Prima della tiroidectomia
Il chirurgo esegue la tiroidectomia in anestesia generale quindi è necessario che l’anestesista somministri un farmaco anestetico come gas da respirare attraverso una maschera o inietti un farmaco liquido in vena.
Il team chirurgico pone dei sensori sul corpo per fare in modo che la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e l’ossigeno nel sangue rimangano a livelli di sicurezza durante l’intera procedura.
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Durante la tiroidectomia
Una volta che il paziente è incosciente, il chirurgo fa una piccola incisione nella parte anteriore del collo o pratica una serie di incisioni sotto il braccio, a seconda della tecnica chirurgica che utilizza (vedi il prossimo paragrafo). Tutta o parte della ghiandola tiroidea viene poi rimossa, a seconda del motivo per cui si fa l’intervento chirurgico. Se la tiroidectomia è eseguita a causa del cancro della tiroide, il chirurgo può anche esaminare e rimuovere i linfonodi intorno alla tiroide. La tiroidectomia di solito dura circa 2 ore.
I tre approcci principali alla tiroidectomia
1) Tiroidectomia convenzionale, che consiste nel fare un’incisione al centro del collo per accedere direttamente alla tiroide.
2) Tiroidectomia endoscopica, che utilizza piccole incisioni nel collo. Strumenti chirurgici e una piccola videocamera vengono inseriti attraverso le incisioni. La fotocamera guida il chirurgo attraverso la procedura.
3) Tiroidectomia robotica, che viene eseguita attraverso incisioni nel petto e ascella o tramite un’incisione alta nel collo. L’approccio robotico permette una tiroidectomia evitando un’incisione nel centro del collo, tuttavia è una tecnica ancora poco diffusa in Italia a causa degli alti costi degli strumenti necessari per eseguirla.

La tipica cicatrice di un intervento di tiroidectomia
Dopo la tiroidectomia che avviene?
Dopo l’intervento chirurgico, si viene spostati in una sala di risveglio in cui il team di assistenza sanitaria controlla il recupero dall’intervento chirurgico e dalla anestesia. Una volta che si è pienamente svegli, si viene spostati in una stanza d’ospedale. Si può avere un drenaggio sotto l’incisione nel collo. Questo drenaggio è solitamente rimosso la mattina dopo l’intervento chirurgico. Dopo una tiroidectomia, si può verificare dolore al collo e voce rauca o debole. Questo non significa necessariamente che ci sia un danno permanente al nervo che controlla le corde vocali. Questi sintomi sono spesso temporanei e possono essere causa della irritazione data dal tubo di respirazione (tubo endotracheale) che è inserito nella trachea durante l’intervento chirurgico, o come risultato di irritazione del nervo causato dalla chirurgia.
Si è in grado di mangiare e bere, come al solito dopo l’intervento chirurgico. La maggior parte delle persone che subiscono una tiroidectomia rimane in ospedale per circa 24 ore. Quando vanno a casa, di solito i pazienti tornano alle vostre normali attività nel giro di poche settimane. Parlare con il medico circa le restrizioni sulle attività specifiche.
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Lo staff di Medicina OnLine
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Indicazioni – Perché si usa Eutirox? A cosa serve?
Il tiramisù vegetariano extra light è un variante leggera del classico tiramisù in cui il mascarpone si sostituisce con la ricotta, un formaggio che contiene metà calorie e molti meno grassi, pur avendo una consistenza cremosa, adatta a dare la giusta struttura e sapore al dolce. Per la preparazione del tiramisù light occorre scegliere una ricotta non troppo granulosa e dal sapore delicato, di latte vaccino. Va inoltre setacciata, in modo da fargli perdere granulosità e farla diventare liscia e spumosa.
Morte assistita, suicidio assistito ed eutanasia sono usati comunemente come dei sinonimi, ed in effetti “morte assistita” e “suicidio assistito” tra loro lo sono. Ma essi non sono sinonimi di “eutanasia”, anche se ovviamente tutte le pratiche portano alla morte del paziente.
Gli atleti hanno a lungo portato avanti la teoria che il sesso prima di una gara rappresenti uno spreco di energia. Muhammad Ali, per primo, ha dichiarato di non avere rapporti sessuali durante le sei settimane precedenti un incontro di boxe. Ma gli scienziati affermano che non ci sono evidenze fisiologiche che suggeriscano che la masturbazione o il rapporto sessuale prima di una competizione sia dannoso. Al contrario, alcuni studi suggeriscono che il sesso pre-gara può aiutare gli atleti alzando, per esempio, i loro livelli di testosterone.
Il dolore al seno (chiamato anche “mastodinia“) può essere determinato da moltissime cause e condizioni tra cui il ciclo mestruale è sicuramente la più comune. Per tale motivo la mastodinia è comunemente classificata in due grandi blocchi:
Stimoli meccanici, chimici e termici alterano l’integrità dei tessuti e stimolano i recettori deputati all’identificazione del dolore (nocicettori). La persistenza dello stimolo doloroso porta alla liberazione di sostanze dette endorfine, potenti antidolorifici prodotti dal nostro organismo che, con il protrarsi dello stimolo si esauriranno. Attraverso particolari sensori nervosi lo stimolo percorre il midollo spinale situato dentro la colonna vertebrale e raggiunge la corteccia cerebrale. Quest’ultima interviene nell’esperienza e nella memoria del dolore, permettendo di sentire lo stimolo come dolore e di capire che si ha il dolore. Il dolore è importante perché ci segnala che nel nostro organismo, qualcosa non sta funzionando bene o è danneggiato, e ci permette di intervenire prontamente.
Il dolore è un sintomo, cioè una sensazione oggettiva riferita dal paziente, quasi sempre il risultato di un danno organico o di un trauma. Tuttavia, poiché si tratta di una sensazione riferita (ed a volte addirittura “inventata” consapevolmente o inconsapevolmente dal paziente!) il dolore non può essere visto né “reso visibile” dal medico in modo diretto con le apparecchiature usate per le comuni indagini cliniche. Certamente però, gli strumenti in possesso del medico, sono in grado di “visualizzare” il dolore in modo indiretto. Attraverso i controlli – specie quelli appartenenti alla diagnostica per immagini – si può spesso facilmente capire dove sia l’origine del sintomo dolorifico e quali strutture nervose siano interessate.