Con “anestesia generale” o “anestesia totale” si intende un trattamento che consente al paziente sottoposto ad intervento od operazione chirurgica di dormire durante le procedure mediche, in modo da non sentire alcun dolore, non muoversi e di non ricordare quanto accade. Il sonno che viene indotto dall’anestesia generale è tuttavia ben diverso dal sonno regolare, il cervello anestetizzato non conserva ricordi e non risponde ai segnali del dolore, a differenza di quanto succederebbe normalmente in caso di stimoli forti come quelli causati da un intervento chirurgico, tanto che si preferisce parlare dal punto di vista medico di uno stato di coma farmacologicamente indotto.
L’anestesia generale, al contrario di quella locale, ha molti più effetti collaterali e controindicazioni, anche se – negli ultimi anni – è diventata certamente più sicura.
Effetti collaterali
Gli anestetici generali sono conosciuti per avere alcuni effetti collaterali piuttosto comuni, spesso descritti dall’anestesista durante la visita anestesiologica a cui ci si sottopone prima dell’intervento.
La maggior parte degli effetti indesiderati si verifica immediatamente dopo l’operazione e ha durata estremamente limitata, tra cui:
- Nausea e vomito, che si verificano immediatamente e sono destinante a passare entro qualche ora, solo raramente possono durare fino a 24 ore; interessano circa un paziente su tre.
- Tremori e senso di freddo: interessano il 25% circa dei pazienti. In genere, i tremori durano dai 20 ai 30 minuti al massimo.
- Confusione e perdita di memoria, particolarmente comune nelle persone anziane o in soggetti con problemi di memoria pre-esistenti; si tratta in genere di un disturbo temporaneo, che tuttavia a volte può durare anche a lungo.
- Disturbi della vescica, con difficoltà a urinare (in alcuni contesti può essere necessario al temporaneo ricorso al catetere).
- Piccole infezioni toraciche: capitano soprattutto a pazienti che hanno subito un intervento chirurgico all’addome. I sintomi sono febbre e difficoltà respiratorie; la terapia prevede antibiotici.
- Vertigini, trattate in genere attraverso la somministrazione di fluidi.
- Lividi e dolore nella zona dell’ago cannula o dove siano stati iniettati altri farmaci, si tratta di fastidi con risoluzione spontanea senza necessità di trattamento.
- Dolore alla gola, a causa del tubo inserito in gola a supporto della respirazione; interessa quasi la metà dei pazienti.
- Danni alla bocca o ai denti, che si verificano in una piccola percentuale di pazienti, attraverso la presenza di piccoli tagli alle labbra (1 paziente su 20), alla lingua od ai denti (1 paziente su 4500), causati dal passaggio del tubo.
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Controindicazioni
Le controindicazioni sono legate ad eventuali stati patologici generali, scadimento delle condizioni del paziente ed età particolarmente avanzata del soggetto.
Pericoli
Nonostante gli enormi progressi in termini di sicurezza degli ultimi anni, il paziente è comunque esposto ad alcune complicazioni più o meno gravi associate all’utilizzo degli anestetici generali; si tratta di eventi rari, che si verificano in meno di 1 caso ogni 10.000.
Tra le complicazioni gravi ricordiamo:
- Anafilassi, ossia una grave reazione allergica che può diventare fatale.
- Una reazione ereditaria all’anestesia che causa difficoltà respiratorie.
- La possibilità di svegliarsi durante l’intervento (anestesia cosciente o risveglio intraoperatorio);
- Morte, che si verifica in meno di un caso su 100000.
- Ipertermia maligna.
È più probabile andare incontro a rischi maggiori in caso di:
- intervento di chirurgia maggiore,
- intervento condotto in regime di emergenza,
- paziente affetto da malattie croniche e/o gravi,
- pazienti fumatori,
- pazienti sovrappeso.
In quest’ottica è consigliabile smettere di fumare e consumare alcolici nelle settimane che precedono l’intervento, così da ridurre i rischi connessi. Può anche venire consigliato di perdere peso e, quando possibile, aumentare i livelli di attività fisica nelle settimane precedenti l’operazione chirurgica, in quanto ciò riduce anche il rischio connesso.
Ipertermia maligna
L’ipertermia maligna è una sindrome farmaco-genetica rara dei muscoli scheletrici, potenzialmente fatale e caratterizzata da un improvviso e rapido e pericoloso per la vita aumento della temperatura corporea e da rigidità muscolare, che si manifesta più frequentemente durante un’anestesia generale indotta con alotano e quando viene utilizzata come miorilassante la succinilcolina. L’ipertermia maligna è considerata una malattia “farmaco-genetica” perché i farmaci appena citati sono in grado di innescarla solo in individui predisposti geneticamente. Per approfondire, leggi:
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Lo Staff di Medicina OnLine
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La gengiva è un tessuto di tipo molle che circonda i denti e ricopre il processo alveolare.
Il grande nuotatore statunitense Michael Phelps nasce a Baltimora (Maryland, USA) il giorno 30 giugno 1985. E’ l’atleta più titolato nella storia delle Olimpiadi moderne: con 23 medaglie d’oro è l’olimpionico più vincente (davanti a Larisa Latynina, detentrice anche del precedente primato di podi, 18, Paavo Nurmi, Mark Spitz e Carl Lewis, che ne hanno vinte 9); agli ori si aggiungono tre medaglie d’argento e due di bronzo, per un totale di 28 podi. Delle 23 vittorie, 13 sono individuali (un record) e 10 in staffetta; dei 28 podi, 16 sono individuali (altro record, davanti ai 14 di Larisa Latynina). Conquistando otto ori a Pechino 2008 ha raggiunto il più alto numero di medaglie d’oro vinte da un atleta in una singola edizione dei Giochi olimpici, superando il primato di sette ori vinti da Mark Spitz a Monaco di Baviera 1972; quattro anni prima, ad Atene 2004, aveva mancato questo record fermandosi a sei ori e due bronzi.
Cardiopatia e cardiomiopatia sono termini simili, usati spesso come sinonimi, anche se in verità non lo sono affatto.
Il panettone è il dolce natalizio nato a Milano ma immancabile sulle tavole delle feste di tutta Italia. Oltre al suo impasto soffice e ricco, la particolarità del panettone è la sua forma a cupola che lo rende inconfondibile.











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L’alessitimia o alexitimia in psicologia e psichiatria è un disturbo che consiste in un deficit della consapevolezza emotiva, palesato dall’incapacità di mentalizzare, percepire, riconoscere e descrivere verbalmente i propri e gli altrui stati emotivi. Viene attualmente considerato anche come un possibile deficit della funzione riflessiva del Sé.