Quali sono i benefici del sonno?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma 17 MARZO GIORNATA MONDIALE SONNO DORMIRE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PenePerché dormire è così importante?

Oltre a recuperare le energie fisiche consumate durante la giornata, dormire fa bene per consolidare la memoria e mantenere la linea: alcuni studi hanno infatti dimostrato che un sonno regolare è utile sia per la mente che per la dieta, per motivi logicamente diversi. Ogni giorno è fonte di nuove nozioni, informazioni e scoperte che tratteniamo nella memoria a breve termine del cervello e le passiamo in rassegna mentre dormiamo: messi a riposo i neuroni dell’apprendimento, i neuroni colinergici, se ne attivano altri che fanno ordine fra le informazioni raccolte durante il giorno e le integrano in un contesto più generale e già conosciuto. Questo processo fa sì quindi che la nostra memoria sia quotidianamente migliorata e che ci svegliamo ogni giorno più intelligenti, in quanto abbiamo immagazzinato e metabolizzato un maggior numero di informazioni rispetto al giorno precedente.
Il sonno è inoltre importante per il mantenimento della linea perché è responsabile della produzione di leptina, l’ormone che tiene a freno lo stimolo della fame; chi soffre di insonnia o dorme poco durante la notte è invece più portato a ingrassare in quanto l’organismo che dorme poco produce la grenalina, un ormone dall’effetto contrario, vale a dire che fa aumentare l’appetito.

Quali alimenti favoriscono il buon riposo?

Per garantirsi una notte serena e un sonno appagante è bene evitare di appesantirsi troppo a cena con abbuffate o cibi poco digeribili. Prima di coricarsi è maggiormente indicato mangiare la pasta, il gelato e alcune verdure come patate, zucchine, fagiolini, lattuga e cavolfiore. Carne e pesce, ma anche frutta ricca di vitamina C, come i kiwi, le fragole e gli agrumi, rimangono molto più tempo nel nostro stomaco e non favoriscono un buon riposo.

Leggi anche: Perché abbiamo gli incubi?

Quali sono le regole per dormire bene?

Al di là della quantità di ore ideali per una rigenerazione completa e per un risveglio senza stanchezza arretrata, ovvero le famose “8 ore di sonno”, per favorire un riposo salutare è importante prendere l’abitudine di seguire alcuni gesti e azioni molto semplici e basilari quali il mantenimento, se possibile, di orari regolari sia per il coricarsi che per lo svegliarsi; non bere bevande eccitanti e stimolanti la sera e a maggior ragione proprio poco prima di andare a letto; andare a letto solo quando si ha davvero sonno.

Che cosa è la fase Rem?

Rem è l’acronimo di Rapid Eye Movement ed è la prima fase del sonno che inizia quando andiamo a dormire: durante la notte si alterna circa quattro o cinque volte con quella non Rem e la prima dura 15 minuti mentre l’ultima un’ora. In questa fase di sonno il nostro organismo consuma molto, addirittura più di quando siamo svegli! I movimenti oculari sono rapidi, il ritmo cardiaco e la pressione sanguigni aumentano, il respiro si fa irregolare e anche le oscillazioni nel cervello diventano più rapide, ecco perché nei sogni ci sembra di essere svegli e ci immaginiamo di parlare e muoverci. Quando il sonno si fa più profondo comincia la fase non Rem e si abbassa la temperatura corporea e non sogniamo più: ogni ciclo non Rem dura circa un’ora e mezzo e si contraddistingue da una fase discendente e da una ascendente che precede di fatto la fase Rem. Per approfondire: Differenze tra fase REM e NON REM del sonno

Continua la lettura con: Igiene del sonno come aumentarla per dormire bene ed evitare l’insonnia

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Nervo faciale: anatomia, funzioni e patologie in sintesi

MEDICINA ONLINE CERVELLO BRAIN TELENCEFALO MEMORIA EMOZIONI CARATTERE ORMONI EPILESSIA STRESS RABBIA PAURA FOBIA  NERVO FACIALE ATTACCHI PANICO ANSIA IPPOCAMPO IPOCONDRIA PSICOLOGIA DEPRESSIONE TRISTE STANCHEZZA ROMBE.jpgIl nervo faciale costituisce il VII paio di nervi cranici e comprende due distinti nervi:

  • Il nervo faciale propriamente detto, che contiene fibre motrici somatiche per l’innervazione dei muscoli mimici e degli altri muscoli derivati del secondo arco branchiale.
  • Il nervo intermedio (del Wrisberg), che comprende fibre sensitive somatiche e viscerali che hanno una origine comune nel ganglio genicolato e si portano ai 2/3 anteriori della lingua e a una ristretta area del padiglione auricolare, e fibre parasimpatiche pregangliari per le ghiandole lacrimali, per le ghiandole salivari sottomandibolare e sottolinguale e per le ghiandole della mucosa del naso e del palato. Viene considerato un nervo a se stante. Secondo Alex Alfieri riveste un importante ruolo nella chirurgia dell’angolo pontocerebellare, per esempio nel neurinoma dell’acustico Schwannoma vestibolare.

Origina anteriormente al peduncolo cerebellare, a livello dell’estremità caudale del ponte, attraversa il meato acustico interno ed entra nel canale facciale, dove si trova il ganglio genicolato. All’uscita dal canale facciale, a livello della parotide si divide in diverse diramazioni che raggiungono il cuoio capelluto, il padiglione auricolare, il volto, il platisma, il muscolo stiloioideo e il ventre posteriore del muscolo digastrico.

Funzioni

Il nervo faciale permette il movimento dei muscoli del viso che permettono la mimica facciale, cioè la capacità di esprimere sentimenti (rabbia, allergia, paura…) valendosi solo degli atteggiamenti del volto.

Patologia

Il nervo faciale può essere sede di tumori, che più spesso si sviluppano nell’angolo pontocerebellare. Molto frequente tra le patologie a carico di questo nervo risulta essere la paralisi facciale, che può essere centrale o periferica, a seconda che questa colpisca i centri nervosi centrali o periferici.

  • paralisi facciale centrale: è dovuta a lesioni delle vie piramidali legate al nucleo del nervo; causa la paresi dei muscoli mimici della metà inferiore del viso dal lato controlaterale a quello della lesione;
  • paralisi facciale periferica: è dovuta a lesioni del nucleo del nervo, della sua radice o delle sue fibre. Causa la paresi di tutti i muscoli mimici della metà del viso colpita da lesione.

Alterazioni del nervo faciale determinano quindi un impedimento parziale o totale nella mimica facciale. Patologie che interessano il nervo nervo vestibolococleare, anche chiamato nervo stato-acustico (l’ottavo del gruppo dei 12 nervi cranici), possono determinare – per vicinanza – anche alterazioni del nervo faciale: particolare importanza riveste a tal proposito il neurinoma dell’acustico.

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Cos’è il labirinto dell’orecchio ed a che serve?

MEDICINA ONLINE ORECCHIO OTORINO CONDOTTO COCLEA CELLULE CILIATE TIMPANO OSSICINI MARTELLO INCUDINE STAFFA LABIRINTITE OTOLITI ACUFENE FISCHIO UDIRE SENSO ESTERNO MEDIO INTERNOIl labirinto auricolare è una struttura anatomico situata nell‘orecchio interno, cioè quella zona interna dell’orecchio dotata di organi per l’ascolto di suoni e di organi per il mantenimento dell’equilibrio. Nel labirinto è riempito dall’endolinfa, un fluido che permette di rilevare i movimenti della testa stimolando il nervo.

Il corretto funzionamento del labirinto dell’orecchio è necessario per il mantenimento dell’equilibrio: disturbi del labirinto possono quindi portare a conseguenze negative riguardanti le sue funzioni come il peggioramento dell’equilibrio e la perdita dell’udito e possono insorgere a seguito di attacchi batterici o virali.

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Fluoxetina (Fluoxeren): uso in gravidanza ed allattamento

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACI EFFETTI COLLATERALI INDICAZIONI CONTROINDICAZIONI EFFETTO DOSE DOSAGGIO PILLOLE CREMA PASTIGLIE SUPPOSTE SIRINGA INIEZIONE EMIVITA FARMACOCINETICAFluoxetina cloridrato – comunemente fluoxetina – è un principio attivo appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina usato, al pari degli altri SSRI, per il trattamento di disturbi psichiatrici come depressione maggiore, disturbi d’ansia (attacchi di panico, ansia generalizzata, disturbi ossessivi-compulsivi) e bulimia.

Gravidanza ed allattamento

Per la Food and Drug Administration la fluoxetina è un farmaco da gravidanza di classe C, ovvero i cui studi sugli animali hanno rilevato effetti dannosi sul feto oppure per i quali non sono disponibili studi controllati, né su esseri umani né su animali. Di conseguenza la somministrazione di tali farmaci in gravidanza ed allattamento è sconsigliata oppure raccomandata solo dopo un’attenta analisi dei potenziali benefici per la paziente rispetto ai potenziali rischi per il feto ed il neonato.

La depressione può arrivare a colpire fino al 20% delle donne in stato di gravidanza ed è associata a ritardo di crescita uterina e a basso peso del nascituro. La depressione materna non trattata può inoltre alterare il rapporto madre-neonato (scarsa capacità genitoriale).

Il passaggio transplacentare degli SSRI può provocare emorragie nel neonato. Non sono noti gli effetti dovuti all’esposizione in gravidanza agli SSRI sullo sviluppo neurocomportamentale dei bambini tuttavia ci sono evidenze di aumentato rischio di autismo e aumentata probabilità di depressione in età adolescenziale.

Gli studi clinici relativi all’impiego degli SSRI (intesi come classe terapeutica) hanno evidenziato un basso rischio di anomalie congenite. L’esposizione agli SSRI durante il terzo trimestre di gravidanza può provocare nel neonato la comparsa della sindrome da astinenza da SSRI e ipertensione polmonare persistente.

Sindrome da astinenza

I sintomi più frequenti relativi alla sindrome da astinenza del farmaco in gravidanza includono agitazione, irritabilità, ipo/ipertonia, iperriflessia, sonnolenza, problemi nella suzione, pianto persistente. Più raramente si sono manifestati ipoglicemia, difficoltà respiratoria, anomalie della termoregolazione e convulsioni.

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Formicolio alle mani, piedi, braccia e gambe: cause e cure

MEDICINA ONLINE FORMICOLIO MANI DOLORE MANO DITA PIEDI BRACCIA GAMBE SANGUE CIRCOLAZIONE TUNNE CARPALE DIABETE TEMPORANEO CRONICO OCCASIONALE.jpgIl formicolio può essere associato ad un’ampia varietà di condizioni, tra cui pressione prolungata a carico di un nervo, carenze di minerali, sclerosi multipla (malattia che colpisce il sistema nervoso causando debolezza, difficoltà di coordinazione ed equilibrio e altri problemi), e ictus, tra le molte altre.

Che cos’è il formicolio alle mani?

Il formicolio alle mani, scientificamente detto parestesia, è una sensazione anomala che colpisce gli arti superiori, ma che comunemente può riguardare anche piedi, braccia e gambe. Questa condizione può essere associata a una alterata sensibilità causata da disturbi delle vie nervose, oppure a una sorta di intorpidimento. Il formicolio può essere temporaneo o cronico.

Cause di formicolio temporaneo:

Cause di formicolio persistente o cronico:

  • diabete;
  • sciatica;
  • tunnel carpale;
  • una qualsiasi condizione in grado di danneggiare il sistema nervoso, come un ictus, sclerosi multipla o, in casi estremamente rari, un tumore al cervello:
  • esposizione a sostanze tossiche, ad esempio piombo o radiazioni;
  • alcuni farmaci;
  • malnutrizione;
  • carenza di vitamina B12;
  • carenze di minerali;
  • danni ai nervi causati da infezioni, lesioni o utilizzo eccessivo (per esempio nei casi di utilizzo professionale di martelli pneumatici o strumenti simili);
  • abuso di alcol;
  • spondilosi cervicale;
  • pressione su un nervo, per esempio in caso di ernia del disco;
  • Herpes zoster (in caso di nevralgia post-erpetica);
  • danni al microcircolo, causati per esempio da aterosclerosi, geloni o infiammazioni;
  • livelli anomali degli elettroliti (calcio, potassio, sodio) nel sangue;
  • morsi e punture di insetti.

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Cosa porta avere formicolio alle mani?

La sensazione di intorpidimento alle mani, e in generale il formicolio ai piedi, alla testa e il formicolio alle gambe o ad altre parti del corpo, è in genere correlato a una serie di condizioni quali:

  • carenze di vitamine o minerali;
  • nervo compresso per lungo tempo;
  • sclerosi multipla;
  • ictus.

Altre cause possono includere lesioni al collo o alla testa, ridotto afflusso sanguigno a una zona specifica del corpo. Il formicolio alle mani può quindi comportare diverse problematiche, alcune di lieve entità e altre più gravi. Può inoltre essere il primo sintomo di condizioni gravissime, per le quali è bene allertare un medico.

Quali sono le complicazioni del formicoio alle mani?

Il formicolio è un segnale che indica che  uno o più nervi non stanno funzionando in maniera corretta. Le complicazioni connesse al formicolio possono variare in base alla causa scatenante. Dal momento che il formicolio può essere causato anche da gravi patologiei, trascurare questo sintomo e non prendere provedimenti può favorire la comparsa di complicazioni gravi e danni permanenti. Dopo aver individuato la causa di fondo, è bene seguire scrupolosamente i trattamenti suggeriti dal medico, al fine di ridurre il rischio di complicazioni, quali:

  • coma o incoscienza;
  • amputazione dell’arto;
  • riduzione o perdita della vista;
  • paralisi;
  • perdita di forza e debolezza;
  • estensione del tumore.

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Quali sono le cause del formicolio?

Il formicolio può essere causato da un’ampia varietà di condizioni come ad esempio una lesione da compressione, tra cui:

  • frattura o lussazione che causano la compressione di un nervo;
  • ernia discale che causa la compressione di un nervo;
  • lesione al collo o alla schiena che comprime o lede il midollo spinale o un nervo;
  • sindrome del tunnel carpale;
  • lesione alla testa che causa pressione o gonfiore;
  • pressione a carico di un nervo dovuta ad una massa crescente o ad un tumore;
  • permanere nella medesima posizione per troppo tempo, causando quindi la compressione di un nervo.

Cause relative a malattie possono essere:

  • diabete;
  • tiroide inattiva o ipoattiva (ipotiroidismo);
  • infezioni come l’herpes zoster;
  • emicrania;
  • sclerosi multipla;
  • fenomeno di Raynaud;
  • crisi epilettiche o convulsioni;
  • ictus;
  • attacco ischemico transitorio.

Altre cause includono:

  • abuso di alcolici o tabacco;
  • carenza o eccesso di vari minerali come calcio, sodio o potassio;
  • avvelenamento da metalli pesanti;
  • effetti collaterali o interazioni di determinati farmaci;
  • esposizione a radiazioni o radioterapia;
  • carenza di vitamina B12.

Quali sono i sintomi associati al formicolio?

Il formicolio può accompagnare altri sintomi tipici della causa scatenante, tra cui:

  • pelle bluastra o fredda nella medesima zona o nell’area circostante il punto interessato;
  • debolezza muscolare;
  • intorpidimento nella medesima zona o nell’area circostante il punto interessato;
  • dolore nella medesima zona o nell’area circostante il punto interessato;
  • eruzione cutanea, specie ad un solo lato del tronco;
  • crisi epilettiche o convulsioni;
  • improvvisi cambiamenti a carico della vista, perdita della vista o dolore oculare.

Cosa comporta avere formicolio al braccio sinistro?

Il formicolio alla mano sinistra e il formicolio al braccio sinistro devono essere valutati con attenzione, poiché potrebbero essere i primi sintomi di un infarto. In questo senso generalmente il formicolio alla mano destra genera meno preoccupazioni. Questo tipo di formicolio è tuttavia piuttosto comune ed è bene non saltare a conclusioni affrettate poiché può avere anche cause meno gravi. La maggior parte dei casi di formicolio alla mano e al braccio sinistro sono dovuti a un eccessivo utilizzo e affaticamento di questa parte o anche alla sindrome del tunnel carpale. Tra le altre cause di intorpidimento alla mano e al braccio sinistro troviamo poi la sindrome dello stretto toracico e l’ernia del disco cervicale.

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Cosa comporta avere formicolio alla testa?

Il formicolio ala testa può avere una serie eterogenea di cause, che a loro volta richiedono diversi tipi di interventi e rimedi. Il formicolio alla testa il più delle volte può essere generato da condizioni di forte stress, cervicale o dall’ansia. Tra le cause più comuni ci può anche essere una lesione per compressione, a carico della schiena o del collo, che viene a danneggiare il midollo spinale. Tra le cuase più gravi di un perdurante formicolio alla testa possono invece essere annoverati il tumore o un ictus.

Cosa comporta avere formicolio ai piedi?

La parestesia o formicolio ai piedi in genere è un sitomo che non deve destare grande preoccupazione. Può essere infatto dovuto a una compresisone dei nervi della zona, che a sua volta causa una riduzione del flusso sanguigno. In altri casi il formicolio ai piedi opuò essere connesso a disturbi più gravi: si può infatti verificare in pazienti affetti da diabete, oppure essere una conseguenza di infiammazioni al fegato o ai reni.

Cosa comporta avere formicolio alle gambe?

formicolii alle gambe sono piuttosto diffusi e comuni e possono essere il sontomo di varie patolgie, di differente gravità ed entità. Le forme più innocue di formicolio agli arti inferiori tendono in genere a regredire spontaneamente e sono dovute spesso a posture scorrette assunte per periodi eccessivi di tempo. Una condizione frequente di intorpidimento e formicolio alle gambe, abbinato talvolta a una sensazione pungente di fastidio o dolore, può essere la spia di problematiche diverse quali, per esempio:

  • ernia discale;
  • ictus cerebrale;
  • danni neurologici;
  • compressione di un nervo;
  • sindrome delle gambe senza riposo;
  • sclerosi multipla;
  • sciatica;
  • embolia arteriosa.

Come si diagnostica il formicolio?

Il formicolio si diagnostica mediante un’anamnesi completa (raccolta delle informazioni del paziente e dei suoi sintomi) e da un esame obiettivo (visita vera e propria con raccolta dei segni) da parte del medico. La diagnosi può servirsi di molti altri strumenti diagnostici più o meno invasivi, che variano in base alla malattia che si suppone determini il formicolio, tra cui: esami del sangue, radiografie, tac, risonanze magnetiche, ecografie, ecografie con colordoppler, biopsie.

Quali sono i trattamenti per il formicolio?

La cura del formicolio dipende dalla causa a monte che l’ha determinato, che – come abbiamo visto – può essere estremamente varia, passando dal diabete fino alla ernia del disco: non è quindi possibile in questa sede parlare di una singola terapia che vada bene per ogni situazione. Il medico indagherà sulla causa del formicolio e – una volta individuata e se possibile curata – quest’ultimo dovrebbe diminuire o sparire del tutto.

Quali sono le complicanze del formicolio?

La presenza di formicolio prolungato potrebbe indicare che esso sia causato da cause anche gravi, quindi è importante intervenire tempestivamente per evitare, in alcuni fortunatamente rari casi:

  • amputazione;
  • coma o stato di incoscienza;
  • perdita della vista e cecità;
  • paralisi;
  • estensione del cancro;
  • perdita di forza;
  • decesso.

Prodotti contro il formicolio

Alcuni prodotti che, in alcuni casi, potrebbero diminuire il formicolio, sono:

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I giapponesi non fanno più sesso: preferiscono bambole e fumetti

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Una bambola gonfiabile “moderna”

Niente più sesso in Giappone. Nel paese del Sol Levante negli ultimi anni si stanno verificando dei dati molto preoccupanti: stando alle ultime statistiche infatti sono sempre di più i giapponesi che non praticano sesso, almeno quello con partner “reale”. I numeri parlano chiaro: le coppie sposate tra i 35 e i 50 anni fanno l’amore, in media, meno di una volta alla settimana ed è in netto aumento la diffusione di bambole gonfiabili ultrarealistichefumetti pornografici. Per l’Istituto per la ricerca su Società e Popolazione il 70% dei celibi e il 60% delle nubili tra i 18 e i 34 anni non hanno nessun tipo di relazione, il 42% degli uomini e il 44,2% delle donne ha dichiarato inoltre di essere ancora vergine.

I problemi del Giappone

Probabilmente questo fenomeno è solo la punta dell’iceberg di una moltitudine di altri problemi che affliggono il Giappone ormai da molti anni, ovvero la diminuzione del PIL e le enormi difficoltà – con serio rischio di crac – del sistema pensionistico. Fatto sta che le waifu (le mogli virtuali) sono sempre più numerose e utilizzate da coloro che vivono praticamente reclusi in casa tra televisione, manga, videogiochi e social network. Pensate che un economista giapponese ha addirittura proposto la “tassa sui belli” in modo che gli hikikomori (così vengono definiti coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale) possano almeno avere un appeal economico da sfruttare.

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Mariti che convivono con la propria bambola

In aumento anche i mariti che lasciano le proprie mogli per andare a “convivere” a tempo pieno con la loro bambola gonfiabile, mentre le donne in carriera che hanno figli vengono malviste dalla società a tal punto da essere chiamate “mogli diavole”. Questo pregiudizio ha portato al ritiro dalla vita lavorativa di circa il 70% delle neo-mamme.

Le cause

Ma perché i giapponesi non vogliono fare più sesso? Il problema sta da ricercare nei duri ritmi lavorativi, che portano un’alta dose di stress, ma anche nel comportamento dei giapponesi, che vogliono evitare complicazioni emotive in un rapporto di coppia. Il 23% delle donne sposate ha addirittura affermato di vedere il sesso come una “scocciatura” mentre il 18% degli uomini ha detto di avere “molto poco interesse” nel fare sesso con una donna.

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Differenza tra afasia di Broca e di Wernicke

MEDICINA ONLINE CERVELLO CORTECCIA VISIVA UDITIVA LOBO LOBI FRONTALE PRO FRONTALE PARIETALE OCCIPITALE TEMPORALE ENCEFALO SISTEMA NERVOSO ANATOMIA PRIMARIA SECONDARIAUn danno nell’area di Broca può provocare la cosiddetta afasia di Broca. I pazienti colpiti da afasia di Broca possono essere incapaci di comprendere o formulare frasi con una struttura grammaticale complessa: il loro linguaggio non è fluente ed appare disconnesso (afasia NON fluente). L’afasico non fluente ha un eloquio scarsamente produttivo; la sua produzione linguistica si limita a parole isolate o a frasi brevi (due o tre elementi) e dalla sintattica piuttosto semplice; i verbi utilizzati non sono molti e spesso non vengono nemmeno coniugati; lo stile risulta “telegrafico”; molto spesso vengono omessi dalla frase gli articoli, le preposizioni e i pronomi. La prosodia risulta anormale. In molti casi, la persona affetta da afasia non fluente si rende conto della situazione, delle sue difficoltà comunicative e si scoraggia, rinuncia all’eloquio oppure tenta di compensare il suo deficit utilizzando un linguaggio non verbale. Spesso sono presenti deficit articolatori.

Invece nei pazienti affetti dall’afasia di Wernicke (afasia fluente) il linguaggio parlato è scorrevole (fluente), ma il senso logico è mancante, come anche la comprensione del linguaggio appare compromessa. Il soggetto colpito da afasia fluente ha un eloquio che viene definito come “relativamente produttivo”, abbondante, e dispone di una prosodia (ritmo, accentazione e intonazione) relativamente nella norma; anche la produzione articolatoria risulta normale. Il linguaggio dell’afasico fluente, però, risulta a tratti piuttosto sconnesso; le frasi sono generalmente lunghe e non sono quasi mai sintatticamente corrette (si parla, infatti, di paragrammatismo); nei casi più gravi di afasia, l’eloquio non ha nessun significato particolare. Un problema di non poco conto è che, molto spesso, la persona afasica non si rende conto di questo stato di cose, soprattutto nei casi in cui vi è un grosso problema di decodificazione uditiva.

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Area di Wernicke: funzioni ed afasia di Wernicke

MEDICINA ONLINE CORTECCIA UDITIVA VISIVA PRIMARIA SECONDARIA MOTORIA SENSITIVA PREFRONTALE CERVELLO ENCEFALO BROCA WERNICKE INTELLIGENZA SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO SNC SNP SOSTANZA GRIGIA BIANCAL’area di Wernicke (in inglese “Wernicke’s area”) è una parte del lobo temporale del cervello le cui funzioni sono coinvolte nella comprensione del linguaggio. Le informazioni sensoriali relative alla percezione del linguaggio arrivano nell’area di Wernicke, che è in stretta associazione con l’area acustica primaria, dove avviene il processo di decodificazione, ossia la trasformazione degli stimoli uditivi in unità linguistiche. L’area corrispondente nell’emisfero destro svolge invece una funzione di comprensione della prosodia.

Posizione anatomica
Corrisponde alla parte posteriore dell’area 22 di Brodmann, nel lobo temporale superiore (corteccia associativa sensoriale) dell’emisfero sinistro, ed è connessa all’area di Broca da un percorso neurale detto fascicolo arcuato.

Afasia di Wernicke
Un danno nell’area di Wernicke, dovuto ad esempio ad ictus, atrofia, traumi, neoplasie, infezioni ed ischemia, può provocare la cosiddetta “afasia sensoriale di Wernicke”. Nei pazienti affetti dall’afasia di Wernicke si evidenzia con un deficit selettivo della comprensione del linguaggio sia parlato sia scritto, pur lasciando intatta la capacità di parlare, seppure in modo sconclusionato (afasia fluente). In pazienti con questo tipo di afasia quindi il linguaggio parlato è scorrevole, ma il senso logico è mancante ed anche la comprensione del linguaggio appare compromessa.

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