A che età iniziare scherma? Quali differenze tra spada, fioretto e sciabola?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma A CHE ETA INIZIARE SCHERMA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Ano GluteiLa scherma in Italia non è sicuramente uno sport così popolare tra i più piccini come il calcio, il tennis, la pallavolo o il nuoto, tuttavia è uno sport che appassiona molti bambini e bambine e l’Italia ha una ottima tradizione nelle varie discipline della scherma: la Federazione Italiana Scherma è la federazione sportiva italiana mediamente più premiata nelle principali manifestazioni sportive mondiali come olimpiadi e campionati mondiali/europei.

Differenze tra spada, fioretto e sciabola
Con il termine scherma si fa riferimento a tre diverse discipline: spada, fioretto e sciabola; tutte e tre sono discipline olimpiche ma hanno caratteristiche diverse:
1) La spada è il fioretto sono armi di punta, mentre la sciabola è un’arma di punta, taglio e controtaglio.
2) Fioretto e sciabola sono armi “convenzionali”; infatti, il punteggio che regola queste due discipline si basa sulla convenzione che per avere il punto è necessario attaccare e toccare, mentre se si viene attaccati è necessario parare e rispondere; la spada è un’arma “non convenzionale”; di fatto ottiene il punto lo schermidore che tocca per primo l’altro.
3) Il bersaglio valido nella spada è tutto il corpo, nel fioretto è invece il tronco, mentre nella sciabola è il corpo dalla cintola in su (ivi comprese braccia e testa).

Bambini e scherma: quando iniziare?
La scherma è uno sport che un bambino può iniziare a praticare fin da quando è giovanissimo; alcuni bambini iniziano addirittura a 4 anni di età, ma si tratta di eccezioni che gli esperti non incentivano. La maggior parte degli addetti ai lavori indicano i 7 anni come età ideale per iniziare con la scherma; nei bambini di età inferiore, infatti, la coordinazione neuromotoria, aspetto fondamentale nella scherma, è ancora troppo poco sviluppata. L’attività “agonistica” inizia dai 10 anni in su, anche se la FIS organizza i primi tornei, i cosiddetti “prime lame” a partire dai 6 anni di età. Di norma, chi inizia a tirare di scherma lo fa utilizzando il fioretto che delle tre armi è quella più leggera (quando i bambini sono molto piccoli tirano di scherma con un fioretto in plastica); ai bambini che si avvicinano più tardi alla scherma molti consigliano di dedicarsi alla spada.

Scherma: quali sono i vantaggi per i bambini?
La scherma è uno sport per il quale sono fondamentali velocità e notevole coordinazione motoria; entrambe queste caratteristiche, peraltro, vengono decisamente migliorate dalla pratica continuativa di questa attività sportiva. Tutte e tre le diverse discipline, spada, fioretto e sciabola, richiedono autocontrollo, concentrazione, disciplina, senso della misura e una certa dose di sicurezza. È uno sport di destrezza ed essenzialmente anaerobico, le prestazioni sono intense e molto limitate nel tempo (un incontro di scherma ha una durata di nove minuti; è infatti suddiviso in tre frazioni da tre minuti ciascuna).

Scherma: quali gli svantaggi per i bambini?
Per quanto riguarda gli aspetti negativi di questo sport, viene fatto notare che si tratta di una disciplina sostanzialmente asimmetrica (la stessa critica che viene rivolta al tennis) e, in quanto tale, potrebbe essere causa di squilibri scheletro-muscolari. È quindi necessario che i bambini che si dedicano alla scherma pratichino anche un’attività fisica compensatoria che solleciti i distretti corporei che non sono chiamati in causa o lo sono molto marginalmente.
L’ultima considerazione è di tipo economico; rispetto a molte altre discipline sportive amate dai bambini e dai ragazzi, la scherma è uno sport piuttosto costoso, sia per quanto riguarda le iscrizioni ai corsi sia per quanto concerne l’attrezzatura necessaria; non è insomma un’attività sportiva alla portata di tutte le famiglie.

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Perché viene voglia di fumare dopo aver fatto sesso?

MEDICINA ONLINE CIGARETTE SIGARETTA FUMO PASSIVO ATTIVO TERZIARIO DANNI DIFFERENZE NICOTINA SMETTERE DI FUMARE NO STOP SMOKING CANCRO POLMONE TOSSICODIPENDENZA VIZIO ARIA TUMOREAllo stato attuale non ci sono vere e proprie ricerche scientifiche che abbiano risposto a questa domanda. La mia teoria è che, a collegare l’attività sessuale e la sigaretta, sia la dopamina (o dopammina).

Cos’è la dopamina?

La dopamina è un neurotrasmettitore, cioè una sostanza che veicola le informazioni fra i neuroni attraverso la trasmissione sinaptica. Ha molte funzioni, tra cui importantissima è la sua capacità di agire sul sistema nervoso simpatico causando l’accelerazione del battito cardiaco e l’innalzamento della pressione del sangue. Per approfondire leggi anche: Sistema dopamminergico: i circuti nervosi della dopammina

Legame tra dopamina e la ricompensa

L’effetto che più ci interessa per capire il legame tra sesso e sigaretta è quello legato alla “ricompensa“. Stimoli piacevoli fisiologici come il fare l’amore, il mangiare, il bere o stimoli piacevoli artificiali come l’assunzione di sostanze stupefacenti come appunto la nicotina delle sigarette, stimolano il rilascio di dopamina nel nucleus accumbens che è un sistema di neuroni situato nella porzione ventrale dello striato, una parte del nostro cervello. In pratica, quando il nostro corpo è sottoposto ad uno stimolo che lui considera piacevole, rilascia dopamina come ricompensa, e la dopamina ci regala piacere.

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Dopo l’orgasmo vuole ancora dopamina

Durante l’attività sessuale (che sia un rapporto sessuale o masturbazione), il nostro cervello è inondato da cascate di dopamina. Vi è un crescendo di questo neurotrasmettitore, almeno finché non si verifica l’orgasmo. A quel punto si ha un picco di dopamina che termina al finire dell’orgasmo. Ma il nostro cervello desidera ancora altra dopamina. La maniera più rapida che ha il fumatore per innalzare nuovamente la dopamina, e continuare a provare un piacere chimicamente simile a quello precedente l’orgasmo, è accendersi una sigaretta. La nicotina agisce sul sistema nervoso, dove si lega a dei recettori ed innesca la liberazione proprio della dopamina. In pratica, secondo la mia teoria, la voglia di fumare che si verifica dopo l’orgasmo, dipende in gran parte dalla volontà inconscia che abbiamo di avere nuova dopamina e nuovo piacere. Alcune donne, dopo l’orgasmo, mangiano subito dolci per lo stesso motivo: un cibo buono determina rilascio di dopamina. Molti masturbatori cronici, fumano varie sigarette durante una lunga masturbazione (edging) per aumentare ancora di più il piacere, visto che a dopamina si somma altra dopamina.

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Voglia di nicotina da astinenza

Un altro motivo potrebbe essere legato all’astinenza da nicotina. Durante il rapporto sessuale, che ammettiamo duri circa mezz’ora, i due partner di solito non fumano. Alla fine del rapporto, il fumatore medio (che fuma una sigaretta ogni circa 45 minuti) avrà voglia di fumare proprio perché i livelli di nicotina nel suo sangue sono calati oltre il livello che innesca i sintomi di astinenza e determina quindi la voglia impellente di assumere nuova nicotina con una nuova sigaretta.

I migliori prodotti per smettere di fumare

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, pensati per il fumatore che vuole smettere di fumare o che ha smesso da poco:

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Le statue dell’amore sfortunato di Ali e Nino: il video del bacio

Sul lungomare di Batumi in Georgia, affacciata sul Mar Nero, c’è una statua davvero particolare, rappresenta un uomo e una donna, due amanti innamorati. L’aspetto unico di quest’opera sta nel fatto che la statua si muove e muovendosi le due figure si incontrano, si trapassano e si allontanano nuovamente. La statua è un’opera monumentale in acciaio, i due soggetti sono costruiti in modo tale che le parti si intersechino in modo perfetto. Ogni sera al tramonto le statue collocate davanti al mare all’imbocco del porto di Batumi inscenano l’amore drammatico della leggenda di Ali e Nino.

L’amore ostacolato dalla guerra

L’autrice della statua è l’artista georgiana Tamara Kvesitadze che ha voluto rendere omaggio alla triste storia d’amore di Ali e Nino, un’opera letteraria attribuita a Kurban Said, un classico della letteratura caucasica. La storia si svolge durante la prima guerra mondiale e racconta di due amanti, Ali e Nino appunto: il ragazzo, un azero mussulmano si innamora della ragazza, una principessa georgiana, quando finalmente il loro amore può essere vissuto, lui muore in guerra difendendo il suo Paese. Per costruire l’opera alta sette metri, ci sono voluti 10 mesi ciascun elemento pesa 7 tonnellate, ogni giorno alle ore 19:00 per mezzo di un computer e illuminate con un’illuminazione colorata, le statue si muovono una verso l’altra.

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Misteri della natura: perché questo lago è rosa?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MISTERI NATURA LAGO ROSA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei Pressoterapia.jpgLa natura a volte offre degli spettacoli davvero incredibili. Lake Hillier è uno di questi spettacoli: chi non lo ha mai visto, crede si tratti di una legenda. Se mai avrete la fortuna di ammirarlo con i vostri occhi, una volta sul posto, avrete la sensazione di essere in preda ad allucinazioni. Ma a meno che non abbiate assunto sostenze stupefacenti, prenderete coscienza del fatto che il lago di Hillier esiste davvero! Lake Hillier è famoso nel mondo per il colore delle sue acque, che sono rosa. Un rosa fitto e denso, che rievoca Picasso nel suo periodo più allegro. Storicamente, una delle prime testimonianze del lago ci sono arrivate grazie alla rivista di Matthew Flinders.

Il navigatore britannico Flinders, nel 1802, aveva scalato la vetta più alta del Middle Island (ora conosciuto come Flinders Peak) per sorvegliare le acque circostanti quando si imbattè in questo notevole lago dalle acque insolite. Di cose strane il mondo è pieno, si sà. Ma Lake Hillier entra a pieno titolo tra le più affascinanti stranezze del nostro pianeta. Il lago Hillier, lago di colore rosa, si trova nei pressi di Middle Island, la più grande delle isole che compongono l’arcipelago Recherche, al largo della costa di Esperance. Dall’alto, il lago appare come una gigantesca gomma da masticare, ma è comunque uno dei panorami più spettacolari al mondo.

L’Hillier, lungo circa 600 metri, è circondato da un cerchio di sabbia e da fitti boschi di paperbark ed eucalipti. Una stretta striscia di dune di sabbia coperta da vegetazione lo separa dal blu dell’Oceano Antartico. Anche se molti cercano di spiegare la stravagante colorazione di questo lago, nessuno conosce pienamente il vero motivo perché il lago sia rosa. E se qualcuno fa finta di saperlo, mente spudoratamente. Anche se, a dire il vero, gli scienziati – e quando parlano gli scienziati possiamo solo essere (s)fiduciosi – ipotizzano che il colore viene da un colorante emesso da dei batteri che vivono nelle croste di sale.

Guardare insieme serie tv fa bene alla coppia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GUARDARE TV FA BENE COPPIA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei.jpgFiniti i tempi in cui sedersi sul divano a guardare il piccolo schermo era sinonimo di noia del rapporto: oggi guardare serie tv fa bene alle relazioni. Un modo per sentirsi uniti. Una vera e propria medicina per le incomprensioni. Insomma: guardare serie tv sembrerebbe essere la nuova “terapia di coppia”. Lo spiega uno studio pubblicato sul Journal of Social and Personal Relationships. Le coppie che guardano insieme quelli che chiamavamo “telefilm” sono più legate. Questo avviene in particolare quando i partner non hanno amici in comune e per questo la condivisione di spettacoli televisivi, libri e film rende la loro relazione sentimentale più solida.

Lo studio
La ricerca, coordinata da Sarah Gomillion, psicologa della Aberdeen University, è stata condotta somministrando un questionario a 259 studenti (97 uomini e 162 donne). Ognuno di loro aveva una relazione da almeno 4 mesi. I partecipanti dovevano valutare la qualità della propria vita di coppia e fornire informazioni su quanti amici condividessero con il partner. Inoltre era chiesto loro di indicare quanti film e serie fossero abituati a guardare insieme o da soli.
Secondo i risultati della ricerca, le relazioni sono migliori quando si condivide il tempo davanti alla televisione, e questo è particolarmente significativo per chi non ha ancora molte conoscenze in comune. “Una potenziale spiegazione”, affermano gli scienziati, “è che la relazione migliori soltanto perché i partner trascorrono più tempo insieme”. Ma per eliminare questa ipotesi, hanno tenuto anche conto del tempo che la coppia passava insieme senza guardare tv. Il risultato? Guardare insieme le serie tv consente di creare una rete sociale condivisa e una relazione stabile.

Show televisivi per conoscersi
Non si parla della quantità di tempo spesa insieme. Ma proprio di quella destinata alla visione di questi show televisivi in compagnia del partner. I media moderni hanno un effetto terapeutico sulla vita di coppia. Soprattutto se la storia è a distanza oppure se si hanno pochi amici in comune. Questo perché permettono di condividere un’esperienza comune. Per la precisione, la simbiosi e l’identificazione con la gioia e il dolore dei personaggi, la condivisione di un’esperienza esterna di tipo emotivo.
Amate stare accoccolati sul divano davanti a TWD? Probabilmente in voi c’è un grande interesse per lo spirito di sopravvivenza. Siete fanatici di Grey’s Anatomy? Forse avete entrambi bisogno di superare la paura delle malattie in nome dell’amore e dei rapporti.

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Dottore ho un neo nell’occhio: sintomi e cure del melanoma oculare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma NEO NEVO OCCHIO MELANOMA OCULARE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Ano.jpg

Un tipico melanoma dell’iride

Cos’è il melanoma oculare?

Il melanoma è un tumore che si sviluppa a partire dalle cellule che producono melanina, cioè è il pigmento che da colore alla vostra pelle. Anche gli occhi hanno anche cellule che producono melanina ed esse possono sviluppare un melanoma, che viene chiamato melanoma oculare.

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Quali sono i sintomi del melanoma oculare?

Il melanoma oculare in genere non provoca segni e sintomi nelle fasi iniziali di progressione, tale fatto, unito alla sfortuna che la maggior parte dei melanomi oculari si forma in una parte dell’occhio non visibile, rende il melanoma oculare di difficile individuazione nella fase iniziale. I segni, quando appaiono, sonodi solito:
1) Una macchia scura sull’iride;
2) Una sensazione di luci lampeggianti;
3) Un cambiamento evidente nel contorno dell’iride;
4) Scarsa visione spesso sfocata;
5) Perdita della vista nell’occhio colpito.

Quali sono le cause  melanoma oculare?

Non è chiaro cosa causi il melanoma oculare . I medici sanno che il melanoma oculare si verifica quando nel DNA si sviluppano errori che portano alla formazione di tale problema. Gli errori del DNA permettono alle cellule di crescere e moltiplicarsi senza controllo, per cui le cellule mutate continuano a vivere normalmente quando dovrebbero già essere sparite e rimpiazzate. Le cellule mutate si accumulano negli occhi e formano il melanoma dell’occhio.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma NEO NEVO OCCHIO MELANOMA OCULARE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Ano 2.jpgDove si forma  melanoma oculare?

Il melanoma oculare più frequentemente si sviluppa nelle cellule dell’uvea, lo strato vascolare dell’occhio interposto tra la retina, il sottile strato di tessuto che riveste la parete posteriore del bulbo oculare, e la sclera. Nella foto a sinistra è indicata la coroide, che – assieme a iride e corpo ciliare – forma appunto l’uvea. Il melanoma oculare si può anche verificare nella parte anteriore del uvea o nella parte posteriore dell’uvea detto strato coroide . Il melanoma oculare può verificarsi anche sullo strato più esterno sulla parte anteriore dell’occhio ovvero nella congiuntiva, anche se questi tipi di melanoma oculari sono molto rari.

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Quali sono i fattori di rischio per il melanoma oculare?

I fattori di rischio per il melanoma dell’occhio sono:

  • il colore degli occhi . Le persone con gli occhi azzurri o gli occhi verdi hanno un rischio maggiore di melanoma dell’occhio.
  • Essere di carnagione bianca. I bianchi hanno un rischio maggiore di melanoma oculare di quanto non facciano le persone di altre razze.
  • L’aumentare dell’età. Il rischio di melanoma aumenta con l’età .
  • Alcune malattie della pelle ereditarie. Una condizione denominata sindrome del nevo displastico, può  aumentare il rischio di melanoma .
  • Esposizione al sole. Alcune ricerche suggeriscono che le persone che ripetutamente passano lunghe ore sotto il sole possono avere un rischio aumentato di melanoma dell’occhio rispetto a quelli che limitano la loro esposizione al sole. Ma alcuni studi non hanno trovato un legame tra esposizione al sole e melanoma dell’occhio.

Quali sono le possibili complicazioni del melanoma oculare?

  • L’aumento della pressione all’interno dell’occhio . Un melanoma oculare crescendo può causare un glaucoma. Segni e sintomi di glaucoma possono comprendere il dolore e l’arrossamento degli occhi, così come la visione sfocata.
  • Melanoma oculare che si estende al di là dell’occhio. Un melanoma oculare può diffondersi al di fuori degli occhi e alle aree distanti del corpo, tra cui i polmoni fegato e ossa.

Può il melanoma oculare causare perdita della vista parziale o totale?

Purtroppo si. I melanomi grandi spesso causano perdita della vista nell’occhio colpito e possono causare complicazioni, come il distacco della retina. I melanomi dell’occhio di piccole dimensioni possono comportare alterazioni ma anche perdita della vista, se si verificano in parti critiche degli occhi.

Diagnosi di melanoma oculare

Per la diagnosi di melanoma dell’occhio, il medico può raccomandare:

  • Esame oculistico. Il medico valuterà l’esterno dell’occhio, alla ricerca di vasi sanguigni dilatati che possono indicare un tumore all’interno dell’occhio.
  • Ecografia. Un’ecografia dell’occhio utilizza gli ultrasuoni per misurare lo spessore e l’estensione del tumore per determinare il trattamento più appropriato.
  • Angiogramma. Durante un angiogramma , un colorante viene iniettato in una vena del braccio. Il colorante viaggia dai vasi sanguigni fino all’occhio.
  • Rimozione di un campione di tessuto sospetto per le prove. In alcuni casi, il medico può raccomandare una procedura per rimuovere un campione di tessuto.

Per approfondire:

Determinare se il cancro si è diffuso

Il medico può anche raccomandare ulteriori test e  procedure per determinare se il melanoma si è diffuso  ad altre parti del corpo. I test possono includere:

  • Esami del sangue per misurare la funzionalità epatica
  • La radiografia del torace
  • Tomografia computerizzata
  • La risonanza magnetica
  • Ecografia addominale

Quali sono le terapie del melanoma oculare?

La terapia dipende ovviamente da molti fattori. Un piccolo melanoma dell’occhio che colpisce la parte colorata dell’occhio (iride), non richiede un trattamento immediato. Se il melanoma è piccolo e non è in crescita, il medico può scegliere di attendere e vedere se inizia ad espandersi o meno. La crioterapia può essere usata per distruggere le cellule del melanoma in alcuni melanomi piccoli, ma questo trattamento non è di uso comune. Se il melanoma si sviluppa, si può scegliere in quel momento il trattamento più opportuno, tra quelli elencati di seguito.

1) Chirurgia  melanoma oculare
Le operazioni usate per il trattamento del melanoma oculare comprendono le procedure per rimuovere parte dell’occhio o  l’intero occhio. Le opzioni possono includere:

  • Iridectomia. Questa procedura rimuove solo una parte dell’iride. E ‘utilizzata per piccoli melanomi dell’iride che non hanno invaso le altre strutture dell’occhio.
  • Iridotrabeculectomia. Questa procedura rimuove le parti dell’iride e i tessuti di sostegno intorno alla cornea alla base dell’iride, per i piccoli melanomi dell’iride che hanno invaso i tessuti.
  • Iridocyclectomia. Questo è un altro trattamento per melanomi  dell’iride e del corpo ciliare. Essa implica la rimozione di una parte dell’iride e del corpo ciliare.
  • Choroidectomia. Parte della coroide è viene rimossa nel corso di questo intervento chirurgico, con o senza la rimozione di parte della parete dell’occhio . Questa complessa procedura può essere seguita da radiazioni supplementari.
  • Intervento chirurgico per rimuovere l’intero occhio . L’enucleazione è spesso usata per i tumori grandi dell’occhio. Essa può essere utilizzato anche se il tumore causa dolore agli occhi.

2) Radioterapia nel melanoma oculare
La radioterapia è di solito usata direttamente sopra il tumore in una procedura chiamata brachiterapia. La radiazione può provenire anche da una macchina che dirige le particelle radioattive e in questo caso parliamo di radioterapia esterna o teleterapia. Questo tipo di radioterapia è spesso somministrata per diversi giorni.

3) Trattamento laser nel melanoma oculare
Il trattamento che utilizza un laser per eliminare le cellule di un melanoma può essere una buona opzione in certe situazioni, ma questo trattamento non è ampiamente utilizzato. Un tipo di trattamento laser, chiamato termoterapia, usa un laser infrarosso  a volte  utilizzato in combinazione con radioterapia.

Per approfondire: Tumore dell’occhio in bambini e adulti: sopravvivenza, immagini, si muore

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Hai voglia di un cibo in particolare? E’ il tuo corpo che ti rivela le carenze nutrizionali che hai

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Sindrome sgombroide: ti piace il sushi? Ecco perché ti devi preoccupare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PIACE SUSHI PREOCCUPARE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei Testa.jpgNei ristoranti del nord Italia l’hanno ribattezzata “Mal di sushi”, in realtà in termini tecnici si chiama sindrome sgombroide e dall’inizio dell’anno ad oggi sono quasi cinquanta i consumatori finiti all’ospedale accusando i sintomi classici dell’intossicazione da istamina: nausea, diarrea, palpitazioni e sbalzi improvvisi di pressione. La sindrome sgombroide, però, può avere effetti ben peggiori: nei pazienti cardiopatici, ad esempio, l’avvelenamento da istamina può addirittura provocare uno choc anafilattico.

I pesci più esposti

Il caso è finito sul tavolo della Procura di Milano dopo che quattro medici sono rimasti intossicati lo scorso 29 settembre dopo avere mangiato tonno in un ristorante del centro. L’intossicazione da istamina è causata dal consumo di pesce crudo mal conservato o  semplicemente non più fresco: a causa del deterioramento delle carni, per la cattiva conservazione o semplicemente perchè il pesce è vecchio, si sviluppa il focolaio della contaminazione. Il problema riguarda il tonno e il pesce azzurro, dalle sarde alle palamite, sgombri, tombarelli.

Come lo rendono “fresco”

Esistono metodi per spacciare come fresco un pesce che staziona da qualche giorno di troppo sul bancone. Il tonno viene colorato con succo di rapa rossa (trattamento lecito, ma da indicare) oppure in modo illecito attraverso il monossido di carbonio. Per dare lucentezza alle sardine, invece, le si immerge in un bel bagno diacqua ossigenata. Oppure peggio: si utilizzano additivi vietati a base di perossidi, come il Cafodos, per far rinascere la freschezza perduta di un pesce che invece, naturalmente dovrebbe cominciare a puzzare.
Su talune specie di pesce, come gli sgombroidi, dalle sardine al tonno, l’impiego di additivi può avere effetti indiretti sulla salute. Se il pesce appare fresco, mentre invece è stato conservato male, magari perché non è stata mantenuta la catena del freddo, si può sviluppare una concentrazione elevata di istamina, producendo quella che in linguaggio tecnico si chiama sindrome da sgombroide. A una concentrazione superiore ai limiti di legge previsti, l’istamina può avere effetti tossici per l’uomo.

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