Differenza tra pesi ed elastici: vantaggi e svantaggi delle due tecniche

MEDICINA ONLINE PALESTRA PESI ELASTICI BANDE MUSCOLI MASSA PROTEINE AMMINOACIDI BCAA RAMIFICATI ESSENZIALI WHEY LATTE SIERO CASEINE CREATINA WORKOUT ALLENAMENTO BICIPITI SPALLE GAMBE ESERCIZI DONNA GLUTEI SQUAT.jpgPer chi vuole aumentare la propria massa muscolare o rimanere in forma facendo lavorare i muscoli, esistono principalmente due tipi di esercizio: quelli a corpo libero e quelli con strumenti. I due strumenti più popolari per aumentare la massa muscolare, sono i pesi liberi e le bande elastiche di resistenza. Entrambi hanno vantaggi e svantaggi: vediamo oggi quali.

Pesi liberi

Chiunque abbia frequentato una palestra, almeno una volta avrà tenuto in mano un manubrio o un bilancere. Ma quali sono i vantaggi di utilizzare i pesi liberi rispetto ad usare le bandeelastiche di resistenza?

1 Una volta acquistati sono per sempre. I pesi liberi sono un investimento di una sola volta, una volta acquistati non li devi comprare più perché qualsiasi peso libero di una marca decente, può durare decenni. Gli elastici invece hanno una durata limitata nel tempo e – usandoli – tendono a perdere resistenza.

2 Quantità definita di resistenza. A differenza delle bande elastiche di resistenza, i pesi liberi hanno lo stesso peso nel corso di ogni esercizio, quindi vi forniranno una quantità costante di resistenza. Questo rende più facile misurare i propri progressi e di conseguenza strutturare l’allenamento.

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3 Tempo per abituarsi. Sollevare e spingere sono attività naturali e ti puoi sentire bene con la maggior parte degli esercizi classici. Gli elastici tuttavia forniscono una diversa gamma di resistenza in tutta la fase di sollevamento quindi spingere, tirare ed altri movimenti che si fanno con le bande, potrebbe portarti ad una sensazione di confusione proprio all’inizio. In altre parole, potresti aver bisogno di qualche tempo per adattarti alle bande.

4. Caldo e freddo. I pesi pesano sempre uguale d’estate e d’inverno; le bande, al contrario, offrono resistenza diversa in base al clima. Una temperatura elevata, ad esempio, tende a diminuire la resistenza dell’elastico.

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5. Stimolazione minore. Secondo alcuni gli elastici non stimolerebbero i muscoli come fanno i pesi. Infatti molti istruttori competenti consigliano l’uso degli elastici solo come esercizi secondari (esercizi di assistenza):questo perché gli esercizi principali solitamente sono basati sulla resistenza del peso corporeo che stimolano i muscoli abbastanza per continuare più tardi con gli elastici. Solo con i pesi liberi invece non avrete bisogno di stimolare ulteriormente i vostri muscoli, potrete costruire il vostro corpo solo con essi.

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Bande elastiche di resistenza

Ed ora invece, ci chiediamo: quali sono i vantaggi di utilizzare gli elastici rispetto i pesi liberi?

1. Niente “acrobazie”. Un esercizio con i pesi è possibile perché i poesi… pesano. E pesano perché c’è gravità. Questo significa che è possibile solo sollevarli e ciò è una limitazione non da poco. Per ovviare a ciò, per allenare tutti i muscoli, si dovrà cambiare la posizione del corpo rispetto alla gravità ed il che porta ad assumere posizioni in certi casi complesse e perfino pericolose per i meno esperti. Ciò non avviene con le bande, che determinano resistenza al di là del punto in cui viene esercitata la gravità.

2. La resistenza è variabile. La natura elastica delle bande rende la resistenza progressiva e costante. In altre parole, più si allunga l’elastico maggiore sarà la resistenza. Così la forza cambia durante tutto l’arco del movimento e ed in maniera isometrica; ciò porterà più stress sui muscoli dal momento che dovrà affrontare e controllare la resistenza fluttuante.

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3. Legateli ovunque. Potete fornire voi stessi la resistenza indipendentemente dal punto di attacco dei vostri elastici. Ciò significa che è possibile legarli sotto, davanti, dietro o sopra di voi, ad oggetti ma anche a voi stessi. Per non parlare di tutti gli angoli che potete creare per allenare un determinato muscolo in isolamento.

4. Vi potete allenare in viaggio. A differenza dei pesi liberi potrete portare i vostri elastici ovunque, anche in vacanza. Con pochi kg di elastici, avrete sempre con voi centinaia di kg di resistenza.

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5. Nessun problema di rigidità o di flessibilità. I pesi a lungo andare vi possono rendere rigidi e vi faranno perdere la flessibilità; gli elastici non danno questo tipo di problemi ed anzi, se usati bene, tendono ad aumentare la vostra flessibilità.

6. Riduzione del rischio di infortuni. Un peso da 20 kg, se vi finisce sul piede, ve lo frantuma. Un elastico che offre 20 kg di resistenza, no.

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7. Non c’è bisogno di un assistente. Quando sollevate carichi pesanti tramite bilancere, avrete probailmente bisogno di uno che vi assista. Se vi allenate da soli come fate? Con gli elastici, a parità di peso/resistenza, non c’è bisogno di supporto.

5. Sono più economici. È vero che i pesi – una volta acquistati – durano decenni mentre gli elastici no, tuttavia quest’ultimi sono decisamente molto più economici di bilanceri e manubri.

Conclusioni

Quindi meglio pesi od elastici? Come abbiamo visto, entrambi hanno vantaggi e svantaggi quindi, non esiste un “vincitore” e la risposta migliore che posso darvi è… prendeteli entrambi!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Puntura d’ape, gonfiore: cosa fare, quanto dura, bisogna preoccuparsi?

MEDICINA ONLINE APE BEE WASP VESPA MOSCA ZANZARA MOSQUITO INSETTO PUNTURA SHOCK ANAFILATTICO ADRENALINA MORTE MORIRE DIE VITA LIFE DOLORE PELLE CUTE ADRENALINA FIORE POLLINEIl gonfiore provocato dalla puntura d’ape quanto dura, bisogna preoccuparsi dopo ventiquattro ore, e cosa fare affinché passi in fretta? Sono tutte domande che si pone una persona dopo aver avuto la sfortuna di essere attaccata da un’ape. È importante essere informati perché con l’apitossina – il veleno dell’ape – non si scherza: se alcuni individui avvertono semplicemente dolore localizzatobruciore e prurito, altri potrebbero essere colpiti da malessere generale o shock anafilattico. I test allergici, quindi, sono di fondamentale importanza e dovrebbero essere fatti da tutti, inoltre, se abitate in zone dove abbondano gli insetti, usare delle piante-repellenti sul balcone, in giardino e in piscina, vi farà correre sicuramente molti meno rischi, a tal proposito leggete anche: Come allontanare api, vespe e zanzare da balcone, giardino e piscina

Gonfiore e dolore

Uno dei primi sintomi che provoca l’apitossina è il gonfiore, anticipato da dolore acuto, bruciore e rossore; potrete notare, nella parte dove il pungiglione ha perforato la pelle, una zona di colore bianco, che si gonfierà nel giro di pochi minuti: un problema, questo, che potrete arginare efficientemente estraendo subitamente l’aculeo. Esistono zone del corpo in cui si avverte maggiormente il dolore dovuto alla puntura di ape, come la testa, dove è difficile individuare il pungiglione da estrarre a causa della lunghezza dei capelli; anche la zona attorno all’occhio è molto sensibile e può provocare problemi momentanei alla vista; è raro, ma può accadere, che l’ape punga sulla lingua o sulla faringe: non ci sono rimedi efficaci, in episodi sfortunati come questi, e bisogna recarsi rapidamente in ospedale, prima che il gonfiore renda impossibile il passaggio dell’aria ai polmoni.

Quanto dura il gonfiore?

Nella maggior parte dei casi, il gonfiore sparisce gradatamente in un arco temporale variabile, generalmente dopo quattro/cinque ore, tuttavia in alcuni casi potrebbe durare per 24 ore: nulla di preoccupante, perché ciò dipende sempre dalla velocità di reazione del vostro organismo – della sua capacità, cioè, di eliminare le tossine del veleno d’ape – e anche dalla prontezza che dimostrerete nel curare il gonfiore dovuto alla puntura con rimedi naturale.

Allergia e shock anafilattico

Ci sono delle persone che possono avere delle reazioni esagerate nei confronti dell’apitossina: queste noteranno un rossore intenso, un gonfiore che tende a diventare sempre più evidente, prurito a cui è difficile resistere. Questo, ovviamente, non significa essere in pericolo di vita, ma comunque è consigliabile rivolgersi al medico di fiducia, che saprà risolvere tutti i problemi causati dalla puntura d’ape nel giro di una settimana. Dovete sapere per tempo se siete allergici al veleno dell’ape: quando un allergico viene punto, prova immediatamente una sensazione di soffocamento e va incontro a uno shock anafilattico; in quel caso, deve avere a portata di mano medicine adatte prescritte dal proprio medico. Si può avere uno schock anafilattico anche quando si subiscono cinquanta o più punture di api, quando cioè la quantità di veleno nel corpo è più copiosa. Devono fare particolarmente attenzione i bambini, che non riescono a debellare facilmente l’apitossina: evitate che giochino in ambienti dove ci sono un gran numero di api e premuratevi che facciano un test allergico completo. Per approfondire, leggete anche: Morire per una puntura di vespa: capire cos’è uno shock anafilattico può salvarti la vita

Quando attacca un’ape?

Un’ape attacca solo quando si sente in pericolo (tranne in rari casi o per colpa di movimenti bruschi) perché muore dopo aver punto, quindi, il segreto per non essere punti è quello di stare a debita distanza da loro ed evitare movimenti repentini in loro presenza.

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Cosa fare per il gonfiore? I rimedi contro la puntura d’ape

Ci sono diversi rimedi casalinghi per il gonfiore dovuto alla puntura d’ape, che dovete utilizzare seguendo l’ordine con cui ve ne parlerò:

  • non allarmatevi ed estraete dalla pelle il pungiglione attraverso una carta smussata (tipo la carta di credito);
  • usate acqua ossigenata per disinfettare;
  • per limitare al minimo il gonfiore, dovete stringere del ghiaccio avvolto da un panno sulla zona colpita per dieci minuti;
  • una crema di aloe vera al 100% o l’unguento di calendula vi torneranno utili per rossore e prurito, inoltre sono efficaci anche per far sì che la pelle si rigeneri più in fretta;
  • arrivati a questo punto, non dovete assolutamente grattare la parte di pelle gonfia: rischierete di peggiorare la situazione, soprattutto se avete le mani sporche;
  • se dopo sei ore dalla puntura dell’ape avvertite ancora dolore o prurito, usate la polpa di banana fatta in casa o del prezzemolo, oppure potete riapplicare prima il ghiaccio e poi la crema di aloe vera o l’unguento di calendula.

Una crema di aloe vera estremamente efficace, consigliata dal nostro Staff di esperti, è questa: https://amzn.to/2KEg4Xz

Se i sintomi sono gravi e non tendono a diminuire, non perdete ulteriore tempo e recatevi al più vicino Pronto Soccorso.

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Le fragole fanno ingrassare o dimagrire? Quante calorie hanno?

MEDICINA ONLINE BERE GELATO FRAGOLE DIABETE BEVANDA CALORIE SODIO GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE DISTILLATA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA MARE GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOLLe fragole hanno davvero tantissimi ammiratori: dolci, buone e potenzialmente salutari, sono in pochissimi coloro i quali riescono a resistere a questa bontà tipicamente primaverile ed estiva. Ma si possono consumare anche durante la dieta? Sono cibi “dimagranti” oppure fanno ingrassare?

Calorie nella norma
La prima buona notizia è sul fronte delle calorie. Nelle fragole infatti ci sono circa 35 calorie per 100 grammi di prodotto, ammesso di consumarle assolute e senza l’aggiunta di zucchero. Si tratta di un monte calorico relativamente basso, anche per chi voglia paragonarle agli altri tipi di frutta. Quindi, almeno per quanto riguarda il problema delle calorie, questo è assolutamente inesistente. Inoltre, le fragole sono formate dal 90% di acqua, quasi quanto l’anguria.

Nutrienti e vitamine
In aggiunta al loro incredibilmente basso monte calorico, le fragole devono essere aggiunte alla nostra dieta anche per altri tipi di considerazioni. Sono infatti ricchissime di vitamine e di antiossidanti, sostanze che aiutano a combattere l’invecchiamento e dunque a farci rimanere giovani e in forma. Si tratta di un grandissimo vantaggio per chi consuma questo tipo specifico di alimenti, un vantaggio che finisce per ripercuotersi su tutti coloro i quali consumano di frequente questo specifico tipo di alimenti, al quale appartengono anche le fragole.

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No all’aggiunta di zucchero
Ovviamente un cibo salutare può essere comunque decisamente compromesso, soprattutto per chi segue una dieta ferrea, dal ricorso allo zucchero o al miele. Si tratta di aggiunte non solo molto caloriche, ma anche particolarmente inutili, che rendono un cibo salutare da evitare a tutti i costi. Le fragole sono buonissime al naturale e non c’è nessun bisogno di andare a rovinarle con il pericolosissimo (per chi è a dieta e per chi non lo è) zucchero.

No, le fragole non fanno ingrassare
Le fragole, dunque, a patto che si consumino al naturale, non fanno assolutamente ingrassare e possono essere inserite in ogni tipo di dieta, sia a colazione con i cereali, sia come spuntino light eppure delizioso e in grado di farci passare anche la voglia di dolce. Quando sono in stagione le fragole dovrebbero essere considerate un alimento must per chi è a dieta, senza nessuna paura di mettere su chili. Le fragole, per concludere, sono grandi amiche di chi voglia vivere in salute.

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Perché lo scroto che contiene i testicoli è così rugoso?

MEDICINA ONLINE PENE TESTICOLO ASIMMETRICO PENIS SCROTO DAVID MICHELANGELO FIRENZE ASIMMETRIA VENA VARICOCELEPerché spesso lo scroto, cioè il “sacchetto” che contiene i testicoli, è così rugoso? E’ solo una questione estetica? In realtà no: nel nostro corpo qualsiasi cosa, anche quella apparentemente più banale, ha una funzione specifica.

La temperatura

Cominciamo col dire che non sempre uno scroto è pieno di rughe, bensì la sua “rugosità” è variabile per un motivo molto più importante di quello che sembri. Chi ne possiede uno si sarà accorto che quando fa molto caldo, o dopo un bagno molto caldo, lo scroto è piuttosto liscio e “rilassato”, con i testicoli che tendono a scendere verso il basso. Quando al contrario fa freddo, o dopo una doccia gelata, lo scroto si ritrae verso il corpo, raggrinzendosi e formando le caratteristiche rughe scrotali, accorciando lo spazio che occupa e ritirando su i testicoli verso il corpo. Ciò dipende dall’azione dei muscoli presenti nello scroto stesso, che lo avvicinano all’addome quando fa freddo e lo allontanano quando fa caldo.

A che serve?

L’obiettivo fisiologico di questo meccanismo è adattarsi agli sbalzi di temperatura dell’ambiente, permettendo una corretta omeostasi dei testicoli. Ciò si comprende ricordando che la funzione dello scroto è mantenere i testicoli a una temperatura (35 °C) costante, lievemente più bassa di quella interna del corpo, adatta alla spermatogenesi (cioè la produzione degli spermatozoi). Temperature troppo più alte o più basse di 35 °C potrebbero impedire la corretta nascita di nuovi spermatozoi normali. Quindi accade che:

  • quando fa caldo lo scroto si rilassa, i testicoli scendono e, allontanandosi dal corpo, si “raffreddano”, evitando quindi temperature che sarebbero troppo alte per una corretta spermatogenesi;
  • quando fa freddo, lo scroto si contrae, i testicoli si riavvicinano all’addome e si “riscaldano”, evitando quindi temperature troppo basse per la normale spermatogenesi.

La mancata capacità dello scroto di creare rughe potrebbe, addirittura, portare a problemi di infertilità e sterilità dal momento che, nei momenti più freddi, i testicoli sarebbero troppo “al fresco” per produrre spermatozoi normali.

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Quanto è grande il sole e quante volte è più grande di Terra e Luna?

MEDICINA ONLINE QUANTO GRANDE SOLE TERRA LUNA GIOVE PIANETI SISTEMA SOLARE MISURA RAGGIO DIAMETRO SUPERFICIE VOLUME.jpgPer mettere a paragone questi corpi celesti, è necessario prima conoscere il loro raggio ed il loro diametro:

Sole
Raggio: 695.700 km
Diametro (all’equatore): circa 1.391.400 km

Terra
Raggio: 6371 km
Diametro: circa 12.750 km

Luna
Raggio: 1737 km
Diametro: circa 3480 km

Giove
Raggio: 69911
Diametro: circa 142.984 km

Il diametro del Sole è circa 110 volte quello della Terra. La superficie del sole è il quadrato di quel valore, ossia circa 12.000 volte la superficie terrestre. Il volume del sole è il cubo di quel valore, ossia 1.330.000 volte il volume della Terra.

Il diametro del Sole è circa 400 volte quello della Luna. La superficie del sole è circa 160.000 volte la superficie lunare.

Il diametro del Sole è circa 10 volte quello di Giove. La superficie del sole è circa 100 volte la superficie di Giove.

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Integratore di acido alfa lipoico: a che serve e qual è il dosaggio?

MEDICINA ONLINE INTEGRATORE ALIMENTARE DIETA DIETARY SUPPLEMENT COMPLEMENT ALIMENTAIRE SUPLEMENTO DIETETICO NahrungsergänzungsmittelL’acido alfa-lipoico (spesso abbreviato in ALA), è un acido grasso con una potente azione antiossidante che aiuta a combattere lo stress ossidativo provocato dai radicali liberi (responsabili dell’invecchiamento e dei danni cellulari) sia all’esterno che all’interno della cellula nervosa. Rappresenta quindi una molecola preziosa per la persona diabetica, in quanto favorisce la protezione del sistema nervoso e aiuta a contrastare la neuropatia diabetica.

Dove viene prodotto l’acido alfa-lipoico?
L’acido alfa-lipoico è un acido grasso contenente zolfo, che viene naturalmente prodotto dal fegato e da altri tessuti del nostro organismo. Viene inoltre assorbito intatto da alcuni alimenti introdotti con la dieta e si accumula in alcuni tessuti (fegato, cuore, muscolo, cervello e nervi e altri).

Il miglior integratore di acido alfa-lipoico, selezionato, usato e raccomandato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui: http://amzn.to/2AIJ4rK

Dove agisce l’acido alfa-lipoico?
L’ALA combatte i radicali liberi in ogni parte del neurone (ma anche delle altre cellule) ed è l’unico antiossidante a riuscire a farlo. Tra le peculiarità uniche dell’acido alfa-lipoico, c’è, infatti, quella di poter agire sia all’interno della cellula, in un ambiente acquoso (idrofilo) come il citoplasma delle cellule (dove agiscono anche altri antiossidanti come la vitamina C, sia in un ambiente oleoso ovvero ricco di lipidi (lipofilo) com’è la membrana dei neuroni e delle cellule, la cui integrità è fondamentale per la trasmissione degli impulsi nervosi; in definitiva, l’ALA può raggiungere tutti i compartimenti di una cellula proteggendola dentro e fuori dall’attacco incessante dei radicali liberi.

Come agisce l’ALA?
Sia l’acido alfa-lipoico che la sua forma ridotta DHLA (cioè che ha già esercitato la sua azione antiossidante e perciò ha acquistato un elettrone) funzionano come una coppia di potenti antiossidanti, esercitando una cosiddetta azione “scavenger” (spazzino) tra le più potenti sui radicali liberi dell’ossigeno (ROS o Reactive oxygen species, specie reattive dell’ossigeno). Ma c’è di più. Esso, infatti, interviene e promuove importanti cicli metabolici come la produzione di energia e anche questo è un aspetto molto importante, in quanto i radicali liberi attaccano, danneggiandole, anche le membrane dei mitocondri, piccoli organuli presenti all’interno delle cellule, che sono sede delle risorse energetiche e di autoriparazione del nervo. L’acido alfa-lipoico, inoltre, può riciclare e rigenerare i naturali antiossidanti idrosolubili (come la vitamina C e il glutatione) e anche quelli liposolubili (come la vitamina E e il coenzima Q), amplificandone gli effetti. Così facendo protegge nervi e vasi sanguigni (che portano i fattori nutritivi) dai pericolosi attacchi dei ROS, favorendo il benessere delle fibre nervose e svolgendo una generale azione anti-aging. L’ALA, in definitiva, ne protegge l’integrità e le mantiene più giovani a lungo e quindi più in grado di trasmettere in modo efficiente gli impulsi nervosi, indispensabili per la conduzione neuro-muscolare.
Alcuni studi hanno documentato che, somministrato per via orale o endovenosa a dosi si 600-1200 mg/die, l’ALA favorisce la riduzione dei sintomi della neuropatia diabetica (formicolio e intorpidimento alle gambe, dolori brucianti, senso di stordimento) nell’arco di 3-5 settimane di integrazione.

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Ci sono altri effetti dell’ALA utili alle persone diabetiche?
L’acido alfa-lipoico ha anche altri effetti benefici che lo rendono interessante per le persone con diabete di tipo 2 quando somministrato ad alti dosaggi. Alcuni studi hanno documentato che aumenta la sensibilità all’insulina (anche nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico) favorendo l’assorbimento del glucosio e un miglior controllo della glicemia. Favorisce anche una riduzione dei trigliceridi nel sangue. Gli studi hanno documentato che anche ad alti dosaggi l’ALA è sicuro e ben tollerato, in ogni caso per scegliere un’eventuale integrazione è sempre bene chiedere al proprio medico o al farmacista di fiducia.

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È vero che gli antiossidanti lavorano meglio in squadra?
In effetti è così; tra gli antiossidanti, l’unione fa la forza per proteggere il nervo e questo vale anche per l’ALA. A livello della cellula nervosa (neurone), alcuni studi hanno documentato che l’acido alfa-lipoico agisce in sinergia con altri antiossidanti e sostanze cosiddette neutrofiche grazie alla spiccata azione neuroprotettiva che svolgono, in grado di accelerare la riparazione e la rigenerazione del nervo migliorandone la velocità di conduzione nervosa.
Tra gli altri antiossidanti, con cui agisce l’ALA, vanno citati soprattutto la superossidodismutasi o SOD, un potentissimo antiradicalico, tra i più studiati, che agisce all’origine dello stress ossidativo e che ha dimostrato un’ azione antinfiammatoria e neuroprotettiva sinergica con l’ALA; la vitamina E e il selenio che contribuiscono alla naturale protezione delle cellule nervose dallo stress ossidativo provocato dai radicali liberi.
Tra neurotrofici più noti e benefici c’è l’acido gamma-linolenico (GLA), un acido grasso polinsaturo essenziale (Essential Fatty Acids o EFA), che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da solo e che deve essere assunto attraverso una dieta giornaliera appropriata.
Il GLA è un componente della membrana delle cellule nervose dove svolge un’attività riparativa ed è indispensabile per mantenere un’ottimale fluidità di membrana, elemento particolarmente rilevante per la funzionalità delle membrane nervose e della guaina mielinica (la mielina è il rivestimento di ogni cellula nervosa che consente una conduzione più veloce degli impulsi nervosi).

Quali altre attività svolge l’acido alfa-lipoico?
L’acido alfa-lipoico protegge anche dall’ossidazione del colesterolo-LDL (il colesterolo “cattivo”) agendo – quindi – come un fattore di prevenzione del rischio di malattie cardiovascolari. Alcuni studi hanno, inoltre, documentato la capacità dell’ALA di chelare metalli ovvero di catturare e requisire soprattutto rame e ferro che in alcune cellule porterebbero alla formazione di sostanze fortemente ossidanti.
Altri studi hanno evidenziato la capacità dell’acido alfa-lipoico di migliorare la “tolleranza al glucosio”, quindi di favorire un miglior funzionamento del metabolismo degli zuccheri nelle persone diabetiche e/o obese (nelle quali svolge quindi un’azione protettiva sulla neuropatia diabetica grazie alla sua potente azione antiossidante). Questa sua attività, lo rende utile anche nel miglioramento della performance sportiva (ottimizzando l’utilizzo dell’energia) area in cui è anche importante come “scavenger” dei radicali liberi prodotti nel corso dell’attività muscolare di elevata intensità. Ma non è ancora finita: ulteriori studi hanno evidenziato un’azione ipotensiva ed antinfiammatoria che si sta ancora studiando.
L’acido alfa-lipoico viene considerato un memory-enhancer, ovvero una sostanza in grado di migliorare la memoria in età avanzata e contrastare l’invecchiamento del cervello sempre grazie alla sua potente azione antiossidante.

Quali sono le fonti più ricche di acido alfa-lipoico?
In natura, le fonti più ricche di acido alfa-lipoico sono i tessuti animali ad alta attività metabolica (carne rossa, cuore, fegato, rene) che non si consumano spesso. Tra le fonti vegetali ci sono, in via decrescente: spinaci, broccoli, pomodori, piselli, cavolini di Bruxelles, riso.
L’acido alfa-lipoico può essere ricavato anche dall’assunzione giornaliera di un integratore alimentare che assicura un dosaggio fisso giornaliero dell’acido grasso. Per un consiglio adeguato alle proprie necessità è utile chiedere al proprio medico o al farmacista di fiducia.

Dosaggio di acido alfa-lipoico
Il dosaggio consigliato è di assumere almeno 100 mg di acido alfa-lipoico al giorno.

Il miglior integratore di acido alfa-lipoico
Il miglior integratore alimentare di acido alfa-lipoico, scelto e consigliato dal nostro Staff di esperti, è questo: http://amzn.to/2mOkz3W

Altri integratori molto utili per il tuo benessere psico-fisico, sono i seguenti:

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La pornografia fa male alla salute: lo dice la scienza

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Cavitazione Dietologo Roma Sessuologia Psicologia clinica Eiaculazione precoce Erezione Smettere fumare Masturbazione pornografia causa ImpotenzaLa pornografia fa male alla salute, soprattutto negli uomini. A rivelarlo alcune ricerche scientifiche che hanno mostrato gli effetti negativi della pornografia sulla vita di chi ne abusa.

La dipendenza dal porno sul web viene definita cyber-sexual addiction e fa parte di quel tipo di “disordini psichiatrici legati all’abuso del porno sul web”. La patologia è stata analizzata da moltissimi scienziati ed è stata addirittura inserita nella Diagnostic and statical Manual of Mental disorders, il testo più importante di psicologia.

Secondo alcuni studi il porno causerebbe dei danni fisici a chi ne abusa. Un’eccessiva stimolazione della dopamina (il neurotrasmettitore che si attiva grazie al piacere fisico) porta infatti ad un calo della libido. I danni sono ancora più gravi quando ad avvicinarsi alla pornografia sono gli adolescenti, come ha svelato una ricerca dell’Università di Padova. “La fruizione quotidiana di immagini forti, che richiamano esperienze anche estreme, rallenta la maturazione cerebrale della sessualità, svincolando la sfera sessuale dall’affettività – hanno spiegato i ricercatori -. Il sesso virtuale nei giovani può alterare la risposta alla sessualità reale e portare a un fenomeno clinico nuovo e preoccupante, che possiamo constatare già nell’adolescenza: l’anoressia sessuale, vale a dire la mancanza di desiderio sessuale e di contatto affettivo. La sessualità in internet è fredda e ripetitiva: questo determina assuefazione e comporta poi, nella vita reale, mancanza di desiderio”.

Alla stessa conclusione sono giunti gli andrologi, secondo cui l’uso eccessivo del porno provoca nel 25 per cento dei casi disturbi molto gravi che vanno dall’anoressia sessuale sino alla disfunzione erettile. Il problema è legato soprattutto ai diversi video pornografici che si trovano in rete e che non si limitano a mostrare un rapporto sessuale fra uomo e donna, ma anche contenuti molto più forti, come i rapporti sadomaso. Il risultato è che gli uomini si abituano alle sensazioni particolarmente intense e non trovano più piacere nel rapporto di coppia.

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Se uso gli occhiali per la presbiopia poi non ne potrò più fare a meno?

MEDICINA ONLINE OCCHIO EYE MIOPIA ASTIGMATISMO IPERMETROPIA PRESBIOPIA VISTA VEDERE DIOTTRIA CONI BASTONCELLI CERVELLO SENSOLa comparsa di difficoltà nella di lettura o di sdoppiamenti delle lettere, con sensazione di stanchezza agli occhi sono tutti i sintomi della presbiopia incipiente e l’uso dell’occhiale per vicino si rende “fisiologicamente” necessario nei soggetti normali oltre i 40-45 anni di età (e per i più “duri” finché le braccia sono sufficienti). Non vi è nessun beneficio nel sottoporre l’apparato visivo ad inutili affaticamenti cercando di rimandare nel tempo l’uso degli occhiali. Se, pur superata questa età, il paziente non avverte nessun disturbo nella visione da vicino, è probabile che abbia un buona capacità accomodativa o che sia leggermente miope e in tale caso l’uso degli occhiali per vicino potrà essere procrastinato nel tempo. In effetti, generalmente dopo i 40 anni, il meccanismo di messa a fuoco per vicino (di cui l’animazione al link accomodazione), incomincia a non essere così efficiente per perdita progressiva dell’elasticità del cristallino (con il passare degli anni si ha una progressiva e fisiologica perdita della capacità accomodativa dalle oltre 10 diottrie a 8 anni a 1 diottria a 60-65). Dapprima si avverte che ci vuole più tempo per la messa a fuoco nella lettura, poi si incomincia ad allontanare gli oggetti per vederli a fuoco, infine quando le braccia non sono più sufficienti ci si reca dall’oculista. La perdita di elasticità del cristallino rende impossibile l’aumento del suo potere diottrico (la sua capacità di assumere la forma sferica) e per tornare a vedere nitidamente abbiamo necessità di aggiungere al davanti dell’occhio delle lenti convergenti (positive) come quelle dell’ipermetropia. La comparsa dell’affaticamento nella visione per vicino varia anche in rapporto all’attività svolta (passare molte ore davanti al computer è ovviamente più affaticante rispetto a chi fa il rappresentante e utlizza prevalentemente la visione per lontano) e a difetti di vista associati come la miopia, ipermetropia, o l’astigmatismo , nonché alla presenza di disturbi della motilità oculare (come ad esempio, la frequente insufficienza di convergenza). Nel momento in cui quindi, ci si rende conto della crescente difficoltà alla lettura, è consigliabile effettuare una visita oculistica e su consiglio oculistico farsi prescrivere gli occhiali per vicino più adatti per le funzioni da svolgere da vicino (lettura, uso del computer, lavori manuali) per evitare lo sforzo visivo nella lettura prolungata, lo sdoppiamento delle lettere e gli altri sintomi di affaticamento visivo (bruciori, irritazione e arrossamento degli occhi sino alla cefalea). Infine la perdita di elasticità al di sopra i 65 anni, può cominciare ad associarsi alla perdita di trasparenza del cristallino (cataratta).

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