Broncoscopia polmonare con biopsia: rischi e complicazioni gravi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma BRONCOSCOPIA POLMONARE BIOPSIA FA MALE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneBroncoscopia: quali sono gli effetti collaterali, i rischi e le complicanze?
Come tutti gli esami invasivi, la broncoscopia non è purtroppo completamente immune da rischi. I pericoli fortunatamente sono comunque contenuti: le gravi complicanze correlate alla broncoscopia sono molto rare (meno di 1 caso su 1000) e dipendono, quasi sempre, da malattie già in atto (cardiopatie, insufficienza respiratoria, persone molto anziane, ecc). Le complicanze più comuni sono:

  • broncocostrizione;
  • dispnea (difficoltà a respirare, fame d’aria);
  • aritmie cardiache;
  • infezioni (bronchite, polmonite);
  • raucedine persistente.

Le complicanze più comuni se si effettua anche una biopsia sono:

  • sanguinamenti;
  • infezioni;
  • rischio di lesioni del tessuto polmonare con circolazione di aria nello spazio pleurico).

Possibili anche le reazioni da allergie o intolleranza verso i farmaci somministrati. Il paziente può contribuire a ridurre il pericolo di complicanze e a facilitare l’esecuzione dell’esame, attenendosi alle raccomandazioni citate in questo articolo: Broncoscopia: come ci si prepara all’esame?

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Labirintite e vertigini: sintomi, cause e terapie

MEDICINA ONLINE ANATOMIA ORECCHIO ESTERNO MEDIO INTERNO SORDITA IPOACUSIA SISTEMA UDITIVO NERVO 8 VIII CRANICO VESTIBOLO COCLEARE LIEVE PROFONDA DECIBEL TIPI GRADI APPARECCHI ACUSTICI UDITO SENSOIl termine labirintite viene spesso usato a sproposito per indicare vertigini e conseguente nausea; in realtà la vera causa di questi disturbi è spesso diversa (molto più comune è per esempio la sindrome di Ménière). La vera labirintite è un disturbo infiammatorio dell’orecchio interno, o labirinto. Dal punto di vista clinico questa malattia provoca disturbi dell’equilibrio e può colpire una o entrambe le orecchie, oltre ai problemi di postura il paziente affetto può andare incontro a riduzione dell’udito e acufene.

Può verificarsi:

  • come singolo episodio;
  • come episodi ricorrenti che tendono a risolversi in 3-6 settimane.

Il sintomo caratteristico sono vertigini anche gravi, ma la nausea, il vomito, l’ansia e una sensazione di malessere generale sono frequenti, perché il cervello riceve dall’orecchio interno informazioni distorte per quanto riguarda l’equilibrio. La causa spesso non è chiara, potrebbe essere provocata da un’infezione (virale o batterica), ma anche da traumi o altri fattori scatenanti.

Orecchio ed equilibrio

L’apparato vestibolare, che si trova nell’orecchio interno, è un insieme di terminazioni nervose composto da tre canali semicircolari che si occupano di rilevare i movimenti rotatori dell’organismo, e dagli otoliti, che rilevano il movimento lineare. Il cervello combina le informazioni visive con quelle sensoriali date dall’apparato vestibolare, per effettuare le correzioni necessarie al mantenimento dell’equilibrio. Se funziona correttamente, l’apparato vestibolare fornisce al muscolo oculare anche le informazioni relative al movimento della testa: questo meccanismo, chiamato riflesso vestibolo-oculare, ci permette di mantenere sempre gli oggetti a fuoco, anche quando siamo in movimento.

Cause

La labirintite è in genere causata da un’infezione del labirinto, la parte più interna dell’orecchio. Le cause scatenanti non sono ancora state comprese appieno ed esistono poche prove dirette che ci inducano a pensare che la labirintite abbia una causa virale, ma l’esperienza dimostra che molti virus sono davvero in grado di causare l’infiammazione del labirinto, per esempio è un dato di fatto che nella maggior parte dei casi la patologia segue un raffreddore, un’influenza o un’altra malattia da raffreddamento virale; l’infezione può propagarsi dal petto, dal naso, dalla bocca o dalle vie aeree fino all’orecchio. Meno comunemente causano l’infezione del labirinto infezioni sistemiche, come morbillo, parotite o la mononucleosi. Più raramente la causa scatenante è batterica, che tuttavia sembra interessare maggiormente la popolazione pediatrica e peraltro in forma piuttosto grave, per esempio a seguito di danni. Può infine manifestarsi in soggetti con malattie autoimmuni.

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Possibili cause virali:

  • cytomegalovirus;
  • virus della parotite;
  • virus della varicella;
  • virus del morbillo;
  • virus dell’influenza;
  • virus della parainfluenza;
  • virus della rosolia;
  • virus dell’herpes simplex;
  • adenovirus;
  • coxsackievirus;
  • virus sinciziale respiratorio (pneumovirus).

I batteri che provocano la labirintite sono gli stessi responsabili anche della meningite e dell’otite:

  • Streptococcus pneumoniae;
  • Haemophilus influenzae;
  • Moraxella catarrhalis;
  • Neisseria meningitidis;
  • Batteri della specie streptococco;
  • Batteri della specie stafilococco;
  • Batteri della specie proteus;
  • Batteri della specie batteroide;
  • Escherichia coli;
  • Mycobacterium tuberculosis.

Fattori di rischio

La labirintite virale di solito si verifica negli adulti dai 30 ai 60 anni di età e solo raramente viene diagnosticata nei bambini.
La labirintite purulenta, collegata alla meningite, di solito viene diagnosticata nei bambini di età inferiore ai 2 anni che appartengono alla fascia età maggiormente a rischio per quanto riguarda la meningite. La labirintite purulenta si può verificare a qualsiasi età se si è in presenza di colesteatoma e di otite media acuta non adeguatamente curata.
La labirintite sierosa è più frequente nella fascia di età pediatrica, in cui si verifica anche la stragrande maggioranza dei casi di otite media, sia acuta sia cronica.
Sono poi fattori di rischio più o meno certi:

  • abuso di alcolici,
  • affaticamento,
  • allergie,
  • recenti affezioni virali,
  • fumo,
  • stress.

Sintomi

I sintomi caratteristici della labirintite, sono:

  • vertigine;
  • stordimento;
  • perdita dell’udito;
  • nausea;
  • vomito;
  • acufene;
  • sudorazione;
  • scialorrea (saliva che cola per difficoltà di deglutizione);
  • malessere generalizzato;
  • ipercapnia (aumento di anidride carbonica nel sangue);
  • nistagmo (movimento involontario dell’occhio).

Quando l’apparato vestibolare è colpito dalla labirintite spesso si crea un movimento rapido e indesiderato dell’occhio (il nistagmo), perché i movimenti rotatori non vengono rilevati con precisione. Gli stessi disturbi possono anche essere provocati dai cambiamenti di pressione, ad esempio quando si va in aereo o si fanno delle immersioni subacquee. I sintomi vertiginosi della labirintite in genere tendono a risolversi in un periodo compreso tra qualche giorno e qualche settimana, mentre è prevedibile l’eventuale recupero della diminuzione d’udito. Oltre alle vertigini (anomala sensazione di movimento), l’ansia cronica è un effetto collaterale frequente della labirintite, che può provocare anche:

  • attacchi di panico;
  • derealizzazione;
  • depressione.

Spesso l’attacco di panico è uno dei primi sintomi che accompagna l’insorgenza della labirintite. Le vertigini potrebbero anche essere provocate da uno stato di grave ansia, mentre la labirintite, da sola, può facilitare la comparsa e la ricorrenza degli attacchi di panico.

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Quando contattare il medico

Contattare sempre il medico curante in caso di episodi di vertigine o difficoltà di equilibrio. Nel caso di sintomi gravi e debilitanti farsi accompagnare in Pronto Soccorso a maggior ragione nel caso in cui comparissero:

  • confusione;
  • difficoltà di parola;
  • visione doppia;
  • debolezza o intorpidimento di una parte del corpo;
  • cambiamento nel modo di camminare.

Pericoli

I sintomi acuti, cioè le vertigini, la nausea e il vomito, guariscono dopo diversi giorni o settimane in tutti i tipi di labirintite, invece il recupero della riduzione dell’udito varia maggiormente da persona a persona. In caso di episodi vertiginosi è possibile cadere e andare incontro a traumi di varia entità; quando sia presente un vomito particolarmente severo il rischio principale è invece la disidratazione. Sia la labirintite di origine batterica sia quella di origine virale possono causare sordità permanente, ma per fortuna si tratta di un’eventualità rara; il rischio è maggiore in caso di forme batteriche, soprattutto nei bambini che l’abbiano sviluppata come complicazione della meningite. Non è stato riportato alcun decesso associato alla labirintite, tranne nel caso di meningite o di sepsi gravissima (malattia sistemica dovuta all’attivazione del sistema immunitario in seguito alla presenza di batteri o loro tossine nel sangue).

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Durata

La malattia è in genere autolimitante e il processo di guarigione dalla labirintite acuta di solito dura da una a sei settimane, però accade sovente che alcuni sintomi (mancanza di equilibrio e/o vertigini) continuino per diversi mesi o più; nelle ultime settimane di guarigione i sintomi tendono a sfumare gradualmente.

Cura e rimedi

Spesso determinante è l’approccio allo stile di vita, che permette di diminuire sensibilmente l’impatto del disturbo, il trattamento parte in effetti proprio dai seguenti punti:

  • abbondante idratazione (bere molto),
  • riposo nelle fasi di vertigine acuta,
  • evitare il consumo di alcolici,
  • ridurre le fonti di stress esterne, come rumori e luci molto intense,
  • farmaci per dare sollievo ai sintomi.

In alcuni casi l’otorino può insegnare al paziente specifici esercizi e movimenti per trovare sollievo dalle vertigini, attraverso una sorta di ricalibrazione del sistema vestibolare.

Farmaci

Tra i farmaci, uno dei più usati è la proclorperazina (Stemetil®) che contribuisce ad alleviare i sintomi delle vertigini e della nausea, così come la cinnarizina e simili. Si ricorre spesso alle benzodiazepine, molecole con azione ansiolitica, che in questo caso manifestano anche un’azione diretta sul sistema nervoso centrale a livello della gestione dei segnali dell’equilibrio (provenienti dal sistema vestibolare); non è consigliabile fare un uso protratto di questi farmaci, perché le benzodiazepine generano facilmente dipendenza. Si ricorre talvolta alla prescrizione di cortisonici, che tuttavia non sembrano modificare significativamente la prognosi. Poiché i disturbi dell’umore possono interferire direttamente con il sistema vestibolare, sede dell’infiammazione tipica della labirintite, in alcuni pazienti si prescrivono con successo farmaci appartenenti alla categoria degli SSRI o degli SNRI, principi attivi comunemente usati per il trattamento di ansia e depressione. In caso specifici si può eventualmente ricorrere ad antivirali e antibiotici, ma solo quando si è sicuri di poter agire in modo estremamente mirato. Purtroppo nel caso della labirintite non esistono manovre effettuabili dall’otorino che possano guarire dal disturbo (a differenza per esempio della vertigine posizionale benigna).

Prevenzione

Purtroppo attualmente non si conosce alcun modo di prevenire la labirintite, se non quello generico di avere uno stile di vita sano.

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Fino a che eta l’uomo può avere erezioni?

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO COME FUNZIONA ONE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRLA che età è fisiologico che un uomo perda l’erezione ?
Non esiste un’età anagrafica ben precisa caratterizzata dalla perdita della possibilità di avere erezioni da parte dell’uomo, anche se è ovviamente normale che – con l’età – questa diventi sempre più difficile da raggiungere in maniera efficace e duratura, tale da avere rapporti sessuali soddisfacenti. E’ molto importante considerare lo stato di salute del soggetto, quasi più dell’età: un settantacinquenne che si è sempre tenuto in forma, non fumatore, senza patologie vascolari e diabete, normopeso può avere certamente più possibilità di avere una erezione efficiente rispetto ad un cinquantenne sedentario, sovrappeso, fumatore e diabetico. Sicuramente l’erezione risulta più difficoltosa dai 50 anni in su e ancora di più oltre i 70, ma virtualmente un uomo può avere erezioni anche in età molto avanzata, fino al giorno della sua morte. Tuttavia bisogna sempre tenere conto del testosterone, l’ormone sessuale maschile che regola molte funzioni del nostro corpo soprattutto nell’invecchiamento e qualora sia insufficiente potrebbe essere reintegrato sotto controllo medico.

Esiste un collegamento tra ipertrofia prostatica e disfunzione erettile ?
All’aumentare dell’età, aumenta anche il rischio di sviluppare ipertrofia prostatica benigna che deve essere curata con farmaci che possono avere, come effetto collaterale, quello di avere erezioni più difficoltose.
Nel caso di un’ intervento chirurgico di asportazione per patologia benigna della prostata non si modifica la capacità di avere erezioni, con normale raggiungimento del piacere, ma si ottiene una eiaculazione retrograda. Invece qualora sia necessario asportare tutta la prostata per un tumore, si può rischiare la disfunzione erettile, se non vengono conservati i nervi cavernosi per l’erezione con una particolare tecnica operatoria.

E’ vero che fumo ed alcool causano disfunzione erettile ?
Nei pazienti “teorici” accennati all’inizio dell’articolo, uno e fumatore e l’altro no e ciò determina una grossa differenza, infatti il fumo rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti per la disfunzione erettile. Il danno che provoca sulle arterie del sistema cardiocircolatorio oltre che polmonare, rende più difficile la circolazione del sangue a livello delle arterie cavernose e quindi provoca l’impotenza. Le arterie del pene essendo di piccolo diametro sono più facilmente danneggiate dal fumo rispetto ai grandi vasi sanguigni e pertanto il deficit erettile si può manifestare come primo sintomo di una malattia cardiocircolatoria diffusa. In certi casi l’impotenza rappresenta un campanello d’allarme di patologie più gravi che non erano ancora state diagnosticate.
L’alcol è meno direttamente coinvolto, perché in prima istanza provoca una vasodilatazione e facilita l’afflusso di sangue nei corpi cavernosi, inoltre riduce i freni inibitori che molte volte sono causa di impotenza erettile. Ma l’abuso è sicuramente causa di gravi danni al fegato e al sistema cardiocircolatorio, quindi va assunto in piccole quantità insieme al cibo e controllando sempre la pressione arteriosa oltre che gli esami del sangue.

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Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici
Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

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Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

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Medico Chirurgo
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Grey’s Anatomy: tutte le curiosità sulla serie e sugli attori

MEDICINA ONLINE grey's anatomy CAST SEASON LAST STREAMING ACTORS ATTORI PERSONAGGI STAGIONE FILM PROTAGONISTI OSPEDALE MEDICI SERIE TV TELEVISIONE PC COMPUTER.jpgInizialmente la serie doveva intitolarsi “Complications”Shonda Rhimes, autrice ed inventrice della serie, era ossessionata dal seguire in tv i programmi medici su Discovery Channel. Da lì è nata l’idea per Grey’s Anatomy e la scintilla, vuole leggenda, fu dopo che un medico le disse quanto fosse difficile radersi in una doccia di ospedale. Nonostante fosse di Chicago, decise di far spostare la città di ambientazione della serie a Seattle per non assomigliare troppo ad un’altra serie medicale di Chicago: E.R. Medici in prima linea.
Tutte le storie prendono spunto da eventi reali, presi da riviste mediche. Nel corso del tempo, gli stessi spettatori hanno segnalato storie mediche che gli autori visionano e selezionano per la serie.

Quando gli attori del cast devono mettere in scena un’operazione chirurgica, sono obbligati a studiare svariati manuali sulle procedure specifiche per cercare di riprodurle più fedelmente sul set. Tra gli organi che si vedono durante le operazioni, alcuni sono reali: ma sono di mucca.

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Curiosità sul cast e sugli attori (attenzione, spoiler!)

Ellen Pompeo, l’attrice che impersona Meredith Grey, voleva recitare per una serie diversa (Secret Service, scritta da Bob Orci e Alex Kurtzman per la ABC), ma fu rifiutata. Grazie a questo si rese disponibile per diventare la protagonista della serie medica più famosa della storia. L’attrice Pompeo rimase incinta durante la sesta stagione ma gli autori, anzichè mettere anche Meredith in gravidanza, svilupparono il capitolo in cui lei dona parte del fegato al padre separato Thatcher: in questo modo l’attrice potè recitare comodamente nel letto per il resto della serie. Viceversa, durante la stagione 10 il personaggio April Kepner resta incinta: due mesi la stessa attrice Sarah Drew ha annunciato di essere incinta nella vita reale.

Sandra Oh, l’attrice che impersona il chirurgo Cristina Yang, aveva sostenuto il provino per il ruolo della Bailey, ma fu lei ad insistere per avere il suo ruolo storico, che sentiva più vicino a se. Fu la stessa attrice ad avere l’idea di far avere un esaurimento nervoso al personaggio Cristina, e la Rhimes scrisse di conseguenza il capitolo in cui perde il bambino e non riesce a smettere di piangere nel letto d’ospedale. Quando Cristina scopre che il suo fidanzato Owenle ha mentito, gli lancia in faccia una ciotola di latte con cereali. Ma durante le riprese, causa scarsa mira dell’attrice, la scena si è dovuta ripetere 3 volte, con l’attore letteralmente coperto di latte. McKidd, come indica il cognome, è scozzese. Nella serie in lingua originale si sente il suo accento.

Il personaggio Arizona doveva inizialmente “durare” solo 3 episodi. L’attrice Jessica Capshaw fu prima considerata per il ruolo di un’amante di Derek Shepard, poi come amica “pazza” di Meredith, e infine per il ruolo di Arizona Robbins.
Quando Arizona perde la gamba, per rendere più verosimile la camminata l’attrice Capshaw si mette una protesi e ci cammina, con la sua gamba legata dietro, arto che verrà poi cancellato durante il montaggio digitale.

Il personaggio Miranda Bailey, nell’idea iniziale era l’unico con descrizione fisica precisa: “minuscola, bionda, riccia” (descrizione che ricordava la madre dell’autrice). Ma quando la Rihmes fece l’audizione a Chandra Wilson si convinse che era perfetta per quel ruolo.

Durante il primo provino di fronte all’autrice della serie, Patrick Dempsey era terrificato dalla sua espressione “glaciale”, che non lasciava presagire una promozione. In realtà la Rhimes era già concentrata ad immaginare nuovi dialoghi e nuovi sviluppi della serie perchè aveva trovato il suo attore ideale. Fino alla fine della prima serie, Patrick Dempsey non sapeva che il suo personaggio (Derek) fosse sposato. Anche Meredith (Ellen Pompeo) l’ha saputo solo mentre venivano girate le scene finali della prima stagione.

James Pickens Jr. (personaggio Dr. Richard Webber) ottenne la parte appena iniziato il provino: lesse le prime frasi del copione, gli fu subito chiesto di fermarsi e di uscire un attimo. Appena rientrato, gli venne offerta la parte.

L’attore Jesse Williams, prima di essere chiamato ad impersonificare il Dr. Jackson Avery, era un insegnante.

Quando il personaggio Lexie resta uccisa nell’incidente aereo della stagione 8, l’attrice Leigh è rimasta per circa 2 giorni sotto un rottame di aereo per girare la scena.

Il personaggio Alex Karev (Justin Chambers) non era previsto durante le prime riprese, e fu aggiunto dopo. Tutte le sue scene sono state aggiunte digitalmente all’episodio.

Tutti i personaggi principali della serie, prima o poi, sono finiti all’ospedale come pazienti. Ma non tutti si salvano…

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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I diabetici possono mangiare i pop corn?

MEDICINA ONLINE MANGIARE POP CORN UVA UOVA FRUTTA MAGRA DIABETE CALORIE SEMI GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO LONTANO DAI PASTI WALLP.jpgIl pop corn contiene mediamente 375 calorie per 100 grammi e circa 74 grammi di carboidrati. Il pop corn è un alimento sconsigliato, tuttavia può essere saltuariamente assunto dal paziente diabetico, in dosi moderate, lontano dai pasti principali e dopo parere positivo del medico.

Importante: in caso di dubbio, il paziente diabetico può – sotto controllo medico – monitorare la propria risposta glicemica all’assunzione di certi alimenti, annotando i valori su un taccuino e raffrontando le relative glicemie.

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Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, estremamente utili per aiutare il diabetico ed il pre-diabetico a mantenere i giusti livelli di glicemia, perdere peso e migliorare la propria salute. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Cos’è un gene ed a che serve?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Peso Dietologo Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere fumare Obesità Cancerogeni Cancerogenesi e CancroI geni sono sequenze nucleotidiche situate in posizioni fisse e specifiche del cromosoma. Non sono altro che una serie di nucleotidi con una specifica sequenza che ha la funzione, mediante il successivo processo di TRASCRIZIONE E TRADUZIONE, a generare una proteina (e non solo, in realtà il prodotto può essere anche un tRNA o rRNa ad esempio).

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Pancreas artificiale: monitora e fornisce insulina per il paziente diabetico

MEDICINA ONLINE DUODENO PANCREAS DIGESTIONE GLICEMIA DIABETE ANALISI INSULINA ZUCCHERO CARBOIDRATI CIBO MANGIARE DIETA MELLITO TIPO 1 2 CURA TERAPIA FARMACI STUDIO NUOVE TENOLOGIE TERAPIE.jpgL’industria medicale è da anni impegnata nello sviluppo di un pancreas artificiale, ovvero un sistema tecnologico che riproduca fedelmente la funzione biologica del vero organo umano. Se ne è parlato oggi a Roma all’incontro ‘Meet the Scientist. La rivoluzione tecnologica nel diabete’, organizzato da Medtronic Italia che da oltre 30 anni si dedica alla ricerca e sviluppo di questo progetto. L’organo hi-tech regolerà automaticamente i livelli di glucosio nell’organismo, consentendo alle persone con diabete di tipo 1 un miglior controllo glicemico, alleggerendo sensibilmente il peso della gestione del diabete stesso.

A differenza di un organo sostitutivo tradizionale, il pancreas artificiale non è posto all’interno del corpo umano, e comprende 3 elementi:

1) Microinfusore di insulina, un dispositivo che somministra in modo continuo piccoli quantitativi di insulina. Si tratta di un device esterno, collegato con l’interno attraverso un piccolissimo tubicino di plastica inserito sottocute, di solito nell’addome; contiene insulina nel serbatoio interno del microinfusore e il paziente cambia il serbatoio e il tubicino ogni 2 o 3 giorni.

2) Sistema di monitoraggio continuo della glicemia (Cgm): rileva ogni 5 minuti i valori di glicemia nel liquido sottocute attraverso un piccolissimo sensore. Il paziente ha il sensore dotato di un piccolissimo elettrodo inserito sottocute; il sensore è collegato a un trasmettitore che invia le letture al microinfusore d’insulina; il sensore va sostituito all’incirca ogni 6 giorni e richiede calibrazione periodica con un dispositivo glicemico.

3) Algoritmi avanzati: si tratta di complesse formule matematiche all’interno del microinfusore di insulina, che calcolano quanta ne vada somministrata nei vari momenti della giornata, in base alle letture del Cgm. E se gli algoritmi odierni regolano la somministrazione automatica dell’insulina in risposta a letture del Cgm di valori bassi pre-impostati, la tecnologia futura del pancreas artificiale realizzerà una somministrazione dell’insulina completamente automatica.

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Che cos’è e quanto dura il periodo refrattario dopo l’orgasmo?

MEDICINA ONLINE PENE EREZIONE SPERMA LIQUIDO SEMINALE ANATOMIA EIACULAZIONE PENETRAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO UOMO RAPPORTO SESSUALE SEX Male Genital and Rectal Anatomy.jpgIl periodo refrattario post orgasmico (in inglese “refractory period” o “post orgasmic chill”) è un lasso fisiologico di tempo che interviene dopo l’orgasmo maschile, periodo in cui l’uomo non prova più piacere o, anche in presenza di un nuovo stimolo sessuale, non può raggiungere una erezione. A volte, un’ulteriore stimolazione del pene o del glande può provocare senso di fastidio o addirittura dolore.

Calo della libido

Il periodo refrattario è provocato dal fatto che, in occasione dell’orgasmo, nell’organismo avviene il rilascio di ossitocina e di prolattina, due ormoni regolati principalmente dall’ipotalamo. L’ossitocina è responsabile dell’abbassamento del livello di testosterone, mentre la prolattina inibisce temporaneamente il rilascio della dopamina. L’abbassamento dei livelli di testosterone e di dopamina ha come effetto collaterale il calo della libido, il che rende difficile un’ulteriore erezione in tempi brevi.

Periodo refrattario post orgasmico nelle donne

A differenza degli uomini, la maggior parte delle donne non ha un periodo refrattario subito dopo un orgasmo ed in molti casi è in grado di raggiungere immediatamente altri orgasmi mediante ulteriore stimolazione, subito dopo averne raggiunto uno. La risposta sessuale femminile è più varia rispetto a quella dei maschi e vi sono molte donne che provano ipersensibilità del clitoride dopo l’orgasmo, il che di fatto costituisce un periodo refrattario. Queste donne possono essere in grado di raggiungere altri orgasmi, ma il dolore relativo rende questa prospettiva poco desiderabile.

Due eiaculazioni consecutive

Sebbene sia difficile, non è impossibile per un uomo avere un orgasmo con eiaculazione e provarne un’altro entro pochi secondi, con una nuova erezione ed eiaculazione, specie se la prostata è fortemente stimolata (ad esempio mediante massaggio prostatico), a tal proposito leggi:

Quanto dura il periodo di rilassamento prima di una nuova erezione del pene?

Secondo alcuni studi, i maschi diciottenni hanno in media un periodo refrattario di circa 10/15 minuti, mentre i settantenni impiegano circa venti ore, con una media generale per i maschi adulti di mezz’ora all’incirca. Sebbene siano piuttosto rari, alcuni maschi non presentano un periodo refrattario o hanno un periodo refrattario minore di 10 secondi. Il periodo refrattario dipende ovviamente anche dalla potenza del nuovo stimolo sessuale: uno stimolo estremamente intenso può infatti accorciare di parecchio i tempi di recupero per raggiungere una nuova erezione.

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