Perché col freddo la pressione arteriosa è più alta che col caldo?

MEDICINA ONLINE PRESSIONE ARTERIOSA VENOSA SANGUIGNA CENTRALE PERIFERICA CUORE SANGUE BRACCIO VENE ARTERIE VASI PETTO DESTRO SINISTRO COME QUANDO SFIGMOMANOMETROLa stagionalità è una delle variabili ambientali che maggiormente influenza la pressione arteriosa con importanti ricadute cliniche per il paziente iperteso in trattamento farmacologico che dovrebbe adattare la terapia dal periodo estivo (più caldo) a quelli freddi. Durante i mesi freddi i valori pressori tendono ad essere più elevati che nei mesi caldi: per quali motivi?

L’aumento della pressione arteriosa, oltre dalla gittata cardiaca, dipende soprattutto da due cause legate al freddo:

  1. aumento delle resistenze vascolari periferiche (vasocostrizione);
  2. aumento del volume di sangue circolante (ipervolemia).

Ebbene il freddo determina vasocostrizione, oltre a minore perdita di liquidi con la sudorazione con conseguente alta volemia; ciò determina un aumento della pressione nei mesi freddi.

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Angio RM: a che serve? E’ pericolosa o dolorosa?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ANGIO RM SERVE DOLOROSA PERICOLOSA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgL’angio Risonanza Magnetica (chiamata anche angio RMangio-RM) è una metodica non invasiva che appartiene al campo della diagnostica per immagini.

A che cosa serve l’angio RM?
L’angio-RM consente di studiare i vasi sanguigni, soprattutto quelli arteriosi e meno frequentemente quelli venosi, in un dato distretto corporeo. Può essere utile per identificare e definire un’alterazione vascolare dovuta a stenosi, occlusione, aneurisma o a malformazione.
L’angio-RM può essere effettuata con o senza mezzo di contrasto. Nel primo caso si esegue un’iniezione endovenosa di piccole quantità di MDC cioè “mezzo di contrasto” paramagnetico (tecnica a bolo di contrasto). Nel secondo caso non si esegue la somministrazione del MDC.

Come ci si prepara all’esame?
Non occorrono norme di preparazione specifiche, salvo diversa indicazione del medico.

Quali sono le controindicazioni all’angio RM?
L’angio-risonanza magnetica è innocua, ma in alcuni pazienti è controindicata in pazienti:

  • portatori di pacemaker e stimolatori cardiaci clip o protesi vascolari, valvolari o metalliche;
  • in caso di allergia nota al mezzo di contrasto se esso deve essere usato nell’esame;
  • nei primi due mesi di gravidanza.

L’angio RM è pericolosa o dolorosa?
L’angio-RM è una metodica non invasiva e indolore.

Come si svolge l’angio RM?
Si esegue come un esame di risonanza magnetica: il paziente è sdraiato supino su un lettino che è parte integrante del macchinario. A seconda della parte del corpo da analizzare, il lettino si sposterà verso il campo magnetico; se necessario verrà prima iniettato un mezzo di contrasto. L’esame può durare dai 20 a 45 minuti.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Differenza tra ecocardiografia ed elettrocardiogramma

MEDICINA ONLINE DOPPLER ECO COLOR ECOGRAFIA VASI CUORE ATRIO VENTRICOLO VALVOLE PROLASSO INSUFFICIENZA STENOSI SANGUE FLUSSO FLUSSOMETRIA DIREZIONE CALIBRO MISURA DIAGNOSI CARDIOLOGIA FLL’ecocardiografia è una metodica diagnostica che utilizza alcuni tipi di onde sonore, chiamate ultrasuoni, per la formazione di immagini delle strutture del cuore.
L’insieme di queste immagini che viene fuori utilizzando questa tecnica è appunto l’ecocardiogramma.
L’esame ecocardiografico permette al cardiologo di studiare l’anatomia ma anche la funzione di tutte le parti del cuore, cioè muscolo, camere cardiache, valvole, pareti,di cui consente di misurare anche gli spessori. Esso viene sempre abbinato ad uno studio doppler (ecocolordoppler cardiaco) che permette di studiare il flusso del sangue all’interno del cuore ed eventuali riflussi da insufficienza valvolare, stenosi o prolassi.

Come si svolge l’esame?
Il medico passa una sonda cosparsa di gel sul petto del paziente e visiona le immagini del cuore sullo schermo dell’apparecchio.

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L’elettrocardiogramma è un esame diagnostico che consente la riproduzione grafica, su monitor o su carta, dell’attività elettrica del cuore durante il suo funzionamento, registrata dalla superficie del corpo. Mediante il monitoraggio dell’attività di pompaggio del sangue che il cuore esegue mediante contrazioni e rilasciamenti è possibile individuare l’eventuale presenza di una malattia cardiaca o di un disturbo del ritmo (aritmia).
Questo esame può essere eseguito a riposo, mentre il paziente è supino sul lettino, o sotto sforzo, mentre il paziente cammina su un tapis roulant o pedala su una cyclette.
L’elettrocardiogramma a riposo permette di misurare il ritmo del cuore e l’eventuale aumento della dimensione delle camere cardiache, può essere utile per individuare eventuali aritmie.
L’elettrocardiogramma sotto sforzo invece può essere di aiuto per la diagnosi di patologie cardiache latenti.

Come si svolge l’esame?
Il paziente viene invitato a scoprire il petto togliendo gli indumenti. Al paziente vengono applicati sulla pelle alcuni elettrodi, collegati attraverso fili elettrici a un apparecchio chiamato elettrocardiografo. Gli elettrodi e i fili captano e trasmettono l’attività elettrica del cuore all’elettrocardiografo che la elabora e la stampa su carta sotto forma di un tracciato grafico (elettrocardiogramma). Per approfondire: Elettrocardiogramma (ECG) a riposo e sotto sforzo: cos’è ed a che serve?

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Resident Evil (2002): trama e recensione del film

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma RESIDENT EVILTRAMA RECENSIONE FILM Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgResident Evil, un film di Paul W.S.Anderson. Con Milla Jovovich, Michelle Rodriguez, Eric Mabius, James Purefoy, Martin Crewes. Fantascienza, durata 100 min. – Gran Bretagna, Germania, Francia 2002.

Trama senza spoiler
Qualcosa di tremendo si nasconde all’interno dell’Alveare, vasto e supertecnologico laboratorio sotterraneo gestito dalla multinazionale “Umbrella Corporation”. Qualcuno ha introdotto al suo interno un virus micidiale che ha indotto la Regina Rossa – supercomputer che controlla l’intera struttura – a sigillare l’intera area, intrappolando fatalmente al suo interno tecnici e ricercatori. Una squadra di militari viene inviata sul posto a ricostruire l’accaduto: scoprirà presto cosa sia successo e quale tremenda sorte sia toccata a tutto il personale dell’Alveare.

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Trama e recensione CON SPOILER
XXI secolo, Racoon City è uno dei tanti centri urbani tranquilli d’America, con bella gente e paesaggi carini, la città ideale per impiantare il nucleo di una delle più grandi multinazionali del mondo, l’Umbrella Corporation. Si tratta di una mastodontica potenza commerciale degli Stati Uniti, nove case su dieci utilizzano i suoi prodotti, la sua influenza politica e finanziaria si fa sentire ovunque. Ufficialmente l’Umbrella è il maggior fornitore di tecnologia per computer e di prodotti medici e sanitari, ma – all’insaputa dei suoi stessi impiegati – i suoi profitti più consistenti derivano da tecnologia militare, sperimentazione genetica e armi batteriologiche.
L’Alveare, il loro laboratorio top secret, è situato ad una notevole profondità sotto le strade di Racoon City ed ospita più di 500 dipendenti che studiano, lavorano e vivono sotto terra. Qui è stato dato alla luce il “Virus T”, un potente micro organismo in grado di rigenerare le cellule morte. A protezione di tutto questo c’è “la Regina Rossa”, il top dell’intelligenza artificiale, un computer che controlla tutto e tutti.
Quando una delle provette del virus viene rotta, dando il via alla sua diffusione per tutto l’Alveare, l’intervento della Regina Rossa è immediato: la versione “bambina” di HAL 9000 sigilla tutto il laboratorio e, senza farsi troppi scrupoli, stermina con il gas ed altre trappole qualsiasi essere vivente potenzialmente contaminato dal Virus T (cioè tutti i presenti nell’Alveare), questo perché la sua priorità è di evitare che il virus arrivi in superficie.
L’Umbrella decide di intervenire, mandando sul luogo del disastro un Team di soldati specializzati che però, a loro spese, saranno i primi testimoni dell’efficacia del Virus T: gli ex dipendenti dell’Umbrella, uccisi dal gas della Regina Rossa, resusciteranno diventando dei veri e propri zombie, molto difficili da uccidere. Nel corso del film, dove non mancano colpi di scena, si scoprirà chi e perché ha diffuso il Virus T. Questa è in sostanza la trama del film basato sull’omonimo e famosissimo videogame della Capcom e possiamo proprio considerarlo un tributo a tutti gli appassionati della versione videoludica.

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Differenze con il videogioco
Il film, affidato a Paul W.S. Anderson, già autore di pellicole come “Mortal Kombat” e “Alien vs Predator”, si discosta parecchio dalla storia e dai personaggi del primo capitolo del videogioco, ma riprende alcuni caratteri del secondo capitolo, come il famoso essere senza pelle e i “dolcissimi” dobermann con la carne a brandelli che tanto hanno tormentato i miei incubi da adolescente.
Potremmo quasi considerare questo “Resident Evil” cinematografico come una sorta di prequel della versione ludica. I personaggi, come già accennato, sono tutti diversi rispetto al videogame, introducendo così il fattore imprevedibilità da parte del regista. Buona la scelta della protagonista, la bellissima Milla Jovovich nella parte di Alice, accompagnata da un bravissimo Eric Mabius (Matt). Il film si svolge interamente sotto terra e non ci sono i famosi enigmi da decifrare come nel gioco. Questa mancanza è comunque compensata da dosi massicce di azione: il ritmo è incalzante sin dalla prima scena, aiutato anche da una colonna sonora grandiosa, che vede in prima linea Marilyn Manson.

Il ritorno degli zombie
Il merito del regista sta nel aver dato nuova linfa vitale al tema degli zombie che, abbandonati i buffi e statici movimenti che li hanno caratterizzati dagli anni ’70 a oggi, in “Resident Evil” si muovono come se seguissero una coreografia (da notare lo zombie con il camice e l’ascia in mano) e si rivelano molto reattivi al momento dell’attacco. La pellicola è conosciuta anche con altri titoli: Resident Evil 1, Resident Evil: Ground Zero, e Resident Evil: Genesis. Il film ha cinque seguiti: Resident Evil: Apocalypse, uscito il 10 settembre 2004, Resident Evil: Extinction, uscito il 12 ottobre 2007, Resident Evil: Afterlife, uscito nelle sale italiane il 10 settembre 2010 e Resident Evil: Retribution, uscito il 28 settembre 2012. Il sesto e ultimo capitolo è Resident Evil: The Final Chapter, uscito nel 2017.
I difetti di questa pellicola sono pochi, forse il regista in alcuni momenti avrebbe potuto impegnarsi di più e avere meno fretta nel girare alcune scene, mentre ogni tanto affiora un piccolo errore dovuto alla fase di montaggio.
Si tratta insomma di un action-horror a tutti gli effetti: la tensione c’è, la paura pure. Lo spettatore normale non rimarrà tranquillo, perché almeno una volta sobbalzerà dalla poltrona, lo spettatore che conosce il gioco rimarrà forse deluso da alcuni lati del film, ma non potrà non riallacciarsi al videogame, finendo per credere di avere in mano il Joypad anziché i pop-corn. Il film, pur arricchito da un paio di colpi di scena interessanti, ha un canovaccio collaudato, già visto in molti film del genere, come ad esempio Aliens – Scontro finale del 1986 diretto da James Cameron: una squadra di militari armati fino ai denti, con a seguito una superdonna come protagonista, che giunge in un posto “infetto” per risolvere i problemi (c’è anche la donna “maschiaccio” latina armata fino ai denti in entrambi i film!).
Questo primo capitolo della saga cinematografica di Resident evil ha incassato in tutto il mondo 102,400,000 dollari riscuotendo un grande successo al botteghino. Un film che piacerà ovviamente soprattutto agli appassionati di fantascienza, azione ed horror, con qualche scena splatter memorabile, come quella del laser che fa letteralmente a pezzi parte del gruppo di militari nel corridoio che porta alla stanza del supercomputer.

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Ecocolordoppler: cos’è, a che serve e come funziona?

MEDICINA ONLINE DOPPLER ECO COLOR ECOGRAFIA VASI CUORE ATRIO VENTRICOLO VALVOLE PROLASSO INSUFFICIENZA STENOSI SANGUE FLUSSO FLUSSOMETRIA DIREZIONE CALIBRO MISURA DIAGNOSI CARDIOLOGIA FLL’ecocolordoppler è una delle tecniche diagnostiche più utilizzate in ambito angiologico e cardiologico. Consiste in un’ecografia che permette di visualizzare il flusso di sangue, all’interno dei vasi e degli organi interni, mediante una ricostruzione computerizzata. L’esame è indolore e non invasivo dato che si svolge come una normale ecografia: semplicemente sull’area da esaminare viene posizionato del gel per ecografie che facilita il lavoro della sonda ecografica, la quale viene fatta passare sull’area da esaminare. L’immagine risultante viene visualizzata sul monitor del macchinario ed il medico ecografista osservando il monitor elabora la diagnosi. Come avete notato, una ecografia con ecocolordoppler è nella pratica identica ad una ecografia tradizionale, con la differenza che sul monitor il medico osserva la direzione del flusso di sangue all’interno di un vaso o del cuore, grazie alla sua colorazione rossa e blu:

  • il rosso indica che il flusso sanguigno è diretto verso la sonda (in avvicinamento);
  • il blu al contrario indica che il flusso sanguigno si allontana dalla sonda.

Sembrerebbe una informazione di poco conto, invece sapere se un dato flusso ha una direzione o un’altra è molto importante per il medico, soprattutto nell’ambito della flebologia, dell’angiologia, della chirurgia vascolare e nella cardiologia. Ad esempio, osservando il flusso sanguigno nel passaggio tra l’atrio sinistro ed il ventricolo sinistro del cuore, grazie al colore il medico può individuare un anomalo reflusso di sangue dal ventricolo all’atrio, segno dell’insufficienza della valvola mitralica: in parole semplici, la valvola non si chiude bene ed il sangue “torna indietro”, quindi sul monitor cambia colore da rosso a blu.

Quale zone del corpo si indagano?

Con una ecografia che sfrutta la tecnica Doppler si possono esaminare vari distretti del corpo. Quelli più studiati con questa tecnica in genere sono:

  • tronchi sovraortici;
  • flusso arterioso degli arti superiori e inferiori;
  • flusso venoso degli arti inferiori;
  • cuore e flusso sanguigno all’interno del cuore ed in uscita dal cuore;
  • vasi addominali;
  • circolazione cererbrale;
  • area scrotale e perineale.

Quali patologie si indagano?

L’ecografia con Doppler permette di diagnosticare varie patologie, tra cui:

  • insufficienza venosa;
  • aneurismi (dilatazione permanente di una arteria);
  • stenosi (restringimento) delle arterie;
  • trombosi venose superficiali e profonde;
  • varicocele;
  • microembolia cerebrale;
  • patologie delle valvole cardiache (in particolare insufficienze valvolari e prolassi).

Quali sintomi e segni suggeriscono l’uso di ecocolordoppler?

I sintomi e segni che dovrebbero suggerire al medico la necessità di eseguire una indagine mediante ecocolordoppler, sono:

  • caviglie gonfie;
  • crampi ai polpacci;
  • edema dell’arto coinvolto;
  • flebite;
  • formicolii alle gambe;
  • iperpigmentazione della pelle;
  • ispessimento della pelle;
  • pesantezza alle gambe;
  • prurito;
  • ulcere cutanee;
  • vene varicose;
  • presenza di “gomitolo di vasi sanguigni” nello scroto;
  • qualsiasi sintomo e segno che possa indicare la presenza di microemboli nella circolazione cererbrale;
  • qualsiasi sintomo e segno che possa indicare una patologia che riguardi il cuore, le sue valvole ed il suo flusso sanguigno.

Per approfondire:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Differenza tra pesi ed elastici: vantaggi e svantaggi delle due tecniche

MEDICINA ONLINE PALESTRA PESI ELASTICI BANDE MUSCOLI MASSA PROTEINE AMMINOACIDI BCAA RAMIFICATI ESSENZIALI WHEY LATTE SIERO CASEINE CREATINA WORKOUT ALLENAMENTO BICIPITI SPALLE GAMBE ESERCIZI DONNA GLUTEI SQUAT.jpgPer chi vuole aumentare la propria massa muscolare o rimanere in forma facendo lavorare i muscoli, esistono principalmente due tipi di esercizio: quelli a corpo libero e quelli con strumenti. I due strumenti più popolari per aumentare la massa muscolare, sono i pesi liberi e le bande elastiche di resistenza. Entrambi hanno vantaggi e svantaggi: vediamo oggi quali.

Pesi liberi

Chiunque abbia frequentato una palestra, almeno una volta avrà tenuto in mano un manubrio o un bilancere. Ma quali sono i vantaggi di utilizzare i pesi liberi rispetto ad usare le bandeelastiche di resistenza?

1 Una volta acquistati sono per sempre. I pesi liberi sono un investimento di una sola volta, una volta acquistati non li devi comprare più perché qualsiasi peso libero di una marca decente, può durare decenni. Gli elastici invece hanno una durata limitata nel tempo e – usandoli – tendono a perdere resistenza.

2 Quantità definita di resistenza. A differenza delle bande elastiche di resistenza, i pesi liberi hanno lo stesso peso nel corso di ogni esercizio, quindi vi forniranno una quantità costante di resistenza. Questo rende più facile misurare i propri progressi e di conseguenza strutturare l’allenamento.

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3 Tempo per abituarsi. Sollevare e spingere sono attività naturali e ti puoi sentire bene con la maggior parte degli esercizi classici. Gli elastici tuttavia forniscono una diversa gamma di resistenza in tutta la fase di sollevamento quindi spingere, tirare ed altri movimenti che si fanno con le bande, potrebbe portarti ad una sensazione di confusione proprio all’inizio. In altre parole, potresti aver bisogno di qualche tempo per adattarti alle bande.

4. Caldo e freddo. I pesi pesano sempre uguale d’estate e d’inverno; le bande, al contrario, offrono resistenza diversa in base al clima. Una temperatura elevata, ad esempio, tende a diminuire la resistenza dell’elastico.

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5. Stimolazione minore. Secondo alcuni gli elastici non stimolerebbero i muscoli come fanno i pesi. Infatti molti istruttori competenti consigliano l’uso degli elastici solo come esercizi secondari (esercizi di assistenza):questo perché gli esercizi principali solitamente sono basati sulla resistenza del peso corporeo che stimolano i muscoli abbastanza per continuare più tardi con gli elastici. Solo con i pesi liberi invece non avrete bisogno di stimolare ulteriormente i vostri muscoli, potrete costruire il vostro corpo solo con essi.

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Bande elastiche di resistenza

Ed ora invece, ci chiediamo: quali sono i vantaggi di utilizzare gli elastici rispetto i pesi liberi?

1. Niente “acrobazie”. Un esercizio con i pesi è possibile perché i poesi… pesano. E pesano perché c’è gravità. Questo significa che è possibile solo sollevarli e ciò è una limitazione non da poco. Per ovviare a ciò, per allenare tutti i muscoli, si dovrà cambiare la posizione del corpo rispetto alla gravità ed il che porta ad assumere posizioni in certi casi complesse e perfino pericolose per i meno esperti. Ciò non avviene con le bande, che determinano resistenza al di là del punto in cui viene esercitata la gravità.

2. La resistenza è variabile. La natura elastica delle bande rende la resistenza progressiva e costante. In altre parole, più si allunga l’elastico maggiore sarà la resistenza. Così la forza cambia durante tutto l’arco del movimento e ed in maniera isometrica; ciò porterà più stress sui muscoli dal momento che dovrà affrontare e controllare la resistenza fluttuante.

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3. Legateli ovunque. Potete fornire voi stessi la resistenza indipendentemente dal punto di attacco dei vostri elastici. Ciò significa che è possibile legarli sotto, davanti, dietro o sopra di voi, ad oggetti ma anche a voi stessi. Per non parlare di tutti gli angoli che potete creare per allenare un determinato muscolo in isolamento.

4. Vi potete allenare in viaggio. A differenza dei pesi liberi potrete portare i vostri elastici ovunque, anche in vacanza. Con pochi kg di elastici, avrete sempre con voi centinaia di kg di resistenza.

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5. Nessun problema di rigidità o di flessibilità. I pesi a lungo andare vi possono rendere rigidi e vi faranno perdere la flessibilità; gli elastici non danno questo tipo di problemi ed anzi, se usati bene, tendono ad aumentare la vostra flessibilità.

6. Riduzione del rischio di infortuni. Un peso da 20 kg, se vi finisce sul piede, ve lo frantuma. Un elastico che offre 20 kg di resistenza, no.

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7. Non c’è bisogno di un assistente. Quando sollevate carichi pesanti tramite bilancere, avrete probailmente bisogno di uno che vi assista. Se vi allenate da soli come fate? Con gli elastici, a parità di peso/resistenza, non c’è bisogno di supporto.

5. Sono più economici. È vero che i pesi – una volta acquistati – durano decenni mentre gli elastici no, tuttavia quest’ultimi sono decisamente molto più economici di bilanceri e manubri.

Conclusioni

Quindi meglio pesi od elastici? Come abbiamo visto, entrambi hanno vantaggi e svantaggi quindi, non esiste un “vincitore” e la risposta migliore che posso darvi è… prendeteli entrambi!

Continua la lettura con: Differenza tra pesi, kettlebell e bilanciere: punti deboli e di forza

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Puntura d’ape, gonfiore: cosa fare, quanto dura, bisogna preoccuparsi?

MEDICINA ONLINE APE BEE WASP VESPA MOSCA ZANZARA MOSQUITO INSETTO PUNTURA SHOCK ANAFILATTICO ADRENALINA MORTE MORIRE DIE VITA LIFE DOLORE PELLE CUTE ADRENALINA FIORE POLLINEIl gonfiore provocato dalla puntura d’ape quanto dura, bisogna preoccuparsi dopo ventiquattro ore, e cosa fare affinché passi in fretta? Sono tutte domande che si pone una persona dopo aver avuto la sfortuna di essere attaccata da un’ape. È importante essere informati perché con l’apitossina – il veleno dell’ape – non si scherza: se alcuni individui avvertono semplicemente dolore localizzatobruciore e prurito, altri potrebbero essere colpiti da malessere generale o shock anafilattico. I test allergici, quindi, sono di fondamentale importanza e dovrebbero essere fatti da tutti, inoltre, se abitate in zone dove abbondano gli insetti, usare delle piante-repellenti sul balcone, in giardino e in piscina, vi farà correre sicuramente molti meno rischi, a tal proposito leggete anche: Come allontanare api, vespe e zanzare da balcone, giardino e piscina

Gonfiore e dolore

Uno dei primi sintomi che provoca l’apitossina è il gonfiore, anticipato da dolore acuto, bruciore e rossore; potrete notare, nella parte dove il pungiglione ha perforato la pelle, una zona di colore bianco, che si gonfierà nel giro di pochi minuti: un problema, questo, che potrete arginare efficientemente estraendo subitamente l’aculeo. Esistono zone del corpo in cui si avverte maggiormente il dolore dovuto alla puntura di ape, come la testa, dove è difficile individuare il pungiglione da estrarre a causa della lunghezza dei capelli; anche la zona attorno all’occhio è molto sensibile e può provocare problemi momentanei alla vista; è raro, ma può accadere, che l’ape punga sulla lingua o sulla faringe: non ci sono rimedi efficaci, in episodi sfortunati come questi, e bisogna recarsi rapidamente in ospedale, prima che il gonfiore renda impossibile il passaggio dell’aria ai polmoni.

Quanto dura il gonfiore?

Nella maggior parte dei casi, il gonfiore sparisce gradatamente in un arco temporale variabile, generalmente dopo quattro/cinque ore, tuttavia in alcuni casi potrebbe durare per 24 ore: nulla di preoccupante, perché ciò dipende sempre dalla velocità di reazione del vostro organismo – della sua capacità, cioè, di eliminare le tossine del veleno d’ape – e anche dalla prontezza che dimostrerete nel curare il gonfiore dovuto alla puntura con rimedi naturale.

Allergia e shock anafilattico

Ci sono delle persone che possono avere delle reazioni esagerate nei confronti dell’apitossina: queste noteranno un rossore intenso, un gonfiore che tende a diventare sempre più evidente, prurito a cui è difficile resistere. Questo, ovviamente, non significa essere in pericolo di vita, ma comunque è consigliabile rivolgersi al medico di fiducia, che saprà risolvere tutti i problemi causati dalla puntura d’ape nel giro di una settimana. Dovete sapere per tempo se siete allergici al veleno dell’ape: quando un allergico viene punto, prova immediatamente una sensazione di soffocamento e va incontro a uno shock anafilattico; in quel caso, deve avere a portata di mano medicine adatte prescritte dal proprio medico. Si può avere uno schock anafilattico anche quando si subiscono cinquanta o più punture di api, quando cioè la quantità di veleno nel corpo è più copiosa. Devono fare particolarmente attenzione i bambini, che non riescono a debellare facilmente l’apitossina: evitate che giochino in ambienti dove ci sono un gran numero di api e premuratevi che facciano un test allergico completo. Per approfondire, leggete anche: Morire per una puntura di vespa: capire cos’è uno shock anafilattico può salvarti la vita

Quando attacca un’ape?

Un’ape attacca solo quando si sente in pericolo (tranne in rari casi o per colpa di movimenti bruschi) perché muore dopo aver punto, quindi, il segreto per non essere punti è quello di stare a debita distanza da loro ed evitare movimenti repentini in loro presenza.

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Cosa fare per il gonfiore? I rimedi contro la puntura d’ape

Ci sono diversi rimedi casalinghi per il gonfiore dovuto alla puntura d’ape, che dovete utilizzare seguendo l’ordine con cui ve ne parlerò:

  • non allarmatevi ed estraete dalla pelle il pungiglione attraverso una carta smussata (tipo la carta di credito);
  • usate acqua ossigenata per disinfettare;
  • per limitare al minimo il gonfiore, dovete stringere del ghiaccio avvolto da un panno sulla zona colpita per dieci minuti;
  • una crema di aloe vera al 100% o l’unguento di calendula vi torneranno utili per rossore e prurito, inoltre sono efficaci anche per far sì che la pelle si rigeneri più in fretta;
  • arrivati a questo punto, non dovete assolutamente grattare la parte di pelle gonfia: rischierete di peggiorare la situazione, soprattutto se avete le mani sporche;
  • se dopo sei ore dalla puntura dell’ape avvertite ancora dolore o prurito, usate la polpa di banana fatta in casa o del prezzemolo, oppure potete riapplicare prima il ghiaccio e poi la crema di aloe vera o l’unguento di calendula.

Una crema di aloe vera estremamente efficace, consigliata dal nostro Staff di esperti, è questa: https://amzn.to/2KEg4Xz

Se i sintomi sono gravi e non tendono a diminuire, non perdete ulteriore tempo e recatevi al più vicino Pronto Soccorso.

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Le fragole fanno ingrassare o dimagrire? Quante calorie hanno?

MEDICINA ONLINE BERE GELATO FRAGOLE DIABETE BEVANDA CALORIE SODIO GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE DISTILLATA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA MARE GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOLLe fragole hanno davvero tantissimi ammiratori: dolci, buone e potenzialmente salutari, sono in pochissimi coloro i quali riescono a resistere a questa bontà tipicamente primaverile ed estiva. Ma si possono consumare anche durante la dieta? Sono cibi “dimagranti” oppure fanno ingrassare?

Calorie nella norma
La prima buona notizia è sul fronte delle calorie. Nelle fragole infatti ci sono circa 35 calorie per 100 grammi di prodotto, ammesso di consumarle assolute e senza l’aggiunta di zucchero. Si tratta di un monte calorico relativamente basso, anche per chi voglia paragonarle agli altri tipi di frutta. Quindi, almeno per quanto riguarda il problema delle calorie, questo è assolutamente inesistente. Inoltre, le fragole sono formate dal 90% di acqua, quasi quanto l’anguria.

Nutrienti e vitamine
In aggiunta al loro incredibilmente basso monte calorico, le fragole devono essere aggiunte alla nostra dieta anche per altri tipi di considerazioni. Sono infatti ricchissime di vitamine e di antiossidanti, sostanze che aiutano a combattere l’invecchiamento e dunque a farci rimanere giovani e in forma. Si tratta di un grandissimo vantaggio per chi consuma questo tipo specifico di alimenti, un vantaggio che finisce per ripercuotersi su tutti coloro i quali consumano di frequente questo specifico tipo di alimenti, al quale appartengono anche le fragole.

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No all’aggiunta di zucchero
Ovviamente un cibo salutare può essere comunque decisamente compromesso, soprattutto per chi segue una dieta ferrea, dal ricorso allo zucchero o al miele. Si tratta di aggiunte non solo molto caloriche, ma anche particolarmente inutili, che rendono un cibo salutare da evitare a tutti i costi. Le fragole sono buonissime al naturale e non c’è nessun bisogno di andare a rovinarle con il pericolosissimo (per chi è a dieta e per chi non lo è) zucchero.

No, le fragole non fanno ingrassare
Le fragole, dunque, a patto che si consumino al naturale, non fanno assolutamente ingrassare e possono essere inserite in ogni tipo di dieta, sia a colazione con i cereali, sia come spuntino light eppure delizioso e in grado di farci passare anche la voglia di dolce. Quando sono in stagione le fragole dovrebbero essere considerate un alimento must per chi è a dieta, senza nessuna paura di mettere su chili. Le fragole, per concludere, sono grandi amiche di chi voglia vivere in salute.

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Lo staff di Medicina OnLine

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