Differenza tra enzimi e catalizzatori

Work of scientists in the chemical laboratory.Con il termine “enzima” (in inglese “enzyme“) in campo medico si identifica un catalizzatore dei processi biologici (biocatalizzatore). Quasi tutti gli enzimi sono proteine, solo una minoranza sono “ribozimi”, cioè enzimi a RNA. Essendo un catalizzatore, un enzima ha funzione di aumentare la velocità di una reazione chimica diretta e inversa (dal composto A al composto B e viceversa), senza intervenire sui processi che ne regolano la spontaneità. In altre parole, gli enzimi agiscono dal punto di vista cinetico senza modificare la termodinamica del processo. Un enzima facilita una reazione attraverso l’interazione tra il substrato (la molecola o le molecole che partecipano alla reazione) ed il proprio sito attivo (la parte di enzima in cui avvengono le reazioni), formando un complesso. Dopo che la reazione è avvenuta, il prodotto viene allontanato dall’enzima, che rimane disponibile per iniziarne una nuova (l’enzima non viene infatti consumato durante la reazione).

Un catalizzatore (in inglese “catalyser“) è una sostanza chimica che interviene durante lo svolgimento di una reazione chimica che, modificando il complesso attivato della reazione, permette un abbassamento dell’energia di attivazione, aumentando quindi la velocità, rimanendo comunque inalterato al termine della stessa (a differenza dei reagenti, che si consumano al procedere della reazione). L’uso di catalizzatori fa sì che processi che avverrebbero molto lentamente (ad esempio anni) si compiano e si concludano in tempi relativamente brevi (ad esempio secondi, minuti, o ore); è necessario tuttavia ricordare l’esistenza anche di catalizzatori “negativi”, che invece rallentano la reazione chimica. Esistono moltissimi tipi di catalizzatori, ad esempio quelli usati a livello industriale (ferro, platino, argento, rutenio, rodio, ossido di alluminio, silice, ossido di magnesio…). I catalizzatori presenti nel nostro corpo sono chiamati biocatalizzatori e sono appunto gli enzimi.

Quindi tutti gli enzimi sono catalizzatori (più precisamente un tipo particolare di catalizzatori chiamati biocatalizzatori), mentre non tutti i catalizzatori sono proteine.

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Il diabetico può mangiare il melone? Quante calorie ha?

MEDICINA ONLINE BERE GELATO MELONE FRUTTA DIABETE BEVANDA CALORIE SODIO GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO PASTO LONTANO DAI PASTIIl melone contiene soltanto 34 calorie per 100 grammi, circa 8 grammi di carboidrati e 0,9 grammi di fibra alimentare. Inoltre contiene molta acqua, fibre, e sali minerali, come vitamina C, vitamina B, potassio, fosforo, magnesio e calcio. Il melone può essere assunto dal diabetico, in dosi moderate e possibilmente lontano dai pasti principali.

Importante: in caso di dubbio, il paziente diabetico può – sotto controllo medico – monitorare la propria risposta glicemica all’assunzione di certi alimenti, annotando i valori su un taccuino e raffrontando le relative glicemie.

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Cos’è il cucchiaio nel calcio? Chi lo ha inventato per primo?

MEDICINA ONLINE CALCIO ITALIA INGHILTERRA SEMIFINALE EUROPEO 2012 ANDREA PIRLO CUCCHIAIO TIRO FOTO IMMAGINE CAMPIONE VINTO PERSO CAMPO,RIGORE,PORTA NOME PORTIERE PALLA PALLONE CUOIO.jpgLa parola “cucchiaio”, solitamente legata alla cucina, ha fatto il suo ingresso nel mondo del calcio a partire dal 2000. In particolare, è la semifinale tra Italia e Olanda durante gli Europei 2000 a venir segnata come data storica, vale a dire come data di nascita di questa tecnica.

Il cucchiaio nel calcio è infatti un modo per calciare la palla in direzione della rete avversaria e può esser fatto di corsa oppure da fermi battendo un rigore. Quest’ultimo è il caso più ricorrente, nonché quello effettuato da Francesco Tottiquando nel 2000 si è trovato davanti al portiere olandese Edwin Van der Saar. Il pallone si è sollevato in aria e poi ha come seguito la traiettoria di una parabola rovesciata, finendo in rete sotto gli sguardi attoniti di tutti.

Non si tratta di un pallonetto facile da realizzare e prima di allora non se ne era sentito parlare, ma un rigore simile a quello di Totti, che è ben presto divenuto il padre del cucchiaio, era stato battuto nel 1976 da Antonin Panenka durante la finale degli Europei tra Germania Ovest e Ceccoslovacchia. Il calciatore colpì la palla da sotto, in maniera così decisa che questa si alzò e scavalcò il portiere.

Effettuato in movimento o durante un rigore, il segreto del cucchiaio sta nell’arrivare bene sopra il pallone e calciarlo con il collo del piede; la sua buona riuscita dipende poi da quanto il calciatore riesce a fingere un tiro normale davanti al portiere o quanto riesce a giocargli l’effetto sorpresa. Se per esempio il portiere si aspetta un cucchiaio e non si lancia a terra, è difficile che quel tiro diventi un gol perché la palla avrà molte probabilità di essere parata.

Oggigiorno la tecnica del cucchiaio è molto famosa, tuttavia si cimentano in pochi perché è un colpo che richiede elevate capacità tecniche ed un discreto coraggio. Un campione che relativamente di recente ha fatto un cucchiaio impeccabile è Andrea Pirlo durante la partita Italia – Inghilterra, quarti di finale degli Europei 2012. Il suo rigore, immortalato dalla foto che vedete in alto, è stato perfetto, quindi il suo cucchiaio sarà tra quelli che passeranno alla storia.

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I 5 sintomi poco conosciuti del diabete

MEDICINA ONLINE PELLE COLLO MACCHIE ROSSO PRURITO GRATTARE GLICEMIA DIABETE ANALISI INSULINA ZUCCHERO CARBOIDRATI CIBO MANGIARE DIETA MELLITO TIPO 1 2 CURA TERAPIA FARMACI STUDIO NUOVE TENOLOGIE TERAPIE CEROTTO.jpgIl diabete è una malattia che si manifesta quando i livelli di glucosio nel sangue sono troppo alti, il che, in alcuni casi, danneggia gli occhi, i reni e i nervi. Non tutti coloro ai quali viene diagnosticato il diabete manifestano i sintomi più comuni, come sete, intorpidimento a mani o piedi, perdita di peso inspiegabile e costante necessità di andare in bagno. Ecco quindi spiegati i sintomi meno conosciuti del diabete. Se ne individuate uno o vari, dovete fare molta attenzione e farvi subito controllare da un medico.

Uno dei sintomi meno conosciuti del diabete si manifesta quando il glucosio nel sangue raggiunge livelli troppo elevati e, quindi, la pelle diventa secca e, a volte, si avverte un fastidioso prurito. È possibile sentire prurito a mani, braccia, gambe e piedi. Per questo motivo, se notate che la vostra pelle è irritata o che avete prurito, dovete capire se potrebbe essere un problema scatenato dal clima oppure no. Se così non fosse, vi consigliamo di fare un analisi dei livelli di glucosio nel sangue. Il diabete colpisce la circolazione sanguigna e gli arti sono le aree più propense a soffrire irritazioni della pelle.

Forfora o cuoio capelluto secco

In molti non immaginano nemmeno che questo problema sia, in effetti, un sintomo del diabete. Quando si soffre di eccesso di zuccheri nel sangue, il corpo cerca il modo di eliminarlo attraverso le urine, il che è normale. Nonostante ciò, a volte, eliminare troppi liquidi dall’organismo causa disidratazione, la quale colpisce diverse zone del corpo. Questo problema provoca la formazione di squame sul cuoio capelluto, il che può rivelarsi alquanto scomodo e fastidioso. Questa può anche essere causa di dermatite seborroica, comunemente conosciuta come forfora. Poiché la pelle è l’organo più grande del corpo umano, può estendersi a tutto il cuoio capelluto. L’infiammazione che colpisce questa zona, inoltre, crea le condizioni perfette per la proliferazione del fungo Pityrosporum, ulteriore causa della forfora. Appena questo microorganismo si attacca alla pelle, inizia a usare il grasso del cuoio capelluto per nutrirsi e tende quindi ad espandersi rapidamente in pochi giorni sotto forma di piccole squame bianche.

Russare

Forse questo sintomo vi sorprenderà un po’. Tuttavia, è possibile che i livelli di zucchero nel sangue aumentino a causa dei problemi relazionati ai disturbi respiratori durante il sonno. Questo disturbo si conosce come apnea del sonno. Forse vi sembrerà alquanto fastidioso, ma è meglio prevenire questo sintomo, perché, spesso, quando dormiamo, liberiamo gli ormoni dello stress, che possono aumentare di molto i livelli di zucchero nel sangue. È fondamentale trattare questo disturbo e prevenire la comparsa del diabete. Russare è strettamente collegato a un gran numero di malattie che, forse, pensate non abbiano nulla a che vedere con il diabete. Nonostante ciò, potrebbe essere un fattore predominante nello sviluppo del diabete, perché è causato da pause nella respirazione che si devono al rilassamento della muscolatura, il che restringe le vie respiratorie. Quando si russa, si ostacola l’entrata dell’ossigeno nei polmoni e, in questo modo, si interrompe la catena metabolica del glucosio.

Problemi di udito

Sapevate che la perdita d’udito può essere un sintomo del diabete? Se iniziate a notare che dovete alzare sempre di più il volume della televisione perché vi è difficile sentirla o se, quando avete una conversazione, dovete spesso chiedere al vostro interlocutore di ripetere ciò che ha detto, vi consigliamo di farlo presente al vostro medico. Vari studi hanno dimostrato che la perdita di udito potrebbe, in effetti, essere un indicatore della presenza del diabete. Coloro che presentano livelli elevati di zucchero nel sangue sono più propensi a soffrire di qualche lesione auditiva, rispetto alle persone che, invece, presentano giusti livelli di glucosio. Ciò si deve al fatto che livelli molto elevati di glucosio danneggiano i nervi dell’orecchio interno e i vasi sanguigni, alterandone il funzionamento.

Cambiamenti alla vista

Il diabete scatena cambiamenti nei fluidi corporei e ciò si ripercuote anche sulla vista. In effetti, si tratta di un sintomo molto comune. Può accadere che alcuni pazienti, prima di ricevere la diagnosi di diabete, inizino a vedere meglio. All’improvviso, smettono di avere bisogno degli occhiali perché riescono a vedere bene anche senza. Quando ciò accade, il miglioramento non è permanente. Non appena i livelli di glucosio si stabilizzano, il paziente torna ad avere bisogno degli occhiali. Tuttavia, non allarmatevi, perché non si tratta di una retinopatia diabetica. Questa malattia, provoca l’ostruzione dei vasi sanguigni che si trovano dietro l’occhio. Nelle prime fasi del diabete, l’occhio non è in grado di mettere bene a fuoco, perché i livelli di glucosio nel sangue sono molto alti. Questo può far sì che gli occhi cambino forma, ma non significa che il diabete faccia perdere del tutto la vista. Dopo un po’, i livelli di zucchero si stabilizzano e non avrete alcun problema, ma solo se mantenete livelli ottimali di glucosio nel sangue.

Molto spesso, questi sintomi si ignorano perché si collegano ad altre malattie. Se avete notato uno o alcuni di questi cambiamenti, accompagnati ai sintomi più comuni del diabete, dovete andare da uno specialista per farvi dare una diagnosi più precisa e il trattamento giusto.

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Clever (ebastina) 10mg compresse, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICDenominazione

CLEVER 10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Una compressa contiene: ebastina 10 mg.

Eccipienti

Nucleo: lattosio, cellulosa microcristallina, amido di mais pregelatinizzato, croscarmellosa sodica, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa, macrogol 6000, titanio biossido.

Indicazioni

Trattamento sintomatico di: riniti allergiche (stagionali o perenni) associate o meno a congiuntiviti allergiche. Orticaria cronica idiopatica.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Insufficienza epatica grave. Bambini di eta’ inferiore a 12 anni.Generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.

Posologia

Riniti allergiche: 10 mg 1 volta al giorno; nei pazienti con sintomi piu’ gravi, comprese le riniti allergiche perenni, 1 dose unica di 20 mg 1 volta al giorno, puo’ essere di maggiore beneficio. Orticaria cronica idiopatica: per gli adulti 10 mg 1 volta al giorno. Nei pazienti con insufficienza epatica di grado lieve o moderato si consiglia di nonsuperare il dosaggio giornaliero di 10 mg. La sicurezza e l’efficacianei bambini di eta’ inferiore a 12 anni non e’ stata studiata. Ebastina puo’ essere assunta durante o lontano dai pasti.

Conservazione

Proteggere dalla luce. Conservare ad una temperatura non superiore ai30 gradi C.

Avvertenze

Usare cautela nell’utilizzo di ebastina nei pazienti in cui sia noto un rischio cardiaco. Ebastina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con insufficienza renale o con insufficienza epatica di grado lieve o moderato. Contiene lattosio.

Interazioni

Sono state valutate le interazioni dell’ebastina in associazione con ketoconazolo o eritromicina. Con queste associazioni, sono state osservate delle interazioni risultanti in un aumento dei livelli plasmaticidi ebastina ma in un prolungamento di soli 10 msec circa dell’intervallo QTc maggiore di quello che si riscontra con ketoconazolo o eritromicina da soli. Non sono state riportate interazioni di ebastina con teofillina, warfarina, cimetidina, diazepam o alcool. Quando si somministra ebastina con il cibo, si osserva un aumento dei livelli plasmaticie dell’AUC del principale metabolita acido attivo dell’ebastina da 1,5a 2 volte. Questo aumento non altera il valore di Tmax. L’assunzionedi ebastina con il cibo non interferisce con il suo effetto clinico.

Effetti Indesiderati

Disturbi cardiaci: palpitazioni, tachicardia. Disturbi gastrointestinali: bocca secca, dispepsia, dolore addominale, nausea, vomito. Disturbi generali: astenia, edema. Disturbi epatobiliari: anormalita’ nei test di funzionalita’ epatica. Disturbi del sistema nervoso centrale: sonnolenza, mal di testa, vertigini, disestesia. Disturbi psichiatrici: insonnia, nervosismo. Disturbi dell’apparato riproduttivo e del seno: disturbi mestruali. Disturbi della pelle e del tessuto sottocutaneo: rash, orticaria, dermatite.

Gravidanza E Allattamento

La sicurezza di ebastina in gravidanza non e’ stata studiata nella donna. Nell’animale non sono stati evidenziati effetti teratogeni. Tuttavia, non ci sono studi controllati sulla donna gravida e gli studi sulla riproduzione non sono sempre predittivi della risposta nell’uomo. Per questo motivo, ebastina deve essere somministrata alle donne in gravidanza solo in caso di assoluta necessita’. L’uso di ebastina e’ sconsigliato durante l’allattamento, poiche’ non e’ noto se nella donna ebastina viene escreta nel latte.

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Sordità improvvisa: quali possono essere le cause e le terapie?

MEDICINA ONLINE ORECCHIO OTORINO CONDOTTO COCLEA CELLULE CILIATE TIMPANO OSSICINI MARTELLO INCUDINE STAFFA LABIRINTITE OTOLITI ACUFENE FISCHIO UDIRE SENSO ESTERNO MEDIO INTERNOSi tratta di una patologia relativamente frequente, consistente in un brusco abbassamento dell’udito in un orecchio,  che sopraggiunge nel giro di qualche secondo ed è accompagnato da un senso di vertigine e di “orecchio anestetizzato”.

Dal punto di vista clinico  distinguiamo:

  • sordità improvvisa transitoria Si tratta di un evento con una durata che va da pochi minuti a qualche ora, relativamente frequente  nella popolazione: dopo il brusco calo di udito, la situazione ritorna alla normalità in poco tempo,  al massimo entro  24 ore.
  • sordità improvvisa persistente Se la sordità dovesse invece  persistere oltre le 24 ore ci troveremmo dinnanzi ad un’emergenza che può portare alla perdita totale e definitiva dell’udito, per cui è necessario  contattare con urgenza lo specialista

Cause

Sulle cause esatte della sordità improvvisa non vi sono ancora certezze. Sappiamo che entrano in gioco due tipi di fattori:

  • Un fattore circolatorio, per cui un disturbo del microcircolo dell’orecchio può causare una sorta di infarto nella zona nervosa, la chiocciola.
  • Un fattore virale. L’imputato principale è l’Herpes Virus Zooster (quello che causa il “fuoco di Sant’Antonio”): in molti pazienti si trovano evidenti segni di infezione recente.

Dall’epidemiologia sappiamo che lo stress, direttamente o indirettamente, gioca un ruolo decisivo nell’insorgere della malattia. Nei primi anni in cui si iniziò a studiare la sordità improvvisa, ci si accorse che le persone colpite appartenevano ad un certo gruppo, e la malattia venne annoverata tra le “MANAGER’S DISEASES”. Oggi confermiamo il ruolo dello stress che, in effetti, modificando l’asse ipotalamo-ipofisario, altera sia i fattori che controllano la circolazione, sia quelli che influenzano l’immunità.
Essendo mutato lo stile di vita  oggi la malattia colpisce trasversalmente le più disparate classi sociali, dalle giovani madri in carriera con figli, agli studenti prima degli esami. Motivo di sordità improvvisa possono essere anche la perforazione timpanica, il neurinoma dell’acustico e la presenza di un corpo estraneo nell’orecchio.

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Sintomi associati

I sintomi e segni a volta legati a perdita dell’udito, sono:

I sintomi e segni associati, aiutano il medico nella diagnosi differenziale.

Diagnosi

I problemi di udito sono un disturbo serio, che non deve essere sottovalutato; in caso di dubbi è quindi consigliabile rivolgersi immediatamente a un otorinolaringoiatra per una visita otorinolaringoiatrica. La diagnosi di perdita dell’udito e delle sue cause inizia con una dettagliata anamnesi ed un esame fisico: l’esame include un’ispezione dettagliata dell’orecchio con l’uso di strumenti speciali, come l’otoscopio o anche con otomicroscopio. È necessario eseguire un esame audiometrico e un esame impedenziometrico per determinare l’entità della perdita di udito. Possono essere effettuate TAC e risonanza magnetica del cervello per escludere la possibilità di fratture o tumori.

Cure

Sappiamo che la tempestività del trattamento è importante.
Pertanto è essenziale consultare uno specialista in caso di sordità improvvisa che superi le 24-48 h. Dopo la conferma  della diagnosi, si eseguono una serie di esami audiometrici e si avvia la terapia. Lo standard  terapeutico prevede un trattamento farmacologico endovena, eseguito in regime di Day Hospital con un cocktail di prodotti che contiene:

  • vasodilatatori;
  • cortisone;
  • vitamine;
  • mannitolo;
  • glicerolo;
  • farmaci antivirali.

Un’utile terapia di supporto sembra essere l’ossigeno-terapia IPERBARICA.
E’ inoltre essenziale che la persona colpita riduca la propria attività lavorativa, abbattendo i livelli di stress e conduca una vita sana anche dal punto di vista alimentare, controllando inoltre la pressione arteriosa, il colesterolo, un eventuale diabete, tutti fattori di rischio per la malattia.

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Prognosi

Per fortuna mediamente si registra una percentuale di guarigioni totali o parziali intorno all’80%. In una minoranza dei pazienti il danno persiste  e, a volte, giunge ad un  progressivo peggioramento, fino alla sordità totale monolaterale.

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Vasectomia: dopo quanto avere rapporti e rischio di gravidanza

MEDICINA ONLINE AUMENTARE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY ANSIA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFULa vasectomia è un intervento chirurgico che rende l’uomo sterile, cioè non in grado di mettere incinta una donna. Tale intervento blocca i piccoli condotti, chiamati dotti deferenti, attraverso i quali in condizioni normali passano gli spermatozoi prodotti dai testicoli, che, unendosi al plasma seminale prodotto da prostata e vescicole seminali, forma il liquido seminale (lo sperma). La vasectomia ha quindi l’effetto di rendere lo sperma virtualmente libero dagli spermatozoi.

Gli uomini che si sottopongono a vasectomia possono avere rapporti già pochi giorni dopo l’intervento, appena si sentono nuovamente a loro agio. E’ necessario ricordare che l’efficacia contraccettiva non è totale finché il seme non contiene più alcuna traccia di spermatozoi. È importante quindi sottoporre il liquido seminale ad analisi mediche per controllare che non ci siano più spermatozoi al suo interno, prima di avere rapporti sessuali non protetti.

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Si può rimanere incinta con tube chiuse chirurgicamente?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOLe tube di Falloppio, chiamate anche salpingi o trombe, sono due organi tubolari pari e simmetrici che collegano l’ovaio alla cavità uterina. Oltre a dare passaggio all’ovocito hanno anche funzione riproduttiva. Hanno, infatti, il compito di captare l’ovocita e lo spermatozoo e permettere la fecondazione.

La tecnica della legatura delle tube si basa sul blocco per via chirurgica delle vie d’accesso degli ovuli alla zona ampollare della tromba di Falloppio Si previene così la fecondazione dell’ovulo, che si verifica normalmente in questa zona. Di norma si seziona un frammento della tromba e la si lega con un punto di sutura riassorbibile, così che si separino le estremità, aumentando l’efficacia anticoncezionale della procedura. Il maggior inconveniente è la sua quasi completa irreversibilità (anche se non impossibile) se si vogliono ristabilire quelle funzioni precedenti all’intervento.

Se l’operazione di chiusura è effettuata in modo adeguato, la donna non può più rimanere incinta.

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