Cartoline dalla mia città: Ponte Sant’Angelo

SONY DSCEcco cosa potete vedere ogni sera se andate sul Ponte Sant’Angelo di Roma e volgete lo sguardo ad Ovest! E se avete la pazienza di aspettare – ed un po’ di fortuna – magari vi capita anche di vedere una stella cadente come è capitato a me ormai più di cinque anni fa! Buona serata a tutti i lettori del blog!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Costruisci i tuoi organi con la stampante 3D

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAME (2)E se vi dicessi che, se vi servisse un polmone di ricambio (magari per sostituire uno rovinato da anni di fumo di sigaretta), tra non molto ve lo potrete stampare da soli, a casa vostra? Può sembrare un’idea bizzarra e – a detta di alcuni – eticamente discutibile, ma si sta realizzando: con le stampanti 3D si potranno costruire organi umani da trapiantare. E non parlo certo di riproduzioni in plastica di un organo: parlo di un vero organo, perfetto da un busto di vista sia morfologico che funzionale, “stampato” da un macchinario che, col tempo, diverrà sempre più economico e di largo consumo. Certo, ci vorranno anni, ma i primi esperimenti sono già una realtà. Alcune aziende americane ci stanno lavorando : una start-up californiana, la Organovo, ha già “stampato” un piccolo frammento di fegato che misura quattro x quattro x un millimetro: il procedimento richiede 45 minuti di tempo e altri due giorni perché le cellule possano crescere e maturare. Per anni i ricercatori hanno tentato di costruire tessuti in laboratorio per creare lembi di pelle, vasi sanguigni, ureteri, ma fabbricare un organo è molto più complicato: occorre avere un supporto su cui far crescere simultaneamente diversi tipi di cellule. Con la stampante 3D sarebbe molto più facile perché si possono collocare le cellule giuste al posto giusto.

Inchiostro biologico

Ecco come funziona. I ricercatori dapprima coltivano cellule umane, che provengono da biopsie, oppure cellule staminali sulle cosiddette capsule di Petri (che contengono un terreno di coltura) in modo che si moltiplichino. Ottengono così una sorta di “inchiostro biologico” con cui viene “caricata “ la stampante: quest’ultima è programmata per distribuire diversi tipi di cellule nelle tre dimensioni . Il procedimento non è difficile, assicurano gli esperti: l’unico problema è rappresentato dal fatto che si usa materiale biologico, ben diverso, per esempio, dalla plastica che non muore se si lascia all’aria aperta anche per un po’ di tempo. «Non penso che sarà possibile produrre organi da trapianto se non fra alcuni anni o forse decadi – ha commentato Anthony Atala, direttore del Wake Forest Institute of Regenerative medicine di Winston-Salem (North Carolina) e uno dei pionieri della ingegnerizzazione dei tessuti -. Ma credo che il prossimo passo sarà quello di stampare lembi di tessuto che servano per riparare un fegato o altri organi che hanno subito un danno». A quest’ultimo proposito gli studi clinici potrebbero cominciare entro cinque anni.

Microchip

Intanto il governo americano ha già finanziato un progetto chiamato “body on a chip” (il corpo su un chip) che ha l’obiettivo di produrre campioni di tessuto con le stesse caratteristiche di quello del cuore o del polmone o di altri organi e di utilizzarli nella sperimentazione di farmaci, in sostituzione degli animali da esperimento. Una volta ottenuti, infatti, questi campioni sono collocati su un microchip e messi in contatto con un sostituto del sangue che li tiene in vita: così i ricercatori possono valutare gli effetti dei trattamenti su specifici tessuti umani (e non animali). Questa nuova tecnologia che in futuro potrebbe aiutare a risolvere il problema della scarsità di organi da trapianto, pone però una serie di questioni tecniche che andranno risolte (per esempio chi assicura la qualità del prodotto? ) e anche interrogativi etici. È probabile, per esempio, che sarà molto costosa e quindi accessibile soltanto ha chi ha possibilità economiche.

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L’equazione di Dirac: quando la fisica diventa romantica

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Immagine solo dimostrativa: questa non è la vera equazione di Dirac

L’equazione di Dirac è senza dubbio considerata dai profani, come la più bella e romantica equazione della fisica. Ideata dal grande scienziato Paul Adrien Maurice Dirac, fisico teorico britannico, che già a soli 12 anni masticava matematica presso il Merchant Venturers Technical College in una maniera che molti noi “adulti” ci possiamo solo sognare. Dirac fu premio Nobel per la fisica nel 1933, formulò l’equazione di cui stiamo per parlare nel 1928.
Per i più “temerari” si tratta di una equazione d’onda, formulata per ovviare agli inconvenienti generati dall’equazione di Klein-Gordon, che descrive il moto dei fermioni, particelle che formano la massa di cui siamo composti noi ed il nostro universo. L’equazione descrive le particelle mediante uno spinore composto da quattro funzioni d’onda ed è stato uno degli step fondamentali verso una teoria unificata dei principi della meccanica quantistica e della relatività ristretta, permettendo di definire una densità di probabilità positiva.

MEDICINA ONLINE VERA Equazione di Dirac REALE real Dirac equation Ecuación de Equació Gleichung Εξίσωση Ντιράκ.jpg

La vera equazione di Dirac

L’equazione dell’amore

Per i più “romantici” tale equazione afferma – semplificando – che se due sistemi vengono a contatto per un certo periodo di tempo, anche se poi vengono separati continuano ad influenzarsi a vicenda, per cui non possono più essere considerati come due sistemi distinti. Come due persone che, dopo essersi amate, anche dopo la separazione continuano – nel bene e nel male – a conservare dentro di se una parte dell’altra persona. Per sempre. Non so se Dirac, a mio avviso tra i più geniali fondatori della fisica quantistica, quando ha scritto questa formula abbia pensato in qualche modo al lato “filosofico” dei suoi complicati calcoli, ma i più associano la sua equazione all’amore, effettivamente come non essere d’accordo?

Nessuna storia è inutile: se non ti ha dato ciò che volevi, ti ha insegnato ciò che dovevi imparare

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Un bel ritratto di famiglia

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo BEL RITRATTO DI FAMIGLIA Cani Animali Dieta Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene HD Laser Filler Rughe BotulinoTutti in posa? Ok? Fermi così… cheese! Una buona giornata a tutti i lettori del blog da questa allegra famiglia!

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Quante calorie ha la pasta cruda e cotta? I 15 consigli per mangiarla senza ingrassare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PASTA DIETA MEDITERRANEA CUCINARE CIBO DIETA DIMAGRIRE CUCINA (4)

Cosa contiene la pasta?

Le definizioni  “pasta di semola di grano duro e pasta di semolato di grano duro” sono contenute nel DPR 187/01. Clicca questo link per consultarlo: DPR187_01

Il DPR 187/01, all’articolo 6, recita:

Sono denominati “pasta di semola di grano duro” e “pasta di semolato di grano duro” i prodotti ottenuti dalla trafilazione, laminazione e conseguente essiccamento di impasti preparati rispettivamente ed esclusivamente:

  • a) con semola di grano duro ed acqua;
  • b) con semolato di grano duro ed acqua.

Gli unici ingredienti ammessi per legge la produzione della pasta di semola e di semolati di grano duro in Italia sono quindi la semola o i semolati e l’acqua, con l’eccezione per le paste speciali come ad esempio la pasta all’uovo o la pasta con ripieno. E’ consentita l’aggiunta di sale (cloruro di sodio) fino ad un massimo del 4% sul prodotto secco.

Quante calorie contiene?

Dal momento che esistono regole così rigide, anche prendendo marche diverse le calorie di questo tipo di pasta sono praticamente sempre uguali e corrispondono a circa 353 kcal per 100 grammi (1476 kj). Ovviamente a queste calorie serve aggiungere quelle del condimento: la stessa pasta cotta con un filo d’olio e parmigiano contiene ad esempio molte meno calorie di un’amatriciana.

Pasta cruda

100 grammi di pasta di semola semola di grano duro (cruda) contengono:

  • 353 kcal
  • 11 g di acqua
  • 11 g di proteine
  • 1,4 g di lipidi
  • 79 g di carboidrati
  • 68 g di amido
  • 4 g di zuccheri
  • 2,7 g di fibre
  • 4 mg di sodio.

Le 353 kcal per 100 grammi di pasta di semola di grano duro, sono così “composte”:

  • da carboidrati 296,80 kcal (84,08%)
  • da grassi 12,60 Kcal (3,57%)
  • da proteine 43,60 Kcal (12,35%).

I 100 grammi di pasta, contengono quindi:

  • 84 grammi di carboidrati;
  • 3 grammi di grassi;
  • 12 grammi di proteine (di basso valore biologico, quindi non certo paragonabili per esempio a 12 grammi di proteine ottenuti dalla carne).

Pasta cotta

È importante infine ricordare che la pasta raddoppia il proprio peso in cottura: 100 grammi di pasta di semola di grano duro cruda diventano 200 grammi da cotta. La densità calorica viene dimezzata: la pasta passa infatti da 353 kcal per 100 grammi (cruda) a 353 kcal per 200 grammi (cotta), quindi 176 kcal per 100 grammi di pasta di semola di grano duro cotta. Ricapitolando:

  • pasta cruda: 353 kcal per 100 grammi;
  • pasta cotta: 176 kcal per 100 grammi.

Nelle diete, generalmente, la quantità di pasta è indicata a crudo. Se sono indicati 80 grammi di pasta, voi dovrete pesare 80 grammi di pasta cruda, che diventeranno circa 160 grammi da cotta.

Consigli per mangiare pasta senza ingrassare

La pasta non va assolutamente da una dieta ipocalorica, ma bisogna comunque tenere a mente alcune regole:

  1. non eccedere mai con le quantità;
  2. non eccedere mai con condimenti ipercalorici;
  3. preferirei una pasta di qualità;
  4. preferire la qualità alla quantità;
  5. evitare l’uso di condimenti ricchi di grassi animali saturi (sughi alla panna, alla besciamella…);
  6. preferire i grassi vegetali insaturi (usare olio extravergine di oliva di qualità aggiunto a freddo, senza comunque esagerare);
  7. abbinare la pasta a grandi quantità di verdure di stagione;
  8. abbinare la pasta ai legumi;
  9. abbinare la pasta al pesce;
  10. abbinare la pasta a spezie molto saporite;
  11. evitare la “spolverata” di formaggio;
  12. preferire la pasta integrale, che ha un più basso indice glicemico, previene il diabete e la stipsi;
  13. preferire una cottura al dente;
  14. abbinare un secondo leggero;
  15. evitare di assumere la frutta a fine pasto.

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Josh Turnbull: ha solo 4 anni ed ha già segnato un gol col Chelsea

Sorridere fa bene alla salute e questo video, anche se è ormai un po’ datato (2013), sono sicuro che vi strapperà un sorriso!

L’Inghilterra è in delirio per la prodezza di un bimbo a Stamford Bridge. Inutile dire che questo bambino il calcio ce l’ha nel sangue e da grande darà del filo da torcere al suo papà. E’ Josh Turnbull, il figlioletto del portiere del Chelsea, Ross Turnbull (ora passato ai Doncaster Rovers), che segna indisturbato il suo primo gol davanti agli occhi di dei tifosi della curva Matthew Harding.

Mentre “i grandi” festeggiano la vittoria in Europa League contro l’Everton, il piccolo Josh, procede spedito verso la porta con il pallone incollato al piede: appena i tifosi capiscono le intenzioni del pupo, cominciano a incitarlo fino a esplodere in un’ovazione da finale dei Mondiali. Il bimbo appare stranito, ma poi alza le braccia in segno di trionfo: l’esultanza è da vero campione!

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“Sono invincibile”, muore a 20 anni per il fisico perfetto: lo uccidono gli steroidi

Oly CooneyL’inglese Oli Cooney, ventenne della contea metropolitana del West Yorkshire, ossessionato dagli anabolizzanti, è morto d’infarto il 22 settembre scorso, ad appena 20 anni. Aveva già avuto due attacchi di cuore, ma nonostante ciò non aveva abbandonato la palestra e soprattutto non aveva smesso di assumere farmaci dopanti, dopo aver iniziato a 16 anni. I medici, dopo l’ischemia al cuore determinata dall’abuso di varie sostanze dopanti, gli avevano diagnosticato danni cronici e gli avevano ordinato di stare lontano dagli steroidi e diminuire il carico di allenamento.

Secondo alcuni il ragazzo aveva smesso di prendere sostanze anabolizzanti, ma continuava a frequentare la palestra a ritmi esagerati. A chi gli faceva notare che questo stile di vita era molto pericoloso, Oli Cooney rispondeva di “essere invincibile”.  I suoi genitori sperano che la storia del loro figlio possa servire a tutti quei ragazzi che amano fanno uso di steroidi, fungendo da monito a non assumerli. La madre di Oli ha raccontato al quotidiano Telegraph & Argus (da cui è anche presa la foto che vedete in alto): “Oli ha coltivato una passione sfrenata per il bodybuilding e sfortunatamente questa passione gli ha tolto la vita. Non vorremmo che nessuno passasse le pene dell’inferno che abbiamo vissuto. Non vorremmo che accadesse più”.

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Altro che principe azzurro: quello che le donne vogliono davvero è…

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FRAGOLE FRUTTA DOLCI CALORIE GRASSI DIETA DIMAGRIRE PASTARELLEDopo anni ed anni di estese ricerche, studi scientifici accuratissimi, innumerevoli pareri di amiche e parenti, autorevoli perle di saggezza di tante pazienti e opinioni di grandissimi esperti in materia, possiamo ormai emettere questo verdetto: altro che principe azzurro…

Quello che le donne vogliono davvero sono dei dolci che non facciano ingrassare! 🙂

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