Differenza tra emorroidi e polipi

MEDICINA ONLINE ESOFAGO STOMACO DUODENO INTESTINO TENUE DIGIUNO ILEO SCOPIA APPARATO DIGERENTE CIBO DIGESTIONE TUMORE CANCRO POLIPO ULCERA DIVERTICOLO CRASSO FECI SANGUE OCCULTO MILZA VARICI CIRROSI EPATICA FEGATO VOMITOEmorroidi

Con il termine “emorroidi” (in inglese “hemorrhoid”) si identifica un gruppo di strutture vascolari appartenenti al canale anale. Quando, per vari motivi, sono gonfie ed infiammate, diventano patologiche e causano una sindrome nota come malattia emorroidaria. Nel linguaggio comune, con il termine emorroidi, ci si riferisce proprio alla malattia emorroidaria. Mentre la causa esatta non è nota, una serie di fattori che aumentano la pressione intra-addominale, in particolare la costipazione, si ritiene rivestano un ruolo nel loro sviluppo.

Le emorroidi possono essere “interne” ed “esterne” ed in base a ciò possono presentarsi in modo diverso. Tuttavia, molte persone possono avere una combinazione delle due. Un sanguinamento abbastanza significativo da causare anemia è raro, un’emorragia tale da mettere in pericolo di vita è ancora più raro. Molte persone si sentono in imbarazzo riguardo alla condizione e, spesso, cercano cure mediche solo quando la situazione è ormai in uno stadio avanzato. Se non trombotiche, le emorroidi esterne possono causare un lieve problema. Tuttavia, quando vi è una trombosi, esse possono essere molto dolorose con risoluzione che si ha in genere in più di 2 o 3 giorni. Il gonfiore può richiedere un paio di settimane per scomparire, e dopo la guarigione un’escrescenza di pelle può rimanere. Se sono di grandi dimensioni e provocano problemi con l’igiene, possono causare irritazione della pelle circostante e prurito intorno all’ano. Le emorroidi interne, solitamente, si presentano indolori, di colore rosso vivo e con sanguinamento rettale che si verifica durante i movimenti intestinali: una condizione nota come ematochezia. Le feci, solitamente, si presentano di un colore normale. Altri sintomi possono includere scarico delle mucose, una massa perianale se vi è prolasso attraverso l’ano, prurito e incontinenza fecale. Le emorroidi interne sono solitamente dolorose solo se diventano trombotiche o necrotiche. I sintomi di emorroidi patologiche dipendono dalla localizzazione. Le emorroidi interne di solito si presentano indolori e con sanguinamento rettale, mentre le emorroidi esterne possono produrre alcuni sintomi e forte dolore se si verifica trombosi e gonfiore nella zona dell’ano.

Il trattamento iniziale per la malattia, da lieve a moderata, consiste nell’aumentare l’assunzione di fibre e di liquidi per mantenere l’idratazione. I FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) possono, temporaneamente, essere utilizzati per lenire il dolore. Nei casi più gravi si interviene chirurgicamente.

Per approfondire:

Polipi

Quando si parla di “polipi intestinali” o più semplicemente “polipi”, si intendono delle strutture che determinano rilievi della mucosa intestinale e dello stomaco di natura per lo più benigna. Alcuni polipi (adenomi) possono, se lasciati in sede e se diventano molto grossi, degenerare e diventare maligni. È accertato che la maggior parte dei tumori maligni dell’intestino derivano da polipi (adenomi) inizialmente benigni. La diagnosi di polipo intestinale, al contrario delle emorroidi, necessita di esame endoscopico (gastroscopia o colonscopia, tramite le quali si può effettuare anche biopsia). I polipi sono spesso asintomatici, cioè non dare alcun sintomo, anche per lunghi periodi, al contrario delle emorroidi, specie quelle esterne, i cui sintomi si rendono spesso manifesti. La diagnosi di poliposi viene effettuata solo quando il paziente si sottopone ad alcuni esami quali la ricerca del sangue occulto nelle feci, oltre agli esami endoscopici prima citati. Seconda della sede e delle dimensioni si possono manifestare, dolore, presenza di sangue nelle feci e alterazioni dell’alvo, fino anche ad occlusione intestinale.  La terapia è l’asportazione chirurgica per via endoscopica.

Per approfondire:

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Cure dell’ematospermia: dilatatori uretrali, farmaci e chirurgia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ROTTURA MILZA TERAPIA CHIRURGICA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PenePrima di iniziare la lettura, per meglio comprendere l’argomento trattato, ti consiglio di leggere questo articolo: Presenza di sangue nello sperma: cause e terapie dell’ematospermia

La terapia dell’ematospermia varia notevolmente in base alla causa che l’ha determinata: in caso di ematospermia da cause patologiche, spesso è sufficiente curare la causa che la determina, per eliminare la presenza di sangue nello sperma, come ad esempio sospendere il farmaco che potrebbe averla determinata.
Quando non viene identificata una causa particolare (ematospermia idiopatica), il trattamento è empirico, basato dunque sull’osservazione. Anche in simili frangenti, alcuni terapisti consigliano comunque la somministrazione di tetraciclina per un periodo variabile dai 5 ai 7 giorni, trattamento associato eventualmente ad un massaggio prostatico. Ove la biopsia prostatica accerti la presenza di microorganismi patogeni, il paziente viene di norma curato con antibiotici, eventualmente associati a fitoterapici ad azione antinfiammatoria. È sconsigliata la somministrazione di FANS per tempi prolungati, poiché potrebbe peggiorare l’ematospermia.
Alcuni pazienti lamentano sangue nello sperma a causa di un restringimento (stenosi) dell’uretra: in simili frangenti, possono essere utili alcuni dilatatori uretrali, mentre nei casi di maggior severità è indispensabile l’operazione chirurgica per rendere pervia l’uretra.
Si tratta comunque di casi sporadici, in cui il sangue nello sperma non rappresenta certo il problema principale, ma solamente un sintomo secondario, una conseguenza di condizioni morbose genitali più severe. Come già accennato precedentemente, quando la patologia cardinale viene curata, anche l’ematospermia non costituirà più una preoccupazione.

Leggi anche:ù

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

7 uomini sbagliati: come capire quali sono e lasciarli in tempo

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ESSERI UMANI NARCISISTI NON SI PUO ESSE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneEcco sette tipologie di uomo e di comportamento maschile che vi devono mettere in guardia: forse è il momento giusto per scappare da una relazione che – probabilmente – non vi porterà a nulla di buono.

1) L’uomo indifferente
Quando capite che nonostante le sorprese che gli fate e tutte le attenzioni che dimostrate, come preparare la crostata di marmellata di more (la sua preferita), dopo averle raccolte tra i rovi e aver maneggiato la pasta piena di burro che si appiccica alle dita, lui non apprezza e fa spallucce come se tutto gli fosse dovuto. Perché per l’uomo indifferente è scontato essere completamente “adorato”.

2) L’uomo che non lascia oltrepassare il “muro”
Quando non vi permette di superare il “muro” e non riuscite proprio a sfondarlo, non vi fa entrare nel suo mondo perché teme la condivisione, teme di aprirsi completamente. All’inizio di una storia può essere comprensibile essere riluttanti, ma quando si decide di stare insieme, di condividere dei momenti e la quotidianità della vita, dovrebbe venire del tutto naturale lasciarsi andare. Quando si capisce? Il primo segnale è la sua resistenza a trascorrere un week end romantico, per non parlare di una vacanza insieme e stare 24 ore “vicini, vicini”.

Leggi anche:

3) L’uomo anaffettivo
Un altro indicatore per iniziare a correre verso altre mete maschili è quando vi accorgete che non è, come avete sempre creduto, un uomo dal carattere riservato e timido, ma è semplicemente un anaffettivo e del tutto incapace di parlare dei suoi sentimenti. Non riesce proprio a dire “ti amo” o sentirsi dire “ti amo”. Gli vengono i brividi, lo vedi incespicare, non gli escono suoni dalla bocca, neanche avesse ingoiato un osso di coscia di pollo.

4) L’uomo “braccino corto”
Prima era l’uomo più generoso del mondo, ma ora è diventato tirchio che più tirchio non si può. Quando una relazione si avvia al capolinea lo prova anche, non solo la sua reticenza a fare regali “importanti”, ma dalla graduale penuria dei doni e piccoli pensierini, che sono sempre più miseri e di una bruttezza imbarazzante, accompagnati spesso della tipica frase: “Amore, ma è un regalo utile”. La generosità e nobiltà d’animo non si quantificano in denaro, ma chiunque è in grado di fare uno sforzo. Soprattutto se è interessato sinceramente.

Leggi anche:

5) L’uomo che non programma
Entra nel panico se iniziate a programmare il futuro a lungo termine. Se state insieme da molto tempo, convivete ma lui dichiara di non essere pronto per andare all’altare. Non è vero che non è pronto per il matrimonio. La verità è che non gli piaci abbastanza e non vuole sposarsi con te. Se dice che non vuole pensare al futuro, sta mentendo. Se fossi la donna giusta per lui, ti sposerebbe anche domani. Secondo le statistiche, gli uomini pensano al futuro e prendono le decisioni più importanti della loro vita tra i 25 ed i 35 anni.

Leggi anche:

6) L’uomo che perde interesse per il sesso
Ovviamente dopo tanti anni insieme, il desiderio non è più ardente come una volta, ma se vi sembra di stare con vostro fratello piuttosto che col vostro fidanzato o marito… c’è qualcosa che non va. Se non vi tocca più, non vi cerca, non vi desidera, forse è il momento di rompere. Il disinteresse sessuale è un segnale di allarme rosso. Un segno inquietante, soprattutto quando passa sempre meno tempo con voi. Se un uomo ama cerca la sua donna e ne è attratto. Fa fatica a staccare gli occhi e le mani di dosso dalla sua lei. Se il vostro uomo non vi cerca o vi tradisce o è stanco di voi.

7) L’uomo egocentrico
Tutto ruota intorno a lui. Scappate via, subito, appena capite che è un uomo egocentrico che considera il vostro tempo come qualcosa che non vale un granché, a meno che non sia utilizzato per vedere lui. L’egocentrico vuole convincere gli altri e sé stesso della sua superiorità. Voi non esisterete mai per lui, se non per soddisfare il suo ego. Se quando sta con voi vi dà l’idea che vi stia facendo una grossa concessione, scappate a gambe levate. Questi uomini non sono in grado di soddisfare una donna. Resteranno ragazzini pronti solo e sempre a divertirsi, non rinunceranno per niente al mondo ai loro interessi ed eviteranno responsabilità.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Fare un clistere evacuativo: procedura semplice con peretta

MEDICINA ONLINE ENTEROCLISMA PERETTA CLISTERE EVACUATIVO PULIZIA COLON INTESTINO STIPSI COSTIPAZIONE FECALOMA FECI DURISSIME PALLINE TAPPO DIGIUNO DEFECAZIONE DIARREA ODORE CIBO TEMPO ESCon “clistere” in medicina si indica una tecnica che permette l’iniezione di un liquido nell’ano con lo scopo principale di stimolare l’evacuazione, ma anche utile in caso di irregolarità intestinali e irritazioni della mucosa intestinale, preparazione ad un intervento chirurgico o ad una procedura d’indagine come l’anoscopia, la rettoscopia o la colonscopia, oppure in caso di fecalomi. Vediamo oggi come praticare un clistere tramite una “peretta“, anche denominata “pompetta” (i due termini sono sinonimi). In inglese la peretta viene chiamata “rubber syringe” o “bulb syringes“).

Precisazione: in questo articolo descriviamo come fare un clistere tramite peretta, cioè l’apparecchio che vedete nella foto in alto, se cercate invece il metodo per fare il clistere con un enteroclisma o con un microclisma, leggete:

Occorrente

Per praticare un clistere tramite peretta, occorrono:

  • un kit nuovo per clistere a peretta, acquistato in farmacia;
  • vasellina o gel ipoallergenico o un cucchiaino di olio di mandorle organico, olio di oliva o di cocco, per lubrificare l’ingresso della sonda;
  • cestino per rifiuti biologici.

Abbiamo un ampolla un contenitore di piccole dimensioni con una cannula all’estremità: niente di complesso, la cannula ha una misura utile per restare entro l’ampolla rettale.

Procedura

Se devi praticare un clistere tramite peretta, segui questi step:

  1. Fare stendere il soggetto sul letto, preferibilmente sul fianco sinistro.
  2. Individuare la sede di introduzione, che deve essere visibile e possibilmente sana: può sembrare banale ma potremmo avere infezioni o emorroidi vegetanti all’esterno dell’ano che mostrano false vie o peggio formazioni neoplastiche che possono sanguinare facilmente e possono richiedere a nostra valutazione di non proseguire.
  3. Lubrificare la sonda.
  4. Inserire la sonda fino all’ampolla rettale.
  5. In caso di ostacoli, tornare lievemente indietro e trovare nuova via.
  6. Procedere con l’introduzione del liquido.
  7. Far rimanere il soggetto almeno 10 minuti in posizione sdraiata e sul fianco sinistro.

Se si procede da soli, specie la prima volta, sarebbe opportuno evitare di farsi il clistere. Nonostante eseguire un clistere con peretta è generalmente una pratica sicura, è opportuno avere comunque accanto una persona di fiducia per qualsiasi evenienza. In caso di comparsa di dolore molto intenso o di sanguinamento dal retto, interrompere le operazioni e contattare immediatamente un medico: la peretta potrebbe aver determinato una lesione che non deve essere sottovalutata.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere del vostro apparato digerente, in grado di combattere stipsi, fecalomi, meteorismo, gonfiore addominale, acidità di stomaco, reflusso, cattiva digestione ed alitosi:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Polmonite in bimbi ed adulti: quando diventa davvero pericolosa

MEDICINA ONLINE POLMONITE POLMONI LIQUIDO ALVEOLILa polmonite è una malattia infiammatoria che colpisce uno o ambedue i polmoni. Molti microrganismi, come batteri, virus e funghi, possono causare la polmonite. Può anche dipendere dall’inalazione di un liquido o di un agente chimico. I soggetti più a rischio sono gli adulti oltre i 65 anni e i bambini sotto i 2 anni di età, oppure le persone già affette da problemi di salute. La sintomatologia può variare da lieve a grave, i principali sintomi sono febbre alta, brividi e tosse produttiva,che non migliora o che tendenzialmente peggiora.

Nella maggior parte dei casi i soggetti con polmonite possono essere tranquillamente trattati e non andare incontro a complicanze. In alcuni casi, però, la polmonite può condurre a patologie e condizioni pericolose per la salute, anche potenzialmente mortali, specie in soggetti a rischio come neonati, bambini, anziani, soggetti immunodeficienti.

Le complicazioni pericolose per la salute più comuni, sono:

  • Batteriemia e shock settico. La batteriemia è una complicanza grave, che consiste nella contaminazione del sangue da parte dei batteri. Può determinare uno shock settico, potenzialmente mortale.
  • Ascesso polmonare. L’ascesso polmonare viene in genere trattato con gli antibiotici. Talvolta, è però necessario drenare il pus chirurgicamente o aspirandolo con un ago.
  • Versamento pleurico, empiema e pleurite. Si tratta di complicanze dolorose e addirittura potenzialmente mortali che possono succedere se la polmonite non viene trattata. La pleura è una membrana costituita da due ampi foglietti sottili di tessuto. Un foglietto avvolge l’esterno del polmone, mentre l’altro riveste l’interno della cavità toracica. L’irritazione e l’infiammazione di questi due foglietti costituiscono la pleurite, causa di dolore lancinante a ogni respiro. Lo spazio tra i due foglietti pleurici (spazio pleurico) è minimo. L’accumulo di liquido nello spazio pleurico viene detto versamento pleurico. Se il liquido è infetto, si parla di empiema. Quando succede, può essere necessario drenarlo tramite una cannula toracica o rimuoverlo chirurgicamente.
  • Insufficienza renale, a tal proposito leggi: Differenza tra insufficienza renale acuta, cronica e dialisi
  • Insufficienza respiratoria, a tal proposito leggi: Crisi respiratoria acuta e rischio di morte: cosa fare?

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

 

Come porti i capelli rivela molto della tua personalità

MEDICINA ONLINE VOLTO FELICE FIDUCIA SE DONNA CAPELLI ROSSI SGUARDO RAGAZZA ESTATE SUMMER MORA PELLE SKIN OCCHI TERAPIA TRATTAMENTO EYES BELLEZZA VISO RIMEDI SEXY SEX  MEDICINA ESTETICA PELLE CASTANA CUTE YOUNG GIRLI capelli ti accompagnano per tutta la vita e possono rivelare il tuo stato d’animo: la decisione di cambiare taglio, per esempio, avviene spesso dopo un evento importante, come una separazione o la nascita di un bambino. I capelli sono quindi un formidabile mezzo d’espressione e lo specchio delle tue trasformazioni e del tuo carattere, ecco alcuni esempi:

CAPELLI ROSSI: SIETE DEI VULCANI. I capelli rossi segnalano un carattere fuori dagli schemi, originale e bizzarro. Difficilmente vi accontentate di quel che viene considerato normale dalla maggior parte delle persone, siete irrequieti e impulsivi e sicuramente non è facile starvi accanto.

CAPELLI BIONDI: SIETE DOLCI E SENSUALI. Chi ha i capelli biondi di solito ha una personalità dolce e sente la necessità di essere seduttiva. Tende, però, ad essere un soggetto un po’ idealista, che sogna ad occhi aperti il partner della propria vita, rischiando di subire delusioni in campo affettivo.

CAPELLI CASTANI: SIETE ROMANTICI ED EQUILIBRATI Il carattere dei castani è affettuoso, equilibrato, pacifico. Non vi piacciono i colpi di testa, ma la fiducia e la tranquillità. Siete sempre pronti al dialogo, alle relazioni umane e non amate litigi e bizzarrie.

Leggi anche:

CAPELLI MORI: SIETE DETERMINATE E CONCRETE. I capelli scuri rivelano forza, tenacia e determinazione nel perseguire gli obiettivi, che a volte entra in conflitto con la vostra estrema sensibilità facendovi sentire malinconiche. Le donne more sono molto materne e manifestano una fisicità più istintiva.

CAPELLI CORTI O RACCOLTI: SIETE PRATICHE E SBARAZZINE. Una donna con i capelli corti può indicare una persona sportiva, pratica, sbarazzina, elegante o che ha poco tempo da dedicarsi. Lo stesso vale per una donna che tende a tenere i capelli raccolti: ha necessità che siano a posto e quindi anche in questo caso si evidenzia la praticità.

CAPELLI LUNGHI: SIETE FEMMINILI E ELEGANTI. Chi sceglie di tenere i capelli lunghi deve dedicarvi più  tempo e cure, quindi parliamo di una donna attenta alla propria femminilità e che dedica tempo a se stessa. I capelli lunghi sono molto femminili e seduttivi, soprattutto se vengono toccati e manipolati.

CAPELLI GROSSI E SPESSI: SIETE CORAGGIOSI E SPREZZANTI. Questi capelli mostrano grande forza vitale e vigore psicofisico, qualità che dovrebbero permettervi di resistere bene allo stress. Avete una forte autostima e vi piace mettervi alla prova, per voi non esistono ostacoli insuperabili.

CAPELLI FINI E DELICATI: SIETE SENSIBILI ED INTUITIVI. Chi ha i capelli fragili e simili a seta è sensibile, intuitivo e capace di cogliere l’animo altrui. La vostra estrema sensibilità rischia di farvi soffrire, ma la vostra capacità quasi sensitiva di percepire persone e situazioni vi protegge dalle delusioni.

CAPELLI FOLTI, A CRINIERA: SIETE SENSUALI E VOLITIVI. Se portate i capelli come la criniera del Re leone dimostrate grande vitalità: siete esigenti, con voi stessi e con gli altri e, in certe occasioni, anche un po’ prepotenti. Compensate con una grande carica erotica e notevole forza interiore, sopportate a lungo fatica e stress.

I migliori prodotti per la cura del capello 

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere del capello sia femminile che maschile, in grado di migliorare forza, salute e bellezza dei tuoi capelli. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

Lavaggio dei capelli

Cura dei capelli

Asciugatura ed acconciatura dei capelli

Tintura dei capelli, ciglia, sopracciglia

Eliminazione dei pidocchi

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Che significa prendere un farmaco off label?

MEDICINA ONLINE FARMACO MEDICINALE PRINCIPIO ATTIVO FARMACIA PILLOLA PASTIGLIA DINITROFENOLO DNP DIMAGRIRE DIETA FARMACI ANORESSIZANTI MORTE EFFETTI COLLATERALI FOGLIO FOGLIETTO ILLUSTRACon off-label in medicina e farmacologia si intende l’impiego nella pratica clinica di farmaci in maniera non conforme allo stesso, ad esempio la somministrazione di un dato farmaco per una patologia non prevista tra le indicazioni terapeutiche di quel dato farmaco.

Spesso l’utilizzo degli off-label riguarda molecole già note e utilizzate da tempo e per le quali determinate evidenze scientifiche suggerirebbero un uso razionale anche in situazioni cliniche non previste dalla scheda tecnica e nel foglietto illustrativo dei farmaci autorizzati all’immissione in commercio dalle Autorità regolatorie (Ministero della Salute e/o EMEA). Di conseguenza il farmaco off-label può essere utilizzato in “particolari situazioni cliniche”, per esempio ma non solo, anche modificando alcuni aspetti fondamentali “consolidati” della posologia del farmaco.

Leggi anche:

La prescrizione off-label si realizza quando un farmaco viene somministrato:

  • Diversamente dall’indicazione terapeutica prevista.
  • Diversamente dalle vie e dalle modalità di somministrazione prevista.
  • Secondo dosi diverse rispetto a quanto previsto dallo schema posologico dell’RCP.
  • Superando le controindicazioni contemplate nel RCP.
  • Diversamente dalle utilizzazioni autorizzate dal Ministero della Salute.
  • Diversamente dall’elenco predisposto dalla Commissione Unica del farmaco.

La prescrizione in off-label, al di là del rispetto delle leggi che la regolano, è anche un problema di ordine etico; perché va a condizionare in modo decisivo la pratica clinica, ovvero il comportamento che il medico assume nei confronti della terapia cui sottopone il proprio paziente. Infatti, se da un lato la prescrizione in off-label di un farmaco, in alcune situazioni cliniche selezionate, può rappresentare una preziosa opportunità, talvolta questa è l’unica terapia possibile del paziente.

L’uso diffuso ed indiscriminato del farmaco off-label, per il quale non è stata accertata “efficacia” e/o “sicurezza”, può sottoporre inutilmente il paziente a possibili imprevedibili danni. Danni evitabili nel caso in cui sono disponibili più note e collaudate alternative terapeutiche efficaci e nello stesso tempo autorizzate; per le quali è stata accertata con sicurezza l’efficacia e la tollerabilità.

Spetta sempre e comunque al medico curante la scelta dell’utilizzo di un farmaco in off-label che, secondo “scienza e coscienza”, basandosi sui risultati pubblicati nella letteratura scientifica, sotto la sua diretta responsabilità, dopo aver informato adeguatamente il paziente ed averne ottenuto il consenso, potrà far iniziare la terapia con un farmaco per un’indicazione terapeutica differente o una via di assunzione o una modalità di somministrazione alternativa a quelle approvate foglietto illustrativo.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Alain Prost, il professore: freddo, analitico ed intelligente

MEDICINA ONLINE ALAIN PROST WIN WINNER RACE MARANELLO PROFESSORE crash Tamburello INCIDENTE IMOLA SAN MARINO GP GRAN PREMIO FORMULA 1 1989 FERRARI FIRE FUOCO USTIONIAdesso che ha superato i 60 anni e fa da team manager al figlio Nicholas, oltre che ambasciatore per Renault in F.1 e nello sport, Alain Prost si è addolcito come mai lo è stato in passato. Pilota freddo, anche se mangiava unghie con una voracità che Jean Todt se la sognava, analitico e intelligentissimo. Un genio che ha vinto “solo” 4 mondiali e avrebbe potuto fare di più. Prima ancora di Schumacher, per intenderci, molto prima di un Vettel. Sulla sua capacità visiva avrebbero potuto scriverci un trattato medico. Alain Prost era uno dei pochi piloti quasi insensibili alla luce del sole. Per vederlo correre con una visiera scura, le condizioni ambientali dovevano essere davvero eccezionali. Non che Alain fosse un alieno, solo che una visiera scura toglie parte della visibilità agli strumenti di bordo e un colpo d’occhio, a oltre 300 all’ora, può fare la differenza. Per questo, potendo farne a meno, Prost preferiva le visiere trasparenti, con solo un filo di nastro adesivo di qualche centimetro applicato sulla parte alta, tanto per impedire al sole di accecarlo in maniera diretta. Ma non finiva qua.

Alain Prost, detto anche il professore, aveva altre piccole manie, come quella di capire quanto perdeva nel leggere gli strumenti di bordo. Il contagiri, per esempio. Analizzando la telemetria, Prost aveva scoperto, infatti, che ad ogni sguardo al contagiri, il piede si alzava in maniera impercettibiledall’acceleratore, perdendo anche 200-300 giri di rotazione. Quando le differenze sono ridotte al minimo, quei 200 giri potevano significare la riuscita di un sorpasso andato a buon fine o una manovra rimandata.

Un’altra mania del “professore” erano i guanti. Dovevano essere consunti, quasi laceri e l’impugnatura sul volante avveniva coi polpastrelli arpionati nella corona. Serviva per la sensibilità di guida, specie sul bagnato. Eppure, a sentire Ayrton Senna, il bagnato non era proprio il pezzo forte di Alain Prost, al punto che in privato, ma anche con la stampa brasiliana, Senna lo chiamava “O cauteloso”, il prudente. In principio non era così. La cautela di Prost sul bagnato ha una origine certa e una data ben precisa. Avviene durante le qualifiche del GP di Germania del 1982, quando la sua Renault fu tamponata violentemente dalla Ferrari di Didier Pironi. Alain sta facendo la sua traiettoria, non ha rallentato, ma all’improvviso sente un forte colpo dietro e vede la sagoma rossa della Ferrari passargli sopra. Vede la vettura disintegrarsi, roteare per aria e riatterrare con la parte anteriore devastata.

E quando vede le condizioni di Didier Pironi, Prost capisce che sul bagnato, quel tipo di incidente, può accadere a chiunque. Da qui, sull’ asfalto troppo scivoloso, Prost cambia stile e filosofia di pilotaggio. Quando arriva alla Ferrari, alla fine del 1989, ha appena vinto il suo terzo titolo mondiale. A Suzuka è andata in scena una delle battaglie epiche della storia della F.1 e l’astuzia di Alain ha beffato la grinta di Senna: il brasiliano lo ha affiancato alla staccata della chicane e Prost ha chiuso la traiettoria, bloccando in un abbraccio le due monoposto. Alain è sceso e se ne è andato. Senna ha ripreso, facendosi spingere dai commissari. Per questo verrà squalificato e il Titolo andrà matematicamente a Prost. Senna non accetterà mai quella manovra e alla prima occasione, renderà a Prost lo sgarbo. Quando Alain arriva alla Ferrari trova Nigel Mansell, un pilota tutto cuore e piede pesante, non un politico sopraffino. Prost si guarda attorno, cerca di capire come funzionano gli equilibri interni ma nella sua mente comincia a farsi largo una idea: quando lascerà le corse, vorrà una squadra tutta sua.

E per questo comincia a studiare da team manager. Sarà il suo errore fatale a Maranello. Oltre che fare il pilota, stava anche cercando di gestire la squadra: troppe cose anche per un campione del suo calibro. Eppure il 1990 era cominciato nel migliore dei modi. Dopo il ritiro nella gara iniziale a Phoenix, inBrasile Prost vince beffando Ayrton Senna. Il brasiliano sta conducendo la gara senza problemi. Sulla pista di casa vuole umiliare Prost che lo ha derubato, secondo l’opinione del brasiliano, del titolo mondiale. La voglia di strafare è tanta e nel doppiaggio di Nakajima, Senna tocca la Tyrrell del giapponese, rovinando l’ala anteriore. Con la sosta ai box Ayrton perde anche il comando della gara, che finisce proprio a Prost che va a vincere con Senna che sale sul terzo gradino del podio. Gli sguardi fra i due la dicono lunga su cosa provi l’uno nei confronti dell’altro. Intanto le gare successive sono interlocutorie. Per tornare al successo, infatti, Prost dovrà aspettare ancora tre gare. A Imola finisce quarto, a Montecarlo si ritira, ma in Messico infila la prima di tre vittorie consecutive che lo porteranno in testa alla classifica iridata.

Leggi anche:

In Messico Senna capisce che il rivale ha un vantaggio tecnico e in qualifica ci dà dentro, finendo però per ribaltarsi in malo modo alla curva Peraltada. Non avrà problemi fisici, ma si capisce che il week end comincia in salita. Alla Ferrari, invece, Prost non ha nessun problema a controllare il compagno di squadra Nigel Mansell, che non va oltre il secondo posto messicano e infila poi una serie di ritiri. In Francia Prost vince un GP nelle ultime battute. In testa alla corsa c’è la sorprendente Leyton House di Ivan Capelli ma, a pochi giri dalla fine, il milanese è costretto a rallentare il ritmo perché il mancato pescaggio della benzina fa perdere colpi al motore. Prost vince la seconda gara consecutiva, Capelli al secondo posto toglie punti preziosi a Senna che si accontenta della terza piazza. La tripletta di Prost si compie a Silverstone. Mansell fa la pole, ma spreca l’occasione rompendo un semiasse dopo la sosta ai box. Alain Prost invece non perde il colpo e centra la terza vittoria di fila che lancia la Ferrari e il francese verso la vetta iridata. Dopo 8 gare, Prost vanta quattro successi, Senna tre ma il brasiliano ha anche tre terzi posti mentre Alain neanche uno.

Comincia la seconda parte del campionato e all’improvviso la Ferrari è in affanno. Senna continua a vincere o al massimo a concludere al secondo posto. Prost, per tornare a vincere, dovrà aspettare il GP di Spagna a Jerez a fine stagione, ma in Portogallo si consuma la rivalità interna con Nigel Mansell, che al via chiude la porta in faccia al compagno di squadra e di fatto lo mette fuori gioco contro Senna. Alain se la prende con la gestione della squadra, che non ha saputo controllare Mansell, dimenticandosi però del fatto che l’inglese si era già accordato con la Williams per la stagione seguente e che a Maranello sarebbe arrivato il giovane Jean Alesi, il cui contratto è stato perfezionato proprio nella settimana fra la gara portoghese e quella spagnola di Jerez. La Ferrari, però, non può lamentarsi perché il bottino stagionale parla già di 6 vittorie, le stesse che vanta la McLaren. Quell’anno il regolamento prevede che i piloti possano scartare dei punti: infatti valgono i migliori 11 risultati sulle 16 gare iridate. In Giappone, per il gioco degli scarti, Senna potrebbe mettere al sicuro il titolo mondiale. È una vigilia fatta di tensioni, ma nessuno immagina quello che sarebbe accaduto otto secondi dopo il via.

Appena scattati al semaforo verde, Prost prende il comando alla prima curva, ma Ayrton Senna lo centra violentemente e le due monoposto finiranno fuori pista. Senna diventa campione del mondo, Prost capisce che il brasiliano gli ha fatto pagare quel sorpasso negato alla chicane dodici mesi prima. Ma all’epoca nessuno dice niente. Infatti, oltre a Prost, Senna ha come rivale anche il presidente della Federazione, il francese Jean Marie Balestre, col quale non è stato tenero nell’89 quando fu squalificato in Giappone. La lotta di Ayrton è duplice: contro Prost e contro la Federazione. E ha sistemato le cose a modo proprio.

La confessione di Senna ci sarà soltanto anni dopo, quando Prost deciderà di smettere dopo aver vinto il quarto Titolo mondiale con la Williams. Per la Ferrari è una beffa atroce: il titolo mondiale continua a sfuggire dal 1979, eppure nel corso degli anni ha schierato monoposto competitive, ha vinto corse e Titolo costruttori, ma l’alloro piloti continua a sfuggire. Sembra quasi ci sia una maledizione in corso, ma le vittorie di Prost, la competitività della monoposto, fanno presagire un 1991 all’insegna del successo. Con Jean Alesi in squadra si respira aria nuova: non ci sono più due galli in un pollaio, ma il professor Prost e l’allievo Alesi. Una coppia tutto sommato ben assortita, con il più esperto che dà consigli al più giovane.

Purtroppo la Ferrari 641 non è competitiva come quella dell’anno prima e la McLaren di Senna vola rispetto a 12 mesi prima. Le prime tre gare, infatti, vengono vinte dal brasiliano e mentre Prost finisce al secondo posto a Phoenix e quarto in Brasile, a Imola succede il patatrac. Comincia a piovere e i piloti affrontano il giro di ricognizione con le gomme da asciutto. Alla curva della Rivazza Prost finisce in una pozzanghera, va in testacoda e a marcia indietro si arresta contro le barriere all’interno della curva.

Dal muretto dei box il DS Cesare Fiorio, al pari di milioni di telespettatori, è incredulo e via radio chiede spiegazioni al pilota: « Che caz combini, ma che caz fai? » urla Fiorio. Poi si accorge della presenza di chi sta scrivendo ora per voi, lo butta fuori dai box, fa calare la saracinesca e urla ancora «Parti, metti in moto, fa qualcosa!». Volano le parolacce e quando ci si accorge che ci sono molti giornalisti attorno, tutti vengono allontanati. A Montecarlo, due settimane dopo, i rapporti sono molto tesi e un pit stop disastroso mette chiaramente uno di fronte all’altro Alain Prost e Cesare Fiorio. Il pilota rimane in bilico su un bullone di una ruota e non riesce a ripartire che dopo un tempo lunghissimo, con le telecamere però che hanno ripreso tutto.La Ferrari decide di divorziare da Fiorio, ritenuto responsabile del rendimento della squadra in pista. Prost crede di avere campo libero, ma le prestazioni in pista non sono adeguate. In Francia, Alain parte in prima fila e conclude al secondo posto dietro al vincitore Mansell.

Sembra che stia per cominciare la rinascita, invece arriva ancora un terzo posto a Silverstone e un altro a Monza. Ma qui, nei test privati della settimana precedente, accade qualcosa di nuovo. Ayrton Senna racconta ai giornalisti di essere stato contattato da Cesare Fiorio per andare a correre alla Ferrari nel 92. E dice che il contatto è avvenuto a cavallo del GP di Montecarlo. Il messaggio del brasiliano è duplice: spiega il motivo dei cattivi rapporti fra Prost e Fiorio, ma soprattutto manda un messaggio a Maranello, alla nuova dirigenza, facendo capire che, anche se cambiano gli interlocutori, non cambia la sua voglia di venire alla Ferrari. Alain Prost intuisce che di fronte al suo carisma e al peso di Senna, i dirigenti dell’epoca della Ferrari avrebbero scelto Ayrton.

Nel frattempo le forze in campo dicono che McLaren e Williams hanno preso il sopravvento sulla Ferrari e quando si arriva a Suzuka questo è lampante. Le due McLaren di Senna e Berger fanno quello che vogliono, Patrese e Mansell con le Williams stanno davanti a Prost, che più in là del quarto posto non riesce ad andare. Dopo la gara, appoggiato sul muretto della palazzina che ospita la squadra, parlando coi giornalisti, Prost racconta le sue difficoltà in gara, dicendo che lo sterzo si era indurito, sembrava pesante come quello di un camion. In Italia i giornali titolano: “Questa Ferrari è come un camion” e tanto basta per sancire il divorzio fra la squadra italiana e il pilota francese dopo 30 GP che hanno fruttato 5 vittorie, 5 secondi posti, 4 terzi posti e 3 giri veloci in gara.

Leggi anche:

Per l’ultima corsa della stagione la Ferrari ingaggia Gianni Morbidelli e Alain Prost, vincolato da un contratto anche per il 1992, rimane fermo un anno. Tornerà in gara solo nel 1993, al volante della Williams con la quale vince il suo quarto titolo iridato, ma soprattutto riesce a ricostruire il suo rapporto umano con Ayrton Senna. Sul podio dell’ultima gara della stagione, ad Adelaide,Ayrton Senna compie un gesto clamoroso: si avvicina a Prost, gli alza il braccio destro e chiede un applauso a cotanto campione. Le rivalità, gli screzi, gli sgarbi e le lotte senza esclusione di colpi vengono d’un tratto archiviate di fronte al riconoscimento del valore sportivo di Alain Prost, il professore, il più grande della sua epoca. Prima che arrivasse Michael Schumacher.

La colpa più grande? Leggere tutti i giornali, segnarsi le critiche ritenute ingiuste e dirlo in conferenza stampa uno a uno, prendendo a brutto muso chi aveva scritto l’articolo: «Tu sei un furbo – disse in Germania alla vigilia del GP – hai scritto una falsità, ti conosco, so che sei amico di quello là e sei un falso». Il giornalista era l’inviato del più importante quotidiano sportivo italiano e ora fa il direttore. Lui forse lo ha dimenticato ma Prost penso di no!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!