Virus e virioni: cosa sono, come sono fatti, come funzionano e come si riproducono

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Un virus batteriofago

I virus sono entità biologiche elementari con caratteristiche di parassita obbligato cioè sono capaci di moltiplicarsi soltanto all’interno di una cellula ospite da loro infettata; non sono vere cellule, sono particelle subcellulari, prive cioè di una struttura cellulare, Per le loro ridotte dimensioni, che variano dai 17 ai 3000 nanometri, i virus possono essere osservati soltanto al microscopio elettronico. Uno dei più noti RNA virus è il retrovirus HIV, responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita, o AIDS.

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Come sono fatti i virus?

Tutti i virus sono costituiti da un involucro proteico (capside) formato da tante subunità (capsomeri) di una stessa proteina. Alcuni virus possiedono all’esterno del capside uno strato di protezione lipidico che il virus asporta dalla membrana della cellula infettata, quando, alla fine del ciclo infettivo, la cellula si rompe e libera le nuove unità di virus replicatesi. All’interno dell’involucro vi è un acido nucleico, che può essere DNA o RNA. I virus sono classificati, secondo il tipo di acido nucleico presente, in DNA virus o RNA virus. In base agli organismi che vanno a infettare, si possono dividere in virus veri e propri, che possono infettare cellule eucarioti, e in virus batteriofagi o fagi, che infettano cellule procarioti batteriche. I virus veri e propri hanno generalmente forma di icosaedro (un poliedro a venti facce) e includono i virus del raffreddore, delle verruche, della poliomielite. I virus parassiti di cellule vegetali hanno invece per lo più forma allungata o sferica. I fagi hanno una struttura più complessa, in cui si possono riconoscere cinque parti, costituite da altrettante proteine: testa, stilo, guaina contrattile, piastra basale, fibre della coda.

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Cosa sono i virioni?

Quando non si trovano all’interno di una cellula infetta o nella fase di infettarne una, i virus esistono in forma di particelle indipendenti. Queste particelle virali, note anche come virioni, sono costituite da due o tre parti:

  1. il materiale genetico costituito da DNA o RNA, lunghe molecole che trasportano le informazioni genetiche;
  2. un rivestimento proteico, chiamato capside, che circonda e protegge il materiale genetico;
  3. una sacca di lipidi che circonda il rivestimento proteico quando sono fuori dalla cellula.

Le forme di queste particelle di virus vanno da semplici forme elicoidali e icosaedriche per alcune specie di virus, fino a strutture più complesse per altre. La maggior parte delle specie di virus possiedono virioni che sono troppo piccoli per essere visti con un microscopio ottico. In media il virione ha una dimensione di circa un centesimo della dimensione media di un batterio.

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Cicli infettivi

I virus si riproducono solo all’interno di una cellula ospite: l’involucro proteico è specializzato per legarsi a un dato gruppo molecolare sulla superficie di una specifica cellula ospite. Alcuni virus ­ per esempio i fagi ­ iniettano nella cellula ospite solo l’acido nucleico virale; in altri casi, il virus penetra interamente nella cellula e successivamente si libera dell’involucro, che può essere digerito dagli enzimi dell’ospite. Il materiale genetico del virus si integra con quello dell’ospite, che è costretto in questo modo a “leggere” anche le informazioni genetiche virali e a produrre quindi i diversi componenti virali che verranno poi assemblati rapidamente; i nuovi virus fuoriescono dalla cellula, distruggendola, e invadono le cellule vicine. In alcuni DNA virus, il doppio filamento di DNA iniettato nella cellula viene duplicato immediatamente e il processo si conclude con la disgregazione, o lisi, della cellula e la formazione dei nuovi virus (ciclo litico). In altri virus, il DNA integrato in quello dell’ospite rimane quiescente per un certo tempo, partecipando inattivamente alla crescita e alla divisione della cellula (ciclo lisogenico); solo successivamente avvia un ciclo litico con la distruzione della cellula. Negli RNA virus il materiale genetico, prima di poter essere introdotto nella cellula ospite, deve essere copiato in una molecola di DNA: questo avviene mediante un enzima, detto trascrittasi inversa.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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”Si invitano i residenti a non morire, i posti al cimitero sono esauriti”. Lo strano messaggio a Lumellogno (NO)

MEDICINA ONLINE MORTE COSA SI PROVA A MORIRE TERMINALE DEAD DEATH CURE PALLIATIVE TERAPIA DEL DOLORE AEROPLANE TURBINE CHOCOLATE AIR BREATH ANNEGATO TURBINA AEREO PRECIPITA GRATTACIELO GLASS WALLPAPER PIC HI RES STRAGE PHOT.jpgVietato morire in paese, non c’è posto al cimitero. A Lumellogno, in provincia di Novara, negli ultimi giorni sono apparsi sui muri del paese alcuni cartelli dove si possono leggere le seguenti parole:

“Avviso alla popolazione di Lumellogno: preso atto che i loculi del cimitero comunale sono esauriti, si invitano i residenti a non morire in attesa che l’amministrazione comunale si attivi alla loro costruzione” firmato “il vosto buon padre creatore”.

Ovviamente, “Si tratta di una provocazione – spiega Carlo Migliavacca, ex presidente di quartiere – per sollevare l’attenzione su un problema serio”.  Questo perché, come facilmente intuibile, i loculi all’interno del cimitero cittadino sono esauriti. Tuttavia il Comune di Novara ha fatto sapere che non c’è alcuna emergenza dato che sono presenti dei posti nei cimiteri comunali di Novara, Pernate e Olengo.

Nonostante questa comunicazione, Migliavacca sottolinea: “Non sarebbe più opportuno che i ‘cittadini’ residenti a Novara rimangano nel loro cimitero urbano e i “paesani” di Lumellogno abbiano la possibilità di rimanere a casa propria? Come possono fare i nostri anziani per andare a fare visita ai loro congiunti defunti?”.

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Differenza tra cellule eucariote e procariote

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZE CELLULE EUCARIOTE PROCARIOTE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLe cellule possono essere distinte in due grandi categorie:

  • procariote, come ad esempio i batteri;
  • eucariote, come le cellule umane.

La principale differenza tra queste due cellule sta nel fatto che i procarioti presentano il materiale genetico libero nel citoplasma, mentre negli eucarioti il materiale genetico si trova segregato all’interno di un nucleo circondato da membrana. Questa differenza strutturale comporta anche piccole variazioni nei processi di trascrizione e traduzione del materiale genetico. Negli eucarioti la trascrizione del DNA in mRNA avviene nel nucleo; poi le molecole di mRNA vengono traslocate nel citoplasma, dove ha luogo la sintesi delle proteine.

Le cellule procariote, oltre ad essere normalmente assai più piccole di quelle eucariote (con un diametro generalmente compreso fra 1 e 5 µm), hanno una struttura interna molto più semplice rispetto alle eucariote. Come prima accennato il loro DNA si trova concentrato in una regione del citoplasma, senza essere delimitato da alcuna membrana. Sono prive di organuli, ad eccezione dei ribosomi, preposti alla sintesi delle proteine. Le funzioni cellulari sono comunque effettuate da complessi enzimatici analoghi a quelli delle cellule eucariote.

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Gli organuli cellulari

Le cellule eucariote presentano un’organizzazione più complessa e sono molto più grandi (solitamente il loro asse maggiore è compreso fra i 10 e i 50 µm). Le cellule eucariote si distinguono nettamente da quelle procariote per la presenza di organuli cellulari, cioè di corpuscoli ben differenziati e provvisti di una loro membrana di separazione dal citoplasma. Gli organuli hanno la funzione di separare fisicamente complessi di reazioni specifiche, in modo che esse si svolgano indipendentemente le une dalle altre. Ciò conferisce alle cellule eucariote la possibilità di svolgere, contemporaneamente, più funzioni, anche se incompatibili tra di loro.

Vediamo ora una lista di strutture ed organelli contenuti nella cellula eucariote (clicca su ogni titolo per raggiungere l’articolo corrispondente).

  1. Mitocondri: definizione, dimensioni e funzioni
  2. Citoscheletro: funzioni e struttura
  3. Ribosomi e reticolo endoplasmatico: cosa sono e che funzioni svolgono?
  4. Nucleo cellulare: funzioni, dimensioni e membrane nucleari
  5. Lisosomi: cosa sono? Significato e dimensioni
  6. Perossisomi: definizione e funzioni
  7. Membrana plasmatica: definizione e funzioni
  8. Apparato del Golgi: spiegazione semplice e funzioni
  9. Citosol: definizione e funzioni

Ed i virus?

I virus non sono né eucarioti né procarioti, sono invece particelle subcellulari, prive cioè di una struttura cellulare, capaci di moltiplicarsi soltanto all’interno di una cellula ospite da loro infettata. In base agli organismi che vanno a infettare, si possono dividere in virus veri e propri, che possono infettare cellule eucarioti, ed in virus batteriofagi o fagi, che infettano cellule procarioti batteriche. Per approfondire leggi anche: Virus e virioni: cosa sono, come sono fatti, come funzionano e come si riproducono

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Differenza tra omotrapianto, allotrapianto, xenotrapianto e isotrapianto

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Ambulatoriale Estetica Plastica Cavitazione Endocrinologo Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere fumare LipomiCon il termine “trapianto d’organo” (in inglese “organ transplantation”) si intende un intervento chirurgico che prevede la sostituzione di un organo o di un tessuto. Spesso è usato come sinonimo di “innesto“, sebbene in questo caso il trasferimento di organi o tessuti sia effettuata senza la realizzazione di un’anastomosi chirurgica. La rimozione di un organo o tessuto da un organismo donatore è detto “prelievo” di organi o tessuti; il termine “espianto” va riservato, invece, alla rimozione chirurgica di un organo precedentemente trapiantato e rimosso per diversi motivi, sebbene comunemente sia spesso usato nel senso di “prelievo”.

Esistono diversi tipi di trapianto d’organo:

  • Omotrapianto (anche chiamato autotrapianto). L’omotrapianto di organi o tessuti rigenerabili avviene quando l’organo o tessuto vengono prelevati dalla stessa persona che li riceverà e ciò ovviamente elimina il rischio di rigetto e l’esigenza di farmaci immunosoppressori, dal momento che il corpo riconosce il tessuto trapiantato come proprio. È un’opzione che si presenta nel caso di interventi programmati, nei quali può rendersi necessario un trapianto di organi o tessuti. Contestualmente all’omotrapianto, viene spesso anche programmata l’autotrasfusione di sangue. Grazie ai progressi delle tecniche di crioconservazione, è possibile il prelievo di cellule al fine di un eventuale omotrapianto, anche a grande distanza di tempo, in presenza di patologie che lo rendano necessario. Ne sono un esempio la conservazione dei cordoni ombelicali, oppure il prelievo di cellule staminali embrionali.
  • Allotrapianto. Per allotrapianto si intende il trapianto di organi o tessuti tra due diversi soggetti della stessa specie. Con questo tipo di trapianto si può andare incontro al rischio di rigetto in quanto il sistema immunitario può riconoscere ed attaccare il non-self (organi o tessuti) introdotto.
  • Isotrapianto. L’isotrapianto è un tipo di allotrapianto in cui il donatore e il ricevente sono geneticamente identici, come nel caso di due individui gemelli omozigoti. Questo tipo di trapianto si differenzia dagli altri allotrapianti perché gli organi isotrapiantati essendo dal punto di vista genetico identici a quelli del ricevente, il corpo del ricevente riconosce come proprio (“self”) l’organo ricevuto e non scatena la reazione immunitaria che porta al rigetto.
  • Xenotrapianto. Con il termine xenotrapianto (dal greco xeno, che significa estraneo) si intende il trapianto di organi, tessuti o cellule tra organismi di due specie diverse. L’animale più studiato come donatore di organi per l’uomo è il suino, in quanto ha delle similitudini anatomiche con la specie umana. La più grande barriera resta ancora quella immunologica, ma diverse ricerche si stanno concentrando sullo sviluppo di animali geneticamente modificati per poter superare alcune barriere.

Da quanto detto appare chiara la differenza tra i vari tipi di trapianto: nell’omotrapianto l’organo viene prelevato dallo stesso individuo che lo riceve; nell’allotrapianto da un altro individuo; nell’isotrapianto da un altro individuo geneticamente identico al ricevente; nello xenotrapianto l’organo viene prelevato da un essere vivente di specie diversa.

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Differenza tra tachicardia, aritmia, bradicardia e alloritmia

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Aritmie

Con “aritmia cardiaca” (in inglese Cardiac arrhythmia, cardiac dysrhythmia o irregular heartbeat) o più semplicemente “aritmia” si intende l’alterazione del ritmo cardiaco normale, che si riferisce al ritmo che origina dal nodo del seno (un componente del cuore che ne regola autonomamente il battito: il “pacemaker naturale”), regolare per frequenza e conduzione elettrica del cuore. Le aritmie sono rilevabili all’auscultazione del cuore o tramite un elettrocardiogramma.

  • un ritmo è regolare quando la distanza fra i battiti consecutivi non supera i 160 msec;
  • ci si riferisce ad una frequenza normale, nell’adulto a riposo, con una variazione dai 60 ai 100 battiti/min;
  • si parla di una conduzione normale quando all’ECG l’onda P è

Le aritmie sono dovute a:

  • una normale o a un’anomala formazione dell’impulso,
  • un’anomala conduzione dell’impulso,
  • una combinazione di queste.

Possiamo avere:

  • tachiaritmia, ipercardia o tachicardia se il battito aumenta in modo anomalo al di sopra di 100 al minuto;
  • bradiaritmia o bradicardia se il battito rallenta al di sotto dei 60 per minuto. Solitamente diventa sintomatico sotto i 50 battiti per minuto.

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Alloritmia

L’alloritmia è una irregolarità uniforme e continuata del battito cardiaco e del polso. Ciò che la differenzia dall’aritmia è la periodicità, la quale in quest’ultima risulta essere irregolare. Le alloritmie si riscontrano solitamente in pazienti cardiopatici, ma possono comparire anche in soggetti con cuore apparentemente sano. Un caso particolare di alloritmia è il bigeminismo, condizione in cui ad ogni battito segue regolarmente un’extrasistole.

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Bradicardia

La bradicardia – come prima accennato – è una aritmia caratterizzata da riduzione della frequenza cardiaca inferiore al valore di 60 battiti per minuto (bpm). La bradicardia può essere “fisiologica” (bradicardia sinusale) ad esempio negli sportivi, in chi fa yoga o negli anziani, oppure può essere “patologica” (bradiaritmia) come in caso di blocco atrioventricolare di II o III grado, di malattia del nodo del seno o di ipertensione arteriosa. Per approfondire, leggi:

Tachicardia

La tachicardia è una aritmia caratterizzata da aumento della frequenza dei battiti cardiaci e pulsazioni sopra i 100 battiti al minuto a riposo o senza alcuna forma di stress psicofisico. Si classificano principalmente tre forme di tachicardia: sinusale, eterotopa (sopraventricolare e ventricolare) e atriale. Può essere dovuta a cause fisiologiche e non fisiologiche. Tra le cause vi sono:

  • eventi fisiologici o funzionali come gli eventi stressogeni (forti emozioni, eccitazione sessuale, paura) o la gravidanza;
  • sostanze: abuso di caffè, alcol o sostanze stupefacenti;
  • cause direttamente connesse con il cuore come l’arteriosclerosi o l’insufficienza coronarica;
  • varie patologie come l’ipertiroidismo e la febbre.

Leggi anche:

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Ictus, emorragia cerebrale e TIA: cosa fare e cosa NON fare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma EMORRAGIA CEREBRALE CUSE SINTOMI PREMONITORI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari PeneCosa fare se si sospetta un TIA (attacco ischemico transitorio) o un ictus cerebrale?
Intervenire con grande tempestività è l’unico modo per prevenire effetti devastanti o invalidanti, quindi è importante di fronte ai primi sintomi chiamare il 118 e andare nell’ospedale più vicino dotato di stroke unit (reparti con personale in grado di diagnosticare i sintomi dell’ictus e trattarlo nel modo più efficace).

Cosa NON fare se si sospetta un TIA o un ictus cerebrale? 

  1. NON chiamare la guardia medica
  2. NON rivolgersi al medico di famiglia
  3. NON mettersi a letto in attesa che i sintomi spariscano
  4. NON perdere tempo per nessun motivo

La regola d’oro: recarsi IMMEDIATAMENTE all’ospedale
Un attacco ischemico transitorio, come anche un ictus o una emorragia cerebrale, devono sempre essere gestiti come un’emergenza, anche se i sintomi sono già passati, specie perché un TIA può essere considerato un campanello d’allarme per un futuro ictus cerebrale vero e proprio. Basti pensare che addirittura il 40% dei pazienti colpiti da un TIA, in futuro viene colpito da un ictus.
E’ fondamentale che, ai primi sintomi di allarme, ci si rechi in un ospedale dotato di Stroke Unit. Solo questi ospedali sono organizzati adeguatamente a gestire in maniera accurata ed appropriata l’emergenza ictus. Il soggetto, portato nella stroke unit, potrebbe venire sottoposto ad una trombolisi, cioè gli vengono somministrati farmaci trombolitici/antiaggreganti che sciolgono i coaguli e ne prevengono di nuovi. E’ indispensabile che il personale specializzato valuti se il paziente è in grado di poter essere trattato con questa terapia che ha, su particolari soggetti, alcune controindicazioni. La trombolisi può essere effettuata in pazienti che hanno avuto un’ischemia cerebrale al massimo entro 3 ore dall’esordio dei sintomi. Quando il caso lo richiede, si interviene anche chirurgicamente, ad esempio per rimuovere il trombo che ha causato l’attacco ischemico transitorio.

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Nozze d’oro o di diamante? Tutti i nomi degli anniversari di matrimonio

MEDICINA ONLINE ANSIA DA MATRIMONIO MATRIMONIALE UOMO DONNA SINTOMI E NORMALE UN ANNO PRIMA SPOSI MARITO MOGLIE PAURA SPOSARSI CHE FAREGli anniversari di matrimonio sono traguardi importanti e vanno celebrati e festeggiati a dovere, sia che si tratti di pochi anni che di tantissimi, come nel caso di 25, 50 o 70 anni insieme. Gli anniversari hanno un nome, un significato e ad ogni ricorrenza è stato anche associato un fiore che è quello che il marito dovrebbe donare alla moglie. Il nome dell’anniversario, in teoria, dovrebbe anche indicare il materiale principale del regalo, anche se ormai questa usanza si sta perdendo. Qualunque sia il vostro traguardo festeggiatelo sempre, onorate il percorso intrapreso e la strada fatta insieme e, finché c’è amore, impegnatevi a far funzionare le cose.

Ecco i nomi degli anniversari di matrimonio:

1º carta
2º cotone
3º cuoio
4º lino o seta
5º legno
6º ferro
7º lana o rame
8º bronzo
9º ceramica o porcellana
10º stagno o alluminio
11º acciaio
12º seta
13º pizzo
14º avorio
15º cristallo
20º smeraldo
25º argento
30º perla
35º corallo
40º rubino
45º zaffiro
50º oro
55º smeraldo
60º diamante
65° zaffiro
70° platino

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Tiroidectomia: cosa cambierà nella mia vita dopo l’intervento?

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La tipica cicatrice di un intervento di tiroidectomia

Prima di iniziare la lettura, per meglio comprendere l’argomento trattato, ti consiglio di leggere:

Gli effetti a lungo termine della tiroidectomia dipenderanno da quanta tiroide viene rimossa. In caso di tiroidectomia parziale la parte residua di tiroide riproduce in genere la funzione della ghiandola tiroide intera, e non si ha bisogno di terapia con ormone tiroideo. Se invece la tiroide viene rimossa totalmente, il corpo non può produrre l’ormone tiroideo e possono svilupparsi segni e sintomi di ipotiroidismo, come l’aumento di peso. Di conseguenza, è necessario assumere per tutta la vita una pillola ogni giorno che contenga tiroxina (come ad esempio Eutirox, Levothroid e Levoxyl). Questa sostituzione ormonale è identica a quella dell’ormone normalmente costituito dalla tiroide ed esegue tutte le sue funzioni. Il medico stabilirà la quantità di farmaco che dovrete assumere in base ai valori ottenuti con semplici analisi del sangue ed in certe situazioni potrà decidere di variare il dosaggio. A tale proposito leggi anche: Eutirox: quando si usa, dosaggio ed effetti collaterali (foglio illustrativo)

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