Differenza tra virus HIV1 e HIV2

MEDICINA ONLINE SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA INNATA ASPECIFICA SPECIFICA ADATTATIVA PRIMARIA SECONDARIA  SANGUE ANALISI LABORATORIO ANTICORPO AUTO ANTIGENE EPITOPO CARRIER APTENE LINFOCITI B T HELPER KILLER MACROFAGI MEMORIAIl virus dell’immunodeficienza umana (anche chiamato HIV, acronimo dall’inglese “human immunodeficiency virus”) è un retrovirus del genere lentivirus, caratterizzato dal dare origine a infezioni croniche che sono scarsamente sensibili alla risposta immunitaria ed evolvono lentamente, ma progressivamente e che, se non trattate, possono avere un esito fatale. L’HIV si trasmette in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali (80% dei casi), trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno. L’HIV è suddiviso in due ceppi:

  • HIV-1: prevalentemente localizzato in Europa, America e Africa centrale. E’ il primo ad essere stato scoperto; è il ceppo più diffuso e contagioso ed è responsabile di una sindrome clinicamente più severa del secondo ceppo. Quando comunemente si parla di “virus dell’HIV”, generalmente ci si sta riferendo a questo ceppo e non al secondo. L’HIV-1 generalmente conduce ad AIDS molto più velocemente del secondo ceppo.
  • HIV-2: prevalentemente localizzato in Africa occidentale e Asia, è meno diffuso e contagioso del primo ceppo e determina una sindrome clinicamente più moderata rispetto al ceppo precedente. Solo 166 casi di HIV-2 sono stati identificati fra 1988 e 2010 negli Stati Uniti. L’HIV-2 generalmente conduce ad AIDS molto più lentamente rispetto al primo ceppo.

HIV-1 e HIV-2 hanno anche dei tratti in comune: sono entrambi retrovirus che appartengono al genere lentivirus ed entrambi sono trasmessi allo stesso modo ed hanno medesimo ciclo virale. Più di 55% del materiale genetico è differente tra i due ceppi di virus. La reattività crociata fra gli anticorpi di HIV-1 ed il HIV-2 può spiegare i numerosi casi di diagnosi sbagliata tra le infezioni di HIV-1 e HIV-2. I trattamenti farmacologici sono simili per entrambi i ceppi. Il HIV-1 ed il HIV-2 sono ulteriormente divisi in vari gruppi e sottotipi.

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Differenza tra HIV e AIDS: sono uguali?

MEDICINA ONLINE SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA INNATA ASPECIFICA SPECIFICA ADATTATIVA PRIMARIA SECONDARIA DIFFERENZA LABORATORIO ANTICORPO AUTO ANTIGENE EPITOPO CARRIER APTENE LINFOCITI BHIV e AIDS non sono affatto la stessa cosa, anche se ovviamente sono termini tra loro legati. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Il virus dell’immunodeficienza umana (anche chiamato HIV, acronimo dall’inglese “human immunodeficiency virus”) è un retrovirus del genere lentivirus, caratterizzato dal dare origine a infezioni croniche che sono scarsamente sensibili alla risposta immunitaria ed evolvono lentamente, ma progressivamente e che, se non trattate, possono avere un esito fatale. L’HIV si trasmette in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali (80% dei casi), trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.

La sindrome da immunodeficienza acquisita (anche chiamata AIDS, acronimo dall’inglese “acquired immune deficiency syndrome”) è una patologia del sistema immunitario umano. La malattia interferisce con il sistema immunitario limitandone l’efficacia, rendendo le persone colpite più suscettibili alle infezioni, in particolare a quelle opportunistiche, e allo sviluppo di tumori; tale vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia.  L’AIDS è causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV).

Da quanto detto appare chiara la differenza tra HIV e AIDS: il primo è un virus ed è responsabile della seconda.

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Bimbi sempre più digitali: bravi col pc ma non sanno nuotare né andare in bicicletta

MEDICINA ONLINE HIKIKOMORI DIPENDENZA INTERNET GIOVANI BAMBINI PC COMPUTER INTERNET WEB MASTURBAZIONE COMPULSIVASempre più “tecnologici” ma meno inclini al movimento e alla vita all’aria aperta. È questo il profilo dei bambini di oggi, realizzato da Avg, azienda informatica specializzata in software di protezione, secondo cui i piccoli sono molto più bravi ad usare il pc e oggetti affini che ad andare in bicicletta. Il triste scenario emerge da un sondaggio svolto dalla società su 2200 mamme con bimbi di età compresa tra i 2 e i 5 anni, residenti in 10 Paesi diversi, Italia compresa. Confrontando le abitudini dei piccoli emerge che il 58% di essi, prevedibilmente, è in grado di utilizzare il computer per giocare. Tuttavia, è inferiore la percentuale di chi invece sa andare in bicicletta (52%). Inoltre, a conferma della tendenza, dei bambini tra i 2 e i 5 anni il 19% sa giocare con uno smartphone mentre solo il 9% sa allacciarsi le scarpe da solo. Allo stesso modo, il 25% sa aprire un browser e navigare ma solo il 20% sa nuotare.

Poche sono le differenze legate al sesso. Qualcosa cambia invece da stato a stato. Ad esempio, i bambini italiani sono più bravi col cellulare, mentre quelli inglesi con i videogiochi e i francesi col computer. Lo studio ha riguardato anche le mamme e ha registrato come le più giovani, rispetto alle over 35, sono meno propense a insegnare concrete abilità manuali ai loro figli, come scrivere il proprio nome. Meno pazienza o meno tempo? Il rischio è quello di invertire le tappe della crescita dei bambini. “Ci sono tre compiti fondamentali che un bambino deve svolgere nei primi 5-6 anni di vita: imparare a muoversi, socializzare e imparare a parlare – ha detto Anna Oliverio Ferraris, professore ordinario di psicologia dello sviluppo all’Università La Sapienza di Roma -. Se lo si avvicina troppo precocemente al mondo virtuale rischia di non avere completato questa crescita”.

Genitori avvertiti. Ok alla tecnologia, ma non dimentichiamo di portare i nostro pargoli a fare una bella passeggiata in bici.

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Quali frequenze riesce ad udire l’orecchio umano?

MEDICINA ONLINE ORECCHIO OTORINO CONDOTTO COCLEA CELLULE CILIATE TIMPANO OSSICINI MARTELLO INCUDINE STAFFA LABIRINTITE OTOLITI ACUFENE FISCHIO UDIRE SENSO ESTERNO MEDIO INTERNOL’orecchio umano può teoricamente udire suoni che hanno una frequenza compresa tra i 20 Hz ed i 20 kHz (20 mila Hz).

Al di sotto dei 20 Hz, si parla di infrasuoni; al di sopra dei 20 kHz, invece, si parla di ultrasuoni: infrasuoni ed ultrasuoni non sono udibili dall’assere umano.

Non tutti gli essere umani riescono per la verità ad ascoltare suoni dell’intero intervallo: specie invecchiando il range tende infatti a restringersi.

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Cocaina: effetti a breve e lungo termine e loro durata

TESTA DONNA TRISTE MAL DI TESTAGli effetti principali sul nostro organismo derivanti dall’uso di cocaina, sono i seguenti:

  • stimolazione del Sistema Nervoso Centrale: ciò porta ad una percezione di aumento dell’energia sia comunicativa che di vigilanza mentale, euforia, inibizione dell’appetito e del sonno;
  • anestetico locale: effetto anestetico sul sito di applicazione;
  • simpaticomimetico: effetto sul sistema nervoso simpatico con alterazioni vascolari e cardiache.

Nello specifico, gli effetti dovuti all’uso di cocaina variano in funzione della dose e della frequenza di assunzione. Distinguiamo quindi in effetti a breve termine e a lungo termine.

Effetti a breve termine dell’assunzione di cocaina
Gli effetti compaiono immediatamente dopo una singola dose e scompaiono nell’arco di pochi minuti o al massimo un’ora. Presa in piccole dosi generalmente causa:

  • euforia;
  • percezione di aumento di energia;
  • aumento dello stato di vigilanza mentale, vista, suoni, tatto, parola;
  • temporanea diminuzione del bisogno di dormire e di mangiare.

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Durata degli effetti da cocaina
La durata dell’effetto euforico dipende principalmente dal dosaggio e dalla via di somministrazione: un rapido assorbimento della cocaina provoca un effetto di eccitazione (“high”) intenso ma breve nella durata. La cocaina fumata, quindi, produce un effetto immediato che dura tra i 5 e i 10 minuti mentre la cocaina “sniffata” agisce più lentamente ma con una durata superiore, circa 15-30 minuti.

Effetti a breve termine sull’organismo
Gli effetti fisiologici dell’assunzione di cocaina, nel breve termine producono:

  • vasocostrizione;
  • midriasi (dilatazione delle pupille);
  • aumento della temperatura corporea;
  • tachicardia (aumento del battito cardiaco);
  • ipertensione arteriosa (aumento della pressione sanguigna).

Sono stati riportati anche altri effetti che possono avere complicazioni mediche più o meno gravi fino all’arresto cardiaco o a convulsioni, seguite da arresto respiratorio.

Effetti a medio/lungo termine dell’assunzione di cocaina
La cocaina è una sostanza di abuso che provoca una forte dipendenza. Una volta assunta diventa molto difficile prevedere o controllare il comportamento nei confronti della sostanza. La dipendenza è tale che anche dopo lunghi periodi di astinenza, la suscettibilità alle ricadute rimane molto elevata. Studi recenti sul meccanismo della dipendenza da cocaina rivelano che la sostanza causa la memorizzazione dell’esperienza nel cervello, anche con forti associazioni a situazioni ed eventi, i quali, una volta sperimentati, possono riaccendere un forte desiderio improvviso nei confronti della cocaina. Se per esempio la cocaina viene assunta in un certo luogo, ad esempio una discoteca, anche il solo ritornare in quel luogo può improvvisamente “accendere” il desiderio di assumerla. Tra gli effetti a lungo termine, si ricordano:

  • dipendenza;
  • irritabilità e disturbi dell’umore;
  • agitazione, attacchi di panico;
  • psicosi paranoide;
  • allucinazioni uditive e visive.

Assuefazione, aumento delle dosi ed effetti cronici sull’organismo
Quando il cervello è esposto ripetutamente alla cocaina, si inizia ad adattare a questa condizione. Il meccanismo della ricompensa nel cervello diventa meno sensibile agli stimoli naturali ed anche alla droga stessa. Questo fenomeno, indicato come “tolleranza”, spiega perché gli utilizzatori abituali, nel lungo termine, hanno bisogno di dosi maggiori e ripetute per poter sperimentare lo stesso effetto di piacere provato alle prime somministrazioni. L’aumento delle dosi e della frequenza di uso comporta il rischio di avere un aumento di effetti avversi sia psicologici che fisiologici. Si ha, infatti, un’aumentata sensibilizzazione verso gli effetti convulsivanti, ansiogeni e tossici provocati dalla cocaina. Inoltre, si possono manifestare problemi fisici a seconda della via di somministrazione. Per chi inala la cocaina ad esempio, i problemi più comuni sono la perdita dell’olfatto, epistassi (perdita di sangue dal naso), problemi di deglutizione, raucedine e irritazione cronica delle mucose nasali. L’uso cronico della cocaina fa inoltre perdere notevolmente l’appetito, comportando una frequente perdita di peso e una generalizzata condizione di malnutrizione. Per tale ragione, l’effetto anoressizzante della cocaina è diffuso anche tra la popolazione giovanile femminile che cerca il suo uso per perdere peso, sfruttando la capacità della cocaina di ridurre lo stimolo della fame.

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Controindicazioni all’anguria: chi deve evitare di assumerla

MEDICINA ONLINE DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ANGURIA COCOMERO MELONE FA INGRASSARE DIMAGRIRE FRUTTA ACQUA CALDO ESTATEL’anguria, assieme ad altri tipi di frutta come kiwi, meloni, pesche e fichi, va evitata se si soffre di colite (o Sindrome del Colon Irritabile) o di gastrite. Chi lamenta spesso bruciori allo stomaco potrebbe infatti acuire il proprio fastidio dopo aver mangiato un’eccessiva quantità di anguria. Chi soffre di colite e gastrite può al limite assumere piccole quantità di anguria e lontano dai pasti, per evitare problemi di diarrea ma anche gonfiori addominali e stitichezza che a periodi possono cogliere il soggetto.

Sono possibili, come per altri frutti, intolleranze o allergie ai salicilati naturali contenuti nella polpa dell’anguria. In caso di intolleranza, bisognerà valutare con il medico la quantità permessa o l’alternanza di assunzione di questo frutto con altri.

Un’altra controindicazione è per soggetti allergici alle graminacee e al polline: l’anguria, infatti, come altri alimenti contiene e attiva l’istamina, la causa scatenante i sintomi di questa allergia comune soprattutto alla stagione primaverile.

Attenzione ai semi: non vanno ingeriti, perché hanno una forte azione lassativa e in soggetti che hanno stenosi del canale alimentare possono bloccare il transito digestivo.

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Quali sono i dolori più diffusi?

MEDICINA ONLINE HEAD PAIN DOLORE FASTIDIO MAL DI TESTA GLICEMIA, CALO ZUCCHERI PRESSIONE ARTERIOSA IPOTENSIONE DONNA TEMPIE STANCHEZZA TIRED WALLPAPER PIC PICTURE HI RES EMICRANIA AURA DIl dolore è il sintomo più diffuso in assoluto. A seconda della zona coinvolta ognuno di noi ha sperimentato un tipo particolare di dolore, ecco una lista dei più diffusi.

Uno dei dolori più frequenti è sicuramente il mal di testa. Tra le emicranie essenziali (ossia quei mal di testa di cui non è possibile stabilire con chiarezza la causa) le più frequenti sono l’emicrania comune o vasomotoria e quella abituale. Ci sono poi le emicranie secondarie, causate soprattutto da sinusiti, anemie, ipertensione arteriosa, otiti, affezioni dentarie, fumo, alcool.

I sintomi che presenta chi soffre di mal di schiena sono divisi a seconda del tratto della colonna vertebrale colpita. I principali dolori possono riguardare il tratto cervicale e il tratto lombare. Il dolore cervicale può presentarsi in modo acuto oppure lento e via via sempre più grave. Nel primo caso il dolore è improvviso e violento in una zona ristretta e ben localizzata della nuca (torcicollo). Nel secondo arriva lentamente, è sordo, interessa tutta la nuca e può essere peggiorato o provocato dai movimenti del capo. Il dolore lombare può presentarsi sia in forma acuta che cronica e può comparire bruscamente, per una sollecitazione meccanica per esempio un movimento imprevisto o improvviso che può generare dolore acuto. Nella forma cronica invece il dolore è di vecchia data (per esempio a causa di un atteggiamento “viziato” della colonna dovuto a squilibri nella postura). Il dolore sciatico è un sintomo doloroso del nervo sciatico che parte dalla zona lombare della colonna vertebrale ramificandosi in tutto l’arto inferiore. Scoliosi, artrosi, discopatie o ernie del disco possono essere causa di sciatica, ma spesso il nervo può ammalarsi per suo conto (nevrite), per cause infettive, reumatiche e tossiche.

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Il dolore reumatico è tipico delle articolazioni e delle strutture che le circondano. Il dolore infiammatorio è dovuto a cause di natura infettiva, immunitaria (per esempio reumatismo articolare acuto e artrite reumatoide), dismetabolica (gotta). Il dolore interessa una o più articolazioni, può essere acuto oppure cronico e si associa generalmente ai classici sintomi dell’infiammazione.

Il “mal di stomaco” (come anche il mal di pancia) può manifestarsi come bruciore, crampo, senso di dilatazione e può essere accompagnato da nausea oppure vomito e durare qualche giorno oppure essere sempre presente (dolore cronico). Le cause note del mal di stomaco sono la gastrite o l’ulcera.

I dolori mestruali possono essere dovuti ad anomalie funzionali, di tipo ormonale, oppure anche a problemi di tipo psicologico. Il dolore si accompagna spesso a mal di testa.

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Cervello: primo trapianto di connessioni

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Mangiare meno ringiovanisce il tuo cervello2

Primo “trapianto” di connessioni nel cervello di una lumaca di mare, per farle diventare uguali a quelle di un’altra specie: lo scopo è verificare il legame tra i circuiti cerebrali e il comportamento. Ricercatori della Georgia State University, infatti, hanno scoperto che le due specie esaminate hanno connessioni neurali molto diverse, nonostante abbiamo gli stessi neuroni e lo stesso modo di nuotare. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Current Biology, sono importanti per due motivi: mostrano che l’evoluzione può conservare lo stesso comportamento anche se cambia la struttura cerebrale, e che gli stessi neuroni, in specie diverse, possono avere funzioni diverse.

I ricercatori, guidati da Akira Sakurai e Paul Katz, hanno studiato il cervello di due specie di lumache di mare, Dendronotus iris e Melibe leonina, che hanno grandi neuroni e circuiti semplici. Hanno bloccato le connessioni tra neuroni della prima specie usando il curaro, un veleno paralizzante usato da indigeni del Sud America sulla punta delle loro frecce, che ha impedito al cervello di produrre lo schema di impulsi che normalmente fa nuotare l’animale.

Poi i ricercatori hanno inserito degli elettrodi nei neuroni per creare delle connessioni artificiali uguali a quelle dell’altra specie di lumaca di mare. Il cervello ha funzionato normalmente, producendo gli impulsi ritmati che consentono il nuoto, dimostrando che queste due specie hanno lo stesso modo di nuotare anche se usano meccanismi cerebrali molto diversi. Lo studio indica anche che bisogna fare attenzione a non dare per scontato che due specie con stessi neuroni e uguale comportamento condividano anche lo stesso tipo di connessioni cerebrali.

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