Termogenesi indotta dalla dieta: scopri il segreto per dimagrire

http://avaxhome.ws/blogs/igor_lvA volte mi capita di affermare con tono di clamorosa provocazione che “mangiare ci fa dimagrire“. I miei amici mi prendono inizialmente per pazzo, salvo poi rimanere folgorati dalla più scontata, eppure non per tutti ovvia, seconda affermazione: “digerire è una attività fisica che il nostro corpo compie consumando calorie, esattamente come quando svolge qualsiasi altra attività fisica come fare pesi”.

Quindi basta mangiare tanto per dimagrire? purtroppo ovviamente no, altrimenti saremmo tutti magrissimi, tuttavia ci sono alcuni alimenti che durante la digestione “impegnano” più di altri il nostro apparato digerente, costringendolo a consumare molte più calorie e alzando il nostro metabolismo. Quali alimenti? Quelli ricchi in proteine! Inserire cibi di alto valore biologico (pollame, uova, proteine in polvere, carne rossa, pesce, formaggi magri) ad ogni singolo pasto spinge in alto il nostro metabolismo, e stimola in modo sensibile il dimagrimento.

Le proteine hanno il più alto valore di  “Termogenesi Indotta dalla Dieta” (T.I.D.) rispetto agli altri nutrienti: carboidrati e grassi. Questo avviene perchè, come dicevo all’inizio dell’articolo, i singoli nutrienti (proteine, carboidrati e grassi) necessitano di energia per essere digeriti dal sistema gastrointestinale, quindi assorbiti nel flusso sanguigno: il T.I.D. è esattamente quell’energia.
Il T.I.D. È differente per ogni nutriente:

  • Il T.I.D. delle proteine è mediamente il 25%
  • Il T.I.D dei carboidrati è circa il 5%
  • Il T.I.D. dei grassi è circa il 2%

Facciamo ora alcuni esempi pratici per chiarire questo concetto.

Spesa energetica per la digestione ed assimilazione delle proteine

100g di tonno al naturale apportano circa 25g di proteine. Ogni grammo di proteine ha un valore energetico di 4kcal. L’apporto calorico totale derivante da 25g di proteine contenute in 100g di tonno è pertanto di 100kcal (25g proteine x 4kcal= 100kcal).

Così, in termini numerici, il dispendio energetico corporeo per digerire ed assorbire 25g di proteine derivanti da 100g di Tonno è 25kcal: 100g tonno → 25g proteine → 25g proteine x 4kcal → 100kcal x 25%(T.I.D. per le proteine) → 25kcal (spesa energetica per la digestione ed assimilazione delle proteine). Vi siete persi? Facciamola facile: ben un quarto delle calorie (da proteine) che avete mangiato sono servite per digerire il cibo stesso che avete ingurgitato!

Spesa energetica per la digestione ed assimilazione dei carboidrati

227g di mela contengono 25g di carboidrati circa.
Ogni grammo di carboidrato ha un valore calorico di 4kcal (come quello proteico). L’apporto calorico totale derivante dai 25g di carboidrati contenuti in 227g di mela è perciò 100kcal (25g carboidrati x 4kcal= 100kcal).

In termini numerici il dispendio energetico corporeo per digerire ed assorbire 25g di carboidrati derivanti da 227g di mela è 5kcal: 227g mela → 25g carboidrati → 25g carboidrati x 4kcal → 100kcal x 5%(T.I.D. per i carboidrati) → 5kcal (spesa energetica per la digestione ed assimilazione dei carboidrati). In sintesi solo il 5% delle calorie (da carboidrati) che evete mangiato sono utilizzate per digerire lo stesso cibo ingerito.

Spesa energetica per la digestione ed assimilazione dei grassi

11g di olio extra vergine d’oliva apportano 11g di grassi circa. Ogni grammo di grasso ha un valore energetico di 9kcal. L’apporto calorico totale per 11g di olio extra vergine d’oliva è perciò 99 kcal (11g grassi x 9kcal= 99kcal).

Questo, in numeri, si traduce in una spesa energetica da parte del corpo di sole 2kcal al fine di digerire ed assorbire gli 11g di grassi contenuti in 11g di olio ex. verg. d’oliva: 11g olio extra vergine d’oliva → 11g grassi → 11g grassi x 9kcal → 99kcal x 2% (T.I.D. dei grassi) → 2kcal (spesa energetica per la digestione ed assimilazione dei grassi). Tradotto significa che solamente un esiguo 2% delle calorie (da grassi) che avete mangiato sono bruciate per digerire il cibo ingurgitato.

Come potete notare il consumo proteico fa innalzare la spesa energetica del corpo (metabolismo di base) più dell’introduzione di qualsiasi altro nutriente a parità di calorie consumate!

Ciò rende palese il perché della necessità dell’introduzione proteica ad ogni singolo pasto se l’obiettivo desiderato è far sollevare il metabolismo di base (rappresentante il fattore chiave per un dimagrimento garantito), infatti i migliori ed effettivi approcci dietetici per drammatiche perdite di grasso e dimagrimenti efficaci sono quelli che prevedono apporti proteici relativamente elevati. Conoscere il concetto di “termogenesi indotta dalla dieta” e di metabolismo basale è la chiave per il successo di qualsiasi dimagrimento!

Proteine e reni

Avete paura di incrementare il vostro introito proteico per i pericolosi effetti renali che esso può causare?
Tale timore deriva dall’asserzione che le scorie azotate derivanti dalla digestione proteica passano per i reni al fine di essere escrete con le urine determinando a livello renale una gran mole di lavoro nel caso di dieta iperproteica. Tuttavia è importante ricordare che il fatto che il rene sia sottoposto ad un lavoro più impegnativo non implica necessariamente un suo malfunzionamento e deterioramento, l’importante è ovviamente evitare sempre di affidarsi a diete iperproteiche fai-da-te e consultare un medico. Ultimo piccolo consiglio a chi si avvicina ad una dieta iperproteica: ricordatevi di preferire sempre la carne bianca alla rossa.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Vuoi bruciare più calorie? Fai esplodere il tuo metabolismo!

MEDICINA ONLINE PALESTRA ALLENAMENTO UOMO MUSCOLI PESI BELLEZZA GINNASTICA PESISTICAIl metabolismo è l’insieme delle reazioni chimico-fisiche alimentate dalle calorie introdotte con l’alimentazione, è fortemente collegato alla massa magra del corpo ed all’azione della tiroide e dei suoi ormoni. E’ il motore dell’organismo grazie al quale si bruciano le calorie e i grassi. Tale motore è però diverso da persona a persona, ed è per questo motivo che in alcuni individui mangiare tanto non implica per forza un grande aumento di peso. Tuttavia ognuno di noi ha la possibilità di aumentare il proprio, seguendo queste semplici regole!

Cosa mangiare?

1) Cereali integrali (col loro basso indice glicemico danno energia di lunga durata e rimandano la fame)
2) Verdure (ricche di vitamine, acqua e minerali e poche calorie rispetto alla frutta. Regalano un senso di sazietà)
3) Crostacei e pesce (sono ricchi di iodio che stimola la tiroide)
4) Formaggi (contengono tiramina, una sostanza che viene trasformata in adrenalina)
5) Caffè (la caffeina svolge un’azione brucia grassi, stimola la produzione di adrenalina). E’ bene non esagerare
6) Tenete sempre a mente l’indice glicemico

Come mangiare?

1) Mangiare cinque volte al giorno. Colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena: quando si mangia si mette in moto la macchina metabolica e si bruciano calorie: più pasti favoriscono il calo di peso e permettono di non arrivare affamati al pasto successivo.
2) Fare una colazione abbondante. Chi salta la colazione o resta a digiuno per ore, sollecita l’organismo a rallentare le sue funzioni metaboliche per risparmiare energia e immagazzinare tutte le calorie possibili sotto forma di scorte di grasso.
3) Meno carboidrati e più proteine. Digerire richiede energia. Rispetto ai carboidrati, gli alimenti proteici richiedono un lavoro maggiore di metabolizzazione. Importantissimo conoscere il concetto di “termogenesi indotta dalla dieta“. Il pane e la pasta non vanno eliminati (non si dovrebbe scendere sotto i 100.120 grammi di zuccheri al giorno) mentre la quantità giusta di proteine è un grammo per ogni chilo di peso. Tra grassi e condimenti, bisognerebbe rispettare la quota di 60 grammi
4) Consumare piatti leggeri a cena. La sera si bruciano meno calorie rispetto al giorno. Si consiglia di assumere la maggior parte di calorie nella prima parte della giornata
5) Bere molta acqua durante i pasti. Non ha calorie e non gonfia ma contribuisce al senso di sazietà
6) Evitare diete drastiche. Producono un rallentamento del metabolismo e predispongono l’organismo a riprendere i chili persi appena si interrompe la dieta (effetto yoyo)

Leggi anche:

Tutto qui? certamente no!

1) Dormire almeno sette ore. L’insonnia o le alterazioni del sonno provocano alterazioni metaboliche e innescano la fame. Leggete come dormire bene.
2) Fare costante esercizio fisico. Nuoto, palestra, bici ma anche una semplice camminata di venti minuti al giorno permette di bruciare più grassi e meno glicogeno muscolare. Anche piccole azioni contribuiscono a stimolare il metabolismo (fare le scale, scendere dal bus ad una fermata prima, portare a spasso il cane, ecc). Per chi preferisce camminare si consiglia di non fare meno di 10 mila passi al giorno prima dei 25 anni, e non meno di 5 mila dopo i 25 anni. Ricordate poi che è sempre meglio praticare sport a giorni alterni. Dopo lo sport, infatti, il metabolismo resta accelerato per diverse ore e si brucia più in fretta. Alternare i giorni permette di mantenere un consumo energetico sempre più alto del normale.
3) Allenare i muscoli. La massa magra ha un’attività metabolica superiore alla massa grassa. Se aumentano i muscoli si innalza il metabolismo anche a riposo.
4) Non tenere i riscaldamenti al massimo. Anche se siamo a primavera le temperature sono ancora pittosto basse e tendiamo ad alzare il riscaldamento, grosso errore: temperature alte determinano un metabolismo più basso mentre le temperature più basse costringono il metabolismo a lavorare di più per far fronte alla differenza termica tra l’esterno e il corpo.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

A primavera preparati alla prova costume, con frutta e verdura di stagione

frutti a primaveraUfficialmente la primavera è arrivata già da qualche giorno, ma a confermarcelo è solo il calendario perchè affacciandoci dalle nostre finestre ad aspettarci non troveremo un bel sole ma solamente nuvole, pioggia e vento. Almeno parlo per me, che scrivo da Roma, magari voi mi leggete da Reggio Calabria e questa domenica andrete al mare a farvi il bagno: sappiate che vi invidio! Per questo motivo ero un po’ restio a scrivere questo articolo, mi dicevo “aspettiamo le giornate di sole per scrivere della primavera”. Ma i giorni passano ed il sole non arriva: se aspetto ancora un po’ potrò scrivere direttamente della frutta estiva quindi meglio partire subito!

Rinascere dal freddo

La primavera è un periodo particolare: tutto rinasce dal freddo invernale, tutto si colora di nuovo dopo il candido bianco della neve eppure con la primavera si presentano una miriade di disturbi come stanchezza, spossatezza, depressione, allergie, asma e difficoltà digestive. L’organismo è ancora provato dagli sbalzi di temperatura e dal freddo sofferti in inverno. Se poi aggiungiamo le abbuffate delle feste pasquali e le varie medicine assunte per combattere raffreddore e influenza una cosa è certa: il nostro corpo, proprio come la natura in primavera, ha bisogno di rigenerarsi e di recuperare energia e salute. Senza contare che la stagione primaverile finisce presto e la prova costume ci aspetta inesorabile: meglio iniziare a curare la nostra linea prima che arrivi giugno, quando ormai sarà troppo tardi per perdere il peso in eccesso! La natura è un potente alleato in fatto di benessere e ci dona, anche in primavera, deliziosi e nutrienti prodotti. Grazie a una dieta a base di frutta e verdura di stagione possiamo ritrovare la forma perfetta.

Frutta e verdura di stagione

Perché è importante il concetto di frutta e verdura “di stagione“? La risposta è facile:  fare attenzione alla stagionalità di frutta e verdura significa mangiare prodotti freschi, cresciuti sotto il sole e non gonfiati d’acqua in serre. Negli ortaggi di stagione, vitamine e minerali non vanno persi, il sapore è più gustoso e il costo è nettamente inferiore a quello dei prodotti fuori stagione. Insomma frutta e verdura  di stagione mantengono interamente le loro proprietà nutritive e ciò determina un maggior beneficio per la nostra salute, questo è ovviamente valido non soltanto per la primavera, ma anche per estate, autunno ed inverno.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

I dieci cibi che il nostro corpo odia

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma DIECI CIBI NOSTRO CORPO ODIA Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Sesso Filler BotulinoPurtroppo sono molti i cibi che noi e le nostre papille gustative amiamo, ma che il realtà il nostro corpo odia per i più svariati motivi: perché ostruiscono le arterie, perchè irritano le mucose oppure perchè sono difficili da digerire o causano ritenzione di liquidi, o più semplicemente perché sono ipercalorici. Quest’ultimo problema è tra quelli che sta più a cuore al nostro corpo e ciò è ancor più vero in una società come la nostra che si orienta sempre più verso il consumo di cibi già pronti, preconfezionati, cibi spazzatura ricolmi di grassi e conservanti. Per trattare bene il nostro corpo – e la nostra linea – bisogna essere molto attenti nella scelta di ciò che si mangia. Ecco una lista di cibi da evitare, dai cosiddetti “junk food” ai “falsi cibi”, prodotti di bassa qualità, ricchi di conservanti, coloranti e sostanze chimiche.

Bibite analcoliche gassate

Una lattina da 33cl di queste bevande contiene circa 10 cucchiaini di zucchero, 150 calorie, 55 mg di caffeina ed è piena di coloranti alimentari artificiali e solfiti. Questi drink sono anche estremamente acidi e quindi filtrati con difficoltà dai reni. Ancora peggio nelle loro versioni dietetiche: oltre alle controindicazioni finora elencate, infatti, hanno anche quelle legate all’aspartame, ingrediente inserito al posto dello zucchero. Questo dolcificante artificiale è oggetto, da tempo, di diverse critiche perché da alcuni considerato molto dannoso per la sua capacità di rilasciare all’interno dell’organismo metanolo e formaldeide, che aumentano l’incidenza di tumori cerebrali e leucemie.

Pop Corn

Un recente studio americano commissionato dal Center for Science in the Public Interest rivela come i pop corn, se consumati in grandi quantità, siano molto più dannosi di un pranzo al fast food, soprattutto se associati a una bibita gassata. Questo per via delle tante calorie – 387 ogni 100 gr – e della grande quantità di grassi saturi che viene fornita dai pop corn, soprattutto quelli cucinati con il burro, un quantitativo stimato pari a quello che un adulto dovrebbe assumere in tre giorni. Non va sottovalutato poi il rischio di imbattersi in mais geneticamente modificato (vietato in Italia, ma permesso in altri paesi europei). Per non parlare di quelli da preparare al microonde: la bustina contiene infatti degli agenti chimici che nel microonde entrano in contatto con il cibo risultando tossici. Per finire i pop corn sono spesso esageratamente colmi di sale che non è affatto salutare.

Leggi anche:

Patatine fritte

Oltre al fatto che contengono elevate quantità di grassi – 218 calorie per 100 gr – e che molto spesso vengono cucinate in olii riutilizzati decine di volte, le patatine fritte sono anche portatrici di uno dei più potenti agenti cancerogeni: l’acrilamide. Si tratta di una sostanza molto tossica che si forma durante il processo di cottura, a temperature elevate, degli alimenti ricchi di carboidrati, come appunto le patate. Quelle in busta, poi, hanno una presenza di acrilamide in percentuale nettamente maggiore.

Insaccati e non insaccati

Il consumo quotidiano di salumi, come la pancetta, può aumentare il rischio di malattie cardiache del 42% e il diabete del 19%. Un consumo eccessivo di wurstel o hot dog è in grado di aumentare il rischio del tumore al pancreas del 67%. Il nitrito di sodio è, infatti, uno degli ingredienti che si possono trovare al loro interno, una sostanza cancerogena strettamente collegata alla leucemia o al tumore al cervello. Il mio consiglio è quello di evitare gli insaccati crudi (salsicce e salami) e cotti (mortadella, zamponi, wurstel) ed invece privilegiare non insaccati magri come la bresaola.

Gelato Confezionato

Brutto da ricordare quando i giorni sono caldi e viene voglia di mangiare qualcosa di fresco e saporito, ma spesso nei prodotti confezionati si possono trovare grassi transgenici, coloranti, sapori artificiali e moltissime neurotossine che sono note sostanze chimiche dannose per il sistema nervoso. Preferite gelati alla frutta (limone, fragola) a quelli alla crema (nocciola, cioccolata, stracciatella…). Preferite il gelato fresco (fatto da gelaterie che rispettino elevati standard di qualità ed igiene) a quello confezionato. Meglio ancora, optate per quello fatto in casa da voi stessi, con molta frutta e poco zucchero.

Panna montata

Tra gli ingredienti delle comuni panne spray possono essere presenti: sciroppo di glucosio, latte in polvere, aromi artificiali, coloranti, addensanti e conservanti chimici. Molte panne liquide da montare o preparati per panna montata non fanno eccezione in quanto a ingredienti di dubbia provenienza.

Sottilette

Nella composizione delle sottilette sono presenti: latte concentrato, amido modificato, siero di latte concentrato, proteine del latte concentrate e numerosi correttori di acidità. Senza contare che quasi sempre nelle sottilette finiscono mescolati una gran quantità di formaggi spesso di dubbia provenienza e, nel migliore dei casi, di qualità scarsa .

Margarina

Le margarine vegetali classiche sono ottenute mediante l’idrogenazione di oli vegetali, tra i quali spesso è presente l’olio di palma. Le margarine vegetali che si dichiarano come “non idrogenate” possono comunque presentare un elevato contenuto di grassi saturi. Per questo motivo sarebbe opportuno consumarle saltuariamente o, ancora meglio, sostituirle quando necessario con prodotti più leggeri, come la margarina di soia biologica o il burro di soia biologico, a minor contenuto di grassi saturi. Le classiche margarine contengono solitamente oli di scarso pregio e nella loro composizione non mancano coloranti, conservanti ed emulsionanti degli acidi grassi. In numerose ricette sia dolci che salate la margarina può essere sostituita con olio di girasole o di mais biologico e spremuto a freddo.

Surimi

Il surimi, o finta polpa di granchio, non è altro che un composto alimentare ottenuto assemblando parti tritate – spesso scarti – di alcuni pesci, come il merluzzo, con carboidrati, addensanti, coloranti e conservanti per ottenere dei cilindretti dall’interno bianco e dalla parte esterna di colore arancione, degli affettati al sapore di granchio, delle “finte” chele di granchio o altri prodotti dalla forma simile a quella di crostacei come i gamberoni e dall’artificiale sapore di pesce. La sua diffusione commerciale ha portato a mettere in campo lavorazioni sempre più tecnologiche per ottenere tale prodotto, che, una volta scoperta la sua composizione, smette immediatamente di apparire invitante. Tra i suoi ingredienti non mancano solitamente: sorbitolo, zuccheri, polifosfati, glutammato monosodico, olio di colza e aroma artificiale di granchio.

Dolcificanti artificiali

Il primo dolcificante artificiale ad essere impiegato dall’industria alimentare fu la saccarina, seguita poco dopo dal ciclamato, sostituito a propria volta dall’aspartame, un additivo alimentare dal potere dolcificante 200 volte superiore allo zucchero. In etichetta può nascondersi dietro la sigla ad esso attribuita: E951. La sua pericolosità per l’organismo è stata messa in relazione alla sua capacità di rilasciare all’interno di esso metanolo e formaldeide, correlato all’aumento dell’incidenza di leucemie e di tumori cerebrali, anche se i risultati sono controversi: altri studi sembrano andare in direzione contraria.

FONTE: http://donne.virgilio.it/benessere/alimentazione-e-dieta/la-top-ten-dei-cibi-da-evitare.html

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

I cinque cibi da evitare per non avere acne e punti neri

MEDICINA ONLINE DIETA PERDERE PESO CIBO ALIMENTAZIONI CIOCCOLATO DOLCI GRASSI CALORIEE’ assodato che la nostra bellezza dipende dall’alimentazione. Ci sono cibi che rovinano la pelle, letteralmente, e non sempre e non solo sono quelli che ci aspettiamo. A proposito di problemi cutanei comuni come acne, punti neri e brufoletti, tendiamo a “colpevolizzare” cioccolati e salumi, ma in realtà ci sono alimenti che sono più dannosi non solo perché producono infiammazioni (quali sono, per l’appunto, i comedoni dell’acne), ma perché in generale impoveriscono la nostra epidermide, la intossicano nel tempo portando a invecchiamento precoce e conferendole un aspetto malsano. Ecco perché è importante prestare attenzione a ciò che portiamo in tavola, e non ingurgitare tutto ciò che ci capita senza controllarne la qualità, la composizione, la provenienza. Vediamo la lista dei dieci cibi più dannosi per la nostra pelle.

Continua la lettura con https://www.pourfemme.it/articolo/cibi-che-rovinano-la-pelle-i-5-piu-dannosi/113866/

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

I frutti buonissimi che forse non mangeremo mai in tutta la nostra vita

MEDICINA ONLINE FRUTTA DIETA CIBO UVA BANANE MELE ALBICOCCHE VITAMINEQuali sono i frutti che forse non abbiamo mai mangiato né mangeremo in vita nostra? Sono i frutti tropicali, di certo meno diffusi sulle nostre tavole rispetto alla nostra tipica frutta “italiana” come mele, pere e arance! Fino a qualche anno fa erano dei completi sconosciuti sulle nostre tavole, ma nel giro di poco tempo i frutti tropicali hanno conquistato un posto stabile tra le preferenze degli italiani. Oramai infatti non è più così raro trovarli nei più comuni supermercati o fruttivendoli, e spesso ci si lascia attrarre dal loro aspetto, talvolta poco conosciuto, dal loro fascino esotico, dal loro nome insolito e, perché no, anche dal sapore così diverso da una tradizionale mela. E se kiwi, banana e cocco oramai sono frutti esotici presenti stabilmente anche sul nostro territorio, mango, papaia e avocado diventano preziosi su un vassoio di frutta tropicale. Nonostante il loro appeal non a tutti piacciono, ma è necessario sapere che il loro costo a volte portato a prezzi “stellari” è contraccambiato da strabilianti proprietà nutrizionali.

Continua la lettura con https://www.humanitasalute.it/in-salute/dieta-e-alimentazione/64138-frutta-esotica-che-passione/

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Pompelmi e farmaci: un rapporto difficile

MEDICINA ONLINE FRUTTA NATURA SETE BERE SUCCO ARANCE AGRUMI LIMONI POMPELMI VITAMINE DIETASe assunti in una dieta comprendente agrumi, in particolare il pompelmo, alcuni farmaci possono rivelarsi pericolosi. Già 20 anni fa gli studiosi del Lawson health research institute di London (Canada) pubblicarono un elenco di medicinali che se assunti in una dieta comprendente agrumi, in particolare il pompelmo, potevano rivelarsi altamente pericolosi. Oggi il numero di farmaci che possono interagire in modo avverso con gli agrumi sono aumentati, se ne contano più di 80, e ogni anno la lista aumenta di 6 nuovi prodotti farmacologici.

Continua la lettura con https://www.ecplanet.org/node/1303

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Mangiando la Nutella o cinque biscotti al giorno ti rovini la salute e causi la distruzione di 17 metri quadrati di foresta: attenzione all’olio di palma

nutellaCosa hanno in comune i canditi, un sapone, i carburanti, l’obesità, i cosmetici, i grissini, la Nutella e la deforestazione? Semplice: è l’olio di palma.

Chi ha l’abitudine di controllare le etichette dei prodotti alimentari prima di compiere un acquisto si sarà imbattuto nella dicitura “olio di palma” oppure “olio vegetale“, che, se non seguita da una ulteriore specificazione posta tra parentesi e riguardante il tipo di olio utilizzato, potrebbe nascondere proprio quest’olio di provenienza esotica e sempre meno ben visto sia dal punto di vista salutistico che ambientale.

A lasciare particolarmente sconcertati è la diffusione del suo impiego, che abbraccia non soltanto l’industria alimentare, ma anche il mondo della cosmesi, trattandosi di un olio considerato molto versatile, oltre che disponibile sul mercato a prezzi contenuti rispetto ad altri oli vegetali maggiormente pregiati. La sua presenza negli alimenti confezionati non interessa soltanto i comuni prodotti da supermercato, ma anche i cibi biologici, tra cui si possono individuare fette biscottate e biscotti per la colazione. E’ necessario dunque porre una particolare attenzione alle liste degli ingredienti in qualsiasi luogo si acquisti un prodotto ed a qualsiasi marchio si faccia riferimento.

L’olio di palma, nei comuni prodotti confezionati, non manca di essere utilizzato in prodotti sia dolci che salati, tra i quali è possibile individuare diversi tipi di alimenti da forno, come crackers e grissini, ma anche merendine di vario genere e biscotti, senza contare alcune delle creme spalmabili più diffuse (come la Nutella) ed alcuni tipi di margarina, oltre che alcune basi pronte fresche o surgelate per la preparazione di torte salate, pizze e focacce e differenti tipologie di pietanze precotte o prefritte.

Ciò che ci dovrebbe spingere ad evitare il consumo di prodotti contenenti olio di palma al fine di proteggere la nostra salute riguarda il suo elevato contenuto di grassi saturi, che può raggiungere anche il 50% nel caso dell’olio di palma derivato dai frutti e l’80% nell’olio di palmisto, derivato dai semi. Si tratta di oli spesso utilizzati a livello industriale per la frittura ed a livello cosmetico per la preparazione di creme, saponi e prodotti detergenti destinati alla cura della persona.

Il suo elevato contenuto di grassi saturi lo rende semi-solido a temperatura ambiente. Ciò avviene sia nel caso dell’olio di palma che dell’olio di palmisto, che viene impiegato soprattutto in pasticceria per la realizzazione di creme e farciture dolci, per le canditure e per la preparazione delle glasse. Il suo elevato contenuto di grassi saturi non è purtroppo controbilanciato da un’adeguata presenza di acidi grassi polinsaturi benefici, ritenuti in grado di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo LDL.

L’olio di palma trova inoltre impiego al di fuori dell’industria cosmetica ed alimentare, ad esempio nella produzione di biodiesel. Il biocarburante ottenuto a partire dall’olio di palma è stato però bollato dalla U.S. Environmental Protection Agency come non ecologico, in quanto la sua produzione è causa di emissioni di anidrdide carbonica superiori a quanto consentito perché un biocarburante venga considerato realmente “pulito”, oltre che per via degli ingenti costi ambientali legati alla sua produzione.

La coltivazione di palme da olio sta infatti prendendo piede sottraendo terreno a foreste dal valore inestimabile, comprese antiche foreste pluviali caratterizzate dalla presenza di ecosistemi irripetibili al mondo.

L’olio di palma insomma fa male alla salute delle persone e dell’ambiente per 3 motivi:

1) contiene dal 50 all’80% di grassi saturi (più del lardo!) ed ha la più bassa quantità di acidi grassi omega-3, quelli che proteggono il nostro organismo riducendo i rischi cardiovascolari.

2) è ovunque ma noi non lo sappiamo, quindi è un nemico subdolo.

3) è il principale responsabile della deforestazione in Asia Orientale (10 milioni di ettari in Indonesia, Malaysia e Thailandia) e in Africa Occidentale (4,5 milioni di ettari) e la deforestazione è indirettamente causa di malattie.

Infine il dato sconvolgente che mi ha spinto a scrivere l’articolo: le ultime ricerche hanno rilevato che se si mangiano 5 biscotti al giorno di una delle marche più diffuse (che contengono mediamente il 22,5% di olio di palma), oltre ad assumere un olio che è causa di obesità e di malattie cardio vascolari,  in un anno si consumano quasi 5 kg di olio, ovvero 17 m² di foresta. Non è un po’ troppo?

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!