Con il termine “appendicite” (in inglese “appendicitis) ci si riferisce in campo medico all’infiammazione – acuta o cronica – dell’appendice vermiforme (anche chiamata appendice cecale o solo “appendice”) cioè quella formazione tubulare facente parte dell’intestino crasso (più precisamente il suo segmento prossimale, chiamato “cieco“). Con il termine “colite” (in inglese “colitis”), si intende – parimenti all’appendicite – una infiammazione, ma in questo caso ad essere colpito è il colon, ovvero una parte dell’intestino crasso, a tale proposito leggi anche: Differenza tra intestino tenue e crasso
Il termine “colite” dovrebbe essere limitato alle affezioni specifiche del colon, ma spesso viene usato in maniera generica, oppure per indicare condizioni nelle quali l’eziologia dell’infiammazione non è stata ancora determinata. I vari tipi di colite includono la colite ulcerosa (UC), quella di Crohn, l’ischemica, la colite infettiva, fulminante, chimica, microscopica, linfocitica e atipica.
Diffusione
L’appendicite è una delle cause, in tutto il mondo, più comuni e significativi di un forte e improvviso dolore addominale e – se complicata – può determinare la morte del paziente. La colite è più diffusa, ma non è causa di morte.
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Cause
L’appendicite è causata da un’ostruzione della cavità dell’appendice determinata quasi sempre da:
- calcificazione di feci;
- tessuto linfoide infiammato da una infezione virale,
- parassiti;
- calcoli biliari;
- neoplasie.
Tale ostruzione porta ad proliferazione batterica all’interno che è la causa diretta dell’infiammazione dell’appendice. Le coliti possono essere distinte in coliti primitive e coliti secondarie: nelle prime l’infiammazione si sviluppa nel colon, mentre le secondarie sono dovute a patologie che investono altri organi o apparati e successivamente raggiungono il colon. Le cause della colite non sono ancora ben precisate, molti ritengono che sia collegata a cause alimentari, altre volte questa patologia è strettamente connessa a stress psichici e/o (più raramente) fisici. Tra le cause di insorgenza o di aggravamento, va anche aggiunto un regime alimentare scorretto (scarsa idratazione e scarsa assunzione di fibre), le mestruazioni (l’intestino presenta una certa sensibilità legata alle modificazioni ormonali indotte dal ciclo mestruale), le alterazioni della flora batterica e le infestazioni da parassiti.
Sintomi
I sintomi più comuni dell’appendicite includono dolore addominale al quadrante inferiore destro, nausea, vomito e diminuzione dell’appetito. Tuttavia, circa il 40% dei casi non presenta questi sintomi tipici. Gravi complicazioni che possono accadere nel caso che si rompa l’appendice sono la peritonite e la sepsi. Alcuni sintomi della colite possono essere simili a quelli dell’appendicite, come per esempio dolore addominale, nausea, vomito e diminuzione dell’appetito. Altri segni e sintomi della colite sono:
- variazione di consistenza delle feci;
- alitosi;
- sensazione di bruciore in bocca o in gola;
- difficoltà nella deglutizione, a tale proposito leggi anche: Le 7 fasi della deglutizione (volontarie ed involontarie);
- senso di sazietà precoce;
- mal di stomaco, a tale proposito leggi anche: Acidità di stomaco e bruciore: tutti i farmaci antiacidi ;
- borborigmi intestinali;
- dolori all’ano e al perineo;
- urgenza di urinare;
- nicturia;
- cefalea;
- dolori muscolari e tendinei;
- stanchezza cronica;
- sonnolenza;
- vertigini;
- senso di occlusione della glottide;
- perdita di peso;
- ulcere della parete del colon che determinano sangue nelle feci e sanguinamento rettale;
- neuro-dermatite.
Diagnosi
La diagnosi di appendicite è in gran parte basata sui segni e sintomi del paziente associati a ecografia e tomografia computerizzata (TAC). Le stesse indagini diagnostiche con immagini sono utili per fare diagnosi di colite, associate a ricerca nelle feci di sangue e pus, sigmoidoscopia, colonscopia, colture delle feci, a tal proposito leggi anche: Esame e raccolta delle feci: come si fa nel modo corretto ed a che serve
Cure
Il trattamento tipico per l’appendicite acuta è la rimozione chirurgica della appendice, che può essere eseguita tramite un’incisione aperta nell’addome (laparotomia) o in laparoscopia.
Il trattamento tipico della colite è invece di tipo farmacologico palliativo e può includere la somministrazione di antibiotici e antinfiammatori non steroidei (FANS); steroidi come il prednisolone e il prednisone; uno o alcuni dei numerosi medicinali che alleviano l’infiammazione e il dolore (butilscopolamina). Alla chirurgia si ricorre soltanto quando il paziente soffre di infiammazioni permanenti, specialmente in caso di colite fulminante.
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Con il termine “appendicite” (in inglese “appendicitis) ci si riferisce in campo medico all’infiammazione – acuta o cronica – dell’appendice vermiforme (anche chiamata appendice cecale o solo “appendice”, in inglese “appendix“) cioè quella formazione tubulare facente parte dell’intestino crasso (più precisamente il suo segmento prossimale, chiamato “cieco“).
In questo precedente articolo:
La mastoidite è un’infezione batterica del mastoide, l’osso che si trova dietro il padiglione dell’orecchio costituito da spazi d’aria che aiutano a ventilare l’orecchio medio.
L’infiammazione, o flogosi, è un meccanismo di difesa non specifico innato, che costituisce una risposta protettiva, seguente all’azione dannosa di agenti fisici, chimici e biologici, il cui obiettivo finale è l’eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale, nonché l’avvio del processo riparativo. Queste modificazioni si manifestano attraverso cinque sintomi che interessano la zona infiammata: ipertermia, arrossamento, dolore, gonfiore e com
Sia empiema che ascesso sono raccolte di materiale purulento infetto, con polimorfonucleati e cellule in disfacimento, ma mentre nel caso dell’empiema la raccolta si localizza in una cavità preformata dell’organismo (come ad esempio pleura, pericardio e peritoneo), nel caso dell’ascesso il processo infiammatorio produce una neocavità (cioè una cavità di nuova formazione) in cui si raccoglie il materiale purulento (es. ascesso cerebrale, epatico…).
Con il termine granuloma si indica generalmente una lesione dovuta ad un’infiammazione cronica, che porta alla formazione di noduli. Bisogna, comunque, specificare che si tratta di formazioni di vario tipo, che rispondono anche a stimoli differenti, in certi casi anche infettivi e neoplastici. La caratteristica principale è costituita da un’intensa proliferazione di cellule. Abbiamo diverse tipologie di granuloma, da quello dentale a quello inguinale, dall’eosinofilo all’anulare, dall’ombelicale al tubercolare. Le cause sono variabili, come anche i sintomi cambiano in base al tipo a cui si far riferimento. Anche le cure differiscono in base al tipo di granuloma.
Con il termine “prostatite” (in inglese “prostatitis“) si intende l’infiammazione della prostata, ghiandola maschile che si trova sotto la vescica e annovera tra le sue funzioni la produzione di liquido seminale. Si stima che la prostatite colpisca fino al 14% della popolazione maschile, indipendentemente da età ed etnia.