Italiani sedentari ma non eccedono con le bevande zuccherate

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)Gli italiani fanno poca attività fisica e bevono troppo poco, ma almeno quando bevono non esagerano con le bevande zuccherate. E’ quanto emerge dai dati finali dell’indagine Liz (Liquidi e Zuccheri), presentata alcuni giorni fa a Firenze nel corso del congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (Simg). Franca Marangoni, responsabile della ricerca di Nutrition Foundation of Italy che ha condotto lo studio con Simg, ha spiegato: ”Gli italiani bevono poco più di un litro d’acqua al giorno, ma le linee guida internazionali parlano di due litri al giorno per le donne e 2,5 litri per gli uomini. I risultati confermano ancora una volta l’importanza della qualità complessiva dell’alimentazione e dello stile di vita e non tanto della valutazione del singolo alimento”.

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Sigarette in Italia: tutti i numeri del 2013

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZAQuanti sono i fumatori in Italia nel 2013? Quanti uomini e quante donne? Eccovi un po’ di numeri! In Italia i fumatori sono 10,6 milioni, che corrispondono al 20,6% della popolazione sopra i 15 anni, tuttavia quasi 1 su 10 (il 13,4%) ha cominciato prima, mentre l’età media della prima sigaretta è circa 17 anni. Questi i dati ottenuti dal Rapporto 2013 sul fumo dell’Istituto superiore si sanità, dal quale emerge anche che il 12,2% di chi è tabagista vorrebbe smettere nei prossimi sei mesi e che in media chi decide di abbandonare il pacchetto ha superato i 40 anni (il 42,5%).

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Italia: paese longevo ma infelice

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO MANI ANZIANI AMORE COPPIA VECCHI NONNITra le pieghe dell’ultimo rapporto “Better Life Index” dell’Ocse (il nuovo indice per misurare il benessere dei singoli Stati) ci sono un paio di dati che fanno riflettere. Il “Better Life”, introdotto due anni fa, si basa su 11 gruppi di parametri, che comprendono tra gli altri la grandezza dell’abitazione, il reddito, le relazioni sociali, ambiente, la sanità e la sicurezza.

Italiani tra i più longevi al mondo

Il primo dato che salta all’occhio è questo: l’Italia, assieme al Giappone, è il secondo paese per aspettativa di vita dopo la Svizzera: 82 anni (poco meno di 80 per gli uomini, 84 per le donne), contro una media Ocse di 80. In teoria, il fatto di vivere a lungo dovrebbe rendere più felici. Non a caso la Confederazione elevetica, prima per longevità, è prima anche nella classifica sulla “life satisfaction”, ossia la valutazione da parte dei cittadini del proprio livello di soddisfazione.

Italiani tra i meno felici al mondo

L’Italia invece, nella classifica della soddisfazione dei suoi abitanti, è agli ultimi posti tra i Paesi Ocse: in 30esima posizione, dopo Messico, Cile, Spagna, Slovenia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Polonia. Precediamo la Federazione Russa, che pure avrebbe le sue ragioni per essere poco felice: è nel gruppo di coda per diversi parametri come la sicurezza, le entrate economiche e il livello di democrazia; e si ritrova addirittura ultima sulla salute.

Condizioni migliori di quello che pensiamo

L’Italia sugli altri indicatori, come il denaro (che pure non dà la felicità), non è in condizioni così disastrose: le entrate medie nette per famiglia sono superiori alla media Ocse, e nel gruppo di parametri su redditi e ricchezza delle famiglie figuriamo nella posizione numero 12 (su 36). Eppure alla domanda “quanto sei felice” sprofondiamo verso il basso.

Messicani più felici di noi

E’ interessante il caso del Messico. Questo stato è agli ultimi posti in quasi tutti gli indicatori del “Better Life Index 2013″ (in particolare sicurezza, scuola, redditi, sicurezza del lavoro e senso di comunità), tuttavia si piazza ad un buonissimo decimo posto nella classifica sulla soddisfazione. Per quanto sia catastrofico il loro sistema scolastico, forse i messicani sembrano aver studiato alla lettera Oscar Wilde: la felicità non è avere quello che si desidera, ma avere quello che si ha.

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Le sigarette sono radioattive e le aziende produttrici ce l’hanno tenuto nascosto per anni

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMO SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA UOMOForse non tutti sanno che tra le circa 4.000 sostanze aspirate con le sigarette, almeno una cinquantina delle quali tossiche e cancerogene, ce ne sono anche di radioattive. Ma il fatto sconvolgente, denunciato dai ricercatori dell’Università di Los Angeles su Nicotine and Tobacco Research è la reticenza a rendere noto questo particolare di cui le aziende sarebbero a conoscenza da molti anni.

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/11_ottobre_27/sigarette-radioattive-polonio-valetto_252c5b10-f98a-11e0-bc4b-5084eabf7820.shtml

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Vuoi guadagnare 150 euro al mese senza fare nulla per il resto della tua vita? Ecco come fare

In periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, il titolo che avete letto qui sopra credo faccia parecchio effetto. Ora che ho attirato la vostra attenzione mi accingo a spiegarvi il sistema che vi permetterà di guadagnare circa 150 euro al mese (ma anche di più!), senza pagare neanche un centesimo di tasse e senza fare evasione fiscale. In tutto sono circa 1800 euro all’anno, davvero una bella cifra, soprattutto se pensate che potrete guadagnarla per tutto il resto della vostra vita, senza fare assolutamente nulla! Questo guadagno non comporta alcun investimento iniziale, alcun rischio ed in più determina sul medio/lungo periodo la certezza di una serie di fantastici “guadagni accessori” di cui vi parlerò dopo. I 150 euro al mese sono assicurati: prima di proporlo a voi l’ho effettuato io stesso con grande successo! Anche alcuni miei amici, seguendo questo mio piccolo trucco, stanno guadagnando una marea di soldi e prevedono di guadagnare, fino alla loro vecchiaia, circa 80 mila euro, senza fare assolutamente nulla.

Purtroppo però non tutti possono usufruire di questo meraviglioso trucco, mi dispiace. E’ riservato soltanto ad una certa categoria di persone. Ed è solo a loro a cui, da ora in poi, parlerò: i fumatori.

Tutti i non fumatori possono tranquillamente tornare a lavorare per guadagnare qualche soldo.

Dedicato ai fumatori che passano la giornata a dire “non ho i soldi per arrivare a fine mese”

Ogni giorno della vostra vita per compravi un pacchetto di sigarette  spendete circa 5 euro al giorno, che magari vi sembrano anche pochi o comunque ragionevoli. Ma la vita è fatta di calcoli e quindi rispolveriamo la tabellina del 5 e scopriamo che per le “bionde” voi tirate fuori dal portafoglio circa 35 euro a settimana, cioè ben 150 euro ogni mese (cioè circa 300 mila lire, se siete abbastanza grandi da ricordarvi il vecchio conio). Da qui in poi le cose si fanno serie: ogni anno spendete quasi 2000 euro in sigarette. Moltiplicate 2000 euro per tutti gli anni che vi rimangono da vivere (l’aspettativa di vita in Italia è 82 anni, anche se per essere precisi voi fumatori vivete mediamente 11 anni in meno) ed avrete la cifra che guadagnereste smettendo di fumare in questo preciso momento. Sono sicuro che la cifra che vi è uscita dal calcolo è impressionante. Se ad esempio avete 32 anni, significa che, da oggi in poi, nel resto della vostra vita brucerete circa 100 MILA EURO in sigarette (per i nostalgici: circa 200 MILIONI DI LIRE).

“Da quanto tempo fumi?”
“Da trent’anni”, risponde il fumatore.
“Trent’ anni! Ma lo sai quanti soldi hai buttato? Se tu non avessi fumato ora potresti comprati una Ferrari!”.
“Scusa, ma tu fumi?”
“No”
“Allora, dov’è la tua Ferrari?

Guadagnare o risparmiare sono cose diverse

Barzellette a parte, qualcuno potrebbe obiettare che non sono soldi “guadagnati“, ma “risparmiati” e ciò non è la stessa cosa. Ma ne siete davvero sicuri? Immaginate di mettere faticosamente da parte 60 mila euro per la vostra vecchiaia, poi tra 30 anni arriva un ladro e vi ruba tutti i soldi: sono sicuro che vorreste acchiappare quel ladro e prenderlo a bastonate. Ebbene la sigaretta che state fumando in questo momento è esattamente quel ladro, e sta rubando i vostri soldi letteralmente sotto il vostro naso. Lentamente ma inesorabilmente.  Volete prendere il ladro a bastonate? Basta smettere di fumare! Altra scena. Immaginatevi tra 20 anni con 40 mila euro IN PIU’ in tasca. Vi sembra poco? Cosa vi potreste comprare con quella cifra? Materializzateli nel vostro conto in banca: 40 MILA EURO. Li potrete avere se oggi smettete di fumare, altrimenti non li avrete. Siete ancora davvero sicuri che “guadagnare” e “risparmiare” siano cose davvero così diverse? In economia non spendere equivale a guadagnare quando il ricavato dallo spendere (cioè il fantomatico “vantaggio del fumare”) non solo non esiste, ma anzi è controproducente.

La sigaretta in famiglia

Oltre voi, vostro marito/moglie/partner fuma? E vostro figlio? I famosi 40 mila euro gratis in più tra 20 anni potrebbero essere molti di più! Ma ci rendiamo tutti conto che in una famiglia in cui si fuma in 4 si spendono circa 80 MILA EURO ogni 10 anni solo in sigarette? Quella stessa famiglia che magari si lamenta del fatto che “non si riesce ad arrivare a fine mese”. E non si dica che fumare è una spesa necessaria perché è impossibile smettere: io ho fumato per 15 anni, fumavo più di un pacchetto al giorno, ho smesso e sono ancora vivo, più felice che mai. Ricorda:

Il fumo NON E’ MAI INDISPENSABILE, anzi, per vivere bene E’ INDISPENSABILE NON FUMARE!

I guadagni “accessori”

I guadagni “accessori” di cui parlavo all’inizio sono i migliori. Smettendo di fumare in questo momento non solo guadagnerete decine di migliaia di euro che altrimenti spendereste in infiniti pacchetti di sigarette, ma in più risparmierete anche migliaia di euro in farmaci, visite dallo pneumologo e – purtroppo – dall’oncologo ed infine dal chirurgo. E’ inutile che “tocchiate ferro o… altro“, non voglio certo portarvi sfortuna: il fatto è che inalare per anni sostanze radioattive e cancerogene (come il polonio 210 contenuto nella sigaretta che state fumando) statisticamente condurrà alcuni di voi nella nostra sala operatoria ed altri – ancora meno fortunati – a riposare per sempre 11 anni prima rispetto ai non fumatori. Non è un’opinione: è statistica, una materia che ci insegnano già al primo anno della facoltà di Medicina: chi fuma vive realmente 11 anni in meno rispetto ai non fumatori. Potete nascondere la verità a voi stessi, potete “fare corna“, potete trovare una scusa assurda sul tipo “tanto di qualcosa si dovrà pur morire“, potete pregare il dio della vostra religione, oppure potete affrontare il problema da persona intelligente e responsabile, smettere ORA e guadagnare una migliore qualità della vita e soprattutto la cosa più importante:

11 anni di vita in più da vivere coi vostri cari

Condividete questo articolo sulla bacheca di qualche vostro amico fumatore che volete che smetta di fumare, condividetelo con qualcuno a cui volete veramente bene.

NOTA BENE: ricordo che il sottoscritto ha fumato per 15 anni di vita, per poi smettere l’anno scorso e vivere benissimo da ex fumatore.

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Allergie alimentari in aumento in Italia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RISTORANTE MANGIARE CUCINA DIETA CIBO COPPIA AMOREQuasi tre milioni di italiani allergici a tavola: 570.000 hanno meno di 18 anni. I numeri delle allergie alimentari nel nostro Paese sono praticamente raddoppiati nel corso degli ultimi dieci anni e tale diffusione ha spinto la Società italiana di allergologia e immunologia clinica (Siaic) a mettere a punto un documento condiviso con le associazioni dei ristoratori, un piano regolamentare per tutelare il consumatore e renderlo sicuro di ciò che mangia, senza correre rischi. Il decalogo è stato al centro di una tavola rotonda sulle allergie alimentari in programma tenutasi a Cagliari il mese scorso.

Sensibilizzare gli addetti ai lavori

Si tratta di “una sensibilizzazione scientifica, ma anche umana, rivolta a tutti gli addetti ai lavori per aiutare e mettere in sicurezza gli allergici agli alimenti, per cui può essere questione vitale incappare inavvertitamente nell’alimento incriminato” spiega Donatella Macchia, allergologa al Nuovo Ospedale S. Giovanni di Dio a Firenze. “Gli chef vanno resi consapevoli che ogni ingrediente, specialmente quello aggiunto all’ultimo momento, può essere pericoloso. A volte, infatti, in sostituzione di alcuni alimenti o spezie ne vengono usati altri, spesso per arricchire il piatto con qualcosa di cui però il cliente non è a conoscenza poiché non indicato nel menu”.

Scegliere bene al ristorante

“I clienti devono essere al corrente delle loro allergie – conclude Macchia, consigliera Siaic – e cercare di scegliere alimenti abbastanza semplici, con chiare indicazioni anche delle spezie e dei vari ingredienti aggiuntivi. Ai ristoratori saranno consigliate le prime misure cui ricorrere in caso di reazioni avverse ad alimenti, sensibilizzandoli sull’importanza di un soccorso immediato con antistaminici e cortisonici, ed eventuali presidi per l’urgenza medica di cui dovrebbero essere sempre forniti tutti i luoghi pubblici”.

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Le regioni italiane dove si consuma più Viagra

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FARMACISTA FARMACIA FARMACO PILLOLA COMPRESSA PASTICCA MEDICAMENTO INTEGRATORE ALIMENTARE PRINCIPIO ATTIVO VITAMINE (5)L’Italia si pone al secondo posto in Europa per consumo di Viagra, dopo l’Inghilterra, con oltre 86 milioni di compresse vendute in 15 anni. La Lombardia è la prima regione italiana per consumo di Viagra, con oltre un milione di compresse acquistate nel 2013. Tuttavia la prima regione per consumo pro-capite, nel 2013, è l’Emilia-Romagna, con 588 compresse ogni mille uomini over 40, seguita da Toscana (563 compresse ogni 1.000 over 40) e Liguria (546 ogni 1.000). La Regione dove si consuma meno Viagra è la Basilicata con solo 230 pillole blu ogni 1.000 over 40. Roma invece detiene il primato per il maggior numero di compresse vendute nel 2013, oltre 570 mila, mentre le città dove si registra il maggior consumo pro capite sono Piacenza, Rimini e Livorno. In coda alla classifica le città meridionali, dove i consumi si attestano su valori inferiori alla media. All’ultimo posto c’è Ogliastra in Sardegna.

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Viagra, arriva la nuova formula che agisce in pochi minuti

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FARMACISTA FARMACIA FARMACO PILLOLA COMPRESSA PASTICCA MEDICAMENTO INTEGRATORE ALIMENTARE PRINCIPIO ATTIVO VITAMINE (2)Il sildenafil citrato – meglio noto come Viagra – compie 15 anni dal suo arrivo sul mercato e in questo periodo nel mondo sono state vendute ben tre miliardi di pillole blu. Dal 18 novembre nelle farmacia è disponibile un farmaco con una nuova formulazione, compresse che si sciolgono in bocca senza acqua in pochi secondi, e iniziano a fare effetto entro 12 minuti. “La nuova forma farmaceutica” ha spiegato nel corso di una conferenza stampa Francesco Scaglione, direttore della Scuola di Specializzazione di Farmacologia Clinica dell’Università di Milano “viene assorbita già nella mucosa orale, e quindi fa effetto prima, dai 10 ai 15 minuti nel 71 per cento dei pazienti, contro i 30 minuti della pasticca classica”. “In Italia, ha aggiunto Giorgio Franco, presidente della Società Italiana di Andrologia, “ci sono 3,2 milioni di persone che soffrono di disfunzione erettile, e l’introduzione del sildenafil sul mercato ha rappresentato un grande cambiamento culturale, al punto che il termine rivoluzione appare assolutamente appropriato. Oggi il paziente è più incline a parlarne con il medico e la disfunzione erettile non è più vista come un tabù”.

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