Differenze tra sale e sodio: sono la stessa cosa?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SALE E SODIO SONO LA STESSA COSA DIFFERENZE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgSale e sodio sono entrambi termini piuttosto comuni che ricorrono nella vita di tutti i giorni, specie da un punto di vista culinario. Ma sono realmente la stessa cosa oppure si differenziano l’uno dall’altro?

Scientificamente parlando, il sale è composto da sodio e cloruro di sodio. Negli alimenti, però, esistono altre forme di sodio, tra cui il bicarbonato di sodio e gli additivi alimentari, come glutammato monosodico, nitrito di sodio e benzoato di sodio. Qualsiasi sia la forma di sodio consumata, essa si aggiunge all’apporto giornaliero complessivo, ma il sale costituisce circa il 90% del sodio che consumiamo.

Perché l’organismo necessita di sodio?

Il corpo umano ha bisogno di sodio per funzionare correttamente. Il sodio contribuisce a regolare la pressione e il volume sanguigni, l’equilibrio di altri fluidi presenti nell’organismo e favorisce il corretto funzionamento di nervi e muscoli.

Tuttavia, il corpo, per funzionare propriamente, necessita di una quantità giornaliera di sodio che varia dai 180 mg ai 500 mg. Tale quantità è inferiore ad un quarto di cucchiaino di sale.

Da dove proviene la maggior parte del sodio della tipica dieta occidentale?

Solo il 6% circa dell’apporto quotidiano di sodio proviene dal sale aggiunto alle pietanze mentre si è a tavola. Un altro 5% proviene dal sale aggiunto agli alimenti durante la cottura. Il rimanente 77% circa deriva dai cibi lavorati. Il modo più semplice per ridurre l’assunzione di sodio è quello di consumare una maggiore quantità di alimenti cucinati in casa utilizzando ingredienti freschi.

Quali problemi di salute può provocare una dieta ricca di sale?

Il problema più grande che può provocare una dieta ricca di sodio è l’ipertensione, più comunemente conosciuta come “pressione alta”. Più l’apporto di sale è elevato, maggiore sarà la pressione sanguigna. L’ipertensione, inoltre, aumenta il rischio di ictus, problemi renali, insufficienza cardiaca, cecità e attacchi di cuore.

In che modo è possibile contrastare gli effetti negativi di una dieta ricca di sale?

E’ possibile contrastare gli effetti di una dieta ricca di sale praticando attività fisica. Gli studi dimostrano che più si è attivi fisicamente, minore sarà l’aumento della pressione sanguigna in risposta ad una dieta ricca di sale. Di conseguenza, affermano i ricercatori, se il vostro stile di vita è sedentario, è necessario che prestiate particolare attenzione a ridurre il consumo di sale.

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Qual’è la quantità giornaliera di sodio raccomandata?

La National Academy of Science’s Institute of Medicine raccomanda agli adulti sani di limitare il consumo di sodio a meno di 2.300 mg al giorno, ovvero 1 cucchiaino di sale da tavola (che è circa il 40% di sodio). In media, gli occidentali consumano invece più di 3.400 mg di sodio al giorno, che corrisponde a 1 cucchiaino e mezzo di sale.

Quando è necessario limitare il consumo di sodio a 1.500 mg al giorno?

Alcuni gruppi di persone sono più soggetti all’ipertensione e ai suoi effetti rispetto ad altri. Per queste persone, tra cui i soggetti di età superiore ai 51 anni o gli individui che soffrono di pressione alta, diabete o malattia renale cronica, la quantità giornaliera di sodio raccomandata è di 1.500 mg. Altre persone potrebbero necessitare di limitare ulteriormente tale quantità.

Le donne consumano una quantità maggiore di sodio rispetto agli uomini

Falso – Gli uomini consumano una quantità maggiore di sodio semplicemente perché mangiano di più. In media, l’uomo occidentale consuma dai 3.100 mg ai 4.700 mg di sodio al giorno, mentre la donna ne consuma dai 2.300 ai 3.100 mg.

Perché il sodio viene usato negli alimenti?

Il sodio si trova allo stato naturale nella maggior parte dei cibi e può svolgere diverse ed importanti funzioni all’interno della catena alimentare. Il sale e le altre forme di sodio vengono utilizzati per legare e stabilizzare gli ingredienti oppure come conservanti, esaltatori di sapidità o esaltatori di colore.

Qual’è uno degli alimenti utilizzato frequentemente in cucina che contiene una quantità elevata di sodio?

La farina di norma può non contenere sodio, ma la farina autolievitante contiene un’elevata quantità di sodio sotto forma di bicarbonato di sodio e sale. Ecco perché molti prodotti da forno sono sorprendentemente ricchi di sodio.

Secondo gli esperti, questa tipologia di prodotti apporta 354 mg di sodio al giorno. Altre fonti di sale includono i prodotti lattiero-caseari, le zuppe in scatola, le salse e le verdure in scatola (una tazza di salsa di pomodoro in scatola può contenere fino a 1.284 mg) e i salumi (due fette di salame contengono 822 mg).

Quanto tempo è necessario per adattarsi ad una dieta iposodica?

E’ necessario un po’ di tempo per adattarsi ad una dieta povera di sale. Il sale è un gusto acquisito e la maggior parte di noi lo acquisisce durante l’infanzia. Una volta adulti, essendo abituati da parecchi anni a consumare cibi ricchi di sale, è necessario uno sforzo non indifferente per abituare il palato a diverse abitudini. Gli esperti affermano che in media servono dalle 8 alle 12 settimane.

Il sale marino è una buona alternativa povera di sodio al sale da tavola

Falso – Il sale da cucina, il sale marino e il sale kosher sono tutti la stessa cosa, ovvero cloruro di sodio, e tutti hanno il medesimo contenuto di sodio (40%). Essi differiscono principalmente nella consistenza e nel gusto.

Il sale da tavola è a base di salgemma proveniente da depositi interni (con l’aggiunta a volte di iodio come nutriente extra). La provenienza del sale kosher è simile, ma di solito non vengono aggiunti additivi e la sua consistenza è più grezza (grani grossi). Il sale marino, lo dice il nome stesso, viene ricavato dall’acqua di mare vaporizzata. Di conseguenza, il suo sapore è leggermente diverso. In ogni caso, tutti questi tipi di sale contribuiscono allo stesso modo al consumo complessivo di sodio.

La maggior parte delle bevande sportive contiene sodio

Vero – La maggior parte delle bevande sportive contiene elettroliti, ovvero minerali che si trovano nel sangue, tra cui sodio, potassio e calcio. Gli elettroliti presenti nelle bevande sportive hanno lo scopo di reintegrare le sostanze perse mediante sudorazione, che avviene mentre si pratica attività fisica. Ma se queste bevande vengono consumate in assenza di sudorazione, si corre il rischio di aumentare l’apporto di sodio.

Se l’etichetta di un prodotto alimentare riporta la dicitura “privo di sodio” significa che non contiene sodio

Falso – Le normative inerenti l’etichettatura dei prodotti alimentari consentono fino a 5 mg per porzione in un prodotto etichettato come “privo di sodio”. I prodotti con dicitura “a bassissimo contenuto di sodio” sono autorizzati a contenere fino a 35 mg per porzione; quelli etichettati con la scritta “povero di sodio” ne possono contenere fino a 140 mg; la dicitura “a ridotto contenuto di sodio” significa che il contenuto abituale di sodio del prodotto in questione è stato ridotto di almeno il 25%. Infine, in presenza di diciture come “senza sale” e “senza sale aggiunto” significa che il prodotto non contiene sale aggiunto oltre alla quantità presente nell’alimento allo stato naturale.

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Debolezza al braccio: cause gravi, complicanze e quando chiamare il medico

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DEBOLEZZA AL BRACCIO O ALLE BRACCIA QUALI CAUSE SINTOMI ASSOCIATI BICIPITE TRICIPITE ATROFIA MUSCOLO FRATTURA LEGAMENTO TENDINE OSSA COSA FARE ICTUS INFARTO DOLORECon “debolezza ad un braccio” o “debolezza alle braccia” ci si riferisce alla astenia (cioè alla perdita di forza muscolare) che può interessare uno o ambedue gli arti superiori (le braccia). La mancanza di forza può verificarsi da sola o può accompagnare una debolezza che interessa altre parti del corpo e può insorgere in concomitanza con altri sintomi e segni (dolore al braccio incluso). In presenza di debolezza al braccio, il soggetto può avere difficoltà a muovere il braccio interessato o a svolgere le attività quotidiane. In alcuni casi, la terapia fisica può contribuire a migliorare la forza del braccio. Nel caso la debolezza sia accompagnata da dolore, gli antidolorifici possono essere di aiuto nella risoluzione di ambedue i sintomi. Il trattamento comunque dipende dalla causa sottostante della debolezza e non esiste una unica terapia che risolva tutti i casi.
Le cause che a monte possono determinare debolezza al braccio, sono molte e di varia natura: ortopediche, neurologiche, endocrinologiche. La possibile eziologia include lesioni o infezioni a carico del braccio, atrofia muscolare (conseguente per esempio ad alcuni disturbi muscolari o alla mancanza d’uso dell’arto, ad esempio qualora fosse stato ingessato), malattie neurodegenerative, anemie, microfratture, danni a carico dei nervi e/o dei muscoli o compressione della colonna vertebrale oppure alcune condizioni ereditarie e malattie immunitarie o immunologicheo perfino alcune patologie di interesse psichiatrico. L’ictus cerebrale è una causa grave e potenzialmente fatale di una improvvisa debolezza al braccio che interessa un solo lato del corpo. Altra causa grave di debolezza è l’infarto del miocardio, in cui la debolezza al braccio sinistro si associa ad un forte dolore. Una debolezza temporanea alle braccia può essere causata anche da semplici raffreddori o influenze. La malnutrizione per difetto, ad esempio una dieta povera di vitamine, sali minerali e proteine ad alto valore biologico, può favorire l’astenia alle braccia.

Sebbene la debolezza al braccio non sia in genere grave, se compare improvvisamente e si associa a debolezza ad un solo lato del corpo e mal di testa, essa può essere un segno di ictus cerebrale: in questo caso si consiglia di non andare oltre nella lettura di questo articolo e contattare immediatamente il Numero Unico per le Emergenze 112. Si consiglia di chiamare i soccorsi anche qualora la mancanza di forza si associa a perdita di coscienza, confusione, vertigini, improvviso intorpidimento, perdita di sensibilità della zona, amnesia, paralisi, alterazioni della vista o difficoltà a parlare. Anche in assenza di tali sintomi, nel caso la debolezza al braccio sia persistente o rappresenti motivo di preoccupazione o di impediamento sul lavoro, vi consiglio comunque di parlarne col vostro medico di Medicina Generale (il medico “di famiglia”) evitando di sottovalutere il problema.

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Sintomi e segni

La debolezza al braccio o alle braccia è di per sé un sintomo. Ad essa possono sovrapporsi altri sintomi e/o segni, che variano a seconda della condizione, della patologia o del disturbo sottostanti. Altri eventuali sintomi e segni sono molto importanti per il medico, perché – poiché le possibili cause di debolezza sono molto varie – permettono al medico di restringere il campo delle ipotesi diagnostiche ed inviare il paziente al giusto professionista (ad esempio un ortopedico, un neurologo o un fisiatra, oppure ad un fisioterapista). Dividiamo ora i possibili sintomi e segni associati alla debolezza al braccio, in base a tipo e “settore” medico.

Sintomi e segni generali

Sintomi e segni generali potenzialmente associati all’astenia al braccio, sono:

  • malessere generale;
  • stanchezza;
  • febbre;
  • prurito;
  • difficoltà respiratoria;
  • letargia.

Leggi anche: Prurito alla pelle: cos’è e come fare per alleviarlo?

Sintomi e segni infiammatori

Sintomi e segni che suggeriscono una causa infiammatoria dell’astenia al braccio, sono:

  • arrossamento del braccio;
  • calore avvertito al braccio;
  • dolore al braccio;
  • gonfiore del braccio.

Per approfondire: I cinque segni cardinali dell’infiammazione

Sintomi e segni ortopedici

Sintomi e segni che suggeriscono una causa ortopedica dell’astenia al braccio, sono:

  • gonfiore al braccio;
  • dolore muscolare;
  • mobilità ridotta (range di movimento delle articolazioni del braccio ridotto);
  • impossibilità ad eseguire un dato movimento;
  • crampi al braccio e/o ad altre parti del corpo;
  • dolore alla spalla, al braccio, all’avambraccio, alla mano o alle dita della mano;
  • gonfiore a carico delle articolazioni.

Leggi anche: Perché vengono i crampi? Cosa sono, come prevenirli e come farli passare?

Sintomi e segni neurologici

Sintomi e segni che suggeriscono una causa neurologica dell’astenia al braccio, sono:

  • paralisi del braccio e/o di altra parte del corpo (gamba, volto…);
  • perdita della sensibilità del braccio e/o di altra parte del corpo;
  • confusione mentale;
  • amnesia;
  • svenimento;
  • difficoltà a masticare o deglutire;
  • difficoltà a parlare o a capire quello che gli altri dicono;
  • improvvisa cecità e/o sordità;
  • spasmi muscolari;
  • formicolio;
  • coma.

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Sintomi e segni endocrinologici

Sintomi e segni che suggeriscono una causa endocrinologica dell’astenia al braccio (con probabile interessamento della tiroide, che potrebbe essere ipofunzionante, come avviene nel paziente ipotiroideo):

  • debolezza generale del corpo;
  • facile affaticabilità;
  • aumento di peso;
  • sonno eccessivo;
  • eccessiva sensibilità al freddo;
  • costipazione;
  • secchezza e pallore della pelle;
  • gonfiore al volto e alle palpebre;
  • voce rauca;
  • depressione;
  • dificoltà nella memoria;
  • problemi di memoria;
  • eloquio lento;
  • mixedema (accumulo di liquidi sottocutaneo);
  • frequenti e crampi muscolari;
  • mestruazioni irregolari o abbondanti;
  • capelli sottili e fragili.

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Sintomi e segni psichiatrici

Sintomi e segni che suggeriscono una causa psichiatrica dell’astenia al braccio, sono:

  • anoressia (perdita dell’appetito);
  • perdita di peso;
  • sintomi depressivi;
  • ideazioni suicidarie;
  • allucinazioni uditive o visive.

Sintomi e segni che potrebbero indicare la presenza di una condizione grave o fatale

In alcuni casi, la debolezza al braccio può essere un sintomo di una condizione grave (come un ictus cerebrale o una grave infezione) che necessita di una valutazione medica immediata. Si consiglia di chiamare il 112 in presenza di uno qualsiasi dei seguenti sintomi, soprattutto se più di uno sono presenti contemporaneamente:

  • alterazione del livello di coscienza;
  • parlare in modo confuso, sbagliando le parole o dicendo frasi senza senso;
  • non capire quello che gli altri dicono;
  • febbre alta;
  • paralisi di una o più parti del corpo (gamba, viso…);
  • paralisi di un solo lato del corpo;
  • formicolio a carico di un solo lato del corpo;
  • alterazioni o perdita della vista e/o dell’udito;
  • perdita della sensibilità;
  • gravi vertigini;
  • forte mal di testa;
  • dolore intenso alla testa (come un “colpo di pugnale”).

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Cause e fattori di rischio

La debolezza al braccio può insorgere a seguito di una serie di eventi o disturbi che colpiscono muscoli, ossa, articolazioni, sistema nervoso o metabolismo. Può essere accompagnata da una debolezza più generalizzata, come in caso di alcuni disturbi ereditari, oppure essere conseguente ad una lesione specifica a carico del braccio.

Cause muscolo-scheletriche

Possibili cause muscolo-scheletriche della debolezza al braccio, sono:

  • lesione al braccio;
  • cisti (sacca benigna contenente liquido, aria o altri materiali);
  • frattura ossea;
  • infezione dei tessuti molli del braccio;
  • distrofia muscolare;
  • sarcopenia;
  • miopatie;
  • tendinite (infiammazione di un tendine);
  • lesione del legamento di una articolazione;
  • postura sbagliata;
  • atrofia del muscolo a causa del mancato uso (ad esempio se il braccio è stato a lungo ingessato, è normale sentirlo debole quando il gesso viene tolto).

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Cause neurologiche

Possibili cause neurologiche della debolezza al braccio, sono:

  • ictus cerebrale ischemio od emorragico;
  • tia (attacco ischemico transitorio);
  • sclerosi multipla;
  • sclerosi laterale amiotrofica (SLA);
  • atrofia muscolare progressiva;
  • sindrome del tunnel carpale;
  • paralisi cerebrale;
  • nervo reciso (ad esempio a causa di un trauma);
  • miastenia gravis;
  • intrappolamento o compressione di un nervo, come per esempio del nervo ulnare;
  • patologie del cervelletto;
  • radicolopatia (compressione di un nervo nella colonna vertebrale).

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Cause endocrinologiche

Possibili cause muscolo-scheletriche della debolezza al braccio, sono:

  • patologie tiroidee (ad esempio ipotiroidismo).

Per approfondire: Ipotiroidismo: sintomi, diagnosi, cura farmacologica e consigli dietetici

Cause psichiatriche

Possibili cause psichiatriche della debolezza al braccio, sono:

  • depressione;
  • anoressia nervosa;
  • sindrome di Münchhausen.

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Cause reumatologiche

Possibili cause reumatologiche della debolezza al braccio, sono:

  • artrite;
  • artrosi;
  • artrite reumatoide;
  • osteoporosi;
  • lupus eritematoso sistemico.

Per approfondire:

Altre possibili cause

Altre possibili cause della debolezza al braccio, sono:

  • malnutrizione per difetto;
  • anemia;
  • squilibrio elettrolitico;
  • presenza di parassiti (ad esempio una tenia);
  • fibromialgia (condizione cronica che causa dolore, rigidità e dolorabilità);
  • avvelenamento da metalli pesanti (come l’avvelenamento da piombo);
  • ingestione di sostanze tossiche (come piante, funghi o sostanze velenose).

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Cause gravi o fatali

Cause gravi o potenzialmente fatali o che comunque sono in grado di determinare o favorire dei danni permanenti ed invalidanti, che richiedono una immediata valutazione medica, possono essere:

  • attacco ischemico transitorio (TIA);
  • ictus cerebrale emorragico od ischemico;
  • infarto del miocardio;
  • tumore cerebrale;
  • infezione grave e sistemica, accompagnata da febbre alta.

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Potenziali complicanze

La debolezza al braccio in sé di solito non è una condizione grave. Una lieve debolezza può essere temporanea e risolversi spontaneamente. Tuttavia, poiché può essere causata da patologie gravi, un mancato trattamento in alcuni casi potrebbe comportare l’insorgere di gravi complicazioni e danni permanenti, tra cui:

  • paralisi di una o più parti del corpo;
  • incapacità permanente di parlare e/o comprendere un dialogo;
  • perdita permanente della coordinazione muscolare;
  • perdita permanente della sensibilità di una o più parti del corpo;
  • diffusione metastatica di un eventuale tumore maligno cerebrale;
  • sepsi (diffusione sistemica dell’infezione).

Diagnosi

In caso di astenia al braccio, per diagnosticare il problema che ha determinato il sintomo, il medico si può servire di vari strumenti. Per prima cosa l’anamnesi, in cui il paziente descrive i suoi sintomi, eventuali altre patologie, il tipo di lavoro che svolge ed altre informazioni utili. Il medico può fare delle domande come ad esempio se la debolezza è comparsa all’improvviso o gradatamente oppure se è insorta in seguito ad uno specifico evento o se il paziente si alimenta in modo corretto. Successivamente è necessario un esame obiettivo, in cui il medico andrà a ricercare sul corpo del paziente eventuali segni, come gonfiore, arrossamenti e perdita della sensibilità. A questo punto il medico, avendo teoricamente già sospettato il tipo di causa, indirizzerà il paziente ad alcuni specifici esami di laboratorio e/o di diagnostica per immagini e/o specialistici. Ad esempio il paziente potrebbe essere sottoposto ad esame del sangue oppure a radiografie, ecografie articolari, TC del cranio, risonanza magnetica, elettrocardiogramma, ecocolordoppler cardiaco, spirometria, elettroencefalogramma o elettromiografia.

Terapia

Come abbiamo visto in questo articolo, sono davvero moltissime le cause di una debolezza ad uno o entrambe le braccia: proprio per questo motivo non esiste una unica terapia che risolva il problema in tutti i casi. Il trattamento specifico dipende dalla causa a monte che ha determinato l’astenia e può includere un variegato gruppo di trattamenti farmacologici, chirurgici, fisioterapici e/o psicoterapici. Parlando in modo generale, alcuni consigli per ridurre la debolezza al braccio “idiopatica” (cioè di cui non si conosce la causa), possono essere:

  • alimentarsi in modo corretto;
  • assumere ogni giorno un integratore multivitaminico multiminerale completo, come questo: https://amzn.to/3IlmND4
  • smettere di fumare;
  • non assumere alcolici;
  • perdere peso se obesi o in sovrappeso;
  • aumentare di peso se sottopeso;
  • evitare la vita sedentaria;
  • irrobustire il muscolo bicipite ed il tricipite con un semplice manubrio dal peso adeguato al proprio stato di forma, come questo: https://amzn.to/3Cb2ggK

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Sempre stanco e senza energia al lavoro? Ecco i rimedi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SEMPR STANCO SENZA ENERGIA LAVORO RIMEDI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgVarie ricerche confermano che l’orario in cui di solito i lavoratori con orari di ufficio si sentono più stanchi e senza energia è circa alle 14, ovvero nel primo pomeriggio, dopo la pausa pranzo. Prima di rimediare a questo problema ricorrendo a una barretta di cioccolato o a un pacchetto di patatine, provate i rimedi che andremo a suggerirvi qui di seguito.

Spuntino pomeridiano
La carica di energia che di solito dà uno spuntino composto prevalentemente da zuccheri, è temporanea e di breve durata. Provate invece a spezzare la fame con frutta fresca, frutta disidratata o frutta secca. Questi alimenti, oltre a rappresentare una scelta alimentare salutare, sono una fonte di energia di lunga durata. Se non riuscite a fare a meno di qualcosa di dolce, preferite qualche cubetto di cioccolata fondente di buona qualità. Contiene meno zuccheri.

Un po’ di movimento
Stare seduti ricurvi tutto il giorno davanti al pc rende stanchi e doloranti. Anzitutto, assicuratevi di sedervi alla scrivania in modo corretto. Concedetevi delle pause, almeno una ogni ora: alzatevi, muovetevi all’interno del vostro spazio lavorativo e muovete le gambe. Alcuni respiri profondi e un po’ di stretching aiuteranno la circolazione e il vostro livello di energia.

Provate questi mini-esercizi:

  • incrociate le mani, stendete le braccia in avanti per poi portarle sopra la vostra testa.
  • alzate le spalle fino a toccare i lobi delle orecchie e fatele ruotare delicatemente all’indietro.
  • stendete le gambe in avanti. Puntate e flettete i talloni.
  • abbracciate le ginocchia, una per volta, piegandovi verso di esse col busto.

Bevete acqua
Se non bevete una quantità sufficiente di acqua, vi sentirete assonnati, la vostra capacità di concentrazione sarà minore e potrebbe anche insorgere un fastidioso mal di testa. Molto spesso la sensazione di fame corrisponde in realtà al bisogno di bere. Non aspettate di essere assetati per bere. Tenete sulla scrivania una bottiglia di acqua, così facendo sarete più portati a bere regolarmente e avrete modo di appurare se state bevendo a sufficienza o meno.

Modificate il vostro modo di focalizzare gli obiettivi lavorativi

Se la mole di lavoro che dovete affrontare sembra infinita, è facile perdere entusiasmo e sperimentare un calo di energia. Organizzate e suddividete la lista delle “cose da fare” in piccoli e gestibili obiettivi e concedetevi una pausa ogni volta che avrete portato a termine un compito. Questo vi aiuterà a rimanere concentrati. Occupatevi dei compiti meno pesanti nel primo pomeriggio, così non sarà necessario un livello di concentrazione elevato.

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Io dico NO al doping in palestra, sempre e comunque

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma IO DICO NO AL DOPING IN PALESTRA SEMPRE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLettori del sito, amici e frequentatori della mia palestra, mi chiedono spesso cosa ne penso del doping usato per aumentare la massa muscolare a livello dei bodybuilder professionisti. Sto parlando di farmaci e non certo di integratori di creatina o aminoacidi (che assume anche il sottoscritto e sono cose assolutamente diverse dal doping, cosa non sempre molto chiara ai non addetti ai lavori).
La mia opinione, in sintesi, è scritta nel titolo ed è anche la mia risposta quando qualcuno che conosco mi chiede aiuto per ottenere alcuni farmaci “particolari”: sono assolutamente contrario, in QUALSIASI caso e senza alcuna eccezione.

Pur senza arrivare ai livelli grotteschi e del tutto anti-fisiologici visibili della foto in alto, uno o più cicli farmacologici sono sempre estremamente pericolosi per la salute – oltre che illegali! – e portano cronicamente il corpo a soffrire di patologie anche estremamente gravi. Usare alcune sostanze con la speranza che gli effetti collaterali peggiori tocchino ad altri, è come giocare con la roulette russa pensando che “tanto a me non può succedere”. Inoltre – dove non arriva la malattia organica – la dipendenza psicologica da alcune sostanze, può portare un “atleta” (le virgolette non sono messe a caso: chi è dopato per me non si può fregiare del titolo di “atleta”) a dei veri e propri circoli viziosi da cui è estremamente difficile uscire, specie se il soggetto è giovane, e non parlo per sentito dire ma per ripetute esperienze professionali mie e di molti colleghi medici e psicologi. Al termine dell’assunzione dei farmaci, pur continuando a nutrirsi ed allenarsi adeguatamente, una buona parte dei risultati (cioè i muscoli eccezionalmente ipertrofici) tende a svanire, mentre ciò che non svanisce per anni è:

  • il disagio psicologico di non vedersi più “grossi” come una volta;
  • un aumentato rischio di soffrire di patologie anche gravi ed irreversibili, specie a livello cardiovascolare, endocrino e riproduttivo.

Ne vale davvero la pena? Davvero volete buttare via la vostra salute per due soldi, qualche integratore gratis, la foto da “rimorchioni” in spiaggia da vantare su Instagram scrivendo grottesche definizioni, stile “natural riso e pollo con ottima genetica”? NO. Non ne vale la pena.

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Il problema è poi in rapida espansione tra i giovanissimi dal momento che, grazie ad internet, diventa sempre più facile per un minorenne – che crede di poter diventare grosso in un mese – trovare farmaci ed assumerli con schemi “fai da te”, facendo un doppio errore anche perché – contrariamente a quello che molti pensano – il doping non è assolutamente una bacchetta magica che ti trasforma senza sforzi in Arnold Schwarzenegger. Senza considerare l’effetto distruttivo a livello psico-fisico che certe sostanze possono determinare in un soggetto molto giovane, con un quadro ormonale ancora in via di assestamento.

Ogni volta che mi esprimo in questo modo, trovo sempre qualcuno che ribatte con un:

Ognuno col suo corpo ci fa quello che vuole

Certo, ognuno ha la libertà di trattare il proprio corpo come lo desidera. Ma se vedeste per strada una persona, magari un ragazzino, che sta cercando di tagliarsi un braccio con un coltello, non cerchereste di fermarlo? Allo stesso modo dovreste cercare di impedire ad una persona di doparsi, specie se giovane. Pensate che siano cose così diverse? Entrambe sono condotte che portano ad un danno irreversibile per l’organismo: nel doping questo danno – pur se apparentemente inesistente o al massimo sottostimato – è reale ed è solo posticipato. Se ribattette con un “di qualcosa bisognerà pur morire“, beh… questa è una affermazione talmente stupida che non vale neanche la pena di rispondervi.

Ognuno col suo fisico ci fa quello che vuole, è vero, però bisogna inoltre ricordare che il doping porta a patologie che hanno un costo sociale (penso alle famiglie dei soggetti che si dopano) e soprattutto ad un costo economico per la sanità e quindi per le tasche di tutti che la sostengono con le tasse (per lo stesso motivo dovreste auspicare – ad esempio – che tutti smettano di fumare e bere alcolici all’istante). Ah a proposito chi vi parla non beve, non fuma e non assume droghe, quindi non ribattete col solito “dici a me di non doparmi e poi sei il primo che si fuma mille sigarette“, perché, oltre ad essere una argomentazione basata su una fallacia logica, con me non funziona.

Infine legittimare sui social network ed invogliare l’uso di sostanze illegali per le competizioni, oltre ad essere un reato ed essere antisportivo, è altamente diseducativo: è far credere ad un giovane che esiste una scorciatoia per raggiungere un obiettivo o – peggio – è come invogliare una ragazza ad essere anoressica per essere più bella e raggiungere l’insalubre bellezza di alcune modelle. Il doping inoltre spinge più in alto l’asticella del canone di “bellezza muscolosa”: molti giovanissimi “naturali”, vedendo che con gli integratori ed il duro lavoro non riescono comunque a raggiungere i livelli dei loro idoli, saranno portati a:

  1. se “ingenui”: deprimersi, pensando di avere una cattiva genetica o di stare sbagliando tutto quando invece magari hanno ottima genetica e si allenano benissimo;
  2. se “non ingenui”: usare alcuni farmaci “per mettersi almeno in pari con gli altri” (frase che mi ha detto un 17enne che voleva da me consigli su come doparsi!).

E’ questa l’educazione che vogliamo dare ai giovani? E’ questo il modello di vita che vogliamo dare ai nostri figli?

E quando sto sui gruppi Facebook, non posso neanche ribellarmi quando vedo foto di “atleti” che hanno più in farmaci in corpo della farmacia sotto casa mia, perché mi si chiede “che ci stai a fare su un gruppo di palestra se vedi un dopato e non lo apprezzi?“. Ma perché, non posso essere appassionato di palestra e di fitness ed odiare contemporaneamente certi soggetti dopati fino ai capelli? No, evidentemente non si può. Proprio per questo motivo ho fondato un gruppo chiamato “Malati di di fitness e di palestra, non di doping“, perché si, si può amare la palestra e trovare rivoltante il doping e le due cose per me non solo sono compatibili, ma anche assolutamente correlate logicamente: amo la palestra perché amo la mia salute e se amo la mia salute non posso che trovare rivoltante il doping. Io mi alleno in palestra da quando avevo 12 anni ed ora ne ho 40: ho sempre amato la palestra e il doping mi ha sempre fatto schifo.

MEDICINA ONLINE GINECOMASTIA DOPING BODY BUILDING IMMAGINE (2)

Io, al contrario di altri individui “guru” su You Tube, con lauree finte in omeopatia, che dicono “doparsi fa male ma vi diciamo qual è la maniera migliore per doparvi perché, se proprio lo volete fare, almeno fatelo nel modo corretto” non vi darò alcuno schema perché non esiste nessuna maniera corretta per evitare i danni distruttivi a livello della vostra mente e della vostra salute. Sarebbe come dirvi qual è la maniera migliore per farvi una iniezione di eroina. Da medico, una cosa del genere, non la farò mai.

La mia opinione – da persona di buon senso prima ancora che da medico – è:

Amo la palestra alla follia e proprio perché la amo io dico NO al doping, sempre e comunque.

PS Chi difende il doping, con frasi tipo “Doparsi poco non fa male; si fa male solo chi si dopa male o troppo; se ti fai seguire da un esperto preparatore rischi poco; basta fare il ciclo giusto e la salute non ne risente minimamente; gli effetti collaterali sono solo leggende”, compie un grosso e pericolosissimo errore: il doping è SBAGLIATO SEMPRE E COMUNQUE e non esiste un doping “buono” o che “non faccia male”, neanche se il preparatore è esperto, tanto che muoiono “atleti” di 20 anni anche con preparatori esperti. Dire frasi come quelle di prima non fanno altro che minimizzare il problema ed invogliare un inesperto a iniziare a doparsi, cosa che porta spesso in un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Stanco e di cattivo umore? Ecco i cibi che ti danno la carica ed i consigli per avere più energia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STANCO CATTIVO UMORE CIBI PIU ENERGIA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl cibo che mangiamo può aumentare l’energia in tre modi: apportando una quantità sufficiente di calorie, apportando molecole stimolanti come la caffeina e stimolando il metabolismo affinché bruci energia in modo più efficiente. Per quanto riguarda l’umore, i cibi migliori sono quelli che stabilizzano i livelli di zuccheri nel sangue e stimolano le sostanze che ci fanno sentire bene, come la serotonina (nota anche come “ormone del buonumore”).

Carboidrati
I carboidrati sono vitali se volete dare una “spinta” a energia e umore. Sono la fonte di energia preferita dall’organismo. Inoltre, favoriscono l’incremento  dei livelli di serotonina. L’importante è evitare i dolciumi. Questi infatti causano l’aumento e il calo repentini dei livelli di zuccheri nel sangue, comportando stanchezza e cattivo umore.
Preferite i cereali integrali, come pane integrale e riso integrale. Il corpo assimila i cereali integrali lentamente, mantenendo stabili i livelli di energia e di zuccheri nel sangue.

Anacardi, mandorle e nocciole
Questo tipo di frutta secca non solo è ricco di proteine, ma contiene anche magnesio, un minerale che gioca un ruolo fondamentale nella conversione degli zuccheri in energia.
Varie ricerche affermano che la carenza di magnesio causa un calo drastico del livello di energia fisica e mentale. Il magnesio si trova anche nei cereali integrali e in alcuni tipi di pesce, incluso l’ippoglosso.

Noci brasiliane
Le noci brasiliane sono una fonte salutare di selenio, un aiuto naturale per l’umore. Gli studi hanno dimostrato un legame tra carenza di selenio e cattivo umore. Questo minerale è reperibile in minore quantità nella carne, nei fagioli, nei frutti di mare e nei cereali integrali.

Carni magre
La carne magra di maiale e manzo, il pollo senza pelle e il tacchino sono fonti salutari di proteine, incluso l’aminoacido tirosina. La tirosina aumenta i livelli di dopamina e norepinefrina, sostanze che aiutano la concentrazione.
Le carni contengono vitamina B12, un aiuto contro insonnia e depressione.

Salmone
Il pesce grasso, come il salmone, è ricco di acidi grassi omega 3.
Gli studi affermano che queste sostanze proteggono dalla depressione. In ogni caso, gli omega 3 offrono un’ampia gamma di benefici, tra cui preservare la salute del cuore. Potete trovare gli omega 3 anche nella frutta secca e nella verdura a foglia di colore verde scuro.

Verdura a foglia
Un altro nutriente in grado di ridurre il rischio di depressione è l’acido folico. Come per gli acidi grassi omega 3, è possibile trovare l’acido folico nella verdura a foglia verde, inclusi gli spinaci e la lattuga romana. Anche i legumi, la frutta secca e gli agrumi sono un’ottima fonte di acido folico.

Fibre
Le fibre sono una sorta di stabilizzatore di energia. Rallentano la digestione, assicurando un apporto stabile di energia durante il corso dell’intera giornata.
Consumate quindi fagioli, frutta, verdura, pane e cereali integrali.

Acqua
Disidratazione e stanchezza vanno di pari passo. Alcuni studi affermano che anche una lieve disidratazione può rallentare il metabolismo e minare il livello di energia. La soluzione è semplice: bere molta acqua o altre bevande non zuccherate ad intervalli regolari.

Frutta e verdura fresche
Un altro modo per mantenere un livello adeguato di idratazione ed energia, è quello di consumare alimenti ricchi di acqua come frutta e verdura fresche.
Altri cibi utili all’idratazione sono l’avena e la pasta, la quale assorbe acqua durante la cottura.

Caffè
Il caffè è considerato uno degli alimenti più popolari quando si tratta di ridare vigore al nostro livello di energia, e sembra che funzioni, almeno a breve termine.
La caffeina influisce sul metabolismo migliorando temporaneamente concentrazione ed energia. Mini porzioni di caffè vi permetteranno di essere concentrati e attenti più a lungo rispetto ad una singola dose elevata.
In ogni caso, consumate sempre una quantità adeguata e salutare di caffeina che non influisca sul vostro sonno notturno. La carenza di sonno è nemica giurata del vostro livello di energia.


Una fonte alternativa di caffeina è ovviamente il tè. La ricerca afferma che la combinazione di caffeina e dell’aminoacido L-teanina, presente nel tè, migliora il livello di attenzione, il tempo di reazione e la memoria. E’ stato anche dimostrato che il tè nero aiuta a contrastare gli effetti dello stress.

Cioccolato fondente
Alcuni cubetti di cioccolato fondente sono un valido aiuto contro stanchezza e cattivo umore. Anche in questo caso è bene sottolineare la presenza di caffeina in combinazione con un altro stimolante chiamato teobromina.

Colazione
Se è vostra intenzione mantenere il buonumore e un livello adeguato di energia durante la giornata, evitate di saltare la colazione.
Gli studi dimostrano che le persone che fanno colazione ogni mattina, presentano un maggiore livello di energia durante il giorno e il loro umore è influenzato positivamente. A questo proposito, il miglior tipo di colazione prevede la presenza di fibre e nutrienti (reperibili nei carboidrati integrali), di grassi “buoni” e di alcuni tipi di proteine magre.

Pasti frequenti
Un’altra strategia per stabilizzare i livelli di zuccheri nel sangue, energia e umore è quella di consumare piccoli pasti o spuntini ogni tre/quattro ore, piuttosto che pochi pasti sostanziosi. Questi mini-pasti possono essere composti da burro di arachidi spalmato su crackers integrali, mezzo panino con tacchino e insalata oppure cereali integrali con latte.

Attività fisica
Oltre a modificare la vostra dieta, il consiglio immancabile è quello di evitare una vita sedentaria. Ricordate che praticare attività fisica – anche moderata – contribuisce a qualsiasi età ad aumentare il livello di energia e a migliorare il buonumore. Anche una camminata di 15 minuti può essere di aiuto e i benefici aumentano praticando esercizio fisico con maggiore frequenza. Gli studi indicano che svolgere attività fisica regolarmente può essere di aiuto contro la depressione. Inoltre, può favorire cambiamenti a livello psicologico che garantiscono un livello maggiore di energia durante il corso della giornata.

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Sonnolenza e stanchezza cronica: tutte le cause ed i rimedi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SONNOLENZA STANCHEZZA CRONICA RIMEDI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgVi succede da tempo di svegliarvi la mattina già stanchi e di avere sonnolenza per tutta la giornata? Meglio non sottovalutare il problema. Cerchiamo oggi di capire quali potrebbero essere le cause della vostra condizione per trovare il giusto rimedio.

1) Troppo poco sonno
Anche se può sembrare ovvia, una delle cause principali è proprio la carenza di sonno. Essa influisce negativamente su concentrazione e salute. Gli adulti dovrebbero dormire in media dalle sette alle otto ore per notte, anche se è bene precisare che il quantitativo di ore necessarie varia da individuo ad individuo.
Rimedio: fate del sonno una delle vostre priorità. Eliminate dalla vostra camera da letto computer portatili, cellulari e televisione. Avete ancora difficoltà a dormire? Consultate il medico. Potreste soffrire di un disturbo del sonno.

2) Apnea notturna
Alcune persone che soffrono di apnea notturna, credono di dormire a sufficienza, ma in realtà non è così. L’apnea notturna interrompe la normale respirazione per un breve lasso di tempo durante la notte. Ognuna di queste interruzioni comporta un breve risveglio, anche se la persona non ne è consapevole. Il risultato finale è una privazione del sonno malgrado abbiate trascorso otto ore nel vostro letto.
Rimedio: se siete sovrappeso, provate a perdere peso. Smettete di fumare e provate a dormire con un dispositivo di ventilazione meccanica a pressione positiva delle vie aeree (C-PAP) che contribuisce a mantenere libere le vie respiratorie durante la notte.

3) Dieta squilibrata
Mangiare troppo poco causa stanchezza e affaticamento, ma anche mangiare i cibi sbagliati può essere un problema. Seguire una dieta equilibrata e bilanciata, mantiene regolari i livelli di zuccheri nel sangue e previene la sensazione di spossatezza dovuta al calo di zuccheri.
Rimedio: fate sempre colazione. Includete proteine e carboidrati complessi ad ogni pasto. Per esempio, mangiate le uova abbinate ad un toast integrale. Non dimenticate gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio per mantenere alto il vostro livello di energia.  

4) Anemia
L’anemia è una delle cause più note di stanchezza nelle donne. Il ciclo mestruale può causare una carenza di ferro, ponendo le donne a rischio. I globuli rossi sono necessari perché trasportano l’ossigeno ai tessuti e agli organi.  
Rimedio: in caso di anemia causata da carenza di ferro, chiedete al medico se è il caso di assumere integratori di ferro e consumate cibi ricchi di ferro come carne magra, fegato, frutti di mare, fagioli e cereali arricchiti.

5) Depressione
Solitamente si tende a correlare la depressione solo alla sfera emotiva. In realtà, essa causa anche l’insorgenza di molti sintomi fisici. Stanchezza, affaticamento, mal di testa e perdita di appetito sono tra i più comuni. Se vi sentite stanchi o giù di corda per più di due settimane, consultate il medico.  
Rimedio: la depressione può essere curata grazie alla psicoterapia e/o all’uso di farmaci specifici.

6) Ipotiroidismo
La tiroide è una piccola ghiandola situata alla base del collo. Controlla il metabolismo, ovvero la velocità con cui il corpo trasforma il “carburante”, ossia gli alimenti assunti, in energia. Se questa ghiandola è ipoattiva e il metabolismo funziona troppo lentamente, vi sentirete pigri e tenderete a mettere peso.
Rimedio: se l’esame del sangue conferma che gli ormoni della tiroide sono bassi, gli ormoni sintetici possono velocizzare il metabolismo.

7) Troppa caffeina
La caffeina migliora per un breve lasso di tempo attenzione e concentrazione, se assunta in dosi moderate. Troppa caffeina, al contrario, aumenta battito cardiaco, pressione sanguigna e nervosismo. La ricerca indica che in alcune persone l’eccessiva assunzione di caffeina causa stanchezza.  
Rimedio: riducete in modo graduale il consumo di caffè, tè, cioccolato, bibite analcoliche e di qualsiasi medicinale contenente caffeina. Cessarne improvvisamente l’assunzione può causare “astinenza” da caffeina e maggiore stanchezza.

8) Infezioni del tratto urinario nascoste 
Se avete sofferto di una infezione a carico del tratto urinario, probabilmente vi risulteranno familiari il dolore pungente e lo stimolo urgente alla minzione che contraddistinguono questa condizione. Ma questa tipologia di infezioni non è sempre caratterizzata da sintomi così ovvi. In alcuni casi, la stanchezza è l’unico segno. Un esame delle urine può confermare rapidamente l’eventuale presenza di un’infezione a carico del tratto urinario.
Rimedio: le infezioni del tratto urinario vengono trattate mediante la prescrizione di antibiotici. La stanchezza sperimentata di solito scompare nel giro di una settimana.

9) Diabete
Negli individui affetti da diabete, livelli anormalmente elevati di zuccheri permangono nel flusso sanguigno invece di entrare nelle cellule del corpo, dove verrebbero convertiti in energia. Ne consegue un drastico calo di energia nonostante il corpo abbia a disposizione il “carburante” necessario. Se sentite un senso persistente ed inspiegabile di stanchezza, chiedete al vostro medico informazioni circa un eventuale test per il diabete.  
Rimedio: le cure per il diabete includono cambiamenti nello stile di vita, come dieta ed esercizio fisico, insulinoterapia e medicinali che possono aiutare il corpo ad elaborare gli zuccheri.

10) Disidratazione
La stanchezza può essere segno di disidratazione. Sia che stiate lavorando all’aperto o seduti a una scrivania, il corpo necessita comunque di acqua per funzionare correttamente e mantenersi idratato. Nel momento in cui avete sete, il vostro corpo è già disidratato.
Rimedio: bevete acqua durante il corso della giornata. Bevete due bicchieri di acqua almeno un’ora prima di praticare attività fisica e sorseggiatela mentre state svolgendo l’attività in questione. Ad attività ultimata, bevetene altri due bicchieri.  

12) Problemi cardiaci
Se vi sentite stanchi ed affaticati mentre svolgete le attività di tutti i giorni, come fare le pulizie o strappare le erbacce in giardino, potrebbe essere segno che il cuore non funzioni più come un tempo. Se notate che vi risulta estremamente difficoltoso portare a termine compiti che in precedenza svolgevate con facilità, parlatene al vostro medico di fiducia.
Rimedio: cambiamenti dello stile di vita, farmaci e procedure terapeutiche possono mantenere sotto controllo eventuali problemi a carico del cuore e ripristinare il livello di energia.

13) Disturbo del sonno correlato ai turni lavorativi
Lavorare di notte o cambiare i turni di lavoro può compromettere la regolarità del vostro “orologio interno”. Potreste sentirvi stanchi al risveglio e provare un senso di sonnolenza durante il giorno.  
Rimedio: limitate l’esposizione alla luce del giorno quando dovete riposare. Oscurate la vostra camera da letto e rendetela un ambiente tranquillo e fresco. Avete ancora problemi legati al sonno? Parlatene col medico. Esistono svariati rimedi al riguardo. L’assunzione di integratori e farmaci può essere di aiuto.

14) Allergie alimentari
Alcuni medici ritengono che le allergie alimentari nascoste possono causare sonnolenza. Se il senso di stanchezza si acuisce specie dopo i pasti, potreste soffrire di una lieve intolleranza a qualcosa che mangiate.
Rimedio: provate ad eliminare un cibo per volta per vedere se il senso di stanchezza migliora. Potete anche rivolgervi al medico per effettuare un test allergologico.

15) Sindrome da stanchezza cronica e fibromialgia
Se la stanchezza persiste per più di 6 mesi e risulta talmente debilitante da impedirvi di gestire le attività quotidiane che svolgete abitualmente, è possibile che la causa possa essere riconducibile alla presenza di due condizioni specifiche, ovvero la sindrome da stanchezza cronica e la fibromialgia. Entrambe sono caratterizzate da vari sintomi, ma un senso persistente e inspiegabile di affaticamento è uno dei sintomi principali.
Rimedio: Sebbene non vi sia un rapido rimedio in caso di sindrome da stanchezza cronica o fibromialgia, i pazienti affetti da queste condizioni possono trarre beneficio dall’apportare variazioni al programma di attività giornaliero, dall’apprendere abitudini migliori relative al sonno e iniziando un programma di ginnastica dolce.

Melatonina: il migliore integratore selezionato per voi

Per dormire bene, è utile assumere 1 mg di melatonina circa mezz’ora prima di mettersi a letto. Il miglior integratore di melatonina, selezionato, usato e raccomandato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui: https://amzn.to/48nReC6 Questo prodotto è veramente molto efficace anche perché oltre alla melatonina, contiene melissa, tiglio, valeriana, passiflora e papavero californiano, piante le cui proprietà sono perfette per farci addormentare e riposare bene.

Rimedi pratici per smettere di russare e riposare meglio

Chi russa può risolvere il problema con dei dispositivi che migliorano il flusso d’aria e consentono di riposare meglio, come:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Prurito alla testa (cuoio capelluto): cause e quando diventa pericoloso

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRURITO TESTA CUOI CAPELLUTO  CAUSE RIMEDI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgTutti noi, durante la giornata, ci grattiamo il cuoio capelluto ed i capelli varie volte, senza neanche rendercene conto. Ciò non deve destare preoccupazioni, tuttavia bisogna tener presente che a volte, un prurito cronico al cuoio capelluto, può indicare una reazione infiammatoria della cute sottostante i capelli. Il prurito al cuoio capelluto è un problema molto diffuso, che può essere o non essere associato ad una eruzione cutanea visibile o ad una lacerazione della cute. La gravità, la frequenza e la durata di questa condizione dipendono dalla causa sottostante. Alcune cause di prurito al cuoio capelluto, come la forfora (dermatite seborroica), possono essere relativamente lievi. Tuttavia, il prurito al cuoio capelluto può essere dovuto anche a condizioni più gravi, come infezioni, infiammazioni, infestazione da parassiti, disturbi autoimmuni e allergie.
Il prurito al cuoio capelluto può manifestarsi singolarmente o in concomitanza con altri sintomi, come una eruzione cutanea o la formazione di protuberanze visibili su cuoio capelluto e nuca. Inoltre, grattare in modo eccessivo la parte pruriginosa può favorire l’ingresso di batteri o funghi negli strati del cuoio capelluto, comportando l’insorgenza di infezioni secondarie. E’ importante riferire al medico tutti i sintomi sperimentati, affinché possa diagnosticare la causa della condizione. Il prurito al cuoio capelluto può essere causato da una grave condizione sottostante che richiede un trattamento medico, come lupus o ipotiroidismo. Qualora il prurito sperimentato dovesse essere persistente, è essenziale consultare immediatamente il medico.

Modalità di insorgenza

In alcuni casi, questa tipologia di prurito può iniziare all’improvviso e scomparire spontaneamente in breve tempo o a seguito di un trattamento minimale, come nel caso di una lieve reazione allergica o sensibilità ad un nuovo prodotto per capelli. Il prurito al cuoio capelluto può anche insorgere nel corso di un lasso di tempo relativamente lungo, come in caso di psoriasi del cuoio capelluto.

Altri sintomi spesso associati al prurito alla testa

Il prurito al cuoio capelluto può manifestarsi accompagnato da altri sintomi, che variano a seconda della condizione, del disturbo o della malattia sottostanti. I sintomi possono interessare la cute, il cuoio capelluto e, in alcuni casi, altri sistemi del corpo. Per esempio, è possibile sperimentare dolore articolare se il prurito al cuoio capelluto è causato da artrite psoriasica, un disturbo infiammatorio cronico.

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Il prurito può insorgere in concomitanza con altri sintomi correlati a cute e cuoio capelluto, tra cui:

  • formazione di pustole
  • bruciore
  • pelle screpolata su cuoio capelluto o altre regioni cutanee
  • diradamento e caduta dei capelli
  • gomiti e ginocchia pruriginosi
  • dolore
  • comparsa di un’eruzione cutanea o di segni sulla pelle
  • arrossamento, irritazione o infiammazione
  • desquamazione, sfaldamento o screpolatura della cute
  • scolorimento della cute
  • piaghe o lesioni da grattamento
  • piccoli punti bianchi alla base dei capelli (uova di pidocchi, lendini) o piccoli parassiti che si spostano nei capelli, nelle sopracciglia o nelle ciglia (pidocchi)

Il prurito può manifestarsi accompagnato da sintomi correlati a sistemi del corpo diversi dalla cute e dal cuoio capelluto, tra cui:

  • pelle fredda e scarsa tolleranza al freddo
  • appetito ridotto
  • depressione
  • stanchezza
  • sintomi simil-influenzali (stanchezza, febbre, mal di gola, cefalea, tosse e dolori)
  • dolore e rigidità articolare
  • scarsa concentrazione e problemi di memoria
  • problemi a carico delle unghie, come ingiallimento o vaiolatura o unghie fragili
  • occhi rossi, pruriginosi e lacrimazione oculare
  • starnuti e naso gocciolante
  • stress e ansia
  • perdita o aumento di peso inspiegabili

Cause

La causa più comune di prurito al cuoio capelluto è la forfora, o dermatite seborroica, che si ritiene sia causata da una combinazione di pelle grassa e crescita eccessiva di lieviti. I fattori ambientali e lo stile di vita (come prodotti per i capelli, acne, stress e obesità) sembrano incrementare il rischio di sviluppare dermatite seborroica.
Molti altri disturbi e condizioni possono causare l’insorgenza di prurito al cuoio capelluto, tra cui disturbi autoimmuni e infiammatori, infezioni, allergie e pidocchi. La psoriasi è un disturbo infiammatorio cronico causato da un problema a carico del sistema immunitario, tuttavia la causa esatta non è nota. Batteri e lieviti possono infettare la cute e i follicoli piliferi presenti sul cuoio capelluto, causando l’insorgenza di un intenso ciclo prurito-grattamento.
I pidocchi sono piccoli insetti che si nutrono di sangue e depongono le loro uova sul cuoio capelluto. I pidocchi non comportano gravi problemi medici, sebbene siano estremamente contagiosi e causa di forte prurito, che può causare lacerazioni cutanee e l’insorgenza di possibili infezioni batteriche secondarie. Il prurito al cuoio capelluto può anche essere provocato da una allergia o sensibilità ai prodotti per capelli, come tinture e altre sostanze chimiche.

Il prurito può essere causato da una varietà di disturbi e infezioni della cute, tra cui:

  • acne cheloidea nucale (tipologia specifica di follicolite che interessa principalmente i maschi di origine africana)
  • dermatite allergica da contatto o dermatite da contatto irritante (per esempio una dermatite dovuta ad una tintura per capelli)
  • forfora o crosta lattea (dermatite seborroica)
  • eczema (dermatite atopica)
  • follicolite (infezione di un follicolo pilifero)
  • infezione fungina (tinea capitis, tigna) o infezione batterica a carico del cuoio capelluto
  • pidocchi
  • ipotiroidismo
  • lupus
  • psoriasi
  • stress e ansia
  • scottatura solare

Potenziali complicazioni e pericolosità legate al prurito

In alcuni casi, il prurito al cuoio capelluto può comportare l’insorgenza di complicazioni, specie in caso di intenso grattamento, che può causare la lacerazione della cute del cuoio capelluto. Grattare la parte pruriginosa può favorire l’ingresso di batteri o funghi negli strati della cute del cuoio capelluto provocando l’insorgenza di infezioni. Le potenziali complicazioni includono:

  • cellulite (infezione della cute e dei tessuti circostanti causata da una crescente infezione batterica o fungina)
  • caduta e/o diradamento/assottigliamento dei capelli o aree prive di capelli
  • formazione di lesioni e piaghe che possono determinare infezioni

E’ possibile l’insorgenza di complicazioni correlate alle cause sottostanti del prurito. Per ridurre il rischio di complicazioni, è di fondamentale importanza attenersi al piano di cura formulato dal medico.

I migliori prodotti per la cura del capello 

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere del capello sia femminile che maschile, in grado di migliorare forza, salute e bellezza dei tuoi capelli. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

Lavaggio dei capelli

Cura dei capelli

Asciugatura ed acconciatura dei capelli

Tintura dei capelli, ciglia, sopracciglia

Eliminazione dei pidocchi

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Stanchezza e debolezza: differenze, cause, rimedi e prevenzione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STANCHEZZA DEBOLEZZA DIFFERENZE CURE   Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgSpesso usati come sinonimi nell’uso comune, in realtà debolezza e stanchezza sono termini che descrivono due sensazioni diverse. E’ importante conoscerne con esattezza il significato, poiché una corretta accezione del termine può essere di aiuto al medico al fine di restringere la cerchia delle possibili cause dei sintomi.

  • La debolezza consiste in una carenza di forza fisica o muscolare ed è caratterizzata dalla sensazione di necessità di uno sforzo supplementare per muovere braccia, gambe o altri muscoli. Nel caso in cui la debolezza muscolare si manifesti a seguito della presenza di dolore, l’individuo può essere in grado di muovere i muscoli, incrementando però il rischio di lesioni. La debolezza, in campo medico, viene anche detta “astenia“, termine che deriva dal greco e che significa mancanza di forza. In realtà l’astenia può essere sia fisica che mentale ma in genere, con astenia ci si riferisce in particolare a quella fisica.
  • La stanchezza consiste in una sensazione di spossatezza o nel bisogno di riposo dovuti alla carenza di energia o forza. La stanchezza può essere causata da un carico eccessivo di lavoro, dalla mancanza di sonno, da preoccupazioni, noia o carenza di esercizio fisico. E’ un sintomo che può essere causato da malattie, farmaci o da trattamenti medici come la chemioterapia. Anche l’ansia o la depressione possono causare stanchezza.

Sia la debolezza che la stanchezza sono sintomi e non malattie di per sé. Poiché tali sintomi possono essere causati da molteplici condizioni non patologiche, patologie e problemi di salute, la diagnosi della malattia a monte che determina debolezza e/o stanchezza può essere elaborata solo dopo un’attenta valutazione degli eventuali altri sintomi e segni presenti, nonché grazie all’uso di vari strumenti diagnostici, di laboratorio (ad esempio esami del sangue, biopsie…) e/o di diagnostica per immagini (ad esempio radiografie, ecografie, TC…).

Cause di debolezza

Spesso la debolezza generale si verifica dopo aver praticato o svolto una mole eccessiva di attività in una sola volta, ad esempio dopo una lunga ed intensa escursione. E’ possibile sentirsi deboli e stanchi oppure i muscoli possono essere dolenti. Di solito, queste sensazioni scompaiono nel giro di pochi giorni. In casi rari, la debolezza muscolare generalizzata può essere causata da un altro problema di salute, come:

  • Problemi a carico della ghiandola tiroidea, che regola il modo con cui il corpo impiega l’energia. L’ipotiroidismo può causare stanchezza, debolezza, letargia, aumento di peso, depressione, problemi di memoria, costipazione, secchezza della pelle, intolleranza al freddo, diradamento e secchezza dei capelli, unghie fragili oppure una colorazione giallastra della pelle. L’ipertiroidismo può causare stanchezza, perdita di peso, aumento della frequenza cardiaca, intolleranza al calore, sudorazione, irritabilità, ansia, debolezza muscolare e ingrossamento della tiroide.
  • Sindrome di Guillain-Barré, una rara malattia nervosa che causa debolezza a gambe, braccia e altri muscoli e che può progredire sino alla paralisi totale.
  • Miastenia gravis, una rara malattia cronica che causa debolezza e rapido affaticamento muscolare.
  • Un problema a carico dei minerali (elettroliti) presenti nel corpo allo stato naturale, come bassi livelli di potassio o di sodio.

In caso di debolezza muscolare che tende a peggiorare in modo graduale, è necessario consultare il medico. La comparsa improvvisa di debolezza muscolare e la perdita di funzionalità di una parte del corpo, può indicare la presenza di un grave problema al cervello (come ictus o attacco ischemico transitorio), al midollo spinale o ad un nervo specifico presente nel corpo.

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Cause di stanchezza

La stanchezza è una sensazione di affaticamento, esaurimento o mancanza di energia. E’ possibile sentirsi lievemente stanchi a causa di un carico eccessivo di lavoro, carenza di sonno, preoccupazioni, noia o mancanza di esercizio fisico. Qualsiasi tipo di malattia, come un raffreddore o l’influenza, possono causare stanchezza, che di solito scompare a guarigione avvenuta. Nella maggior parte dei casi, una forma lieve di stanchezza si presenta in concomitanza con un problema di salute che tende comunque a migliorare grazie al solo trattamento domestico senza la necessità di intervento medico. Anche lo stress emotivo può causare stanchezza, ma solitamente essa scompare una volta alleviato lo stress. Molti farmaci da banco o su prescrizione possono causare debolezza o stanchezza. L’assunzione o l’abuso di alcolici, caffeina o sostanze illegali possono causare stanchezza. E’ necessario rivolgersi al medico, quando la stanchezza è accompagnata da sintomi più gravi, come aumento dei problemi respiratori, segni di una malattia grave, sanguinamento anomalo oppure perdita o aumento di peso inspiegabili. E’ consigliabile inoltre rivolgersi al medico anche nel caso in cui la stanchezza perduri per più di 2 settimane. Questo tipo di stanchezza può essere causato da un problema di salute più grave, come per esempio:

  • Una diminuzione della quantità di emoglobina (la sostanza che trasporta l’ossigeno) presente nei globuli rossi (anemia).
  • Problemi al cuore, come patologia coronarica o insufficienza cardiaca, che limitano l’apporto di sangue ricco di ossigeno al muscolo cardiaco o al resto del corpo.
  • Disturbi metabolici, come il diabete, in cui gli zuccheri (glucosio) permangono nel sangue invece di entrare nelle cellule del corpo per essere successivamente impiegati per produrre energia.
  • Problemi a carico della ghiandola tiroidea, che regola il modo con cui il corpo impiega l’energia. L’ipotiroidismo può causare stanchezza, debolezza, letargia, aumento di peso, depressione, problemi di memoria, costipazione, secchezza della pelle, intolleranza al freddo, diradamento e secchezza dei capelli, unghie fragili oppure una colorazione giallastra della pelle. L’ipertiroidismo può causare stanchezza, perdita di peso, aumento della frequenza cardiaca, intolleranza al calore, sudorazione, irritabilità, ansia, debolezza muscolare e ingrossamento della tiroide.
  • Patologie renali ed epatiche, che causano stanchezza quando la concentrazione di alcune sostanze presenti nel sangue raggiunge livelli tossici.

La sindrome da stanchezza cronica è una causa rara di stanchezza grave e persistente. Nel caso in cui la stanchezza si manifesti senza alcuna causa evidente, è importante valutare la salute mentale del paziente. La stanchezza è infatti un sintomo comune di problemi correlati alla salute mentale, come ansia o depressione. Qualora si ritenga che la stanchezza sperimentata possa essere causata da un problema di salute mentale, è opportuno consultare il medico.

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Cosa fare?

In caso di debolezza generalizzata e stanchezza accompagnate da altri sintomi, è consigliabile valutare in primis tali sintomi. Se debolezza e stanchezza sono temporanei e correlati ad episodi stressanti specifici e se la loro durata è ridotta nel tempo, in genere tali sintomi non sono correlati a malattie. Se invece debolezza e stanchezza durano da molti giorni, sono apparentemente inspiegabili e si accompagnano ad altri sintomi particolari (ad esempio formicolio, vertigini, difficoltà a camminare, perdita di coscienza…) allora sarà il caso di interpellare subito il proprio medico. Una forma lieve di debolezza generalizzata e stanchezza che si manifesta in concomitanza con una malattia virale, generalmente tende a migliorare mettendo in pratica le seguenti misure:

  • Quando si è malati è necessario stare a riposo. Lasciate che i sintomi sperimentati siano la vostra guida. In caso di raffreddore, è possibile attenersi alla solita routine quotidiana dormendo semplicemente qualche ora in più. In caso di influenza, potrebbe essere necessario trascorrere qualche giorno a letto.
  • Riprendere le attività abituali gradualmente, per evitare il protrarsi della stanchezza.
  • Assicurarsi di bere molti liquidi per evitare la disidratazione.

Nel caso in cui la debolezza generalizzata e la stanchezza non siano correlate ad altre patologie, provate a seguire le linee guida qui di seguito e siate pazienti. Può essere necessario un po’ di tempo prima di sentirsi nuovamente energici.

  • Ascoltate il vostro corpo. Alternare il riposo con l’esercizio fisico. Aumentare gradualmente l’attività fisica praticata può contribuire a diminuire la stanchezza.
  • Limitare l’assunzione di farmaci che possono contribuire a causare stanchezza. I tranquillanti e i medicinali assunti in caso di raffreddore o allergia spesso provocano stanchezza. Consultare sempre il medico prima di apportare variazioni al dosaggio raccomandato.
  • Migliorare il regime alimentare. Seguire una dieta equilibrata può contribuire ad aumentare il livello di energia. Evitare di saltare i pasti, soprattutto la colazione.
  • Ridurre l’assunzione di alcolici o di altre sostanze, come caffeina o nicotina, che possono contribuire all’insorgere della stanchezza.
  • Guardare meno la televisione, trascorrere più tempo con gli amici o sperimentare nuove attività per rompere il ciclo della stanchezza.
  • Godersi un buon sonno ristoratore. Questo è il primo passo da intraprendere per controllare la stanchezza. Eliminare dalla camera da letto qualsiasi fonte luminosa o sonora che possa disturbare il sonno. Non mangiare prima di andare a letto. Utilizzare il letto solo per dormire, evitando di guardare la tv o leggere mentre si è a letto. Praticare regolarmente attività fisica, ma non entro le 3 o 4 ore prima di andare a letto.

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Prevenzione

Spesso la stanchezza lieve può essere prevenuta apportando cambiamenti alle abitudini relative allo stile di vita.

  • Praticare regolarmente attività fisica è il miglior tipo di difesa contro la stanchezza. Se vi sentite troppo stanchi per allenarvi vigorosamente, provate a fare una semplice passeggiata.
  • Seguire una dieta equilibrata. Non saltare mai i pasti, specie la prima colazione.
  • Dormire a sufficienza.
  • Gestire ed affrontare i problemi emotivi invece di ignorarli o negarne l’esistenza, se necessario anche con l’aiuto di uno psicoterapeuta
  • Adottare misure atte a controllare lo stress e il carico di lavoro.
  • Evitare fumo di sigarette, alcolici e droghe.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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