Singhiozzo: perché viene e come farlo passare?

MEDICINA ONLINE ACQUA WATER DEMINERALIZZATA DEIONIZZATA IONI SALI ACIDA SALUTE DISTILLATA IDROGENO CHIMICA OSSIGENO DRINK POTABLE WALLPAPER PICS HI RES IMAGE PHOTO PICTURESIl singhiozzo è causato da uno spasmo del muscolo diaframma, che si contrae in maniera involontaria e anomala generando il famoso, “hic”. Questo  suono è causato dalla glottide, quando il diaframma si contrae, a causa dell’aria  che compie il suo percorso in maniera veloce. Le cause sono riconducibili a una cattiva deglutizione di liquidi, o ad uno sbalzo di temperatura. Inoltre il fumo, i cibi piccanti, un pasto molto ricco, una grande risata o una forte emozione sono anche essi potenziali cause della comparsa del singhiozzo. Per far passare il singhiozzo si può ricorrere a rimedi antichi ed efficaci, tramandati da secoli.

Alcuni consigli per far passare il singhiozzo

  • Trattenere il respiro il più a lungo possibile (almeno una decina di secondi), distrae il cervello dall’irritazione e rilassa il diaframma.
  • Bere diversi piccoli sorsi (almeno dieci) senza respirare in quanto seda i nervi.
  • Provocare uno spavento: infatti una sorpresa può scombussolare il nervo vago e far cessare il singhiozzo.
  • Otturarsi le orecchie (per almeno 10 secondi) per scombussolare il nervo vago e far cessare il singhiozzo.
  • Gonfiare un palloncino, in quanto si aumenta la quantità di anidride carbonica nel sangue che distrae il cervello dal nervo vago.
  • Solleticare il palato sotto la lingua con un cotton fioc.
  • Mettere un cucchiaino di zucchero sul dorso della lingua (quindi non sulla punta): il dolce distrarrà le terminazioni nervose.
  • Assumere  sostanze naturali e calmanti quali la camomilla, valeriana, menta e lavanda;sono ottimi rimedi per rilassare la muscolatura del diaframma.
  • Ingerire dell’aceto o del succo di limone.
  • Si può anche intervenire con l’agopuntura localizzata nell’orecchio.
  • L’eruttazione sembra essere un ottimo metodo per togliere il singhiozzo

Come prevenire il singhiozzo

  • Evitare di bere troppi alcolici in quanto irritano la digestione e le mucose
  • Non mangiare velocemente:infatti la cattiva masticazione può provocare degli intrappolamenti di aria che scompensano il nervo vago. Dicasi la stessa cosa se si beve velocemente.
  • Evitare cibi piccanti in quanto irritativi della mucosa drastica.
  • Soprattutto non dimenticare che il singhiozzo è un segnale di sovraccarico di cibo quasi a dire di smetterla di mangiare!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Quali sono le sette meraviglie del mondo?

MEDICINA ONLINE COSA SONO QUALI SONO SETTE 7 MERAVIGLIE DEL MONDO ANTICOLe sette meraviglie del mondo sono le strutture e opere architettoniche, artistiche e storiche che i Greci e i Romani ritennero i più belli e straordinari artifici dell’intera umanità.

Anche se erano stati compilati altri elenchi più antichi, la lista canonica deve risalire al III secolo a.C., poiché comprende il Faro di Alessandria, costruito tra il 300 a.C. e il 280 a.C., e il Colosso di Rodi, crollato per un terremoto nel 226 a.C. Tutte costruite più di 2.000 anni fa, furono contemporaneamente visibili solo nel periodo fra il 250 a.C. e il 226 a.C.; successivamente andarono via via distrutte per cause diverse; solo l’imponente Piramide di Cheope, la più antica di tutte, sopravvive ancora oggi. Esse erano situate in Egitto (2), Grecia (2), Asia Minore (nell’attuale Turchia) (2) e Mesopotamia (nell’attuale Iraq).

Tra i testi conservati il più antico che nomina le sette meraviglie è una poesia di Antipatro di Sidone (Antologia greca, IX, 58) scritta intorno al 140 a.C. Alle sette meraviglie è dedicata l’opera intitolata De septem orbis spectaculis, erroneamente attribuita a Filone di Bisanzio ma molto più tarda (probabilmente del V secolo d.C.). Vengono anche chiamate le sette meraviglie classiche oppure le sette meraviglie antiche per distinguerle dalle sette meraviglie moderne proposte in tempi più recenti.

Le sette meraviglie antiche

  • La Piramide di Cheope a Giza (Egitto): la più antica fra le sette meraviglie e l’unica che sopravvive ancora oggi. Rappresenta la glorificazione delle imprese del faraone.
  • I Giardini pensili di Babilonia (Mesopotamia): dove si racconta che la regina Semiramide raccogliesse rose fresche durante tutto l’anno.
  • La Statua di Zeus a Olimpia (Grecia): grandiosa testimonianza di arte religiosa, opera dello scultore greco Fidia.
  • Il Tempio di Artemide a Efeso (Turchia).
  • Il Colosso di Rodi (Grecia): enorme statua bronzea situata nell’omonima isola.
  • Il Mausoleo di Alicarnasso (Turchia): monumentale tomba dove riposa il satrapo Mausolo, situata ad Alicarnasso.
  • Il Faro di Alessandria: (Egitto): costruzione che rischiarava la via ai mercanti che si approssimavano al porto.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

 

Vomitare sangue ed ematemesi: cos’è, cosa fare, cause e terapie

MEDICINA ONLINE ESOFAGO STOMACO DUODENO INTESTINO TENUE DIGIUNO ILEO SCOPIA APPARATO DIGERENTE CIBO DIGESTIONE TUMORE CANCRO POLIPO ULCERA DIVERTICOLO CRASSO FECI VOMITO SANGUE OCCULTO MILZA VARICI CIRROSI EPATICA FEGATO.jpgSi chiama ematemesi la perdita di sangue dallo stomaco, dall’esofago o dal duodeno attraverso l’emesi, cioè il vomito. Si tratta di un’emorragia tra le più comuni che porta addirittura alla morte nel 6 – 12 % dei casi. Pare che gli uomini siano maggiormente colpiti da ematemesi rispetto alle donne. Il sangue che è rimesso può avere diverse colorazioni ed esaminarne il colore è importante per avere maggiori indicazioni sulla natura del problema. Quando il sangue dell’ematemesi è di colore rosso vivo significa che l’emorragia è recente e molto pericolosa perché il paziente sta perdendo molto sangue e velocemente. Quando invece il sangue ha una colorazione più scura di rosso, significa che il sangue non è emesso subito ma ha stazionato nell’apparato digerente per un po’ prima di essere vomitato. Tanto più il sangue ha un colore simile al caffè, tanto più si è fermato prima di uscire. L’emorragia da cui ha origine dovrebbe non essere troppo grave, soprattutto se la quantità di sangue espulsa è poca. L’ematemesi non avviene dopo un colpo di tosse, che è un sintomo che invece riguarda i polmoni, tipico della tisi ad esempio.

Leggi anche:

Cause

Le cause dell’ematemesi sono da ricercarsi in problemi gastrointestinali. Una possibile causa potrebbe essere un’ulcera gastrica o duodenale. Infatti, la metà dei pazienti affetti da queste patologie presenta ematemesi. L’ulcera è una lesione della mucosa che può essere causata da diversi fattori, tra cui l’assunzione di farmaci antiinfiammatori non steroidei che provocano una gastrite erosiva. L’ematemesi si verifica anche in seguito a un trauma fisico, come potrebbe succedere dopo un incidente stradale o dopo un allenamento sportivo che porta alla rottura di vasi sanguini del tratta gastrointestinale. Una causa simile a questa appena descritta è la angiodisplasia gastrica che porta alla rottura dei vasi sanguini a causa di una loro malformazione. Altra causa dell’ematemesi potrebbero essere le varici esofagee che sono delle dilatazioni dei vasi dell’esofago che hanno luogo in seguito a ipertensione venosa, cioè quando aumenta la pressione del sangue. Questo genere di ipertensione con la formazioni di varici è anch’essa un sintomi di una patologia: la cirrosi epatica. Anche tumori a stomaco, intestino, pancreas, fegato e esofago possono avere come sintomo l’ematemesi. La sindrome di Mallory – Weiss è una patologia che non ha ancora individuato con precisione la sua causa ma pare certo che è indicata dalla presenza di ematemesi. Pare che frequenti episodi di vomito a causa di abuso di alcol portino alla lacerazione dello sfintere che provoca una piccola emorragia. Infine, l’ematemesi può essere sintomo della malattia emorragica del neonato. Si tratta di una patologia che colpisce i bambini e i neonati, come si può capire dal suo nome. In corrispondenza a una mancanza totale di vitamina K, il sangue non è coagulato per una mancata formazione del fegato e così il neonato presenta ematemesi.

Leggi anche:

Terapia

Come già detto, l’ematemesi è il sintomo di altre patologie, quindi è possibile curarla solo diagnosticando le cause a monte ed intervenendo su di esse. Quando si presenta l’ematemesi, si deve correre all’ospedale, dove il paziente è sottoposto a misurazione della pressione sanguigna per verificare che non sia in atto una grave emorragia. Con una perdita di sangue, i medici immettono subito per via endovenosa altri liquidi, perché il volume ematico si riduce con l’ematemesi. Si procede, inoltre, con esami del sangue per contare globuli rossi, elettroliti e concentrazione di emoglobina. Con perdite di sangue ingenti, si deve ricorre anche a delle trasfusioni. Per trovare l’origine dell’ematemesi è eseguita una gastroscopia che individua la presenza di ulcere gastriche o duodenali da dove potrebbe provenire il sangue. Sono prescritti farmaci anti emorragici per fermare la fuoriuscita di sangue. Una volta individuata la causa, si può cauterizzare i vasi che provocano il sanguinamento. Nei casi più gravi, si deve intervenire chirurgicamente; l’intervento dipende dalla patologia in corso. Dopo aver avuto l’ematemesi, è sempre consigliabile restare a digiuno per un paio di giorni e, in quelli successivi, seguire una dieta a base di liquidi evitando i cibi solidi.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn e su Pinterest, grazie!

Differenza tra epilessia e convulsioni

MEDICINA ONLINE MORTE CLINICA BIOLOGICA MORTE CEREBRALE END LIFE OSPEDALE LETTO VENTILATORE MECCANICO STACCARE LA SPINA BRAIN DEATH ELETTROENCEFALOGRAMMA PIATTO FLAT EEG SNC CERVELLO TERMINALE MALATO COMA STATO VEGETATIVOL’epilessia è una condizione neurologica, solitamente cronica, in altri transitoria, caratterizzata da ricorrenti e improvvise manifestazioni con perdita della coscienza e – in alcuni casi – violenti movimenti convulsivi dei muscoli, dette “crisi epilettiche”.  La crisi è causata dalla scarica improvvisa eccessiva e rapida di una popolazione più o meno estesa di neuroni che fanno parte della sostanza grigia dell’encefalo (definizione di John Hughlings Jackson). L’aggregato di neuroni interessati dalla scarica viene definito “focolaio epilettogeno”. Se la scarica interessa tutta la superficie del cervello, si parla di crisi epilettiche generalizzate; se interessa solo una parte della superficie, si parla di crisi epilettiche focali (o parziali).

Le convulsioni sono contrazioni violente e non volontarie che interessano alcuni muscoli scheletrici volontari. Una pratica distinzione delle convulsioni è quella che le suddivide in:

  • toniche;
  • cloniche;
  • tonico-cloniche.

Si parla di convulsioni toniche nel caso che la contrazione muscolare sia prolungata; le convulsioni sono dette invece cloniche quando sono di breve durata e sono seguite da una fase di rilassamento; si parla di convulsioni tonico-cloniche quando c’è un susseguirsi di convulsioni toniche e di convulsioni cloniche.

Epilessia e convulsioni

Spesso si fa confusione tra i due termini, questo accade perché le convulsioni sono un sintomo tipico, ma non esclusivo, dell’epilessia. La convulsioni possono infatti essere provocate da altri tipi di patologie o da altre condizioni:

  • ascessi cerebrali;
  • crisi di astinenza (astinenza da alcol, farmaci, sostanze stupefacenti);
  • eclampsia;
  • encefalite;
  • febbre (si parla di convulsioni febbrili, specie nei bambini);
  • idrofobia;
  • meningite;
  • neoplasie cerebrali;
  • problemi di tipo metabolico (ipoglicemia, iponatremia e ipossia);
  • tetano;
  • uremia.

Per approfondire:

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

In quale scena del film “Il Corvo” Brandon Lee viene ucciso? [VIDEO]

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CASE BRUCIANO MUOIONO VERO AMORE PER SEMPRE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari AnoIl celebre attore Brandon Lee morì il 31 marzo 1993 a Wilmington (Carolina del Nord), quando mancavano tre giorni alla fine delle riprese del film “Il Corvo”. L’attore fu ucciso mentre si stava girando una scena, da una pistola che doveva essere caricata a salve. Dopo il terribile incidente la produzione cinematografica statunitense stabilì che nelle sparatorie le armi non venissero più puntate direttamente verso gli individui, ma con un’angolazione di 30°.

Perché la pistola ha sparato per davvero?

La tragedia fu causata da una disattenzione dello staff, che non aveva controllato con la perizia necessaria la pistola che doveva servire per la scena. Per motivi di tempo, non avendo colpi a salve, alcuni membri della troupe comprarono proiettili veri e ne rimossero la polvere da sparo all’interno, ricongiungendo il proiettile alla capsula a percussione. La pistola venne usata in diverse riprese, ma all’interno della canna rimase bloccato un proiettile per via di una carica debole. Il difetto passò inosservato e l’arma venne poi ricaricata con proiettili a salve per poi essere usata per girare la scena fatale. Per via della breve distanza e della canna ostruita, una carica a salve fu sufficientemente forte da far partire il proiettile bloccato che colpì Brandon all’addome. Dopo l’incidente, Brandon fu ricoverato d’urgenza al “New Hanover Regional Medical Center” di Wilmington, dove morì dopo una vana operazione di circa 12 ore.

Leggi anche: In che lingua è cantata “Now we are free”?

Qual è la scena precisa in cui Brandon Lee è stato ucciso?

Sulla scena della reale morte dell’attore sono sorte molte leggende ed ognuna racconta punti del film diversi in cui l’attore sarebbe stato ucciso per davvero. Noi ci fidiamo delle parole del regista che ha raccontato che la scena fatale è quella in cui all’appena resuscitato Eric, tornato nella sua abitazione e, turbato dai ricordi di quella tragedia, ritornano alla mente le dinamiche della sua morte. Draven entrando nel suo appartamento viene aggredito da alcuni malfattori che poco prima avevano stuprato la sua ragazza Shelly. Eric viene colpito con un colpo di pistola da Funboy, per poi precipitare giù dalla finestra. Nel film ciò accade intorno al minuto 11°. Nonostante questa sia una delle prime scene del film, in realtà era stata una delle ultime ad essere girate.

MEDICINA ONLINE The Crow Brandon Lee real death scene sequence 1.png

MEDICINA ONLINE The Crow Brandon Lee real death scene sequence 2.png

MEDICINA ONLINE The Crow Brandon Lee real death scene sequence 3.png

MEDICINA ONLINE The Crow Brandon Lee real death scene sequence 4.png

La scena della vera morte di Brandon Lee è stata inserita nel film?

No, è stata eliminata. La scena della morte reale di Brandon non fu inserita e quella presente nel film è stata rifatta da una controfigura. Nella scena originale si vedeva Brandon Lee camminare in un vicolo sotto la pioggia per tornare a casa, prima di essere realmente ucciso. Nella scena rifatta l’attore è una controfigura: entra semplicemente dalla porta, bagnato da alcune gocce d’acqua provenienti da una tubatura perforata e tutta la restante scena in cui Eric viene disturbato dal ricordo del suo assassinio e dello stupro di Shelly, compresa la scena in cui Massee uccise Lee nella realtà, è stata rigirata dalla controfigura.

Quali sono le altre scene girate da una controfigura?

Oltre alla scena prima citata, in altre cinque scene Brandon Lee è stato sostituito da controfigure:

  • la scena dove Draven si trucca: il volto di Brandon, visibile riflesso nello specchio rotto, è stato aggiunto in seguito, adeguatamente alterato;
  • quando Draven suona la chitarra sul tetto della sua abitazione;
  • la scena dove Draven prepara la morte di T-Bird (David Patrick Kelly), riempiendo la sua auto di esplosivi: Draven non parla e non viene mostrato in volto ed i brevi istanti in cui si vede il suo viso in primo piano fanno parte di una scena precedente che era stata tagliata;
  • quando Sarah visita l’appartamento, Draven è una controfigura: il suo viso non viene mai inquadrato;
  • dopo aver ucciso Skank (Angel David), Draven scappa sui tetti per sfuggire dalla polizia e viene aiutato dal poliziotto Albrecht.

Chi ha ucciso Brandon Lee?

L’arma che materialmente uccise Brandon Lee era in mano a Michael Massee (il personaggio chiamato “Funboy”, vedi immagine in basso) il quale, inconsapevole del suo malfunzionamento, lo colpì ferendolo gravemente.

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PSICHIATRIA MEDICINA DELLE DIPENDENZE DIRETTORE MEDICINA ONLINE Michael Massee Il Corvo morte the crow Brandon Lee real death scene sequence

Michael Massee in una scena del film (non quella in cui è stato ucciso Brandon Lee)

Massee rimase fortemente scosso dall’incidente e per lunghi periodi cadde in profonde crisi depressive. Il dramma fu un episodio accidentale e Massee fu scagionato da ogni accusa poiché ignaro del fatto che l’arma fosse difettosa, tuttavia l’attore non riuscì mai a superare del tutto il tormento di quella tragedia, come lui stesso ha varie volte confermato.

Leggi anche: La storia di Einar Wegener, il primo uomo sottoposto ad operazione di cambio di sesso e diventato Lili Elbe

Le parole del regista Alex Proyas

“Lo vidi crollare a terra, con un lamento. Il foro del proiettile mi parve perfettamente simulato e il sangue era forse fin troppo abbondante, ma nel complesso la scena era riuscita a meraviglia e dopo aver gridato “stop” dissi che ne avremmo girata un’altra, più che altro per sicurezza. Sul set tutti si mossero per rigirare la scena e Brandon Lee rimase disteso al suolo, immobile. Visto che non si muoveva, mi avvicinai a lui e notai che la macchia di sangue continuava ad allargarsi. Mi chinai, toccai con il dito quel liquido. Era tiepido e denso, come sangue vero e sul set cadde un silenzio di morte. La prima persona a capire fu Eliza Hutton, fidanzata di Brandon, che faceva parte del cast come assistente alla produzione. Lanciò un urlo e si precipitò verso Brandon, mentre io mi rendevo conto che respirava debolmente e che le sue condizioni dovevano essere gravi. Brandon venne trasportato d’urgenza al più vicino ospedale. I dottori trovarono un corpo metallico nello stomaco che gli provocò la ferita mortale”.

Leggi anche: Quale malattia costringe Joker a ridere quando non vuole?

Come si riuscì a proseguire i lavori del film?

Con la morte di Lee, concludere il film fu più arduo del previsto, non solo perché alcune parti del deceduto attore dovevano essere completate ma anche perché alcuni interpreti non parteciparono alla sua ultimazione. Sofia Shinas (Shelly), che assistette al dramma, si rifiutò di proseguire e tornò nella sua abitazione a Los Angeles. Anche Ernie Hudson (Albrecht) abbandonò per motivi familiari, a causa della morte di suo cognato. A due mesi dal decesso dell’attore, la troupe, anche per volere della fidanzata di Brandon, Eliza Hutton, decise di completare il film e i restanti attori continuarono a parteciparvi, compreso Michael Massee, che però – come prima accennato – cadrà in depressione a causa della tragedia. Grazie al computer ed all’aggiunta di tagli di altre scene, il film poté essere ultimato, con l’aggiunta di un costo di 8 milioni di dollari: in totale 15 milioni di dollari vennero spesi per creare il film. Inoltre, in molte parti della pellicola, il ruolo di “Eric Draven” venne affidato a Chad Stahelski e Jeff Cadiente, stuntman e grandi amici di Brandon. La scena in cui Brandon morì, fu rigirata con una controfigura. Alla sua uscita, Il corvo fu un enorme successo di pubblico e critica, incassando circa $50,693,129 negli Stati Uniti e $94,000,000 al livello mondiale, di cui $11,774,332 nel suo fine settimana di apertura. Alcuni spiegarono questo successo, anche grazie all’incredibile fatalità che si era verificata durante le riprese del film. Il Corvo in totale arrivò a incassare 170 milioni di dollari. Il film è stato posizionato al ventiquattresimo posto nella classifica dei più visti negli Stati Uniti, nel 1994 ed è giudicato un film di culto dagli appassionati.

Sei appassionato di cinema e serie TV? Fatti un piccolo regalo! Sceglilo tra queste offerte imperdibili!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Trattamento farmacologico per la tubercolosi

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICIl trattamento per la tubercolosi (TBC) utilizza gli antibiotici per uccidere i micobatteri. Gli antibiotici più utilizzati sono la rifampicina, la pirazinamide, l’etambutolo e l’isoniazide. Sono i quattro farmaci che si usano, secondo le linee guida, nei primi due mesi di terapia, nella cosiddetta “fase d’attacco”.

Gli schemi terapeutici più diffusi prevedono una terapia iniziale con

  • isoniazide (300 mg),
  • rifampicina (600 mg),
  • pirazinamide (2000 mg),
  • etambutolo (1200 mg),

somministrati in associazione giornalmente.

Dopo i due mesi, i farmaci che si usano sono i soli isoniazide (600 mg) e rifampicina (600 mg), tre volte alla settimana per almeno altri 4 mesi. Infatti, rispetto al breve periodo di cure di antibiotici tipicamente utilizzato per altre infezioni batteriche, la TBC necessita di periodi molto più lunghi (dai 6 ai 12 mesi) per eliminare completamente i micobatteri dall’organismo. Il trattamento per la TBC latente utilizza solitamente un singolo antibiotico (chemioprofilassi preventiva), mentre la TBC attiva viene curata in modo più efficace con la combinazione di diversi antibiotici, per ridurre la possibilità che i batteri sviluppino una resistenza agli antibiotici. Persone con infezioni latenti vengono curate per prevenire la possibile evoluzione della TBC nella sua forma attiva.

Sebbene il trattamento antitubercolare abbia rappresentato una svolta nell’epidemiologia della malattia, una volta un vero e proprio flagello per i paesi occidentali (lo è ancora per i paesi in via di sviluppo), la terapia utilizzante la rifampicina e l’isoniazide non è senza rischi. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno fornito agli operatori sanitari delle raccomandazioni contro l’utilizzo di rifampicina e pirazinamide per il trattamento dell’infezione tubercolosa latente, a causa dell’alto numero di ospedalizzazioni e decessi da danni al fegato associati con l’utilizzo combinato di questi due farmaci.

Per approfondire:

La tubercolosi resistente ai farmaci si trasmette allo stesso modo della normale TBC. La resistenza primaria avviene nelle persone che sono infette da un ceppo resistente di TBC. Un paziente con TBC normale sviluppa una resistenza secondaria (o resistenza acquisita) durante la terapia contro la TBC a causa del trattamento inadeguato, del non mantenimento delle cure prescritte o dell’utilizzo di medicine di bassa qualità. La TBC resistente ai farmaci è un problema in molti paesi in via di sviluppo, poiché il trattamento è più prolungato e richiede farmaci più costosi. La tubercolosi multiresistente (MDR-TB) è definita come TBC resistente ai due medicinali più efficaci di prima linea: la rifampicina e l’isoniazide. La tubercolosi estensivamente resistente ai farmaci (XDR-TB) è immune anche a tre o più dei farmaci di seconda linea. La tubercolosi totalmente resistente ai farmaci (TDR-TB) è resistente a tutti i farmaci ed è ritenuta incurabile. Al 2012, questa forma è stata rilevata in sole tre nazioni: India, Iran e Italia.

Nel caso di meningite tubercolare, si deve ricorrere a farmaci in grado di passare attraverso la barriera emato-encefalica. Talvolta può essere necessario la somministrazione di tali farmaci attraverso un serbatoio di Ommaya.

Nei tempi antichi i trattamenti disponibili si concentravano particolarmente sui parametri dietetici. Plinio il Vecchio descrisse diversi metodi nella sua Naturalis Historia: il fegato di lupo preso in vino povero, il lardo di una scrofa nutrita con erba, o la carne di asina con il brodo. Nonostante questi metodi particolari non siano stati testati scientificamente, è stato dimostrato che topi di laboratorio nutriti con una dieta al 2% di proteine soffrivano di mortalità ben più alta di topi con una dieta al 20% di proteine a cui era stata somministrata la stessa dose di batteri, e che il progresso verso la morte delle cavie poteva essere invertito restaurando una dieta normale. Inoltre, le statistiche degli immigrati di South London rivelano un incremento di 8,5 volte del rischio di tubercolosi nei latto-vegetariani, prevalentemente Indiani e Asiatici, cioè persone che si nutrono solamente di vegetali e derivati caseari, rispetto ai musulmani che mangiavano carne e pesce quotidianamente. Pare comunque più accreditata l’ipotesi che i responsabili siano le carenze di vitamine, come la B12 o la D.

Directly Observed Therapy

La terapia per la tubercolosi è lunga e complessa. Un ciclo di cure può durare da 6 mesi a 18-24 mesi a seconda dell’aderenza del paziente alla prescrizione. Perché il trattamento sia efficace e per evitare che si instauri una resistenza ai farmaci antitubercolari, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto una strategia denominata Directly Observed Therapy(Terapia Osservata Direttamente) o DOT, che consiste in un regime terapico in cui vi sia un sanitario che si assicuri che il paziente assuma regolarmente la sua dose di farmaci, così come previsto dalla prescrizione. Diversi studi hanno dimostrato che la strategia DOT è in grado di ridurre la durata della cura a 6-8 mesi.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Trattamento del Virus del papilloma (HPV)

MEDICINA ONLINE SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA INNATA ASPECIFICA SPECIFICA ADATTATIVA PRIMARIA SECONDARIA DIFFERENZA LABORATORIO ANTICORPO AUTO ANTIGENE EPITOPO CARRIER APTENE LINFOCITI BIl Papilloma Virus Umano o HPV è un virus appartenente alla famiglia dei Papillomaviridae. Le infezioni da HPV sono estremamente diffuse e possono causare anche malattie della cute e delle mucose. Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un’infezione genitale da HPV nel corso della propria vita; solitamente l’infezione provocata da questo virus non causa nessuna alterazione e si risolve da sola specie se il sistema immunitario è ben funzionante; solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni di HPV ad alto rischio oncogenico è possibile, in una minoranza dei casi e nel corso di parecchi anni, lo sviluppo di un tumore maligno del collo uterino.

Nei casi di infezione persistente del collo uterino, non esistono attualmente trattamenti non invasivi di elevata efficacia. Nel caso l’infezione sia associata a modificazioni precancerose dell’epitelio, possono essere prese in considerazione la laserterapia o la conizzazione, ossia la resezione di una piccola parte della cervice uterina per asportare una lesione che potrebbe essere maligna o che già lo è, ma di dimensioni ridotte. Per la rimozione dei condilomi acuminati della vulva, pene o perineo si può ricorrere al laser, all’elettrocoagulazione, alla crioterapia o ad applicazioni di podofillina. Le lesioni genitali ed anali (per esempio i condilomi) da virus HPV possono essere trattate in diversi modi. Sono disponibili anche creme ad uso locale (imiquimod) con una buona efficacia. Recentemente è stata scoperta una molecola che permette il trattamento del virus HPV, anche nella sua forma cutanea esterna (Verruca). Il farmaco prodotto si chiama Cidofovir, ed è un potente antivirale a largo spettro, maggiormente efficace perfino dell’Aciclovir. Il Cidofovir viene utilizzato principalmente in soggetti con problemi al sistema immunitario (come persone affette da HIV) nella formulazione liquida per via endovenosa, ma sono in produzione anche formulazioni per uso topico esterno (pomate) che non sono ancora diffuse in Italia. Purtroppo allo stato attuale non esistono studi relativi agli effetti del cidofovir nelle donne in gravidanza.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

In quali giorni dell’anno si possono vedere molte stelle cadenti?

MEDICINA ONLINE STELLA PIANETA NANO GIOVIANO TERRESTRE SATELLITE NATURALE ARTIFICIALE METEROIDE METEORITE METEORA STELLA CADENTE SOLE LUNA TERRA FANTASCIENZA MARTE PIANETA SISTEMA SOLARE SOL SPACE WALLPAPER HD PIC PHOTO PICStelle cadenti in numero superiore alla media, possono essere osservate il 10 agosto, in occasione della notte di San Lorenzo, giorni in cui la terra passa attraverso lo sciame meteoritico della costellazione disintegrata delle Perseidi. Altro periodo dell’anno in cui si verifica un incremento delle stelle cadenti è quello intorno al 17 novembre, causato dalla Cometa Tempei-Tuttle e formato da particelle emesse da questo corpo celeste quando passa vicino al sole. Questo sciame meteoritico è identificato col nome di Leonidi, dovuto alla posizione del punto a cui viene associata la provenienza, situato nella costellazione del Leone.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!