Trapianto di cellule pancreatiche e pancreas artificiale per dire addio al diabete

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PANCREAS ANATOMIA FUNZIONI SINTESI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PenePresso l’Ospedale Niguarda di Milano è stato effettuato il primo trapianto in Europa di cellule pancreatiche che ha permesso ad un paziente di 41 anni di guarire dal diabete di tipo 1 e dire finalmente addio all’insulina. La tecnica utilizzata è stata messa a punto da Camillo Ricordi che dirige il centro Diabetes Research Institute (DRI) dell’Università di Miami dove già in passato sono stati seguiti i primi due casi mondiali. L’intervento ha coinvolto l’équipe della Chirurgia Generale e dei Trapianti, quella dell’Anestesia e Rianimazione 2, la Diabetologia, la Nefrologia e la Terapia Tissutale.

L’operazione

L’operazione consiste nel trapianto delle isole pancreatiche sulla membrana che circonda gli organi addominali. In pratica si va ad inserire chirurgicamente quelle cellule senza le quali si soffre di diabete di tipo 1. Quando le isole pancreatiche non fanno il loro dovere, l’insulina scarseggia e i livelli di glucosio che dovrebbe regolare aumentano al punto da provocare iperglicemia e, nei casi peggiori, il coma. Per questo, per mantenere sotto controllo il Diabete di tipo 1, i pazienti devono costantemente controllare i livelli di insulina nel sangue così da assumerne la dose necessaria in caso di bisogno. Permettendo dunque alle isole pancreatiche di funzionare, non si rischia più di subire un calo dell’insulina e si guarisce dal Diabete di tipo 1, come è avvenuto appunto a Milano per il paziente di 41 anni che, secondo il comunicato ufficiale dell’ospedale, adesso “sta bene e ora non ha più bisogno di somministrarsi insulina per mantenere sotto controllo i valori di glicemia”.

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Rischio rigetto

L’altra buona notizia è anche che il paziente non è a rischio rigetto. Le isole pancreatiche, donate da un soggetto sano, vengono inglobate in una “impalcatura biologica” che si unisce il plasma del paziente con la trombina in una sostanza gelatinosa che aderisce all’omento (tessuto altamente vascolarizzato che ricopre gli organi addominali). “L’organismo – spiegano – assorbe gradualmente il gel lasciando le isole intatte, mentre si formano nuovi vasi sanguigni che forniscono l’ossigenazione e gli altri nutrienti necessari per la sopravvivenza delle cellule”.

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Pancreas artificiale

Entro il 2018 potrebbe inoltre essere disponibile un “pancreas artificiale” capace di replicare le funzioni di quello naturale. Il dispositivo sarebbe in grado, nello stesso tempo, di misurare la glicemia nel sangue dei pazienti con diabete di tipo 1 e di regolare automaticamente la quantità d’insulina da iniettare nell’organismo. Lo sostengono, in uno studio pubblicato sulla rivista Diabetologia, Hood Thabit e Roman Hovorka, due ricercatori dell’Università Cambridge (Regno Unito). Durante la ricerca, gli autori hanno analizzato i progressi scientifici finora compiuti nello sviluppo di tecnologie capaci di supportare i pazienti diabetici nella gestione della malattia. Sulla base dei dati raccolti, hanno concluso che per il momento sono disponibili da una parte, strumenti di rilevazione del livello di glucosio nel sangue e, dall’altra, microinfusori (o “pompe per l’insulina”) che iniettano nell’organismo piccole dosi d’insulina. Ma, osservano, non è ancora stato messo in commercio un dispositivo capace di svolgere entrambe queste funzioni. Tuttavia, secondo Thabit e Hovorka, entro un paio d’anni potrebbe essere reperibile un “pancreas artificiale” che sia in grado di misurare i livelli di glucosio presenti nell’organismo e di rilasciare l’insulina solo quando ce n’è bisogno.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Come rimettersi in forma prima della prova costume in modo rapido e sicuro

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KGMolti miei pazienti aspettano davvero l’ultimo momento per rimettersi in forma prima di un evento importante, che può essere la prova costume, o un colloquio di lavoro importante o… il loro matrimonio! Quando vengono nel mio studio “disperati”, non mi perdo in chiacchere e capisco subito cosa fa al caso loro: il mio programma terapeutico d’urto “Cellulite&grasso-Stop!“. Seguendo le mie indicazioni ed i miei trattamenti combinati si possono raggiungere in appena due mesi ed in totale sicurezza, obiettivi impensabili con altre metodiche:

  • perdita di peso fino a 15 kg in due mesi (con dieta proteica);
  • riduzione delle circonferenze corporee (specie a livello di addome, braccia, fianchi e cosce);
  • gambe più snelle e meno doloranti;
  • diminuzione e scomparsa della cellulite nelle zone trattate;
  • rassodamento di lassità specie a livello di braccia, gambe, addome e glutei;
  • diminuzione e scomparsa di accumuli adiposi a livello di addome, braccia, fianchi, interno coscia e glutei.

Cellulite&grasso-Stop! è un programma terapeutico personalizzato che – grazie all’azione combinata di cavitazione, radiofrequenza monopolare, applicazione di specifici gel anticellulite (Concentrato Biorivitalizzante Anticellulite di I e II fase CBA-I&II formulazione esclusiva) e drenaggio linfatico manuale – riesce a farvi perdere grasso, adiposità localizzate e cellulite in poche sedute e senza alcuno sforzo. I trattamenti sono anche piacevoli e rilassanti e combattono efficacemente non solo grasso e cellulite: il programma terapeutico medico Cellulite&grasso-Stop! agisce anche sulle smagliature più giovani, sulle lassità cutanee, sulle gambe gonfie e doloranti, ridonando al vostro corpo salute, tonicità, bellezza e benessere, fin dalle prime sedute.

Il programma Cellulite&grasso-Stop! è rivolto sia alle donne che agli uomini e comprende anche la valutazione settimanale delle masse corporee tramite bioimpedenziometria, ed include una dieta personalizzata ed uno schema individuale di esercizi fisici, adatti alla vostra costituzione. Verrete inoltre seguiti, durante tutto l’arco del trattamento, dal punto di vista psico-dietologico e capirete quanto importante sia la vostra mente quando affrontate un programma dimagrante intensivo.

Il programma Cellulite&grasso-Stop! viene svolto nella totale sicurezza del paziente, poiché ogni fase del trattamento avviene sotto controllo medico e solo dopo una accurata visita medica generale che comprende anamnesi ed esame obiettivo. La visita è importante perché mira ad escludere eventuali controindicazioni e serve per organizzare il progetto terapeutico personalizzato. Durante la prima visita vi verrà anche accuratamente spiegata ogni singola fase del trattamento e saranno chiariti tutti vostri dubbi. La sicurezza del paziente è – insieme alla buona riuscita della terapia – il mio obiettivo principale.

Il programma Cellulite&grasso-Stop! riattiva il vostro metabolismo, migliora la circolazione degli arti inferiori, vi regala benessere psico-fisico, salute e bellezza, soprattutto a livello di glutei, fianchi, interno coscia, braccia, seno ed addome, con effetti immediati e che durano nel tempo.

Il programma Cellulite&grasso-Stop! comprende sette diversi passaggi che affrontano il problema del grasso in eccesso da varie angolazioni:

1) Cavitazione: ultrasuoni a bassa frequenza che distruggono gli adipociti (le cellule che contengono il grasso) e quindi “svuotano” la zona trattata senza lasciare inestetiche cicatrici chirurgiche. Clicca qui per leggere il mio articolo completo sulla cavitazione.

2) Radiofrequenza monopolare: onde elettromagnetiche che agiscono sul collagene, sulla circolazione e sui fibroblasti locali, con effetto tensorio immediato: la cute della zona trattata sarà più tonica e giovane. Clicca qui per leggere il mio articolo completo sulla radiofrequenza monopolare.

3) Massaggio linfodrenante: aiuta la circolazione locale a “smaltire” il grasso fuoriuscito dagli adipociti durante la cavitazione. I grassi rimessi in circolo saranno eliminati con le urine. Il massaggio linfodrenante ha anche l’azione di migliorare la circolazione sanguigna specie degli arti inferiori, con conseguente migliore ossigenazione dei tessuti. Il risultato è quello di avere gambe più leggere e snelle, non più dolenti. Clicca qui per leggere il mio articolo completo sul massaggio linfodrenante.

4) Applicazione di crema ad azione lipolitica e drenante: una mia speciale crema che viene applicata durante il massaggio linfodrenante e che aiuta l’eliminazione del grasso locale e contrasta l’accumulo di liquidi. La crema è personalizzata, cioè è diversa da paziente a paziente e la creo in base alla sua soggettività: ogni fisico ha bisogno del giusto principio attivo. Gli ingredienti possono variare di molto e sono ad esempio: teobromina, caffeina, teofillina, guaranà, estratti di alghe, flavonoidi, saponine, nicotinati (come il metilnicotinato e la nicinamide), capsaicina. Le mie creme ad azione lipolitica, drenante ed anticellulite sono migliori delle maggior parte delle creme esistenti in commercio perché hanno un INCI mediamente migliore, non contengono conservanti e sono create in base sulle caratteristiche soggettive del paziente.

5) Valutazione psicologica del paziente: durante i nostri incontri cercheremo insieme eventuali problemi che hanno indotto il paziente ad alimentarsi in maniera errata ed eccessiva. Nella mia esperienza posso confermare che occuparsi semplicemente del lato nutrizionale serve abbastanza poco se non si risolve un eventuale disagio psicologico a monte. Con molti pazienti obesi mi è bastato semplicemente affrontare l’evento traumatico scatenante o i problemi non risolti della loro vita, per aiutarli ad alimentarsi nella maniera adeguata.

6) Assegnazione di un idoneo programma di attività fisica: ad ogni paziente viene assegnato un piano di attività sportiva assolutamente personalizzato in base alla sua situazione di salute, al suo carattere ed al tempo che ha a disposizione.

7) Dieta personalizzata con bioimpedenziometria (valutazione delle masse corporee). All’interno della dieta posso inserire anche degli integratori alimentari ad azione termogenica e “brucia grassi” (con caffeina, ginseng, iodio…). In alcuni casi selezionati assegno al paziente una Dieta Proteica che permette di perdere 2 kg di peso a settimana (clicca qui per leggere il mio articolo completo sulla Dieta Proteica).

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Come perdere 2 kg di peso a settimana in modo rapido e sicuro

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA JEANS PANTALONIMolti miei pazienti vengono da me con parecchio peso da perdere e ben poco tempo a disposizione. Spesso sono pazienti che hanno provato molte diete tradizionali senza mai giungere a risultati concreti e duraturi, oppure sono pazienti che hanno bisogno urgentemente di perdere una grande quantità di peso. Un caso che mi è capitato poco tempo fa è stato quello di una ragazza che doveva sposarsi due mesi dopo ed era disperata perché non riusciva più ad indossare il vestito del matrimonio che aveva acquistato qualche mese prima perché, per lo stress dei preparativi per le nozze, era ingrassata ben 12 kg! In questo tipo di pazienti la terapia migliore per perdere peso in modo rapido, sicuro e senza il rischio di fallimento, è senza dubbio la Dieta Proteica. Questa metodologia, usata da anni da dietologi e nutrizionisti di tutto il mondo, prevede una forte riduzione  della quantità di zuccheri e grassi, attivando il fenomeno della chetogenesi controllata, a scapito delle riserve di grasso dell’organismo. La dieta proteica fu introdotta nel 1973 , grazie agli studi del prof. Blackburn  dell’università di Harvard, che elaborò il protocollo PSMF : Protein Sparing Modified Fasting. Da quel momento sono innumerevoli in tutto il mondo i successi legati a questa terapia, tra cui anche la ragazza che doveva sposarsi: grazie alla mia dieta proteica le ho fatto perdere quasi 14 kg in meno di due mesi ed il giorno delle nozze era bellissima nel suo abito bianco!

Come si svolge la visita?

Dopo la visita medica generale e la visione di esami ematici recenti, passi necessari per escludere eventuali controindicazioni alla Dieta Proteica, eseguo la valutazione delle misure antropometriche (peso,statura, indice delle masse corporee, circonferenze). Successivamente sottopongo il paziente ad una bioimpedenziometria per calcolare le masse corporee, l’idratazione ed il metabolismo basale. Dopo aver valutato tutti i dati raccolti, assegno al paziente una terapia dietologica basata sulla Dieta Proteica vera e propria. I controlli vengono effettuati una volta a settimana.

Come viene organizzata una Dieta Proteica?

La Dieta Proteica è uno schema piuttosto facile da seguire. Ecco un esempio tipico:

  1. Colazione: Caffè o tè senza zucchero +  1 busta proteica
  2. Metà mattina1 busta proteica
  3. Tarda mattina: 1 frutto (mela, pera, kiwi, arancia)
  4. Pranzo1 busta proteica + 300 g di verdura concessa
  5. Merenda: 1 frutto (mela, pera, kiwi, arancia)
  6. Cena1 busta proteica + 300 g di verdura concessa

La verdura concessa è: (cotta a vapore o lessa) broccoli, cavolfiori, cime di rapa, spinaci, zucchine, cicoria, melanzane, bieta, peperoni gialli e verdi, asparagi, insalata verde, finocchio, sedano. Condire con mezzo cucchiaio di olio d’oliva, sale, limone.
La verdura NON concessa è: pomodori, radicchio, carota, peperoni rossi, ravanelli

Accortezze importanti da seguire durante la dieta

Durante tutta la terapia il paziente dovrà bere giornalmente almeno due litri a scelta tra le seguenti bevande: acqua; tè verde; spremuta d’arancio o pompelmo; caffè senza zucchero. E’ importante assumere anche con integratore di vitamine e sali minerali. Estremamente importante è non assumere zuccheri di nessun tipo e nessun altro alimento non incluso nello schema. Lo schema proposto precedentemente può essere diverso in base alle vostre caratteristiche fisiche, ad esempio le buste proteiche possono essere cinque e non quattro. Le buste proteiche devono essere disciolte in acqua (e NON in altro liquido) ed assunte rapidamente. Le buste proteiche in commercio hanno i sapori più vari per venire incontro al vostro gusto (cioccolato, arancia, cibi salati…): io vi aiuterò nella scelta dell’integratore giusto per la vostra terapia.

Quali sono i vantaggi della Dieta Proteica?

  • Senso di sazietà che dura tutto il giorno;
  • Facilità di gestire la dieta. Non c’è bisogno di andare a fare una spesa mirata, di verificare le quantità esatte, di cuocere i cibi: quasi impossibile fare errori!
  • Facilità di assunzione del prodotto anche quando si è a lavoro in pausa pranzo;
  • Mantenimento della massa muscolare e di un alto metabolismo basale;
  • Minor rischio di intolleranze;
  • Maggiore assimilazione dei nutrienti;
  • Sicurezza del trattamento;
  • Facilità nel dimagrimento;
  • Economicità del trattamento in rapporto alla grande perdita di peso;
  • Rapidità del dimagrimento.

Come agisce la Dieta Proteica nell’organismo?

L’ipoinsulinemia, indotta dalla marcata riduzione degli zuccheri, va a provocare il catabolismo dei trigliceridi di riserva, i quali grazie all’azione della lipoproteina lipasi, si trasformano in acidi grassi liberi e glicerolo. Di quest’ultimo, il 10% viene ossidato a livello epatico per finire in glucosio, il resto apporta l’energia necessaria per la gluconeogenesi. Per quanto riguarda gli acidi grassi, il 40% viene direttamente usato dai muscoli, il resto subisce una betaossidazione a livello epatico, trasformandosi in 48 ore dall’inizio della dieta in corpi chetogeni. Questi, in presenza di insulina e glucosio, endogeno ed esogeno, si ricondenseranno a formare l’acetil-coenzima A, che finirà nel ciclo di Krebs per fornire energia alle cellule. L’ipoinsulinemia quindi , crea e favorisce la chetogenesi e la lipolisi, apportando energia a tutto l’organismo, senza intaccare la massa muscolare.

Quali sono le controindicazioni alla Dieta Proteica?

  • Grave insufficienza epatica e renale
  • Gravidanze e allattamento
  • Età inferiore ai 14 anni
  • Recenti incidenti vascolari (trombosi venosa profonda, ictus cerebrale, infarto del miocardio, arteriopatia obliterante degli arti inferiori)
  • Gravi alterazioni psichiatriche (psicosi maniacali, schizofrenia)
  • Diabete insulinodipendente
  • Celiachia.

Per quanto tempo può essere seguita la Dieta Proteica?

Ricerche effettuate in tutto il mondo, confermano che la Dieta Proteica, può essere proseguita – sotto stretto controllo medico – fino a 16 settimane consecutive.

Quanti kg di peso si perdono a settimana con la Dieta Proteica?

Una Dieta Proteica seguita in maniera costante porta ad una sicura perdita di peso, che oscilla tra non meno di 2 kg a 2,5 kg a settimana.

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“Può causare cancro”: procura di Torino avvia inchiesta su farmaco anti-diabete

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FARMACISTA FARMACIA FARMACO PILLOLA COMPRESSA PASTICCA MEDICAMENTO INTEGRATORE ALIMENTARE PRINCIPIO ATTIVO VITAMINE (4)La procura di Torino ha avviato un’inchiesta, condotta dai Nas, su un farmaco per la cura del diabete che potrebbe aumentare il rischio di cancro alla vescica. L’inchiesta è partita da un esposto presentato dall’associazione Promesa (Protezione professioni mediche e sanitarie). L’ipotesi di reato è commercio o somministrazione di medicinali guasti.

Continua la lettura su https://www.adnkronos.com/potrebbe-causare-il-cancro-procura-torino-avvia-inchiesta-su-farmaco-anti-diabete_2cGzprPoaILd6HQlASiJQc

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Il sugo al pomodoro fa bene al cuore e combatte i tumori

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PASTA DIETA MEDITERRANEA CUCINARE CIBO DIETA DIMAGRIRE CUCINA POMODORI (4)Il sugo al pomodoro fa bene alla salute grazie a 40 polifenoli antiossidanti racchiusi nei suoi ingredienti: è il risultato di uno studio spagnolo pubblicato su Food Chemistry, condotto da un gruppo di scienziati dell’Università di Barcellona che hanno confrontato diverse salse vendute al supermercato. Secondo gli autori della ricerca le virtù del sugo al pomodoro si nascondono nel mix di tutti i suoi ingredienti: agli antiossidanti del pomodoro si aggiungono quelli di olio, cipolla ed aglio.

Rosa Maria Lamuela, coordinatrice della ricerca, ha affermato: “Con 120 grammi di sugo aggiunto alla pasta si introducono dai 16 ai 4 milligrammi di polifenoli per porzione e dai 6 ai 10 milligrammi di carotenoidi. Questi composti sono molto utili e un loro consumo è correlato alla riduzione dei tumori e delle malattie cardiovascolari, come ha dimostrato lo studio PREDIMED (PREvention with a MEDiterranean Diet) nel quale si è valutata la frequenza dell’uso di sugo di pomodoro connessa con il rischio di patologie a cuore e vasi, senza però “misurare” esattamente che cosa, dentro all’alimento, sia responsabile dell’effetto protettivo. La nostra ricerca ha perciò individuato le sostanze responsabili dell’azione benefica del sugo”.

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Quante proteine devo assumere ogni giorno?

MEDICINA ONLINE MANGIARE DIETA CIBO DIMAGRIRE PROTEINE CARNE SALUMISono domande che mi sento rivolgere spesso, sia da pazienti che frequentano la sala pesi della propria palestra, sia da pazienti che vogliono semplicemente Continua a leggere

Vitamina D: sintomi che indicano la sua carenza e cibi che la contengono

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA NATURA FIUME MAGRA CALDO ESTATE RELAX VACANZE COSMETICA CAPELLI BELLEZZA ESTETICA SOLE APERTO LIBERTA FELICELa carenza di vitamina D può svilupparsi per svariate ragioni, riconducibili ad un’insufficiente apporto alimentare, ad un’inadeguata esposizione al sole (in particolare ai raggi UVB), ad un aumentato fabbisogno, ad un alterato assorbimento o a condizioni – come le malattie epatiche o renali – che compromettono la conversione della vitamina nella sua forma attiva. Il fabbisogno alimentare aumenta con il passare degli anni, quando diminuisce l’abilità della pelle di sintetizzare vitamina D (a partire da un derivato del colesterolo) e quella dei reni di operare l’ultima trasformazione necessaria ad attivarla. Per questo motivo negli anziani viene spesso consigliata una supplementazione di vitamina D, tramite specifici integratori od oli di pesce. L’integrazione viene consigliata, unitamente a quella di calcio, anche nella prevenzione dell’osteoporosi, con lo scopo di rinforzare le ossa e diminuire la suscettibilità alle fratture. A rischio di sviluppare carenze importanti sono gli alcolisti, i pazienti che hanno subìto resezioni dell’intestino tenue e quelli colpiti da insufficienza renale, insufficienza epatica, celiachia, fibrosi cistica, pancreatite cronica o cirrosi biliare primitiva.

QUALI SONO LE CAUSE DELLA CARENZA DI VITAMINA D?

La carenza di vitamina D può avere molteplici cause:

  1. Mancata assunzione nel tempo dei livelli raccomandati di vitamina D. Questo può accadere nel momento in cui si segue una rigida dieta vegetariana, poiché la maggior parte delle fonti naturali di questa vitamina sono di origine animale, come pesce, olio di pesce, tuorli d’uovo, formaggio e fegato di manzo.
  2. Esposizione limitata alla luce del sole. Poiché l’organismo produce vitamina D quando la pelle è esposta alla luce solare, il rischio di carenza aumenta se si è costretti a permanere per lunghi periodi in casa, se il luogo di residenza è sito in latitudini settentrionali, se si indossano abiti lunghi o copricapi per motivi religiosi o se il lavoro impedisce in toto l’esposizione al sole.
  3. Pelle di colore scuro. Il pigmento melanina riduce la capacità della pelle di produrre vitamina D in risposta all’esposizione alla luce solare. Alcuni studi dimostrano che gli anziani con la pelle di colore scuro sono ad alto rischio di carenza di vitamina D.
  4. I reni non possono convertire la vitamina D nella sua forma attiva. Con l’avanzare dell’età i reni perdono parte della loro capacità di convertire la vitamina D nella sua forma attiva, incrementando così il rischio di carenza di vitamina D.
  5. L’apparato gastrointestinale non è in grado di assorbire adeguatamente la vitamina D. Alcune condizioni, come il morbo di Crohn, la fibrosi cistica e la celiachia, possono influenzare la capacità dell’intestino di assorbire la vitamina D assunta dagli alimenti consumati.
  6. Obesità. La vitamina D viene estratta dal sangue dalle cellule adipose, alterandone il rilascio nella circolazione sanguigna. Le persone con un indice di massa corporea pari o superiore a 30 spesso presentano bassi livelli ematici di vitamina D.

QUALI ESAMI SONO NECCESSARI PER VERIFICARE LA CARENZA DI VITAMINA D?

Il modo più preciso per determinare la quantità di vitamina D presente nell’organismo è il test 25-idrossivitamina D. Nei reni, la 25-idrossivitamina D si trasforma nella forma attiva della vitamina. La forma attiva della vitamina viene misurata attraverso il sangue. La forma attiva della vitamina D contribuisce a controllare i livelli di calcio e fosfato presenti nell’organismo. I valori normali variano da 30,0 a 74,0 nanogrammi per millilitro (ng/ml). Un livello inferiore indica carenza di vitamina D ed è necessario consultare il medico.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA CARENZA DI VITAMINA D?

Sintomi quali dolore osseo e debolezza muscolare possono essere indicatori di una possibile carenza di vitamina D. Tuttavia, per molte persone, i sintomi possono essere lievi. Eppure, anche in assenza di sintomi specifici, una quantità eccessivamente scarsa di vitamina D può comportare rischi per la salute. Bassi livelli ematici di questa vitamina sono stati associati a:

  1. aumento del rischio di decesso a causa di malattie cardiovascolari
  2. deterioramento cognitivo negli anziani
  3. asma grave nei bambini
  4. cancro

La ricerca suggerisce che la vitamina D potrebbe giocare un ruolo importante nella prevenzione e nel trattamento di una serie di condizioni, tra cui diabete di tipo 1 e di tipo 2, ipertensione, intolleranza al glucosio e sclerosi multipla.

COME TRATTARE LA CARENZA DI VITAMINA D?

Il trattamento della carenza di vitamina D prevede l’assunzione di maggiori quantitativi di vitamina D, tramite alimentazione, impiego di integratori e/o una maggiore esposizione alla luce solare. Sebbene non vi sia un consenso generale circa i livelli di vitamina D necessari per una salute ottimale (il dato varia a seconda dell’età e delle condizioni di salute dell’individuo), è stato comunque appurato che una concentrazione inferiore a 20 nanogrammi per millilitro è generalmente insufficiente e, in quanto tale, richiede un adeguato trattamento.

QUANTA VITAMINA D E’ NECESSARIO ASSUMERE OGNI GIORNO?

Le linee guida dell’Institute of Medicine consigliano agli individui di età compresa tra gli 1 e i 70 anni di assumere una quantità giornaliera di vitamina D pari a 600 unità internazionali (UI). Per gli adulti di età superiore ai 70 anni la dose giornaliera raccomandata è di 800 UI.

Se non trascorrete molto tempo al sole o se siete particolarmente attenti a proteggere la pelle (la crema solare inibisce la produzione di vitamina D), consultate il medico e chiedete informazione circa un’eventuale assunzione di integratori di vitamina D, specie in presenza di fattori di rischio relativi alla carenza di questa vitamina

QUALI SONO I CIBI CHE CONTENGONO PIU’ VITAMINA D?

Buone fonti alimentari di vitamina D sono rappresentate da: fegato, tuorlo d’uovo, latte, burro ed oli di pesce. Una specifica integrazione di vitamina D è generalmente raccomandata durante la gravidanza e l’allattamento, ai lattanti nutriti con latte materno (quello artificiale – non per questo migliore del muliebre – è arricchito artificialmente) e talvolta ai bambini ed ai ragazzi. Nel stabilire i dosaggi raccomandati per i nuovi nati, le organizzazioni internazionali tengono conto anche della latitudine di residenza. Non dimentichiamo, comunque, che un’assunzione elevata di questa vitamina può dare fenomeni di tossicità, per cui prima di assumere integratori specifici è importante consultare il parere medico. I rischi di un sovradosaggio includono: mineralizzazione di tessuti non ossei con calcificazioni diffuse degli organi, contrazioni e spasmi muscolari accompagnati a vomito, diarrea e mal di testa.

QUALI MALATTIE SONO CAUSATE DALLA CARENZA DI VITAMINA D?

La carenza di vitamina D compromette la mineralizzazione ossea, causando rachitismo, osteomalacia e osteoporosi. Nel rachitismo si ha un’insufficiente mineralizzazione della porzione ossea in crescita, che nel tempo cede e si deforma sotto il carico del peso corporeo e della tensione muscolare. L’osteomalacia è una malattia caratterizzata dalla rarefazione macroscopica delle ossa, che risultano dolenti e inclini alle fratture.

VITAMINA D CONTRO CANCRO, DIABETE ED IPERTENSIONE

Le ricerche sulla vitamina D stanno diventando sempre più numerose. La vitamina D attiva è uno dei più potenti inibitori dello sviluppo delle cellule tumorali ed è in grado di stimolare il pancreas a produrre insulina. Essa regola il sistema immunitario.

Si prendano in considerazione i seguenti studi:

  1. Presso la Boston University, le persone ipertese (con pressione alta) dopo essere state esposte ai raggi UVA e UVB per 3 mesi, presentavano un livello di vitamina D superiore del 100% e, fatto ben più impressionante, una normalizzazione della pressione arteriosa. Queste persone sono state seguite per un totale di 9 mesi e durante questo lasso di tempo la pressione alta continuava a diminuire. Il Professor Michael F. Holick (a capo del Laboratorio di Ricerca su vitamina D, pelle e ossa presso la Boston University School of Medicine) teorizza che questo abbassamento della pressione sanguigna, dovuto all’assunzione di vitamina D, avviene perché questa vitamina riduce la produzione di un ormone chiamato renina, che si ritiene abbia un ruolo di primaria importanza nell’ipertensione.
  2. In uno studio condotto su più di 3.000 veterani (di età compresa dai 50 ai 75 anni), pubblicato sul Journal of the American Medical Association, è stato riscontrato che coloro che avevano assunto più di 645 UI di vitamina D al giorno in combinazione con più di 4 grammi al giorno di fibre cereali, avevano ridotto del 40% il rischio di sviluppare polipi precancerosi al colon.
  3. In un report pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society, i ricercatori dell’Università di Basilea in Svizzera, hanno dimostrato che le donne anziane che avevano assunto un integratore di vitamina D e calcio per 3 mesi, avevano ridotto del 49% il rischio di cadute rispetto alle pazienti che avevano assunto solo calcio. Sembra che le donne cadute più volte in passato abbiano tratto il massimo beneficio dall’assunzione di vitamina D.
  4. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Neurology ha dimostrato che le donne che assumono le dosi di vitamina D presenti abitualmente negli integratori multivitaminici (almeno 400 UI), presentano il 40% di probabilità in meno di sviluppare la sclerosi multipla rispetto alle donne che non assumono integratori.

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Gonfiore addominale e meteorismo: otto trucchi per dirgli addio in modo definitivo

MEDICINA ONLINE DONNA CORPO DOLORE TRISTE PANCIA MESTRUAZIONI CICLOIl gonfiore addominale lo conosciamo tutti, specialmente le donne che ne sono più colpite. E’ quel senso di eccessiva tensione addominale, causato dall’eccessivo contenuto gassoso dello stomaco e/o dell’intestino. Può essere correlato a varie patologie (cirrosi, infezioni del tratto gastroenterico, colecistiti, occlusioni intestinali…) ma spesso è determinato da una alimentazione sbagliata. Bisogna ricordare che spesso, dietro al gonfiore addominale, si cela un problema di celiachia, cioè un’allergia al glutine (grano e frumento) quindi la presenza del medico è sempre importante per valutare la situazione. Ecco ora gli otto consigli a tavola, per dire addio al gonfiore addominale!

1) Meno latte e formaggi
Per limitare il fenomeno del gonfiore addominale, bisogna dire limitare il latte e i formaggi freschi, come la ricotta, il mascarpone e ripiegare su quello ad alta digeribilità o anche sul latte di riso, di soia, d’avena e sui formaggi stagionati. Questo perché alcuni di noi non riescono a digerire il lattosio presente nel latte ed i suoi derivati, a causa del deficit di un enzima (la lattasi).

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2) Attenzione alla fermentazione di ortaggi, pasta, pane
Ortaggi, frutta, e gli zuccheri raffinati contenuti nella pasta, nel pane e nelle farine bianche causano facilmente gonfiore addominale. Lo stesso accade con il lievito, la birra e le patate. Meglio limitare questi alimenti.

3) Le fibre non sono tutte uguali
Le fibre, una volta ingerite, sono trasformate dai batteri presenti nell’intestino attraverso un processo di fermentazione che è alla base del rigonfiamento. Però non tutte le fibre danno lo stesso risultato: il fenomeno è più evidente se si mangiano le fibre lunghe, come quelle contenute nella lattuga a foglia larga. Lo stesso vale per i legumi, gli ortaggi (vedi il cavolfiore), le noci o la frutta secca. Per evitare il gonfiore si deve puntare sulle verdure a foglia piccola, che fermentano di meno. Altro consiglio è centrifugare la frutta e la verdura, così da eliminare la parte di fibra che non è digerita.

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4) Mangia piano e mastica molto
Durante i pasti bisogna godersi il cibo. Questo è un concetto che spesso dimentichiamo, immersi in una routine che vede il cibo sempre più consumato a gran velocità, tra uno sguardo alla mail ed una telefonata di lavoro in arrivo. Invece è importante mangiare lentamente e masticare molto il cibo: ciò ci difenderà dal gonfiore addominale e ci farà assimilare meglio lo sostanze nutritive contenute nei cibi.

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5) Zenzero e finocchio
Lo zenzero aiuta a tenere a bada il gonfiore e la flatulenza. Si può gustare fresco o grattugiato sopra i centrifugati di frutta e verdura. Anche il finocchio è una vera panacea contro i disturbi digestivi, soprattutto se preso sotto forma di tisane, decotti e infusi preparati con i suoi semi. Tra le sue molte virtù, il finocchio sgonfia la pancia contrastando i processi di fermentazione.

6) Attenzione alla frutta dopo i pasti
Per evitare fenomeni di fermentazione, un altro importante consiglio è di evitare la frutta alla fine del pasto. E’ preferibile consumarla qualche tempo dopo per diminuire il rischio di gonfiore addominale.

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7) No a gomme da masticare ed a bibite gassate 
Masticare gomme favorisce l’ingestione di aria che va prima nello stomaco e poi nell’intestino, da qui il gonfiore. Meglio evitarle. Come è meglio evitare anche le bevande gassate, che incrementano l’aria nell’intestino.

8) L’aiuto viene dal carbone vegetale
Il carbone vegetale, o carbone attivo, ha una forte capacità di assorbire i gas presenti nell’intestino, arginando così il problema del gonfiore addominale, senza provocare alcun effetto collaterale.

FONTE DI QUESTO ARTICOLO: CORRIERE.IT

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