterale della gamba e quasi tutta la cute del piede (ad eccezione della parte dorsomediale).

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Decorso
Le radici del nervo si uniscono in un tronco a ridosso del sacro; il nervo esce quindi dalla cavità pelvica passando dietro l’osso ischiatico , al di sotto del muscolo piriforme e lateralmente rispetto al nervo cutaneo posteriore del femore. Si viene così a trovare in posizione intermedia fra il grande trocantere del femore e la tuberosità ischiatica e decorre verso il basso profondamente, in rapporto successivamente con i muscoli gemello superiore, otturatore interno, gemello inferiore e quadrato del femore. Superata la natica, il nervo raggiunge la coscia, dove decorre in prossimità della linea aspra del femore. A questo livello emette rami per i muscoli posteriori della coscia e per parte del grande adduttore. In prossimità dell’angolo superiore della cavità poplitea si divide nei suoi rami terminali: il nervo tibiale e il nervo peroniero comune. Spesso la divisione in questi due rami avviene più in alto, lungo il suo decorso nella coscia.

  • Il nervo tibiale (anche chiamato sciatico popliteo interno SPI) innerva il gruppo posteriore della gamba, i muscoli plantari del piede, parte della cute posteriore della gamba, la cute plantare del piede e la cute dorsale delle falangi distali. Il nervo rappresenta la diretta continuazione del nervo ischiatico. Dopo la sua origine, scende in cavità poplitea, dove decorre lateralmente rispetto ai vasi poplitei. Qui emette il nervo cutaneo mediale del polpaccio (o della sura), che si fa superficiale, decorre satellite della vena safena piccola e si unisce a un ramo proveniente dal nervo peroniero comune per formare il nervo surale. Il nervo tibiale si porta quindi nella gamba, dove passa al di sotto dell’arcata del soleo per poi decorrere fra il tricipite e i muscoli profondi. A questo livello emette rami motori per tutta la loggia posteriore della gamba. Portandosi verso il basso, il nervo tende a spostarsi medialmente, fino a raggiungere il malleolo mediale e passarvi posteriormente. Qui emette rami sensitivi per la cute mediale del calcagno. Raggiunge la pianta del piede e si divide nei nervi plantare mediale e plantare laterale, che innervano la cute e i muscoli plantari.
  • Il nervo peroniero comune (chiamato anche sciatico popliteo esterno SPE) innerva i muscoli laterali e anteriori della gamba, i muscoli dorsali del piede, la cute anterolaterale della gamba e la cute dorsale del piede (con l’eccezione delle falangi distali). Dopo la sua origine in cavità poplitea, il nervo decorre verso il basso e lateralmente lungo il margine mediale del bicipite femorale, per poi raggiungere il perone. Durante il suo decorso emette alcuni rami motori per il tibiale anteriore e il nervo cutaneo laterale del polpaccio (o della sura), che si fa superficiale e si unisce all’omologo mediale proveniente dal nervo tibiale per formare il nervo surale. Il nervo peroniero comune circonda il collo chirurgico del perone e si divide nei suoi rami terminali: il nervo peroniero superficiale e il nervo peroniero profondo.

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Funzioni
Derivando da alcuni nervi spinali (che sono nervi misti), il nervo sciatico possiede una funzione sensitiva e una funzione motoria. Infatti, è deputato al controllo di alcune precise regioni cutanee e di alcuni determinati muscoli dell’arto inferiore.

  • FUNZIONE MOTORIA A livello del gluteo, il nervo sciatico non innerva alcun muscolo. Infatti, le sue innervazioni muscolari cominciano a partire dalla coscia. In questa sede, innerva i muscoli posteriori (muscoli ischiocrurali) e il muscolo grande adduttore.
    Più in basso, nel punto in cui si divide in due, prende contatto con tutti gli elementi muscolari della gamba e gli elementi muscolari intrinseci del piede.
  • FUNZIONE SENSITIVA La raccolta delle informazioni avviene per mezzo dei dermatomeri; i dermatomeri sono aree altamente specializzate, con proprietà tattili, propriocettive, termosensibili e nocicettive.  I termini “termosensibile” e “nocicettivo” significano, rispettivamente: “che riescono a captare le variazioni di temperatura” e “che sono capaci di captare gli stimoli dolorosi”. A livello cutaneo, il nervo sciatico presenta soltanto innervazioni sensitive di tipo indiretto, che stabilisce attraverso le sue due branche principali e le diramazioni di queste.

Principali malattie del nervo sciatico
La principale patologia correlata al nervo sciatico è – come molti lettori già sapranno – la sciatica, nota anche come sciatalgia.
Sciatica è il nome che i medici utilizzano per qualsiasi condizione dolorosa, successiva a un processo di compressione o irritazione del nervo sciatico.
In genere, un individuo affetto da sciatica percepisce dolore nella parte bassa della schiena, sul gluteo e sulla gamba (che sono le regioni percorse dal nervo sciatico).
Inoltre, spesso lamenta anche una serie di sintomi secondari, quali: debolezza muscolare, formicolio alla gamba e difficoltà, più o meno marcata, nel controllare i movimenti dell’arto inferiore interessato.
Di solito, la compressione/irritazione che produce i sintomi della sciatica interessa i nervi spinali costituenti il nervo sciatico, cioè i lombari L4 e L5 e i sacrali S1, S2 e S3. Le tipiche cause di compressione/irritazione sono:

  • L’ernia del disco spinale. Secondo alcune statistiche, sarebbe responsabile del 15% dei casi di sciatica,
  • La discopatia degenerativa della zona lombo-sacrale.
  • La stenosi spinale del tratto lombo-sacrale.
  • La spondilolistesi
  • La sindrome del piriforme. A decretare il processo di compressione/irritazione è il muscolo piriforme (ecco spiegata l’origine del nome della suddetta circostanza), che è a stretto contatto con il nervo sciatico vicino al punto di emergenza di quest’ultimo.
    Spesso, il muscolo piriforme comprime o irrita il nervo sciatico dopo un aver subito un trauma o una contrattura.
  • I tumori spinali. È l’effetto massa, successivo alla crescita continua del tumore, che determina la sintomatologia. Infatti, ingrandendosi, le neoplasie spinali possono spingere sulle radici dei nervi spinali o sullo stesso midollo spinale.

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Differenza tra marmellata, confettura, extra e composta

MEDICINA ONLINE MARMELLATA GELATINA CONSERVA MOSTARDA SENAPE VERDURA FRUTTA OLIO BARATTOLO BOTULINO DISINFEZIONE COTTURA BOLLITURA PESCA KIWI CREMA NUTELLA CIOCCOLATO RICETTA CACAO FATTA IN CASA YOGURT CALORIE DIETA FRAGOLASono in molti a confondere marmellata e confettura, perché nel linguaggio comune le due parole sono considerate sinonimi. In realtà si tratta di due prodotti ben distinti, seppur evidentemente simili. La differenziazione è stata sancita addirittura dalla legge, per l’esattezza dalla direttiva europea n. 79/693 del 1979, recepita dall’ordinamento italiano nel 1982 con il D.P.R. 8 giugno 1982, n. 401.

La Comunità Europea stabilì che la marmellata è un prodotto fatto di zucchero e agrumi (arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo) in cui la percentuale di frutta sia almeno il 20%. Le parti di agrumi utilizzabili sono polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorza.

La confettura fu definita invece come il prodotto contenente zucchero e polpa (o purea) di tutti gli altri tipi di frutta. La percentuale di frutta deve essere almeno del 35% (con differenze anche notevoli a seconda del frutto usato), ma sale al 45% nel caso della “confettura extra“.

C’è una terza categoria, la cui individuazione deriva dalla consuetudine e non dalle normative: la composta. In questo caso si ritiene che la percentuale di frutta non debba essere inferiore ai due terzi. Nella composta lo zucchero aggiunto è sensibilmente minore, così come il conseguente apporto calorico.

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Strappo muscolare a braccio, coscia, schiena: cosa fare?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MAL DI SCHIENA LOMBALGIA RIMEDI NATURALI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari An PeneLo strappo muscolare, conosciuto anche come “distrazione muscolare” o “rottura muscolare”,  è una lesione piuttosto grave che causa la rottura delle fibre del muscolo. Solitamente si manifesta a seguito di violente contrazioni o scatti improvvisi ed è molto frequente soprattutto fra coloro che praticano degli sport dove è richiesto un movimento muscolare di tipo esplosivo ad esempio nel calcio, nel body building, nelle gare di salto, ect. A volte invece colpisce le persone non allenate oppure coloro che non si sono sufficientemente riscaldati prima di affrontare un allenamento. Gli strappi muscolari interessano soprattutto i muscoli della coscia (flessori, adduttori, quadricipite) e della gamba (tricipite surale), mentre è più raro che colpiscano i muscoli addominali o dorsali. In generale però lo strappo muscolare può colpire qualsiasi muscolo del corpo.
Solitamente lo strappo muscolare si manifesta con un dolore (che varia molto in base al livello di gravità), rigonfiamento muscolare, ematomi e difficoltà nei movimenti. La patologia va curata in base alla gravità del singolo caso: si parte dalla semplice assunzione di antinfiammatori fino  ad arrivare, nei casi più importanti in cui si lesionano tutte le fibre, all’intervento chirurgico.

Livelli di gravità di strappo muscolare
Il disturbo può coinvolgere un diverso numero di fibre muscolari e, sulla base al numero di fibre interessate,  sono stati individuati 3 gradi:

  • strappo muscolare di primo grado: si manifesta quando si lesionano poche fibre muscolari;
  • strappo muscolare di secondo grado: si manifesta quando si lesionano parecchie fibre a seguito di una contrazione muscolare;
  • strappo muscolare di terzo grado: si manifesta quando si lesionano quasi tutte le fibre e si verifica anche una lacerazione muscolare.

Patologie simili che possono colpire i muscoli del corpo sono:

  • contrattura muscolare: è una lesione muscolare che si caratterizza per un aumento del tono muscolare improvviso ed involontario. E’ di per sé un atto difensivo che si manifesta quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico;
  • stiramento muscolare: è una lesione muscolare dolorosa che altera il normale tono muscolare. E’ una patologia molto frequente fra gli sportivi a causa dell’elevato allungamento subito dalle fibre muscolari che non si rompono ma si lesionano in qualche punto, provocando dolore e anche dei versamenti di sangue;
  • rottura o lesione delle fibre muscolari.

Le cause di strappo muscolare
Lo strappo muscolare solitamente si manifesta a seguito di un’eccessiva sollecitazione del muscolo ed è molto frequente fra gli sportivi che praticano discipline che richiedono un movimento muscolare di tipo esplosivo. Quindi tra le cause principali vanno menzionate:

  • svolgimento di sport come il calcio, il body building e le gare di salto;
  • sforzi eccessivi a “muscolo freddo”;
  • sforzi eccessivi a “muscolo stanco”;
  • contrazioni e scatti violenti;
  • riscaldamento non adeguato prima di un allenamento o di una gara;
  • movimenti bruschi;
  • preparazione atletica non idonea;
  • traumi di vario genere.

I sintomi di strappo muscolare
In generale lo strappo muscolare si manifesta attraverso i seguenti sintomi:

  • dolore;
  • limitazione nei movimenti;
  • ematomi;
  • rigonfiamenti muscolari;
  • fibre muscolari danneggiate o rotte.

Lo strappo muscolare può interessare poche fibre muscolari o parecchie fibre muscolari: per comodità sono stati classificati 3 diversi stadi in base alla gravità della lesione. I precedenti sintomi quindi tendono a variare in base al livello di gravità dello strappo muscolare, quindi:

  • Strappo muscolare di primo grado: fastidio che aumenta effettuando movimenti muscolari.
  • Strappo muscolare di secondo grado: dolore acuto che non permette di contrarre il muscolo e continuare un eventuale allenamento in corso; ematoma e gonfiore.
  • Strappo muscolare di terzo grado: dolore intenso e rottura delle fibre; anche ad occhio nudo si può vedere l’avvallamento creato dalla lacerazione interna del muscolo.

I rimedi per lo strappo muscolare
Lo strappo muscolare va curato in base al livello di gravità. Nel primo e nel secondo stadio è necessario procedere con:

  • riposo assoluto;
  • sospensione dell’attività sportiva;
  • assunzione di antinfiammatori e miorilassanti;
  • massaggi;
  • esercizi di stretching per velocizzare il recupero;
  • fisioterapia;
  • tecarterapia.

Nel terzo stadio, ovvero quando si verifica una rottura delle fibre muscolari è necessario intervenire chirurgicamente.
Per guarire dagli strappi muscolari di primo grado occorrono circa 1-2 settimane, per gli strappi di secondo grado circa un mese mentre per le lesioni di terzo grado la tempistica di recupero è più lunga.

Per prevenire gli strappi muscolari è opportuno seguire i seguenti consigli:

  • effettuare un riscaldamento appropriato prima di effettuare un allenamento o una gara;
  • utilizzare delle pomate specifiche durante la fase di riscaldamento;
  • indossare indumenti sportivi adatti ad ogni stagione;
  • indossare calzature idonee;
  • eseguire sempre lo stretching.

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Strabismo rotuleo: cause, sintomi e rimedi

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo SPASMI MUSCOLARI MIOCLONIE CONTRAZIONI Muscolo Dieta Chirurgia Medicina Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Dietologo Cellulite Calorie Peso Pancia Sessuologia Pene Laser Filler Rughe Botulino 1Lo strabismo rotuleo, conosciuto anche come disallineamento dell’apparato estensore o dolore rotuleo, è una patologia del ginocchio che dipende da un disallineamento della rotula rispetto all’asse femorale che tende a deviare verso l’interno o verso l’esterno. Questo malfunzionamento della rotula provoca una pressione della rotula sul femore e uno stiramento dei legamenti che provocano dolore soprattutto quando si salgono o si scendono le scale oppure quando si resta a lungo fermi in una stessa posizione (seduti, accovacciati, inginocchiati).
Lo strabismo rotuleo si differenzia per quattro livelli di gravità in base alla tipologia di disallineamento:

  • Grado I: iperpressione esterna;
  • Grado II: sublussazione;
  • Grado III: lussazione ricorrente e abituale;
  • Grado IV: lussazione cronica.

E’ una patologia che è molto diffusa e colpisce soprattutto le giovani donne e coloro che soffrono di obesità perché dipende molto dal livello del tono muscolare che, nelle due categorie più colpite, risulta essere poco sviluppato. Altre patologie che spesso colpiscono la rotula sono:

  • CONDROPATIA ROTULEA;
  • INSTABILITA’ DELLA ROTULA;
  • TENDINITE DEL ROTULEO;
  • IPERPRESSIONE ROTULEA.

Cause
Le cause che possono provocare lo strabismo rotuleo sono diverse e tutte, a lungo andare, inducono un mal funzionamento dei movimenti della rotula. Tra i diversi fattori, ricordiamo:

  • ginocchio valgo (patologia comunemente conosciuta come  “ginocchia a X”);
  • piede pronato (patologia in cui il piede tende ad inclinarsi verso l’interno);
  • rotula alta che provoca un’instabilità del ginocchio;
  • displasia del quadricipite;
  • torsione del femore;
  • tono muscolare basso.

Sintomi
La patologia tende a manifestarsi quando si rimane a lungo fermi in una stessa posizione o quando si salgono/scendono le scale. Il primo sintomo è un dolore lieve localizzato intorno alla rotula, nella parte anteriore. Lo strabismo rotuleo, se non curato adeguatamente,  con il passare del tempo, tende a peggiorare con un aumento progressivo del dolore accompagnato da bruciori e rumori localizzati (come schiocchi o crepitii). Quando si mette sotto sforzo l’arto, oltre al dolore, il ginocchio può gonfiarsi. Questo sintomo si può verificare a seguito di lunghe camminate, dopo una corsa in bicicletta oppure, quando la patologia colpisce gli sportivi, può manifestarsi bruscamente a seguito di intensi allenamenti. Nei casi più gravi si può verificare il cedimento del ginocchio oppure può bloccarsi completamente.

Rimedi
Lo strabismo rotuleo se non curato adeguatamente, tende a peggiorare con il passare del tempo. E’ importante fare una diagnosi adeguata al livello di gravità della patologia in modo da evitare di incorrere in un’artrosi femoro-rotulea.

Tra i possibili rimedi vanno menzionati:

  • trattamento riabilitativo;
  • utilizzo della ginocchiera (soprattutto per gli sportivi);
  • somministrazione di antidolorifici ed antinfiammatori per attenuare il dolore;
  • utilizzo del ghiaccio sulla parte dolorante.

Quando la riabilitazione non ha effetti positivi e nei casi più gravi in cui è previsto lo sviluppo di un’artrosi, è necessario intervenire chirurgicamente per correggere la causa scatenate della patologia. Per questo motivo ogni intervento chirurgico si differenzierà l’uno dall’altro. Parte della sintomatologia dolorosa riferita al ginocchio e alle articolazioni può essere prevenuta o alleviata con un trattamento mirato ed è consigliato utilizzare delle scarpe e delle solette adatte a dare dei benefici al ginocchio e alle articolazioni.

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Differenza tra aerobico e anaerobico: tipi di esercizio e vantaggi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CLASSIFICAZIONE GRUPPI SPORT AGONISTICHE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari An PeneIn questo articolo si parla della differenza tra lavoro aerobico e anaerobico, con particolare riferimento all’attività sportiva. Se sei invece interessato alla differenza tra organismo aerobio (o aerobico) ed organismo anaerobio (o anaerobico), ti consiglio di passare subito a questo articolo: Differenza tra organismi aerobi ed anaerobi con esempi

In campo sportivo, qual è la differenza tra lavoro (o esercizio) aerobico e anaerobico? In sintesi la differenza principale è relativa all’utilizzo dell’ossigeno. Durante l’esercizio aerobico l’ossigeno tramite la respirazione è portato ai muscoli dandogli l’energia necessaria per sostenere lo sforzo, l’ossigeno diventa parte determinante del processo di risintesi dell’ATP (adenosina trifosfato). Nell’esercizio anaerobico, invece, la risintesi dell’ATP avviene in assenza di ossigeno.

Esercizio aerobico
Qualsiasi esercizio richiede energia; quando esercitiamo aerobicamente il nostro corpo (come ad esempio in allenamento a cirucito) esso utilizza glicogeno e grasso come combustibile. Questo livello di sforzo, da basso a moderato può essere sostenuto per lunghi periodi e infatti sotto sforzo il respiro si fa più pesante per permettere di espellere dal corpo velocemente l’anidride carbonica. Nell’esercizio aerobico l’acido lattico non è prodotto come nell’esercizio anaerobico.

Processi metabolici coinvolti:

  • Glicolisi aerobica;
  • β-ossidazione;
  • Ciclo di Krebs;
  • Fosforilazione ossidativa;
  • Catena di trasporto degli elettroni.

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Benefici dell’esercizio aerobico
Tutti sanno dei benefici dell’esercizio aerobico: migliora la salute e la qualità della vita in generale, ma può anche prolungare la vita. L’esercizio aerobico brucia grassi, migliora l’umore, rafforza il cuore ed i polmoni e riduce il rischio di diabete.

Tipi di esercizio aerobico
I tipi comuni di esercizio aerobico includono l’esecuzione ad un ritmo confortevole (si dovrebbe essere in grado di parlare senza respirare troppo affannosamente) come la corsa leggera, la camminata veloce o la bicicletta, oppure l’esecuzione ad un ritmo più pesante quali il nuoto o la parte dell’allenamento della resistenza in uno sport da combattimento.

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Esercizio anaerobico

Nell’esercizio anaerobico invece l’ossigeno non gioca un ruolo fondamentale e quando ci esercitiamo “in modo anaerobico” il glicogeno viene utilizzato come combustibile. Una volta che tutto il glicogeno è esaurito (di solito in circa due ore) si può aspettare di abbattere il proverbiale muro. Gli atleti di resistenza evitano questo spauracchio con il carico di carboidrati prima della gara (che una volta convertito in zucchero dà più energia) e gli integratori durante l’esercizio fisico per sostenere lo sforzo. Durante l’esercizio fisico anaerobico vostro corpo accumula acido lattico, che provoca disagio e la fatica su livelli sostenuti. Per questo motivo l’esercizio anaerobico o esercizio fisico ad alta intensità avviene in tempi brevi. Può essere utile prendere in considerazione la differenza tra un velocista (anaerobica) e un maratoneta (aerobico). Lo sprint è uno sforzo a tutto campo, che è sostenuta per un periodo relativamente breve, mentre correre in una maratona è uno sforzo sostenuto in tempi più lunghi.

Processi metabolici coinvolti:

  • Glicolisi anaerobica;
  • Ciclo di Cori.

I benefici dell’esercizio anaerobico
L’esercizio anaerobico aiuta a costruire massa muscolare magra e inoltre le calorie vengono bruciate in modo più efficiente in fisici più muscolosi. L’esercizio anaerobico è particolarmente utile per il mantenimento del peso, in quanto aiuta a bruciare più calorie anche in un corpo a riposo.

Tipi di esercizio anaerobico
L’esercizio anaerobico include prestazioni ad alta/altissima intensità o a livelli massimi di sforzo, esempi classici sono la corsa cento metri piani e sollevamento pesi con grandi carichi.

Quale allenamento è da preferire?
Non esiste un esercizio migliore dell’altro, dipende molto dai vostri obiettivi: un aumento importante della massa muscolare si otterrà grazie ad un lavoro soprattutto anerobico, mentre un miglioramento della resistenza si otterrà orientandosi verso un allenamento aerobico. In realtà la cosa migliore, per la nostra salute, è alternare i due tipi di lavoro in modo preciso, con tempi decisi insieme al vostro medico ed al vostro allenatore.

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Django Reinhardt, l’uomo che con sole due dita riuscì a scrivere la storia della chitarra

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma IL MIO MITO DJANGO REINHARDT Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl mio mito è Django Reinhardt. Django Reinhardt nacque a Liberchies, una città del Belgio, il 23 gennaio del 1910 da una famiglia di etnia sinti, che girovagava in varie nazioni europee e nord-africane, fino a stabilirsi a Parigi. Ancora giovanissimo, Django era già un apprezzato suonatore di banjo, ma la sua vita era destinata a cambiare per sempre. Quando aveva appena diciotto anni la roulotte di famiglia dove lui viveva, fu infatti divorata da un incendio: Django riportò gravi ustioni, tanto da perdere l’uso della gamba destra e di buona parte della mano sinistra, cioè quella che usava sulla tastiera del proprio strumento musicale. L’anulare e il mignolo, distrutti dal fuoco, furono saldati insieme dalla cicatrizzazione e divennero inutilizzabili. Subito dopo l’incendio del caravan, Django rifiutò fermamente l’amputazione della mano sinistra e del piede destro e riuscì fortunosamente a superare il rischio di cancrena che gli si prospettava, ma per lui ogni aspirazione di essere musicista, era ormai del tutto svanita.

Qualsiasi persona al mondo, dopo un incidente del genere, avrebbe probabilmente smesso per sempre di suonare. Ma Django non aveva intenzione di piegarsi al suo destino tragico.

Dopo i primi tempi di nera disperazione e più di un anno di riabilitazione, ricominciò a suonare, ma aveva solo due dita a disposizione e doveva trovare un nuovo strumento e – soprattutto – un modo nuovo per usare al meglio la sua mano menomata. Un modo che nessuno aveva mai usato al mondo. A causa del danno alla mano sinistra, Reinhardt dovette per prima cosa abbandonare il banjo ed iniziare a suonare una chitarra che gli era stata regalata, meno pesante e meno ruvida. Nonostante le dita atrofizzate, o forse proprio “grazie” ad esse, sviluppò una tecnica chitarristica rivoluzionaria e del tutto originale e particolare riuscendo in questo modo a vincere la menomazione fino a tornare sulla scena assieme a diverse orchestre che giravano per la Francia. La sua condizione lo costringeva a ricorrere a tecniche diverse dalla maggioranza degli altri chitarristi e questo contribuì a plasmare il suo stile unico e inimitabile. L’originalissimo modo di suonare di Django, acclamato da musicisti di tutti i generi come geniale ed innovativo, divenne famoso in tutto il globo ed è ancora oggi studiato da molti chitarristi di fama mondiale. Django Reinhardt è tuttora considerato uno dei migliori musicisti della storia ed un esempio di come la volontà e l’amore per le proprie passioni possa far superare ogni difficoltà.

Il mio mito è invece Django Reinhardt, l’uomo che con sole due dita riuscì a scrivere la storia della chitarra e della musica.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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