Ormai creare un nuovo tipo di dieta sembra diventato uno sport nazionale: chiunque se ne inventa una nuova ed ognuna ha nomi sempre più improponibili (ci manca solo la media alla maionese e poi siamo al completo) offrendo risultati strabilianti, ma quasi sempre solo “sulla carta” e non nella realtà! Tutti possiamo fare quello che vogliamo della nostra alimentazione e della nostra vita ma fatevi dare un consiglio: se siete in procinto di iniziare un percorso di dimagrimento serio e tenete alla vostra salute, fatevi aiutare da un medico (o da un biologo nutrizionista) e non da altre figure professionali come naturopati, psicologi, personal trainer senza titoli, “food coach” (!), laureati in scienze motorie, infermieri, fisioterapisti… A riprova di ciò alcuni giorni fa la Cassazione ha infatti confermato (con la sentenza n. 15006 del 2 aprile 2013) che:
Legittimato alla funzione di dietologo è solo il medico. Di conseguenza il dietista può elaborare diete solo su indicazione del medico e non può procedere ad atti tipici della professione medica. Chiunque non si attenga a questi principi commette un abuso dell’esercizio della professione medica, come precisa la Giurisprudenza.
Con la sentenza n. 15006 la Sesta sezione penale di Cassazione ha infatti confermato la condanna per esercizio abusivo della professione medica, impartita dai giudici di merito a carico di una coppia di coniugi di Frosinone, lui commercialista “naturopata”, lei psicologa, che gestiva un centro dal nome “Dimagrire Mangiando”, dove i due sottoponevano i clienti a vari controlli, interpretando loro stessi gli esiti e fornendo consigli di natura alimentare.
Vi ricordo che per legge il dietista (cioè con un titolo triennale) e il biologo nutrizionista:
- non possono prescrivere esami clinici di alcun genere (ma solo eventualmente suggerirli al paziente che dovrà farseli ordinare dal suo medico);
- non possono interpretare gli esami clinici quindi non possono formulare una diagnosi;
- non possono prescrivere farmaci.
Perché tutto ciò? Perché il medico è cattivo e vuole tutti i pazienti per se? La risposta è che solo il medico (assieme al biologo nutrizionista) ha la preparazione adatta ad affrontare un discorso serio come quello della nostra alimentazione, che non si limita a dare una semplice scheda “copia incolla”, ma comprende l’interpretazione dei nostri valori ematici, della bioimpedenziometria, della presenza eventuale di malattie come infiammazioni croniche, insufficienze renali e/o epatiche, allergie ed intolleranze alimentari… Una dieta non è “solo” una lista di cibi e quantità – come molti pensano – ma è un vero e proprio atto medico capace di procurare danni anche gravi alla nostra salute, se non si sa bene quello che si sta facendo.
In questo caso vale lo stesso discorso fatto nell’articolo dove parlo di quali sono le differenze tra la cavitazione fatta dal medico e quella fatta dall’estetista che potete leggere in questo link!
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Con “runner’s high“, in italiano spesso denominato “sballo del corridore“, in medicina e psicologia si descrive una sensazione di estrema euforia che gli sportivi, in particolare gli atleti corridori, provano durante o dopo un esercizio fisico, soprattutto se quest’ultimo è molto intenso. La sensazione di piacere sarebbe così intensa, da essere – da alcuni sportivi – paragonata a quella determinata dall’assunzione di una droga o di un orgasmo. In alcuni casi, sotto l’effetto dello sballo del corridore, gli atleti si sono messi a piangere, oppure a ridere istericamente o si sono stesi per terra sorridenti e con lo sguardo rilassato e sognante. Alcuni, grazie al runner’s high, sono riusciti a sentire meno il dolore muscolare e ad ottenere risultati sportivi migliori. L’esistenza dello sballo del corridore è stata elemento di forte dibattito tra sportivi, medici e neurofisiologi ed è stata fonte di leggende metropolitane.
In questo momento stai mangiando del cioccolato? Hai appena finito appena l’allenamento mattutino o la camminata serale? Hai appena letto una barzelletta che ti ha fatto ridere a crepapelle? Se la risposta è si, il tuo corpo in questo momento sta producendo molecole simili alla morfina. Questi oppioidi sono denominati endorfine e sono responsabili dell’attivazione di moltissimi processi corporei che, a loro volta, alleviano il dolore e migliorano l’umore.
Gli effetti della crisi economica si fanno sentire sulla sanità pubblica. E’ quanto emerge da una ricerca di RBM Salute-Censis sugli scenari evolutivi del welfare, promossa in collaborazione con Previmedical, presentata a Roma al terzo ”Welfare Day”. Chi può si rifugia nel servizio privato, magari grazie a un fondo integrativo, mentre gli altri fanno i conti con ticket sempre più alti e liste d’attesa, o addirittura rinunciano alle cure. La fuga verso il privato vale ormai per 12,2 milioni di persone, e la ragione principale riportata dagli intervistati è la lunghezza delle liste d’attesa (per il 61,6%) oltre alla convinzione che ‘se paghi vieni trattato meglio’ (per il 18%). Ha un peso notevole anche la constatazione, fatta dal 27% del campione, che il costo del ticket è così elevato che la stessa prestazione da un privato costa in maniera simile.
Ti sei svegliato questa mattina con tutti i muscoli indolenziti? La prima cosa che ti viene in mente è “ma ieri in palestra non avrò esagerato coi pesi?”. Quasi sicuramente si tratta di DOMS acronimo di Delayed Onset Muscle Soreness cioè “indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata“. Il DOMS descrive un fenomeno di dolore muscolare o rigidità muscolare che si verifica solitamente il giorno dopo l’allenamento e nei casi più gravi può durare anche 4/5 giorni.
Ovviamente il titolo dell’articolo è volutamente provocatorio: un titolo più politically correct potrebbe essere “correre non fa sempre dimagrire”. Ma cominciamo con una domanda (apparentemente) facile: chi ha meno percentuale di grasso corporeo, uno sprinter professionista che corre i 100 metri o un maratoneta professionista che in gara corre per 42 km e 195 metri?
Qualche giorno fa vedo in tv la pubblicità della nota marca L’Oréal che proclamava in maniera altisonante la capacità del suo prodotto, la crema “Revitalift Laser X3”, di battere il laser del medico nella gara per ridurre maggiormente le rughe cutanee. Cerco di capirci di più e vado sul loro sito e trovo questa pagina (PS: LA PAGINA E’ STATA CANCELLATA):
Non esiste un laser universale che possa offrire risultati terapeutici ottimali per tutte le indicazioni.