Cosa guadagni se ti tieni in forma e cosa rischi se non lo fai

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO YOGA RELAX MEDITAZIONE DONNA TRANQUILLITA MENTE RILASSAMENTO PALESTRA ESERCIZIO PESI MUSCOLI STRETCHING CORSA RUNNING NATURA CORREREUna vita attiva è lo strumento migliore per prevenire molte patologie. Per mantenersi in buona salute è necessario “muoversi” cioè camminare, ballare, giocare, andare in bicicletta. Un buon livello di attività fisica, infatti, contribuisce ad abbassare i valori della pressione arteriosa e quelli dell’ipercolesterolemia, a prevenire malattie cardiovascolari, obesità e soprappeso, diabete, osteoporosi; contribuisce, inoltre, al benessere psicologico, riducendo ansia, depressione e senso di solitudine.

Per i più piccoli

Per i bambini e i ragazzi la partecipazione ai giochi e ad altre attività fisiche, sia a scuola che durante il tempo libero, è essenziale per:

  • un sano sviluppo dell’apparato osteoarticolare e muscolare;
  • il benessere psichico e sociale;
  • controllare il peso corporeo;
  • favorire il funzionamento degli apparati cardiovascolare e respiratorio;
  • evitare l’instaurarsi di comportamenti sbagliati, quali l’abitudine a fumo e alcol e l’uso di droghe;
  • contribuire alla ricchezza della nazione intera: un bambino sano avrà più probabilità di essere un adulto sano che sarà più produttivo per l’Italia e peserà di meno nel bilancio sanitario del Paese.

Per i più grandi

Anche per gli anziani l’esercizio fisico è particolarmente utile in quanto:

  • ritarda l’invecchiamento;
  • previene l’osteoporosi;
  • contribuisce a prevenire la disabilità;
  • contribuisce a prevenire la depressione e la riduzione delle facoltà mentali;
  • contribuisce a ridurre il rischio di cadute accidentali migliorando l’equilibrio e la coordinazione.

Basta poco per stare bene

Uomini e donne di qualsiasi età possono trarre vantaggio anche solo da 30 minuti di moderato esercizio quotidiano. Non è necessario dedicarsi ad una attività specifica. Infatti l’attività fisica può essere di tipo sportivo oppure connessa con le attività quotidiane, ad esempio spostarsi a piedi o in bicicletta per andare a lavoro o a scuola, usare le scale invece dell’ascensore. L’importante è mantenersi attivi sfruttando ogni possibile occasione, ad esempio: dedicarsi ai lavori di giardinaggio, fare la spesa, portare a spasso il cane. Se il tempo è poco in alternativa è consigliabile almeno utilizzare il fine settimana per lunghe passeggiate e/o gite in bici, ballo e nuotate in piscina.

I vantaggi dello stare in forma

Praticare con regolarità attività sportive almeno 2 volte a settimana, aiuta a:

  • aumentare la resistenza;
  • aumentare la potenza muscolare;
  • migliorare la flessibilità delle articolazioni;
  • migliorare l’efficienza di cuore e vasi;
  • migliorare la funzionalità respiratoria;
  • migliorare il tono dell’umore.

Rischi di una vita sedentaria

Fin qui abbiamo visto i vantaggi del tenerci in forma, ma cosa rischiamo nel non farlo? La vita sedentaria è purtroppo una forte condizione predisponente, insieme ad una cattiva alimentazione, di importanti patologie, quali:

  • diabete di tipo 2;
  • disturbi cardiocircolatori (infarto, miocardico, ictus, insufficienza cardiaca);
  • insufficienza venosa;
  • sovrappeso e obesità;
  • osteoporosi;
  • artrite;
  • ipertensione arteriosa;
  • aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue;
  • alcuni tumori.

Leggi quanto la vita sedentaria può essere deleteria: “La sedia: la sigaretta del terzo millennio

L’attività fisica regolare rappresenta un fattore protettivo per le malattie cardiovascolari e il diabete, sia in termini di mortalità che di morbilità. In particolare, agisce abbassando la pressione arteriosa e i valori dei trigliceridi nel sangue, aumentando il colesterolo HDL (colesterolo buono) e migliorando la tolleranza al glucosio. Quindi, se potete, uscite subito e… fate lavorare i vostri muscoli!

Leggi anche:

Articoli sul prediabete:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Fate fare attività fisica ai vostri figli!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAMBINI SPORT CALCIO ATTIVITA FISICA GINNASTICAE’ uno dei consigli che do più spesso ai miei pazienti, insieme a “smetti di fumare” e “mangia meno grassi”. Fate muovere i vostri figli! E per “movimento” non intendo solamente pratica sportiva: per un bambino movimento significa gioco, attività all’aria aperta, corsa, passeggiata nel viale con gli “amichetti”. Basta giocare a PES alla playstation: meglio una bella partita di calcetto coi compagni di scuola! Dieta sbagliata e poco movimento nei più piccoli: è emerso dall’ultima raccolta dati (condotta nel 2012 e riferita agli alunni della scuola primaria) di OKkio alla SALUTE, il sistema di sorveglianza promosso dal Ministero della Salute e dal CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. L’indagine, che si conduce periodicamente dal 2007, permette di valutare lo stato ponderale dei bambini di 8-9 anni, i loro stili alimentari, l’abitudine all’esercizio fisico e le iniziative scolastiche. L’OMS sottolinea come una giusta dose di attività fisica nell’età della crescita contribuisca allo sviluppo di tessuti muscoloscheletrici, del sistema cardiovascolare ed endocrino-metabolico. Secondo le Raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, al fine di migliorare le condizioni cardiorespiratorie, scheletriche e muscolari dei bambini occorre raggiungere almeno 60 minuti di attività fisica al giorno. La maggior parte dell’esercizio fisico è bene sia di tipo aerobico (quello che aumenta cioè la richiesta di ossigeno da parte dell’organismo) e che attività di elevata intensità siano praticate 3 volte a settimana.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Curare la disfunzione erettile (impotenza) con l’esercizio fisico e l’alimentazione

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO VERDURA CIBO VEGETALI DIETA DIMAGRIRE CUCINAAlcuni tipi di disfunzione erettile (quella che una volta veniva chiamata “impotenza”) possono essere curati con l’esercizio fisico e una buona alimentazione: lo hanno scoperto un gruppo di ricercatori della East Carolina University guidati dal dottor Christopher Wingard in uno studio pubblicato su American Journal of Physiology. L’esercizio aerobico sembra però poter curare solo la disfunzione erettile maschile che viene causata da una scorretta alimentazione: i dati emersi dallo studio su un modello animale hanno messo infatti in evidenza la stretta correlazione fra il cibo spazzatura, l’esercizio aerobico e la capacità erettile. I ricercatori infatti hanno sottoposto per 12 settimane un gruppo di topi a una dieta ricca occidentale con cibo spazzatura ricco di zuccheri e grassi. L’altro gruppo ha invece seguito una dieta sana e durante il periodo di osservazione metà degli animali sono stati sottoposti a esercizio fisico. I risultati hanno dimostrato che i topi che avevano seguito la dieta “occidentale” ricca di cibo spazzatura e che non avevano praticato l’esercizio fisico avevano sviluppato una disfunzione erettile presentando arterie coronarie poco elastiche. Al contrario i topi che pur avendo seguito la stessa dieta avevano praticato l’esercizio fisico non presentavano disfunzione erettile rifuggendo i problemi alle arterie.

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, erezione e libido maschile e femminile

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età, anche in caso di disfunzione erettile, e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

Sicuramente troverai interessante anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Le bevande alcoliche compromettono la performance sportiva

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA CHE CORRE SPORT ALLENAMENTO RUNNER MARATONETA CORRERE GAMBE PIEDI MUSCOLICon la sua azione l’alcol influenza negativamente la prestazione sportiva. Ovviamente i suoi effetti sono dose dipendenti e se piccole quantità (30-40 grammi al giorno per gli uomini e 20-30 g/die per le donne)   sono tutto sommato tollerabili, dosi elevate possono compromettere seriamente la performance sportiva. Nel fegato l’ossidazione di 1 grammo di alcol libera comunque un’elevata quantità di energia (7 kcal, contro le 4 Kcal di carboidrati e proteine e le 9 kcal dei grassi). Occorre tuttavia precisare che il grado alcolico riportato in etichetta non corrisponde ad 1 g di alcol bensì ad 1 ml di etanolo che sviluppa all’incirca 5,6 Kcal. L’alto contenuto calorico dell’alcol non è che uno dei tanti effetti negativi di questa sostanza che con la sua azione altera gran parte delle reazioni metaboliche che avvengono nel nostro organismo.

Continua la lettura su https://www.my-personaltrainer.it/alcol-sport.html

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Vi spiego perché chi va in palestra ingrassa di più

MEDICINA ONLINE PALESTRA ALLENAMENTO UOMO DONNA MUSCOLI PESI BELLEZZA GINNASTICA PESISTICA FITNESS YOGA STRETCHINGTitolo provocatorio? Certamente un po’ ma a guardar bene alcune statistiche – e a saper bene interpretare i meccanismi tortuosi della nostra mente – si capisce che nell’affermazione “se vai in palestra ingrassi” un pizzico di verità c’è: continuate a leggere! Cominciamo dal principio: le vacanze sono appena finite ed i più volenterosi – anziché aspettare giugno per rimettersi in forma – si sono già messi all’opera per la “prova costume della prossima estate”. Quindi pian piano le palestre sono tornate a popolarsi di persone alla ricerca della linea perduta. Eppure, misteriosamente, molti tra i frequentatori più fissati lamentano un inspiegabile aumento di peso nonostante le ore passate tra tapis roulant e bilancieri. Tanti miei pazienti continuano ad ingrassare anche se mangiano poco e fanno tanta palestra, ma allora sono semplicemente bugiardi – alcuni lo sono effettivamente! – o c’è una spiegazione plausibile?

La merenda ipercalorica come premio

Secondo un sondaggio condotto nel Regno Unito da Forza Supplements il 39% di chi va in palestra brucia solo poco più di 300 calorie per ogni allenamento (in genere tra 300 e 500 kcal). Una quantità abbastanza misera di calorie perse, ma che però scatena la voglia di premiarsi con una o più merende ipercaloriche. In pratica si pensa erroneamente di perdere tantissime calorie tra pesi e tapis roulant e quindi ci si permette di eccedere con dolci e cibo spazzatura con la disinvoltura di spendere un “buono” dimagrimento guadagnato in palestra. Il risultato è che circa il 26% dei frequentatori delle palestre tende ad ingrassare nonostante svolga una regolare attività fisica, mentre il 49% rimane dello stesso identico peso senza perdere un grammo di grasso; il 27% invece dimagrisce dopo l’iscrizione in palestra. In base al sondaggio, la merendina a cui in pochi inglesi riescono a far a meno è il celebre Kit Kat, che contiene ben 233 calorie. Secondo chi ha condotto lo studio, un’altra cattiva abitudine è quella di sfinirsi in palestra, a digiuno, subito prima di una serata fuori dove si farà il pieno di calorie da cibo e, soprattutto, da alcool, per poi tornare in palestra il giorno successivo e sfinirsi nuovamente. Una strategia che danneggia il fisico e può addirittura far ingrassare che potrebbe inquadrarsi nell’ambito della bulimia nervosa e nella drunkoressia. A tal proposito leggi:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Da obeso a personal trainer: Mike Waudby tenta il suicidio e perde 118 chili in 18 mesi

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Dieta Peso Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Ecografie Smettere fumare Obesità Bendaggio Dimagrire Mike WaudbyAlcune storie ci fanno capire che nella vita sono poche le cose che non possono essere cambiate, se si è in possesso di passione, costanza e soprattutto una forza di volontà di ferro. Una di queste storie ci racconta la vita di Mike Waudby. Mike è un inglese 31enne di Kingston upon Hull che è arrivato a pesare 210 kg, un peso che sul suo corpo pesava così tanto – sia a livello fisico che mentale – da decidere di tentare il suicidio. Un gesto estremo che, però, ha fatto scattare qualcosa di positivo in lui e trovare la forza per dare un cambiamento definitivo alla sua vita. Oggi quel ragazzo, che non accettava la sua obesità, è un personal trainer e ha trovato anche l’amore.

 “Quando avevo 21 anni, pesavo 140 Kg. Uscivo con i miei amici, ma, una sera, una ragazza si è avvicinata a me e mi ha chiesto di lasciare il bar, le ho chiesto il perché e mi ha risposto che la mia vista infastidiva lei e le sue amiche. Da quel giorno mi sono chiuso in casa per sette anni, e non mi sono più fatto vedere in pubblico, a parte quando dovevo andare dal medico.”

Quello di Mike è stato un traguardo raggiunto con tanti sacrifici e sofferenze. Dopo essere stato offeso pesantemente sulla sua fisicità da tante ragazze, è rimasto chiuso in casa per ben 7 anni. A 29 anni l’ago della bilancia era arrivato a toccare la soglia 210 kg. Poi la decisione di porre fine alla sua vita con un mix di farmaci e alcol che paradossalmente, proprio grazie a quel peso tanto odiato, l’hanno lasciato solo leggermente stordito.

Leggi anche: Non sono grasso: ho la costituzione robusta e le ossa grosse

Impegno e costanza

Dopo il tentato suicidio Mike apre finalmente gli occhi: la morte non è la soluzione. La morte è issare bandiera bianca. E lui questo non lo vuole. Decide di lavorare seriamente sul suo corpo. Prova a fare qualche semplice movimento nella sua camera da letto. Il corpo gli pesa. Ma lui non ha NESSUNA intenzione di mollare. Compra un tappetino e due manubri. Inizia ad allenarsi con costanza facendo pesi ed esercizi a corpo libero in casa, lontano dagli occhi indiscreti. Non lo fa per farsi vedere: lo fa per se stesso. Lo fa per dimostrarsi che lui è più forte di quel grasso che lo imprigiona. Aumenta di volta in volta i pesi, prima con profonda sofferenza, poi via via con sempre più coraggio e fiducia nei suoi mezzi, supportato dai consigli degli amici. Si accorge che il corpo umano ha dei margini per risollevarsi dall’inferno, che mai avrebbe immaginato. Si accorge che il suo corpo ce la può fare e che risponde sempre meglio agli stimoli. Successivamente decide di aver bisogno dell’aiuto di un istruttore professionista e prende coraggio: esce finalmente di casa e si iscrive in una palestra. Consulta medici ed esperti del campo. Mangia meglio. I carboidrati non sono più la sua droga: la sua droga ora è l’allenamento. Lo specchio non è più un nemico e finalmente i suoi tratti di bel ragazzo si delineano liberandosi del grasso in eccesso che avevano tenuto in ostaggio la sua bellezza e la sua vita. Si fidanza con una ragazza che condivide con lui la passione per la palestra ed il fitness. Il suo fisico diventa sempre più scolpito ed armonioso. In meno di due anni è riuscito a perdere ben 115 kg ed ora ha deciso di aiutare quelli che erano nelle sue condizioni, a cambiare vita. Ben fatto Mike, che tu possa essere di esempio e di ispirazione per tanti!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Dimagrire riducendo le dimensioni dello stomaco senza chirurgia e bendaggio gastrico

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOSe tutti noi potessimo ridurre in questo preciso momento la dimensione del nostro stomaco, stasera a cena mangeremmo pochissimo e in pochi giorni perderemmo decine di chili di grasso. Questo perché il nostro senso di sazietà è strettamente correlato alle dimensioni di tale organo: la riduzione della dimensione dello stomaco comporta una ridotta capacità di assunzione di cibo, per ovvie ragioni meccaniche. In chirurgia si effettua il bendaggio gastrico a questo scopo (oppure l’applicazione temporanea di un palloncino intragastrico). Lo stomaco, riempendosi, trasmette all’ipotalamo il senso di sazietà. Se naturalmente lo stomaco è piccolo, basta poco cibo per sentirsi sazi.
Se il bendaggio gastrico chirurgico è una soluzione per i soggetti obesi, non è necessario per le persone in leggero sovrappeso, né tanto meno per le persone normopeso che voglio snellire, tonificare o rimanere tali, anche perché il bendaggio non è una operazione chirurgica libera da rischi, anche gravi, per il paziente. L’obbiettivo è quindi ridurre la dimensione dello stomaco agendo per altre vie, e vi spiego qui quali:

Potenziare il muscolo trasverso
Il muscolo trasverso è un muscolo addominale profondo che cinge le viscere per tutta la lunghezza dalle parte interna delle coste, sino alla spina iliaca e all’inguine. Il suo tono esercita pressione sulle viscere spingendole verso l’interno, stimola la peristalsi intestinale (effetto anti-stipsi) e riduce la dimensione del lume dello stomaco. Ergo: bisogna assolutamente tonificare il trasverso e mantenerlo tonico. Come fare? Eseguire due/tre volte a settimana da uno a tre set di crunch addominale con vacuum al massimo delle ripetizioni sino a cedimento. Ciò significa che durante l’esecuzione del crunch, in ogni ripetizione al termine della fase concentrica, dovete buttar fuori tutta l’aria forzando l’espirazione e contraendo per un paio di secondi. Dovete proseguire nella serie sino al cedimento. Senza cedimento non date stimolo e non riuscirete a tonificare. L’esercizio va eseguito a stomaco vuoto.

Riempire lo stomaco a calorie zero
Riempite, durante i pasti (in particolare pranzo e cena), gran parte dello stomaco con alimenti ad alto contenuto idrico e ridotto contenuto calorico, facendo precedere alla pietanza calorica vera e propria una ciotola abbondante di insalata mista (pomodoro, cetriolo, finocchio, sedano, peperoni, insalate verdi, ecc.) condita con olio extravergine di oliva e/o olio di semi di canapa e un cucchiaio di olio di lino, aceto o succo di limone. Dopo questo piatto di verdure, consumate almeno un paio di frutti con buccia (es.: due mele, una mela e una pera, due arance tarocco grandi ecc.). Dopo di che potete partire con la pietanza a medio/basso ig, di cui vi ho dato esempio in precedenza (ad esempio una porzione di salmone al vapore con pane di segale, un piatto di lenticchie o di ceci, pasta con legumi – con due parti di pasta per una di legumi -, una porzione di ricotta vaccina con pane integrale, ecc. ecc., aiutandovi con le tabelle degli indici glicemici presenti nel ns. sito). Se, a fine pasto non vi sentite ancora a posto, riempitevi con altra frutta con buccia (es.: mele, arance, pere, ecc.) o due/tre noci. Se siete soggetti non particolarmente preposti a ingrassare, potete riempire lo spazietto rimasto con un po’ di cioccolato o un dolcetto, il quale da solo difficilmente porterà il vostro pasto misto ad alto carico glicemico. Nota: alcuni soggetti hanno problemi ad assumere frutta o dolce a fine pasto, come del resto viene posto in attenzione dalla dietetica dissociata. Infatti la frutta e il dolce, possedendo zuccheri semplici, necessitano di passare rapidamente per lo stomaco. Se assunti a fine pasto, possono trattenersi troppo a lungo con fermentazione e produzione di gas. Questo in verità dovrebbe succedere solo in soggetti molto sensibili, se avete avuto l’accortezza di fare un PICCOLO pasto come indicato già da prima, e soprattutto se non avete assunto fritti (il fritto è un tabù non solo per l’effetto ingrassante, ma anche per quello intossicante dato che denatura gli oli di cottura). Ma se questo effetto di produzione di gas si verifica in voi, allora la frutta lasciatela nel prepasto e negli spuntini. Attendete almeno 15 minuti prima di partire con la pietanza calorica (quindi: insalata, frutta, attendere 15 minuti, e poi salmone o ricotta, ecc.).

Glucomannano: un integratore molto utile
Se ciò non bastasse, potete assumere tra l’insalata e la frutta prepasto una compressa di glucomannano 1-2g con due bicchieroni di acqua. Tale fibra aumenta fino a 100 volte il suo volume riempiendo lo stomaco ed aiutando la motilità intestinale. Oppure potete utilizzare una manciata di orecchiette di crusca sempre con due bicchieroni di acqua (questa fibra aumenta sino a 10 volte il suo volume). Se volete approfondire il fuzionamento di questo eccezionale integratore, cliccate qui.

Dal meno saporito al più
Ancora un’ultima osservazione: mangiare PRIMA verdure e frutta rispetto al piatto calorico è importante anche perché rispetta il principio “dal meno saporito al più”. Cioè, quando ci si alimenta, è bene incominciare a masticare prima ciò che ha meno sapore, e poi ciò che ne ha di più. Infatti, difficilmente se partite mangiando della pasta ben condita, troverete gustosa l’insalata. Viceversa l’insalata sarà squisita se gustata come primo alimento. Provare per credere.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Vuoi avere un seno più bello? Comincia con la postura e la ginnastica giusta

MEDICINA ONLINE PALESTRA ALLENAMENTO DONNA MUSCOLI PESI BELLEZZA GINNASTICA PESISTICAIl portamento scorretto dovuto ad una vita sedentaria, alle troppe ore sedute in ufficio in modo sbagliato, rappresenta una delle cause principali della modificazione della forma del seno. Spesso si vedono donne giovani con un seno piuttosto pendente, con le spalle in avanti e la schiena piegata. Se le spalle sono curve è impossibile che il seno, per quanto giovane e bello sia, stia al posto giusto: infatti risulterà come intrappolato tra le braccia e pendente. Quando si assume questa posizione sbagliata succede che il peso del seno è affidato totalmente alla pelle, che essendo in questa zona particolarmente delicata, cede lentamente, mentre se si tengono le spalle dritte il seno appoggia meglio sul muscolo grande pettorale e rimane posizionato più in alto.

La prima regola per avere un petto turgido e bello è abituarsi ad un’andatura sciolta, a spalle aperte e indietro, il collo mantenuto eretto per tonificare i muscoli e la schiena morbidamente rilassata . Bisogna imparare a correggere i difetti di postura che con il passare del tempo sono responsabili di decadimento del seno, ma anche di dolori alla schiena. Gli errori di portamento sono piuttosto comuni e così radicati che, spesso, diventano la posizione naturale.
Alcuni stati d’animo, come la paura o l’insicurezza, influenzano il nostro portamento. La maturità, la consapevolezza e l’autostima si esteriorizzano in un atteggiamento più sciolto e più corretto del corpo. Spesso avere un torace all’apparenza contratto non è dovuto a conformazione naturale, ma piuttosto è la conseguenza di cattive abitudini mentali quali la timidezza, il rifiuto della vita, i complessi di vario genere, che rendono la donna insicura. In questi casi il collo si incurva, il dorso si arrotonda e il petto s’incava. Estendere il collo, rinforzare i muscoli, raddrizzare le spalle significa vivere con gioia, ottimismo e migliora l’aspetto del seno. Un buon portamento è, quindi, l’immagine esteriore di una stato d’animo positivo.

Si possono eseguire alcuni esercizi per migliorare il portamento: 

  • Rotazioni del capo , prima in senso orario e poi in senso antiorario, tenendo le spalle rilassate, le braccia lungo i fianchi con i palmi delle mani rivolti verso l’interno;
  • Sollevamento delle spalle verso l’orecchio;
  • Estensione del dorso , ottenuto spingendo un braccio verso l’alto, mentre l’altro appoggia sulla coscia;
  • Flessione della schiena a gambe divaricare , busto parallelo al pavimento e oscillare dolcemente tra le gambe.

Bisogna cercare di imitare il modo di camminare delle indossatrici disteso ed elegante. Il classico consiglio è quello di procedere con un libro sulla testa, cercando di non farlo cadere. Inizialmente la camminata risulterà piuttosto rigida, ma con il tempo l’andatura diventerà rilassata e naturale. Sono da evitare posizioni sbagliate quando si rimane sedute: la schiena deve essere diritta, le spalle non devono essere curve e tenere le ginocchia all’altezza delle anche.

Ginnastica da casa

La ginnastica serve a migliorare e a rafforzare il muscolo pettorale sul quale appoggia il seno . Quando il pettorale è sviluppato anche il seno appare più sostenuto e compatto. Alcuni semplici esercizi permettono di tonificare la muscolatura e, anche quando i tessuti sono indeboliti, si possono ottenere buoni risultati. La ginnastica per il seno deve essere pratica con una certa dolcezza, non devono essere fatti gesti bruschi, bisogna eseguire alcuni semplici movimenti con costanza tutti i giorni o alternandoli con quelli adatti alla schiena e alle spalle. Uno dei movimenti più noti e semplici è quello detto schiaccianoci. Si può eseguire in un momento qualsiasi della giornata e rafforza, senza troppa fatica, il pettorale. Bisogna unire e stringere le mani, esercitare una forte pressione palmo contro palmo, come se si dovesse schiacciare la noce con le mani.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!