Sintomi della diarrea: quando è necessario consultare il medico?

MEDICINA ONLINE DONNA CORPO DOLORE TRISTE PANCIA MESTRUAZIONI CICLOLa prima precisazione da fare è che la diarrea è già di per se un sintomo (anzi, un “segno”): è il nostro corpo che ci segnala la presenza di una patologia. Può essere di origine infettiva o psicosomatica ma è comunque sempre la manifestazione soggettiva di una malattia o di un processo patologico. Si traduce con l’emissione di una quantità e di una frequenza superiori alla normalità delle feci. Queste ultime possono essere molli e acquose. A volte sono accompagnate da mucosità o sangue.
Gli episodi diarreici sono in genere associati a dolori e crampi addominali. Di solito si avverte anche una sensazione di debolezza generale e una leggera febbre può accompagnare questo stato doloroso.

Alleviare i sintomi: farmaci

Per attenuare i sintomi esistono vari farmaci acquistabili con o senza ricetta medica. I farmaci antidiarroici a base di loperamide (alcuni di questi non hanno bisogno della prescrizione medica, come Imodium Lingual®) riducono l’attività eccessiva dell’intestino e migliorano l’assorbimento liquido. Questo consente di riportare le feci alla normalità. Tali farmaci possono risultare pratici per i viaggiatori che devono percorrere lunghi tragitti. Attenuano rapidamente la diarrea e impediscono di perdere troppi liquidi e sostanze nutritive. Oltre a normalizzare le feci, queste medicine evitano anche l’indebolimento. Sono, però, controindicati in presenza di febbre alta (>38,5°C), oppure se le feci contengono mucosità o sangue.
Attenzione a non assumerli troppo rapidamente perché potrebbero impedire l’evacuazione dei germi e quindi il trattamento della patologia.
Per i dolori addominali, puoi prendere degli antispasmodici (come il Spasfon Lyoc o l’Imodium Duo, che sono di più rapida ingestione).
Non abusare però di questi palliativi. Ricordiamo che questi farmaci alleviano i sintomi ma non trattano in alcun caso le patologie associate. Se i dolori e le diarree persistono, devi tassativamente consultare un medico.

Alleviare i sintomi: i rimedi naturali

Esistono molte “ricette della nonna” per alleviare i sintomi legati a una diarrea. Ecco una piccola selezione:

  • I probiotici: due studi hanno dimostrato che, come complemento della reidratazione, quando si manifesta, i lactobacilli possono ridurre i sintomi di diarrea in caso d’intolleranza agli antibiotici.
  • La fitoterapia: è consigliata per ogni tipo di diarrea. Puoi bere un decotto di corteccia di quercia. Grazie al suo effetto astringente, che riduce cioè la permeabilità dell’intestino, calma le diarree. Anche gli infusi di camomilla o zenzero attenuano i sintomi.

Diarrea: quando è necessario consultare il medico?

La diarrea è spesso un fenomeno passeggero che si regolarizza da solo nel giro di qualche giorno. Tuttavia, in alcuni casi è importante sentire il parere di uno specialista. Il professor Laurent Beaugerie, gastroenterologo all’ospedale Saint-Antoine di Parigi precisa: “Se la diarrea si accompagna a febbre alta e se le feci presentano mucosità o sangue, bisogna tassativamente consultare il medico. Questi sintomi, infatti, sono spesso sinonimi di infezioni parassitarie evolutive che bisogna trattare rapidamente”. Ma c’è un altro caso che necessita di un consulto: “Attenzione anche ai dolori addominali. Finché sono sotto forma di spasmi, cioè finché la sofferenza dura circa cinque minuti e scompare dopo essere andati in bagno, niente di preoccupante. Se invece si avverte un dolore continuo in un punto ben preciso della pancia, bisogna rivolgersi al medico. Potrebbe trattarsi di un’infiammazione del colon, di un’appendicite o anche di una peritonite”.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Fibrodisplasia ossificante progressiva: la malattia che trasforma il tuo corpo in una pietra

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME FONENDOSCOPIOFelice come lo sono i bambini di quattro anni, Sophie è apparentemente una bambina come tutte le altre. A colazione, le canzonette per bambini si mescolano al profumo della cioccolata. Ma Sophie non riesce a girare la testa, non può più alzare le braccia: i suoi muscoli si stanno gradualmente trasformando in ossa. Tutti gli stati Uniti si sono commossi di fronte a questa storia che, tuttavia, non rappresenta per nulla un caso unico. Proprio come lei, sono 2.500 le persone al mondo affette da questa malattia genetica rarissima chiamata fibrodisplasia ossificante progressiva (FOP) o miosite ossificante progressiva congenita, anche detta malattia di Münchmeyer, più comunemente nota col nome inquietante di “malattia dell’uomo di pietra“. Nonostante le descrizioni dei primi sintomi della malattia dell’uomo di pietra risalgano al XVII secolo, nessuna ricerca condotta a quel tempo aveva permesso di risalirne alle cause. Tuttavia, si è riusciti a sopperire alla mancanza di mezzi di ricerca grazie alla perseveranza di alcuni studiosi, tutti decisi a raccogliere questa sfida contro questa dolorosa malattia: è grazie a questi ricercatori che ora sappiamo qualcosa di più sulla fibrodisplasia ossificante progressiva.

Una formazione anarchica delle ossa

Comparendo generalmente nell’infanzia, la malattia è caratterizzata da un’ossificazione anormale dei muscoli, che sopraggiunge nel corso di episodi dolorosi. “Come suggerisce il nome, si tratta di una malattia che progredisce in concomitanza con episodi infiammatori locali. Partendo dalla regione cervicale, si diffonde progressivamente alla colonna vertebrale e ai muscoli scheletrici. È possibile sospettare la presenza della malattia nel caso di malformazione dell’alluce, che appare più piccolo e curvo”, precisa la Dr.ssa Martine Le Merrer, specialista della malattia presso l’ospedale infantile Necker di Parigi. Le ossa “soprannumerarie” si formano nello stesso in modo in cui si genera un osso dopo una frattura. Qualsiasi tentativo di estrarre il nuovo osso comporterà la formazione di uno nuovo ancora più robusto. “Ragione per cui è necessario limitare il più possibile qualunque biopsia o qualsiasi intervento chirurgico. Perfino una semplice vaccinazione può causare problemi nei soggetti colpiti dalla malattia”, sostiene la Dr.ssa Le Merrer.

Anche i muscoli sono coinvolti

Associata a malformazioni ossee di diversa natura, in casi estremi la malattia può arrivare a colpire i muscoli, eccetto i muscoli della lingua, della faringe, del diaframma, degli sfinteri e il muscolo cardiaco. Benché questa malattia non possa causare la morte, l’immobilizzazione o la perforazione di un polmone, in seguito alla crescita di un nuovo osso, può rivelarsi purtroppo fatale.

Diagnosi

La diagnosi della FOP si basa sull’esame clinico. Le semplici radiografie possono evidenziare le anomalie minori degli alluci e la presenza di ossificazione eterotopica e i test genetici consentono di confermare la diagnosi. La diagnosi differenziale si pone con l’eteroplasia ossea progressiva, l’osteosarcoma, il linfedema, il sarcoma dei tessuti molli, i tumori desmoidi (si vedano questi termini), la fibromatosi aggressiva giovanile e l’ossificazione eterotopica non ereditaria (acquisita).

La causa è genetica

La patologia nella variante classica è dovuta alla mutazione del gene ACVR1 (ALK2), che codifica per il recettore dell’activina A tipo 1/activina-like chinasi 2, un recettore tipo 1 delle proteine morfogenetiche dell’osso (BMP). I pazienti affetti dalla FOP atipica presentano anche mutazioni missenso eterozigoti del gene ACVR1 negli aminoacidi evolutivamente conservati.

Può essere passata ai figli?

La maggior parte dei casi di FOP sono il risultato di una mutazione spontanea ex novo. La trasmissione genetica è autosomica dominante e può essere ereditata da entrambi i genitori.  Se un genitore ha FOP, la probabilità che un bambino erediti FOP è del 50 per cento. La gravidanza è possibile per donne affette da fibrodisplasia ossificante progressiva, ma i rischi sono potenzialmente letali sia per la madre che per il bambino. Non sono disponibili test prenatali né esiste un trattamento definitivo per questa patologia.

Cure palliative e prevenzione

La somministrazione di corticosteroidi ad alto dosaggio per 4 giorni, iniziata entro le prime 24 ore successive alla riacutizzazione, può ridurre l’infiammazione acuta e l’edema tissutale osservati nei primi stadi della malattia. La prevenzione si attua con l’utilizzo di misure volte a ridurre le cadute e gli urti in casa, ad impedire il declino respiratorio (spirometria incentiva) e le infezioni virali. L’attesa di vita media è circa di 40 anni e la maggior parte dei pazienti è costretta in sedia a rotelle intorno ai 20 anni. La causa di morte più tipica è la sindrome da insufficienza toracica. In Italia si occupa di questa rara patologia l’associazione F.O.P. Onlus, costituita da genitori e parenti di persone, principalmente bambini, malati di F.O.P.

Dei composti promettenti individuati in uno squalo e in una rana

Una terapia definitiva ancora purtroppo non esiste, tuttavia gli studi continuano. È nelle profondità oceaniche che potrebbe trovarsi una risposta: fu infatti nel pescecane che il Prof. Zasloff dell’Università della Pennsylvania (Stati Uniti) scoprì una proteina assai promettente. Lo scheletro degli squali è costituito interamente da cartilagine. L’assenza di ossa deriva da una limitata irrorazione sanguigna che impedisce alla cartilagine di diventare osso. Nel fegato di questo predatore marino, lo studioso scoprì una nuovissima sostanza in grado di bloccare lo sviluppo dei vasi sanguigni. Il farmaco che si ottenne, lo Squalene, è da ormai molti anni oggetto di sperimentazioni terapeutiche. Un altro composto in grado di limitare la formazione di ossa è stato ritrovato nell’embrione di una rana africana dal Prof. Harland, biologo molecolare presso l’Università della California. Questa proteina, nota come Noggin e scoperta nel 1996, svela poco alla volta i suoi segreti. È attualmente oggetto di numerosi progetti di ricerca. Per il momento resta il fatto che le persone colpite da FOP devono fare i conti ogni giorno con questa malattia le cui cure non permettono ancora di fermare la progressione.
Il mio pensiero oggi è tutto per loro.

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Cosa sono le emorroidi e come si curano?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAGNO TAZZA TOILETTE WC SANITARI CACCA FECI URINA PIPI GABINETTO BIDET CISTITE EMORROIDI STIPSI COSTIPAZIONE STITICHEZZA (5)Malgrado la frequenza, le emorroidi sono un argomento sul quale vige assoluto silenzio. Ecco cosa bisogna fare per non soffrire più, senza timore di parlarne.

Cosa sono le emorroidi?

Non sempre le “emorroidi” sono una malattia! In genere, sono formazioni venose non dolorose, situate intorno o all’interno dell’ano e del retto. I problemi compaiono quando sopraggiunge una crisi emorroidaria, provocata da un’anormale dilatazione delle vene. I vasi possono allora manifestarsi sotto forma di “pallina” nella zona anale. Le emorroidi in crescita producono un fastidio più o meno forte, accompagnato da bruciore, che si intensifica dopo la defecazione, da seduti o con il movimento. Non necessariamente si prova dolore nella regione anale. Quando questo accade ci si trova confrontati in genere a una complicazione: la trombosi interna o esterna, a seconda di dove si trovano i vasi sanguigni interessati, in presenza di ascessi (dolore pulsatile) o di ragadi anali (dolore durante la defecazione). Dopo l’evacuazione, il sanguinamento è di norma lieve, visibile sulla carta igienica o sulla biancheria intima. I microsanguinamenti ripetuti possono causare una anemia, causa di respiro affannoso e di fatica cronica. E’ necessario agire tempestivamente sulle emorroidi, rivolgendosi al proprio medico. Attenzione, dolori ed emissioni di sangue a livello anale possono anche nascondere altre malattie più o meno gravi che solo il medico curante potrà diagnosticare. Nel dubbio, è quindi importante chiedere un consulto. Se si tratta di “semplici” emorroidi, puoi sempre curarti da solo in seguito!

Principali fattori scatenanti

Di solito, ogni pressione troppo forte esercitata sulle vene emorroidarie può generarne la congestione. Le cause principali sono:

  • La vita sedentaria, prolungati periodi seduti o in piedi;
  • Sforzi fisici ripetuti e intensi (ad esempio, traslochi, sport impegnativi, ciclismo, equitazione);
  • I disturbi del transito intestinale (stipsi, diarrea, assunzione di lassativi irritanti) che provocano sforzi ripetuti nella spinta e abrasioni delle mucose;
  • L’alimentazione: alcol, spezie, caffè, tè, fumo favoriscono la crisi;
  • La disidratazione è altresì un fattore scatenante;
  • La gravidanza, il parto;
  • Una malattia del tratto digerente o del fegato (come la cirrosi), che può comportare una congestione sanguigna più in basso: a prescindere dalle emorroidi, il medico ne avrà il sospetto in base ai segni clinici, come dolori addominali costanti, dimagrimento, febbre, ecc.;
  • Fattori ereditari (predisposizione familiare).

Alcuni semplici consigli per la prevenzione

Il movimento, che consente di rinforzare i muscoli della regione anorettale, e un’alimentazione equilibrata e ricca di fibre contribuiscono a evitare la stitichezza e le contrazioni che favoriscono le emorroidi. Per l’igiene personale, utilizza prodotti a base d’olio di mandorla dolce invece di saponi acidi, tenendo presente che lavaggi troppo frequenti possono spesso causare l’irritazione delle mucose. In generale, evita di bere troppo alcol. Tuttavia, se partecipi a un pasto un po’ “annaffiato”, bevi molta acqua, onde evitare la disidratazione. Parimenti, evita cibi piccanti e caffè.

Scegliere una cura adeguata

Se viene confermata la diagnosi di crisi emorroidaria, puoi utilizzare prodotti antiemorroidali per uso topico. Allievano l’irritazione e favoriscono la cicatrizzazione. Tali prodotti si presentano sotto forma di pomata (di solito con una cannula per applicazioni interne o esterne) oppure di supposte. Le creme diminuiscono rapidamente il fastidio (alcune contengono anche un anestetico locale). Potrebbero tuttavia essere insufficienti. In tal caso, si può ricorrere a un farmaco denominato “venotonico”. Rinforzerà il tono e la resistenza delle vene. Alcuni di questi medicinali non necessitano di ricetta medica, ma in caso di dubbio è meglio chiedere informazioni. Se le emorroidi sono un problema frequente e fastidioso, sono disponibili semplici trattamenti. Pertanto non esitare a richiederli al tuo farmacista di fiducia, e se il disturbo persiste consulta il medico che ti potrà proporre anche una soluzione chirurgica e definitiva!

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Acari ed allergia: cosa sono, dove si trovano, come si combattono

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SBADIGLIO NOIA DORMIRE LETTO SONNO1) Cos’è l’acaro?
Con quattro paia di zampe e un corpo peloso, gli acari sono lunghi da 0,2 a 0,4 mm. Appartenenti alla stessa famiglia dei ragni e degli scorpioni, l’ordine degli Acarina (volgarmente noti come acari) è suddiviso in 5 famiglie, 18 generi e circa 50.000 specie. In caso di allergia agli acari, la causa che scatena l’allergia (allergene) non è l’acaro in sé, ma le sue feci o le secrezioni, oltre che le carcasse post-mortem. A tale proposito, una decina di acari sono particolare causa di allergia: quelli del genere Dermatophagoides (pteronyssinus e farinae) e la Blomia tropicalis.

2) Dove si trovano gli acari?
Soprattutto infestano la biancheria da letto, i peluche, i divani, i tappeti e le moquette. Tutte le case ne ospitano, persino quelle più pulite.

3) Quali misure preventive è possibile mettere in atto?
Per limitare i rischi di allergia, la disinfestazione è fondamentale, anche se è davvero efficace solo se effettuata in modo precoce, completo e prolungato. Tuttavia, alcune semplici misure permettono di alleviare in modo significativo i sintomi. È opportuno aerare al massimo le stanze, mantenere una temperatura ambiente piuttosto fresca e scegliere come arredo interno superfici lisce facilmente lavabili. Inoltre, si possono anche rivestire i materassi con apposite fodere antiacari e cambiare la biancheria del letto ogni settimana, così come passare frequentemente l’aspirapolvere e, all’occorrenza, munirla di apposito filtro. Per la stessa ragione, si consiglia di mantenere un’umidità relativa dell’aria che non superi il 50% e una temperatura ambiente compresa tra 19 e 21°C (da 16° a 18°C nelle camere da letto). Molto utile è anche l’uso di un apposito spray antiacaro, come questo: https://amzn.to/2RtEsvl

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4) Che posto occupa l’allergia agli acari tra le allergie respiratorie?
Per semplificare, si distinguono le allergie stagionali (causate essenzialmente dai pollini) dalle allergie aperiodiche (o perannuali), che possono sopraggiungere in qualsiasi momento dell’anno. L’allergia agli acari è una di quelle. Si tratta della forma di allergia più diffusa in Italia. Colpisce gran parte dei pazienti che presentano segni di rinite allergica o di asma.

5) L’allergia agli acari è più significativa nel bambino o nell’adulto?
È stato riscontrato un aumento della frequenza di allergia agli acari con il passare degli anni. Più si cresce, più si diventa sensibili agli acari. I bambini, dal canto loro, sviluppano presto questa sensibilizzazione, che si manifesta completamente come allergia solo in età adulta. Pare che questa allergia sia decisiva durante l’infanzia per evolversi poi in asma, in particolare a causa dell’interazione con le infezioni virali, spesso a ripetizione a quell’età.

6) Come distinguere questa allergia da un normale raffreddore?
L’inverno è un periodo dell’anno che può dare adito a confusione. Infatti, i raffreddori producono sintomi piuttosto simili a quelli della rinite allergica. Ciò che permette di distinguere una rinite allergica da un classico raffreddore è quando i sintomi persistono in modo anomalo (ad esempio un raffreddore che dura diverse settimane) o quando i sintomi diventano più evidenti in situazioni particolari (spostamenti in campagna o permanenza in ambienti non opportunamente aerati, caratterizzati da una concentrazione abbondante di polvere e acari…). Una buona diagnosi è certamente fondamentale, ma per prima cosa ciò che conta è curare. Infatti, è curando la rinite allergica che è possibile migliorare i sintomi di un raffreddore virale. D’altronde, uno studio ha dimostrato che i soggetti sensibili agli acari sono maggiormente esposti al rischio di infezioni virali. Succede come se l’allergia agli acari rendesse forte o distruggesse la mucosa respiratoria, preparando il terreno alle infezioni che verrebbero ad aggravare il quadro. È una sorta di circolo vizioso, poiché la rinite e la minaccia virale sono molto spesso associate.

7) Come passare dal sospetto a un’effettiva diagnosi di allergia agli acari?
Il test di riferimento è un test cutaneo noto come “prick test” (prove allergiche). Si provoca un contatto pungendo leggermente la pelle del paziente con uno specillo, attraverso una goccia di allergene purificato. In caso di reazione cutanea significa che si è in presenza di una sensibilizzazione. E, in caso di sensibilizzazione e di sintomi, significa che esiste allergia. Un esame del sangue, il Test delle IgE specifiche, prevede un dosaggio di anticorpi diretti verso l’allergene. Sarà possibile ricercare eventuali allergie incrociate, in particolare ai gamberetti o alle lumache, che possono essere talvolta estremamente pericolose nei pazienti molto allergici agli acari.

Per approfondire, leggi: Test per Allergie e Intolleranze Alimentari

8) Di fronte a queste allergie, gli antistaminici e i corticoidi locali sono efficaci?
Quando sono i pazienti stessi a sospettare l’esistenza di una causa allergica dei loro sintomi, il ricorso a questi farmaci è, infatti, frequente e spesso necessario. Sono consigliati sia dal medico curante, sia da familiari e amici. Quindi, esiste spesso anche la possibilità di un’automedicazione che, in un discreto numero di casi, si rivela insufficiente.

9) Per quali pazienti si consiglia una desensibilizzazione?
Per quei pazienti la cui rinite allergica impedisce una buona qualità di vita e la diagnosi è stata ben formulata, è possibile considerare un’immunoterapia allergenica. In un altro caso, quello dei pazienti affetti da una forma molto grave di asma, occorre in primo luogo regolarla e tenerla sotto controllo prima di considerare una desensibilizzazione per migliorarla.

10) Come avviene la desensibilizzazione?
Il principio dell’immunoterapia allergenica o desensibilizzazione è di apportare, in modo frequente e regolare, l’allergene all’organismo. Questo consente di riconoscerlo e di abituarsi poco alla volta senza sviluppare sintomi allergici. In passato, si faceva uso di un certo quantitativo di allergeni per indurre una tolleranza. Oggi, questo fenomeno immunologico si ottiene somministrando tutti i giorni delle gocce sotto la lingua, a digiuno. Nel caso di allergia agli acari, questo trattamento viene assunto tutto l’anno e la sua durata varia da tre a cinque anni. L’efficacia di questa cura varia in base alla gravità dell’allergia, anche se sarà sempre possibile apprezzare una diminuzione più o meno significativa dei sintomi. Infatti, questo trattamento comporta sempre un aumento del numero di giorni senza sintomi e una diminuzione del consumo di farmaci di emergenza. Nella migliore delle ipotesi, si riesce a farli scomparire del tutto.

Consigli antiacari

  • Aver cura della biancheria da letto (materassi, reti) e degli accessori a corredo (lenzuola, guanciali, piumoni e copripiumoni…);
  • Far prendere aria ai letti la mattina;
  • Passare regolarmente l’aspirapolvere (tutte le settimane), utilizzando sistematicamente del materiale specifico (filtro HEPA);
  • Lavare regolarmente la biancheria da letto (ogni 2 settimane) a temperature superiori a 60°C (in assenza di fodere antiacari);
  • Lavare la fodera antiacari a 60°C due volte all’anno;
  • Cambiare le lenzuola una volta alla settimana;
  • Preferire una rete con doghe in legno;
  • Evitare i piumoni in piuma naturale (nicchie in cui si annidano gli acari, difficili da pulire);
  • Pulire i pavimenti e gli oggetti a rischio;
  • Preferire il parquet e il linoleum alla moquette;
  • Lavare tende e cuscini a 60°C;
  • Prediligere i peluche lavabili in lavatrice a 60°C;
  • Rivestire guanciali, materassi e piumoni con fodere antiacari;
  • Gestire la temperatura all’interno della casa, cambiare aria, ecc.
  • Far prendere aria ai letti la mattina e aerare le camere da letto almeno un quarto d’ora al giorno, soprattutto in presenza di tempo freddo e secco;
  • Controllare l’umidità relativa (utilizzare un deumidificatore) al di sotto del 50%;
  • Mantenere una temperatura ambiente ragionevole (al massimo tra 18 e 20° C, in particolare nelle camere da letto).

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Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo: quando la libido scompare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (4)Il desiderio sessuale ipoattivo è una malattia riconosciuta ufficialmente dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. Tale malattia è caratterizzata da una mancanza o assenza di fantasie sessuali e desiderio di attività sessuale per un periodo di tempo. Per essere riconosciuto come tale deve causare preoccupazione o difficoltà nei rapporti interpersonali, se non addirittura angoscia, afflizione, depressione, scarsa autostima. E’ sempre fondamentale, in presenza di tale patologia, accertare se il disagio sia riferibile a fattori psicologici, a fattori fisiopatologici o entrambi (esempi classici: depressione, uso di farmaci, abuso di droghe, bassi livelli di ormoni).

Il Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo può essere di tipo permanente, se la persona ha da sempre presentato un basso livello di libido o di tipo acquisito, se il grado di desiderio sessuale dipende dal modo in cui il soggetto ha elaborato le aspettative rispetto al comportamento sessuale. Apprendimenti culturali ed esperienze personali negative possono, infatti, condizionare il livello di desiderio sessuale. Il disturbo, inoltre, può essere di tipo generalizzato, se lo scarso desiderio sessuale è presente costantemente e al variare dei partner, o situazionale, se presente con un solo partner o solo in determinate circostanze ambientali.

In ambito di diagnosi differenziale il Disturbo da Desiderio Ipoattivo deve essere distinto dal Disturbo da Avversione Sessuale, in quanto mentre nel primo caso il soggetto non è sessualmente procettivo (non prende l’iniziativa sessuale ma solitamente è recettivo, cioè accetta l’invito sessuale se adeguatamente stimolato e gode adeguatamente o poco del rapporto), nel secondo caso, invece, la persona non è né procettiva né recettiva, provando avversione,disgusto o paura, anche con la sola immaginazione, verso tutto ciò che ha una connotazione sessuale. Sovente il Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo è in comorbidità con altri Disturbi Sessuali , per cui è importante stabilire quale sia il disturbo primario.

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Cause psicologiche individuali

Possibili cause individuali del Disturbo da Desiderio Ipoattivo comprendono:

  • Convinzioni religiose ed educazione familiare: un’educazione di tipo rigido e/o sessuofobico può implicare condizionamenti emozionali negativi verso il sesso, inibendo sia la libido che la risposta sessuale, o riducendo la percezione della propria corporeità.
  • Personalità Ossessivo-Compulsiva: persone con tale disturbo, non essendo interessati agli aspetti ludici delle attività ed avendo una coartazione emozionale possono avere difficoltà nei rapporti intimi o al contatto con i fluidi corporei inevitabilmente presenti durante l’attività sessuale.
  • Disturbo dell’Identità di Genere o di scelta dell’oggetto sessuale: persone che si impongono di amare una persona del sesso opposto, pur essendo attratti da persone dello stesso sesso, anche a causa della presenza dell’Omofobia Interiorizzata, possono presentare un calo della libido.
  • Fobie Sessuali Specifiche: esistono fobie riferite alle parti intime o alle secrezioni genitali, che in un quadro primario di avversione sessuale possono secondariamente indurre un disturbo da desiderio ipoattivo.
  • Timore di perdere il controllo: persone con atteggiamenti di ipercontrollo possono non riuscire a rilassarsi e a lasciarsi andare per timore di perdere il controllo durante l’orgasmo.
  • Timore di una gravidanza: persone ambivalenti rispetto alla possibilità di avere un figlio possono manifestare calo della libido in concomitanza con la sospensione dell’uso di anticoncezionali o della fase di decisione di avere un figlio con il partner.
  • Sindrome del vedovo: alcuni uomini che non hanno elaborato il lutto per la precedente moglie, per senso di colpa verso quest’ultima, possono avere calo della libido.
  • Preoccupazione per l’invecchiamento: lo scarso desiderio sessuale può essere attribuibile al fatto che il proprio corpo e/o quello del partner sono percepiti come poco attraenti.
  • Stress e stile di vita frenetico.

Cause relazionali

In alcuni casi è possibile che la persona soffra di Disturbo da Desiderio Ipoattivo, a causa di conflitti di natura emotiva e relazionale presenti all’interno della coppia quali:

  • Mancanza di attrazione verso il partner.
  • Scarse abilità sessuali del partner.
  • Difficoltà a tollerare l’intimità psicologica e/o fisica in uno o entrambi i partner..
  • Conflitti di coppia.
  • Conflitti di potere e dinamiche relazionali passivo-aggressive all’interno della coppia: se un membro della coppia ha la percezione di essere passivo può utilizzare il desiderio sessuale come unico mezzo di potere e di controllo.
  • Difficoltà a coniugare i sentimenti di amore con il desiderio sessuale: alcune persone possono scegliere partner che stimano ed amano, ma che non riescono ad apprezzare dal punto di vista sessuale. Essi finiscono così per riservare la propria attività sessuale a partner esterni alla coppia che sono ritenuti meno rispettabili, ma più eccitanti.

Cause fisiopatologiche

Possibili cause comprendono fattori fisici (bassi livelli di testosterone, alti livelli di prolattina, altri problemi ormonali), fattori medici (uso di determinati farmaci) e patologie psichiatriche come la depressione.

Trattamento

A seconda di ciò che emerge da un’attenta valutazione del caso, in particolare a seconda dei fattori causali e di mantenimento del disturbo stesso, si imposta un piano di trattamento. Classicamente il trattamento medico comprende la cura dell’agente scatenante (ad esempio un trattamento ormonale se la patologia ha origine in un deficit ormonale) mentre il trattamento cognitivo-comportamentale è previsto se la patologia ha cause psicologiche e non organiche.

Integrazione alimentare

Qui di seguito trovate una lista di alcuni integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

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Come avere un’eiaculazione più abbondante e migliorare sapore, odore, colore e densità dello sperma?

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEPotrà sembrare una richiesta bizzarra, ma in realtà è molto più diffusa di quello che si possa pensare. Una domanda spesso accolta da tanti medici miei colleghi con un sorriso ed un semplice “beva tanta acqua” e che invece si merita una risposta seria ed esaustiva. Il volume di eiaculato (e la sua consistenza, colore e odore) è spesso un problema serio per l’uomo, quasi quanto quello della lunghezza del pene: avere un eiaculato di quantità/qualità elevata è uno strumento di seduzione a cui noi uomini difficilmente vogliamo rinunciare e – pur non ammettendolo pubblicamente – anche le donne ci fanno parecchio caso come confermato da molte mie pazienti.
Per venire incontro alle esigenze mie e dei miei pazienti maschi ho svolto negli anni varie ricerche che sono confluite in questo mio articolo, che è attualmente la guida più completa del web per migliorare la vostra eiaculazione grazie a facili consigli per affrontare il problema in maniera razionale e scientifica. In fondo all’articolo troverete anche alcuni ausili utili per aumentare la lunghezza del pene senza chirurgia.

Da cosa è composto l’eiaculato e qual è la quantità normale per un uomo?

Per meglio farvi comprendere i meccanismi, serve prima brevemente ricordare da cosa è composto l’eiaculato. Lo sperma (anche chiamato liquido seminale) ha due componenti: gli spermatozoi ed il plasma seminale, nel quale essi “nuotano”. Gli spermatozoi sono prodotti dai testicoli, mentre il liquido in cui sono immersi è prodotto dalle vescicole seminali, dalla prostata e dalle ghiandole periuretrali. Per avere un’eiaculazione più abbondante NON bisogna aumentare la quantità di spermatozoi (che rappresentano solo il 3% dello sperma!), serve invece aumentare la quantità di plasma seminale. L’aumento del numero degli spermatozoi fa parte di un altro ambito, riguarda la fertilità ed è al di fuori dello scopo di questo articolo. Se vuoi migliorare il numero di spermatozoi ed aumentare le possibilità di diventare padre, dirigiti subito su questo link.
Importante ricordare che un uomo adulto, ad ogni eiaculazione, emette fisiologicamente circa dai 1,5 ml ai 6 ml di sperma (ogni ml contiene tra 20 e 200 milioni di spermatozoi). Anche la densità ed il colore dell’eiaculato sono spesso un problema per l’uomo: lo sperma può essere viscoso e denso oppure quasi liquido, può essere compatto ed omogeneo oppure avere dei grumi, può essere bianco perla oppure apparire trasparente o giallastro; solitamente i miei pazienti mi chiedono consigli per avere una eiaculazione più voluminosa, densa e compatta, con un sapore meno amaro/acido e di colore più tendente al bianco che sembrerebbe essere in effetti la preferita dalla maggioranza dei partner.

Veniamo ora al “cuore” dell’argomento di questo articolo: una lista di integratori, cibi, comportamenti e consigli utili per migliorare la quantità, la densità, l’odore ed il colore dell’eiaculato, tenendo presente di chiedere sempre consiglio al vostro medico prima di assumerli e che questa lista si riferisce soprattutto ai soggetti che non soffrono di patologie specifiche. Alcune volte infatti la quantità di sperma si riduce a causa di una patologia, leggi qui: Ipoposia: quando lo sperma è troppo poco. Cause e terapie per aumentare la quantità di eiaculato.
Se non sei sicuro di avere una adeguata eiaculazione, o se pensi di avere una patologia che limita la quantità del tuo sperma, può essere utile effettuare uno spermiogramma.

L’arginina ed altri aminoacidi

Una maniera molto efficace per aumentare la produzione di liquido seminale è utilizzare un integratore di arginina con dosaggio tra i 2 ed i 4 grammi giornalieri.
Quest’ultimo è un aminoacido che fornisce alle vescicole seminali ed alla prostata la “materia prima” per fabbricare più plasma seminale, inoltre la conversione in citrullina tramite l’enzima ossido nitrico sintasi produce anche ossido nitrico, che agisce da vasodilatatore, permettendo un maggior afflusso di sangue al pene e quindi erezioni più facili da raggiungere, potenti e durature. Anche chi ha già una quantità di sperma normale o chi possiede una erezione vigorosa, può avere ulteriori aumenti di sperma ed erezioni ancora più poderose fin da subito usando un integratore di questo aminoacido.
Un potente integratore di arginina, vitale per noi uomini, è questo che contiene ben 1000 mg di arginina per compressa: https://amzn.to/2xbksro

Effetti ancora superiori si ottengono abbinando all’arginina anche l’ornitinahttps://amzn.to/2sjpXj8

Anche l’alimentazione può fornire alte dosi di arginina: puoi trovarla in grandi quantità nella frutta secca, nei semi di sesamo e nelle uova. Importante anche l’assunzione di carnitina (carne rossa, latte) e lisina (latticini). Un ottimo integratore di carnitina, vera e propria arma segreta di tanti uomini, lo trovate qui: https://amzn.to/2x4e5Gy

Il nostro integratore preferito di carnitina, che aumenta la qualità e la durata dell’erezione, è questo: https://amzn.to/2IKiRKR

Zinco

Per aumentare gli effetti dell’arginina per noi uomini è utile introdurre nell’alimentazione cibi ricchi di zinco: lo zinco infatti stimola la produzione di testosterone, il quale aumenta la funzionalità delle vescicole seminali e della prostata che saranno spinte a produrre più plasma seminale, come ormai avrete ben capito. I cibi più ricchi di zinco sono le noci, il tuorlo d’uovo, i semi di sesamo, il roast beef, il cacao, i semi di zucca e i funghi. Introduci nel tuo corpo almeno 11 mg al giorno di zinco, tramite l’alimentazione oppure usando un integratore alimentare come questo: https://amzn.to/3pzXN0E

Catuaba

La catuaba è un rimedio naturale tonico e rinvigorente usato da centinaia d’anni dagli Indios sudamericani. Grazie alle sue proprietà afrodisiache viene usato spesso per trattare problemi di calo del desiderio e di infertilità, sia nell’uomo che nella donna. Il miglior integratore di catuaba, consigliato da tutto lo Staff, è questo: https://amzn.to/3A6T1wi

Ossido nitrico

Non serve per aumentare la quantità di eiaculato, tuttavia potrebbe interessarvi perché è un ottimo alleato durante il rapporto sessuale: l’ossido nitrico – come già prima ricordato – è coinvolto nella dilatazione dei vasi sanguigni e permette un maggiore afflusso sanguigno ai corpi cavernosi del pene, regalando erezioni più facili da raggiungere, più potenti e più durature. Anche chi ha già erezioni vigorose può avere erezioni ancora più poderose grazie ad un aumento di ossido nitrico. Per aumentare la disponibilità di ossido nitrico, ho selezionato personalmente – visto che lo uso anche io – un integratore in compresse estremamente utile, una vera e propria “bomba” di ossido nitrico, che vi regalerà decine di erezioni potentissime evitandovi imbarazzanti “brutte figure” sotto le lenzuola: https://amzn.to/3RH6uBY

ZMA

L’associazione di zinco, magnesio e vitamina B6 crea un integratore denominato ZMA, estremamente potente per migliorare la prestazione sessuale. Il prodotto assolutamente più consigliato da me e dal mio Staff è il seguente: https://amzn.to/3zp7W3P

Vitamine e sali minerali

Altri minerali importantissimi, dal momento che sono contenuti in alte quantità nello sperma, sono selenio, fosforo e potassio. Per assumere correttamente sali minerali e vitamine nelle giuste quantità, potreste pensare ad una soluzione unica che li contenga tutti, come questa: https://amzn.to/2JdCyNB

Acido Folico

L’acido folico (Vitamina B9) può contribuire all’aumento di volume del seme. 400 mcg possono essere assunti grazie a cereali, verdure a foglia larga, legumi e succo d’arancia. Potete assumere l’acido folico di cui avete bisogno, anche grazie ad un integratore come questo: https://amzn.to/2RQSzAa

ATTENZIONE ALLA MELATONINA!
La melatonina, usata per trattare l’insonnia, secondo alcuni ricercatori influenza negativamente la sfera sessuale dell’uomo. La melatonina diminuirebbe – da parte dell’ipotalamo – il rilascio di GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) che induce il rilascio di gonadotropine (FSH e LH) dall’ipofisi anteriore, per questo motivo diminuirebbe la sintesi di testosterone e quindi la libido. Più precisamente, inibirebbe la secrezione dell’LH (ormone luteinizzante) che stimola nel maschio l’attività endocrina delle cellule interstiziali del testicolo con produzione di testosterone e di sperma. Pur essendo questa correlazione ad oggi ancora molto dibattuta, smettere di assumere la melatonina, o almeno limitare l’assunzione alla dose di 1 mg/die, potrebbe migliorare le vostre prestazioni sessuali.

Allicina

Consuma l’allicina, un principio attivo contenuto nell’aglio. L’allicina, un composto solforganico, aumenta il volume dello sperma, ottimizzando il flusso sanguigno verso gli organi sessuali, e creando maggiore quantità di sperma. Sperimenta nuovi piatti con l’aggiunta di aglio, oppure comportati da vero uomo ed aggiungine uno o due spicchi al tuo frullato di verdure. In alternativa, anche per evitare l’alito cattivo, puoi usare un integratore come questo: https://amzn.to/3zp7SRD

Vitamina D

Buone fonti alimentari di vitamina D sono rappresentate da: fegato, tuorlo d’uovo, latte, burro ed oli di pesce. Per approfondire leggi anche: Assumi abbastanza vitamina D? Quali sono i sintomi che indicano la sua carenza e i cibi che ne contengono in abbondanza?

Calcio

Per assumere adeguate quantità di calcio puoi orientare la tua alimentazione verso soia, latte, yogurt, mandorle, rucola, polpo, alici, fichi secchi, salmone, semi di sesamo, spinaci, grana e parmigiano. In alternativa puoi usare un integratore come questo: http://amzn.to/2BDGeBE che contiene anche la prima citata vitamina D.

Testosterone

L’aumento dei livelli di testosterone determina un maggior stimolo rivolto alle vescicole seminali in modo che esse aumentino la produzione di liquido seminale. Per aumentare i livelli di questo ormone è consigliato il prima citato integratore ZMA, inoltre – per raggiungere i massimi livelli possibili di testosterone – vi ricordo che è preferibile evitare di bere alcolici, inoltre è raccomandata l’esposizione al sole e fare una buona dose di esercizi in palestra.

IMPORTANTE: Se cerchi un aumento del testosterone e della quantità/qualità dell’eiaculazione, poche cose sono peggiori della masturbazione compulsiva attuata nella dipendenza da video pornografici su internet. Leggi questo articolo per capire in cosa consiste l’enorme trappola del porno online: Masturbazione compulsiva e dipendenza dalla pornografia online causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

Tribulus terrestris

Il tribulus terrestris sembra avere una azione stimolante sulla produzione di ormoni androgeni. I semi del tribulus terrestris sono ricchi di protodioscina, una saponina steroidea che agirebbe aumentando la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA), deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido nell’animale da esperimento e nell’uomo. Un ottimo integratore di tribulus è il seguente: http://amzn.to/2nu4kt9

Maca, Ginkgo Biloba, Ginseng e Guaranà

Sempre in tema di migliore erezione ed aumento della libido, questi quattro integratori sono considerati molto utili ed usati da sempre come stimolanti (anche per aumentare la libido femminile):

Integratore completo

Un potente integratore completo, che in un’unica soluzione ti fornisce molte delle sostanze fin qui elencate, è questo: https://amzn.to/3x6fF5m

Se non disponibile, in sostituzione potete acquistare questo ottimo prodotto: https://amzn.to/3Ig2Aym

Fai tanto sport ma evita la bicicletta

Praticare una attività sportiva in modo costante è un ottimo sistema per migliorare non solo la nostra salute, ma anche l’eiaculazione: sei sedentario? hai il 44% di sperma in meno rispetto a chi fa attività sportiva. Non tutti gli sport sono indicati: il sellino della bicicletta – ad esempio – è nemico dello sperma, perché la frizione riduce il volume dello stesso. La pressione, frizione ed i colpi ai quali si è soggetti, quando si monta in bicicletta, sono tutt’altro che benefici. Meglio limitare le ore giornaliere dedicate al ciclismo oppure orientarsi verso altri sport, come ad esempio il nuoto. Se proprio volete continuare ad andare in bici, vi consiglio questo sellino in gel che io stesso ho acquistato per la mia e-bike: https://amzn.to/3pyUaI5

Fai attenzione al peso

Essere in sovrappeso, o sottopeso, può causare sbilanciamento nei livelli ormonali. Troppo estrogeno, o troppo poco testosterone, hanno un effetto negativo sulla quantità del liquido seminale ed anche sulla qualità dei tuoi spermatozoi.

Altri consigli:

  1. se sei un culturista evita gli steroidi (evitali per la tua salute, non certo solamente per migliorare il tuo sperma!), leggi: Ormone della crescita (GH): effetti avversi nel body building e nello sport;
  2. dormi bene, leggi le 12 regole d’oro per battere l’insonnia ed avere un sonno perfetto;
  3. evita gli stress eccessivi, leggi i nove consigli per superare lo stress del lunedì mattina;
  4. limita al massimo l’assunzione di alcolici e non fumare, leggi: il fumo di sigaretta causa impotenza e diminuita fertilità;
  5. alimentati con cinque pasti al giorno dividendo in maniera adeguata le calorie assunte in ogni pasto;
  6. evita i grassi saturi e idrogenati che sono un tipo di grassi insaturi che è possibile trovare comunemente nei cibi lavorati, il cui consumo può aumentare il rischio di malattie cardiache e influire negativamente sull’erezione. Assumi invece acidi grassi omega-3 ed omega-6 grazie all’alimentazione (a tal proposito leggi la classifica dei dieci alimenti che contengono più Omega 3) oppure grazie l’assunzione di una o due capsule al giorno di questo integratore: http://amzn.to/2AdJXtx
  7. pulisci adeguatamente il pene e le zone limitrofe: una scarsa igiene può determinare accumulo di sporco e di smegma che causano infezioni che possono influire in maniera determinante su quantità, densità, colore ed odore dell’eiaculato. Il miglior prodotto per la pulizia dei genitali maschili, lo potete trovare qui: http://amzn.to/2juf3pJ;
  8. evita di esporre i testicoli a temperature troppo elevate per lunghi periodi, come ad esempio succede quando si fa un lungo bagno nella vasca: preferite la doccia;
  9. evita di indossare indumenti e slip troppo stretti: preferisci indumenti comodi e boxer che contengono i testicoli senza schiacciarli;
  10. evita di assumere posizioni del corpo in cui i testicoli rimangono a lungo compressi (ad esempio: gambe accavallate): ciò potrebbe determinare una diminuita affluenza di sangue nei tessuti penieni e, di conseguenza, un peggioramento funzionale;
  11. riduci il consumo di sale e di alimenti ricchi di sodio;
  12. bevi molta acqua: la disidratazione è nemica di una buona eiaculazione.

Attenzione al tempo

Seguendo questi consigli, ovviamente sempre sotto controllo medico, il corpo farà il resto: sarà la nostra fisiologia che lavorerà a nostro vantaggio e produrrà una maggior quantità di liquido seminale; l’unica accortezza è quella di lasciar trascorrere un tempo sufficiente dalla precedente eiaculazione per dar modo di produrre di nuovo una quantità sufficiente di liquido seminale. Per approfondire, leggi anche: Dopo quanti giorni di astinenza le scorte di sperma sono le massime possibili?

Per migliorare la “forza” dell’eiaculazione

Alcuni mi chiedono come avere un getto eiaculatorio più “potente”: a tal proposito vi consiglio di provare gli esercizi per allenare il muscolo puboccocigeo. Gli uomini fanno ricorso agli esercizi per tale muscolo non solo per far durare l’amplesso più a lungo, ma anche per aumentare il volume del proprio sperma e soprattutto per avere un “getto” più forte e con maggiore propulsione. Esistono diversi esercizi per il muscolo pubococcigeo utili a soddisfare la tua partner, così come a garantire – se questo è quello che cerchi – il miglior successo al tuo tentativo di diventare genitore. Clicca qui se vuoi scoprire come allenare il tuo muscolo pubococcigeo.

Per migliorare la potenza propulsiva dell’eiaculazione, è utile provare la stimolazione con dito o altro del punto L nel momento esatto in cui avviene l’eiaculazione. A tale proposito: Punto G maschile: trovare e stimolare il punto L per provare orgasmi più intensi ed aumentare la forza dell’eiaculazione.

Come migliorare il sapore, l’odore, la densità ed il colore dello sperma

Fino ad ora abbiamo visto i consigli per migliorare soprattutto la quantità di eiaculato, ora invece veniamo a come rendere migliore lo sperma da un punto di vista “sensoriale”. Tanti pazienti, sia maschi che femmine, mi chiedono spesso consigli su un’alimentazione che possa influire positivamente sul sapore (e quindi anche sull’odore) dell’eiaculato, oltre che sulla densità e sul colore. Nell’eventualità che anche tu e la tua partner riteniate utile migliorare queste qualità dello sperma, ecco brevemente alcuni alimenti e bevande che l’uomo può assumere (o evitare di assumere) per renderlo migliore al gusto, all’olfatto, al tatto ed alla vista:

Cibi consigliati per migliorare sapore, odore, densità e colore dello sperma:

  • ananas;
  • papaya;
  • melone;
  • mela;
  • uva;
  • cannella;
  • menta;
  • limone;
  • agrumi.

Importante è bere molta acqua.

Cibi da evitare per migliorare sapore, odore, densità e colore dello sperma:

  • alcol;
  • caffè;
  • carne rossa;
  • aglio;
  • broccoli;
  • cavolo;
  • asparagi.

E’ bene inoltre evitare i “cibi da fast food” ed è importante evitare di fumare o, almeno, limitare il numero di sigarette.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo https://amzn.to/3ADDhCC oppure questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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La vera dieta comincia dalle etichette dei cibi: impara a decifrarle per mangiare bene

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SUPERMERCATO MARKET CIBO SPESA CIBO CARRELLO COMPRARE ETICHETTA ALIMENTI DIETADi questi tempi è sempre più difficile seguire delle indicazioni alimentari che siano realmente salutari, probabilmente perché oggi, nell’era della “rieducazione alimentare”, siamo ancor più bombardati dai media con pubblicità ingannevoli e fuorvianti.
Le industrie alimentari giocano molto sulla psicologia e con grafiche allettanti e scritte ambigue attraggono i consumatori all’acquisto dei loro prodotti. Scegliere i prodotti più sani al supermercato diventa così un’impresa. Cosa fare allora per attenersi ad un criterio che ci indirizzi nella scelta più oculata? L’unica via percorribile è quella di leggere le etichette che per legge non possono essere fasulle. Tuttavia la maggior parte di noi è all’oscuro di cosa siano ad esempio nitriti e polifosfati e, più in generale, delle regole che sono alla base di una semplice etichetta. Per questa esigenza, di seguito, ho voluto riportare una serie di nozioni che possano aiutare chiunque oggi vada a fare la spesa, ed i migliori consigli per un corretto acquisto.

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Farmaci e integratori anoressizzanti che spengono la fame: quelli legali e quelli ritirati dal mercato

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MEDICINA ONLINE FARMACI FARMACIA FARMACISTA BUGIARDINO BLISTER COMPRESSE CAPSULE PILLOLE FARMACOLOGIA ANTIBIOTICI ANSIOLITICI DROGHE DRUGS TERAPIA CHIMICA EFFETTI COLLATERALIE’ “anoressizzante” qualsiasi sostanza capace di ridurre o annullare lo stimolo dell’appetito, qualità molto utile nel trattamento dell’obesità. Essendo in grado di ridurre l’appetito e quindi l’introduzione di cibo nell’organismo, le sostanze anoressizzanti (farmaci ed integratori) hanno come obiettivo il calo ponderale, cioè la riduzione del peso corporeo tramite riduzione del grasso. Dal momento che l’utilizzo delle sostanze anoressizzanti gravato da importanti effetti collaterali, alcune di queste sostanze sono state – negli anni – ritirate dal mercato.

Etimologia

Il termine anoressizzante deriva “anoressia” parola che deriva dal greco ἀνορεξία (anorexía), composto da alfa privativo e órexis (che significa appetito): quindi “mancanza dell’appetito”.

Cenni storici

I militari tedeschi e finlandesi durante la seconda guerra mondiale furono trattati su ordine dei vertici militari con delle anfetamine (metamfetamina, Pervitin) per migliorarne le attività belliche, ed in particolare per prevenire o trattare la stanchezza delle truppe esauste e quindi permettere loro di sopravvivere e continuare a combattere. Subito dopo la guerra, l’uso delle amfetamine è stato indirizzato al mercato civile. La stessa amfetamina è stata commercializzata come soppressore dell’appetito fino a quando non è stato bandita, negli anni cinquanta, in molti paesi a causa del suo profilo di sicurezza. Molte molecole appartenenti alla classe delle amfetamine, utilizzate negli anni successivi, hanno evidenziato svariati effetti collaterali, tra cui tachicardia, ipertensione e la possibilità di indurre dipendenza. Gli effetti indesiderati divengono più evidenti quando se ne fa un uso incontrollato e prolungato nel tempo.

Leggi anche: Efedrina, caffeina ed altri stimolanti usati nel doping sportivo

Scopi

Gli anoressizzanti vengono usati nel trattamento dell’obesità e della dipendenza dal cibo. In considerazione dei non indifferenti effetti collaterali ad essi associati le autorità di regolamentazione dei farmaci hanno sempre sottolineato che il loro utilizzo deve essere considerato integrativo e non sostitutivo di un adeguato programma per la riduzione ed il controllo del peso corporeo. Possono essere utilizzati solo da pazienti affetti da grave obesità, specie se si associano altri fattori di rischio correlati all’obesità, come ad esempio il diabete di tipo II o la dislipidemia. Anche in presenza delle caratteristiche sopra citate molti farmaci sono stati autorizzati solo per quei pazienti che hanno dimostrato di non rispondere adeguatamente ad un appropriato regime con dieta ipocalorica per ottenere la riduzione del peso corporeo, ovvero a quei pazienti che, a dispetto della dieta, hanno dimostrato impossibilità a raggiungere una perdita di peso > 5% rispetto ai valori base, nel giro di tre mesi.

Meccanismo d’azione

In buona parte si tratta di farmaci ad azione centrale, che stimolano il centro della sazietà o inibiscono quello della fame, presenti nell’ipotalamo. Alcuni di queste molecole sembra siano in grado di determinare un aumento del senso di sazietà. Per altre è stato ipotizzato un effetto termogenico, ovvero un’azione in grado di determinare un’attenuazione della caratteristica riduzione del metabolismo a riposo che tende a verificarsi durante la perdita di peso.

Leggi anche: Anfetamine: meccanismo d’azione, struttura, usi medici ed effetti

Lista di farmaci anoressizzanti

Preparati antiobesità ad azione centrata

  • Fentermina
  • Dietilpropione (Amfepramone, Dietilcatinone)
  • Rimonabant
  • Sibutramina
  • Ossimetazolina
  • Pemolina
  • Mazindolo

Depressori dell’appetito

  • Benfluorex
  • Butenolide
  • Catina (farmaco)
  • Dietilpropione
  • FG-7142
  • Fendimetrazina
  • Fentermina
  • Fenilpropanolamina
  • Piroglutamil istidil glicina
  • Sibutramina

Altri composti ritenuti soppressori dell’appetito

  • Amfetamina
  • Benzfetamina
  • Bupropione
  • Clortermina
  • Dexmetilfenidato
  • Destroamfetamina
  • Fendimetrazina
  • Feniletilamina
  • Fenproporex
  • Glucagone
  • Lisdexamfetamina
  • Metamfetamina
  • Metilfenidato
  • Lamotrigina

Effetti collaterali ed indesiderati

Per molte sostanze ad azione amfetaminica simile sono stati segnalati in particolare effetti collaterali di natura cardiovascolare, tra cui palpitazioni, tachicardia e aumento della pressione arteriosa. In alcuni soggetti è possibile che si verifichi anche cardiomiopatia dilatativa (in particolare a seguito dell’uso cronico di fendimetrazina). Un uso prolungato può causare l’insorgenza di effetti collaterali a carico del sistema nervoso quali ansia, insonnia, irrequietezza, vertigini, tremori e cefalea. Raramente sono stati riportati episodi psicotici. Infine in alcuni individui sono stati segnalati disturbi quali secchezza della bocca, diarrea, costipazione, nausea, epigastralgia (mal di stomaco), disuria e alterazioni della libido.

Anoressizzanti naturali

Alcuni alimenti di uso comune come il caffè, integratori ad azione noradrenergica, come la sinefrina, e l’efedrina, sembrano essere dotati di azione anoressizzante. Anche alcuni eccipienti e integratori alimentari, come diverse gomme alimentari (gomma adragante, gomma di guar) e polisaccaridi quali il glucomannano, vengono comunemente usati per la loro capacità di anticipare il senso di sazietà in base ad un’azione meccanica di riempimento dello stomaco. La loro reale efficacia in senso anoressizzante non è però scientificamente accertata. Alcuni soppressori naturali dell’appetito si basano su Hoodia, un genere di 13 specie di piante della famiglia delle Apocynaceae, sottofamiglia Asclepiadoideae. Diversi soppressori dell’appetito commercializzati come preparati da banco, sono basati su un mix di ingredienti naturali, per lo più con il tè verde come base, in combinazione con altri estratti vegetali come la fucoxantina, che si trova naturalmente nelle alghe. Molte sostanze di questa classe sono spesso degli stimolatori della famiglia delle fenetilamine, molto simile a quella delle amfetamine.

Farmaci ritirati dal commercio

  • Rimonabant: L’EMEA (Agenzia europea per i medicinali) ne ha stabilito il ritiro dal commercio il 30 gennaio 2009 dopo che il mese precedente la società farmaceutica Sanofi-Aventis aveva informato l’agenzia della sua decisione di non proseguire ulteriormente nella commercializzazione del farmaco. Un’indagine di EMEA si era conclusa affermando che i benefici del farmaco non erano superiori ai rischi connessi al suo utilizzo (gravi sindromi depressive e casi di suicidio).
  • Sibutramina: L’EMEA (European Medicines Agency) nell’agosto del 2010 ne ha stabilito il ritiro dell’autorizzazione al commercio in quanto un’indagine dell’agenzia si era conclusa affermando che i benefici del farmaco non erano superiori ai rischi connessi al suo utilizzo (aumentato numero di eventi avversi di origine cardiovascolare: infarto del miocardio, ictus cerebrale ed arresto cardiaco).
  • Fenfluramina: il farmaco venne ritirato dal commercio negli Stati Uniti nel 1997 dopo alcune segnalazioni di malattie valvolari cardiache e di ipertensione polmonare. Dopo il ritiro dell’autorizzazione negli USA il farmaco fu rapidamente ritirato anche in altri paesi del mondo, tra cui l’Italia.

IMPORTANTE: In Italia ministero della Salute aveva seguito la decisione della Food and Drug Administration mettendo al bando l’efedrina nel 2 dicembre 2015, vietandone la vendita. Il 10 gennaio 2017 il Tar del Lazio ha però annullato tale provvedimento e reso legale la vendita dei preparazioni galeniche a base di efedrina fini dimagranti.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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