Aceruloplasminemia: sintomi, diagnosi e terapia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO LABORATORIO MICROSCOPIO (2)L’aceruloplasminemia è una rarissima patologia neurodegenerativa genetica contraddistinta da accumulo di ferro nel cervello causato dalla completa assenza dell’attività della ceruloplasmina ferrossidasi dovuta a mutazioni omozigoti del gene della ceruloplasmina. E’ caratterizzata da anemia associata a degenerazione della retina, diabete mellito e vari sintomi neurologici.

Epidemiologia

Colpisce una persona su un milione, esordisce in età adulta. Essendo una malattia estremamente rara, in letteratura scientifica sono stati descritti meno di 60 casi.

Cause

La aceruloplasminemia è una malattia genetica causata da mutazioni nel gene della ceruloplasmina, una proteina coinvolta nel metabolismo del ferro. Viene ereditata dai genitori e si trasmette con modalità autosomica recessiva.

Trasmissione autosomica recessiva

Una malattia è detta a trasmissione autosomica recessiva quando l’allele alterato deve essere presente in coppia (omozigosi), cioè sono necessarie due copie dell’allele difettoso per far sì che la malattia si esprima, a prescindere dal sesso. Non basta un solo genitore portatore sano o malato, bensì entrambi i genitori devono essere portatori sani o malati. Il fenotipo quindi si esprime quando nel genotipo dell’individuo sono presenti entrambi gli alleli responsabili, fatto che spiega l’alta probabilità di sviluppare malattie genetiche in caso di incesto. Quindi:

  • un individuo che possegga entrambi gli alleli alterati: è portatore ed è malato;
  • un individuo che possegga solo un allele alterato: è portatore ma è sano;
  • un individuo che non possegga nessun allele alterato: NON è portatore ed è sano.

Essere portatore sano vuol dire quindi NON avere la patologia ma possedere nel proprio genotipo un allele mutato, che può essere trasmesso alle generazioni successive.

Dalla combinazione delle possibili condizioni di genitori sani, malati e portatori sani, deriva la distribuzione probabilità che la malattia sia trasmessa ai figli:

  • genitori malato-malato: la probabilità che il figlio/a nasca malato è del 100%;
  • genitori sano-malato: la probabilità che il figlio/a nasca portatore sano è del 100%;
  • genitori malato-portatore sano: la probabilità che il figlio/a nasca malato è del 50% e del 50% che nasca portatore sano;
  • genitori sano-portatore sano: la probabilità che il figlio/a nasca sano è del 50% e del 50% che nasca portatore sano;
  • genitori portatore-portatore: la probabilità che il figlio/a nasca portatore sano è del 50% mentre è del 25% che nasca sano o malato.

Se nessuno dei genitori ha un allele mutato, non c’è ovviamente alcuna trasmissione autosomica recessiva ed i figli saranno tutti sani e NON portatori dell’allele mutato.

Nell’immagine che segue, è raffigurata la tipica situazione in cui entrambi i genitori sono sani ma portatori dell’allele mutato:

  • un figlio su quattro avrà entrambi gli alleli alterati e sarà malato ed ovviamente portatore;
  • due figli su quattro avranno un allele normale ed uno alterato e saranno sani ma anche portatori;
  • un figlio su quattro avrà entrambi gli alleli normali e sarà sano e NON portatore.

MEDICINA ONLINE GENETICA TRASMISSIONE AUTOSOMICA DOMINANTE RECESSIVA GENI CROMOSOMI ALLELE MALATO PADRE FIGLI PERCENTUALI TRASMESSO MALATTIA GENICA MADRE GENITORE XX XY.jpg

Le altre quattro situazioni possibili sono raffigurate nelle seguenti immagini:

Sintomi e segni

Come già in parte prima accennato, l’aceruloplasminemia si manifesta nell’adulto con degenerazione retinica, diabete mellito e anemia. L’anemia nella aceruloplasminemia è refrattaria al trattamento con il ferro. Altri sintomi sono di tipo neurologico:

  1. atassia cioè mancanza di coordinazione muscolare che rende difficoltoso eseguire i movimenti volontari (mancanza di coordinazione fra tronco e braccia, tronco e capo, incoordinazione dei movimenti dell’occhio, incontinenza, difficoltà di deglutizione);
  2. movimenti involontari (blefarospasmo, contrazioni del viso, distonia della faccia e del collo, tremori e corea);
  3. parkinsonismo (tremore tremore a riposo che diminuisce con i movimenti volontari e scompare durante il sonno);
  4. depressione;
  5. deficit cognitivo.

Diagnosi

La diagnosi di laboratorio si basa su:

  1. assenza della ceruloplasmina sierica;
  2. bassa concentrazione sierica di rame e di ferro;
  3. alta concentrazione sierica di ferritina.

La diagnosi è suggerita inoltre dal riscontro alla risonanza magnetica cerebrale di una caratteristica anomala bassa intensità di segnale, che riflette l’accumulo di ferro nel cervello (striato, talamo, nucleo dentato) e nel fegato, nelle immagini T1, T2 pesate. L’analisi genetica può confermare la diagnosi. La diagnosi differenziale si pone con le altre forme di NBIA a esordio tardivo, lentamente progressive, compresa la neurodegenerazione atipica associata al difetto di pantotenato-chinasi (PKAN), la neuroferritinopatia, l’emocromatosi ereditaria, la malattia di Wilson, la malattia di Huntington, l’atrofia dentato-rubro-pallido-luisiana (DRPLA), la malattia di Parkinson giovanile, le atassie spinocerebellari ereditarie (si vedano questi termini) e gli effetti o la tossicità da farmaci.

Diagnosi prenatale

La diagnosi prenatale per le gravidanze ad aumentato rischio può essere disponibile presso laboratori specializzati, nei casi in cui la mutazione responsabile della malattia sia stata preventivamente identificata in un soggetto affetto della famiglia.

Trattamento

Il trattamento si basa sulla somministrazione orale o endovenosa di chelanti del ferro (deferiprone o deferasirox), che producono un miglioramento del diabete e dei sintomi neurologici. La combinazione di desferoxamina e plasma umano fresco congelato (FFP) contribuisce a ridurre il contenuto epatico di ferro. Gli antiossidanti, come la vitamina E, e la somministrazione orale di zinco possono prevenire il danno tissutale.

Prognosi

La prognosi è legata all’insufficienza cardiaca da accumulo di ferro nell’organo. Sono noti 5 pazienti con aceruloplasminemia deceduti per insufficienza cardiaca, probabilmente secondaria all’accumulo intracardiaco di ferro in un arco di 60 anni. In assenza di insufficienza cardiaca e con un adeguato trattamento del diabete, la prognosi è buona.

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La melatonina diminuisce testosterone, libido, muscoli e quantità di sperma?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MELATONINA TESTOSTERONE LIBIDO MUSCOLI SPERMA EIACULAZIONE SESSO Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Cavitazione Radiofrequenza Seno Pene Massaggio Dieta  Proteine Muscoli PalestraLa melatonina è una sostanza prodotta principalmente dalla epifisi (o ghiandola pineale) che agisce sull’ipotalamo e ha la funzione principale di regolare il ciclo sonno-veglia. La produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale umana segue un ritmo circadiano: diminuisce quando l’uomo è esposto alla luce del giorno, mentre aumenta quando scende l’oscurità e ciò favorisce il sonno, per questo motivo è usata spesso come integratore al posto dei farmaci per trattare l’insonnia.
Inizialmente si pensava fosse un ormone, ma ciò è falso per vari motivi: è secreta anche da altri organi e non solo dalla pineale; non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina; provoca effetti da sovradosaggio pressoché nulli; se si asporta la ghiandola pineale, la melatonina circolante non scompare.

La melatonina influenza libido, testosterone, muscoli e quantità di sperma?

La melatonina ha molte qualità ma purtroppo, secondo alcuni ricercatori, sembra influenzare negativamente sesso ed intera sfera sessuale dell’uomo, interferendo nell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo, che vedete raffigurato nell’immagine.
La melatonina assunta in quantità elevate con integratori alimentari diminuirebbe – da parte dell’ipotalamo – il rilascio di GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) che induce il rilascio di gonadotropine (FSH e LH) dall’ipofisi anteriore, per questo motivo diminuirebbe la sintesi di testosterone e quindi la libido e la muscolatura (forza e volume dei muscoli). Più precisamente, inibirebbe la secrezione dell’LH (ormone luteinizzante) che stimola nel maschio l’attività endocrina delle cellule interstiziali del testicolo con produzione di testosterone e di sperma.

Uno studio ritenuto autorevole pubblicato sul Journal of Andrology e condotto per 6 mesi, arriva a questa conclusione:

La somministrazione a lungo termine di melatonina è associata a una riduzione della qualità dello sperma in un certo numero di uomini sani, probabilmente attraverso l’inibizione dell’aromatasi a livello testicolare.

Potete trovare lo studio in questo pdf: Melatonin Administration Alters Semen Quality in Healthy Men

Pur essendo questa correlazione ad oggi ancora molto dibattuta e controversa, se cercate un aumento del testosterone e quindi un aumento della libido, dei muscoli, della forza, del testosterone e della quantità di sperma emessa con l’eiaculazione (nonché migliori erezioni), dovreste probabilmente smettere di assumere la melatonina, o almeno – se indispensabile – limitare l’assunzione alla dose di 1mg/die.

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Differenza tra risonanza magnetica aperta e chiusa

MEDICINA ONLINE Chirurgo Roma DIFFERENZA RISONANZA MAGNETICA APERTA O CHIUSA RAGGI X Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Dieta Grasso Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Luce Pulsata Macchie Cutanee PeneLa risonanza magnetica nucleare (RMN) – in inglese Nuclear Magnetic Resonance – anche chiamata semplicemente “risonanza magnetica” è una tecnica che appartiene al campo della “diagnostica per immagini”, utilizzata in campo medico dalla metà degli anni ’70 del secolo scorso, ed utilissima per poter indagare con precisione e specificità moltissime patologie, inizialmente specie quelle legate all’encefalo e al midollo spinale e successivamente anche quelle di altri distretti del corpo. Attualmente viene usata in svariati ambiti della medicina come quello neurologico, neurochirurgico, traumatologico, oncologico, ortopedico, cardiologico, gastroenterologico.

Vantaggi e svantaggi della risonanza magnetica

La risonanza magnetica, pur non essendo l’esame di prima scelta per indagare alcune specifiche malattie, ha molti vantaggi rispetto ad altre tecniche diagnostiche; ad esempio rispetto alla TAC non si usano raggi X e le sostanze di contrasto usate hanno minor rischio di reazioni allergiche. Tuttavia vi sono importanti controindicazioni all’uso della risonanza magnetica: in gravidanza deve essere preferita l’ecografia, inoltre non può essere praticata in soggetti portatori di pacemaker o con clip metallicheschegge metalliche nel corpo. Fino ad alcuni anni fa, una controindicazione relativa valeva per i soggetti claustrofobici: il paziente per sottoporsi all’esame (che dura circa 30 minuti) deve essere completamente immobilizzato, e di fatto rinchiuso all’interno di un’apparecchiatura molto grande e meccanica, ciò può creare qualche problema di adattamento ai soggetti più claustrofobici. Questo limito è superato appunto dalla risonanza magnetica APERTA.

La risonanza magnetica aperta indicata anche per claustrofobici

La risonanza magnetica aperta e quella chiusa sono tecnicamente la medesima cosa, differiscono solo nella struttura del macchinario: nella risonanza magnetica chiusa la struttura è a forma di tunnel mentre in quella aperta la struttura è appunto aperta. In questo modo è possibile ridurre gli stati di paura e di ansia, consentendo inoltre l’assistenza diretta di un accompagnatore nell’ipotesi in cui sia necessario, per alcuni soggetti particolari piuttosto a disagio con l’uso della risonanza tradizionale, come ad esempio gli anziani, i bambini, le persone in sovrappeso/obese, i disabili e le persone claustrofobiche.

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Tarzan esiste davvero: ecco l’uomo che ha vissuto 40 anni nella giungla

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-uomo-40-anni-giungla-tarzan-riabilitazione-nutrizionista-medicina-estetica-cavitazione-radiofrequenza-ecografia-pulsata-macchie-capilAppena a tre anni fa Ho Van Lang non aveva idea che la Terra fosse rotonda, né aveva mai visto il mare o utilizzato il denaro. E anche il sesso, per lui, era un mistero. Eppure, quest’uomo di 43 anni, è riuscito a sopravvivere isolato nel cuore della giungla. Lo chiamano il Tarzan del Vietnam e oggi Lang è tornato nella foresta più remota per raccontare come ha vissuto l’altra vita, lontano dalla civiltà. Dopo l’8 agosto del 2013, giorno del suo ritrovamenti, la sua storia fece il giro del mondo. Nel 1971 il padre Ho Van Tahnh, in piena guerra contro il Vietnam, prese suo figlio di un anno e scappò via dal villaggio. La loro casa era stata bombardata e il padre, credendo la moglie e altri suoi due figli morti, decise di fuggire e isolarsi nella foresta della regione centrale di Quang Ngai.Insieme, hanno trascorso oltre 40 anni: vivevano in una capanna di legno, procacciandosi il cibo con la caccia. Per più di quattro decadi, i due hanno pensato che la guerra fosse ancora in corso, senza sapere che era finita. Ogni tanto incontravano altri esseri umani, quando si spingevano sulle alture, e la leggenda dei due uomini cominciò a circolare. Tri, uno dei due figli creduto morto e in realtà sopravvissuto, cominciò a cercarli, finché il governo vietnamita, con una spedizione di 20 uomini, li andò a ”prendere” offrendo loro una casa in un villaggio vicino.

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Ormai la vita di Lang e quella di suo padre, oggi 86enne, è totalmente cambiata: benvenuti nella civiltà. Adesso Lang coltiva i campi con il fratello Tri e si dice felice, anche se, come il padre, ha nostalgia per la giungla. Ma come ha fatto quest’uomo a sopravvivere così a lungo? Come ha vissuto? Cosa ha provato? Domande cui Alvaro Cerezo, managing director dell’agenzia specializzata in viaggi estremi Docastaway, ha provato a rispondere. Pochi mesi fa, durante un viaggio in Vietnam, è riuscito a incontrare Lang e con lui è tornato nella giungla dove hanno passato cinque giorni insieme. Cerezo ha scoperto così i segreti di questo Mowgli vissuto come fosse nelle preistoria. Camminando e parlando con lui ha avuto la sensazione di confrontarsi con “un uomo che ha dei comportamenti da bambino, che non ha il concetto di tempo, che non conosce le fonti di energia” ma che “capendo la natura, si è salvato”. Per vivere Yang e Lang cambiavano spesso capanna, – ha scoperto ad esempio Cerezo – adattandosi fra pianure e montagne, e sempre vicino a fonti d’acqua. Mangiavano di tutto: frutta, verdura, miele, ananas, foglie “ma anche scimmie, serpenti, rane e pesci catturati con le mani, i suoi preferiti”. ”Mentre era con me – racconta – Lang ha mangiato un pipistrello come se fosse una oliva”.

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Lang ha raccontato a Cerezo di aver posseduto almeno 20 pezzi di stoviglie “fatte con pezzi di bombe trovati nella giungla. Pentole, vasi, piatti e posate realizzati con parti di un elicottero americano”. Per comunicare padre e figlio parlavano in un dialetto Cor e nel contare il giovane Tarzan sapeva arrivare fino a 10, i numeri successivi erano quantificati come “più di 10”. Indossavano sempre abiti fatti con fibra di corteccia e anche delle giacche, sempre di fibra, per proteggersi dal freddo: avevano perfino un ombrello costruito con foglie e guscio di tartaruga.Tenevano sempre vivo un fuoco acceso con due pietre, le fiamme usate contro serpenti e zanzare e per tenere lontani i temuti centopiedi. Ma la giungla per padre e figlio, ha spiegato Lang, non non è mai stata una minaccia. Piuttosto lo era l’uomo con la deforestazione: motivo per cui i due si sono spostati sempre più in alto nelle montagne, isolandosi ancora di più. Se Lang aveva idea di se stesso, era soltanto grazie agli specchi d’acqua. Non conosceva le malattie: in più di 40 anni ha sofferto solamente di mal di stomaco. Sapeva della morte ma rifiutava il concetto, credeva in un Dio immaginando però che la Luna fosse stata creata dall’uomo.

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Suo padre gli aveva parlato degli aerei e di altri oggetti del mondo civilizzato, ma mai delle donne. “Non ha mai avuto desiderio sessuale o istinto riproduttivo – spiega Cerezo – anche se ora, dopo tre anni nella civilizzazione, dice che vorrebbe un figlio. Ma è improbabile che capisca, è asessuato. Fa ancora fatica a distinguere i maschi dalle femmine”. Quando è stato portato al villaggio con il padre malato (che si rifiutava di credere nella fine della guerra e che Tri fosse suo figlio), Lang è salito per la prima volta su un’auto e ha visto la prima strada. Non capiva come gli animali potessero essere domestici, considerati “amici”. Era stupefatto dalle lampadine. E’ stato uno shock assoluto, come atterrare su “un altro pianeta”. Ma ora Lang sta imparando a godere di una nuova libertà e a conoscere il mondo civilizzato: sulla sua storia Cerezo ha deciso di fare un documentario, di cui è già pronto il trailer, che uscirà queste estate. Potrebbe essere trasmesso in tv e questo per il Tarzan vietnamita sarà un problema: non riesce a capire “come le persone possano stare dentro una scatola”, figuriamoci vedendosi incastrato lì dentro.

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Nuova versione di Whatsapp con la funzione spia “scrivendo a…”

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma VERSIONE WHATSAPP SCRIVENDO A Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio PeneWhatsapp è ormai con certezza l’app di messaggistica più utilizzata al mondo ed il numero di suoi utenti aumenta giorno dopo giorno mentre diminuisce il traffico dei vecchi sms. Ultimamente si è diffusa la voce che che Whatsapp introdurrà la funzione “Spia chat”, che metterebbe al corrente l’utente sul fatto che gli altri utenti stiano messaggiando con una persona specifica.

Teoricamente, se avete in rubrica un contatto chiamato “Marco” che in questo momento sta chattando con un contatto chiamato “Marta”, voi verrete informati di questa informazione. In che modo? Andando nella chat di “Marco”, sotto il suo nome apparirà la scritta “scrivendo a Marta” e significherà appunto che in quel momento il vostro Marco sta chattando non con voi, ma con Marta! Personalmente ritengo improbabile che questa “miglioria” vedrà mai la luce, vedremo in futuro quello che succederà, anche se sembra una vera e propria bufala. L’unica cosa sicura è che, se dovesse mai uscire, questa cosa romperà un gran numero di fidanzamenti e matrimoni!

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Come si chiamano le dita dei piedi?

MEDICINA ONLINE NOME DITA PIEDI COME SI CHIAMANO ALLUCE MELLUCE TRILLICE PONDOLO MINOLO PIEDE DITO POLLICETutti conoscono i nomi delle dita della mano: pollice, indice, medio, anulare e mignolo. Ma non tutti conoscono i nomi delle dita dei piedi. Scopriamolo oggi!

A differenza delle dita della mano, secondo i libri di anatomia, le dita dei piedi non hanno – a parte l’alluce – un nome specifico.
In medicina, partendo dall’alluce (anche chiamato “primo dito del piede”) possiamo trovare il “secondo dito del piede”, poi il “terzo dito del piede”, il “quarto dito del piede” ed il “quinto dito del piede”.

Pur non essendo riconosciuti dalla medicina “ufficiale”, alcune tradizioni che si rifanno alla riflessologia plantare sono solite attribuire dei nomi specifici alle dita dei piedi: eccone la nomenclatura.

1) Alluce: come abbiamo visto è chiamato anche primo dito del piede. È il dito più grande dei cinque, e corrisponde al pollice della mano.

2) Illice: chiamato anche “melluce” o “secondo dito”, è il dito che segue l`alluce guardando le dita dei piedi dall`interno verso l`esterno. Corrisponde all’indice della mano. Ha la particolarità che in alcuni soggetti è più corto rispetto all’alluce, in altri è più lungo ed in altri la lunghezza tra alluce e illice è la stessa.

3) Trillice: o “terzo dito” del piede, è quello che, andando dall`interno verso l`esterno, segue l`illice. Corrisponde al dito medio della mano.

4) Pondolo: noto anche col nome di “pondulo” o di “quarto dito”, è quello che segue il trillice. Corrisponde all`anulare della mano.

5) Minolo: conosciuto anche come “mellino” o “quinto dito”, è l`ultimo dito, quello più esterno, il più piccolo. Corrisponde al dito mignolo della mano.

I migliori prodotti per la cura delle unghie

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere di mani e piedi, in grado di migliorare forza, salute e bellezza delle tue unghie e della tua pelle:

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Questa donna indossa un pene finto per difendersi dalle violenze sessuali [VIDEO]

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma INDOSSA PENE FINTO VIOLENZE SESSUALI Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Pulsata Macchie Capillari Ano Cuore AmoreIl problema delle aggressioni alle donne a scopo sessuale è molto sentito in tutto il mondo e in molti hanno cercato delle soluzioni per evitare efficacemente questo tipo di violenza.

Dalla Thailandia forse potrebbe arrivare una soluzione che sicuramente farà sorridere in molti: un originale strumento di difesa tanto improbabile quanto potenzialmente efficace, almeno in una certa misura.

Si tratta di un paio di slip dotati di un finto pene: lo scopo sarebbe sostanzialmente quello di fare passare la donna per un travestito, nella convinzione che questo scoraggi le aggressioni e i tentativi di stupro.

Gli ideatori garantiscono che il prodotto è serissimo e che sono sicuri della sua efficacia, ed hanno prodotto anche uno spot, che potete trovare seguendo questo link.

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Bimba abbandonata in auto al sole: poliziotto rompe il finestrino per salvarla e fa una scoperta incredibile

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma BIMBA AUTO SOLE MORTA Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio PanciaUn agente di polizia si è recato nel parcheggio all’aperto di un centro commerciale per salvare la vita di una bimba rimasta chiusa dentro un’auto, sotto il sole rovente. L’agente, chiamato Jason Short, vive e lavora nella cittadina di Keene, nel New Hampshire. Aveva raggiunto la vettura ed aveva notato la bambina avvolta in una coperta con una bottiglietta d’acqua accanto: ha rotto il vetro ed ha tentato di rianimare la bimba.

All’improvviso, però, l’agente ha fatto una scoperta incredibile: la bambina era in realtà una bambola molto realistica. La sua proprietaria si è poi scoperto essere Carolynne Seiffert, una donna che utilizza quella bambola dal 2005, quando suo figlio morì per un male incurabile. Questo tipo di bambole ultrarealistiche, chiamate “bambole reborn“, viene usato da alcuni pazienti che perdono il proprio figlio, per essere aiutati a superare il momento difficile legato al trauma della perdita. Anche molti neonati che appaiono in film e serie tv, sono molto spesso bambole reborn ultrarealistiche. Le reborn vengono anche usate nei corsi preparto per preparare i futuri genitori ad accudire i neonati.

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