E’ una domanda che mi sento rivolgere abbastanza spesso dai miei pazienti, che mi chiamano disperati in orari sempre più inusuali, dicendo di essersi dimenticati di prendere la dose di Coumadin. La prima cosa da fare è stare calmi, il problema – come vedremo tra poco – può essere risolto. Ma per cominciare mi sembra giusto spiegare cos’è un anticoagulante orale e quando è necessario assumerlo.
Cos’è il trattamento anticoagulante orale?
I farmaci anticoagulanti orali attualmente disponibili in Italia sono il COUMADIN 5mg (warfarin) ed il SINTROM 4mg ed 1mg (acenocumarolo). Questi anticoagulanti riducono la normale capacità del sangue di coagulare e non possono essere somministrati a dosi fisse come invece avviene per altri farmaci. La terapia deve essere individualizzata, cioè ogni paziente richiede una dose diversa di farmaco per raggiungere il livello di anticoagulazione adeguato. Per controllare l’effetto della T.A.O. (acronimo di “Terapia Anticoagulante Orale“) occorre misurare l’INR su un campione di sangue. E’ indispensabile ripetere periodicamente il controllo dell’INR poiché, anche nella stessa persona, può essere necessario cambiare la dose di farmaco anticoagulante per mantenere un livello adeguato di anticoagulazione (range terapeutico).
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Cos’è l’INR?
Il test di laboratorio che misura il livello di coagulazione del sangue si chiama “Tempo di Protrombina” (PT). Per le persone in T.A.O., il Pt viene espresso dall’INR (acronimo di “International Normalized Ratio”, che significa “Rapporto Internazionale Normalizzato”) che permette un’espressione uniforme dei risultati indipendentemente dal tipo di reagente usato nel laboratorio: in questo modo i valori di INR determinati in diversi laboratori sono paragonabili tra loro. Questo consente al paziente di poter controllare il proprio trattamento anticoagulante anche se si trova lontano dal Centro di Sorveglianza a cui abitualmente fa riferimento.
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Dosi ed orari di assunzione
Occorre seguire scrupolosamente le prescrizioni nell’assunzione della dose giornaliera di anticoagulante orale e presentarsi puntualmente al controllo dell’INR. La dose di anticoagulante prescritta dovrebbe essere assunta sempre alla stessa ora (possibilmente di pomeriggio, tra le 17:00 e le 18:00), scegliendo un orario in cui sia più facile ricordarselo. Non occorre il digiuno.
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Ho dimenticato di assumere l’anticoagulante: cosa fare?
Eccoci finalmente alla domanda presente nel titolo di questo articolo. Nella stessa giornata, la dose di anticoagulante può essere assunta anche più tardi (fino alla mezzanotte); oltre questo termine – salvo diversa indicazione medico – in genere si salta la dose dimenticata avendo cura di segnalare la mancata assunzione sulla propria scheda terapeutica. Si evita in questa maniera di assumere due dosi di anticoagulante nella stessa giornata. Non assumere l’anticoagulante è un errore, ma è molto peggio assumerlo due volte. Il giorno dopo si assume l’anticoagulante alla stessa ora, come al solito.
IMPORTANTE: chiedere comunque al proprio medico prima di saltare la dose di anticoagulante.
Cosa posso mangiare?
Non esiste una dieta specifica per il paziente in trattamento anticoagulante orale. L’indicazione è di seguire un regime alimentare equilibrato, mantenendo costante nel tempo l’apporto di frutta e vegetali, soprattutto quelli a foglia verde (spinaci, broccoli, cavoli, lattuga, ecc…) più ricchi di Vitamina K (che riduce l’effetto degli anticoagulanti orali). Se il paziente assume abitualmente verdure, non c’è nessun problema e quindi nessun motivo di eliminare dalla dieta le stesse. Bisogna fare attenzione qualora il paziente sia un assuntore occasionale o abbia propensione verso verdure stagionali. In questo caso si possono creare situazioni di scompenso. Tisane ed infusi potrebbero avere effetti sul livello di anticoagulazione. Gli alcolici, se assunti in quantità eccessiva, influenzano il livello di coagulazione. No alle diete fai da te! E’ bene mantenere le stesse abitudini alimentari in vacanza.
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Se devo assumere altri farmaci, cosa succede?
Molti farmaci interferiscono aumentando o diminuendo l’effetto della T.A.O.: non bisogna assumere nuove medicine se non prescritti dal medico. Tutto il personale sanitario con cui entrate in contatto deve essere informato che siete in T.A.O. In caso di assoluta necessità, qualunque farmaco può essere usato sotto stretta sorveglianza medica e con l’obbligo di effettuare controlli dell’INR più frequenti se è nota l’interferenza con la TAO. Le iniezioni intramuscolari possono provocare ematomi; è bene limitarle il più possibile avendo cura di applicare del ghiaccio sulla zona prima e dopo l’iniezione. Non esistono particolari controindicazioni per le vaccinazioni, compresa quella antinfluenzale. I prodotti di erboristeria che contengono sostanze ad effetto farmacologico possono influenzare la T.A.O. in modo imprevedibile ed importante; per tale motivo se ne sconsiglia l’suo. Avvertire il Centro di Sorveglianza T.A.O. dell’intenzione di avere una gravidanza o immediatamente dopo un test di gravidanza positivo.
Posso praticare sport?
E’ ammessa attività fisica in rapporto alle proprie condizioni generali. Sono sconsigliate attività sportive che possano procurare traumi o ferite.
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Cosa comunicare al medico?
Ricordarsi di comunicare tempestivamente al Centro di Sorveglianza:
- Errori nell’assunzione della dose di anticoagulante.
- Inizio di una dieta o notevoli variazioni al regime alimentare precedente: il digiuno potenzia l’effetto degli anticoagulanti.
- Assunzione di nuovi farmaci e durata prevista del trattamento.
- Sospensione di farmaci.
- Comparsa di lividi senza trauma accertato.
- Problemi emorragici: avendo cura di quantificare il grado di emorragia (quanto sangue si è perso), la sede dell’emorragia (da dove esce il sangue) e la frequenza del sintomo (quante volte è successo).
- Aumento importante del flusso mestruale.
- Traumi importanti anche senza danno apparente, soprattutto se alla testa e/o alla schiena.
- Appuntamenti per esami endoscopici e/o invasivi.
- Appuntamenti per estrazioni dentarie o interventi odontoiatrici.
- Segnalare al Centro di Sorveglianza T.A.O. eventuali cambiamenti di indirizzo e numero telefonico.
- In caso di ricovero portare una lettera di dimissione dell’Ospedale.
Nota: abbi cura di portare sempre con te uno scritto che informi che sei in trattamento anticoagulante e la motivazione dello stesso (Ad esempio: “Mi chiamo Rossi Ugo, nato il …e sono in trattamento anticoagulante orale perché sono portatore di protesi valvolare meccanica dal…”).
FONTE DI QUESTO ARTICOLO: http://www.diagnosticaconte.it/?pagina=interno&id=25
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Uno studio potrebbe aumentare le nostre possibilità di combattere il cancro: autori dello studio sono i ricercatori dell’Irccs San Raffaele di Milano, diretto da Giulia Escobar, dottoranda di ricerca, e coordinato da Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia genica, e dalla ricercatrice Roberta Mazzieri (ora trasferitasi all’Università australiana del Queensland). Nel loro lavoro gli scienziati hanno sperimentato una tecnica di terapia genica in grado di bloccare lo sviluppo del tumore. I ricercatori hanno dapprima preso cellule staminali ematopoietiche umane e le hanno geneticamente modificate affinché producessero un gene “terapeutico”, l’interferone alpha, che ha attività antitumorale; poi hanno trapiantato queste cellule staminali in topi con tumore mammario.
Buon anno nuovo a tutti! Ma per alcuni lettori che ieri sera hanno esagerato con gli alcolici, l’anno forse non è iniziato nel migliore dei modi. Molti si sono svegliati infatti disidratati, ipersensibili alla luce, irritabili, con vertigine, nausea e mal di testa: insomma con tutti i sintomi della sbornia! A questo punto sorge spontanea una domanda: Qual è la miglior cura per i postumi di una sbornia? Premettendo che la maniera migliore per me rimane sempre quella di bere il meno possibile ed assicurarci sempre una ottima idratazione bevendo tantissima acqua, ebbene sembra che un rimedio incredibile per riprendersi da una sbornia sia… bere una Sprite, almeno secondo un nuovo studio della University of Exeter. Lo studio ha testato gli effetti di cinquantasette bevande e proprio la popolare bevanda gassata Sprite si è aggiudicata i punteggi più alti nell’alleviare i sintomi legati all’assunzione di alcol in eccesso.
Prima le brutte notizie, cari lettori: purtroppo non esiste alcun farmaco in grado di curare definitivamente l’herpes. La miglior cura contro questo fastidiosissimo ceppo di virus risiede nel nostro sistema immunitario. La buona notizia è che mantenendo le nostre difese immunitarie efficienti ed attivi – con una sana alimentazione, un po’ di moto e stando lontani dallo stress – si è infatti decisamente molto meno suscettibili all’infezione. Insomma, come quasi sempre avviene: la cura migliore è la prevenzione! Praticare regolarmente 30 minuti di attività fisica almeno tre volte alla settimana, il nostro sistema immunitario sarà più forte. Lo stesso avviene con una alimentazione sana e ricca di vitamine e minerali. Alcuni alimenti particolarmente indicati per migliorare l’efficienza del sistema immunitario sono gli agrumi, le alghe, l’echinacea, i prodotti dell’alveare: miele, pappa reale e propoli, carne, pesce e latticini. Per curare alcuni tipi di herpes, è indicato l’uso del profilattico nei rapporti sessuali.
Dai risultati preliminari del primo studio osservazionale retrospettivo di confronto tra farmaco brand e farmaco generico, presentati a Roma in occasione dei recenti congressi della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, della Società Italiana di medicina Interna e della Società Italiana per lo Studio dell’Arteriosclerosi, emerge che NON ci sono differenze significative tra farmaci generici (ora chiamati “equivalenti”) e farmaci di marca. Questo importante studio è stato condotto analizzando i database amministrativi dal 2008 al 2011, relativi ad oltre 350.000 pazienti appartenenti a cinque Asl lombarde (Bergamo, Lecco, Milano città, Milano 2-Melegnano, Pavia) che raggruppano una popolazione totale di circa quattro milioni di persone. Si tratta del primo studio con queste caratteristiche per portata e risultati.
Il professor Emilio Fossati, primario del Dipartimento d’urgenza della Clinica Pediatrica De Marchi di Milano, ha recentemente affermato che c’è un pesante aumento di giovani dai dodici ai quattordici anni che abusano dell’alcol e arrivano al pronto soccorso in condizioni preoccupanti. Questi ragazzi praticano il binge drinking ovvero “abbuffata di alcolici”, bevendo cinque o sei drink alcolici (spesso vodka al limone) con lo scopo di “sballare” in poco tempo. Nel 2012 ci sono stati sessanta ricoveri al pronto soccorso della De Marchi e quest’anno si stanno raggiungendo i cento. Una ricerca condotta dal professor David Nutt pubblicata nel 2010 sulla prestigiosa rivista The Lancet afferma che l’alcol è la droga più nociva per la società, più di eroina, cocaina e altri narcotici: solo che, a differenza di questi, non è proibita dalla legge in età maggiorenne. Chiunque si può fare un drink o quanti ne vuole senza conseguenze legali. Secondo il professor Nutt se è vero che l’alcol è solo al quarto posto come pericolosità per chi ne fa uso, venendo in questa graduatoria dopo eroina, crack e matamfetamine, è altrettanto vero che, sommando il danno che l’alcol fa all’individuo con il danno sociale, è proprio l’alcol che risulta la “droga” più pericolosa di tutte. 72 punti su 100 contro i 55 dell’eroina, i 54 del crack, i 27 della cocaina, i 24 dell’anfetamina i 20 della marijuana.
Per buttarla in scherzo si potrebbe dire che, a dar retta alle raccomandazioni americane, a non prendere le medicine anticolesterolo rimarranno solo i bambini. Le nuove linee guida pubblicate un paio di settimane fa dall’American college of cardiology e dall’American heart association su chi e quando dovrebbe prendere le statine hanno suscitato un putiferio. Le nuove indicazioni introducono due sostanziali novità rispetto al passato. La prima è che non c’è più un livello fisso cui mirare nell’abbassare il colesterolo cattivo: si dice solo che i medici devono valutare il rischio complessivo del paziente, se ha già avuto o no un infarto, se ha altre malattie, se è iperteso e, nel caso abbia anche il colesterolo alto, occorre prescrivergli le statine per abbassarlo.