I 5 sintomi poco conosciuti del diabete

MEDICINA ONLINE PELLE COLLO MACCHIE ROSSO PRURITO GRATTARE GLICEMIA DIABETE ANALISI INSULINA ZUCCHERO CARBOIDRATI CIBO MANGIARE DIETA MELLITO TIPO 1 2 CURA TERAPIA FARMACI STUDIO NUOVE TENOLOGIE TERAPIE CEROTTO.jpgIl diabete è una malattia che si manifesta quando i livelli di glucosio nel sangue sono troppo alti, il che, in alcuni casi, danneggia gli occhi, i reni e i nervi. Non tutti coloro ai quali viene diagnosticato il diabete manifestano i sintomi più comuni, come sete, intorpidimento a mani o piedi, perdita di peso inspiegabile e costante necessità di andare in bagno. Ecco quindi spiegati i sintomi meno conosciuti del diabete. Se ne individuate uno o vari, dovete fare molta attenzione e farvi subito controllare da un medico.

Uno dei sintomi meno conosciuti del diabete si manifesta quando il glucosio nel sangue raggiunge livelli troppo elevati e, quindi, la pelle diventa secca e, a volte, si avverte un fastidioso prurito. È possibile sentire prurito a mani, braccia, gambe e piedi. Per questo motivo, se notate che la vostra pelle è irritata o che avete prurito, dovete capire se potrebbe essere un problema scatenato dal clima oppure no. Se così non fosse, vi consigliamo di fare un analisi dei livelli di glucosio nel sangue. Il diabete colpisce la circolazione sanguigna e gli arti sono le aree più propense a soffrire irritazioni della pelle.

Forfora o cuoio capelluto secco

In molti non immaginano nemmeno che questo problema sia, in effetti, un sintomo del diabete. Quando si soffre di eccesso di zuccheri nel sangue, il corpo cerca il modo di eliminarlo attraverso le urine, il che è normale. Nonostante ciò, a volte, eliminare troppi liquidi dall’organismo causa disidratazione, la quale colpisce diverse zone del corpo. Questo problema provoca la formazione di squame sul cuoio capelluto, il che può rivelarsi alquanto scomodo e fastidioso. Questa può anche essere causa di dermatite seborroica, comunemente conosciuta come forfora. Poiché la pelle è l’organo più grande del corpo umano, può estendersi a tutto il cuoio capelluto. L’infiammazione che colpisce questa zona, inoltre, crea le condizioni perfette per la proliferazione del fungo Pityrosporum, ulteriore causa della forfora. Appena questo microorganismo si attacca alla pelle, inizia a usare il grasso del cuoio capelluto per nutrirsi e tende quindi ad espandersi rapidamente in pochi giorni sotto forma di piccole squame bianche.

Russare

Forse questo sintomo vi sorprenderà un po’. Tuttavia, è possibile che i livelli di zucchero nel sangue aumentino a causa dei problemi relazionati ai disturbi respiratori durante il sonno. Questo disturbo si conosce come apnea del sonno. Forse vi sembrerà alquanto fastidioso, ma è meglio prevenire questo sintomo, perché, spesso, quando dormiamo, liberiamo gli ormoni dello stress, che possono aumentare di molto i livelli di zucchero nel sangue. È fondamentale trattare questo disturbo e prevenire la comparsa del diabete. Russare è strettamente collegato a un gran numero di malattie che, forse, pensate non abbiano nulla a che vedere con il diabete. Nonostante ciò, potrebbe essere un fattore predominante nello sviluppo del diabete, perché è causato da pause nella respirazione che si devono al rilassamento della muscolatura, il che restringe le vie respiratorie. Quando si russa, si ostacola l’entrata dell’ossigeno nei polmoni e, in questo modo, si interrompe la catena metabolica del glucosio.

Problemi di udito

Sapevate che la perdita d’udito può essere un sintomo del diabete? Se iniziate a notare che dovete alzare sempre di più il volume della televisione perché vi è difficile sentirla o se, quando avete una conversazione, dovete spesso chiedere al vostro interlocutore di ripetere ciò che ha detto, vi consigliamo di farlo presente al vostro medico. Vari studi hanno dimostrato che la perdita di udito potrebbe, in effetti, essere un indicatore della presenza del diabete. Coloro che presentano livelli elevati di zucchero nel sangue sono più propensi a soffrire di qualche lesione auditiva, rispetto alle persone che, invece, presentano giusti livelli di glucosio. Ciò si deve al fatto che livelli molto elevati di glucosio danneggiano i nervi dell’orecchio interno e i vasi sanguigni, alterandone il funzionamento.

Cambiamenti alla vista

Il diabete scatena cambiamenti nei fluidi corporei e ciò si ripercuote anche sulla vista. In effetti, si tratta di un sintomo molto comune. Può accadere che alcuni pazienti, prima di ricevere la diagnosi di diabete, inizino a vedere meglio. All’improvviso, smettono di avere bisogno degli occhiali perché riescono a vedere bene anche senza. Quando ciò accade, il miglioramento non è permanente. Non appena i livelli di glucosio si stabilizzano, il paziente torna ad avere bisogno degli occhiali. Tuttavia, non allarmatevi, perché non si tratta di una retinopatia diabetica. Questa malattia, provoca l’ostruzione dei vasi sanguigni che si trovano dietro l’occhio. Nelle prime fasi del diabete, l’occhio non è in grado di mettere bene a fuoco, perché i livelli di glucosio nel sangue sono molto alti. Questo può far sì che gli occhi cambino forma, ma non significa che il diabete faccia perdere del tutto la vista. Dopo un po’, i livelli di zucchero si stabilizzano e non avrete alcun problema, ma solo se mantenete livelli ottimali di glucosio nel sangue.

Molto spesso, questi sintomi si ignorano perché si collegano ad altre malattie. Se avete notato uno o alcuni di questi cambiamenti, accompagnati ai sintomi più comuni del diabete, dovete andare da uno specialista per farvi dare una diagnosi più precisa e il trattamento giusto.

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Clever (ebastina) 10mg compresse, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICDenominazione

CLEVER 10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Una compressa contiene: ebastina 10 mg.

Eccipienti

Nucleo: lattosio, cellulosa microcristallina, amido di mais pregelatinizzato, croscarmellosa sodica, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa, macrogol 6000, titanio biossido.

Indicazioni

Trattamento sintomatico di: riniti allergiche (stagionali o perenni) associate o meno a congiuntiviti allergiche. Orticaria cronica idiopatica.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Insufficienza epatica grave. Bambini di eta’ inferiore a 12 anni.Generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.

Posologia

Riniti allergiche: 10 mg 1 volta al giorno; nei pazienti con sintomi piu’ gravi, comprese le riniti allergiche perenni, 1 dose unica di 20 mg 1 volta al giorno, puo’ essere di maggiore beneficio. Orticaria cronica idiopatica: per gli adulti 10 mg 1 volta al giorno. Nei pazienti con insufficienza epatica di grado lieve o moderato si consiglia di nonsuperare il dosaggio giornaliero di 10 mg. La sicurezza e l’efficacianei bambini di eta’ inferiore a 12 anni non e’ stata studiata. Ebastina puo’ essere assunta durante o lontano dai pasti.

Conservazione

Proteggere dalla luce. Conservare ad una temperatura non superiore ai30 gradi C.

Avvertenze

Usare cautela nell’utilizzo di ebastina nei pazienti in cui sia noto un rischio cardiaco. Ebastina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con insufficienza renale o con insufficienza epatica di grado lieve o moderato. Contiene lattosio.

Interazioni

Sono state valutate le interazioni dell’ebastina in associazione con ketoconazolo o eritromicina. Con queste associazioni, sono state osservate delle interazioni risultanti in un aumento dei livelli plasmaticidi ebastina ma in un prolungamento di soli 10 msec circa dell’intervallo QTc maggiore di quello che si riscontra con ketoconazolo o eritromicina da soli. Non sono state riportate interazioni di ebastina con teofillina, warfarina, cimetidina, diazepam o alcool. Quando si somministra ebastina con il cibo, si osserva un aumento dei livelli plasmaticie dell’AUC del principale metabolita acido attivo dell’ebastina da 1,5a 2 volte. Questo aumento non altera il valore di Tmax. L’assunzionedi ebastina con il cibo non interferisce con il suo effetto clinico.

Effetti Indesiderati

Disturbi cardiaci: palpitazioni, tachicardia. Disturbi gastrointestinali: bocca secca, dispepsia, dolore addominale, nausea, vomito. Disturbi generali: astenia, edema. Disturbi epatobiliari: anormalita’ nei test di funzionalita’ epatica. Disturbi del sistema nervoso centrale: sonnolenza, mal di testa, vertigini, disestesia. Disturbi psichiatrici: insonnia, nervosismo. Disturbi dell’apparato riproduttivo e del seno: disturbi mestruali. Disturbi della pelle e del tessuto sottocutaneo: rash, orticaria, dermatite.

Gravidanza E Allattamento

La sicurezza di ebastina in gravidanza non e’ stata studiata nella donna. Nell’animale non sono stati evidenziati effetti teratogeni. Tuttavia, non ci sono studi controllati sulla donna gravida e gli studi sulla riproduzione non sono sempre predittivi della risposta nell’uomo. Per questo motivo, ebastina deve essere somministrata alle donne in gravidanza solo in caso di assoluta necessita’. L’uso di ebastina e’ sconsigliato durante l’allattamento, poiche’ non e’ noto se nella donna ebastina viene escreta nel latte.

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Sordità improvvisa: quali possono essere le cause e le terapie?

MEDICINA ONLINE ORECCHIO OTORINO CONDOTTO COCLEA CELLULE CILIATE TIMPANO OSSICINI MARTELLO INCUDINE STAFFA LABIRINTITE OTOLITI ACUFENE FISCHIO UDIRE SENSO ESTERNO MEDIO INTERNOSi tratta di una patologia relativamente frequente, consistente in un brusco abbassamento dell’udito in un orecchio,  che sopraggiunge nel giro di qualche secondo ed è accompagnato da un senso di vertigine e di “orecchio anestetizzato”.

Dal punto di vista clinico  distinguiamo:

  • sordità improvvisa transitoria Si tratta di un evento con una durata che va da pochi minuti a qualche ora, relativamente frequente  nella popolazione: dopo il brusco calo di udito, la situazione ritorna alla normalità in poco tempo,  al massimo entro  24 ore.
  • sordità improvvisa persistente Se la sordità dovesse invece  persistere oltre le 24 ore ci troveremmo dinnanzi ad un’emergenza che può portare alla perdita totale e definitiva dell’udito, per cui è necessario  contattare con urgenza lo specialista

Cause

Sulle cause esatte della sordità improvvisa non vi sono ancora certezze. Sappiamo che entrano in gioco due tipi di fattori:

  • Un fattore circolatorio, per cui un disturbo del microcircolo dell’orecchio può causare una sorta di infarto nella zona nervosa, la chiocciola.
  • Un fattore virale. L’imputato principale è l’Herpes Virus Zooster (quello che causa il “fuoco di Sant’Antonio”): in molti pazienti si trovano evidenti segni di infezione recente.

Dall’epidemiologia sappiamo che lo stress, direttamente o indirettamente, gioca un ruolo decisivo nell’insorgere della malattia. Nei primi anni in cui si iniziò a studiare la sordità improvvisa, ci si accorse che le persone colpite appartenevano ad un certo gruppo, e la malattia venne annoverata tra le “MANAGER’S DISEASES”. Oggi confermiamo il ruolo dello stress che, in effetti, modificando l’asse ipotalamo-ipofisario, altera sia i fattori che controllano la circolazione, sia quelli che influenzano l’immunità.
Essendo mutato lo stile di vita  oggi la malattia colpisce trasversalmente le più disparate classi sociali, dalle giovani madri in carriera con figli, agli studenti prima degli esami. Motivo di sordità improvvisa possono essere anche la perforazione timpanica, il neurinoma dell’acustico e la presenza di un corpo estraneo nell’orecchio.

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Sintomi associati

I sintomi e segni a volta legati a perdita dell’udito, sono:

I sintomi e segni associati, aiutano il medico nella diagnosi differenziale.

Diagnosi

I problemi di udito sono un disturbo serio, che non deve essere sottovalutato; in caso di dubbi è quindi consigliabile rivolgersi immediatamente a un otorinolaringoiatra per una visita otorinolaringoiatrica. La diagnosi di perdita dell’udito e delle sue cause inizia con una dettagliata anamnesi ed un esame fisico: l’esame include un’ispezione dettagliata dell’orecchio con l’uso di strumenti speciali, come l’otoscopio o anche con otomicroscopio. È necessario eseguire un esame audiometrico e un esame impedenziometrico per determinare l’entità della perdita di udito. Possono essere effettuate TAC e risonanza magnetica del cervello per escludere la possibilità di fratture o tumori.

Cure

Sappiamo che la tempestività del trattamento è importante.
Pertanto è essenziale consultare uno specialista in caso di sordità improvvisa che superi le 24-48 h. Dopo la conferma  della diagnosi, si eseguono una serie di esami audiometrici e si avvia la terapia. Lo standard  terapeutico prevede un trattamento farmacologico endovena, eseguito in regime di Day Hospital con un cocktail di prodotti che contiene:

  • vasodilatatori;
  • cortisone;
  • vitamine;
  • mannitolo;
  • glicerolo;
  • farmaci antivirali.

Un’utile terapia di supporto sembra essere l’ossigeno-terapia IPERBARICA.
E’ inoltre essenziale che la persona colpita riduca la propria attività lavorativa, abbattendo i livelli di stress e conduca una vita sana anche dal punto di vista alimentare, controllando inoltre la pressione arteriosa, il colesterolo, un eventuale diabete, tutti fattori di rischio per la malattia.

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Prognosi

Per fortuna mediamente si registra una percentuale di guarigioni totali o parziali intorno all’80%. In una minoranza dei pazienti il danno persiste  e, a volte, giunge ad un  progressivo peggioramento, fino alla sordità totale monolaterale.

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Vasectomia: dopo quanto avere rapporti e rischio di gravidanza

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Gli uomini che si sottopongono a vasectomia possono avere rapporti già pochi giorni dopo l’intervento, appena si sentono nuovamente a loro agio. E’ necessario ricordare che l’efficacia contraccettiva non è totale finché il seme non contiene più alcuna traccia di spermatozoi. È importante quindi sottoporre il liquido seminale ad analisi mediche per controllare che non ci siano più spermatozoi al suo interno, prima di avere rapporti sessuali non protetti.

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Si può rimanere incinta con tube chiuse chirurgicamente?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOLe tube di Falloppio, chiamate anche salpingi o trombe, sono due organi tubolari pari e simmetrici che collegano l’ovaio alla cavità uterina. Oltre a dare passaggio all’ovocito hanno anche funzione riproduttiva. Hanno, infatti, il compito di captare l’ovocita e lo spermatozoo e permettere la fecondazione.

La tecnica della legatura delle tube si basa sul blocco per via chirurgica delle vie d’accesso degli ovuli alla zona ampollare della tromba di Falloppio Si previene così la fecondazione dell’ovulo, che si verifica normalmente in questa zona. Di norma si seziona un frammento della tromba e la si lega con un punto di sutura riassorbibile, così che si separino le estremità, aumentando l’efficacia anticoncezionale della procedura. Il maggior inconveniente è la sua quasi completa irreversibilità (anche se non impossibile) se si vogliono ristabilire quelle funzioni precedenti all’intervento.

Se l’operazione di chiusura è effettuata in modo adeguato, la donna non può più rimanere incinta.

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Differenza tra emoglobina e mioglobina

MEDICINA ONLINE CELL CELLULA LABORATORIO MEMBRANA ORGANULI MORTE APOPTOSI BLOOD TEST INFIAMMAZIONE GRANULOMA SANGUE ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORETra emoglobina e mioglobina ci sono molte somiglianze: entrambe sono proteine coniugate ed il loro gruppo prostetico (parte non proteica) è il gruppo eme.

La mioglobina è una proteina globulare costituita da una singola catena di circa centocinquanta amminoacidi (dipende dall’organismo) ed il suo peso molecolare è di circa  18 Kd.  Come detto, è dotata di un gruppo eme che è inserito in una porzione idrofobica (o lipofila) della proteina, costituita da ripiegamenti riconducibili alle strutture α-elica delle proteine fibrose. La mioglobina è composta principalmente da segmenti di α-eliche, presenti in numero di otto e consiste, quasi esclusivamente, di residui non polari (leucina, valina, metionina e fenilalanina) mentre sono praticamente assenti i residui polari (acido aspartico, acido glutammico, lisina e arginina); gli unici residui polari sono due istidine, che svolgono un ruolo fondamentale per l’attacco dell’ossigeno al gruppo eme.
Il gruppo eme è  un gruppo cromoforo (assorbe nel visibile) ed è il gruppo funzionale della mioglobina. La mioglobina è una proteina tipica dei muscoli (ma non si trova solo nei muscoli).

 

L’emoglobina è un tetrametro cioè è costituita da quattro catene polipeptidiche ciascuna dotata di un gruppo eme ed identiche a due a due (in un essere umano si hanno due catene alfa e due catene beta). L’emoglobina ha molte analogie strutturali con la mioglobina ed è in grado di legare l’ossigeno molecolare in modo reversibile; ma, mentre la mioglobina è confinata nei muscoli e nei tessuti periferici in generale, l’emoglobina si trova negli eritrociti o globuli rossi (sono pseudo cellule cioè non sono cellule vere e proprie)  che costituiscono il 40% del sangue. Contrariamente alla mioglobina il lavoro dell’emoglobina è quello di prelevare ossigeno nei polmoni, rilasciarlo nelle cellule ove ce ne sia bisogno, prelevare anidride carbonica e rilasciarla nel polmoni dove il ciclo ricomincia. Nel percorso dai polmoni (ricchi di ossigeno) ai tessuti, l’emoglobina  trasporta ossigeno  (contemporaneamente raggiungono i tessuti anche le altre sostanze) mentre nel percorso inverso, porta con sé gli scarti raccolti dai tessuti, soprattutto l’anidride carbonica prodotta nel metabolismo.

La mioglobina, lega l’ossigeno anche a  pressioni modeste; nei tessuti periferici si ha una pressione  (PO2) di circa 30 mmHg: la mioglobina a tale pressione non rilascia ossigeno, quindi sarebbe inefficace come trasportatrice di ossigeno. L’emoglobina, invece, ha un comportamento più elastico: lega l’ossigeno ad alte pressioni e lo rilascia quando la pressione diminuisce.

Quando una proteina è funzionalmente attiva, essa può mutare un po’ la sua forma; ad esempio la mioglobina ossigenata ha una forma diversa dalla mioglobina non ossigenata e questa mutazione non influisce su quelle vicine.  Il discorso è diverso nel caso di proteine associate come l’emoglobina: quando una catena si ossigena è indotta a cambiare la sua  forma ma tale modificazione è tridimensionale perciò ne risentono anche le altre catene del tetrametro. Il fatto che le catene siano tra loro associate, induce a pensare che la modifica di una si ripercuota sulle altre vicine anche se in misura diversa; quando una catena si ossigena, le altre catene del tetrametro assumono un “atteggiamento meno ostile” nei riguardi dell’ossigeno: la difficoltà con cui una catena si ossigena diminuisce man mano che le catene ad essa vicine si ossigenano a loro volta. Lo stesso discorso è valido per la deossigenazione.

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Differenza tra zuccheri e grassi con esempi

MEDICINA ONLINE COLAZIONE LATTE YOGURT CORNETTO MATTINA DIFFERENZE PIU CALORIE DIABETE GLICEMIA INSULINA ZUCCHERI CARBOIDRATI CIBO DOLCE MANGIARE ACQUA VALORI PROPRIETA NUTRIZIONISTA TAVGrassi o lipidi

I grassi vengono suddivisi tra quelli di origine animale (saturi) e quelli di origine vegetale (insaturi). I grassi di origine animale sono in genere solidi e noi li conosciamo come lardo, strutto, grasso visibile della carne, burro, grasso invisibile dei formaggi … I grassi di orgine vegetale sono in genere liquidi e noti come oli.
Entrambi i grassi, animali e vegetali, hanno una funzione energetica. Cioè dalla loro demolizione il nostro corpo ricava l’energia utile per il suo funzionamento. Ma è energia concentrata, ben 9 calorie per grammo, cioè più del doppio rispetto a proteine e carboidrati, che ne liberano solo 4.
Una persona che pesa circa 70 kg ha una quantità di grassi pari a circa 15 kg.
Torniamo un momento ai grassi saturi ed insaturi. I grassi insaturi sono indispensabili per la formazione della membrana delle nostre cellule. L’acido linoleico e l’acido linolenico sono addirittura essenziali perchè il nostro organismo non è in grado di produrli da solo. Molti studi hanno ormai confermato che la nostra dieta deve privilegiare l’assunzione di grassi insaturi che hanno anche una funzione protettiva sul nostro apparato cardiocircolatorio. Ovviamente questo ha senso nei limiti di quantità ben precise. Preferite quindi come grassi di condimento gli oli (soprattutto il nostro olio extravergine d’oliva) piuttosto che i grassi di origine animale. Senza ovviamente demonizzarli e vietarli nel modo più assoluto.
Le carni, il tuorlo dell’uovo, il burro sono ricchi di colesterolo. Per anni il colesterolo è stato considerato una sostanza da evitare assolutamente. Oggi si sa che anche il colesterolo è una sostanza fondamentale per il nostro organismo perchè è presente nelle membrane cellulari e contribuisce alla formazione di molecole essenziali tipo gli ormoni sessuali. E’ talmente importante che il fegato ne produce da solo una quantità che è quattro volte quella che si ingerisce di solito con il cibo quotidianamente. Eppure tutti sanno che un eccesso di colesterolo può avere serie conseguenze sui vasi sanguigni. In alcune condizioni si deposita sulle loro pareti formando delle placche che le induriscono e ostruendoli in qualche caso. E allora cosa fare? la soluzione giusta sta ovviamente nella dieta equilibrata e nel moto. Ricordate il vecchio motto latino: in medio stat virtus.
La maggior parte dei grassi è costituita da una serie di molecole ben note: i tanto famigerati trigliceridi. I trigliceridi di origine vegetale sono gli oli, quelli di origine animale sono il burro e lo strutto.

Leggi anche: Per dimagrire è meglio eliminare carboidrati o i grassi? L’esperimento dei due gemelli

I carboidrati semplici e complessi

Con il termine carboidrati si intendono un gruppo che comprende carboidrati semplici e carboidrati complessi.
I carboidrati semplici (anche chiamati “zuccheri”) più diffusi nell’alimentazione comune sono:

  • il glucosio e il fruttosio presenti nella frutta e nel miele e responsabili del loro sapore dolce;
  • il maltosio presente in piccole quantità nei cereali.

I carboidrati complessi (che NON sono zuccheri) presenti negli alimenti invece sono:

  • il saccarosio, il cosiddetto zucchero da tavola, che si ottiene dalla barbabietola da zucchero e dalla canna da zucchero ed è formato da una molecola di glucosio e una di fruttosio
  • il lattosio presente nel latte verso cui un certo numero di persone presenta intolleranza, formato da una molecola di glucosio e una di galattosio (altro zucchero semplice)
  • la cellulosa, formata da più di 10.000 molecole di glucosio, è presente nei vegetali ma non è digeribile; è comunque di fondamentale importanza perchè fornisce le famose “fibre” che aumentano la massa fecale, favorendo l’evacuazione.
  • l’amido: presente nei cereali, nelle patate, nei legumi e in alcuni frutti; anche l’amido è formato da moltissime molecole di glucosio ma, a differenza della cellulosa, è facilmente digeribile.

Gli zuccheri svolgono una funzione energetica cioè forniscono al nostro organismo energia: quando vengono demoliti con la digestione liberano circa 4 calorie per ogni grammo, la metà rispetto ai grassi.

Gli zuccheri (carboidrati semplici) vengono facilmente assorbiti ed utilizzati. In tempi brevi provocano un rialzo della glicemia nel sangue e sono pertanto responsabili del meccanismo che compensa la sensazione di stanchezza fisica e mentale. La glicemia dopo un certo intervallo di tempo torna ad abbassarsi (curva glicemica). Il glucosio in maniera particolare è assolutamente indispensabile al nostro organismo. Non deve superare una concentrazione di poco superiore ad 1 mg in 1 ml di sangue (controllate le vostre analisi più recenti) ma non deve scendere al di sotto di certi limiti (0,3 mg per ml). Il nostro cervello per esempio è particolarmente sensibile alla concentrazione di glucosio: la sua carenza può portare ad uno stato confusionale o addirittura a situazioni patologiche. Viceversa si conoscono molto bene i danni che provoca nell’organismo la persistente, eccessiva concentrazione di glucosio nel sangue sul corretto funzionamento di molti organi e apparati.

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I 5 errori da non commettere se il tuo lui si allontana

MEDICINA ONLINE TRISTE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO GELOSIA LITIGIO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE DIVORZIO DIVORCE SAD COUPLE WALLPAPERAvere una relazione stabile ai giorni d’oggi non è facile, le tentazioni sono tante e i modi per “guardare oltre” ancora di più, può capitare quindi di affrontare dei periodi delicati in cui il rapporto rallenta o addirittura ingrana la retromarcia.
Cosa fare quindi? Ecco 5 errori da non commettere se il tuo lui si allontana.

1) Evitare pressioni inutili

Se ci accorgiamo che il nostro partner si sta allontanando, nella nostra mente inizia a risuonare un pensiero sempre più prepotente ” mi starà tradendo? “.
Non iniziate inutilmente a chiedergli se vi sta tradendo, sarebbe inutile, non lo ammetterà mai, anche perché se così non fosse peggiorereste solo le cose, non è facile vivere accanto a chi dimostra palesemente di avere dubbi sulla fedeltà.

2) Evitare di “dare solo una sbirciatina”

Prese dai dubbi sul motivo per cui il vostro partner è un po’ distante potrebbe venirci in mente di ” dare una sbirciatina” al suo telefono.
Ormai i cellulari sono agente e registri di conversazioni fatte nei vari sociale, quale posto migliore dove scoprire qualcosa? Non fatelo, primo perché è vietato dalla legge (violazione della privacy), secondo perché potreste trovare cose che non vi piacerebbero, è sempre meglio un bel confronto-scontro diretto che confessare di aver guardato nel cellulare e passare dalla parte del torto.

3) Evitare di chiedere agli amici

Tra uomini ci si dice di tutto, anche le cose più intime, allora perché non chiedere ad un amico se sa il motivo di questo inspiegabile allontanamento?
La cosa sarebbe sensata se non ci fosse tra gli uomini un radicato e forte senso di cameratismo, quello che si rivelano non esce mai dal loro circolo, sembra come la frase del celebre film ” fight club”, dove le prime regole fondamentali sono quelle di non parlare assolutamente del club e di tutto quello che riguarda il club, credo di essermi spiegata abbastanza.

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4) Evitare i pedinamenti

Care ragazze, lo so che vedere i film polizieschi americani vi può indurre a pensare di sapere tutto sugli inseguimenti, ma non è così, rischiate di sembrare più il protagonista della ” pantera rosa” che goffo ed impacciato tenta di risolvere i casi. Se vi dovesse venire la malsana idea di seguirlo pensate sempre alla grandissima figuraccia che ci fareste se si accorgesse di essere seguito, lasciate stare.

5) Evitare la troppa accondiscendenza

Lo so vedere la propria storia, tutti i nostri sogni e progetti dissolversi come una bolla di sapone non è piacevole, siamo portate quindi a diventare estremamente accondiscendenti con il nostro lui pur di salvare il nostro amore.
La frase che dovete evitare assolutamente è ” certo amore facciamo come vuoi tu” o frasi simili, forse il vero motivo per cui il nostro lui si sta allontanando è proprio questo.
Diventando estremamente accondiscendenti facciamo diventare la nostra storia come un lungo rettilineo da percorrere in macchina con sempre lo stesso paesaggio, dopo un poco può stancare. Care ragazze se il vostro lui si sta allontanando prendete il volante della vostra storia e iniziate a percorrere strade con curve e paesaggi interessanti, mi raccomando lasciate a casa telefoni e amici e se poi la storia proprio non va ricordate che i vecchi detti non sbagliano mai ” si chiude una porta e si apre un portone”.

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