L’uomo ai tempi di app e social: narcisista, egocentrico ed egoista

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SMARTPHONE SOCIAL TECNOLOGIA TABLET CELLULARE TELEFONINO TELEFONO (5)L’empatia aiuta a stare bene con gli altri e anche con se stessi, eppure ai tempi dei social media è una qualità sempre più rara: secondo uno studio condotto tempo fa dall’Università del Michigan, gli uomini di oggi sono egoisti, concentrati solo sul proprio benessere, e sono quasi due volte meno empatici rispetto ai loro genitori e ai loro nonni.

La Società dell’egocentrismo

Nicola Strizzolo, docente di sociologia presso l’Università degli Studi di Udine, sostiene che quando si svilupparono le grandi possibilità di navigazione della Rete, ciò che maggiormente aumentò fu la pornografia su scala mondiale. Tinder o social omologhi vengono utilizzati con gli stessi obiettivi o modalità. L’app Tinder è un “facilitatore” di incontri di persone vicine con le quali potrebbero esserci affinità di interessi. All’interno di una perimetro chilometrico scelto vengono ricercati gli utenti disponibili. L’utilizzo dello strumento avviene più intensamente dalle 17 alle 20, con una coda fino alle 22. Si gestiscono gli incontri serali ed eventualmente pomeridiani. Gli uomini sono in maggior numero delle donne e compongono messaggi più lunghi. Vi sono maggiori probabilità che gli uomini lo utilizzino per incontri di una notte sola. Le donne per chattare ed uguali tra i generi per guardare il profilo e conoscere un partner.

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Orgasmo femminile: una donna su 5 non lo ha mai provato in vita sua

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SESSO SEDERE GLUTEI BELLEZZA BELLA DONNA CORPO SEXYOrgasmo, almeno 1 donna su 5 non lo ha mai raggiunto nel corso ella propria vita. È quanto rivela il tabloid “The Sun”, che cerca di approfondire le ragioni del mancato orgasmo femminile, in attesa che possa giungere sul mercato la pillola rosa, cioè il Viagra destinato alle donne.

Farmaci e alcol

Perché il più intenso dei piaceri è così difficile da provare per molte donne? Le cause possono essere molteplici e possono variare da donna a donna. La rivista ha deciso di interpellare alcuni esperti in proposito, che hanno rivelato quale può essere la causa principale del mancato raggiungimento dell’orgasmo per le donne. Si tratta dell’assunzione di farmaci per il mal di testa e di medicinali antidepressivi. La colpa però non è da imputare unicamente alle cure farmacologiche. Anche l’alcol, spesso considerato come un aiuto indispensabile contro le inibizioni, può avere effetti negativi sul piacere femminile, in quanto l’assunzione di bevande alcoliche può trasformarsi, al contrario di ciò che si crede, in un freno per gli impulsi sessuali.

Stress, psicologia e incontinenza

Altra ragione da non sottovalutare è lo stress, spesso onnipresente nelle vite frenetiche di molte donne. Lo stress nelle donne tende infatti ad abbassare i livelli di eccitazione ed è in grado di impedire al cervello di recepire gli impulsi sessuali. Ci sono poi donne che faticano a lasciarsi andare e che non riescono a ricorrere alla fantasia per aiutarsi nel raggiungimento del piacere. Alcune di esse sono purtroppo vittime di blocchi psicologici veri e propri, che possono essere comparsi a seguito di un intervento chirurgico, di una malattia o di altri problemi di cui si è sofferto a livello fisico o emotivo. Anche problemi di incontinenza urinaria e ragioni di tipo religioso possono giungere a frenare il piacere. La situazione può essere affrontata provando a conoscere meglio il proprio corpo e le proprie emozioni e decidendo di contare sull’aiuto del partner, cercano di comunicargli quali sono le attenzioni verso il proprio corpo che riescono a provocare il maggior piacere.

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Pensare sempre al sesso è normale?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SESSO SEDERE GLUTEI BELLEZZA MARE COSTUME DA BAGNO ESTATE SPIAGGIA NUOTAREPensare sempre al sesso è normale? Succede non solo all’uomo, ma anche a tutti gli animali che si riproducono per via sessuale e la risposta è semplice: sì, se entro certi limiti. Nel genere umano sembra che siano soprattutto gli uomini ad essere maggiormente ossessionati dal sesso. Una ricerca pubblicata sulla rivista Nature ha spiegato alcuni meccanismi di base, sostenendo che nel maschio si attivano una serie di neuroni con il compito preciso di ricordare costantemente l’imperativo biologico della riproduzione. Questo meccanismo è addirittura dominante sugli impulsi che governano la fame. Qualche tempo fa una ricerca americana aveva calcolato una frequenza media di pensieri legati al sesso pari addirittura a 19 al giorno per i maschi e 10 al giorno per le femmine. Tutto ciò è il sistema che la natura ha istillato nell’essere umano per permettergli il mantenimento della specie. E’ importante però ricordare che, se il sesso diventa una vera e propria ossessione, può essere la spia di una dipendenza comportamentale sessuale, che è una vera e propria patologia psichiatrica.

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Usa bottiglia come giocattolo sessuale: pene amputato

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ALCOL ALCOLICO BERE ALCOLISMO BIRRA VINO SUPERALCOLICO ALCOLICI SPUMANTE CHAMPAGNE COCKTAIL BICCHIERE BOTTIGLIA PUB (2)Ad uno sfortunato uomo cinquantenne è stato amputato il pene dopo che esso era rimasto incastrato in una bottiglia che l’uomo stava usando come un giocattolo sessuale. È successo in Honduras. I medici dell’Hospital Escuela Universitario de Honduras sono dovuti intervenire su un uomo che aveva il pene ormai in necrosi.

L’urologo dottor Dennis Chirinos, che ha effettuato l’operazione, ha detto: “Si tratta di un paziente di 50 anni che, non avendo una fidanzata o una moglie, ha voluto alleviare la sua frustrazione sessuale. Così ha messo il suo pene in una bottiglia e questo ha causato la morte e la necrosi del pene. Quando è arrivato erano già passati quattro giorni e quindi abbiamo dovuto amputare il pene in quanto il suo tessuto era completamente necrotico.

Quando si mette il pene in una bottiglia si provoca un restringimento dei vasi sanguigni che porta ad ischemia e – se il pene non viene “liberato” – a necrosi del tessuto: nel giro di quattro ore si può perdere il pene. È sconsigliabile usare bottiglie come sex toy e molto importante è anche l’igiene intima per evitare spiacevoli infezioni. Gli uomini dovrebbero pulire il pene tre volte al giorno proprio per evitare infezioni”. Se proprio volete usare sex toys, meglio acquistarne di adatti all’uso e di buona qualità, evitando oggetti di uso quotidiano.

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Primo uomo con pene trapiantato diventa padre

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO OSPEDALE CHIRURGIA SALA OPERATORIA OPERAZIONE CHIRURGICAUn pene è stato prelevato da un cadavere nel dicembre del 2014 in Sudafrica, per essere poi impiantato a un ragazzo di 21 anni che – a causa di una infezione grave – aveva subito l’amputazione del proprio: era rimasto solo un moncone di circa 1 centimetro. L’operazione era stata eseguita da André Van Der Merwe, un chirurgo di Johannesburg che, ospite a Venezia del congresso nazionale della Società italiana di Urologia (SIU), ha illustrato le fasi del delicato intervento, durato nove ore. Oggi, dopo molti mesi dall’intervento, il giovane paziente è diventato padre, dopo aver messo incinta la propria compagna in modo del tutto naturale, usando il pene trapiantato.

Vincenzo Mirone, segretario della SIU, ha affermato: “La chirurgia ricostruttiva ha fatto un vero e proprio miracolo: il tessuto cavernoso umano responsabile dell’erezione è particolarmente delicato e complesso. Le tecniche usate da Van Der Merwe e i suoi colleghi dell’università di Stellenbosch in Sudafrica sono molto simili a quelle impiegate per il trapianto di faccia: la vera sfida, infatti, è riuscire a suturare vasi e nervi dal diametro inferiore ai 2 millimetri. Il paziente non ha ancora recuperato la sensibilità al 100 per cento, proprio perché i nervi sensoriali sono sottilissimi e si deteriorano molto velocemente, ma è possibile che entro due anni riesca a tornare ad avere anche una sensibilità normale. Intanto, in appena tre mesi ha recuperato una funzionalità urologica e sessuale che gli ha consentito di avere erezioni e rapporti sessuali pressoché normali: a dimostrazione della ritrovata qualità di vita e della riuscita dell’intervento, il paziente è diventato padre”

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La masturbazione compulsiva non è un vizio: è una tossicodipendenza

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MASTURBAZIONE COMPULSIVA TOSSICODIPENDENZA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio PeneUn concetto che ancora oggi molti ignorano, anche tra i miei stessi colleghi, è che la masturbazione compulsiva, quasi sempre legata alla dipendenza dal porno online, è una vera e propria tossicodipendenza dalla dopamina, cioè un neurotrasmettitore che viene rilasciato quando compiamo una attività piacevole e che trasmette al nostro corpo appunto piacere. Masturbarsi in maniera compulsiva diventa una tossicodipendenza nel momento in cui diventiamo dipendenti dal rilascio ripetuto giornaliero di dopamina. L’atto di masturbarsi è il mezzo (come la siringa per l’eroinomane o la sigaretta per il tabagista) attraverso il quale il nostro corpo ottiene la sua dose di dopamina (che corrisponde all’eroina per l’eroinomane o la nicotina per il tabagista). Dopo un certo periodo dall’ultima “dose” il nostro corpo comincia ad avvertire i sintomi dell’astinenza, così cercherà di riottenerla tramite una nuova masturbazione (o nuova eroina, o nicotina, continuando col paragone precedente). Tutto questo per sempre, in un circolo vizioso che può solo peggiorare se non viene interrotto.

Leggi anche: Mi masturbo una volta al giorno: soffro di masturbazione compulsiva o no?

Pensate che la masturbazione compulsiva NON sia una tossicodipendenza?

Purtroppo vi sbagliate. Attenzione però, sia ben chiaro che mi riferisco alla masturbazione compulsiva, cioè quella situazione di dipendenza dal sesso che costringe la persona a masturbarsi varie volte al giorno (quindi non parlo della masturbazione saltuaria, che invece è assolutamente sana). Vediamo per prima cosa: cos’è una tossicodipendenza? La tossicodipendenza è un insieme di comportamenti che si instaurano in un soggetto in seguito all’uso cronico e compulsivo di una sostanza (dopamina nel caso della masturbazione compulsiva). La dipendenza da sostanze è un vero e proprio disturbo cronico recidivante caratterizzato principalmente da questi cinque comportamenti:

  • compulsione alla ricerca e all’assunzione della sostanza.
  • perdita di controllo nel limitare l’assunzione della sostanza stessa.
  • aumento dell’assunzione della quantità di sostanza a causa dell’assuefazione.
  • comparsa di uno stato emozionale negativo (caratterizzato da disforia, irritabilità, ansia…) quando l’accesso alla sostanza è precluso.
  • messa in atto di comportamenti bizzarri (o, nel peggiore dei casi, illegali) per ottenere la sostanza.

Sono comportamenti tipici del cocainomane, dell’eroinomane, del tabagista. Non vi sembrano dei comportamenti familiari anche nel masturbatore compulsivo? Il masturbatore cerca compulsivamente di masturbarsi, nel tempo tende a masturbarsi sempre di più e con stimoli pornografici sempre nuovi e più estremi (a causa dell’assuefazione) ed è nervoso quando non può masturbarsi (perché è in un posto dove è vietato), inoltre – quando la dipendenza diventa cronica – si mette alla ricerca di dosi sempre maggiori di dopamina masturbandosi in modi illegali (ad esempio in pubblico): il fatto che l’azione sia illegale regala al masturbatore un extra di dopamina.

Il masturbarsi in modo compulsivo è una tossicodipendenza dalla dopamina ed internet è un posto in cui il dipendente ha dosi di sostanza illimitate e gratuite. Ma allora la masturbazione fa bene o fa male?
La risposta in questo articolo: La masturbazione fa bene o fa male?

Se pensi di essere un masturbatore compulsivo, ti consiglio di leggere questo mio articolo: Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi

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Niente sesso: siamo sposati, poi ho scoperto che mi tradiva

La mia non è una storia di sesso, ma una storia di non-sesso. Quello che da anni non faccio con mio marito. Quello che vorrei ricominciare a fare con mio marito: con lui l’intesa sessuale c’è sempre stata, da quando ci siamo sposati ormai 27 anni fa. Io ne avevo 22, lui – 8 anni più di me – è stato il mio primo amore. Nel giro di pochi anni ci siamo conosciuti, sposati e abbiamo fatto due figli. Il sesso? Bellissimo: non solo c’è sempre stata grande intesa ma eravamo entrambi molto aperti e senza tabù. Intesa che, con gli anni, ha iniziato a scemare. Io lo cercavo, lui diceva di essere stanco. Finché un giorno, una decina di anni fa, ho trovato il messaggio di una donna sul suo telefono.

L’amore? Una volta al mese

Non c’era nulla di compromettente, ma ho iniziato a farmi qualche domanda quando, alla mia richiesta di spiegazioni, lui ha fatto finta di nulla. A quel punto le cose fra noi hanno iniziato a ad andare sempre peggio, ci siamo allontanati. Però non sono il tipo da far finta di nulla: dopo un po’ ho deciso di parlargliene e ho sollevato il problema, sentendomi rispondere che pretendevo troppo. Facevamo l’amore una volta al mese, secondo lui per una coppia sposata da tanto era già una buona media e poi, diceva, era stanco per via dei continui spostamenti sul lavoro. Io insistevo che dovevamo ritornare alle scintille di prima, lui diceva che esageravo, che il sesso non era poi così importante.

Le mail dell’altra

Con me, di certo. Con l’altra, invece, il sesso era importante sì. Un giorno, per caso, ho scoperto sul suo pc uno scambio di mail con una donna. Mail molto esplicite – sia lei che lui si raccontavano le cose che avevano fatto a letto insieme. Parlavano di momenti di passione ma anche di trasgressione, come una volta in cui lui aveva fatto da guardone mentre lei aveva un rapporto con un altro. Mi sono infuriata, gli ho messo davanti le email e lui non ha potuto negare, anche se in un primo momento ci ha provato. Non ero arrabbiata solo per il tradimento, ma per il fatto che in quelle mail avevo riscoperto un lato di lui che conoscevo bene: l’uomo aperto, curioso, senza tabù nel sesso. L’uomo con cui avevo passato momenti bellissimi a letto. L’uomo con cui avrei volentieri sperimentato le cose che invece lui aveva condiviso con la sua amante. Sesso anale, per esempio. Ma anche sesso a tre, perché no.

E adesso, il vuoto

Gliel’ho detto: gli ho chiesto di fare le stesse cose con me, di ricominciare la nostra vita, anche e soprattutto sessuale, da zero. Cosa mi ha risposto? Che mi ama, che io sono la sua compagna di vita e la mamma dei suoi figli, che «queste cose» con me non riesce a farle. Da quella discussione sono passati anni: viviamo ancora insieme ma non abbiamo più rapporti. Io non faccio sesso da anni (né con lui né con altri: non l’ho mai tradito) e con il tempo ho anche smesso di masturbarmi: lo faccio solo raramente, è come se mi fossi «ibernata». Ho provato a comprarmi un vibratore per vedere se riuscivo a risvegliarmi da questo torpore ma non mi ha convinto, e quindi è rimasto nel cassetto. Non so come finirà la nostra storia. Non so se questa situazione, per noi, sia superabile.

Maria, 49 anni

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I vantaggi del non masturbarsi: le rivelazioni di un ex masturbatore cronico

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma VANTAGGI NON MASTURBARSI MASTURBATORE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaLa castità non è una novità per il sottoscritto: molte volte, all’interno di una relazione, mi è capitato che – per vari motivi legati a me o all’altra persona -l’astinenza fosse inevitabile. Ma una volta in particolare me la ricordo chiaramente perché l’astinenza dall’eiaculare durò molto più del solito, cioè tre settimane in cui non ho fatto sesso né mi sono masturbato, in pratica, niente orgasmi ­per 21 giorni. Ero solito masturbarmi almeno una o due volte ogni giorno della mia esistenza e queste tre settimane di astinenza mi hanno cambiato la vita: sul lavoro ero concentrato, tenevo in ordine la casa, e sono riuscito a portare a termine progetti personali che avevo rimandato all’infinito.

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Sono sicuro che ti ritroverai nelle mie prossime parole

Diciamo la verità da uomo a uomo: se possiamo noi uomini non smettiamo mai di masturbarci, a nessuna età, neanche dopo che ci siamo sposati, specialmente quando ci sentiamo meno attratti dalla nostra partner (dopo tanti anni insieme) ed internet ci ha messo a disposizione gratis una quantità di “materiale” enorme: ormai basta uno smartphone con uno schermo abbastanza grande ed il gioco è rapidamente fatto: “fai sesso” con la tua pornostar preferita dove, quando e per quanto tempo vuoi. In teoria non ci sarebbe nulla di male, ma il problema è che il confine tra il masturbarsi ogni tanto ed il masturbarsi in modo compulsivo è veramente sottile. Il problema è che questo confine lo hai superato in maniera così graduale, che non ti sei mai reso conto di soffrire di masturbazione compulsiva. Lo hai tenuto nascosto alla tua partner ed al tuo medico; ci hai scherzato su coi tuoi amici maschi; hai sottovalutato il problema, ritenendo questo tipo di masturbazione assolutamente naturale. Hai trovato poche informazioni sul web perché l’autoerotismo compulsivo è ancora un argomento tabù in un paese bigotto come l’Italia. In questo modo il tuo disturbo è peggiorato e masturbarti varie volte al giorno è diventata la tua “normale” quotidianità, rubando tempo ed energie alla tua famiglia, al tuo lavoro, alla tua vita. Qualche volta hai provato a smettere, ma ci sei “ricascato” esattamente come un tossicodipendente (te lo dico subito: sei drogato di dopamina, il neurotrasmettitore che ti fa provare piacere durante l’orgasmo, la masturbazione compulsiva non è un vizio: è una tossicodipendenza). Non hai idea di quanto evitare la masturbazione compulsiva possa portare vantaggi sia alla salute del tuo corpo che della tua mente.

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Secondo la mia esperienza, astenersi per un tempo anche limitato – pochi giorni – può fare molto bene al corpo, alla mente e all’anima. Ovviamente masturbarsi ogni tanto fa altrettanto bene, ed è una pratica incoraggiata anche dagli studiosi. Per esempio Jim Pfaus, professore di neuroscienze alla Concordia University di Montreal, ci ricorda che:

La masturbazione riduce lo stress, ed è dimostrato che fare sesso o masturbarsi può abbassare il battito cardiaco per 12 ore e ridurre il rischio di cancro alla prostata. In più, ci permette di migliorare le nostre vite ed i nostri ritmi sessuali; se pianificata ci aiuta ad esempio quando soffriamo di eiaculazione precoce. Masturbandoci ci concentriamo sugli stimoli erotici o pornografici a cui siano esposti. Questo amplia le nostre fantasie sessuali, e di conseguenza è un arricchimento dei nostri processi creativi.

Perciò è importante continuare a masturbarsi saltuariamente, ma anche astenersi per qualche tempo ha enormi benefici. Benefici che, con l’aiuto del professor Pfaus, voglio condividere con voi, per spingervi a provare l’astinenza dalla masturbazione.

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SEI SEMPRE TU, MA SEI PIÙ PRODUTTIVO

Nelle tre settimane di astinenza ho scritto 20 articoli, costruito un letto, iniziato a lavorare a un libro e mangiato molta insalata, proprio come ogni adulto funzionale che teme le malattie cardiovascolari. Appena ho ricominciato a masturbarmi tutta quella produttività è calata, come se col mio sperma se ne fosse andato anche tutto il mio potenziale. Non sono un esperto, ma ho immaginato che ci fosse una spiegazione scientifica; dato che il liquido seminale contiene testosterone, se ti tieni dentro quel testosterone finirai per essere più reattivo, giusto? Più o meno. Mi spiega il professor Pfaus che:

Trattenere il liquido seminale non fa sì che i suoi componenti ‘ritornino’ nel sangue, però, se il liquido seminale resta nel tuo corpo, significa che non stai facendo sesso né ti stai masturbando, e che perciò devi essere più pronto e vigile nel caso si presenti l’occasione. Penso che questa sia l’energia di cui si parla nel sesso tantrico. Imparando a mantenere un’erezione senza eiaculare fa sì che l’organismo scaturisca in un piacere finale più intenso. È vero per noi come è vero per i ratti. Questo aumento di ‘energia’ è un fattore psicologico e non solo fisico.

Questa è la mia esperienza personale con l’aumento di energia. Dopo essermi impostato in modalità “no alla masturbazione”, ho scoperto che avevo bisogno di tenere la mente occupata. E cosa c’è di meglio che provare a montare un letto o dedicarsi a qualche hobby? Evitando la masturbazione, il tempo a mia disposizione per fare qualunque cosa era improvvisamente aumentato, così come la mia energia e voglia di fare.

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NON VUOI PIANGERE APPENA TI SVEGLI

Da giovane mi svegliavo ed il mondo mi sembrava un luogo meraviglioso e pieno di opportunità. Ora che sono un uomo adulto, ogni mattina porta con sé mal di schiena, decine di e­mail da leggere ancora prima di essermi lavato i denti e qualcuno che ci mette millenni per ritirare dei soldi al bancomat proprio quando vai di fretta e c’è traffico perché piove. Durante le tre settimane di astinenza, per qualche ragione, ogni mattina era sempre meno brutta della precedente, pioggia o non pioggia. Non masturbarmi mi dava una sensazione di leggerezza, come una sensazione di pulizia. Dice il professor Pfaus:

Alcuni uomini provano un forte sentimento di colpa legato alla masturbazione, altri cercano di raggiungere l’orgasmo diverse volte al giorno, in maniera ossessiva-compulsiva. Alcuni uomini soffrono di entrambi i problemi. Questo meccanismo ossessivo-compulsivo li porta a masturbarsi frequentemente, troppo frequentemente, perché alla fine non solo diventano dipendenti dalla dopamina a livello fisico, ma creano anche a livello psicologico un rapporto di rifiuto verso il loro pene e il meccanismo di eiaculazione.

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Nel masturbatore cronico ogni momento è buono per masturbarsi, sia a casa che fuori casa. Qualsiasi cosa tu stia facendo, basta un minimo stimolo (a volte neanche quello!) affinché il tuo pene “prenda il controllo della situazione”. E’ come se tu perdessi la capacità di controllarlo. Fondamentalmente, non riuscire a controllare il tuo pene, o pensare di non poterlo fare, è un’esperienza abbastanza miserabile che va ad aumentare l’ansia che è proprio alla base della masturbazione cronica, in una sorta di circolo vizioso che aumenta sempre più. La parte di te che ti rende più maschio col tempo diventa paradossalmente quella che ti priva della virilità. Combattere per riacquistare il controllo sul tuo pene può farti uscire da quel mondo in cui sei sempre all’erta per poter rubare qualche minuto per masturbarti. E, oggettivamente, può essere un gran bene.

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UN’EREZIONE COSTANTE

Questo effetto non bisogna neanche spiegarlo: più che un aspetto positivo è una reazione fisica. Non masturbarsi può farti sentire all’erta, pulito, e pronto a capovolgere la tua vita. Tuttavia ti ritroverai ad avere erezioni in qualsiasi momento, perfino quando sei al telefono con tuo padre o quando vai al supermercato a comprare il pane. Come ci spiega il professor Pfaus:

L’erezione, sia per gli uomini che per le donne, richiede l’azione del sistema nervoso simpatico e di quello parasimpatico. Innanzitutto il cuore deve pompare più sangue nei tessuti. Poi, una volta che il sangue irrora la spongiosa—il tessuto spugnoso posizionato nella parte cavernosa di pene e clitoride, vicino alle labbra e in altri tessuti erettili—il sistema nervoso parasimpatico prende il sopravvento, facendo in modo che il sangue rimanga nelle zone genitali. C’è un meccanismo spinale nella zona lombare inferiore che serve a passare dal sistema parasimpatico a quello simpatico, che di conseguenza attiva l’orgasmo (e nell’uomo l’eiaculazione). Mentre hai un’erezione, questo meccanismo è inibito (tra le altre cose) da una diminuzione della serotonina. Quindi, se ti masturbi di frequente, finisci per essere in uno stato refrattario, che attiva il meccanismo di diminuzione di serotonina, ma che ora diminuisce o inibisce il sangue che fluisce nei genitali, perché mantiene il tono parasimpatico (che genera una contrazione dei vasi sanguigni). Perciò se ti rilassi per un po’, dalle 24 alle 48 ore, diciamo, noterai che l’erezione successiva sarà maggiore. Comunque ognuno è fatto a modo suo, per cui una situazione ottimale per una persona può rappresentare una disfunzione per un’altra. Bisogna prendere caso per caso.

Quindi se volete darvi all’astinenza, cercate di capire quanto tempo è indicato per voi. E se volete provare a resistere per un po’, ma non volete che la gente vi fissi in metropolitana, dovete stabilire un tempo di astinenza ragionevole.

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POTRESTI ACCUMULARE UN PO’ DI FRUSTRAZIONE

Questa è la parte più fastidiosa e imbarazzante dell’astinenza. E non è decisamente un lato positivo. Privati di un qualsiasi svago sessuale per più di 48 ore, quasi tutti gli uomini che conosco farebbero precipitare la scala evolutiva trasformandosi in esseri simili a scimmie. E non c’è niente di peggio che essere degli stupidi scimmioni. La distrazione offerta dal lavoro e gli hobby è utile, e se riesci a mantenerla magari hai anche probabilità di cavartela. Ma è assolutamente sensato che l’assenza di masturbazione faccia impennare i propri desideri sessuali. Di conseguenza, almeno secondo la mia esperienza, la castità è qualcosa che – paradossalmente – si gode appieno con un partner. Se lo fai da solo, sia per scopi sadici che a mo’ di sfida personale, ed improvvisamente ti rendi conto di essere in mezzo a una stanza e di aver fissato la stessa persona per più tempo del necessario, allora ti consiglio di fermarti.

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema. 

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Traduzione ed adattamento:
Dott. Emilio Alessio Loiacono
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