I venti cibi più disgustosi del mondo

Ragni fritti, frittelle di sangue, occhi di tonno, zuppa di pipistrello con contorno di bruchi… No, non sto parlando del menù della cena offerta da Zalim Singh ad Indiana Jones nel celebre film “Indiana Jones e il tempio maledetto“, sto parlando di cibi veri, diffusi in varie parti del nostro pianeta. Non saranno probabilmente i più disgustosi del mondo – i gusti sono soggettivi – ma probabilmente sono quelli più “assurdi”, almeno per quel che riguarda noi italiani!

1. Occhi di tonno – Giappone

Nei negozi giapponesi spesso si trovano degli strani pacchetti, che “osservano” il cliente con i loro grandi occhi da pesce. E in molti bar, dove preparano anche il sushi, si possono gustare gli occhi di tonno già cucinati, in umido o leggermente scottati. Di buono, a nostro avviso, hanno poco: sotto un involucro “gommoso” si trova una sostanza morbida e grassa, il cui gusto ricorda quello dei calamari o del polpo.

Глаза тунца, ЯпонияFoto: Kenneth Berger, CC BY-NC 2.0

2. Huitlacoche – Messico

L’huitlacoche o “tartufo del mais” è un fungo parassita dei chicchi di mais. Le spore penetrano nello spadice, crescono al suo interno e lo trasformano in qualcosa di terrbile. Immaginare cosa possa passare per la testa di chi assaggia per la prima volta qualcosa di così brutto e non appetitoso è molto difficile, ma rimane il fatto che l’huitlacoche in Messico è un cibo molto costoso e moltissimi piatti che lo contengono sono considerati vere e proprie prelibatezze.

Уитлакоче, МексикаFoto: International Maize and Wheat Improvement Center, CC BY-NC-SA 2.0

3. Shiokara – Giappone

La cucina giapponese e i frutti di mare sono praticamente sinonimi, per questo non c’è nulla da meravigliarsi se la maggior parte delle “schifezze” del posto vengano dalle profondità del mare. Lo shiokara non è un piatto conosciuto e diffuso come il sushi. Probabilmente perché sono dei calamari (di solito) marinati nelle loro viscere e “dimenticati” per un mese in un contenitore ermetico. Noi non sappiamo come sia il gusto di questo piatto ma, tenendo conto di quello che c’è nelle interiora dei pesci, possiamo indovinare che nella versione fermentata di certo non migliorano.

Шиокара, Япония

Foto: tami_chan, CC BY-NC-SA 2.0

Шиокара, ЯпонияFoto: Okona CC BY-SA 2.5, Wikimedia Commons

4. Ragni fritti – Cambogia

Nel Sud-Est asiatico si frigge e si mangia tutto quello che cammina, vola o nuota. Si possono trovare grilli, scarafaggi, scorpioni e cavallette e – perché no? – anche provarli nel centro di Bankok. Ecco però che gli abitanti della Cambogia si sono spinti oltre e, non più solo per una particolarità asiatica ma per la fame durante la dittatura dei Khmer rossi, hanno iniziato a friggere i ragni. I commercianti che vendono tarantole nere grandi come il palmo della mano fritte si possono incontrare facilmente nella zona della città di Skuon, sulla strada che da Siem Reap porta a Phnom Penh.

Жареные пауки, Камбоджаfoto: Gusjer, CC BY 2.0

5. Muktuk – Canada, Groenlandia, Chukotka – Russia

Il piatto tradizionale degli Inuit e degli Eschimesi è la pelle, completa di grasso sottocutaneo, di balena, narvalo o beluga congelata. Di solito è un cibo che viene consumato senza cottura, ma talvolta può anche essere fritta o impanata. Dal punto di vista della sopravvivenza nel clima secco e rigido del nord è una grande fonte di vitamine C e D. Dal punto di vista culinario no – il gusto non è di certo come pollo.

Китовая кожаFoto: Magalie L’Abbé, CC BY-NC 2.0

6. Hákarl – Islanda

Ancora un altro piatto nordico, in questo caso è stato ideato dai Vichinghi ed è toccato in eredità all’Islanda. In passato le acque del luogo erano popolate da squali polari, la cui carne però non era buona da mangiare a causa dell’alto contenuto di acidi urici. Per questo motivo gli squali catturati venivano sfilettati e appesi sotto una collinetta di pietre per un paio di mesi, durante i quali perdevano l’urina e gli altri acidi urici. Poi venivano lasciati ancora per 2-4 mesi all’aria aperta. Vengono preparati esattamente allo stesso modo anche nell’Islanda dei giorni nostri; ma ora si possono giustificare solo come rispetto per la tradizione, visto che sia il gusto che l’odore del piatto ricordano lo squalo putrefatto.

Хаукарль, ИсландияFoto: Chris Wronski, CC BY-ND 2.0

7. Uovo centenario – Cina

Uno degli antipasti cinesi più popolari si prepara molto semplicemente: le uova vengono mischiate ad una soluzione alcalina ( di solito è una miscela di calce, cenere e sale) e chiuse in un contenitore ermetico. Non per cento anni, come suggerisce il nome, ma per un periodo che va dai 15 giorni ai 4 mesi. Dopo questo rimane solo da sbucciare le uova e tagliarle a spicchi: l’albume assume una consistenza gelatinosa, mentre il tuorlo diventa di un colorito grigio-verde. Ad onor del vero dobbiamo dire che l’unica cosa disgustosa delle uova centenarie è solo il loro aspetto: la consistenza, ovviamente, è strana; ma il gusto e il sapore sono molto neutri, a parte il tuorlo che acquista un retrogusto di ammoniaca.

Столетние яйца, Китайfoto: Reforma.imufomot Wikimedia Commons

Столетние яйца, КитайFoto: Jo del Corro, CC BY 2.0

8. Biscotti con le vespe – Giappone

A proposito di novità della cucina giapponese, una cosa incredibile sono i biscotti con le vespe, diventati popolari già nel XXI secolo. Immaginatevi un cracker di farina di riso con una farcitura di vespe selvatiche precedentemente scottate. Rispetto ai biscotti normali qui c’è un altissimo contenuto di insetti proteine.

Печенье с осами, ЯпонияFoto: Foodfanatic83 CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

9. Beondegi – Corea del Sud

Un popolare antipasto coreano sono le crisalidi dei bachi da seta bollite o in umido: si possono trovare sia sui banchetti dei venditori ambulanti, sia sugli scaffali dei negozi e anche sui menu dei bar. I beondegi si mangiano con salse e spezie o si utilizzano per cucinare altri piatti. Gli esperti sono ancora in dubbio su che sapore ricordano i beondeghi: alcuni sostengono sia il legno, altri dicono sia più simile alla resina.

Беондеги, КореяFoto: Clément Gault, CC BY-NC-SA 2.0

10. Zuppa di nidi di uccelli – Sud Est Asiatico

Per noi i “nidi di uccelli” non suonano come qualcosa di commestibile, ma i gourmand asiatici sono pronti a sborsare fino a 2000 dollari per un chilo di questi! Non abbiate fretta di organizzare un pranzo di lavoro con la famiglia di rondini che ha appena fatto il nido sotto il vostro tetto: per questo piatto si utilizzano solo nidi di rondini-salangana, che vivono nel Sud Est Asiatico. In pratica, i loro nidi sono composti da saliva secca di uccelli e la famosa zuppa ricorda come consistenza il muco o un budino molto denso. Non sappiamo che gusto abbia la saliva, non l’abbiamo provata, ma magari, questa zuppetta vale i soldi che costa.

Суп из птичьих гнездfoto: Janine Cheung, CC BY-NC-SA 2.0

11. Escamoles – Messico

Alla base di questo tradizionale piatto messicano ci sono le uova delle formiche nere giganti. Si mangiano sia crude che fritte, o anche con tacos e guacamole oppure in umido con cipolla e peperoncino. Le escamoles non sono economiche e non è una sorpresa: le uova si trovano all’interno del formicaio, brulicante di formiche molto aggressive, pronte a pungere molto dolorosamente. Tuttavia, se siete in Messico, vale la pena almeno una volta di provare le escamoles: questo cibo è considerato una prelibatezza e non solo è molto salutare, ma anche, dicono, molto buono!

Эскамолес, МексикаFoto: Kent Wang, CC BY-SA 2.0

12. Sannakji – Corea

Mangiare pesce o carne cruda è una cosa di cui ormai non si meraviglia più nessuno, ma cosa faremmo se il cibo addirittura scappasse dal piatto? In Corea si può assaggiare come antipasto il sannakji: un piatto composto da tentacoli appena tagliati di polipo che ancora si muovono, conditi con olio di sesamo. Nonostante l’aspetto orribile e la possibilità che scappi, il sannakji è molto popolare non solo tra gli abitanti del luogo, ma anche tra i turisti che dicono sia molto buono.

13. Gamberi ubriachi – Cina

Dal nostro punto di vista, questo piatto cinese è ancora più pauroso dei tentacoli che si muovono del polpo già morto, perché è stato ideato per poter mangiare i gamberetti ancora vivi. Proprio come dice il nome, prima di essere messi in tavola questi gamberi di fiume vengono marinati nell’alcool così che, “Ubriacandosi”, diventano meno agili e praticamente non fanno nessuna resistenza mentre vengono puliti e mangiati. Brr.

Пьяные креветки, Китайfoto: Vinnie, CC BY 2.0

14. Cuy – Perù, Equador, Colombia

In pratica il cuy non è altro che il porcellino d’India. A quanto pare gli abitanti della regione andina non li regalano ai loro bambini come animali domestici e nemmeno li usano per esperimenti in laboratorio, ma li allevano nelle fattorie e li mangiano. Normalmente li cucinano fritti o stufati con le verdure. Dicono che sia molto buono e che somigli molto al coniglio.

Куй - жареная морская свинкаFoto Irina Callegher, CC BY-NC-SA 2.0

Жареные морские свинки, Южная АмерикаFoto: Nestor Lacle, CC BY 2.0

15. Tepa – Alaska

È il piatto tradizionale degli Eschimesi in Alaska. La seconda denominazione del Tepa – “teste puzzolenti” – spiega piuttosto bene di cosa si tratta. Le teste dei salmoni vengono chiuse in una botte (talvolta anche con le interiora) e sepolte sotto la terra per una o più settimane. Le “teste puzzolenti” si mangiano crude e non vengono considerate come prelibatezze, ma sono soprattutto un modo per utilizzare interamente il pesce, non disdegnando nessuna sostanza nutritiva che si riesce ad ottenere.

Рыбьи головыFoto: eye dropper, CC BY-NC-ND 2.0

16. Sangue e latte – Africa

Se in Russia dire che una persona è “sangue e latte” significa che è in ottima salute, in Africa questo modo di dire viene preso alla lettera. In alcune tribù, in particolare fra i Masai, è sempre molto importante trovare dei modi per sopravvivere. La mucca in Africa è una risorsa importantissima per essere uccisa solo per la carne, allora viene estratto il sangue in modo che non ci siano danni per l’animale. Viene mescolato con il latte e questo sangue da alle tribù africane tutto il nutrimento necessario per la vita durante la siccità e nei periodi in cui non c’è possibilità di trovare altro cibo.

"Добыча" крови, ЭфиопияFoto: Dietmar Temps, CC BY-NC-SA 2.0

Кровь с молоком, ЭфиопияFoto: Dietmar Temps, CC BY-NC-SA 2.0

17. Frittelle di sangue – Svezia, Finalndia

In pratica si tratta di semplici frittelle, solo che al posto del latte c’è del sangue fresco. Talvolta si mangiano con carne di maiale o di renna arrosto. In realtà questo piatto è strano più che disgustoso, sia alla vista che al gusto somiglia molto al sanguinaccio.

Кровяные блиныFoto: Lapplänning Wikimedia Commons

18. Tofu di sangue – Cina

Generalmente il sangue finisce nelle preparazioni di molti cibi in moltissimi paesi del mondo, ma dal punto di vista dell’originalità gli asiatici battono tutti. In Cina e a Hong Kong è molto diffuso il cosiddetto tofu di sangue, preparato cuocendo a fuoco lento il sangue di animali (in genere maiale o anatra). Come risultato si hanno dei panetti gelatinosi che vengono tagliati a pezzi e consumati nelle zuppe o stufati con le verdure.

Суп с кровяным тофу, КитайFoto: Amy Ross, CC BY-ND 2.0

19. Bruchi Mopane – Africa

Grossi e verde scuro, i bruchi delle farfalle Saturnidi sono molto preziosi e, ancora più importante, sono una fonte gratuita di proteine per gli abitanti di molti stati africani. I bruchi vengono raccolti sugli alberi Mopane e bolliti o essiccati al sole. Nell’Africa del Sud, dove i bruchi sono considerati una prelibatezza, vengono allevati in fattorie e spesso vengono serviti anche nei ristoranti.

Гусеницы мопане, АфрикаFoto:: Greg Willis, CC BY-SA 2.0

20. Zuppa di pipistrello – Indonesia, Palau

Questo piatto non si differenzia molto dalle zuppe tipiche asiatiche, anche perché si cucina con il pipistrello, che ha un gusto molto neutro. Ma la particolarità della ricetta è che si cucina con il pipistrello intero, completo di ali, denti, peli e artigli. Anche in alcuni paesi del Sud Est Asiatico e nelle regioni americane affacciate sull’Oceano Pacifico la carne di pipistrello è usata per numerosi piatti, ma non in modo così brutale, visto che viene privata dei peli e delle altre parti.

Суп из летучей лисицы, ПалауФото: tobze, CC BY-NC-ND 2.0

E come dessert il gelato Royal Baby Gaga dall’Inghilterra

E, come bonus, qualcosa che non ha nulla di realmente terribile. In effetti l’abbiamo provato tutti (si, anche voi!), ma forse sotto un’altra forma. Nella primavera del 2015 la fabbrica londinese The Licktators ha prodotto una partita di gelato fatto di latte materno. In ogni senso, un vero e proprio “gusto dell’infanzia”, prodotto in occasione della nascita del secondo figlio del Principe William e di Kate Middleton. Non estremo come gli altri nella lista, ma di sicuro insolito. Voi lo provereste?

Мороженое

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Attenti agli energy drink: “Potrebbero portare al diabete”

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ALCOL ALCOLICO BERE ALCOLISMO BIRRA VINO SUPERALCOLICO ALCOLICI SPUMANTE CHAMPAGNE COCKTAIL BICCHIERE BOTTIGLIA PUBGli energy drink potrebbero portare al diabete: è quanto è risultato da uno studio dell’Università di Calgary presentato al Congresso Mondiale sul diabete. Secondo i ricercatori, le bevande a base di caffeina alzano i livelli di insulina e glucosio nel sangue del 30%. La combinazione di zucchero e caffeina alza l’insulina e il glucosio nel sangue ed è difficile riportarli a livelli normali; la caffeina rimane in circolo per 4-6 ore dopo l’assunzione.

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Siete attratti da cibi ipercalorici? La colpa è (anche) dei vostri geni

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO HAMBURGER PATATINE FRITTE PATATE PANINO FAST FOOD JUNK FOOD FRITTI DIETA DIMAGRIRE GRASSI (6)Alcuni miei pazienti mi dicono che proprio non riescono a resistere: i cibi ricchi di carboidrati e grassi, i “junk food” (che tradotto significa “cibo spazzatura“) come i panini pieni di maionese, le patatine fritte o le ciambelle, rappresentano per loro una attrazione troppo forte, col risultato che un mese di faticosa dieta, viene letteralmente azzerato in una abbuffata di un weekend. E’ un comportamento molto diffuso che oggi ha – in parte – una “scusante”. Se anche voi non riuscite a resistere ai cibi ipercalorici non fatevene (troppo) una colpa: essere attratti dai cibi ipercalorici può dipendere anche dal vostro corredo genetico.

La ricerca inglese

A tale risultato è giunta una ricerca condotta all’Imperial college di Londra, nella quale sono stati individuati due geni le cui alterazioni sarebbero responsabili dell’attrazione verso gli alimenti ad alto contenuto di zuccheri e grassi. I due geni in questione si chiamano FTO e DRD2. Il primo, se mutato, predispone all’obesità mentre il secondo regola il funzionamento nel cervello della dopamina, ormone che induce il senso di soddisfazione. Cosa succede se entrambi presentano una variante? Per scoprirlo i ricercatori inglesi hanno sottoposto una campione di quarantacinque uomini (età fra i 19 e i 55 anni) a un test con risonanza magnetica funzionale a immagini. Ai partecipanti, con indice di massa corporea compreso tra 19 e 53 Kg/m2 (quindi in tutto il range che copre dalla magrezza al normopeso fino all’obesità), sono state mostrate immagini di cibi mentre erano dentro all’apparecchio che monitorava l’attività del cervello, chiedendo anche di dare una valutazione su quanto si sentivano attratti da ogni alimento.

Il gene FTO rende i cibi irresistibili

Previa analisi del Dna dei soggetti, è risultato che quelli con il gene FTO mutato hanno mostrato un’intensa attività della corteccia orbito frontale, una zona del cervello coinvolta nei processi del senso di gratificazione, quando venivano loro mostrati cibi ipercalorici, mentre la stessa cosa non accadeva con immagini di alimenti con pochi zuccheri e grassi. Indipendentemente da età e peso corporeo, i soggetti con la variante di FTO hanno tutti valutato le immagini dei cibi grassi come molto attraenti. “Per la prima volta abbiamo constatato che in queste persone la visione di cibi ad alto contenuto di calorie provoca un incremento dell’attività dello striato (area del cervello dove risiedono recettori della dopamina e che si attiva con stimoli associati alla ricompensa, N.d.A.); questi soggetti hanno mostrato anche una variazione del gene DRD2, in grado di alterare il normale sistema di regolazione della dopamina nel cervello” spiega il dottor Tony Goldstone, endocrinologo a capo del team che ha condotto lo studio.

Forse spiegato il perché alcuni non riescono a seguire una dieta

Insomma, l’alterazione di questi due geni “programma” il cervello in modo da far sentire il desiderio di roba dolce e grassa e di percepire senso di ricompensa verso questi cibi tramite i segnali inviati dalla dopamina. È dunque possibile che chi ha queste varianti genetiche non risponda ai normali trattamenti contro l’obesità: ecco forse spiegata l’incapacità per alcune persone di seguire una dieta. Sono i geni mutati i responsabili. “I risultati di questo studio ci aiutano a comprendere meglio le basi biologiche che inducono il comportamento e le abitudini alimentari, in particolare a capire perché c’è una predisposizione in alcune persone a ingozzarsi di cibi ipercalorici e a divenire obese” afferma Goldstone “e di conseguenza a sviluppare metodi e trattamenti personalizzati contro l’obesità, come per esempio l’impiego di farmaci che modificano la regolazione della dopamina per contrastare gli impulsi generati dall’azione sinergica dei due geni alterati”.

In ogni caso non usate questa ricerca per trovare scusanti e tornate alla vostra dieta ipocalorica!

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Vergogna

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO VIOLENZA DONNE TRISTE DOLORE DEPRESSIONEGià il fatto stesso che debba esistere una “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne” un po’ mi fa vergognare di essere uomo…

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Carcinoma dell’ovaio: cause, sintomi, diagnosi, cure e prognosi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO CARCINOMA OVARICO TUMORE MALIGNO OVAIO MORTALITA PROGNOSI UTERO DONNA CHIRURGIALe ovaie sono due organi delle dimensioni di circa tre centimetri (ma con variazioni rispetto all’età) situati una a destra e una a sinistra all’utero a cui sono Continua a leggere

Troppo macho per la dieta, sempre più uomini muoiono di diabete

MEDICINA ONLINE DIETA UOMO PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOMettersi a dieta non è roba per uomini, stando almeno ad alcuni ricercatori danesi, secondo i quali il sesso forte corre di più il rischio di morire di diabete perché si ritene ‘troppo macho‘ per seguire un regime alimentare. Alle donne, invece, meno restie a tagliare le calorie, andrebbe meglio. Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori e riportato dal ‘Daily Mail’, ha evidenziato che le donne che invece seguono una dieta e fanno esercizio fisico sono meno propense ad ammalarsi di malattie legate al diabete.

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Masturbazione maschile: suggerimenti per raggiungere orgasmi incredibili

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO CHE DORME SESSO SESSUALITA MASTURBAZIONE LETTO FACCIA VISOL’autoerotismo è la forma di sessualità più diffusa sul pianeta e, negli uomini, abbassa il rischio di cancro alla prostata. La masturbazione essenzialmente non ha controindicazioni (se non quando diventa un gesto compulsivo e patologico), quindi oggi il nostro Staff vi regala alcuni consigli per migliorare la vostra esperienza sessuale in solitudine. Anche se rivolti essenzialmente agli uomini, la maggioranza di questi consigli può essere rivolta anche ad una platea femminile.

  • La prima cosa da fare è eliminare la fretta, meglio fare le cose per bene concedendosi tutto il tempo necessario. Molti sono presi più dall’ansia di essere interrotti e scoperti, oppure dalla possibilità di sporcare che dalle sensazioni del proprio corpo, perdendo l’occasione per conoscerle. La rapidità di esecuzione, unita alla contrazione muscolare del pavimento pelvico, è stata individuata all’interno delle ipotesi causali dell’eiaculazione precoce.
  • La seconda cosa da fare è lasciar stare il materiale pornografico o erotico per qualche minuto. É meglio dedicarsi almeno all’inizio al proprio corpo e alle proprie fantasie: ciò dà la possibilità di sperimentare una nuova sessualità privata. Il materiale pornografico è senza dubbio ultra-stimolante all’inizio, ma – a lungo andare – potrebbe “appiattire” la vostra fantasia e la vostra capacità di provare eccitazione, in alcuni casi portando ad una vera e propria dipendenza comportamentale, quindi meglio non esagerare. Per approfondire questo argomento, leggi: Dipendenza dal sesso: cause, sintomi e caratteristiche del dipendente sessuale
  • Il terzo consiglio è la stretta conseguenza dei primi due: fai attenzione e impara a conoscere il ritmo del tuo respiro e la tensione muscolare, fai attenzione anche alle sensazioni che precedono l’orgasmo e a quelle che lo seguono, quindi senza scappare via subito dopo l’eiaculazione.
  • Evita di bere molti liquidi poco prima di farlo: avere la vescica piena durante la masturbazione, può rendere il tutto meno piacevole.
  • Se hai sempre usato solo la mano destra, prova a cambiare mano, ad usare la sinistra. La sensazione dichiarata da molti uomini è quella di avere la sensazione di star ricevendo la stimolazione da un’altra persona.
  • Prova ad indossare un guanto (in lattice o in altro materiale) sulla mano con cui ti masturbi: anche in questo caso potresti avere l’illusione che sia un’altra persona a masturbarti.
  • Per aumentare il piacere durante la masturbazione, prova l’edging. Se non sai di che si parla, leggi questo articolo: Edging (orgasmo controllato) tecniche per prolungare il piacere sessuale
  • Masturbati il mattino appena sveglio o subito dopo una colazione leggera: i livelli di testosterone – e quindi di libido ed eccitazione – sono più alti durante la prima parte della mattina (entro le ore 10) e quasi tutti i miei pazienti confermano che gli orgasmi “mattutini” sono mediamente più piacevoli ed intensi di quelli pomeridiani o notturni, inoltre sono quelli più facili da raggiungere in tempi brevi;
  • Per sperimentare un nuovo tipo di sesso solitario puoi cambiare posizione: anziché startene sempre seduto o sempre sdraiato, puoi provare a cambiare, a metterti sulle ginocchia, a gambe all’aria appoggiate al muro, disteso a forma di stella o dritto come una colonna. Potrai vedere che sensazioni ti dà ognuna delle posizioni che proverai.
  • Allena il tuo muscolo pubococcigeo: ti regalerà orgasmi migliori e più piacere e controllo durante la masturbazione. Per approfondire, leggi: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce
  • Mentre ti stimoli, muovi il bacino avanti e indietro come se fosse un vero rapporto: ciò rende la pratica più “realistica” e coinvolge tutto il corpo facendo in modo che le sensazioni non provengano solo dal pene.
  • Scopri tutti i punti del tuo corpo. Masturbarsi non significa necessariamente dare attenzione solo al pene: accarezzati con la mano libera altre zone del corpo, come il perineo, la zona sensibile tra lo scroto e l’ano, o lo scroto (la sacca che contiene i testicoli). Stimola il collo, il petto, i capezzoli e la base del pene, il tutto come se fosse una caccia al tesoro in cui impari a scoprire nuove sensazioni che, magari, potrai raccontare poi al tuo partner.
  • Se per masturbarti sei solito spingere avanti ed indietro il prepuzio sul glande, “srotolandolo” ritmicamente, prova invece a tenere il glande sempre scoperto ed a far semplicemente scivolare la tua mano sul glande, magari dopo aver bagnato la sua superficie con alcune gocce di olio di mandorla per facilitare lo scivolamento.
  • Se hai la possibilità di prendere il sole completamente nudo in un ambiente privato (ad esempio un terrazzo), una volta prova a masturbarti mentre ti abbronzi: il calore sulla tua pelle e la sensazione di essere all’aperto e completamente nudo, possono essere fortissimi stimoli sessuali. Fai attenzione però a non costringere i tuoi vicini di casa ad uno spettacolo a cui probabilmente non vorrebbero assistere, quindi cerca luoghi distanti dai loro occhi.
  • Conoscere il tuo punto L, accessibile dall’ano, potrebbe aprirti nuove strade verso un piacere che non avevi mai provato. Se non sai di che si parla, leggi questo articolo: Punto G maschile: trovare e stimolare il punto L per provare orgasmi più intensi ed aumentare la forza dell’eiaculazione
  • Se ti sei sempre masturbato manipolandoti velocemente e con forza, puoi provare con leggere carezze oppure viceversa, se ti sei sempre masturbato delicatamente, prova a farlo con forza e velocità. Varia la pressione del tocco, la velocità e la zona da stimolare: stimola ora velocemente l’asta e ora delicatamente il frenulo…
  • Usa strumenti. Molti uomini trovano interessante dedicare alla masturbazione un’attrezzatura specifica, che può essere rappresentata da semplici oggetti da inserire nell’ano (facendo attenzione a non inserirli troppo in profondità), vagine o bocche artificiali, lubrificanti particolari ed altri giocattoli erotici (ve ne consigliamo alcuni più avanti in questo articolo).

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Posizioni per la masturbazione

Siccome il sesso in solitaria non è quasi mai considerato un aspetto completo (o da alcuni addirittura “normale”) della sessualità, viene spesso consumato in modo rapidissimo e senza la ricerca di novità. Ecco qui qualche innovazione che può ridare slancio agli intimi momenti solitari:

  • Specie se sei abituato a rapide masturbazioni durante le quali sei tutto contratto, mettiti disteso a pancia su e stiracchia bambe e braccia cercando di allungarti su tutta la superficie del letto.
  • Puoi provare, sempre disteso sul letto con il corpo, a lasciare le gambe fuori e poggiare i piedi a terra, con le ginocchia piegate. Questa posizione ti dà la possibilità di muovere il bacino e di liberare l’energia sessuale che crei con la masturbazione.
  • Un’altra idea è mettersi sulle ginocchia, dritto, oppure a gambe divaricate, oppure seduto sui polpacci. Prova più posizioni per sperimentare le diverse sensazioni.
  • Se poi sei particolarmente agile ed elastico puoi provare le posizioni “avanzate”. Puoi distenderti sulla schiena e successivamente alzare le gambe a candela e portare pian piano i piedi dietro la tua testa. Da questa posizione hai accesso da vicino non solo ai genitali ma anche ai tuoi fianchi, alla schiena e alle gambe.
  • Un’altra alternativa è appoggiare le gambe sul muro, dritte in su oppure poggiando i piedi sul muro e spingendo. In questo modo riesci a ottenere il controllo del movimento del bacino.
  • Una possibilità può essere quella di mettersi in una posizione accartocciata: di lato, oppure sulla schiena o a pancia sotto. Questa posizione può essere interessante per chi fa uso di giocattoli erotici. Probabilmente non dà molte sensazioni particolari durante la stimolazione ma si può fare attenzione alle sensazioni del corpo dopo la masturbazione, al momento di doversi riallungare e tirarsi su.

In questo articolo vi propongo una serie di consigli utili per trarre più piacere da un rapporto sessuale, ma gli stessi consigli sono validi anche per trarre maggior soddisfazione danche dalla masturbazione: Cosa NON devi assolutamente fare prima di un rapporto sessuale

Vibratori e sex toys

Esistono una serie di vibratori, sex toys ed indumenti, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante la masturbazione ed i rapporti per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Storia di un seno: dall’embrione alla menopausa

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Flebologo Ecografia Vascolare Articolare STORIA SENO EMBRIONE MENOPAUSA Nei Medicina Estetica Luce Pulsata Depilazione Macchie Capillari Mappatura Rughe Dietologo Roma  Radiofrequenza Cavitazione Cellulite

Come cambia il seno tra gli 8 ed i 18 anni

Il seno è una parte importante del corpo di una donna, sia dal punto di vista funzionale che estetico. Esso muta moltissimo nel corso della vita ed oggi vi voglio illustrare, schematicamente, quali sono i cambiamenti che lo contraddistinguono nel corso delle varie fasi della nostra esistenza, partendo letteralmente dal principio, cioè quando la donna è ancora solamente un embrione. Lo sviluppo delle ghiandole mammarie e quindi del seno, si chiama “telarca” (dal greco θηλή “mammella” e ἀρχή “inizio”).

EMBRIONE

Nell’embrione umano di circa quattro settimane di vita sono già presenti i primi abbozzi della ghiandola mammaria in forma di due creste che ne percorrono lungo i lati la parte anteriore. In seguito le creste formano delle protuberanze emisferiche e simmetriche, che corrispondono alle future ghiandole, che si atrofizzano tutte ad eccezione di quelle situate nella zona toracica, perché alla nascita queste costituiranno il capezzolo e l’areola. Le varie fasi della vita, che influiscono sul seno e che determinano trasformazioni anche importanti, sono: l’adolescenza, la gravidanza, l’allattamento e la menopausa.

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ADOLESCENZA

Durante la pubertà l’ipotalamo inizia la produzione di alcuni ormoni che danno il via allo sviluppo del seno e delle ovaie. Il primo segnale di pubertà è proprio la crescita del seno. Nella prima fase di sviluppo si verifica l’innalzamento dei capezzoli, senza aumento del tessuto ghiandolare e pigmentazione dell’areola. Da sei a dodici mesi dopo, aumenta il tessuto ghiandolare, si sviluppano i dotti escretori, aumenta l’adiposità del sottocutaneo, avviene l’allargamento dell’areola e la sua pigmentazione. Lentamente e gradualmente le mammelle cambiano fino ad assumere la forma definitiva che corrisponde al momento in cui la fanciulla entra nell’età adulta, la situazione ormonale si normalizza e iniziano i cicli mestruali. I mutamenti tipici di quest’età non riguardano solo lo sviluppo del seno e l’inizio dell’età feconda, ma interessano anche il profilo psicologico. Spesso la giovane è impreparata ad affrontare il momento e si ritrova improvvisamente con un corpo da adulta e le idee, i desideri e le abitudini di una ragazzina. Succede, talvolta, che la fanciulla nasconda il seno, diventato evidente in modo per lei imbarazzante, tenendo curvate le spalle. Questo atteggiamento, oltre che a testimoniare l’espressione di insicurezza, diventa un atteggiamento dannoso per la schiena e il seno , che può essere compromesso nel naturale sviluppo. Altra reazione riscontrabile potrebbe essere che la ragazzina si senta troppo osservata da sguardi estranei e si senta turbata dai commenti che coglie specialmente dai rappresentanti dell’altro sesso. Questo turbamento può creare angosce, difficoltà e timori nell’instaurare rapporti con gli uomini che si trascinano, a volte, anche in età adulta.
Per poter vivere meglio il periodo difficile del cambiamento, cioè la pubertà, è utile conoscere bene il nostro corpo ed essere consapevoli dei mutamenti che inevitabilmente avverranno in noi. Essere coscienti di questo, aiuta certo ad accettare i mutamenti del corpo, la sua bellezza diversa e a creare una certa sicurezza. Le mestruazioni sono sovente accompagnate o precedute da una serie di disturbi e fastidi talvolta anche molto dolorosi, che caratterizzano la sindrome premestruale. A livello emozionale si manifestano ansia, nervosismo, disturbi del sonno e cambiamenti di umore frequenti e repentini, accompagnati da segnali fisici quali vertigine, nausea, emicrania e ritenzione idrica Il seno appare turgido e un senso di tensione e, a volta di dolore spesso si associa a questo momento particolare. Tutti i sintomi in genere scompaiono all’arrivo del flusso, ma per trovare giovamento nei giorni che precedono il ciclo è utile seguire una dieta povera di sale e ricca di vitamina A e bere parecchia acqua oligominerale durante la giornata.

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GRAVIDANZA

I cambiamenti che interessano il seno si manifestano già durante le prime settimane di gestazione: le mammelle si inturgidiscono, l’areola si scurisce, intorno appare una pigmentazione irregolare, i tubercoli di Montgomery diventano più sporgenti e si manifestano un senso di tensione e di pesantezza. Il capezzolo è particolarmente sensibile, anche uno stimolo o uno sfioramento minimo lo fanno allungare e irrigidire. Il seno aumenta di volume, la cute si tende e i vasi sanguigni sottocutanei diventano visibili. Possono formarsi, dal quinto mese in poi, le smagliature, cioè quelle strie rossastre causate dalla lacerazione delle fibre elastiche del derma . La ghiandola mammaria si ingrandisce, la vascolarizzazione linfatica e sanguigna aumentano e si accumula tessuto adiposo intorno ai lobuli. Verso il quarto mese dal capezzolo fuoriesce un liquido sieroso e opalescente chiamato colostro. Importanti sono le cure da riservare al seno in questo periodo , che insieme all’alimentazione permettono alla futura mamma di mantenersi bella e di evitare o diminuire la possibilità di danni, specialmente alla cute.

Seno, gravidanza e alimentazione
Per vivere al meglio un periodo così delicato come la gravidanza è importante prestare attenzione alla dieta, che non deve essere quantitativamente doppia come si diceva una volta, ma deve essere ben bilanciata fin dai primi mesi di gestazione. Un’alimentazione ricca di verdura e frutta fresca, di latticini, di carni magre bovine, di pesce, di pollame di pane e paste integrali, oltre a essere adatta alle esigenze del momento, assicura un giusto apporto nutritivo ed evita inutili ed esagerati aumenti ponderali. Nelle verdure, come gli spinaci, i peperoni, il prezzemolo, e negli agrumi sono contenute le vitamine A e C, utili anche a combattere la formazione di smagliature; le vitamine del complesso B si trovano nel lievito di birra, la E nel germe di grano, la K è presente negli ortaggi e specialmente nei pomodori e nei cavoli, di vitamina D è ricco l’olio di fegato di merluzzo. Se la donna non aumenta troppo di peso durante la gravidanza potrà recuperare la linea con maggiore velocità e con meno fatica dopo il parto e il seno, ingrossato soltanto dal giusto e naturale aumento ponderale, ritornerà certamente alla forma normale e alla compattezza anche dopo la maternità e l’allattamento.

Seno, gravidanza e indumenti
Nel periodo della gravidanza bisogna aiutare il seno sostenendolo con un reggiseno sempre adeguato al suo sviluppo e ai suoi mutamenti. L’indumento deve sempre essere lavato bene, soprattutto quando si verificano quelle leggere secrezioni dai capezzoli e, negli ultimi mesi, i capezzoli devono essere protetti da una garza sterile.

Seno, gravidanza e ginnastica
E’ utile fare ginnastica in modo equilibrato e usando le opportune cautele anche durante la gravidanza. L’attività fisica aiuta a prevenire dolori alla schiena, combatte la stipsi, fa bene al circolo sanguigno e previene anche quei danni estetici, come il rilassamento muscolare, che possono manifestarsi di conseguenza alla maternità. Il seno trova giovamento dalla costante esecuzione di esercizi mirati a mantenere un buon tono muscolare e a rafforzare i legamenti sospensori.

Seno, gravidanza e igiene
Le mammelle devono essere lavate con cura, idratate e bisogna irrobustire i capezzoli con massaggi per prepararli all’allattamento. L’idratazione cutanea può essere ottenuta usando prodotti specifici o con semplice olio di mandorle dolci. Alternare docce calde e fredde stimola il seno e i capezzoli, l’importante è eseguire il tutto con delicatezza e senza violenza. Fare spugnature e massaggiare delicatamente con un guanto non troppo ruvido fa bene soprattutto se dopo si eseguono frizioni con sostanze emollienti come il burro di Karitè. Queste manovre associate a opportuni movimenti eseguiti con la punta delle dita, facendo dei cerchi che partono dalla base verso il capezzolo che va tirato leggermente in fuori, favoriscono la loro estroflessione.

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ALLATTAMENTO

In questo periodo la mammella raggiunge il massimo dell’attività funzionale. Inizialmente produce il colostro, in seguito un liquido giallastro, proteico, denso e ricco di anticorpi che aiuta il neonato nel passaggio dalla nutrizione placentare a quella intestinale. Verso il terzo o quarto giorno dopo il parto avviene la montata lattea. Durante l’allattamento l’igiene del capezzolo è di estrema importanza: i capezzoli devono essere detersi, asciugati e protetti da una garza sterile tra una poppata e l’altra. Mantenere accuratamente pulito e asciutto il seno evita la formazione di ragadi e di infezioni. Il seno appesantito deve essere contenuto in un reggiseno che gli consenta di mantenere una posizione il più possibile naturale. L’alimentazione in questo periodo deve essere sana e ricca di sostanze nutritive come durante la gravidanza; bisogna assumere liquidi in quantità sufficiente per garantire il flusso di latte. Se al seno si dedicano attenzione e cura prima del parto e durante l’allattamento, non bisogna temere di sciuparne la bellezza con la maternità. Questo periodo probabilmente coincide col momento di massimo splendore femminile: i seni acerbi dell’adolescente si trasformano in un petto pieno e rotondo che ha raggiunto la sua maturità. Certamente queste forme non sono meno conformi all’ideale di bellezza femminile.

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MENOPAUSA

Questo è un periodo piuttosto difficile per la donna a causa delle modificazioni fisiche che avvengono e per la componente psicologica che spesso le accompagna. I disturbi tipici, come la vampate di calore, sudorazione, irritabilità, instabilità emotiva sono associati a livello psicologico con la sensazione frustrante di essere arrivate alla fine della vita femminile in un grande numero di donne. Sono poche quelle che accettano la menopausa come un periodo naturale ed inevitabile della vita, ma non per questo si sentono finite. Oggi la donna intorno ai 50 anni è forse più attiva di prima, ha certamente maturato più esperienza e non deve mettersi da parte vivendo questo momento con poca volontà, con un atteggiamento negativo. A questa età il fascino è di natura diversa di quello dei 20 anni, si basa infatti sulla capacità di interessare gli altri grazie a ciò che si è e non per quello che appare.
L’attività ovarica cessa, mancano quindi gli stimoli ormonali e si verifica l’atrofia della ghiandola mammaria e l’aumento del tessuto adiposo. In menopausa il seno tende ad aumentare di volume, la cute si rilassa e si manifesta perdita di tono. Bisogna intensificare le cure aiutando il corpo con l’alimentazione, la ginnastica, i trattamenti cosmetici e il seno, se non è stato trascurato negli anni precedenti, potrà rimanere bello. In questo particolare momento bisogna prestare molta attenzione alla salute del seno eseguendo i controlli medici, gli eventuali esami specifici e l’autopalpazione quotidiana. In menopausa, a causa della cessata attività ormonale, aumenta il rischio per alcune patologie.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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