Perché sogniamo e abbiamo gli incubi? Perché ricordiamo alcuni sogni e altri no? Cos’è un sogno lucido e la fase REM?

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Dal film “Shutter Island”:

Lo sapeva che la parola trauma viene dal greco, vuol dire ferita. E qual è la parola tedesca che significa sogno? Traum, ein traum. Le ferite possono creare mostri, e lei, lei ha tante ferite…

Tutti noi lo abbiamo provato varie volte nella vita, qualcuno non riesce mai a ricordarlo la mattina, qualcuno viene da esso svegliato quando si trasforma in un incubo, scrittori ed artisti hanno tratto ispirazione da lui per creare famose opere d’arte. Sto parlando del sogno.

Cos’è un sogno?

La parola “sogno” deriva dal latino somnium ed è un fenomeno psichico tipico di molti animali , tra cui l’uomo, legato al sonno, in particolare ma non esclusivamente alla fase REM, caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni riconosciuti come apparentemente reali dal soggetto sognante. L’arte divinatoria che pretende di interpretare i sogni si chiama oniromanzia; mentre la capacità di prendere coscienza dei sogni viene definita onironautica o sogno lucido (ne parlo più in fondo).

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Cos’è la fase REM?

Il sonno non è costante, ma costituito da cicli, ciascuno dei quali consta di:

  • una fase NREM, o “sonno ortodosso” o “sonno lento” o “fase NREM”, che si divide ulteriormente in 4 diversi stadi;
  • una fase REM (acronimo di “Rapid Eye Movement”, che significa “rapidi movimenti degli occhi”), o “sonno paradosso“.

La fase REM si chiama così poiché durante essa sono stati osservati rapidi movimenti delle pupille. La fase REM si verifica solitamente 4 o 5 volte per notte ed è la parte del sonno in cui si verificano i sogni al contrario della fase NREM. Questa ultima affermazione sembrerebbe essere però messa in discussione da ultimi studi che devono essere ancora ben verificati: secondo alcuni la fase REM non sarebbe l’unica fase in cui sogniamo, ma il sogno potrebbe verificarsi anche in una delle fasi NREM.

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Come viene diviso il sonno? Il ciclo NREM-REM

Un sonno normale di circa 8 ore, grazie all’ipnogramma, viene distinto in quattro o cinque cicli di durata di circa 1 o 2 ore. Ogni ciclo è composto dalle seguenti fasi:

  • fase NREM stadio 1: è il momento dell’addormentamento. Frequenza cardiaca e respiratoria diminuiscono come anche l’attività cerebrale;
  • fase NREM stadio 2: è il momento del sonno leggero. Le onde cerebrali sono simili a quelle visibili in fase di veglia;
  • fase NREM stadio 3: è il momentodel sonno profondo. Il terzo stadio è caratterizzato da onde cerebrali molto lente ed ampie;
  • fase NREM stadio 4: è il momento del sonno ancora più profondo. È in quest’ultimo stadio che l’organismo si rigenera.
  • fase REM: è la fase in cui si sogna.

In ognuna delle 4 o 5 fasi REM che si verificano per notte, possono verificarsi sogni specifici e diversi. Per approfondire, leggi: Differenze tra fase REM e NON REM del sonno

Perché ricordiamo alcuni sogni ed altri no?

Questa domanda ancora non ha trovato una risposta certa. Un gruppo di ricercatori di Lione, tramite uno studio da loro condotto, è arrivato alla conclusione che il fatto di ricordarsi o no un sogno dipenda dall’attività di una parte del cervello chiamata corteccia pre-frontale, che è l’area del cervello che risponde di più agli stimoli esterni, posta dietro la fronte (vedi immagine in alto in questo articolo). Se questa area del cervello durante il sogno è iperfunzionante, il cervello tenderà a memorizzare il sogno ed a ricordarlo nella veglia. L’iperattività della corteccia pre-frontale è soggettiva (ecco perché alcune persone tendono più facilmente a ricordare i sogni ed altre meno) e dipende da moltissimi fattori, soprattutto da quantità/qualità del sonno e da emozioni e stress che si sono verificati da svegli prima di addormentarsi. Secondo alcuni, essere svegliati “nel bel mezzo” di una fase REM, aumenterebbe le possibilità di ricordare il sogno che si stà facendo in quella specifica fase REM. Se invece si è svegliati in una della fasi NREM, è molto più difficile ricordarsi il sogno che si è compiuto in una delle fasi REM dei cicli precedenti. In ogni caso sembrerebbe più frequente il ricordo del sogno dell’ultima delle 4 o 5 fasi REM e non di una fase REM “superata” da cicli NREM-REM successivi.

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Come aumentare le possibilità di ricordarsi i sogni?

Alcuni dei seguenti consigli potrebbero aumentare le possibilità di ricordare un sogno al tuo risveglio:

  1. Vai a letto e svegliati sempre alla stessa ora: la regolarità è amica di un sonno ristoratore che permette di ricordare più facilmente i sogni al risveglio;
  2. riposati la giusta quantità di ore. La maggior parte delle persone ha bisogno di 7 – 9 ore di sonno ogni notte per ottenere la giusta quantità di riposo. Le persone che dormono meno di sei ore hanno difficoltà a ricordare i sogni, perché quelli più lunghi e più vividi avvengono in seguito nel ciclo del sonno;
  3. crea un ambiente di sonno riposante. Elimina quei rumori e quelle distrazioni che potrebbero impedirti di cadere in un sonno profondo. Indossa i tappi per le orecchie, se necessario, e assicurati di avere tende pesanti che blocchino la luce esterna. La parola chiave è “igiene del sonno“;
  4. tieni un quaderno ed una penna a portata di mano sul comodino e, appena sveglio, prova a scrivere subito qualche particolare del sogno, se ti viene in mente;
  5. non mangiare, bere alcolici o prendere farmaci prima di coricarti. Le sostanze chimiche presenti in questi elementi possono influenzare la capacità del tuo cervello di ricordare i sogni. Cerca di non ingerire nulla per almeno un paio d’ore prima di andare a letto, così che nulla interferisca con la memoria o il sonno;
  6. calma la mente prima di coricarti, allontana lo stress. Evita di portare lo smartphone o il tablet nel letto con te. Scrivere e rispondere alla posta elettronica o lavorare ai documenti prima di dormire non lascia alla mente il tempo di cancellarsi.

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La storia del sogno

Fin dall’antichità gli esseri umani sono sempre stati affascinati ed al tempo stesso intimoriti, dai sogni. Il disegno a carboncino preistorico presente in una delle Grotte di Lascaux può essere considerato la prima rappresentazione di un sogno a noi nota. In questo documento l’autore disegna ciò che vede con la fantasia: l’uccisione del bisonte durante una battuta di caccia.
Nell’Antico Testamento vi sono riferimenti a molti sogni, dei quali il più noto è quello del faraone egizio che sogna sette vacche grasse e sette vacche magre: nessuno sa interpretare il sogno, finché è chiamato Giuseppe. In questo sogno l’interpretazione è sempre di tipo profetico ma assume un carattere religioso: Giuseppe, infatti, pensa che la profezia provenga da Dio.
Ai tempi degli antichi Greci vi era l’usanza dell’incubazione: si andava in un bosco sacro o in una grotta e ci si addormentava. Al risveglio si provava a ricordare il sogno e si riferiva all’esperto in oniromanzia. Le interpretazioni assumevano un ruolo di cura e guida spirituale. Tra gli interpreti ve ne erano di famosi, come Artemidoro di Daldi, forse il primo a scrivere un libro sull’argomento, intitolato L’interpretazione dei sogni. Questo libro è un mero elenco di sogni e di interpretazioni arbitrarie, senza carattere scientifico.
Sigmund Freud, nel ‘900, nella sua celebre opera L’interpretazione dei sogni, tentò di spiegare questa modalità di funzionamento dell’apparato psichico descrivendo la psicologia dei processi onirici e suddivise il funzionamento dell’apparato psichico in due forme che chiamò processo primario e processo secondario. Secondo tale teoria psicoanalitica classica, il sogno sarebbe la realizzazione allucinatoria durante il sonno di un desiderio rimasto inappagato durante la vita diurna.
Dopo Freud, molti analisti di varie correnti si sono interessati al sogno. Contributi originali sono stati portati nel 1952 da Ronald Fairbairn, per il quale il sogno sarebbe un fenomeno schizoide ponendo l’accento sull’aspetto simbiotico della personalità.
Bonime nel 1962 propone una teoria del sogno basata sulla concezione che il sogno sia un autoinganno volto a preservare e a rafforzare un modello di vita, ponendo l’accento sull’aspetto comportamentale sociale della personalità.

Leggi anche: Anestesia cosciente o risveglio intraoperatorio: risvegliarsi durante una operazione chirurgica ma non poter parlare né muoversi

Perché si sogna?

Che funzione hanno i sogni? Ci sono molte ipotesi relative alla funzione dei sogni. Durante la notte ci possono essere molti stimoli esterni, ma la mente rielabora gli stimoli e ne fa parte integrante dei sogni, nell’ordine in cui il sonno procede. La mente sveglia l’individuo nel caso si dovesse trovar in pericolo o se qualificato a rispondere a certi suoni; ad esempio un bambino che piange. I sogni possono permettere anche alle parti represse della mente di essere soddisfatte attraverso la fantasia mentre tiene la mente lontana da pensieri che ne causerebbero un risveglio improvviso. Ecco l’opinione di alcuni illustri pensatori:

  • Freud suggerì che gli incubi lasciano al cervello la funzione di controllare le emozioni; esse sono il risultato delle esperienze “dolorose”. I sogni lasciano anche esprimere alla mente sensazioni che sarebbero normalmente soppresse da svegli, tenendoci così in armonia. Inoltre, l’attività onirica, può offrire una vista sulle emozioni legate ad eventi futuri (accade nel periodo di veglia, in occasione di un colloquio di lavoro o, comunque, di una esperienza emozionante).
  • Carl Gustav Jung suggerì che, i sogni, possono compensare atteggiamenti unilaterali attuati da svegli.
  • Ferenczi propose che, il sogno, può comunicare qualcosa che non si sta dicendo completamente. Ci sono state anche analogie con le operazioni di manutenzione automatica dei computer operate quando questi sono in modalità offline. I sogni possono rimuovere “nodi parassiti” ed altra “spazzatura” mentale. Essi possono creare anche nuove idee, attraverso la generazione di mutazioni di “pensieri casuali”; alcune di queste possono essere rifiutate dalla mente come inutili, altre possono essere viste come preziose e mantenute.
  • Blechner definì questa come la teoria dell’Onirismo Darwiniano. I sogni possono, inoltre, regolare l’umore.
  • Hartmann disse che, i sogni, possono funzionare come la psicoterapia “attivando connessioni in un posto sicuro” e, quindi, permettono al sognante di integrare “cose e pensieri” che, altrimenti, verrebbero dissociati (nella fase conscia).
  • Griffin ha formulato la “teoria di adempimento dell’aspettazione di sognare“, la quale suggerisce che sognando metaforicamente si completino modelli di aspettazione emotiva e, consequenzialmente, si abbassino i livelli di stress (diminuzione della produzione del cortisolo).

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Cos’è un “sogno lucido”?

A tal proposito leggi questo articolo: Che cos’è un “sogno lucido”?

Perché abbiamo gli incubi?

Il termine “incubo” deriva da in “sopra” e cubare “giacere”: infatti si tratta di sogni morbosi e angoscianti che hanno come caratteristica principale la percezione di un peso immaginario che giace sopra il nostro petto. Come tutti noi abbiamo intuito nella nostra vita, gli incubi traducono in percezioni visive/uditive/sensoriali un’angoscia magari rimossa e relegata nell’inconscio, un timore recente, una disfunzione e mettono in scena, nella maggior parte dei casi, un evento della vita reale dove poi si possono intersecare fatti fantasioni ed irrealizzabili nella vita vera. Si possono anche riferire a ricordi lontani, che risalgono a molti mesi, anni o decenni addietro. Dopo un incubo, ci si sveglia con una sensazione di disagio, col cuore che batte a mille all’ora, sudati, spaventati o disorientati. Ad alcuni capita anche di fare incubi post-traumatici, in seguito ad un incidente, ad una guerra, ad un recente suicidio di una persona cara… In tal caso, diventano molto più ricorrenti e fastidiosi, rendendo il sonno poco riposante e causando sonnolenza diurna. A volte, gli incubi possono anche essere causati da una malattia, da dolori cronici, da problemi economici, da difficoltà sul lavoro o anche, semplicemente, dalla cattiva digestione. Ma in tutti i casi, questi sogni ci forniscono quasi sempre delle informazioni sul nostro inconscio, che la nostra mente ha rimosso per qualche motivo, tanto che diventano importante materiale da analizzare assieme ad uno psicoterapeuta. Comunque ognuno ha la propria sensibilità: certi incubi saranno angoscianti per alcune persone e appena un po’ sgradevoli per altri…

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Perché i bambini fanno più incubi?

E’ provato che i bambini facciano più incubi degli adulti. La ragione è semplice: un bimbo venuto al mondo da poco tempo, è assalito incessantemente da immagini nuove, da sensazioni, odori, suoni che gli causano un surplus di informazioni che non è ancora in grado di “limare” come farebbe un adulto, selezionando solo i concetti importanti. Il piccolo elabora questo eccesso d’informazioni, che il cervello ha accumulato durante il giorno, solo durante il momento del sonno. Spesso, il principale incubo infantile resta quello dell’abbandono da parte della madre, che è legato al trauma di essere lasciati all’asilo la mattina, per esempio. Fino ai 5 anni, il bambino fa spesso sogni di fantasmi, di draghi, d’inseguimenti, di personaggi che ha visto in televisione o nei libri. Alcuni bambini sognano anche di litigare con i fratelli, le sorelle o con i genitori. Questo perché non è ancora in grado di dire quando ha paura, ed hanno difficoltà ad esprimere quello che sente. Spesso il bambino parla di una cosa che gli è successa in un sogno, pensando che gli sia successa nella vita reale: tutto questo è normale e non deve mettere in anzia i genitori. Col passare del tempo il bambino impara a esternare le proprie emozioni, a parlarne, e farà sempre meno incubi, inoltre imparerà a distinguere i sogni dalla vita vera.

Come fare per dormire meglio?

Per dormire meglio, consiglio per prima cosa di curare l’igiene del sonno e – in caso di difficoltà ad addormentarsi – di assumere 1 compressa di 1 mg di melatonina circa mezz’ora prima di coricarsi. L’integratore di melatonina che consiglio, è questo: https://amzn.to/421MNLy

In caso di insonnia grave, potrebbe essere necessario un aiuto farmacologico e, in alcuni casi, il supporto di uno psicoterapeuta e/o altre terapie.

Per approfondire: La struttura del sonno: veglia, fasi REM, fasi NREM, ipnogramma

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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L’uomo che vive su una nave da 20 anni

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO NAVE MARE BARCA VACANZE VIAGGIOSembra la storia del protagonista di “La leggenda del pianista sull’oceano” o, se preferite, “Novecento” di Baricco. Quando in occasione del suo quarantacinquesimo compleanno Mario Salcedo ha prenotato la sua prima crociera, certo non immaginava che avrebbe passato i successivi vent’anni vivendo a tempo pieno su una nave. Eppure, è questa la storia vera di questo americano di Miami di origine cubana, che ha realizzato il sogno di molti: quello di vivere in crociera.
Nella sua vita precedente il suo lavoro lo obbligava a frequenti viaggi nelle isole caraibiche, dove osservando per la prima volta le navi da crociera ha un’idea che gli cambierà la vita: lasciare il lavoro e mettersi in proprio, creando una piccola azienda nella finanza che gli permettesse di guadagnare abbastanza viaggiando per il mondo.

Dopo aver provato varie compagnie sceglie la Royal Caribbean, dove settimana dopo settimana, anno dopo anno, fino a oggi ha totalizzato la bellezza di 850 crociere individuali. Ormai tutti i capitani lo conoscono: è stato uno di loro, Charles Teige, a dargli il soprannome di Super Mario.
Oggi c’è un cartello sul ponte 11 della Navigator of the Seas: “Super Mario Office”. Qui ogni mattina, tra i passeggeri abbronzati, Mario si mette tranquillamente a lavorare nel suo quartier generale, scrivendo sulla sua tastiera. C’è sempre tempo poi per fumare un Cohiba o per le immersioni, la sua passione; la sera poi tutti a ballare il liscio.

Ma com’è possibile mantenersi vivendo su una nave da crociera tutto l’anno? Super Mario spende circa 65 mila dollari, ovvero 56 mila euro l’anno, soggiornando in una cabina interna, più economica e sempre la stessa, prenotata con due anni di anticipo, per non dover continuamente disfare le valigie.
Tra l’altro, grazie al programma fedeltà, 15 crociere gli sono state regalate dalla compagnia di navigazione, e dopo 700 notti passate a bordo (lui ne ha più di 6mila all’attivo) può usufruire di altre gratuità come la connessione internet illimitata, che gli permette di lavorare dal suo “ufficio”, seduto a bordo piscina: e la vita da crocierista continua.

FONTE

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Il cervello maschile pensa davvero solo al sesso?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (5)Il cervello degli uomini, a quanto pare, non è focalizzato sempre e solo sul sesso, come immaginiamo da sempre. Infatti, secondo recenti studi scientifici sulla materia, sembra proprio che nella testa dei rappresentanti dell’universo maschile si aggirino anche altri due pensieri rilevanti: mangiare e dormire. In sostanza il sesso, il cibo e il riposo occupano i pensieri degli uomini molto più spesso di quanto non accada alle donne. La domanda iniziale che la psicologa Terri Fisher, colei che ha analizzato il fenomeno, era abbastanza semplice: “gli uomini pensano davvero solo al sesso?”.

La studiosa, a seguito di diversi test, ha potuto comprendere che la leggenda secondo la quale gli uomini pensano al sesso almeno ogni sette secondi, non è del tutto sbagliata. Le donne, invece, ci pensano molto meno, ma questo era già noto. Il lato sorprendente, ma nemmeno poi tanto, è che i pensieri maschili quotidiani rimangano legati per lo più a esigenze fisiologiche primordiali quali mangiare e dormire. Quelli femminili, invece, sembrano interessati molto di più a ciò che ruota attorno a questi bisogni. Ma c’era proprio bisogno di una psicologa che ce lo confermasse?

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Cause di pancia gonfia: alimentazione ed emozioni

MEDICINA ONLINE DONNA CORPO DOLORE TRISTE PANCIA MESTRUAZIONI CICLOQuali sono le cause della pancia gonfia? Un problema comune a molte persone, in prevalenza donne. Una condizione che provoca un notevole disagio. Si ha la spiacevole sensazione di un addome innaturalmente pronunciato, condizione che rende fastidioso anche indossare abiti. Se il gonfiore aumenta dopo i pasti c’è da fare attenzione a determinati alimenti. Tra questi cavoli, cipolle, broccoli, cavolfiori. Anche cetrioli, peperoni, zuccheri raffinati, alcolici, bevande gasate, latte e formaggi, legumi, pane e pasta integrali.

Alimentazione e pancia gonfia

I dati scientifici più recenti hanno chiarito che esiste uno stretto rapporto tra alimentazione e infiammazione. I fenomeni di intolleranza alimentare sono dovuti principalmente a una specie di fenomeno di accumulo, come se si trattasse di un avvelenamento progressivo. E sono quindi differenti da quelli tipici delle allergie alimentari in cui la risposta patologica si evidenzia nel giro di pochi minuti dall’ingestione dell’alimento responsabile. La reazione di intolleranza viene facilmente trascurata perché somiglia, per certi aspetti, ad un lento avvelenamento.
Le intolleranze alimentari possono causare una serie di sintomi, talvolta diversi, ma legati a una causa infiammatoria immunologica. Gli alimenti che, generalmente, creano più intolleranze alimentari sono: latte vaccino, grano, glutine, olio d’oliva, uova, pomodoro, lieviti.

Non solo cibo: controllate le emozioni

La colite è sicuramente una delle cause della pancia gonfia più frequenti, perché il colon è pieno di terminazioni nervose che possono essere particolarmente sensibili agli impulsi che derivano dalle emozioni e dallo stress emotivo, collegato ad ira e ansia. Tali emozioni possono causare una contrazione anomala delle pareti del colon che viene così a provocare anomalie come stitichezza, diarrea e pancia gonfia. Curare quindi il colon curando anche la propria psiche è quindi una ottima idea.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere del vostro apparato digerente, in grado di combattere stipsi, fecalomi, meteorismo, gonfiore addominale, acidità di stomaco, reflusso, cattiva digestione ed alitosi:

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Alex Zanardi e lo scandalo italiano

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ALEX ZANARDI SCANDALO ITALIANO Paraolimpiadi Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Pressoterapia Linfodrenaggio.jpgAlessandro “Alex” Zanardi è sempre stato un esempio di forza di volontà inossidabile per me. Atleta famoso in tutto il mondo e non solo per il terribile incidente di cui è stato lo sfortunato protagonista: è famoso perché è forte. E’ famoso perché è imbattibile in tutto quello che fa. Nonostante quel maledetto incidente.

Alex partiva ventiduesimo nella gara di quel 15 settembre 2001 in Germania. Riuscì a recuperare posizione su posizione, portandosi al primo posto grazie alla straordinaria tenacia che l’ha sempre contraddistinto. A tredici giri dalla fine, dopo aver compiuto la sua ultima sosta uscendo dai box, perse improvvisamente il controllo della vettura per la presenza di olio sulla traiettoria, ed andò in testacoda. Proprio in quel momento la vettura di Alex Tagliani stava arrivando a tutta velocità e colpì perpendicolarmente la vettura del pilota bolognese all’altezza del muso, dove erano alloggiate le gambe.

Prontamente raggiunto dai soccorsi, Zanardi apparve subito in condizioni disperate: lo schianto aveva in pratica amputato entrambi gli arti inferiori di Alex. Il pilota rischiava di morire dissanguato, per fortuna il medico Steve Olvey riuscì miracolosamente a bloccare l’emorragia causata dalla lesione completa delle arterie femorali. Non tutti sanno che Alex ricevette l’estrema unzione dal cappellano della serie automobilistica direttamente sul luogo dell’incidente. La vita del pilota era in bilico tra la vita e la morte.

Fu portato all’Ospedale di Berlino dove rimase in coma farmacologico per circa tre giorni e gli venne rimosso chirurgicamente il ginocchio sinistro, irrimediabilmente compromesso. Dopo sei settimane di ricovero e una quindicina di operazioni subite Zanardi poté lasciare l’ospedale per cominciare il processo di riabilitazione. Tutto sembrava ormai finito, e forse per una persona comune sarebbe stato così. Ma Alex non è una persona comune. La carriera sportiva di Alex non era affatto finita, come tutti pensavano.

Veniamo ad oggi. Alle Paraolimpiadi di Rio, dopo l’oro di nella prova a cronometro di ieri, Alex è medaglia d’argento nella gara individuale in linea di Handbike H5. Il “miracolo”, come Alex Zanardi definiva l’ipotesi di confermare i due ori e l’argento di Londra, si sta già avverando. E tuttavia in pochi, tra i mezzi di informazione tradizionali (giornali e tv) ne stanno parlando, veramente pochi, mentre invece storie come queste andrebbero raccontate nelle scuole, per far capire che niente è veramente impossibile, se si vuole davvero. Ed invece di Alex se ne parla sempre sottovoce. Lo scandalo è tutto qui. Perché in Italia la disabilità è troppo spesso dimenticata. Perché in Italia la disabilità fa ancora paura. Perché in Italia conta più il quinto posto di un italiano alle olimpiadi per “abili” che una medaglia d’oro ed una d’argento di un italiano alle olimpiadi per disabili.

Grazie Alex, sei un campione…

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Vitamina K: perché è importante per i neonati

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAMBINI NEONATO FRATELLI FAMIGLIA GENITORI FAMIGLIA (2)Assumere le giuste quantità di vitamina K è molto importante per la nostra salute,  specie per i neonati, che devono riceverne un quantitativo adeguato alle loro esigenze. Si tratta in ogni caso di una vitamina liposolubile, solitamente sintetizzata dall’organismo attraverso l’Ileo e il colon.
Sono tre le tipologie di vitamina K conosciute, due d’origine vegetale e una sintetizzata a uso farmacologico: K1 o fillochinone, la cui origine è vegetale, viene sintetizzata dall’Ileo; K2 o menachinone, rilasciata dal colon che la sintetizza a partire dai batteri intestinali; K3 o menadione idrosolubile, sviluppata attraverso procedimenti chimici e utilizzata in ambito medico.

Leggi anche: A che serve la vitamina B12? L’importanza in gravidanza e allattamento

A che serve la vitamina K?

L’utilizzo da parte dell’organismo di vitamina K fa riferimento in prevalenza a due aspetti, particolarmente significativi per il buono stato di salute dell’individuo: lastruttura delle ossa e la coagulazione. Nel primo caso interviene la K2 stimolando con la sua azione l’osteocalcina.
La vitamina K1 interviene invece durante il processo di coagulazione, attivando le proteine plasmatiche C (che regola il livello di viscosità del sangue evitando il rischio trombosi), M, S, Z e la protrombina (fattore II, si occupa della trasformazione del fibrogeno in fibrino). Tale intervento produce l’attivazione anche dei fattori della coagulazione VII, IX e X.
Un recente studio della Rush University Medical Center ha inoltre collegato l’assunzione di vitamina K si riveli efficace nel contrastare l’insorgenza di declino cognitivo. Sorprendenti fonti di questa sostanza sono basilico essiccato, prezzemolo, bietola e broccoli.

Leggi anche: Acido folico (vitamina B9): a cosa serve, in quali alimenti trovarlo e perché è importante prima e durante la gravidanza

Perché la vitamina K si somministra ai neonati?

La somministrazione di vitamina K alla nascita è inserita nella profilassi abituale post parto. Questo per evitare al neonato il possibile manifestarsi della Malattia Emorragica del Neonato (MEN), una patologia legata a stati carenziali di vitamina K che può portare a emorragie a carattere modesto o di particolare gravità.
Il manifestarsi della MEN può essere precoce, classico o tardivo. Se anticipato può avvenire già nelle prime 24 ore di vita del neonato, a seguito di un ridotto assorbimento di vitamina K per via placentare o in caso di terapie farmacologiche seguite dalle gestanti basate su farmaci inibitori di questo complesso vitaminico.
La forma classica si manifesta di solito dopo il primo giorno di vita e viene ricondotto a un apporto insufficiente di vitamina K attraverso il latte materno. Se ditipo tardivo i primi sintomi possono manifestarsi anche dopo il primo mese di allattamento al seno, seguendo di solito fasi di diarrea prolungata (può essere inoltre indotto da celiachia o fibrosi cistica).
La profilassi in Italia prevede che al neonato venga somministrata una dose da 1 mg intramuscolo di Konakion, nei momenti successivi alla nascita, per poi somministrare ulteriori 2 mg una volta a settimana per 6-8 settimane. Differente è invece l’approccio seguito negli USA, dove alla dose iniziale non è fatta seguire alcuna ulteriore somministrazione.
Le indicazioni previste in Italia prevedono inoltre una dose ulteriore di Konakion da 1 mg per escludere, in caso di diarrea continua per un periodo di una settimana, il possibile manifestarsi di Malattia Emorragica del Neonato di tipo tardivo.

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Integratori alimentari nello sport: guida facile per principianti

MEDICINA ONLINE INTEGRATORE ALIMENTARE DIETA DIETARY SUPPLEMENT COMPLEMENT ALIMENTAIRE SUPLEMENTO DIETETICO NahrungsergänzungsmittelEsistono in commercio moltissimi integratori alimentari studiati per il bodybuilding tra cui scegliere, spesso e volentieri un principiante può NON avere le idee chiare su un ipotetico acquisto e non sa quali siano i migliori e più affidabili per lui. In primo luogo, vi vorremmo ricordare cosa significa la parola integratore o supplemento.

Il termine supplemento è da considerarsi come “al posto di” e non “oltre a“. Un integratore alimentari, come dice la parola stessa, “integra” una determinata sostanza che può scarseggiare nell’organismo con la normale dieta. Non esiste nessun integratore miracoloso capace di sostituire una dieta non equilibrata: considerate sempre gli integratori come la ciliegina sulla torta e non come la base del vostro successo muscolare. Fatta questa doverosa premessa, qui di seguito vi daremo una recensione sui quattro migliori integratori per sportivi principianti.

1. PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE

Le proteine del siero del latte (proteine “WHEY”) sono la base di un’integrazione per aumentare la massa muscolare e sono importantissime per tutti gli sportivi: hanno molti di aminoacidi, con una particolare abbondanza di aminoacidi a catena ramificata (BCAA) leucina, isoleucina e valina. I BCAA sono di vitale importanza nel processo di sintesi delle proteine necessarie per costruire nuovo tessuto muscolare, in particolare la leucina. Le proteine del siero del latte sono utilissime quando la dieta scarseggia di questo macro-nutriente e soprattutto dopo l’allenamento quando i muscoli hanno sete di carboidrati ad alto indice glicemico e di proteine ad alta assimilazione come appunto quelle del siero del latte.

Quando e quante?

Come abbiamo accennato consigliamo di assumere le proteine del siero del latte prima e dopo l’allenamento e in quei pasti dove possono scarseggiare come ad esempio la colazione.

La dose standard è di 30 grammi. Se le assumete sia prima, sia dopo l’allenamento consigliamo di diminuire le dosi in 15 grammi prima e 15 grammi dopo. Non esagerate con il consumo giornaliero di proteine, date sempre priorità al cibo solido.

Un ottimo prodotto, contenente proteine WHEY in polvere, è questo: https://amzn.to/3xmHQy9

2. CREATINA

L’efficacia della creatina è visibile non solo nel caso di attività che richiedono una grande forza fisica, ma anche per attività intense e brevi. Molte persone che fanno uso di supplementi di creatina osservano un aumento di peso corporeo. Un effetto di questo genere non dovrebbe tuttavia preoccupare. La creatina causa un accumulo di acqua nei muscoli, fattore che per altro è causa dell’aumento del volume della massa muscolare. L’aumento di peso non è dovuto pertanto ad un accumulo di grasso, bensì di liquidi nel tessuto muscolare. Gli effetti strutturali della Creatina sul muscolo potrebbero ricondursi all’effetto antiossidante e mioprotettivo, in grado di risparmiare le fibrocellule dall’azione lesiva delle specie reattive dell’ossigeno. Ulteriori meccanismi, ancora al vaglio degli esperti, potrebbero tuttavia completare il contesto d’azione della Creatina sulla struttura muscolare. L’interpretazione corretta dei risultati è chiaramente ostacolata dalla necessità di distinguere l’effetto dell’allenamento sull’incremento della massa muscolare, dal contributo della creatina nel sostenere tale effetto. Pensare di accrescere la propria massa muscolare assumendo semplicemente creatina, senza allenarsi, è alquanto utopistico. L’accoppiata bodybuilding e creatina sembra azzeccato da anni e quindi la creatina non può che essere l’integratore numero 2 per un principiante. Un’ottima creatina in polvere micronized, consigliata dal nostro Staff, è questa: https://amzn.to/3InaMKJ

3. OMEGA 3

L‘olio di pesce offre una vasta gamma di benefici per la salute. È, quindi, incredibilmente utile per la popolazione in generale e può aiutare tutti, dagli atleti a chi ha una vita sedentaria. I culturisti e gli atleti sono affascinati dall’olio di pesce per via dei potenziali benefici che apporta alla composizione corporea, ma praticamente chiunque sia alla ricerca di un sostegno alla propria salute generale può essere interessato ai grassi pregiati presenti nell’olio di pesce. Gli omega-3 in emulsione con il latte vengono assorbiti meglio grazie alle micelle che si formano, facilmente riconosciute e trasportate a livello intestinale. E’ meglio assumerli con il cibo, insieme ad un pasto che contenga anche grassi, in modo da attivare le lipasi pancreatiche, responsabili del metabolismo dei lipidi. Il miglior integratore in capsule di omega 3, consigliato dal nostro Staff, è questo: https://amzn.to/3mE24hT

4. MULTIVITAMINICO / MINERALE

L’allenamento con i pesi tipico del culturista porta il corpo ad un forte stato di stress. Non sempre la normale dieta garantisce la “fornitura” ottimale di tutte le vitamine indispensabili per l’aumento della massa muscolare tra cui:

  • Vitamina A. Fondamentale per la sintesi proteica, alla base dei processi di ricostruzione e accrescimento muscolare, nonché per la produzione di glicogeno, la riserva di energia a breve termine per i muscoli sotto sforzo.
  • Vitamina C. Poco considerata in palestra, eppure utilissima. È un potente antiossidante che protegge le cellule muscolari dall’attacco dei radicali liberi, favorendo i processi di recupero e crescita. È anche coinvolta nella sintesi del collagene, principale costituente del tessuto connettivo che salda insieme ossa e muscoli del nostro corpo. Favorisce anche l’assorbimento del ferro, coinvolto nella sintesi dell’emoglobina, proteina deputata al trasporto dell’ossigeno ai vari tessuti dell’organismo.
  • Vitamina D. Svolge un ruolo cruciale nell’assorbimento del calcio, necessario sia per la contrazione muscolare, sia per mantenere adeguati livelli di densità ossea. Uno scheletro solido consente di sostenere al meglio la crescita dei tessuti muscolari e garantisce maggiore robustezza dei tendini.
  • Vitamina E. Protegge le membrane cellulari dai danni ossidativi causati dai radicali liberi, la cui produzione aumenta durante l’attività fisica.
  • Vitamina B1. Partecipa al metabolismo dei carboidrati e alla trasformazione degli stessi in energia. È anche coinvolta nella produzione dell’emoglobina.
  • Vitamina B2. Partecipa a molteplici reazioni metaboliche finalizzate alla produzione di energia tra cui il metabolismo del glucosio, l’ossigenazione degli acidi grassi e il trasporto degli elettroni dell’idrogeno nel ciclo di Krebs (ciclo metabolico da cui derivano molecole ad alto livello energetico come l’ATP).
  • Vitamina B3. Partecipa al metabolismo energetico cellulare in quanto parte attiva di due coenzimi (NAD e NADP) implicati in molte reazioni che liberano energia (glicolisi, lipolisi, ciclo di Krebs).
  • Vitamina B6. È coinvolta nella trasformazione e nell’utilizzazione di carboidrati, grassi e proteine. Fondamentale per l’attività fisica perché interviene nella conversione in energia del glicogeno immagazzinato nel fegato e nei muscoli.
  • Vitamina B12. È coinvolta nel metabolismo dei carboidrati e nella protezione dei tessuti del sistema nervoso

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Muore a 29 anni sulla E45 per salvare un cane abbandonato. Ma è andata davvero così?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ALESSANDRO CARLINI MUORE SALVARE CANE ABBANDONATO Bufala Falso Macchie Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio“La sciagura si è consumata questa mattina di mercoledì 14 settembre nella superstradaE45. La vittima, Alessandro Carlini 29 anni, stava percorrendo la carreggiata nord al volante, ha avvistato un cane abbandonato impaurito in mezzo la strada e quando si sono fermati per soccorrerlo Alessandro è stato falciato da un auto che arrivava a grande velocità. Alessandro è sempre stato un amante degli animali  e che non poteva fare altrimenti.”

Recita più o meno così il post che gira su Facebook da un paio di giorni, correlato dalla foto che vedete in alto. Ma siete davvero sicuri che tutto quello che gira sui social sia vero? Di un presunto Alessandro Carlini, morto sulla E45 nell’ultima settimana non vi è riscontro su nessun mezzo di informazione “ufficiale”: la storia raccontata è falsa, è una vera e propria bufala! L’immagine riportata nell’articolo non è altro che una foto dove viene ritratto il noto burlone del web Ermes Maiolica, che già in passato si era contraddistinto per bufale diventate famose sui social perché condivise da migliaia di persone.

Sciagure come queste avvengono davvero nella vita reale ed io che sono da sempre un amante della natura e degli animali ne sono tristemente consapevole, ma oggi il punto è un altro. E’ la superficialità della gente. Il post in questione è già stato condiviso oltre 20 mila volte. Questo purtroppo ci dimostra quanto le persone si curino poco di quello che condividono sui social e di quanta superficialità contraddistingue ormai la nostra vita.

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