Contenitori in plastica per il cibo e rischio diabete: studio su mamme e bimbi

MEDICINA ONLINE DIABETE INSULINA CONTENITORI IN PLASTICA CIBO RISCHIO INTERFERENTI ENDOCRINI ORMONI.jpgSi chiamano interferenti endocrini, agiscono come ormoni ‘assunti’ dall’esterno e potrebbero nascondersi un po’ ovunque: innanzitutto nella plastica, ma anche in detersivi, detergenti e cosmetici, in alcuni giocattoli e lattine, addirittura in qualche formulazione farmaceutica e nella carta termica degli scontrini o dei biglietti di treno e metropolitana. Perfino nei soldi, dentro le banconote. Ftalati e bisfenolo A sono da tempo sotto la lente della scienza per i loro possibili effetti sulla salute: dalla pubertà precoce all’obesità nei bimbi, dal diabete di tipo 2 alle malattie cardiovascolari negli adulti.

Se ne parla anche al 26esimo Congresso della Società italiana di diabetologia (Sid) in corso a Rimini, mentre si attendono per fine 2017 i primi risultati nazionali sull’esposizione ambientale a queste sostanze lungo lo Stivale, al centro dello studio ‘Life-Persuaded’ su oltre 2 mila mamme e bambini condotto sotto l’egida dell’Istituto superiore di sanità. Partner della ricerca l’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e l’Associazione culturale pediatri (Acp).

Il tema degli interferenti endocrini è protagonista al meeting romagnolo perché il timore è che ftalati e bisfenolo A possano accendere la ‘miccia’ del diabete. Come? “Innanzitutto – spiega all’AdnKronos Salute Amalia Gastaldelli, responsabile del Laboratorio sul rischio cardiometabolico dell’Ifc-Cnr – si legano ai recettori Ppar-gamma che promuovono l’adipogenesi e si associano a un’infiammazione del tessuto adiposo, fattori di rischio per malattie metaboliche come obesità e diabete. Inoltre, a livello epatico possono promuovere l’accumulo di trigliceridi determinando una condizione di fegato grasso, altro fattore di rischio per il diabete che a sua volta lo è per la steatosi epatica. Infine c’è l’azione sul pancreas, dove gli interferenti endocrini possono stimolare la produzione di insulina causando iperinsulinemia, e quindi una situazione di insulino-resistenza” ‘anticamera’ del diabete. (segue)

Ftalati e bisfenolo A eventualmente ‘assorbiti’ dall’ambiente attraverso gli oggetti che ci circondano e utilizziamo ogni giorno possono avere “azioni differenti a seconda della sostanza analizzata, e diverse nei vari tessuti del corpo – precisa Gastaldelli – In linea generale, però, gli interferenti endocrini sono sostanze che si mimetizzano da ormoni”, e così ‘travestite’ si legano ai recettori ormonali presenti sulle cellule. A volte agiscono da agonisti”, cioè stimolano i meccanismi regolati dal recettore che ‘agganciano’, “altre volte da antagonisti” che inibiscono questi stessi meccanismi.

“Fra i bersagli preferiti degli interferenti endocrini ci sono i recettori degli estrogeni – sottolinea l’esperta – ed è la ragione per cui queste sostanze vengono spesso correlate a possibili effetti sullo sviluppo sessuale”. Osservati speciali per cercare di spiegare ad esempio i casi precoci di menarca (inizio delle mestruazioni) o telarca (crescita del seno), sempre più frequenti.

Gli esperti ritengono importante promuovere stili di vita consapevoli fra i cittadini, ma invitano anche alla cautela: “Viviamo nella plastica, che è diventata indispensabile e non va demonizzata – puntualizza la ricercatrice – La plastica è comoda, pesa poco, conserva bene i cibi e altri prodotti di uso comune, e il dato positivo è che il mondo dell’industria è ormai sensibilizzato sulle possibili insidie di certe sostanze per l’organismo. Tuttavia è giusto sapere che esistono plastiche ‘buone’ e plastiche ‘cattive’, plastiche con il ‘bollino verde’ o con quello rosso. La domanda ora è: siamo effettivamente esposti a questo rischio? E se sì, quando e come?”.

Lo studio Life-Persuaded, eletto Progetto del mese di febbraio 2016 dal ministero dell’Ambiente, punta a far luce sull’effettivo impatto degli interferenti endocrini nella realtà italiana. “La ricerca – ricorda Gastaldelli – è stata avviata nel 2014 e coinvolgerà 2.160 coppie madre-bambino al Nord, Centro e Sud Italia, sia nelle aree urbane sia in quelle rurali del Paese. I bimbi sono maschi e femmine, di età compresa fra 4 e 14 anni”.

“L’arruolamento – continua l’esperta – avviene attraverso pediatri opportunamente formati sull’argomento, che propongono alle mamme la partecipazione allo studio. L’adesione comporta l’analisi di un singolo campione spot di urina di madre e figlio, sul quale cercare i metaboliti di ftalati e bisfenolo A misurandone le concentrazioni, oltre alla compilazione di un questionario approfondito” sugli stili di vita, le abitudini familiari, l’uso di determinati prodotti, il consumo di certi alimenti e così via. “In questo momento siamo a metà del reclutamento – riferisce Gastaldelli – ossia disponiamo di campioni di urina e dosaggi di circa 1.200 partecipanti. La conclusione è prevista per fine 2017, quando avremo dati relativi a quasi 5 mila campioni”.

Tre gli obiettivi: misurare i livelli di Dehp (di-2-etilesilftalato) e Bpa (bisfenolo A) nella popolazione infantile italiana, evidenziando eventuali differenze in base all’area di residenza, agli stili di vita e alle abitudini alimentari; valutare la relazione tra l’esposizione a Dehp e Bpa e patologie infantili, quali telarca prematuro idiopatico, pubertà precoce centrale idiopatica e obesità infantile idiopatica; studiare il rapporto causa-effetto dovuto all’esposizione a concentrazioni reali di Dehp e Bpa, in condizioni sperimentali.

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Qual è il volume totale del sangue (volemia) nel corpo umano?

MEDICINA ONLINE GLICEMIA INSULINA SANGUE DIFFERENZA CONCENTRAZIONE ORMONE PIASTRINE GLOBULI ROSSI BIANCHI GLUCAGONE TESTOSTERONE ESTROGENI PROGESTERONE CUORELa volemia (volume totale del sangue, quindi sia del plasma sia degli elementi figurati) normale degli esseri umani corrisponde a 77 ml/Kg di peso corporeo (può essere lievemente inferiore in anziani ed obesi) e si può calcolare partendo dall’ematocrito e dal volume del plasma.

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Panini integrali morbidi: ricetta facile, gustosa e veloce

MEDICINA ONLINE PANINI INTEGRALI MORBIDI RICETTA FACILE GUSTOSA VELOCE LIGHT DIGESTIONE FIBRE STIPSI COSTIPAZIONE.jpgIngredienti

dosi per circa 14 panini da 50 grammi l’uno:

  • 500 gr di farina integrale;
  • 100 gr di farina 0;
  • mezzo cubetto di lievito di birra;
  • 300 gr di acqua;
  • 10 gr di sale;
  • mezzo cucchiaino di malto o zucchero o miele.

Istruzioni

  1. Sciogliete il lievitonell’acqua e aggiungete il malto, lo zucchero o il miele (serve per attivare bene il lievito).
  2. Aggiungete poco alla volta la farina, alla fine il sale e impastate bene fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  3. Coprite la ciotola e fate lievitare fino al raddoppio (2 ore circa).
  4. Dividete l’impasto in palline di 60 grammi circa l’una (cuocendosi e raffreddandosi perderanno acqua e umidità e quindi peso) e disponetele su una teglia ricoperta con carta forno.
  5. Fate lievitare il tutto di nuovo fino al raddoppio (circa un’ora).
  6. Infornate a 200° per circa 15 minuti.
  7. Una volta cotti fateli raffreddare e quando saranno freddi si prestano benissimo ad essere congelati. Basterà tenerli a temperatura ambiente per un paio d’ore prima di consumarli e saranno morbidi come appena sfornati.

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Omeprazen (omeprazolo): posologia, effetti collaterali [FOGLIETTO ILLUSTRATIVO]

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo Pene H Grasso Pancia Sex Sessuologo Auguri Buon Natale 2013 CURA FARMACI ANTICOLESTEROLOOMEPRAZEN è un farmaco che contiene il principio attivo omeprazolo. Appartiene ad un gruppo di farmaci denominati ‘inibitori di pompa protonica’, i quali agiscono riducendo la quantità di acido prodotta dallo stomaco.

Disponibilità in commercio:

  • OMEPRAZEN 10 mg capsule;
  • OMEPRAZEN 20 mg capsule;
  • OMEPRAZEN 40 mg capsule.

Confezioni:

  • 10 mg: Blister contenenti 14, 28 e 35capsule;
  • 20 mg: Blister contenente 14 capsule;
  • 40mg: Flacone in HDPE contenente 14 capsule.

OMEPRAZEN viene usato per il trattamento delle seguenti patologie:

Negli adulti:

  • ‘Malattia da reflusso gastro-esofageo’ (GERD). Questa malattia si verificaquando l’acido fuoriesce dallo stomaco e passa nell’esofago (il tubo che collega la gola allo stomaco) causando dolore, infiammazione e bruciore di stomaco.
  • Ulcere nella parte superiore dell’intestino (ulcera duodenale) o dello stomaco (ulcera gastrica).
  • Ulcere infettate da un batterio chiamato ‘Helicobacter pylori’. Se soffre di questa malattia, il medico può prescriverle anche degli antibiotici per trattare l’infezione e permettere la cicatrizzazione dell’ulcera.
  • Ulcere causate da medicinali chiamati FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei). OMEPRAZEN può essere utilizzato anche per prevenire la formazione di ulcere se sta assumendo FANS.
  • Eccessiva presenza di acido nello stomaco causata da un accrescimento di tessuto nel pancreas (sindrome di Zollinger-Ellison).

Nei bambini di età superiore a 1 anno e con peso corporeo superiore o uguale a 10 kg:

  • ‘Malattia da reflusso gastro-esofageo’ (GERD). Questa malattia si verifica quando l’acido fuoriesce dallo stomaco e passa nell’esofago (il tubo che collega la gola allo stomaco) causando dolore, infiammazione e bruciore di stomaco.Nei bambini, i sintomi di questa malattia comprendono anche il ritorno nella bocca del contenuto dello stomaco (rigurgito), malessere (vomito) e scarso aumento di peso.

Nei bambini di età superiore a 4 anni e adolescenti:

  • Ulcere infettate da un batterio chiamato ‘Helicobacter pylori’. Se il bambino soffre di questa malattia, il medico può prescrivere anche degli antibiotici per trattare l’infezione e permettere la cicatrizzazione dell’ulcera.

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Controindicazioni, non prenda OMEPRAZEN:

  • Se è allergico (ipersensibile) ad omeprazolo o ad uno qualsiasi degli eccipienti di OMEPRAZEN.
  • Se è allergico a medicinali contenenti altri inibitori di pompa protonica (ad es. pantoprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, esomeprazolo).
  • Se sta assumendo un medicinale contenente nelfinavir (utilizzato per le infezioni da HIV).

Se ha dei dubbi, si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere OMEPRAZEN.

Precauzioni
OMEPRAZEN può nascondere i sintomi di altre malattie. Pertanto, se dovesse manifestare i sintomi sotto descritti prima di prendere OMEPRAZEN o mentre lo sta assumendo, contatti il medico immediatamente:

  • Perdita di peso immotivata e problemi di deglutizione.
  • Dolore di stomaco o indigestione.
  • Vomito di cibo o sangue.
  • Colorazione scura delle feci (presenza di sangue nelle feci).
  • Diarrea grave o persistente, perché omeprazolo è stato associato ad un lieveaumento di diarrea contagiosa.
  • Gravi problemi di fegato.

Se assume OMEPRAZEN da lungo tempo (più di 1 anno) il medico le prescriverà dei controlli regolari. Informi il medico se nota la comparsa di sintomi nuovi e particolari. Se assume un inibitore di pompa protonica come OMEPRAZEN, specialmente per un periodo superiore ad un anno, si potrebbe verificare un lieve aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale. Se soffre di osteoporosi o sta assumendo corticosteroidi (che possono aumentare il rischio di osteoporosi) consulti il suo medico.

Interazioni
Informi il medico o il farmacista se sta assumendo o ha recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica. Questo è importante perché OMEPRAZEN può influenzare il modo in cui agiscono alcuni medicinali e a loro volta alcuni medicinali possono avere effetti sull’azione di OMEPRAZEN.

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo uno o più dei seguenti medicinali:

  • medicinali contenente nelfinavir (utilizzato per il trattamento delle infezioni da HIV)
  • Ketoconazolo, itraconazolo o voriconazolo (usati per trattare le infezionicausate da funghi)
  • Digossina (usato per il trattamento dei problemi cardiaci)
  • Diazepam (usato per il trattamento dell’ansia, per rilassare la muscolatura oper l’epilessia)
  • Fenitoina (usata per l’epilessia). Se sta assumendo fenitoina, il medico la terràsotto controllo all’inizio e alla fine del trattamento con OMEPRAZEN
  • Medicinali usati per fluidificare il sangue, come warfarin o altri bloccanti della vitamina K. Il medico la terrà sotto controllo all’inizio e alla fine deltrattamento con OMEPRAZEN
  • Rifampicina (usata per il trattamento della tubercolosi)
  • Atazanavir (usato per il trattamento dell’infezione da HIV)
  • Tacrolimus (utilizzato nei trapianti di organo)
  • Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) (usata per il trattamento delladepressione lieve)
  • Cilostazolo (usato per il trattamento della claudicazione intermittente)
  • Saquinavir (usato per il trattamento dell’infezione da HIV)
  • Clopidogrel (usato per prevenire coaguli del sangue (trombi))
  • Erlotinib (usato per il trattamento del cancro)
  • Metotrexato (un medicinale chemioterapico utilizzato in dosi elevate per iltrattamento delcancro) – se sta assumendo metotrexato in dosi elevate, il medico può farle interromperetemporaneamente il trattamento con Omeprazen.

Se il medico le ha prescritto gli antibiotici amoxicillina e claritromicina insieme a OMEPRAZEN per il trattamento delle ulcere causate da infezioni da Helicobacter pylori, è molto importante che riferisca se sta prendendo qualsiasi altro medicinale.

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Assunzione di OMEPRAZEN con cibi e bevande
Le capsule possono essere assunte insieme al cibo o a stomaco vuoto.

Gravidanza e allattamento
Prima di prendere OMEPRAZEN informi il medico se è in stato di gravidanza o se desidera iniziare una gravidanza. Il medico deciderà se potrà prendere OMEPRAZEN durante questo periodo. Il medico deciderà se potrà prendere OMEPRAZEN durante l’allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
È improbabile che OMEPRAZEN possa influenzare la capacità di guidare veicoli o di usare strumenti o macchinari. Possono verificarsi reazioni avverse al farmaco come capogiri e disturbi visivi (vedere paragrafo 4). Se ne soffre, non deve guidare veicoli o utilizzare macchinari.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti di OMEPRAZEN
OMEPRAZEN capsule contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Posologia
Prenda sempre OMEPRAZEN seguendo esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Il medico le dirà quante capsule prendere e per quanto tempo. Questo dipenderà dalle sue condizioni e dall’età. Le dosi abituali sono qui di seguito riportate.

Adulti:

  • Trattamento dei sintomi della GERD, come bruciore di stomaco e rigurgito acido. Se il medico le ha riferito che il suo esofago è leggermente danneggiato, la dose abituale è di 20 mg una volta al giorno per 4-8 settimane. Il medico potrebbe aumentare la dose a 40 mg per altre 8 settimane nel caso l’esofago non sia ancora completamente cicatrizzato.
    La dose abituale una volta che l’esofago si è cicatrizzato è 10 mg una volta al giorno.
    Se l’esofago non risulta danneggiato, la dose abituale è 10 mg una volta al giorno.
  • Trattamento delle ulcere nella parte superiore dell’intestino (ulcera duodenale). La dose abituale è 20 mg una volta al giorno per 2 settimane. Il medico puòprolungare l’assunzione di questa dose per altre 2 settimane, se l’ulcera nonsi è ancora cicatrizzata. Se l’ulcera non risulta completamente cicatrizzata, la dose può essereaumentata a 40 mg una volta al giorno per 4 settimane.
  • Trattamento delle ulcere dello stomaco (ulcera gastrica). La dose abituale è 20 mg una volta al giorno per 4 settimane. Il medico può prolungare l’assunzione di questa dose per altre 4 settimane, se l’ulcera nonsi è ancora cicatrizzata. Se l’ulcera non risulta completamente cicatrizzata, la dose può essereaumentata a 40 mg una volta al giorno per 8 settimane.
  • Prevenire la ricomparsa di ulcere duodenali e gastriche. La dose abituale è 10 mg o 20 mg una volta al giorno. Il medico puòaumentare la dose a 40 mg una volta al giorno.
  • Trattamento delle ulcere duodenali e gastriche causate dall’assunzione di FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei). La dose abituale è 20 mg una volta al giorno per 4-8 settimane.
  • Prevenire la formazione di ulcere duodenali e gastriche se sta utilizzando FANS. La dose abituale è 20 mg una volta al giorno.
  • Trattamento delle ulcere causate da infezione da Helicobacter pylori e prevenzione della loro ricomparsa. La dose abituale è 20 mg di OMEPRAZEN due volte al giorno per unasettimana. Il medico le dirà di assumere anche due antibiotici tra amoxicillina,claritromicina e metronidazolo.
  • Trattamento dell’eccessiva quantità di acido nello stomaco causata da un accrescimento di tessuto nel pancreas (sindrome di Zollinger-Ellison). La dose abituale è 60 mg al giorno. Il medico adatterà la dose in base alle sue necessità e deciderà anche per quanto tempo dovrà assumere il medicinale.

Bambini:

  • Per il trattamento dei sintomi della GERD, come bruciore di stomaco e rigurgito acido: OMEPRAZEN può essere assunto dai bambini di età superiore a 1 anno e conpeso corporeo superiore a 10 kg. La dose per i bambini è basata sul peso del bambino stesso e la dose esatta verrà decisa dal medico.
  • Per il trattamento e la prevenzione della ricomparsa delle ulcere causate da infezione da Helicobacter pylori: OMEPRAZEN può essere assunto dai bambini di età superiore ai 4 anni. Ladose per i bambini è basata sul peso del bambino stesso e la dose esattaverrà decisa dal medico. Il medico prescriverà al suo bambino anche due antibiotici chiamatiamoxicillina e claritromicina.

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Assunzione di questo medicinale

  • Si raccomanda di prendere le capsule al mattino.
  • Le capsule possono essere assunte con il cibo o a stomaco vuoto.
  • Le capsule vanno ingerite intere con mezzo bicchiere di acqua. Le capsule nondevono essere masticate o frantumate, poiché contengono granuli rivestiti in modo tale da impedire che il medicinale venga decomposto dall’acido presente nello stomaco. È importante non danneggiare i granuli.

Se lei o il bambino ha problemi a deglutire le capsule:
Apra le capsule e ingerisca il contenuto direttamente con mezzobicchiere di acqua oppure versi il contenuto in un bicchiere di acqua (non frizzante), in un succo di frutta acido (per esempio mela, arancia o ananas) o purea di mele.
Agiti sempre il contenuto prima di berlo (la miscela non risulterà limpida), quindi beva la preparazione immediatamente o entro 30 minuti.
Per essere certi di aver assunto tutto il medicinale, risciacqui molto bene il bicchiere con mezzo bicchiere di acqua e beva il contenuto. Le particelle solide contengono il medicinale – non le mastichi o non le frantumi.
SovradosaggioCosa fare se avete preso una dose eccessiva di Omeprazen

Se prende più OMEPRAZEN di quanto deve
Se prende una quantità di OMEPRAZEN superiore a quella prescritta dal medico, si rivolga immediatamente al medico o al farmacista.

Se dimentica di prendere OMEPRAZEN
Se dimentica di prendere una dose, la prenda non appena se ne ricorda. Tuttavia, se è già quasi ora di prendere la dose successiva, salti la dose dimenticata. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza dell’altra dose.

Effetti collaterali Omeprazen
Come tutti i medicinali, OMEPRAZEN può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Se nota uno dei seguenti effetti indesiderati rari ma gravi, interrompa l’assunzione di OMEPRAZEN e contatti immediatamente il medico:

  • Improvviso ansimare,
  • gonfiore delle labbra, della lingua e della gola o del corpo,
  • eruzione cutanea,
  • svenimento o difficoltà nel deglutire (reazione allergica grave).
  • arrossamento della pelle con comparsa di bolle o desquamazione. Può apparire anche una grave formazione di vesciche con sanguinamento delle labbra, degli occhi, della bocca, del naso e dei genitali. Potrebbe trattarsi della “sindrome di Stevens-Johnson” o “necrolisi epidermica tossica”.
  • ingiallimento della pelle,
  • colorazione scura delle urine e stanchezza potrebbero essere sintomi di problemi al fegato.

Effetti indesiderati comuni

  • Mal di testa.
  • Effetti sullo stomaco o sull’intestino: diarrea, mal di stomaco, stitichezza,emissione di aria (flatulenza).
  • Sensazione di malessere (nausea) o stato di malessere (vomito).

Effetti indesiderati non comuni e rari

  • Gonfiore dei piedi e delle caviglie.
  • Sonno disturbato (insonnia).
  • Capogiri, formicolio, senso di sonnolenza.
  • Sensazione di giramento (vertigini).
  • Alterazioni degli esami del sangue relativi alla funzionalità del fegato.
  • Eruzione cutanea, eruzione cutanea con rigonfiamento della pelle (orticaria) e prurito sulla pelle.
  • Sensazione generale di malessere e mancanza di energia.
  • Alterazioni della composizione del sangue, come riduzione del numero dei globuli bianchi o delle piastrine. Ciò può causare debolezza e facile comparsa di lividi, o può rendere più probabile la comparsa di infezioni.
  • Reazioni allergiche, talvolta molto gravi, compreso gonfiore delle labbra, della lingua e della gola, febbre, respiro ansimante.
  • Bassi livelli di sodio nel sangue. Ciò può causare debolezza, malessere (vomito) e crampi.
  • Senso di agitazione, confusione o depressione.
  • Alterazioni del gusto.
  • Problemi alla vista, come visione offuscata.
  • Improvviso ansimare o affanno (broncospasmo).
  • Secchezza della bocca.
  • Infiammazione all’interno della bocca.
  • Infezione chiamata “candidosi” che può colpire l’intestino ed è causata da unfungo.
  • Problemi al fegato, compreso ittero, che può causare ingiallimento della pelle, colorazione scura delle urine e stanchezza.
  • Perdita dei capelli (alopecia).
  • Eruzione cutanea durante l’esposizione al sole.
  • Dolori articolari (artralgia) o dolori muscolari (mialgia).
  • Gravi problemi renali (nefrite interstiziale).
  • Aumento della sudorazione.
  • Alterazioni del conteggio delle cellule ematiche, compresa agranulocitosi (mancanza di globuli bianchi)
  • Aggressività.
  • Visione, sensazione o ascolto di eventi non reali (allucinazioni).
  • Gravi problemi di fegato fino all’insufficienza epatica ed infiammazione delcervello.
  • Improvvisa comparsa di eruzione cutanea grave o di vesciche edesquamazione della pelle. Questi effetti possono essere associati a febbre alta e dolori articolari (eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica)
  • Debolezza muscolare.
  • Ingrossamento del petto negli uomini.
  • Infiammazione dell’intestino (con conseguente diarrea)

Se assume un inibitore di pompa protonica come OMEPRAZEN, specialmenteper un periodo superiore ad un anno, si potrebbe verificare un lieve aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale. Se soffre di osteoporosi o sta assumendo corticosteroidi (che possono aumentare il rischio di osteoporosi) consulti il suo medico.
Se assume OMEPRAZEN per più di tre mesi, è possibile che i livelli ematici di magnesio diminuiscano. Bassi livelli di magnesio possono manifestarsi con affaticamento, contrazioni muscolari involontarie, disorientamento, convulsioni, vertigini, aumento della frequenza cardiaca. Se ha qualcuno di questi sintomi consulti immediatamente il suo medico. Bassi livelli di magnesio possono anche comportare una riduzione dei livelli ematici di potassio o calcio. Il medico dovrebbe decidere se controllare periodicamente i livelli di magnesio nel sangue.

Scadenza e Conservazione
Tenere OMEPRAZEN fuori dalla portata e dalla vista dei bambini. Non usi OMEPRAZEN dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezionedopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese. Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.
Conservare il blister nella confezione originale o tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidità. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Eccipienti
Gli eccipienti sono sodio fosfato dibasico diidrato, idrossipropilcellulosa, ipromellosa, lattosio anidro, magnesio stearato, mannitolo, acido metacrilico – etil acrilato copolimero (1:1) dispersione 30%, cellulosa microcristallina, macrogol (polietilen glicole 400), sodio laurilsolfato, ferro ossido E172, titanio diossido E171, gelatina, inchiostro da stampa (contiene gommalacca, ammoniaca, potassio idrossido e ferro ossido nero E172), silice colloidale anidra e paraffina liquida.

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Puntura di vespa: dopo quanto tempo si verifica lo shock anafilattico?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO VESPA INSETTILa comparsa dei sintomi tipici dello shock anafilattico dopo puntura di vespa, segue l’esposizione all’allergene di un tempo variabile da pochi secondi ad oltre un’ora. L’intervallo è mediamente inferiore ai 10 minuti.

La comparsa dei sintomi tipici (dispnea, collasso, convulsioni) può essere preceduta da alcuni sintomi “premonitori”:

  • tachicardia;
  • ipotensione arteriosa (pressione bassa);
  • pallore intenso;
  • orticaria generalizzata (prurito che inizia di solito a mani e piedi);
  • sudorazione profusa con cute fredda;
  • vertigini;
  • senso generalizzato di grave malessere;
  • senso di morte imminente;
  • ansietà;
  • angoscia;
  • raucedine;
  • abbassamento della voce;
  • disfonia;
  • tosse stizzosa.

L’ampia variazione dei tempi di insorgenza dipende da diversi fattori:

  • struttura dell’antigene;
  • via di introduzione dell’antigene (orale, inalatoria, endovenosa…);
  • variabilità individuale;
  • età e stato di salute del soggetto.

Nelle forme ad esordio rapido, lo shock anafilattico compare in maniera brusca, anche senza nessuno dei sintomi anticipatori prima elencati.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Coumadin: quando si usa, dosaggio ed effetti collaterali (foglio illustrativo)

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo Pene H Grasso Pancia Sex Sessuologo Auguri Buon Natale 2013 CURA FARMACI ANTICOLESTEROLOCoumadin 5mg compresse divisibili, in confezione da 30 compresse contenenti ciascuna 5 mg di warfarin sodico (principio attivo); gli altri componenti della compressa sono amido, magnesio stearato, acido stearico, lattosio.

Chi assume Coumadin deve evitare di mangiare grandi quantità di cibi che contengono vitamina K (ortaggi a foglia verde come spinaci, lattuga, broccoli, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles e, in quantità inferiori, cereali, carne e latticini).

Perché si usa Coumadin?

COUMADIN è un anticoagulante, cioè aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.

COUMADIN è una medicina con un indice terapeutico ristretto, ciò significa che piccole variazioni della dose possono avere gravi conseguenze, infatti troppo medicinale può causare sanguinamento, poco medicinale può portare alla formazione di coaguli sanguigni pericolosi. Il medico le ha prescritto COUMADIN per prevenire la formazione di coaguli. Questi coaguli sono pericolosi perché possono bloccare il normale flusso sanguigno. Per esempio, se un coagulo arriva al cervello può causare un ictus (interruzione del flusso di sangue al cervello).

COUMADIN è usato per trattare e prevenire i coaguli:

  • nelle gambe e nei polmoni;
  • associati a un battito cardiaco irregolare e veloce, chiamato “fibrillazione atriale”;
  • associati a sostituzione di valvole cardiache.

Se lei ha avuto un infarto (attacco di cuore) COUMADIN è usato per:

  • diminuire il rischio di avere un altro infarto;
  • diminuire il rischio di ictus;
  • diminuire il rischio che i coaguli arrivino alle gambe o ai polmoni.

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Controindicazioni

Non prenda COUMADIN:

  • Se è allergico al warfarin sodico o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo Cosa contiene).
  • Se ha un rischio di sanguinamento o un sanguinamento in corso.
  • Se è incinta o potrebbe esserlo.
  • Se è una donna in età fertile che non usa contraccettivi.
  • Se è incinta e rischia di perdere il bambino o ha la pressione del sangue molto alta.
  • Se si è recentemente sottoposto o sta per sottoporsi ad un’operazione, anche in anestesia locale (interruzione del dolore in una zona del corpo).
  • Se deve essere sottoposto ad una procedura in ospedale, inclusa una puntura nella schiena.
  • Se soffre di pressione del sangue molto alta, che può causare un danno agli occhi (ipertensione maligna).
  • Se sta assumendo preparazioni a base di erba di san Giovanni – Hypericum perforatum (medicinale a base di erbe per trattare la depressione) (vedere paragrafo Altri medicinali e Coumadin).

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere COUMADIN:

  • Se nota qualsiasi sanguinamento insolito o se le capitano segni o sintomi di sanguinamento (vedere Possibili effetti indesiderati).
  • Se ha o ha avuto in passato valori di rapporto internazionale normalizzato (INR), un indice della coagulazione del sangue, superiori a 4,0 o molto variabili.
  • Se ha avuto un sanguinamento di stomaco e intestino.
  • Se soffre di pressione del sangue alta.
  • Se soffre di una malattia dei vasi sanguigni della testa.
  • Se soffre di una diminuzione dell’emoglobina, una proteina che trasporta l’ossigeno ai tessuti, nel sangue (anemia).
  • Se ha un tumore maligno (cancro).
  • Se soffre di una malattia dei reni.
  • Se qualcuno nella sua famiglia soffre di una malattia del sangue.
  • Se è anziano (età maggiore o uguale a 65 anni). Il suo medico deciderà qual è la dose giusta per lei. Questa dose può cambiare di volta in volta.
  • Se le dita del piede le diventano blu e le fanno male. Interrompa la terapia con COUMADIN e si rivolga al medico che le prescriverà un altro medicinale.
  • Se soffre di una diminuzione del numero di piastrine, un tipo di cellule del sangue, in seguito a trattamento con eparina, un medicinale per rendere il sangue più fluido.
  • Se soffre di una malattia del fegato, da lieve a grave. Il suo medico deciderà qual è la dose giusta per lei.
  • Se durante la terapia con COUMADIN ha vomito, diarrea o un’infezione.
  • Se durante la terapia con COUMADIN nota che una parte del corpo o della pelle diventa nera (necrosi della pelle o dei tessuti).
  • Se le hanno applicato un catetere (tubicino piccolo e flessibile).
  • Se ha una malattia che riguarda la proteina C, una proteina naturalmente presente nell’organismo che rende il sangue più fluido.
  • Se deve essere sottoposto ad un’operazione all’occhio.
  • Se soffre di un aumento delle cellule del sangue, rilevabile dagli esami del sangue.
  • Se soffre di un’infiammazione dei vasi sanguigni.
  • Se soffre di diabete mellito (aumento dei livelli di zucchero nel sangue).
  • Se soffre di una carenza di vitamina K.
  • Se sta assumendo medicinali o cibi che contengono vitamina K.
  • Se deve essere sottoposto ad un’operazione, anche dal dentista. Informi qualsiasi operatore sanitario che le presta assistenza (dentista compreso) che sta prendendo COUMADIN poiché la terapia con COUMADIN deve essere sospesa o diminuita prima, durante e immediatamente dopo l’intervento.

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Quali farmaci o alimenti possono modificare l’effetto di Coumadin?

Informi il medico se nota qualsiasi cambiamento del suo stato di salute, apporta cambiamenti alle medicine che sta prendendo, al suo stile di vita (viaggi, condizioni ambientali, attività fisica). In particolare informi il medico se sta assumendo:

  • preparazioni a base di erbe, specialmente Hypericum perforatum (usato per trattare la depressione)
  • medicinali per trattare le infezioni (amoxicillina, benzilpenicillina, penicillina G, piperacillina, ticarcillina, cefaclor, cefamandolo, cefazolina, cefixime, cefotetan, cefonicid, cefotiam, cefoxitina, ceftriaxone, cefuroxima, doxiciclina, tetraciclina, tigeciclina, azitromicina, claritromicina, eritromicina, roxitromicina, telitromicina, neomicina, ciprofloxacina, levofloxacina, acido nalidixico, moxifloxacina, norfloxacina, pefloxacina, ofloxacina, sulfadossina, sulfafurazolo, sulfametizolo, sulfametoxazolo/trimetoprim, sulfisoxazolo, acido aminosalicilico, isoniazide, cloramfenicolo, vancomicina, clindamicina, dicloxacillina, nafcillina, rifampicina, rifapentina)
  • medicinali per trattare le infezioni causate da funghi (miconazolo, econazolo, fluconazolo, chetoconazolo, itraconazolo, voriconazolo, griseofulvin)
  • medicinali per prevenire e trattare le infezioni causate da parassiti (proguanil, metronidazolo, nimorazolo, tinidazolo, chinina)
  • medicinali per trattare le infezioni causate da virus (delavirdina, efavirenz, etravirina, nevirapina, atazanivir, ritonavir, peginterferon alfa-2b, ribavirina, darunavir)
  • medicinali per trattare il rigetto d’organo nei pazienti trapiantati (ciclosporina)
  • medicinali per trattare l’infiammazione e il dolore (paracetamolo, acido acetilsalicilico, diflunisal, propoxifene, tramadolo, diclofenac, indometacina, ketorolac, sulindac, fenoprofene, ibuprofene, chetoprofene, naproxene, oxaprozin, celecoxib, etoricoxib, lumiracoxib, rofecoxib, acido mefenamico, acido meclofenamico, lornoxicam, iroxicam, glucosamina, desametasone, metilprednisolone, prednisone, cortisone)
  • medicinali per rendere il sangue più fluido (prasugrel, ticlopidina, abciximab, tirofiban, eparina, argatroban, bivalirudina, desirudina, lepidurina)
  • medicinali per sciogliere i coaguli di sangue (streptochinasi, alteplasi)
  • medicinali per trattare la depressione (desvenlafaxina, duloxetina, venlafaxina, citalopram, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina, viloxazina, trazodone)
  • medicinali per trattare l’epilessia, malattia caratterizzata da movimenti incontrollati del corpo e perdita di coscienza (acido valproico, valproato, fosfenitoina, fenitoina, fenobarbital, primidone, carbamazepina)
    medicinali per trattare i disturbi mentali e l’ansia (aloperidolo, clordiazepossido)
  • medicinali per trattare la Malattia di Parkinson, malattia del sistema nervoso centrale che si manifesta ad esempio con tremore, rigidità muscolare, rallentamento nei movimenti, difficoltà nel mantenere l’equilibrio (entacapone, tolcapone, ropinirolo)
  • medicinali per trattare la demenza, malattia caratterizzata da perdita di memoria, orientamento nello spazio e nel tempo, difficoltà a parlare (Ginko biloba, memantina)
  • medicinali che stimolano il cervello (metilfenidato)
  • medicinali per trattare l’insonnia (idrato di cloralio, glutetimide, butobarbital, pentobarbital, secobarbital)
  • medicinali per trattare le malattie dei polmoni (zafirlukast)
  • medicinali per trattare la tosse (noscapina, oxolamina)
  • medicinali per trattare nella donna i disturbi legati alla menopausa (interruzione definitiva del ciclo femminile) (tibolone, lasofoxifene, raloxifene)
  • medicinali per trattare i tumori (tamoxifene, toremifene, megestrolo, bicalutamide, flutamide, nilutamide, ciclofosfamide, ifosfamide, carboplatino, capecitabina, fluorouracile, tegafur, paclitaxel, trastuzumab, etoposide, erlotinib, gefitinib, imatinib, sorafenib, romidepsin, vorinostat, aminoglutetimide, mercaptopurina, mitotano)
  • medicinali per la contraccezione (pillola) (medrossiprogesterone, contraccettivi orali contenenti estrogeno)
  • medicinali per trattare i disturbi sessuali (testosterone)
  • medicinali per trattare il ciclo femminile irregolare (danazolo)
  • medicinali che aumentano il metabolismo (metandienone, oxandrolone, ossimetanolone,stanozololo)
  • vaccini (vaccino antiinfluenzale)
  • vitamine (vitamina E, C, K)
  • medicinali per trattare le malattie della pelle (isotretinione, etretinato, cloruro di benzetonio)
  • medicinali per trattare la dipendenza dall’alcol (disulfiram)
    pomate per trattare il dolore (metil salicilato unguento, trolamina salicilato unguento)
  • medicinali per trattare l’obesità (orlistat)
  • medicinali per trattare gli alti livelli di zucchero nel sangue (diabete) (exenatide)
  • medicinali per trattare i bassi livelli di zucchero nel sangue (glucagone)
    medicinali per trattare le malattie della tiroide, una ghiandola del collo (levotiroxina, liotironina, estratti tiroidei, metimazolo, propiltiouracile)
    medicinali per trattare l’incapacità a trattenere l’urina (incontinenza urinaria) (tolterodina)
  • medicinali per trattare l’ingrossamento della prostata, la ghiandola che nell’uomo produce il liquido seminale (tamsulosin)
  • medicinali per trattare l’artrite reumatoide, malattia caratterizzata da infiammazione delle giunture, gonfiore, difficoltà di movimento e dolore (leflunomide, azatioprina)
  • medicinali per trattare i disturbi del ritmo del cuore (chinidina, propafenone, amiodarone, disopiramide)
  • medicinali per trattare la pressione del sangue alta (propanololo, pentossifillina, benziodarone)
  • medicinali per trattare la pressione del sangue alta nell’arteria polmonare (bosentan)
  • medicinali per trattare le malattie del cuore (acido etacrinico, acido tienilico, spironolattone, clortalidone)
  • medicinali per trattare la mancata produzione di coenzima Q10, una sostanza utile all’organismo (ubichinone o ubidecarenone
  • medicinali per trattare i livelli elevati di grassi nel sangue (benzafibrato, clofibrato, ciprofibrato, fenofibrato, gemfibrozil, atorvastatina, fluvastatina, lovastatina, pravastatina, rosuvastatina, simvastatina, ezetimibe, colesevelam, colestiramina)
  • medicinali per trattare il bruciore di stomaco (cimetidina, ranitidina, esomeprazolo, lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo, rabeprazolo, sucralfato)
  • medicinali per trattare il vomito (aprepitant, fosaprepitant)
  • medicinali per trattare i calcoli o sassolini, nella colecisti, l’organo che immagazzina la bile, una sostanza importante nei processi di digestione (chenodiolo)
  • medicinali per trattare i disturbi della digestione (cisapride)
  • medicinali per trattare le infiammazioni dell’intestino (olsalazina)
  • medicinali per trattare gli accumuli di acido urico che danno dolore alle articolazioni (gotta) allopurinolo, benzbromarone, sulfinpirazone)
    corticotropina, medicinale diagnostico
  • medicinali contenenti alcol (vedere paragrafo COUMADIN con cibi, bevande e alcol)

Avvertenze

  • Non inizi una dieta senza prima aver consultato il suo medico.
  • Se il bambino sta assumendo latte artificiale, la terapia con COUMADIN potrebbe risultarne influenzata.
  • Non assuma aglio, Ginko biloba, ginseng, echinacea, succo di pompelmo e idraste durante il trattamento con COUMADIN. Per un elenco completo degli alimenti e delle erbe da evitare si rivolga al medico.
  • Eviti il consumo di alcol.

Gravidanza

Non prenda COUMADIN durante la gravidanza o se sospetta di essere incinta.

Allattamento

COUMADIN non passa nel latte materno e i neonati allattati al seno da madri che prendevano COUMADIN non hanno avuto cambiamenti del tempo di protrombina. Prenda COUMADIN con cautela durante l’allattamento al seno e monitori il neonato per la comparsa di lividi e sanguinamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

La terapia con COUMADIN non influenza la sua capacità di guidare o di azionare macchinari.

Lattosio

Questo medicinale contiene lattosio (zucchero del latte). Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Dose, Modo e Tempo di Somministrazione

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico e alla stessa ora ogni giorno. Può prendere COUMADIN sia ai pasti che lontano dai pasti. La dose che prende può variare nel tempo, in base alla sua risposta a COUMADIN e in base alle condizioni del suo fegato.

Per decidere che dose somministrarle, il suo medico le prescriverà un esame del sangue per misurare il tempo di protrombina (PT); i valori dei tempi di protrombina sono spesso registraticome INR (Rapporto Internazionale Normalizzato), che è un modo standard di esprimerli.
Gli esami per valutare il PT/INR sono molto importanti, poiché aiutano il medico a capire quanto ci mette il sangue a coagulare e a valutare se deve cambiare la dose di COUMADIN.
Quando inizia la terapia con COUMADIN dovrà effettuare i controlli del PT/INR molto spesso, in seguito potranno essere diradati. Questo però non avverrà se lei soffre di una malattia dei reni. Questi esami, e le visite regolari dal suo medico, sono molto importanti per la riuscita della terapia con COUMADIN. Per tutto il corso della terapia con COUMADIN dovrà controllare il PT/INR periodicamente (circa una volta al mese) e mantenerlo nell’intervallo migliore per le sue condizioni di salute. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La compressa può essere divisa in parti uguali.

Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Coumadin?

Se ha preso una quantità troppo elevata di COUMADIN contatti immediatamente il suo medico o una struttura sanitaria per ricevere un adeguato supporto.

Se dimentica di prendere COUMADIN

Cerchi sempre di prendere COUMADIN come le è stato prescritto dal medico. Se le dovesse capitare di saltare una dose, avverta subito il suo medico. Prenda la dose dimenticata lo stesso giorno appena se lo ricorda. Se ormai è tempo di prendere la dose successiva, non assuma anche quella dimenticata, ma vada avanti con il suo normale schema di dosaggio.

Quali sono gli effetti collaterali di Coumadin?

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Gli effetti indesiderati gravi comprendono:

  • sanguinamento (emorragia) in vari distretti del corpo (intorno al cuore, del surrene, dell’occhio, dell’intestino, della parte posteriore dell’addome, del fegato, della testa, nel polmone)
  • ostruzione di un vaso sanguigno dovuta a del grasso (ateroemboli sistemici e microemboli di colesterolo). In questo caso potrebbe accorgersi che le dita del piede diventano blu e fanno male (Sindrome del dito blu).

Nel caso manifestasse uno degli effetti indesiderati sopra citati INTERROMPA il trattamento con COUMADIN e si rivolga al medico.

Inoltre, gli effetti indesiderati che si possono osservare, indicati secondo la frequenza. sono:

  • Diminuzione dell’emoglobina, una proteina che trasporta l’ossigeno ai tessuti, nel sangue (anemia)
  • Dolore al petto
  • Gonfiore nella zona della pancia (distensione dell’addome), dolore alla pancia, diarrea, sapore metallico in bocca (disgeusia), difficoltà a deglutire (disfagia), emissione di gas (flatulenza), sanguinamento delle gengive, vomito con sangue (ematemesi), sangue nelle feci (ematochezia), feci scure e maleodoranti (melena), nausea, vomito
  • Debolezza (astenia), brividi, affaticamento, malessere, dolore, pallore, gonfiore causato da ritenzione di liquidi (tumefazione)
  • Infezione del fegato (epatite)
  • Reazione allergica (anafilattica), allergia (ipersensibilità)
  • Alterazione degli esami del sangue (enzima epatico aumentato)
  • Dolore alle articolazioni (artralgia), raccolta di sangue intorno ad un’articolazione (emartrosi), dolore ai muscoli (mialgia)
  • Capogiro, mal di testa, intorpidimento (parestesia), perdita totale o parziale della capacità di movimento (paralisi), raccolta di sangue intorno alla colonna vertebrale (ematoma vertebrale)
  • Stato di sonno profondo con ridotta risposta ai normali stimoli (letargia)
  • Sangue nelle urine (ematuria)
  • Eccessiva perdita di sangue durante il ciclo femminile (menorragia)
  • Sangue dal naso (epistassi), difficoltà a respirare (dispnea), sangue con un colpo di tosse (emottisi), versamento di sangue nel torace (emotorace), deposito di sali di calcio nel polmone (calcificazione del polmone)
  • Perdita di peli e capelli (alopecia), irritazione della pelle (dermatite), irritazione della pelle con bolle (dermatite bollosa), lividi (ecchimosi), macchie della pelle (petecchie), prurito, eruzione della pelle, arrossamento della pelle accompagnato da prurito (orticaria)
  • Ostruzione di un’arteria dovuta ad una bolla di gas (embolia arteriosa), abbassamento della pressione del sangue (ipotensione), diminuzione della pressione del sangue con grave riduzione della funzionalità del cuore (shock), svenimento (sincope), infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite)

Possono verificarsi inoltre variazioni, riscontrabili dagli esami del sangue, dei livelli di emoglobina, dell’ematocrito e degli enzimi che indicano lo stato del fegato e delle vie biliari (epatobiliari).

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione al sito www.agenziafarmaco.gov.it. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Scadenza e Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Conservare nella confezione originale. Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo Scadenza. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

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Linfonodo sentinella: cos’è e perché è importante in caso di cancro

MEDICINA ONLINE LABORATORIO LYMPH NODE SYSTEM HUMAN CORPO UMANO SISTEMA LINFATICO LINFONODO LINFA CIRCOLAZIONE BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO.jpgCon l’espressione linfonodo sentinella in medicina s’intende il primo linfonodo a essere raggiunto da eventuali metastasi a partenza dai tumori maligni che diffondono per via linfatica: il suo coinvolgimento o meno, in caso di tumore maligno, rappresenta un importante fattore prognostico.

Diffusione metastatica dei tumori

La principale caratteristica dei tumori maligni, oltre all’aggressività locale, dovuta alla capacità di infiltrare e distruggere i tessuti e le strutture circostanti, è quella di disseminare metastasi per via ematica e/o linfatica.
Nella diffusione per via linfatica le cellule malate, dopo essersi staccate dal tumore, invadono i capillari e/o i collettori e, seguendo il flusso della linfa, raggiungono i linfonodi, dove, almeno temporaneamente, rimangono bloccate. Successivamente, infatti, possono passare nei collettori post-linfonodali portandosi in altri linfonodi, e così via, fino a concludere il loro percorso nei tronchi linfatici principali e di lì nella circolazione ematica. A questo punto le metastasi, trasportate dal sangue in ogni parte dell’organismo, possono colonizzare dovunque riproducendo il tumore da cui sono originate.

Leggi anche: Sistema linfatico e linfonodi: anatomia e funzioni in sintesi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO CANCRO TUMORE LINFONODO SENTINELLA METASTASI CALSSIFICAZIONE TNM PROGNOSI SENO MAMMELLA ASCELLA

Perché è importante la biopsia del linfonodo sentinella in caso di cancro?

La diffusione delle metastasi per via linfatica presenta alcuni aspetti peculiari rispetto a quella che segue la via ematica. È più lenta, perché deve seguire l’intero percorso linfatico (venendo anche frenata, come detto, dai linfonodi) prima di raggiungere il circolo sanguigno e diventare sistemica. Procede in modo sequenziale, nel senso che le metastasi, avanzando lungo la catena linfatica, invadono i linfonodi incominciando da quello che incontrano per primo (il linfonodo sentinella), e proseguendo via via con tutti gli altri fino a coinvolgere l’intero linfocentro. Risulta prevedibile in quanto segue le catene linfatiche e raggiunge le stazioni linfatiche tributarie dell’organo colpito dalla neoplasia. Per questo motivo in chirurgia oncologica è importante conoscere la topografia delle vie di drenaggio dei visceri e distretti anatomici. Ciò consente al chirurgo di prelevare un linfonodo, di regola il linfonodo sentinella, o più linfonodi in sequenza, da sottoporre a esame istologico estemporaneo.
Il numero e il grado di coinvolgimento del linfonodo sentinelle e degli altri eventuali linfonodi esaminati fornirà informazioni utili sulla aggressività del tumore e sulla entità della sua diffusione loco-regionale e consentirà di effettuare la stadiazione della malattia (lo stato dei linfonodi costituisce uno dei tre parametri impiegati per la classificazione TNM) e di stabilirne la prognosi. Servirà infine a orientare l’operatore verso il tipo di intervento che meglio garantisca la necessaria radicalità chirurgica.

La positività alle metastasi del linfonodo sentinella è, purtroppo, indice di proliferazione metastatica del tumore ed ha quindi una prognosi peggiore.

Per approfondire:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra gelosia normale e patologica

MEDICINA ONLINE tricotillomaniTricofagia tricobezoario CAPELLI VOLTO DONNA TRISTE AIUTO PELO STRAPPARSI SHAMPO CAPELLI SFIBRATILa gelosia è un sentimento che da sempre ha contraddistinto l’essere umano, tuttavia alcune volte può assumere connotati patologici. Vediamo oggi come distinguere un normale sentimento da una patologia che può trasformare la nostra vita in un incubo.

Cos’è la gelosia “normale”?

La gelosia è un sentimento che esiste da quando esiste l’essere umano. E’ un insieme di lievi ansie e paure che sono il risultato del timore di perdere un bene o un affetto ottenuto o di non ottenere un bene o un affetto che sia posseduto da altre persone. Si manifesta spesso insieme all’amore che si prova per il proprio o la propria partner ed evidenzia un grado accettabile di manifestazione per entrambi i componenti della coppia. Questo tipo di gelosia può essere definito funzionale, nel senso che fa sentire il partner amato dal momento che gli viene manifestata la paura di poterlo perdere per qualcun altra/altra. È un pensiero saltuario che, se il nostro partner non dimostrasse un minimo di attenzione e di gelosia, ci farebbe pensare ad un totale disinteresse nei nostri confronti. Pertanto, una dose contenuta di gelosia può sicuramente giovare al rapporto, mentre una mancanza totale di gelosia può paradossalmente allontanare i partner.

Cos’è la gelosia “patologica”?

La gelosia patologica è qualcosa di completamente diverso dalla “sana” gelosia di cui abbiamo parlato precedentemente. La gelosia patologica è per prima cosa un insieme di comportamenti che sono avulsi dalla realtà. Essa è ricavata da azioni inconsistenti che risultano insopportabili al soggetto: proviene da un’ansia che nasce nella mente del geloso senza un riscontro oggettivo. Quest’ansia crea delle vere e proprie idee immaginarie nella mente del soggetto patologico, nelle quali vengono introdotti scenari illusori, rivali presunti e, ancora di più, le prove del tradimento.
Se una partner semplicemente saluta un amico con un “ciao”, quel ciao potrebbe diventare, nella mente del geloso patologico, la prova di un tradimento. La realtà viene completamente stravolta ed adattata per dare ragione ai propri dubbi di tradimento: tutto viene pesantemente frainteso. In alcuni casi, e la cronaca ce ne dà traccia, queste emozioni degenerano al punto da provocare delitti passionali. Questa tipo di gelosia si mostra con le seguenti specifiche:

  • timore irragionevole dell’abbandono e disperazione per la probabile perdita;
  • sospetti in merito ad ogni comportamento relazionale del partner verso persone del sesso opposto;
  • senso d’inadeguatezza e bassa autostima di noi stessi
  • controllo dei comportamenti del partner;
  • astio ed prepotenza verso i possibili rivali;
  • violenza vessatoria verso il partner, che può degenerare nell’omicidio vero e proprio.

La gelosia patologica diventa rapidamente intrusiva nella mente del soggetto ed è capace di interferire profondamente con il suo funzionamento nella vita sociale, relazionale e professionale. In molti casi una gelosia patologica è capace di sfinire il partner e – se quest’ultimo non è patologicamente dipendente dalla relazione – distruggere il rapporto. Una gelosia patologica può arrivare a far compiere al soggetto atti illegali o estremi, come pedinare il partner (stalking), usare violenza o ucciderlo.
La gelosia patologica potrebbe essere una manifestazione simile a quella della dipendenza affettiva. La gelosia patologica, quindi, potrebbe essere l’evidenza di una disfunzione latente. Potremmo affermare che, la gelosia e la dipendenza affettiva, siano strettamente correlate. Dove si trova l’una c’è l’altra e questo potrebbe far pensare che, in realtà, la gelosia sia un vero e proprio campanello d’allarme che ci segnala un problema: qualcosa non va come dovrebbe nel nostro modo di analizzare gli eventi. La persona che sperimenta la dipendenza affettiva, si ritrova ad agire sull’onda di un bisogno:

“non voglio perdere l’amore, non voglio restare solo”

La conseguenza è che si crea una sensazione di fragilità nella persona gelosa, che provoca una specie di “caccia all’untore” e la più piccola impressione può destabilizzarla. A questo punto si verificano gesti disperati ed inconsulti nel tentativo di non perdere il partner.

Se credi di provare una gelosia eccessiva, che ti impedisce di vivere serenamente la tua vita e ti crea problemi con il tuo o la tua partner, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestirla ed a superare tutte le tue paure.

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