Distrofia muscolare di Duchenne, di Becker e di Emery-Dreifuss

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Bambino di 4 anni affetto da distrofia di Duchenne nel tentativo di estendere le anche dopo essersi rialzato da terra. Da notare l’ipertrofia del polpaccio e della parte laterale della coscia e l’atrofia dei muscoli scapolari.

Introduzione

Le distrofie muscolari sono affezioni ereditarie a carattere progressivo della muscolatura striata. Si tratta di patologie secondarie a interessamento primitivo della fibra muscolare, mentre i motoneuroni spinali, i nervi motori e la placca motorice sono intatti. Caratteristiche comuni di questo gruppo di malattie sono:

  • la simmetria dell’ipostenia;
  • uno specifico quadro di distribuzione dell’atrofia muscolare;
  • la conservazione delle sensibilità;
  • il risparmio relativo dei riflessi tendinei;
  • la trasmissione eredo-familiare.

Per convenzione, vengono distinte dalle distrofie altre malattie degenerative primitive del muscolo riconducibili a un disturbo ereditario del metabolismo (per es. il deficit di miofosforilasi) o a un disturbo congenito e relativamente non progressivo associato a caratteristiche morfologiche peculiari (miopatia centrai core e nemalinica); queste malattie sono definite rispettivamente miopatie metaboliche e miopatie congenite.

Di seguito verranno brevemente descritti solo i tipi più comuni di distrofia muscolare: la distrofia muscolare di Duchenne, quella di Becker ed infine quella di Emery-Dreifuss.

Distrofia muscolare di Duchenne (Distrofia muscolare generalizzata grave dell’infanzia)

Questo tipo di distrofia esordisce nella prima infanzia (a volte nel periodo neonatale) e porta a invalidità completa e morte all’inizio della vita adulta. L’incidenza oscilla tra 13
e 33/1 00 000 nati di sesso maschile ogni anno; la malattia viene trasmessa come carattere recessivo legato al cromosoma X, dalla madre (che è portatrice asintomatica anche se, a una valutazione accurata, possono essere presenti lievi segni di interessamento muscolare) ai figli maschi.

Le modalità di presentazione clinica della malattia sono variabili. La maggior parte dei bambini affetti impara a camminare o anche a correre prima di iniziare a presentare difficoltà nel salire le scale e nel sollevarsi dalla posizione accovacciata. La muscolatura del cingolo pelvico è interessata prima di quella del cingolo scapolare. Quasi sempre i muscoli del polpaccio e talora i quadricipiti e i deltoidi appaiono ingrossati e tonici, ma presto diventano più deboli del normale (pseudoipertrofia). Altri muscoli della pelvi, delle cosce e delle spalle vanno precocemente incontro ad atrofia.

Caratteristicamente, la deambulazione diventa ondeggiante (anserina) a causa dello scarso sostegno esercitato dalla muscolatura glutea sull’articolazione dell’anca. Inizialmente è presente lordosi lombare e l’addome appare protuberante ma successivamente, a causa dell’ipostenia della muscolatura paravertebrale, si sviluppa una cifoscoliosi (vedi foto all’inizio dell’articolo). I riflessi tendinei diminuiscono di intensità proporzionalmente all’ipostenia e, quindi, i riflessi achillei risultano conservati per il risparmio relativo della muscolatura del polpaccio. L’ipostenia della muscolatura respiratoria e la cifoscoli osi aumentano il rischio di gravi complicanze quando il paziente viene costretto a letto. Alcuni pazienti presentano un lieve ritardo mentale.

L’interessamento del miocardio di verifica, di solito, solo nelle fasi più avanzate della malattia e si manifesta con dilatazione cardiaca, disturbi di conduzione e scompenso cardiocircolatorio.

La concentrazione delle CK nel siero è sempre aumentata e tale riscontro può precedere la comparsa dell’ipostenia muscolare. L’elettrorniografia (EMG) evidenzia segni di miopatia. Le donne portatrici possono venire identificate nella maggior parte dei casi per la presenza di un ingrossamento e di un’ipostenia di modesta entità a livello dei polpacci, per l’aumento delle CK e per modeste alterazioni all’EMG e alla biopsia muscolare.

La biopsia evidenzia una perdita di fibre muscolari con distribuzione casuale (cioè che non rispetta le unità motorie), una sostituzione con tessuto adiposo e fibroso e la presenza di alcune fibre residue che vanno incontro a un processo di ipertrofia. Nelle parti del muscolo meno danneggiate si possono osservare bande di contrazione (indicative di inabilità delle fibre) e la presenza di singole fibre o di piccoli gruppi di fibre in vari stadi del processo di degenerazione e di tentata rigenerazione.

Distrofia muscolare di Becker

Questa malattia rappresenta un’altra forma di distrofia maschile legata al sesso, ma è molto meno frequente e grave del tipo di Duchenne. L’incidenza è di 3-6 casi/100000. Clinicamente l’ipostenia e l’ipertrofia muscolare interessano gli stessi muscoli della forma di Duchenne, ma la malattia esordisce in età molto più avanzata (in media a Il anni, con un intervallo che va dai 5 ai 45 anni) e la sopravvivenza prolungata è la regola. Raramente sono presenti interessamento cardiaco e ritardo mentale.

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Cause, diagnosi e cura delle distrofie di Duchenne e di Backer

Un notevole passo avanti nella comprensione di queste distrofie è stato compiuto con l’identificazione del gene patologico comune alle due forme (localizzato in corrispondenza di un locus specifico sul braccio corto del cromosoma X) e della proteina prodotta da questo gene.

Nella distrofia di Duchenne il prodotto genico, chiamato distrofina, è assente; nella distrofia di Becker è notevolmente ridotto e strutturalmente anomalo. Nei fenotipi intermedi la quantità di distrofina nei muscoli ha un valore medio rispetto a quello delle due forme classiche. Questi reperti consentono di porre diagnosi, mediante l’analisi del DNA e la quantificazione della distrofina, utilizzando campioni prelevati con biopsia muscolare.

Sfortunatamente queste scoperte non hanno ancora permesso ancora di sviluppare terapie efficaci. Nelle fasi iniziali della distrofia di Duchenne l’esercizio fisico e la somministrazione quotidiana di prednisone possono ritardare la progressione della malattia. Diversamente, sono possibili solo misure di supporto come la ventilazione meccanica durante la notte. È auspicabile che il paziente continui a svolgere un’attività fisica il più a lungo possibile.

Distrofia muscolare di Emery-Dreifuss

Si tratta di una forma di distrofia relativamente benigna legata al cromosoma X, in cui la distribuzione dell’interessamento muscolare è lievemente diversa dalle forme precedenti e in cui manca l’ipertrofia: caratteristiche sono le precoci contratture a livello del gomito e delle ginocchia, descritte da Emery e Dreifuss. L’interessamento cardiaco (difetti di conduzione e cardiomiopatia) può essere grave.

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