Una vita attiva è lo strumento migliore per prevenire molte patologie. Per mantenersi in buona salute è necessario “muoversi” cioè camminare, ballare, giocare, andare in bicicletta. Un buon livello di attività fisica, infatti, contribuisce ad abbassare i valori della pressione arteriosa e quelli dell’ipercolesterolemia, a prevenire malattie cardiovascolari, obesità e soprappeso, diabete, osteoporosi; contribuisce, inoltre, al benessere psicologico, riducendo ansia, depressione e senso di solitudine.
Per i più piccoli
Per i bambini e i ragazzi la partecipazione ai giochi e ad altre attività fisiche, sia a scuola che durante il tempo libero, è essenziale per:
- un sano sviluppo dell’apparato osteoarticolare e muscolare;
- il benessere psichico e sociale;
- controllare il peso corporeo;
- favorire il funzionamento degli apparati cardiovascolare e respiratorio;
- evitare l’instaurarsi di comportamenti sbagliati, quali l’abitudine a fumo e alcol e l’uso di droghe;
- contribuire alla ricchezza della nazione intera: un bambino sano avrà più probabilità di essere un adulto sano che sarà più produttivo per l’Italia e peserà di meno nel bilancio sanitario del Paese.
Per i più grandi
Anche per gli anziani l’esercizio fisico è particolarmente utile in quanto:
- ritarda l’invecchiamento;
- previene l’osteoporosi;
- contribuisce a prevenire la disabilità;
- contribuisce a prevenire la depressione e la riduzione delle facoltà mentali;
- contribuisce a ridurre il rischio di cadute accidentali migliorando l’equilibrio e la coordinazione.
Basta poco per stare bene
Uomini e donne di qualsiasi età possono trarre vantaggio anche solo da 30 minuti di moderato esercizio quotidiano. Non è necessario dedicarsi ad una attività specifica. Infatti l’attività fisica può essere di tipo sportivo oppure connessa con le attività quotidiane, ad esempio spostarsi a piedi o in bicicletta per andare a lavoro o a scuola, usare le scale invece dell’ascensore. L’importante è mantenersi attivi sfruttando ogni possibile occasione, ad esempio: dedicarsi ai lavori di giardinaggio, fare la spesa, portare a spasso il cane. Se il tempo è poco in alternativa è consigliabile almeno utilizzare il fine settimana per lunghe passeggiate e/o gite in bici, ballo e nuotate in piscina.
I vantaggi dello stare in forma
Praticare con regolarità attività sportive almeno 2 volte a settimana, aiuta a:
- aumentare la resistenza;
- aumentare la potenza muscolare;
- migliorare la flessibilità delle articolazioni;
- migliorare l’efficienza di cuore e vasi;
- migliorare la funzionalità respiratoria;
- migliorare il tono dell’umore.
Rischi di una vita sedentaria
Fin qui abbiamo visto i vantaggi del tenerci in forma, ma cosa rischiamo nel non farlo? La vita sedentaria è purtroppo una forte condizione predisponente, insieme ad una cattiva alimentazione, di importanti patologie, quali:
- diabete di tipo 2;
- disturbi cardiocircolatori (infarto, miocardico, ictus, insufficienza cardiaca);
- insufficienza venosa;
- sovrappeso e obesità;
- osteoporosi;
- artrite;
- ipertensione arteriosa;
- aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue;
- alcuni tumori.
Leggi quanto la vita sedentaria può essere deleteria: “La sedia: la sigaretta del terzo millennio”
L’attività fisica regolare rappresenta un fattore protettivo per le malattie cardiovascolari e il diabete, sia in termini di mortalità che di morbilità. In particolare, agisce abbassando la pressione arteriosa e i valori dei trigliceridi nel sangue, aumentando il colesterolo HDL (colesterolo buono) e migliorando la tolleranza al glucosio. Quindi, se potete, uscite subito e… fate lavorare i vostri muscoli!
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E’ uno dei consigli che do più spesso ai miei pazienti, insieme a “smetti di fumare” e “mangia meno grassi”. Fate muovere i vostri figli! E per “movimento” non intendo solamente pratica sportiva: per un bambino movimento significa gioco, attività all’aria aperta, corsa, passeggiata nel viale con gli “amichetti”. Basta giocare a PES alla playstation: meglio una bella partita di calcetto coi compagni di scuola! Dieta sbagliata e poco movimento nei più piccoli: è emerso dall’ultima raccolta dati (condotta nel 2012 e riferita agli alunni della scuola primaria) di
Alcuni tipi di disfunzione erettile (quella che una volta veniva chiamata “impotenza”) possono essere curati con l’esercizio fisico e una buona alimentazione: lo hanno scoperto un gruppo di ricercatori della East Carolina University guidati dal dottor Christopher Wingard in uno studio pubblicato su American Journal of Physiology. L’esercizio aerobico sembra però poter curare solo la disfunzione erettile maschile che viene causata da una scorretta alimentazione: i dati emersi dallo studio su un modello animale hanno messo infatti in evidenza la stretta correlazione fra il cibo spazzatura, l’esercizio aerobico e la capacità erettile. I ricercatori infatti hanno sottoposto per 12 settimane un gruppo di topi a una dieta ricca occidentale con cibo spazzatura ricco di zuccheri e grassi. L’altro gruppo ha invece seguito una dieta sana e durante il periodo di osservazione metà degli animali sono stati sottoposti a esercizio fisico. I risultati hanno dimostrato che i topi che avevano seguito la dieta “occidentale” ricca di cibo spazzatura e che non avevano praticato l’esercizio fisico avevano sviluppato una disfunzione erettile presentando arterie coronarie poco elastiche. Al contrario i topi che pur avendo seguito la stessa dieta avevano praticato l’esercizio fisico non presentavano disfunzione erettile rifuggendo i problemi alle arterie.
Con la sua azione l’alcol influenza negativamente la prestazione sportiva. Ovviamente i suoi effetti sono dose dipendenti e se piccole quantità (30-40 grammi al giorno per gli uomini e 20-30 g/die per le donne) sono tutto sommato tollerabili, dosi elevate possono compromettere seriamente la performance sportiva. Nel fegato l’ossidazione di 1 grammo di alcol libera comunque un’elevata quantità di energia (7 kcal, contro le 4 Kcal di carboidrati e proteine e le 9 kcal dei grassi). Occorre tuttavia precisare che il grado alcolico riportato in etichetta non corrisponde ad 1 g di alcol bensì ad 1 ml di etanolo che sviluppa all’incirca 5,6 Kcal. L’alto contenuto calorico dell’alcol non è che uno dei tanti effetti negativi di questa sostanza che con la sua azione altera gran parte delle reazioni metaboliche che avvengono nel nostro organismo.
Titolo provocatorio? Certamente un po’ ma a guardar bene alcune statistiche – e a saper bene interpretare i meccanismi tortuosi della nostra mente – si capisce che nell’affermazione “se vai in palestra ingrassi” un pizzico di verità c’è: continuate a leggere! Cominciamo dal principio: le vacanze sono appena finite ed i più volenterosi – anziché aspettare giugno per rimettersi in forma – si sono già messi all’opera per la “prova costume della prossima estate”. Quindi pian piano le palestre sono tornate a popolarsi di persone alla ricerca della linea perduta. Eppure, misteriosamente, molti tra i frequentatori più fissati lamentano un inspiegabile aumento di peso nonostante le ore passate tra tapis roulant e bilancieri. Tanti miei pazienti continuano ad ingrassare anche se mangiano poco e fanno tanta palestra, ma allora sono semplicemente bugiardi – alcuni lo sono effettivamente! – o c’è una spiegazione plausibile?
Se tutti noi potessimo ridurre in questo preciso momento la dimensione del nostro stomaco, stasera a cena mangeremmo pochissimo e in pochi giorni perderemmo decine di chili di grasso. Questo perché il nostro senso di sazietà è strettamente correlato alle dimensioni di tale organo: la riduzione della dimensione dello stomaco comporta una ridotta capacità di assunzione di cibo, per ovvie ragioni meccaniche. In chirurgia si effettua il bendaggio gastrico a questo scopo (oppure l’applicazione temporanea di un palloncino intragastrico). Lo stomaco, riempendosi, trasmette all’ipotalamo il senso di sazietà. Se naturalmente lo stomaco è piccolo, basta poco cibo per sentirsi sazi.
Il portamento scorretto dovuto ad una vita sedentaria, alle troppe ore sedute in ufficio in modo sbagliato, rappresenta una delle cause principali della modificazione della forma del seno. Spesso si vedono donne giovani con un seno piuttosto pendente, con le spalle in avanti e la schiena piegata. Se le spalle sono curve è impossibile che il seno, per quanto giovane e bello sia, stia al posto giusto: infatti risulterà come intrappolato tra le braccia e pendente. Quando si assume questa posizione sbagliata succede che il peso del seno è affidato totalmente alla pelle, che essendo in questa zona particolarmente delicata, cede lentamente, mentre se si tengono le spalle dritte il seno appoggia meglio sul muscolo grande pettorale e rimane posizionato più in alto.