Sindrome sgombroide: ti piace il sushi? Ecco perché ti devi preoccupare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PIACE SUSHI PREOCCUPARE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei Testa.jpgNei ristoranti del nord Italia l’hanno ribattezzata “Mal di sushi”, in realtà in termini tecnici si chiama sindrome sgombroide e dall’inizio dell’anno ad oggi sono quasi cinquanta i consumatori finiti all’ospedale accusando i sintomi classici dell’intossicazione da istamina: nausea, diarrea, palpitazioni e sbalzi improvvisi di pressione. La sindrome sgombroide, però, può avere effetti ben peggiori: nei pazienti cardiopatici, ad esempio, l’avvelenamento da istamina può addirittura provocare uno choc anafilattico.

I pesci più esposti

Il caso è finito sul tavolo della Procura di Milano dopo che quattro medici sono rimasti intossicati lo scorso 29 settembre dopo avere mangiato tonno in un ristorante del centro. L’intossicazione da istamina è causata dal consumo di pesce crudo mal conservato o  semplicemente non più fresco: a causa del deterioramento delle carni, per la cattiva conservazione o semplicemente perchè il pesce è vecchio, si sviluppa il focolaio della contaminazione. Il problema riguarda il tonno e il pesce azzurro, dalle sarde alle palamite, sgombri, tombarelli.

Come lo rendono “fresco”

Esistono metodi per spacciare come fresco un pesce che staziona da qualche giorno di troppo sul bancone. Il tonno viene colorato con succo di rapa rossa (trattamento lecito, ma da indicare) oppure in modo illecito attraverso il monossido di carbonio. Per dare lucentezza alle sardine, invece, le si immerge in un bel bagno diacqua ossigenata. Oppure peggio: si utilizzano additivi vietati a base di perossidi, come il Cafodos, per far rinascere la freschezza perduta di un pesce che invece, naturalmente dovrebbe cominciare a puzzare.
Su talune specie di pesce, come gli sgombroidi, dalle sardine al tonno, l’impiego di additivi può avere effetti indiretti sulla salute. Se il pesce appare fresco, mentre invece è stato conservato male, magari perché non è stata mantenuta la catena del freddo, si può sviluppare una concentrazione elevata di istamina, producendo quella che in linguaggio tecnico si chiama sindrome da sgombroide. A una concentrazione superiore ai limiti di legge previsti, l’istamina può avere effetti tossici per l’uomo.

Per approfondire:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Mai lavare il pollo crudo prima di cucinarlo, ecco perché

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-mai-lavare-pollo-crudo-riabilitazione-nutrizionista-medicina-estetica-cavitazione-radiofrequenza-ecografia-pulsata-macchie-capillariPer tutti gli amanti della carne e del pollo ecco una accortezza importante di cui ricordarsi in cucina: lavare il pollo crudo prima di cucinarlo è pericoloso per la salute. A confermare il sospetto di molti studiosi è stata una ricerca condotta dalla  Food Standards Agency, un ente britannico governativo non ministeriale che si occupa di valutare possibili minacce per la salute pubblica contenute in determinati alimenti di consumo quotidiano.

Colpa di un batterio
La FSA ritiene infatti che quando il pollo crudo viene lavato, il Campylobacter, batterio solitamente presente nell’apparato gastroenterico del pollo, può diffondersi repentinamente attraverso gli schizzi d’acqua generati col lavaggio di pollame, oche, anatre e fagiani. La proliferazione del Campylobacter porta alla contrazione della  campylobatteriosi, una malattia che colpisce l’apparato digerente dell’uomo che si manifesta con specifici sintomi, quali diarrea, dolori addominali, vomito e nausea, e nei casi più gravi, mal di testa e febbre. Il batterio potrebbe essere tuttavia eliminato attraverso una cottura a puntino delle carni a patto però che il pollo passi dal frigo direttamente in padella o in forno. Altro passaggio da seguire con meticolosità è quello di lavare per bene il tagliere, i coltelli e altri eventuali utensili impiegati durante la preparazione.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Otto cose che al mattino ti sveglieranno più di un caffè

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSE SVEGLIANO PIU CAFFE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei PressoBere il caffè è una delle primissime azioni che qualsiasi italiano compie subito dopo essersi svegliati e non c’è da meravigliarsi: quando per motivi lavorativi o scolastici è necessario esser lucidi e reattivi velocemente, una tazzina di caffè espresso è una ottima “terapia”. Pensate che niente potrebbe sostituire la vostra dose di caffeina? Probabilmente non vi sbagliate, eppure ci sono alimenti e attività che possiedono virtù risveglianti ed eccitanti come quelle del caffè, se non addirittura migliori, che potete assumere in qualsiasi momento della giornata.

1) Thè nero. Per un risveglio istantaneo ed energico una tazza di thè nero è un’ottima alternativa al caffè. Il thè nero contiene teina, una sostanza stimolante del sistema nervoso: stimola l’attenzione e la concentrazione. Bevendo un thè nero a colazione otteniamo un risveglio eccezionale e fulmineo. Una famosa bevanda a base di thè nero è il Chai. Si tratta di un preparato indiano a base di thè nero, latte e spezie quali cannella, zenzero e cardamomo. Al gusto e all’aspetto somiglia notevolmente a un caffè e proprio per questo motivo vi aiuterà a sentire meno l’astinenza da caffè, sopratutto da un punto di vista psicologico.

2) Energy drink. Chi preferisce una bevanda meno calda e non ha il tempo materiale per lasciare in infusione il thè ed aspettare che sia pronto, può optare per un energy drink pronto in lattina. Le bevande energetiche hanno il potere di svegliarci in pochissimi minuti grazie al loro contenuto di caffeina e taurina, una sostanza energizzante e stimolante. Ovviamente non esagerate con l’assunzione di queste bevande, specie se soffrite di patologie cardiache.

3) Carruba in polvere. Si tratta del frutto del carrubo, un albero sempreverde originario dell’Arabia, ma che oggi viene coltivato da molte nazioni Europee che si affacciano sul Mediterraneo.  I semi del carrubo spesso vengono macinati per ottenere una farina molto fine e polverosa che, unita al latte, vi darà una bevanda ricca di fibre, vitamine e minerali. Il sapore ricorda vagamente il cioccolato (di cui è un ottimo sostituto), mentre l’assenza di caffeina e la presenza di proteine, zuccheri, potassio e magnesio la rendono una perfetta sostituta del caffè.

Leggi anche:

4) Cioccolato. Un’altra alternativa – gustosissima – alla classica tazza di caffè può essere il cioccolato. Fra le innumerevoli motivazioni che possono spingerci a consumare il tanto apprezzato cioccolato (ossia la fame, la tristezza, un improvviso calo di zuccheri, la noia, etc) vi è anche l’esigenza di svegliarsi. Uno o due quadratini di cioccolato infatti sono in grado di avviare il nostro risveglio grazie al contenuto di tiramina e serotonina. Anche qui: non esagerate con le quantità.

5) Caffè verde. Si tratta semplicemente di semi di caffè fatti essiccare anziché torrefatti e questa diversa lavorazione determina un assorbimento più lento, ma più continuo della caffeina: per questo motivo è consigliato a chi ha bisogno di energia a lunga durata. Inoltre, essendo ricco di metilxantine, velocizza il metabolismo, contrasta il diabete e riduce l’assorbimento di zuccheri nel nostro corpo.

6) Musica. È stato dimostrato che ascoltare la propria canzone preferita al risveglio (logicamente a volumi umani e preferibilmente con delle cuffie audio, al fine di non arrecare disturbo ai familiari) ha la capacità di risvegliarci in maniera delicata, gradevole e funzionale.

7) Caffè al tarassaco. Potrete acquistare l’infuso di tarassaco in erboristeria, oppure seguire la preparazione tradizionale del caffè al tarassaco, secondo una ricetta pugliese: raccogliete le radici di tarassaco tra giungo e agosto. Risciacquatele e lasciatele asciugare al sole. Arrostitele in forno a bassa temperatura, in modo che si scuriscano. Tagliatele e macinatele. Con questa polvere preparate il caffè al tarassaco. Versatene 1 cucchiaino in 1 litro d’acqua e fate bollire a fuoco lento per qualche minuto. Filtrate e bevete. Il caffè al tarassaco purifica il fegato e aiuta a liberare l’intestino.

8) Cacao. La mia alternativa preferita! Sostituire il caffè con una bevanda al cacao è una ottima alternativa? La raccomandazione è di scegliere cacao in polvere biologico, ancora meglio se non sottoposto ad alte temperature (cacao raw). Ciò permette che il cacao conservi tutte le propria ricchezza di sostanze stimolanti. Anche il cacao può aiutarvi a recuperare le energie e a sentirvi più attivi, proprio come il caffè. Sostituitelo al caffè per la preparazione di un cappuccino, oppure, di tanto in tanto, regalatevi una buona tazza di cioccolata fatta in casa (sia il cappuccino che la cioccolata possono essere preparati anche con il latte vegetale).

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Glicemia alta o bassa: valori normali, che patologie indica e come si controlla nei diabetici

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PSICHIATRIA MEDICINA DELLE DIPENDENZE DIRETTORE MEDICINA ONLINE GLICEMIA IPERGLICEMIA IPOGLICEMIA DIABETE INSULINA PANCREAS FEGATO METABOLISMO SANGUE PREDIABETE EMOGLOBINA GLICAIl glucosio è il principale zucchero contenuto nel sangue, origina dal cibo ingerito ed è la principale fonte di energia dell’organismo. Il sangue trasporta il glucosio a Continua a leggere

Si mette a dieta e perde 60 kg. La ragione per cui lo fa vi lascerà senza parole

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIETA PERDE 60KG MOTIVO SUICIDIO  Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene.jpegJustine McCabe è una ragazza di 31 anni e madre di due bimbi. La sua è una storia triste ma colma di coraggio e di voglia di ricominciare. Dopo aver raggiunto quota 140 chili ha deciso di mettersi a dieta e ha documentato il viaggio verso la perdita di peso scattandosi un selfie ogni giorno per un anno. Il motivo che l’ha spinta a reagire è davvero commovente.  Accade a Los Angeles, Usa. Come riporta il Mirror, Justine, dopo aver raggiunto un peso che l’aveva praticamente bloccata in casa, trova la forza di reagire seguendo uno stile di vita più sano. Il punto di svolta, che l’ha convinta a cambiare vita per se ed i suoi figli, arriva dopo che le è capitato un fatto tragico: tempo fa il suo amato marito si è suicidato. “La sua scomparsa – racconta – mi ha fatto capire che dovevo cambiare la mia vita”. Gli amici e i parenti la spingono a iscriversi in palestra e la ragazza inizia a documentare la dieta scattando un selfie al giorno. Giorno dopo giorno, grazie alla nuova passione, il suo fisico si trasforma letteralmente ed il risultato è incredibile. In un anno Justine perde ben 60 kg. Congratulazione Justine, e che la tua storia sia d’esempio per tanti!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Cause di pancia gonfia: alimentazione ed emozioni

MEDICINA ONLINE DONNA CORPO DOLORE TRISTE PANCIA MESTRUAZIONI CICLOQuali sono le cause della pancia gonfia? Un problema comune a molte persone, in prevalenza donne. Una condizione che provoca un notevole disagio. Si ha la spiacevole sensazione di un addome innaturalmente pronunciato, condizione che rende fastidioso anche indossare abiti. Se il gonfiore aumenta dopo i pasti c’è da fare attenzione a determinati alimenti. Tra questi cavoli, cipolle, broccoli, cavolfiori. Anche cetrioli, peperoni, zuccheri raffinati, alcolici, bevande gasate, latte e formaggi, legumi, pane e pasta integrali.

Alimentazione e pancia gonfia

I dati scientifici più recenti hanno chiarito che esiste uno stretto rapporto tra alimentazione e infiammazione. I fenomeni di intolleranza alimentare sono dovuti principalmente a una specie di fenomeno di accumulo, come se si trattasse di un avvelenamento progressivo. E sono quindi differenti da quelli tipici delle allergie alimentari in cui la risposta patologica si evidenzia nel giro di pochi minuti dall’ingestione dell’alimento responsabile. La reazione di intolleranza viene facilmente trascurata perché somiglia, per certi aspetti, ad un lento avvelenamento.
Le intolleranze alimentari possono causare una serie di sintomi, talvolta diversi, ma legati a una causa infiammatoria immunologica. Gli alimenti che, generalmente, creano più intolleranze alimentari sono: latte vaccino, grano, glutine, olio d’oliva, uova, pomodoro, lieviti.

Non solo cibo: controllate le emozioni

La colite è sicuramente una delle cause della pancia gonfia più frequenti, perché il colon è pieno di terminazioni nervose che possono essere particolarmente sensibili agli impulsi che derivano dalle emozioni e dallo stress emotivo, collegato ad ira e ansia. Tali emozioni possono causare una contrazione anomala delle pareti del colon che viene così a provocare anomalie come stitichezza, diarrea e pancia gonfia. Curare quindi il colon curando anche la propria psiche è quindi una ottima idea.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere del vostro apparato digerente, in grado di combattere stipsi, fecalomi, meteorismo, gonfiore addominale, acidità di stomaco, reflusso, cattiva digestione ed alitosi:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Ha 10 anni e pesa 192 chili: è il bambino più grasso del mondo

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma Arya Permana BAMBINO PIU GRASSO MONDO Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Dieta Gra Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Luce Pulsata Macchie Cutanee Pene Capillari PressoterapiaArya Permana è il bambino più grasso del mondo: ha 10 anni e pesa ben 192 kg. Nato in Indonesia, ha dovuto lasciare la scuola in terza elementare perché non riusciva a stare seduto tra i banchi. Su madre racconta che il figlio ha iniziato ad aumentare di peso in modo anomalo quando aveva soltanto due anni per poi peggiorare ultimamente negli anni. Stando ai racconti di chi lo conosce, Arya non fa che mangiare e dormire per tutto il giorno. Al massimo trascorre qualche ora nella sua piscina. Si lamenta spesso perché gli manca l’aria, anche se i problemi di salute non si fermano certo solo al sistema respiratorio.

L’interessamento dei medici

I genitori, comprendendo il pericolo di morte del loro figlio obeso, lo hanno costretto a diverse diete senza, però, ottenere grandi risultati. Successivamente Hasan Sadikin, medico dell’ospedale di Bandung, si è interessato al caso e sottoposto il paziente ad una serie di accertamenti durati una settimana. Il team di medici non ha riscontrato alcuna disfunzione o anomalia; così è stato sufficiente iniziare Arya ad un programma di dieta e attività fisica effetto urto: “Il programma deve essere aggiornato periodicamente. Per adesso abbiamo ridotto i carboidrati e aumentato fibre e verdure. Abbiamo cambiato le sue abitudini riguardo il sonno e puntiamo molto sull’attività fisica: più cammina, più gioca, più brucia”, ha dichiarato l’equipe sanitaria che lo segue. Non seguite l’esempio della famiglia di Arya: fate fare attività sportiva ai vostri figli ed alimentateli in maniera adeguata!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Acido folico (vitamina B9): a cosa serve, in quali alimenti trovarlo e perché è importante prima e durante la gravidanza

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO GRAVIDANZA MATERNITA FIGLIO MAMMA MADRE GENITORI CONCEPIMENTO PARTO FETO EMBRIONE (5)L’acido folico, anche detto vitamina b9, o folato, o acido pteroil-glutamico, è un fondamentale costituente degli acidi nucleici (il DNA, l’RNA presenti nel nucleo della cellula), viene assunto attraverso il cibo e sintetizzato dai batteri intestinali. E’ una vitamina termolabile (si distrugge col calore) ed idrosolubile, (tende a perdersi con l’acqua). L’acido folico è così importante per il nostro corpo che dal 1998 la Food and Drug Administration (organismo statunitense per la sorveglianza sui farmaci e sugli alimenti), ha disposto un’ aggiunta di 0,14 mg di folato per ogni 100 g di prodotto, per tutti i cereali (pasta, pane, riso) ed i suoi derivati.

Leggi anche: A che serve la vitamina B12? L’importanza in gravidanza e allattamento

Quali sono gli alimenti ricchi di acido folico?

La vitamina b9 può essere trovata in molti alimenti, tra cui il latte (ed i suoi derivati), la carne (in modo particolare nel fegato, nel brasato, nel pollo), i legumi (nei fagioli, nelle fave), la frutta (nell’avocado, nelle arance), le uova, il pesce (specie merluzzo), le verdure verdi (nei cavoli, nei broccoli, nella lattuga, negli asparagi) e gli arachidi (come le noccioline).

Integratori alimentari

Il miglior integratore completo di tutte le vitamine ed i sali minerali di cui avete bisogno, selezionato ed usato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui: https://amzn.to/38JNVfK

Il miglior integratore di acido folico, è questo: https://amzn.to/3NnhUte

A cosa serve l’acido folico e quali malattie previene?

Escludiamo temporaneamente il discorso legato alla gravidanza, argomento importantissimo che tratterò a parte più avanti nell’articolo. L’acido folico ha diverse funzioni: stimola le funzioni del fegato e serve per il corretto funzionamento del nostro cervello. Insieme alla vitamina B12 (detta cianocobalamina), previene le anemie, i disturbi fetali, e alleggerisce i dolori dell’artrite. Il suddetto acido conserva il colore ai nostri capelli, insieme al calcio pantotenato (vitamina B5) ed al PABA (acido para-aminobenzoico).
L’acido folico è importantissimo per prevenire l’anemia megaloblastica, detta anche anemia perniciosa. Tale anemia si sviluppa in quanto il midollo osseo non riesce più a produrre dei globuli rossi maturi, solitamente a causa di insufficienze vitaminiche (della B12 e/o B9), o dall’assunzione di farmaci antiulcera, chemioterapici.

Leggi anche: Beta carotene: cos’è, a cosa serve e in quali cibi lo trovo?

Quando cominciare ad assumerlo sotto forma di integratore?

  1. quando siamo sottoposti a forte stress;
  2. in caso di dieta sbilanciata che non ne contiene abbastanza;
  3. prima/durante la gravidanza e l’allattamento (vedi in fondo all’articolo);
  4. in caso di assunzione di contraccettivi orali;
  5. in caso di dialisi;
  6. quando assumiamo dei farmaci anticonvulsivanti (ad esempio come il primidone), la sulfasalazina (tratta la colite ulcerosa), il triamterene (favorisce la diuresi);
  7. in caso di intolleranza al folato;
  8. in caso di abuso cronico di alcol (alcolismo).

Quali sono i sintomi e le patologie legati ad un deficit cronico di acido folico?

  1. nelle donne incinte un’elevata possibilità che partoriscano un figlio prematuramente, o con un peso scarso, o con delle anomalie al tubo neurale o altre anomalie (vedi in fondo all’articolo);
  2. nei bambini un rallentamento della loro crescita (anche psicologica, emotiva);
  3. negli adulti può causare disturbi vari come una frequente diarrea, una perdita dell’appetito, di peso, debolezza, palpitazioni, cefalea, irritabilità, cambiamenti di umore;
  4. l’insorgenza di alcune malattie cardiovascolari.

Qual è il dosaggio giornaliero di acido folico?

Una persona adulta e sana deve assumere 0,2 mg di acido folico al giorno. Il dosaggio passa a 0,4 mg per le donne incinta, o che stanno tentando di rimanere gravide.

Leggi anche: Diabete gestazionale: cos’è e quali sono i rischi per il feto e la madre

Controindicazioni all’uso di acido folico e dosaggio da non superare

Le controindicazioni all’assunzione di acido folico sono virtualmente inesistenti. Chiedete comunque al vostro medico prima di iniziare una integrazione giornaliera. Seguendo una dieta sana ed equilibrata, l’uso di un integratore di acido folico è inutile. In caso di deficit di assunzione o aumento del fabbisogno (gravidanza) si raccomanda una assunzione supplementare di acido folico che non superi 1 milligrammo giornaliero, anche per evitare che si mascheri un’anemia perniciosa legata alla carenza della vitamina B12.

Perché l’acido folico è importante in gravidanza?

Molte donne hanno un deficit di acido folico senza saperlo, ciò – durante la gravidanza  -espone il bambino ad un maggior rischio di sviluppare alcune patologie tra cui i difetti del tubo neurale.
E’ estremamente importante ridurre il rischio soprattutto dei difetti del tubo neurale, un gruppo di malformazioni congenite causate da anomalie dello sviluppo embrionale che si verificano entro quattro settimane dal concepimento. Il danno colpisce appunto il tubo neurale, che è una struttura che percorre tutta la lunghezza dell’embrione e che origina il cervello, il midollo spinale e le meningi. I difetti del tubo neurale possono portare il nascituro a soffrire di paralisi degli arti inferiori, incontinenza vescicale, ritardi psicomotori e alcune deformità scheletriche.

Leggi anche: Spina bifida e difetti di chiusura del tubo neurale nel feto: trasmissione, prevenzione, diagnosi e cura

Per essere precisi, l’acido folico è importante PRIMA dell’inizio della gravidanza. L’assunzione deve iniziare almeno due settimane prima dell’inizio della gravidanza e deve essere continuata soprattutto nel primo trimestre. L’integrazione di acido folico è utile anche durante l’allattamento.
Uno studio ha dimostrato che se le donne assumono 0.4 milligrammi (4 millesimi di grammo) di acido folico ogni giorno, almeno due settimane prima della gravidanza e nel primo trimestre di gestazione, vi è una riduzione di quasi il 60% di bambini affetti da difetti del tubo neurale.

Leggi anche: I consigli alla coppia per aumentare le possibilità di gravidanza

Quali patologie e malformazioni del feto previene l’acido folico prima/durante la gravidanza?

  1. i già prima citati difetti del tubo neurale;
  2. i parti prematuri e quelli in cui il neonato abbia peso eccessivamente basso;
  3. i difetti settali cardiaci. Un giusto apporto della vitamina B9 diminuisce il rischio delle anomalie del setto interatriale, cioè della parete del cuore che separa l’atrio sinistro da quello destro;
  4. la labiopalatoschisi (quello che viene comunemente chiamato “labbro leporino”). La labiopalatoschisi comporta una una errata chiusura del labbro e/o del palato;
  5. l’ipoagenesia degli arti. Dal greco hypó (sotto un valore normale), a (privo) gènesis (nascita), il termine ipoagenesia significa un mancato sviluppo normale degli arti;
  6. l’onfalocele. L’onfalocele è un malformazione congenita grave nella quale i visceri addominali protrudono attraverso un difetto della parete addominale;
  7. le uropatie ostruttive. Tali patologie comportano una ostruzione nelle vie escretrici che impedisce all’urina di defluire normalmente verso l’esterno.

Concludo con un dato sorprendente: si è stimato che se l’acido folico venisse assunto da tutte le donne incinte si potrebbero evitare (oltre ai difetti del tubo neurale) altri circa 1000 casi di malformazione ogni anno.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!