Troppi impegni lavorativi, il cambio di stagione, problemi di sonno o altro posso influire sul senso di stanchezza che si può avvertire in diversi momenti della giornata. Non è sempre e per tutti buona cosa servirsi di sostanze stimolanti come caffè, tè, cioccolata, ginseng o altro, ma è certamente un’ottima idea aiutarsi invece con l‘alimentazione per ottenere l’energia necessaria a superare anche i momenti più difficili. Vediamo allora 6 alimenti che possono donarci un po’ di sprint in più e alleviare quel fastidioso senso di stanchezza psico-fisica che può sopraggiungere quando arriva l’autunno:
1) Avena
Questo cereale è certamente uno dei più completi grazie all’alto contenuto di fibra di cui dispone ed essendo presenti in discreta quantità anche le proteine. Contiene poi vitamina B1, particolarmente utile contro l’affaticamento e lo stress ed offre inoltre il vantaggio di saziare, per cui si evita di eccedere con il cibo nel corso della giornata. Potete mangiarla a colazione, insieme a frutta o yogurt, ma anche a pranzo o a cena arricchita da un po’ di verdure.
2) Frutta secca (in particolare noci e mandorle)
Una manciatina di noci ha effetto energizzante sul corpo e sul cervello grazie alla presenza di acidi grassi omega 3. Le mandorle sono poi ottime alleate soprattutto se allo stress e alla stanchezza si associa anche un pizzico di depressione, questa frutta secca infatti contiene magnesio, minerale fondamentale per il benessere del sistema nervoso. Noci e mandorle sono un perfetto spuntino di metà mattina o metà pomeriggio, da prediligere certamente agli snack confezionati.
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3) Pane e pasta integrale
I carboidrati complessi (integrali) danno la giusta carica di energia senza incidere troppo sui livelli di zucchero nel sangue dato che forniscono nutrimento al nostro corpo ma a lento rilascio. Da evitare invece gli zuccheri e i carboidrati raffinati. A colazione, quindi, via libera a una bella fetta di pane integrale con la marmellata (meglio senza zucchero, scoprite qui come prepararla) mentre a pranzo si può optare per la pasta.
4) Uva
L’uva, ma anche il kiwi e tutti gli altri cibi ricchi di vitamina C, contribuiscono a dare nuovo sprint a mente e corpo. La vitamina C aiuta a ridurre il cortisolo, l’ormone responsabile dello stress e dei crolli energetici e inoltre stimola il sistema immunitario a funzionare al meglio, il che è molto importante in particolare nei momenti di cambio di stagione quando si è più soggetti a raffreddori ed influenze. L’uva, come il resto della frutta, va mangiata sempre a stomaco vuoto per evitare che fermenti o crei gonfiori addominali.
5) Zucca e semi di zucca
La zucca è uno degli alimenti più preziosi della stagione autunnale in particolare perché contiene vitamina C, antiossidanti e betacarotene. Oltre alla vera e propria zucca, bisognerebbe inserire ogni giorno nella propria dieta una manciatina di semi di zucca, perfetti per dare energia e contribuire a scacciare astenia e apatia grazie all’elevato contenuto di acidi grassi e zinco. Sono ideali da sgranocchiare un po’ come si fa con la frutta secca o possono essere utilizzati per arricchire insalate o piatti di verdure.
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6) Cioccolata
Il cacao è una delle fonti più ricche di magnesio ed è un energizzante ideale per la stagione autunnale. Bisogna però scegliere le fave crude o le tavolette realizzate al 75-80% da cacao, sono più amare ma più ricche di proprietà. Non c’è bisogno che vi dica il momento giusto per mangiare un po’ di cioccolata (senza esagerare mi raccomando), la risposta è sempre!
Se poi, nonostante si segua un’alimentazione corretta e uno stile di vita sano, lastanchezza ancora persiste è sempre possibile ricorre ad alcuni integratori naturali, come ad esempio Floradix a base di erbe per far fronte ad eventuali carenze di ferro o vitamine.
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Tachipirina 1000 ed Efferalgan 1000 sono due farmaci che contengono 1000 mg di paracetamolo, quindi i due farmaci (e le versioni “equivalenti” una volta chiamate “generiche”) hanno esattamente lo stesso foglietto illustrativo. Per praticità da ora in poi ci si riferirà a questi farmaci con il solo nome “Tachipirina” che è la forma commerciale più diffusa.
L’ematocrito (Ht o HCT) indica la percentuale del volume sanguigno occupata dalla parte corpuscolata del sangue, rappresentata specialmente dai globuli rossi dal momento che globuli bianchi e piastrine occupano un volume decisamente minore.
Lo stomaco può essere considerato come una dilatazione del tubo digerente, della cui porzione sottodiaframmatica rappresenta la prima parte. Situato nella parte alta dell’addome, ha forma a pera o a cornamusa. L’estremità più grossa è rivolta in alto a sinistra, quella più piccola in basso a destra. Possiede due margini, detti curvature, e due orifizi, il cardias e il piloro. Il cardias mette in comunicazione lo stomaco con l’esofago, mentre il piloro collega lo stomaco con la prima parte dell’intestino, il duodeno.
La fine di una relazione causa dolore, la donna vive l’impatto della separazione come se si trattasse della morte di una persona amata e l’uomo crede che tutto sia terminato, che il mondo gli sia caduto addosso e che non avrà più ulteriori opportunità di incontrare il grande amore. Quando termina una relazione la maggioranza delle persone sente come un grande vuoto e vive la situazione come un fallimento. Molti semplicemente sono solo troppo pigri per dover iniziare tutto da zero. Di seguito vi propongo alcune idee che normalmente mi confidano le persone che hanno sofferto di una separazione e cercano aiuto.
Con l’
Tra gli elementi della natura l’acqua, insieme al fuoco, è uno dei più potenti. Alcune persone hanno paura dell’acqua da sempre e non hanno mai imparato a nuotare. Per altri la paura dell’acqua potrebbe essere arrivata a seguito di un trauma. Con molta calma si può provare a superare la paura dell’acqua e ad imparare a nuotare in modo graduale.
Tra l’uomo e gli animali la differenza è qualitativa e fondamentale. Sta nella ragione teoretica e nella volontà, che è libera e capace di amare. E che è solo dell’uomo. Secondo i sostenitori dell’animalismo riduzionista, tra l’uomo e l’animale non c’è una differenza qualitativa bensì solo quantitativa, dovuta ad uno sviluppo più avanzato dell’uomo.