Il diabetico può mangiare la marmellata o il miele?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma USI MIELE BELLEZZA PELLE CAPELLI Dimagrire Legge 104 Avvocato Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata PeneI pazienti con diabete mellito devono evitare sia miele che marmellate, anche senza zuccheri aggiunti, per mantenere costante la propria glicemia. Possono essere assunte piccole quantità di tali alimenti solo dopo parere positivo da parte del proprio medico curante.

Importante: in caso di dubbio, il paziente diabetico può – sotto controllo medico – monitorare la propria risposta glicemica all’assunzione di certi alimenti, annotando i valori su un taccuino e raffrontando le relative glicemie.

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Diabete e dolci di Pasqua: il diabetico può mangiare la colomba?

Colomba pasqualeLa colomba, tipico dolce pasquale, possiede circa da 350 a 380 calorie ogni 100 grammi di prodotto; per quanto riguarda i carboidrati si aggirano intorno ai 55 grammi, mentre i grassi sono 12 grammi e le proteine 3 grammi. Questi valori possono variare molto in base alla marca ed alla eventuale farcitura aggiuntiva.

La colomba è un alimento sconsigliato al diabetico, tuttavia può essere saltuariamente assunto dal paziente, in dosi moderate, preferibilmente lontano dai pasti principali e dopo parere positivo del medico. Sarebbe comunque preferibile sostituirlo con altri dolci meno calorici e con meno carboidrati.

Il problema vero della colomba è che spesso viene servito in tavola alla fine dei pasti pasquali che già da soli non sono ipercalorici e ricchi di carboidrati e vanno così ad aggiungersi a un menu già fin troppo abbondante. Per evitare un eccessivo apporto calorico e di carboidrati, un trucco potrebbe essere quello di ridurre le calorie durante la cena, diminuendo le porzioni ad esempio di pasta. Altro trucco è – se prevedete un pranzo abbondante – quello di limitare le calorie a cena o, comunque, nei giorni precedenti e successivi al periodo pasquale. Altro trucco è, ovviamente, quello di limitare le porzioni e di aumentare l’attività fisica prima, durante e dopo le feste.

Importante: in caso di dubbio, il paziente diabetico può – sotto controllo medico – monitorare la propria risposta glicemica all’assunzione di certi alimenti, annotando i valori su un taccuino e raffrontando le relative glicemie.

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Stappare le orecchie da acqua, cerume, catarro e pressione con rimedi casalinghi

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Le orecchie devono essere pulite regolarmente per evitare infezioni o diminuzioni dell’udito causate da un eccessivo accumulo di cerume, il cosiddetto tappo. Il cerume non è l’unico elemento che può infastidire il nostro padiglione uditivo: acqua, catarro, altitudini e cambiamenti repentini di pressione possono otturare le orecchie. Nella presente guida spiegheremo come stappare le orecchie dal cerume, dall’acqua, dal catarro e dagli altri elementi di fastidio; inoltre vedremo come mantenere una corretta igiene del padiglione uditivo.

Come pulire l’interno delle orecchie

C’è un vecchio detto medico che suggerisce di non infilare niente nel foro delle orecchie. Questo è vero solo a metà perché con un po’ di cautela o con appositi prodotti, è possibile pulire sia in profondità che intorno all’orecchio. Inserire nell’orecchio oggetti non adeguati significa irritare il canale uditivo, causare infezione o addirittura perforare il timpano. Pulire correttamente le orecchie può essere una procedura che se rientra nella vostra routine, non genererà alcun fastidio e soprattutto non vi costringerà a dover stappare le orecchie.

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Come stappare le orecchie dal cerume

Una cattiva igiene protratta nel tempo causa la formazione del cosiddetto tappo di cerume. Per stappare le orecchie da quel fastidioso cerume, in farmacia sono disponibili appositi prodotti; solitamente si tratta di confezioni spray o siringhe. Vi sono anche dei liquidi che vanno mescolati all’acqua ossigenata.

Se acquistate uno spray, vi basterà avvicinarlo al foro dell’orecchio e applicare pressione sull’apposito pulsante, idem per le siringhe pronte all’uso. Le siringhe anti cerume sono molto pratiche da usare: si caricano con soluzioni di acqua e acqua ossigenata o soluzioni saline. Tranquilli si tratta di siringhe prive di ago e munite di un beccuccio particolare adatto a entrare nella cavità dell’orecchio. Questi prodotti si possono comprare in farmacia.

Per stappare le orecchie in modo del tutto autonomo, senza ricorrere all’utilizzo di appositi prodotti, è possibile utilizzare della semplice acqua ossigenata concentrata al 3 o 4%. L’acqua ossigenata non manca in nessuna casa. In alternativa potete usare una semplice soluzione salina (per esempio, una soluzione salina fisiologica concentrata allo 0,9%). Per immettere la soluzione nell’orecchio, anche in questo caso potete farvi aiutare da una siringa priva di ago o dal classico pulitore a pressione. Riempite la siringa con il liquido, inclinate il capo all’indietro e di lato rivolgendo l’orecchio verso l’alto. Inserite con cautela l’estremità della siringa nell’orecchio e spruzzare qualche goccia. A questo punto, poggiate un batuffolo di cotone sull’orecchio in modo da consentire al liquido di defluire. Non spingete il batuffolo nell’orecchio.

Per una formazione eccessiva di cerume, potrebbe essere necessario ripetere la procedura anche due volte al giorno per quattro o cinque giorni, fino a rimuovere l’intero tappo. Notare bene, se non vi è alcun tappo di cerume, la tecnica con il perossido di idrogeno (acqua ossigenata), non deve essere utilizzata più di due volte a settimana perché l’acqua ossigenata potrebbe seccare il canale uditivo. Il perossido di idrogeno non va usato se si ha un timpano perforato. Per mantenere una corretta igiene delle orecchie, molti otorinolaringoiatri, sconsigliano l’utilizzo di cotton fioc. Piuttosto promuovono l’utilizzo dell’estremità di un panno umido per l’avare la parte più esterna della cavità dell’orecchio. In ogni caso, spesso basta sciacquare le orecchie durante la doccia.

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Come stappare le orecchie dall’acqua

L’acqua nelle orecchie può essere molto fastidiosa ma ci sono alcuni rimedi che possiamo attuare per sbarazzarcene. La prima ovvietà da provare è inclinare il capo da un lato e lasciare agire la forza di gravità che dovrebbe far fluire via l’acqua. Inclinate il capo da un lato e, assicurandovi che l’orecchio sia parallelo al pavimento, esercitate pressione con la mano, per qualche secondo, sul dotto uditivo. Rilasciate e consentite all’acqua di uscire. Sbadigliare e masticare sono due rimedi utili sia all’acqua nelle orecchie sia se percepite le “orecchie otturate dalla pressione“. Quando masticate e quando sbadigliate muovete mascella e mandibola che vanno ad agire direttamente sull’orecchio medio consentendone la decongestione. Altro rimedio casalingo per stappare le orecchie dall’acqua consiste nello stendersi sul fianco per una decina di minuti. Per stappare le orecchie dall’acqua vedi l’esercizio del paragrafo successivo dedicato alle variazioni di pressione.

Come stappare le orecchie otturate dalla pressione

Dopo un tuffo in mare possiamo percepire la sensazione delle orecchie otturate. Per risolvere questo fastidio, un sub vi consiglierebbe di “compensare la variazione di pressione”, in che modo? Dovreste otturarvi il naso con le dita e spingere l’aria come se volesse farla uscire dalle orecchie. Se il fastidio non si toglie, vuol dire che all’interno del dotto uditivo è penetrata dell’acqua. In tal caso vi consigliamo il seguente esercizio.
L’esercizio andrà fatto con il braccio presente sullo stesso lato dell’orecchio otturato: contraete il braccio e fate dei movimenti di contrazione tendendo il braccio all’infuori.

Come stappare le orecchie dal catarro

In questo caso, per liberare le orecchie bisognerà curare il raffreddore. Curando l’influenza tutti i sintomi a essa connessi scompariranno. Per favorire il benessere delle orecchie e far regredire il sintomo potete seguire questi accorgimenti:

  • Bevete molti liquidi caldi (latte caldo, tè caldo, camomilla, brodo…)
  • Fate il pieno di vitamina C e ferro.
  • Evitate gli sbalzi termici che possono far aumentare la produzione di muco.
  • Decongestionate il naso con soluzione saline o con rimedi naturali (acqua, sale diluito allo 0,9% e olio essenziale di eucalipto).
  • Olio essenziale di eucalipto per stappare le orecchie.

L’olio essenziale di eucalipto ha proprietà decongestionanti: è perfetto da aggiungere alle soluzioni acquose o saline impiegate nelle siringhe o negli applicatori a pressione. I principi attivi dell’olio essenziale di eucalipto svolgono una potente azione mucolitica, espettorante e decongestionante, sono accompagnati dai monoterpeni, sostanze ad azione antispasmodica e balsamica. Grazie a queste proprietà l’olio essenziale di eucalipto è molto utile in caso di affezioni delle vie respiratorie, di naso congestionato o orecchie otturate. Per maggiori informazioni su questo rimedio naturale vi rimandiamo alla pagina dedicata alle proprietà dell’Olio essenziale di eucalipto. Se nessuno di questi rimedi per stappare le orecchie funziona, non esistate a rivolgervi a un otorino.

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Differenza tra anestesia generale e sonno

MEDICINA ONLINE SURGERY SURGEON RECOVERY TAGLIO ANESTESIA GENERALE REGIONALE LOCALE EPIDURALE SPINALE SNC BISTURI PUNTI SUTURA COSCIENTE PROFONDA MINIMA ANSIOLISI ANESTHETIC AWARENESS WALLPAPER PICS PHOTO HD HI RES PICTURESCon “anestesia generale” o “anestesia totale” si intende un trattamento medico farmacologico che consente al paziente sottoposto ad intervento od operazione chirurgica di dormire durante le procedure mediche, in modo da non sentire alcun dolore, non muoversi e di non ricordare quanto accade.

Il sonno che viene indotto dall’anestesia generale è tuttavia ben diverso dal normale sonno, per vari motivi:

  • il cervello anestetizzato non conserva ricordi, mentre un soggetto addormentato può, in certe situazioni, ricordare un evento accaduto attorno a lui mentre dormiva;
  • il cervello anestetizzato non risponde ai segnali del dolore, mentre un soggetto che dorme può essere facilmente svegliato da stimoli dolorosi;
  • il cervello anestetizzato non risponde a segnali uditivi anche intensi, mentre un soggetto che dorme può essere facilmente svegliato da suoni anche lievi, specie se inusuali nell’ambiente in cui riposa;
  • il soggetto sotto anestesia generale è incosciente, al contrario di chi semplicemente dorme che conserva parte della coscienza;
  • il soggetto sotto anestesia generale è incapace di respirare in maniera autonoma, al contrario di chi semplicemente dorme.

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Anllela Sagra: la splendida fitness model colombiana [FOTO]

Famosa ormai da cinque anni sui social, Anllela Sagra ha iniziato come modella, poi ha incontrato un istruttore in palestra che le ha cambiato la vita trasformandola nella fitness model che è adesso e rendendola popolare in tutto il mondo. Seguitissima perché ha un fisico scolpito e perfetto, ecco oggi alcune sue foto:

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Paure fisiologiche e patologiche nei bambini

MEDICINA ONLINE SHINING KID SCARED CERVELLO TELENCEFALO MEMORIA EMOZIONI CARATTERE ORMONI EPILESSIA STRESS RABBIA IRA PAURA FOBIA SONNAMBULO ATTACCHI PANICO ANSIA VERTIGINE LIPOTIMIA IPOCos’è la paura?

La paura è un’emozione primaria, comune sia al genere umano sia al genere animale. Il Galimberti così la definisce:

“Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza, disponendolo, anche se in modo non specifico, all’apprestamento delle difese che si traducono solitamente in atteggiamenti di lotta e fuga”.

Nelle paure c’è quindi la sensazione che qualcosa minacci la nostra esistenza o la nostra integrità biologica o quella delle persone a noi più vicine.

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Le paure nei bambini

Le paure sono più frequenti durante l’infanzia, giacché il bambino si trova a vivere in un mondo che ancora non conosce. Inoltre nei piccoli è presente maggiore emotività e insicurezza anche perché non sempre riescono a distinguere le paure che provengono dal mondo esterno (paure vere o oggettive), da quelle che nascono dal loro mondo interiore (paure false o soggettive). Per tale motivo è bene distinguere le paure fisiologiche da quelle patologiche.

Le paure fisiologiche

Sono presenti nella maggior parte dei bambini di una determinata età, non sono numerose e gravi, scompaiono facilmente con l’età e non sono associate ad altri segnali di sofferenza del bambino. Queste paure raggiungono il massimo della frequenza verso i tre anni e poi, gradualmente, man mano che la realtà si precisa e migliora la maturità del bambino, diminuiscono.

Le paure patologiche

Queste paure al contrario si riconoscono poiché non sono tipiche per l’età o per una determinata fase evolutiva del bambino, sono numerose, si prolungano nel tempo, limitano la vita personale e sociale del bambino e sono spesso associate ad altri sintomi di sofferenza: come i disturbi del sonno, dell’alimentazione, della comunicazione, della socialità, del comportamento, dell’autonomia e così via. Pertanto troviamo paure nei bambini iperattivi come in quelli inibiti, nei bambini aggressivi ma anche nei piccoli che soffrono di depressione.

Pur non essendo sempre facile distinguere le una dalle altre, è importante riuscire a farlo, poiché le paure fisiologiche non richiedono un particolare trattamento, mentre quelle patologiche richiedono la giusta attenzione da parte dei genitori e degli operatori, giacché sono dei segnali che indicano un disagio o disturbo, più o meno grave, del quale soffre il bambino.

Tutte le paure si accentuano quando il bambino è solo o non è vicino alle normali figure di attaccamento, diminuiscono o scompaiono quando il bambino ha la possibilità di avere accanto i suoi genitori, soprattutto la madre o qualche familiare.

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Le fobie del bambino

Per De Ajuriaguerra J. e Marcelli D.:

“La fobia si costituisce allorché la paura invade l’Io del bambino e ostacola le sue capacità adattative ed evolutive”.

Anche nei bambini le paure comportano lo stimolo ad allontanarsi o allontanare l’oggetto spiacevole che genera questa emozione. Ad esempio la paura del buio stimolerà il bambino a volere una lucetta sempre accesa nella sua stanza per scacciare la paura.

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Di cosa sono fatti i denti?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZE DENTI DA LATTE DECIDUI PERMANENTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari AnoI denti sono formati da dentina (o avorio), un particolare tipo di tessuto osseo giallognolo molto resistente. Essa ha la funzione di proteggere la polpa dalle variazioni di temperatura e dalle sollecitazioni meccaniche. Non a caso, i denti sono gli organi più mineralizzati dell’organismo umano. La dentina è un materiale poroso composto:

  • per il 65% di materiale inorganico;
  • per il 22% di materiale organico;
  • per il 13% di acqua.

Nella corona (la parte sporgente e visibile del dente) la dentina è rivestita da uno strato di smalto, un particolare tessuto epiteliale di colore bianco molto resistente e mineralizzato che ha il compito di proteggere il dente dalle aggressioni esterne. La dentina è più tenera dello smalto: una volta esposto vi si creano facilmente delle cavità.
A livello del colletto e delle radice la dentina è rivestita da un altro tipo di tessuto osseo, detto cemento, che la ancora alla sua sede.

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Cavità pulpale
Nella dentina è presente una piccola cavità (cavità pulpale) che contiene la polpa del dente particolarmente ricca di vasi sanguigni e di terminazioni nervose (nervo trigemino). Essa si continua in un canalicolo che percorre ciascuna delle radici (canale radicale) per poi sboccare nell’alveolo con un piccolo foro, attraverso al quale penetrano nel dente vasi sanguigni e nervi. Al suo interno sono contenute cellule particolari, gli odontoplasti, che hanno la funzione di produrre la dentina necessaria ai processi di rinnovamento.
La sensibilità del dente è dovuta proprio alla presenza delle terminazioni nervose all’interno della polpa dentaria. Ciascun dente possiede una sensibilità tattile, termica e dolorifica.

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