Per trattare le irritazioni cutanee è possibile avvalersi di rimedi di tipo naturale a base di sostanze fitoterapiche, curare l’alimentazione e tanto altro ancora. Ma vediamo nel dettaglio:
- Aloe vera: contiene antrachinoni catartici, acido cinnamico e aloina; ha proprietà rigeneranti e antinfiammatorie e potenzia il sistema immunitario. È infatti la base di molte preparazioni cosmetiche e curative per la pelle, come creme e gel. Sconsigliata in caso di gravidanza.
- Olio di rosa mosqueta: è un olio essenziale che deriva dalla pianta della rosa mosqueta e contiene principi attivi come acidi grassi polinsaturi, acido linolenico, acido linoleico e vitamina C. Questi principi attivi ripristinano il normale equilibrio della pelle, ne migliorano l’idratazione e contrastano l’insorgere di irritazione e secchezza.Anche in questo caso non ne è consigliato l’utilizzo alle donne in dolce attesa.
- Olio di borragine: si estrae dalla pianta di borragine e contiene mucillagini, acidi grassi polinsaturi e altri principi attivi che aiutano a contrastare le infiammazioni cutanee, calmano l’irritazione e reidratano la pelle. In caso di gravidanza è sempre bene chiedere il consiglio al proprio medico prima di utilizzarlo.
- Decotti: un decotto di lattuga può aiutare a combattere l’irritazione cutanea grazie alla sua azione calmante e lenitiva. Si prepara ponendo le foglie di lattuga in acqua tiepido – calda e, una volta riscaldate, si applicano sulla zona da trattare per circa mezz’ora. L’acqua residua risulta formidabile come tonico per viso e collo.
- Bagno tiepido: combinare l’azione dell’acqua tiepida (non calda per evitare di irritare ancora di più la pelle) e della farina d’avena, aiuta a lenire e calmare le infiammazioni, il bruciore e le irritazioni cutanee. Il bagno va eseguito per almeno 20 – 30 minuti.
- Impacchi freddi: applicare qualcosa di freddo sulla pelle irritata aiuta a contrastare prurito, gonfiore e rossore e dà un’immediata sensazione di sollievo.
- Dieta: è preferibile assumere alimenti che contengono vitamina E, una sostanza antiossidante che aiuta a mantenere la pelle giovane e a prevenire le irritazioni e che si trova in alimenti come mandorle, pinoli, semi di girasole. È inoltre importante bere almeno due litri d’acqua al giorno, per mantenere la pelle idratata, assumere alimenti contenenti probiotici, come alcuni yogurt, per aiutare il funzionamento del sistema immunitario e assumere molta frutta e molta verdura, fonti di vitamine, acqua, fibre e sali minerali, elementi che aiutano a mantenere l’organismo, e quindi anche l’epidermide, in salute.
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Una ricetta fai da te per le pelli più sensibili: l’impacco al miele
| Ricetta semplicissima, da stendere su irritazioni o arrossamenti:
Ingredienti:
Miscelate i due cucchiai di miele, con i due cucchiai dell’olio a vostra scelta o con i due cucchiai di latte e mescolate fino ad ottenere una composto piuttosto denso. Applicatelo poi sulla parte da trattare, lasciate in posa per 20-30 minuti e in fine risciacquate. |
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Lo staff di Medicina OnLine
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Un patch intelligente, capace di monitorare i livelli di zucchero nel sangue, analizzando il sudore di un paziente con diabete. A mettere a punto il nuovo dispositivo intelligente, a cui basta un milionesimo di litro di sudore per emettere il responso, è un gruppo Sudcoreano, secondo cui il sensore è accurato e potrebbe aiutare i diabetici a controllare la glicemia. Non solo, in alcuni test sugli animali al sensore è stato abbinato un cerotto con microaghi in grado di iniettare automaticamente il farmaco anti-diabete. Il team della Seoul National University punta, dunque, ad eliminare la necessità di prelievi di sangue, anche minimi, semplificando la vita dei pazienti.
Il torrone (bianco o al cioccolato con nocciole) ha circa da 460 calorie ogni 100 grammi di prodotto; per quanto riguarda i carboidrati si aggirano intorno ai 51 grammi, mentre i grassi sono 26 grammi e le proteine 10 grammi.
Il termine xerostomia (anche nota come secchezza delle fauci) indica bocca secca a causa della mancanza di saliva. La xerostomia può causare difficoltà nel parlare e mangiare. In molti casi può comportare anche alitosi e un importante aumento di carie dentali dal momento che uno degli effetti protettivi della saliva, cioè la rimineralizzazione dello smalto, non è più presente. In molti casi la xerostomia può rendere la mucosa del tessuto parodontale e della bocca più vulnerabile alle infezioni.
La dispepsia è un’alterazione delle funzioni digestive dello stomaco, comunemente descritta come ‘cattiva digestione’, tuttavia è ancora oggi una sindrome di difficile inquadramento e definizione. Attualmente si definisce dispepsia un insieme di sintomi, episodici o persistenti, avvertiti prevalentemente a livello della porzione superiore dell’addome e riferibili a disordini del tratto prossimale del tubo digerente, in assenza di una malattia organica, metabolica o psichiatrica che li giustifichi. Poiché i disturbi spesso sono vaghi e aspecifici, si ritiene vi siano molte cause, ad esempio, alterazioni della secrezione acida gastrica, stress, fattori psicologici, alterata percezione viscerale, alterazioni della motilità gastrointestinale. Vi sono dubbi tuttora su quale sia l’effettivo ruolo dell’Helicobacter pylori. Poiché il 70% dei pazienti con questa malattia presenta l’infezione da Helicobacter pylori, è stato ipotizzato che il germe possa avere un ruolo determinante, ma i numerosi studi condotti fino a oggi non sono risultati concordi nel dimostrare la regressione o la scomparsa dei sintomi dopo l’eradicazione del germe.
La comparsa dei primi dentini porta tanti genitori a chiedersi come fare per garantire una corretta igiene orale per limitare il rischio che in futuro il bimbo soffra di problemi ai denti. Ma quando iniziare a lavare i denti ai bambini? Si deve prestare attenzione all’igiene dei denti a partire dalla comparsa già del primo dentino. Inizialmente basterà utilizzare una garza in cotone imbevuta d’ acqua e passarla sui denti (o sul dente!), sulle gengive e anche sulla lingua. Non solo, è molto importante curare l’igiene orale del bebè fin dalla nascita: in seguito alla poppata, infatti, è possibile che rimangano nella bocca del bambino residui di latte che si depositano sui denti rimanendovi anche per un lungo periodo (pensiamo al riposo notturno) e questo può provocare la cosiddetta “carie da biberon” che attacca i dentini frontali superiori ed inferiori. Per scongiurare il rischio di carie in età così precoce è necessario tenere pulita la bocca del bimbo aiutandosi con una garza umida.
La flora batterica intestinale costituisce una vera e propria barriera difensiva nei confronti di batteri dannosi. Il suo equilibrio può essere danneggiato da infezioni intestinali, intossicazioni, disordini alimentari, alterazioni della dieta, uso di antibiotici. Questo squilibrio si manifesta con diarrea, dolori addominali, aumento dell’aria nell’intestino.
Le patate contengono 77 calorie per 100 grammi, circa 17 grammi di carboidrati e 2,2 grammi di fibra alimentare. Le patate possono essere assunte dal paziente diabetico, seguendo alcuni accorgimenti. Essendo le patate ricche di amido – con indice glicemico più elevato rispetto ad altri carboidrati – è importante non eccedere con la quantità e consumarle in sostituzione al pane, pasta e riso. Vanno associate piuttosto a carne o legumi, che – rallentando l’assorbimento degli zuccheri – determineranno un picco glicemico inferiore.