Differenza tra glaucoma angolo aperto e chiuso

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA GLAUCOMA  APERTO CHIUSO PRESSIONE OCCHIO LIQUIDO UMORE ACQUEO CRISTALLINO.jpgIl glaucoma è una malattia oculare dovuta generalmente a un aumento della pressione interna oculare. Da cosa viene causato questo aumento? In condizioni normali all’interno dell’occhio è presente un liquido (umore acqueo) che viene continuamente prodotto e riassorbito. Pertanto, l’occhio si può paragonare a un piccolo serbatoio con un rubinetto e uno scarico sempre aperti. Se il “tubo di scarico” è ostruito si avrà un aumento di pressione all’interno del serbatoio ovvero una maggiore pressione intraoculare. Analogamente a quello che avviene con uno pneumatico, se la pressione è troppo elevata a lungo andare il bulbo oculare si danneggia a livello della testa del nervo ottico (che si trova nella zona centrale della retina). I fattori che predispongono al glaucoma sono, tra l’altro, la riduzione della profondità della camera anteriore (ridotto spazio compreso tra cornea e iride), che si può avere nel caso di ipermetropia elevata, ma anche la cataratta totale (detta “matura intumescente”: il cristallino perde completamente la sua trasparenza ed elasticità fino a sembrare un piccolo sasso bianco).
Il glaucoma può essere di due tipi:

1) Glaucoma ad angolo aperto (o cronico)
Il glaucoma ad angolo aperto è la forma più frequente di glaucoma (circa l’80% dei casi). Si verifica in seguito a un ostacolo che incontra l’umor acqueo nel defluire, in particolare attraverso il trabecolato sclerocorneale, una minigrondaia circolare che si trova sopra l’iride o, più precisamente, nell’angolo irido-corneale. Si sviluppa lentamente e in genere non dà sintomi, per cui ci si può rendere conto di essere malati solo quando il danno al nervo ottico è già giunto a uno stadio avanzato; dunque è opportuno sottoporsi a check-up oculistici periodici per diagnosticarlo precocemente.

2) Glaucoma ad angolo chiuso (o acuto)
Nel glaucoma ad angolo chiuso l’iride può chiudere improvvisamente lo “scarico” (occlusione dell’angolo irido-corneale), causando un rapido aumento della pressione intraoculare nel caso della forma detta ad “angolo stretto” (che colpisce circa il 10% dei glaucomatosi, nel 70% dei casi di sesso femminile). Il glaucoma ad angolo chiuso è capace di determinare rapidamente:

  • offuscamento della vista;
  • comparsa di aloni anomali attorno alle luci;
  • dolore oculare violento;
  • nausea;
  • vomito;
  • malessere generale.

Quest’improvviso incremento pressorio, chiamato attacco acuto di glaucoma, è molto grave: se non curato tempestivamente può portare a cecità in breve tempo.

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Glaucoma congenito e secondario
Il glaucoma può inoltre essere congenito (o primario) o secondario:

  • Glaucoma congenito: in questa forma della patologia oculare il sistema di drenaggio è “cattivo” sin dalla nascita. Per questo motivo si verifica un aumento di pressione intraoculare. Il bambino presenta fastidio alla luce (fotofobia) e lacrimazione eccessiva. L’aumento pressorio può causare un aumento delle dimensioni dell’occhio (nei piccoli le pareti oculari sono meno resistenti) e la cornea può divenire opaca. Ogni sintomo sospetto deve indurre i genitori ad andare dall’oculista per effettuare una visita di controllo. Questo tipo di glaucoma è però raro: colpisce un neonato ogni diecimila.
  • Glaucoma secondario: in questa forma delle patologia l’ostacolo al deflusso è un effetto secondario di alcune malattie (fra cui il diabete e le trombosi retiniche), dell’uso di alcuni farmaci, passando per emorragie, tumori e stati infiammatori.

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Il diabetico può mangiare i broccoli? Quanti carboidrati e calorie hanno?

MEDICINA ONLINE MANGIARE TIPI DI ZUCCHERO CAROTE BROCCOLI FRUTTA MAGRA DIABETE CALORIE GLICEMIA RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO LONTANO DAI PASTI WALLPAPER.jpgbroccoli rappresentano un alimento molto amato perché, oltre al gradevole e gustoso sapore, il broccolo ha solo 34 calorie e 7 grammi di carboidrati per 100 grammi e viene quindi spesso consumato nelle diete ipocaloriche. Ne esistono diverse varietà ma le più note sono due: il cavolo broccolo che ha un fusto corto e inflorescenze di un colore verde acceso, con i fiori biancastri, molto simili a quelli del cavolfiore anche se più piccoli; il cavolo broccolo ramoso che è simile al cavolfiore e presenta la cima di un colore verde azzurro e i germogli laterali morbidi, di un colore verde scuro, chiamati broccoletti. Generalmente vengono consumati lessati o al vapore per esaltarne al massimo il gusto. Sia i cavoli che i broccoli sono un tipico alimento invernale e quindi conviene sicuramente acquistarli nella stagione di appartenenza, quando si possono trovare anche ad un prezzo più basso.

I broccoli sono un alimento che può essere assunto dal paziente diabetico, in dosi moderate e dopo parere positivo del medico.

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Dieta mima digiuno: cosa mangiare, esempio e menu

MEDICINA ONLINE RISO RISOTTO CIBO DIABETICO INDICE GLICEMICO PASTA CARBOIDRATI GLICEMIA DIETA GRASSO PRANZODieta mima digiuno: quali sono l’esempio e il menu da seguire? Questo regime alimentare è stato inventato dagli esperti dell’University of Southern California, guidati dal Dott. Valter Longo, professore di biogerontologia e direttore dell’Istituto sulla longevità presso l’University of Southern California. Il progetto si è avvalso della collaborazione dell’Istituto Firc di Oncologia Molecolare di Milano. L’obiettivo che si vuole raggiungere con questo tipo di alimentazione consiste nel favorire la perdita di peso e contemporaneamente nel prevenire l’insorgenza di alcune malattie, compresi i tumori. Longo è giunto alla creazione di questa dieta, dopo aver studiato le persone affette da sindrome di Laron, una malattia genetica caratterizzata dalla resistenza all’ormone della crescita.

Cosa mangiare?

In generale non si può stabilire che cosa mangiare a priori. La dieta deve essere condotta sotto stretto controllo medico. E’ proprio il medico a stabilire quali cibi inserire nei pasti quotidiani, dopo aver visitato il paziente accuratamente, tenendo conto del suo stato di salute. Generalmente viene consigliato il consumo di zuppe, di verdure, di frutta secca, di carboidrati semplici e di liquidi senza zucchero. La dieta, quindi, non consiste in un vero e proprio digiuno, ma in una riduzione dei pasti per 5 giorni, fase da ripetere ogni 3 o 6 mesi.

Esempio

Possiamo stabilire uno schema generale della divisione dei nutrienti nell’ambito della dieta mima digiuno. In particolare essi vengono suddivisi in questo modo:

  • 14% di proteine,
  • 43% di carboidrati,
  • 46% di grassi,
  • riduzione dell’apporto calorico in una percentuale che va dal 34% al 54%.

Benefici

I benefici che si possono conseguire seguendo questo schema sono i seguenti:

  • riduzione delle calorie,
  • minore rischio di incidenza dei tumori,
  • ringiovanimento del sistema immunitario,
  • riduzione delle infiammazioni,
  • calo della perdita di densità minerale delle ossa,
  • riduzione dei fattori di rischio legati all’invecchiamento,
  • mantenimento del diabete sotto controllo,
  • riduzione delle malattie dell’apparato cardiovascolare,
  • calo di peso corporeo.

Menu

Il fai da te è sconsigliato. Inoltre questa dieta non potrebbe essere seguita da chi ha superato i 65 anni di età. Si potrebbe portare avanti questo tipo di menu, in accordo con le decisioni del medico. Si tratta solo di un esempio:

  • colazione: una tazza di tè e 50 grammi di cereali anche sotto forma di barretta;
  • pranzo: 100 grammi di pesce accompagnati da insalata verde condita con olio e limone oppure, in alternativa, verdure cotte a piacere;
  • cena: minestrone di verdure, qualche oliva e un pacchetto di crackers di cavolo nero.

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Differenza tra inumazione, tumulazione, cremazione, imbalsamazione e mummificazione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA INUMAZIONE TUMULAZIONE CREMAZIONE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano.jpg

Calcificazione di un neonato ad opera di Giuseppe Albini, su incarico del Ministero dell’Interno, che lo invitava nel 1880 a trovare un metodo alternativo al seppellimento ed alla cremazione dei cadaveri. Esposto al MUSA – Museo Universitario delle Scienze e delle Arti

Dopo il decesso di una persona, esistono diverse tecniche di sepoltura, tra cui le più famose sono: inumazione, tumulazione, cremazione, imbalsamazione e mummificazione. Quali sono le differenze tra esse?

Cos’è l’inumazione?

Con il termine “inumazione” si intende il seppellimento di un cadavere in una fossa scavata dentro terra, finalizzata a rendere più rapida possibile la trasformazione delle materie organiche in sali minerali. Il cadavere viene collocato dentro la terra oppure in una bara di legno leggero posto nella terra, bara che è facilmente decomponibile. Il periodo di mineralizzazione completa del cadavere avviene normalmente nell’arco di una decina d’anni.

Cos’è la tumulazione?

La tumulazione del cadavere in loculo, tomba o cappella è – al contrario dell’inumazione – finalizzata a conservare intatte più a lungo possibile le spoglie mortali del sepolto. A tale scopo la salma deve essere racchiusa in una duplice cassa: il corpo viene posto in una contro cassa in zinco dello spessore minimo 0,66 mm alloggiata in una bara di legno ermeticamente chiusa. Ciò consente un lungo periodo di conservazione della salma, per decenni.

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Cos’è la cremazione?

La cremazione di un cadavere prevede l’incenerimento dello stesso per mezzo di combustione e la raccolta delle ceneri in un’apposita urna. La combustione, al contrario di quanto si possa pensare, non riduce il cadavere in cenere, bensì lo trasforma in gas e frammenti ossei. Tali frammenti ossei sono friabili e, dopo la combustione, vengono sminuzzati fino a formare una cenere che poi, a seconda degli usi, delle consuetudini o delle ultime volontà della persona defunta, vengono custodite in un’urna, sepolte, sparse in luoghi appositi, o altro. La legge N. 130 del 30/03/2001 (Disposizioni in materia di Cremazione e Disposizione sulle Ceneri), prevede anche la dispersione delle ceneri in luoghi privati, lontani dai centri abitati, nei tratti di mare, di laghi o di fiumi liberi da natanti e manufatti o comunque la tumulazione, l’interramento o l’affidamento ai familiari

Cos’è l’imbalsamazione?

L’imbalsamazione è un insieme di tecniche volte a preservare un cadavere dalla decomposizione per lunghi periodi. Se effettuata su animali, questa tecnica prende il nome di tassidermia. Usata fin dagli antichi egizi, oggi l’imbalsamazione è destinata soprattutto alla preservazione di animali morti, non mancano comunque ancor oggi applicazioni per la conservazione di cadaveri umani. Un esempio famoso è quello che riguarda Lenin: nella Unione Sovietica la salma del politico è stata infatti imbalsamata.
Dopo l’immersione in liquidi battericidi, alcune sostanze derivate dalla originaria formaldeide vengono immesse nel cadavere con appositi macchinari, che ne riempiono l’intero sistema vascolare e parte di quello linfatico. Per prevenire il rigor mortis, i tendini degli arti vengono recisi, inoltre le palpebre vengono cucite in modo che l’occhio resti chiuso (in talune tecniche l’occhio viene asportato e sostituito da globi metallici). Anche la bocca viene cucita per le labbra, ma solo al termine dell’otturazione di tutte le aperture del corpo con ovatta medicata. Tutte le chiusure sono poi sigillate, oggi con derivati siliconici, per prevenire la fuoriuscita di liquidi. L’imbalsamazione, umana o animale, è vietata da talune legislazioni anche occidentali, come nel caso dei Paesi Bassi.

Leggi anche: Dopo quanto tempo un cadavere si decompone?

Cos’è la mummificazione?

La mummificazione è un processo, naturale o artificiale, in cui un cadavere subisce una disidratazione massiccia così veloce che i tessuti rimangono “fissati” ed i tratti somatici si conservano relativamente bene anche a distanza di centinaia d’anni. Nella mummificazione naturale, servono particolari condizioni esterne e interne per ottenere questo processo.

  • clima freddo, secco e ventilato, che ostacola la putrefazione;
  • inumazione in terreni asciutti capaci di assorbire i liquidi in grande quantità;
  • presenza di certi tipi di muffe che disidratano il corpo.

Mummificazioni parziali si hanno in persone decedute in ambienti chiusi, riscaldati e ben ventilati, quando il corpo giace su materiali che assorbono acqua: in questi casi – che di tanto in tanto diventano tragici fatti di cronaca – spesso il cadavere mummificato è quello di una persona sola, spesso anziana e senza parenti, che muore nel proprio appartamento senza che nessuno si accorga del fatto per decenni.
I fattori che favoriscono i processi di mummificazione sono la denutrizione, l’età avanzata, grosse emorragie. In media, un processo di mummificazione dura 6/12 mesi, ma ci sono prove e casi di mummificazioni avvenute in 2/3 mesi, eccezionalmente in meno di un mese.
La mummificazione veniva usata dagli antichi egizi con queste modalità:

  1. rimozione dal corpo degli organi interni, la cui presenza avrebbe potuto accelerare il processo di putrefazione;
  2. conservazione degli organi interni ti all’interno di speciali vasi, detti vasi canopi
  3. disidratazione del corpo tramite immersione per un periodo di circa 40 giorni in natron, un sale di sodio esistente in natura che si depositava nelle pozze di esondazione del Nilo dopo il loro prosciugamento;
  4. lavaggio con vino di palma che grazie al suo elevato tasso di alcool impediva lo sviluppo dei batteri decompositori;
  5. introduzione nell’addome di bende impregnate di natron, pezzi di lino e segatura.
  6. unzione con appositi oli balsamici (resine di conifere ed altre piante, cere d’api, oli aromatizzati ecc.).

Al termine di queste operazioni il corpo veniva strettamente avvolto con strisce di lino impregnate di resina.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Colpo di frusta: sintomi, rimedi e risarcimento in Italia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COLPO DI FRUSTA RISARCIMENTO ESITI DANNO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgCon l’espressione “colpo di frusta” (in inglese “whiplash”) si intende un semplice movimento articolare del rachide cervicale nei tre piani dello spazio a seguito di un’accelerazione o decelerazione, tipici di un incidente stradale con tamponamento antero-posteriore tra due autovetture, ma anche di alcuni traumi sportivi.
Anche se nell’uso comune “colpo di frusta” è diventato sinonimo di danno o patologia, in realtà questa espressione non sottende assolutamente una patologia traumatica del rachide cervicale, né, tanto meno, una sua lesione: è un movimento fisiologico articolare che l’organismo attua in risposta ad una sollecitazione e che non comporta, di per sé, alcuna conseguenza patologica. Questo ovviamente non significa che il colpo di frusta – in alcuni casi – non possa in effetti determinare un danno.

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Cause di colpo di frusta da incidente stradale
Quando l’autovettura viene tamponata il sedile ed il conducente subiscono una forte accelerazione che li proietta in avanti. Il peso del capo tende per inerzia a conservare la posizione iniziale e, mentre il resto del corpo viene spinto in avanti, la testa viene pressata contro il poggiatesta (danno da iperestensione).
Successivamente il capo viene proiettato in avanti con una velocità superiore rispetto al resto del corpo (danno da iperflessione).
Se la vettura è priva di poggiatesta, o questi sono regolati in modo scorretto, il danno da iperestensione sarà maggiore. In assenza di airbag saranno invece più gravi i traumi da iperflessione poiché la testa non verrà frenata nella sua corsa ed andrà a sbattere violentemente contro il volante.

Esiti da colpo di frusta
Solo in alcuni casi, quando il colpo di frusta sia particolarmente brusco ed istantaneo (come può succedere a seguito di sollecitazioni particolarmente intense), esso può dare origine a conseguenze patologiche: si parlerà, in questo caso, di esiti da colpo di frusta, che possono consistere in vari danni e patologie, tra cui:

  • contratture dei muscoli paravertebrali;
  • riduzione della lordosi fisiologica del tratto cervicale;
  • schiacciamento o frattura delle vertebre cervicali.

L’entità della lesione è direttamente proporzionale all’intensità e alla violenza dell’impatto. Quando il capo subisce una forte accelerazione il suo limite di resistenza viene superato e le singole fibre si sfilacciano sempre più fino alla completa lacerazione (strappo muscolare). Fortunatamente nella maggior parte dei casi il trauma non è così violento da causare la rottura delle fibre muscolari. Nel caratteristico colpo di frusta si verifica di solito soltanto un semplice stiramento dei muscoli e dei legamenti cervico-nucali. Inoltre il nostro corpo possiede la capacità di rigenerare i tessuti lesi anche se questi non raggiungeranno mai il livello di efficienza degli originali. Gli esiti patologici del colpo di frusta, quando pure raramente si verifichino, sono quindi quasi sempre completamente reversibili in tempi brevi: solo in una minoranza di casi il colpo subito può procurare danni gravi e permanenti.
Questi traumi non vanno comunque sottovalutati poiché le loro conseguenze negative si possono manifestare anche nei giorni seguenti con la comparsa della classica “contrattura muscolare da riflesso protettivo”. Si tratta essenzialmente di un meccanismo di difesa che il nostro corpo adotta contraendo la muscolatura cervico nucale. In questo modo se da un lato vengono impediti tutti quei movimenti in grado di peggiorare la situazione dall’altro i processi di riparazione cellulare possono procedere in modo ottimale.

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Colpo di frusta: gli esiti più gravi
Nei casi più gravi si possono manifestare anche alterazioni della colonna, dell’equilibrio fisiologico del bacino e addirittura dell’articolazione temporo-mandibolare. La situazione peggiore compare tuttavia quando il colpo di frusta si associa a vere e proprie rotture ligamentose, erniazioni discali e fratture vertebrali. In queste situazioni la gravità della lesione esula dalla definizione di colpo di frusta che abbiamo visto essere caratterizzato da lesioni molto più superficiali. Basti pensare che una rottura del midollo spinale contenuto nelle vertebre cervicali causa la paralisi degli arti e, se avviene a livello di C1-C2, è addirittura letale. Quindi se l’impatto è stato piuttosto violento, è bene riferire sintomi e dinamica dell’incidente ai sanitari che provvederanno ad effettuare esami diagnostici come radiografie e TAC per evidenziare l’effettiva entità delle lesioni.

Danni da colpo di frusta: i fattori di rischio
Come abbiamo visto, gli esiti da colpo di frusta sono generalmente rari, tuttavia ci sono cattive abitudini alla guida che aumentano il rischio di danni legati ad eventuale colpo di frusta:

  • eccessiva velocità alla guida;
  • erronea postura del passeggero;
  • assenza del poggiatesta;
  • mancato uso di cinture di sicurezza in tutti i passeggeri.

Alcuni soggetti possono inoltre avere una particolare predisposizione anatomica dovuta a caratteristiche della loro struttura ossea, che li espone a danni maggiori in caso di colpo di frusta.

Colpo di frusta: cura e rimedi
Nei casi meno gravi, il riposo è il mezzo di guarigione più efficace nel primo periodo subito dopo il trauma. In questa fase andranno limitati al massimo i movimenti del collo e della testa. Spesso il primo provvedimento preso dal medico è proprio quello di applicare il collarino, che con la sua azione di sostegno protegge il tratto cervicale sia da movimenti incongrui sia da sollecitazioni di altro tipo. Grazie all’immobilità l’infiammazione tissutale può lentamente regredire, specialmente se viene abbinata a farmaci opportuni.
I medicinali più utili per curare il colpo di frusta sono quelli con azione antiflogistica, antidolorifica e miorilassante (antinfiammatori non steroidei, FANS). Nel caso in cui il dolore interferisca con il riposo notturno o crei ansietà vengono prescritti anche farmaci tranquillanti e sedativi.
Terminata la fase acuta del trauma, più o meno dopo dieci-venti giorni, l’utilizzo di farmaci e collare viene abbandonato definitivamente. A questo punto del processo riabilitativo vengono invece introdotte terapie fisiche e manipolazioni.
Nei casi più gravi, la terapia dovrà essere invece decisa in base al trauma riportato, non escludendo eventuali interventi chirurgici e lunghi periodi riabilitativi.

La situazione italiana: risarcimenti eccessivi
I danni provocati dal colpo di frusta, nel mondo, sono estremamente rari e minimi; in Italia invece il colpo di frusta porta ad esiti anche gravi, piuttosto frequentemente. Perché ciò avviene? La facilità di simulazione dei sintomi porta i sinistrati a comportamenti frodatori: le truffe assicurative connesse alla simulazione del colpo di frusta raggiungono in Italia effetti economici definiti “devastanti” sui costi del sistema assicurativo e sull’ingombro dei relativi contenziosi sul sistema giudiziario civile. Si tratta di un fenomeno, quello italiano, il cui impatto – dal punto di vista epidemiologico – non è giustificato dai dati scientifici e non trova alcun riscontro in Europa, in situazioni di mobilità paragonabili a quelle italiane.
Il caso dell’abnorme incidenza italiana dei danni da colpo di frusta è quindi chiaramente l’effetto di un diffuso “malcostume” che trova la sua origine della simulazione di malattie (patomimia), o nella esagerazione dei micro-danni permanenti, espedienti comportamentali che trovano un fertile terreno di coltura nell’universo delle microlesioni (come quelle del rachide), le uniche facilmente simulabili, grazie alla pochezza dei postumi ed alla loro natura talvolta asintomatica.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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I 20 giocatori più pagati al mondo nel 2017

MEDICINA ONLINE CRISTIANO RONALDO REAL MADRID MONEY RICH GOL GOAL CORNER FLY EMIRATES FOOT TALL WEIGHT HEIGHT SHORT SOCCER PORTOGALLO  EUROPE MONDIALE PALLONE CALCIO FOOTBALL LEGEND WALLPAPER PICS PHOTO PICTURE HD HI RESCristiano Ronaldo mette la freccia e supera Lionel Messi. Nella classifica dei 20 giocatori più pagati al mondo 2017 (stilata da France Football) il portoghese torna in testa, mettendosi alle spalle l’eterno rivale argentino.

Considerando ingaggi lordi, bonus e proventi pubblicitari, il giocatore che ha intascato di più nella stagione 2016-17 è l’attaccante portoghese del Real Madrid. Nella classifica i primi 4 posti sono occupati da giocatori della Liga, che in totale porta 8 calciatori nei primi 20; la Premier League è presente con altri 4 giocatori, poi troviamo la Bundesliga (o meglio, il solo Bayern Monaco) con 4 giocatori e il campionato cinese altri 4 calciatori. Ecco la classifica completa dei 20 giocatori più pagati al mondo 2017 secondo la graduatoria della rivista francese

1) Cristiano Ronaldo (Real Madrid), 87,5 milioni di euro

Un 2016 da urlo per il portoghese, e non solo per i successi (Champions League, Europeo con la nazionale e Pallone d’oro) in campo. Il rinnovo di contratto fino al 2021 da 21 milioni di euro circa netti (44 lordi) con il Real Madrid e quello a vita con Nike hanno permesso a CR7 di prendere la testa della classifica di France Football: senza contare gli altri introiti dagli accordi commerciali, come quelli con Pokerstars e Clear, e gli investimenti negli hotel che portano il suo nome.

2) Lionel Messi (Barcellona), 76,5 milioni di euro

Il re ha perso la corona. Cristiano Ronaldo ha interrotto il dominio dell’argentino, anche perché al contrario del rivale il talento del Barcellona attende ancora il rinnovo di contratto (che scade nel 2018) con i catalani. Intanto, si può consolare con gli incassi da sponsor quali Adidas, Huawei, Gatorade, Pepsi, Pringles, Tata Motors, Turkish Airlines e Gillette, tra gli altri.

3) Neymar (Barcellona), 55,5 milioni di euro

Per la quarta volta di fila sul podio, il brasiliano del Barcellona si piazza terzo nella classifica dei 20 giocatori più pagati al mondo 2017: dopo aver superato la soglia dei 40 milioni di euro nella scorsa stagione, nell’ultima annata ha superato quota 50 milioni. E dire che potrebbe essere più vicino a Messi, se solo il suo contratto non fosse interamente garantito per 25 milioni di euro a stagione: France Football, infatti, nella classifica ha considerato solo la parte fissa da 15 milioni netti, e non i bonus da altri 10 milioni. Intanto però il brand Neymar è sempre più in crescita.

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4) Gareth Bale (Real Madrid), 41 milioni di euro

Il gallese sale dal 7° posto del 2016 ai gradini del podio, grazie al corposo rinnovo con il Real Madrid e all’accordo di sponsorizzazione con Nissan.

5) Ezequiel Lavezzi (Hebei Fortune), 28,5 milioni di euro

Il primo dei “cinesi” è l’argentino ex Napoli e Paris Saint Germain: l’attaccante oggi all’Hebei Fortune infatti porterà a casa 27,5 milioni lordi a stagione dal contratto con il club della Chinese Super League.

6) Oscar (Shangai SIPG), 25,5 milioni di euro

Il brasiliano ex Chelsea è stato il colpo più costoso dell’ultimo mercato invernale: dall’Inghilterra è volato in Cina per 67,8 milioni di euro. Non da meno è l’ingaggio, da 23 milioni più 10 di bonus alla firma: in questo caso, però, France Football considera solo i primi 6 mesi di stipendio con la maglia dello Shanghai SIPG.

7) Zlatan Ibrahimovic (Manchester United), 25,1 milioni di euro

Il passaggio dal Psg al Manchester United ha fatto scendere in graduatoria lo svedese, che è passato da 4° a settimo nella classifica dei 20 giocatori più pagati al mondo 2017: colpa del contratto con i Red Devils da “soli” 14,6 milioni di euro annui.

8) Thomas Müller (Bayern Monaco), 23,5 milioni di euro

L’attaccante tedesco non è più il giocatore con il più alto stipendio in Bundesliga (16 milioni di euro), ma è quello più appetibile a livello di sponsorizzazioni, come dimostra l’accordo con Barilla.

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9) Andres Iniesta (Barcellona), 23,5 milioni di euro

Il centrocampista spagnolo è uomo immagine per molti marchi: birra (Damm), auto (Nissan), elettronica (Xperia Sony XZ). E a questo aggiunge uno stipendio da 15 milioni di euro.

10) Toni Kroos (Real Madrid), 23,5 milioni di euro

Il Real Madrid lo ha blindato con un rinnovo da 20 milioni lordi a stagione: il resto lo fanno gli accordo di sponsorizzazione con Adidas, PlayStation e Sony.

11) Hulk (Shangai SIPG), 22,5 milioni di euro

12) Paul Pogba (Manchester United), 22,1 milioni di euro

Il passaggio al Manchester United ha permesso al 24enne francese di raddoppiare lo stipendio (da 8,3 a 17,4 milioni lordi annui), mentre sul fronte sponsor l’accordo con Adidas gli garantisce circa 4 milioni annui.

13) Robert Lewandowski (Bayern Monaco), 22 milioni di euro

Il centravanti polacco ha tolto lo scettro a Müller: grazie all’ultimo rinnovo da 17 milioni a stagione con il Bayern è diventato il più pagato in Germania.

14) Sergio Ramos (Real Madrid), 22 milioni di euro

Nonostante l’addio allo sponsor Nike, il capitano del Real Madrid può accontentarsi con lo stipendio da 20 milioni annui.

15) Carlos Tevez (Shangai Shenhua), 22 milioni di euro

Lo stipendio da 38 milioni annui con lo Shanghai Shenhua lo porterà in alto nella prossima stagione: nella classifica attuale infatti France Football ha considerato i sei mesi con il Boca Juniors (1,2 milioni) e gli altri sei mesi con il nuovo club cinese (19 milioni).

16) Manuel Neuer (Bayern Monaco), 21,3 milioni di euro

17) Wayne Rooney (Manchester United), 19,7 milioni di euro

18) Luis Suarez (Barcellona), 19,5 milioni di euro

19) Jerome Boateng (Bayern Monaco), 19 milioni di euro

20) Sergio Aguero (Manchester City), 19 milioni di euro

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Differenza tra coronarografia ed angioplastica

MEDICINA ONLINE GLICEMIA INSULINA SANGUE DIFFERENZA CONCENTRAZIONE ORMONE PIASTRINE GLOBULI ROSSI BIANCHI GLUCAGONE TESTOSTERONE ESTROGENI PROGESTERONE CUORECon “angiografia” si intende una tecnica di diagnostica per immagini e radiologia interventistica che permette la rappresentazione grafica dei vasi sanguigni o linfatici del corpo umano tramite un metodo che prevede l’infusione di un mezzo di contrasto idrosolubile all’interno dei vasi e la generazione di immagini mediche tramite varie tecniche di imaging biomedico. Le tecniche angiografiche comprendono la radiografia (specificamente nella tecnica dell’angiografia sottrattiva, o DSA da Digital Subtraction Angiography), la tomografia computerizzata, la risonanza magnetica, l’ecografia. Un tipo particolare di angiografia è la coronarografia (o angiografia coronarica) che permette di indagare le coronarie.

In caso di infarto del miocardio, determinato da ostruzione dei vasi coronarici, la ricanalizzazione del vaso occluso si può ottenere con:

  • trombolitici;
  • mezzi meccanici (angioplastica coronarica);
  • chirurgia (by-pass).

La tecnica preferibile in molti casi è l’angioplastica: il suo successo è di oltre il 95% dei casi, garantisce maggior rapidità dei trombolitici nel riaprire l’arteria e una minore invasività del by-pass, riservato solo ai casi più gravi. L’angioplastica è eseguita nella stessa seduta della coronarografia. L’obiettivo dell’angioplastica è quello di aumentare l’ampiezza dell’arteria laddove è ristretta. La procedura consiste in:

  • inserire un piccolo filo guida, sul quale si fa avanzare un catetere con un palloncino in punta fino al punto interessato, osservando il suo percorso ai raggi X (fluoroscopia);
  • gonfiare il palloncino per comprimere la placca contro la parete del vaso sanguigno, incrementare il diametro del vaso e quindi il flusso di sangue. In questa fase si può applicare uno stent (dispositivo metallico generalmente in acciaio, cilindrico e cavo che funge da intelaiatura di supporto al vaso) per ridurre la possibilità di riformazione di un restringimento in quel punto. Lo stent garantisce un lume coronario più ampio, un miglior flusso di sangue ed è perfettamente compatibile con il corpo umano.

Dopo l’intervento il paziente viene ricoverato in Unità coronarica per un breve periodo d’osservazione. Una volta dimesso, si programmano i controlli in ambulatorio per il mese successivo.

In definitiva l’angiografia permette la rappresentazione grafica dei vasi sanguigni coronarici (prende infatti il nome di angiografia coronarica o coronarografia) e – una volta individuata l’ostruzione – l’angioplastica permette di rimuovere l’ostruzione ed inserire uno stent per impedire il restringimento del vaso.

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Smegma femminile, vulviti, cattivi odori vaginali e prurito: cura e prevenzione

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DONNA TRISTE STANCA STRESS SONNO TRISTEZZA DEPRESSIONE INSONNIALo smegma è un prodotto di secrezione dei genitali non solo maschili, ma anche femminili, cui si associano cellule epiteliali esfoliate provenienti dalle mucose, sebo, sporcizia, e materiali umidi, in genere di provenienza urinaria.

Dove si trova lo smegma nella donna?

Nella donna lo smegma si può ritrovare specie nelle pieghe del clitoride e nel solco tra le grandi labbra e le piccole labbra, soprattutto nei soggetti che tendono ad una scarsa igiene dei genitali.

Quali sono le conseguenze dell’accumulo di smegma?

La conseguenza principale della presenza cronica di smegma nella donna è una vulvite da inclusione di smegma, caratterizzata da:

  • bruciore;
  • cattivi odori;
  • infezione che può essere trasmessa al partner;
  • arrossamento;
  • sensazione di fastidioso prurito;
  • edema vulvare.

Smegma femminile: quali le soluzioni?

La terapia consiste nella rimozione delicata dello smegma e nell’impiego di soluzioni antisettiche per uso esterno. Può essere utile inoltre indossare biancheria di cotone (e non in fibra sintetica), ed usare una polvere a base di fecola di mais al posto del talco nell’are interessata. Usate un piuminio come quelli per la cipria e fate in modo di coprire con uno spesso strato le pieghe che si formano tra le gambe e la zona pelvica. È facile prevenire la formazione dello smegma risciaquando spesso con attenzione la zona del clitoride e delle piccole e grandi labbra, con dell’acqua tiepida ed un sapone delicato. Secondo alcuni, andrebbe evitato l’utilizzo del sapone in quanto potrebbe alterare il ph della pelle, causando così dermatiti aspecifiche. È importante prestare attenzione al fatto che – qualche volta – i deodoranti per la vostra intimità possono essere sconvenienti, in quanto tendono a modificare l’equilibrio batterico interno alla vagina. Questo può avere conseguenze nel pH interno. Gli odori sgradevoli possono essere indicatori di problemi medici potenzialmente importanti, ed i deodoranti spray od i lavaggi possono nascondere questa condizione.

Quale prodotto usare per prevenire lo smegma femminile?

Il miglior prodotto per la pulizia dei genitali femminili e la prevenzione di cattivi odori, prurito, smegma femminile ed infiammazioni, selezionato, usato e raccomandato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui: http://amzn.to/2C1hhAZ
E’ un detergente a base di estratti naturali di Timo e Salvia, utile in tutte le situazioni in cui è necessario associare all’azione detergente, un’attività antibatterica naturale (utile in caso di ciclo mestruale, post partum, in viaggio, in palestra) inoltre possiede un pH 3,5, perfetto per la pulizia dei genitali femminili.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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