Herpes: previenilo e curalo con dieta, sport e farmaci

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAME (4)Prima le brutte notizie, cari lettori: purtroppo non esiste alcun farmaco in grado di curare definitivamente l’herpes. La miglior cura contro questo fastidiosissimo ceppo di virus risiede nel nostro sistema immunitario. La buona notizia è che mantenendo le nostre difese immunitarie efficienti ed attivi – con una sana alimentazione, un po’ di moto e stando lontani dallo stress – si è infatti decisamente molto meno suscettibili all’infezione. Insomma, come quasi sempre avviene: la cura migliore è la prevenzione! Praticare regolarmente 30 minuti di attività fisica almeno tre volte alla settimana, il nostro sistema immunitario sarà più forte. Lo stesso avviene con una alimentazione sana e ricca di vitamine e minerali. Alcuni alimenti particolarmente indicati per migliorare l’efficienza del sistema immunitario sono gli agrumi, le alghe, l’echinacea, i prodotti dell’alveare: miele, pappa reale e propoli, carne, pesce e latticini. Per curare alcuni tipi di herpes, è indicato l’uso del profilattico nei rapporti sessuali.

Farmaci efficaci per la cura dell’herpes

Non esiste alcun metodo per eliminare il virus herpes dal corpo, ma l’assunzione di farmaci antivirali può ridurre la frequenza, la durata e la gravità dei focolai. Gli analgesici, come l’ibuprofene e il paracetamolo (acetaminofene), possono ridurre il dolore e la febbre. Trattamenti topici anestetici, come la prilocaina, lidocaina, benzocaina o tetracaina, sono anch’essi in grado di alleviare il prurito e il dolore. Diversi farmaci antivirali risultano efficaci per il trattamento dell’herpes, tra cui l’aciclovir, il valaciclovir, il famciclovir e il penciclovir. L’aciclovir è stato il primo ad essere scoperto ed è ora disponibile come farmaco equivalente, così come il valaciclovir. L’evidenza supporta l’uso dell’aciclovir e del valaciclovir per il trattamento dell’herpes labiale, così come per le infezioni da herpes nelle persone con il cancro. Le prove al sostegno dell’uso dell’aciclovir nelle gengivostomatite erpetiche primarie sono deboli. Un certo numero di farmaci antivirali topici sono efficaci per herpes labiale, tra cui l’aciclovir, il penciclovir e il docosanol. Infine ricordiamo che alcune creme a base di zinco e/o eparina possono diminuire la durata dell’eruzione; possono essere inoltre utili antistaminici, creme protrettive specifiche come il burrocacao (per l’herpes labiae), creme a base di capsacina o lidocaina.

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Tutti i piaceri del bere, senza bere: come ubriacarsi senza alcol

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RISTORANTE MANGIARE CUCINA DIETA CIBO BICCHIERI VINO ALCOLICI BERE BIRRAVi piace l’idea di lasciarvi andare ai piaceri dell’alcol ma siete astemi, non volete ingrassare o semplicemente – come capita al sottoscritto – non vi piace l’alcol? Forse è in arrivo una soluzione innovativa! Alcuni scienziati stanno sviluppando un farmaco che imiti tutti gli effetti “positivi” dell’essere ubriachi senza che vi siano rischi per la salute quali dipendenza o postumi di una sbornia. Questa “rivoluzione salutare” è stata messa in piedi dall’ex consulente del governo per i medicinali David Nutt, che vuole fare per gli alcolici quello che la sigaretta elettronica ha fatto per il mondo del tabacco. La notizia è stata riportata dall’Independent.

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Cerchi un farmaco? Lo smartphone ti dice in quale farmacia lo puoi trovare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SMARTPHONE SOCIAL TECNOLOGIA TABLET CELLULARE TELEFONINO TELEFONOSi chiama cerca farmaco ed è un servizio originale e rivoluzionario. Dopo il grande successo ottenuto con la versione online ecco che è arrivata l’app per smartphone e tablet. Quest’applicazione si può scaricare gratuitamente tramite Apple Store e Google Play, eccovi i link:

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Il farmaco per la pressione che aiuta a curare il cancro

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Dieta Peso Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere fumare Obesità Pressione CancroIl Losartan è un farmaco comunemente usato per curare la pressione alta. Uno studio pubblicato su Nature Communications sostiene che grazie alla sua azione sui vasi sanguigni il Losartan sia in grado di ridurre la formazione di tumori nei topi e di aumentare la sopravvivenza dei malati. I vasi sanguigni forniscono alle cellule tumorali le sostanze nutrienti e sono anche i responsabili della distribuzione di agenti anti-tumorali. Ma vi sono sollecitazioni fisiche alle quali i vasi sono sottoposti che possono limitare il flusso di sangue e ridurre la capacità di chemioterapici di penetrare nei tumori. Questo ne ostacola ovviamente la cura. Rakesh Jain e colleghi del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, negli Usa, hanno scoperto che il trattamento con l’antagonista dell’angiotensina II (un ormone che aumenta la frequenza dei battiti cardiaci), il Losartan appunto, ampiamente usato per trattare l’ipertensione, riduce la produzione di proteine e zuccheri complessi che comprimono i vasi sanguigni tumorali.

Viene così alleviata la costrizione dei vasi sanguigni e questo aiuta la consegna del farmaco chemioterapico 5-flurouracile per curare i tumori in questi topi. Quando i topi affetti da tumore al pancreas o al seno sono stati trattati in combinazione con Losartan e 5-fluorouracile, la crescita del tumore è stata significativamente ritardata e il tempo medio di sopravvivenza è aumentata rispetto alla somministrazione del solo 5-fluoruracile. I risultati suggeriscono che questo farmaco, poco costoso e usato da decenni in tutta sicurezza, potrebbe in futuro rivelarsi utile per il trattamento dei tumori anche nell’uomo. Non dimenticando però che gli effetti del Losartan sulla pressione sanguigna potrebbero renderlo controindicato per alcune categorie di pazienti.

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GHB (Acido Gamma Idrossibutirrico): come funziona la droga dello stupro

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE DEPRESSIONE PIANTO PIANGERE TRISTEZZA BIANCO E NERAL’acido gamma-idrossibutirrico, più comunemente chiamato GHB, è un acido grasso a corta catena che è presente naturalmente nel nostro organismo, come in quello di tutti i mammiferi viventi, ed è concentrato soprattutto nell’ipotalamo, nei gangli basali, nei reni, nel cuore, nei muscoli e nelle masse grasse. Il GHB è stato sintetizzato da Henri Laborit agli inizi degli anni sessanta ed ha velocemente trovato un ampio numero di utilizzi in ambito farmacologico, oltre che come droga d’abuso. Negli USA è stato approvato dall’FDA con il nome di Xyrem®, anestetico narcotico per via endovenosa utilizzato nella narcolessia, allo scopo di sfruttare la capacità della sostanza di indurre nell’uomo un incremento del sonno a onde lente ed il consolidamento degli episodi di sonno REM, e con il nome di Alcover®, meglio noto come “il metadone dell’alcool”, nella dipendenza da alcol e oppiacei, anche se questi trattamenti sono risultati poco efficaci. In campo medico è inoltre utilizzato per stimolare la produzione di GH (Growth Hormone, ormone della crescita), provocando incrementi da 9 a 16 volte, e come coadiuvante del parto (per le sue proprietà rilassanti e anti-spasmodiche).

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Essere state struprate e non ricordarselo: come funziona e come ci si difende dalla “droga dello stupro”

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Endocrinolog Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere fumare Droga dello Stupro GHBÈ di pochi giorni fa la notizia sui dati e sulle tipologie della cosiddetta “droga da stupro”: ben 83 donne ne sarebbero state vittime nell’ultimo anno, una cinquantina le diverse tipologie della sostanza con effetti analoghi: amnesia e possibilità che il ricordo, parziale o completo, riemerga dopo un po’ di tempo.

GHB

Il principio attivo della droga dello stupro è il GHB, l’acido gammaidrossibutirrico, che purtroppo circola in gran quantità nel mercato illegale, proprio come eroina, cocaina, marijuana o ketamina. In genere inodori e insapori – o comunque facilmente mescolabili a cocktail o succhi di frutta – le droghe da stupro stanno superando i confini notturni delle discoteche affollate per conquistare luoghi e circostanze “insospettabili”. Al bar, tra le mura domestiche – insomma ovunque ci sia la possibilità di aggiungere un po’ di sostanza in un bicchiere. Il comune di Torino, per esempio, ha redatto un breve documento al proposito (GHB Droga dello stupro Comune di Torino – Rape Drug), ma la questione è ancora nell’ombra. Monica Capizzano, criminologa, esperta in droga da stupro e nei reati annessi (DFSA, Drug Facilited Sexual Assault), è in contatto con l’unica associazione specializzata di vittime di questo crimine in Italia, la “Lanterna di Kay

POSSO OFFRITI DA BERE?  

Mi dice Capizzano: «Un drink offerto, magari con un sorriso ammiccante, può trascinarti in un’esperienza orribile. Non sono soltanto le donne a poter essere le vittime di questa violenza, ma anche gli uomini». Oltre ai casi di violenza letteralmente intesa, la somministrazione di una sostanza senza il consenso dell’interessato solleva due questioni: l’impossibilità di consentire al rapporto sessuale (come accade in tutti i casi in cui è impossibile dare o negare il consenso: stati di incoscienza o di coscienza profondamente compromessa) e il rischio di reazione alla sostanza stessa. Inoltre non è raro che gli abusi siano filmati e poi usati per ricattare il malcapitato, che all’apparenza è consenziente, magari un po’ stordito. «Per chi guarda la registrazione di un simile abuso, può sembrare di guardare qualcuno un po’ brillo: non conoscendo i sintomi è difficile dubitare che sia comunque abbastanza lucido da capire cosa sta accadendo e, soprattutto, da acconsentire».

IL CORPO VIENE ANESTETIZZATO

Almeno come tipologia di sostanza: il GHB è stato sintetizzato in America, è utilizzato dagli anestesisti e nel trattamento dell’alcolismo cronico. «Sempre negli Stati Uniti ne avrebbero scoperto l’uso alternativo che se ne poteva fare, e la sostanza è stata soprannominata “Date rape drug”. Il GHB ha il potere di annullare le reazioni, si diventa un oggetto nelle mani altrui, un corpo in balia di un’altra persona. Una volta ripresa coscienza, non ci si ricorda quasi nulla di quanto è accaduto. Durante la violenza la vittima è in uno stato di forte disinibizione, tanto da incitare al rapporto, ovviamente senza rendersene conto. Dalla testa al bacino la ricezione degli stimoli è quasi attiva: la vittima parlerà, sicuramente non in maniera logica, e inciterà al rapporto sessuale il suo aggressore perché la droga avrà annientato tutti i suoi freni inibitori; dal bacino in giù, compresi i genitali, il corpo è come anestetizzato».

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BLACKOUT

L’assunzione provoca un black out: chi l’ha assunta non ricorderà nulla dell’accaduto. «Il ricordo potrebbe anche non tornare più, se non con dei flash dopo alcuni mesi, quasi come un incubo, delle immagini cui non si sa dare un significato rilevante, che lasciano “soltanto” inquietudine, angoscia e reazioni che possono essere clinicamente rilevanti, come depressione o sintomi post traumatici. Non si ricorda l’accaduto, ma ci si sente schiacciati da qualcosa che non si riesce a capire, per cui non si chiede nemmeno aiuto e magari assistenza medica e legale. Se poi la vittima riesce a ricordare l’evento, si pensi allo shock di aver scoperto di essere stati abusati senza aver nemmeno avuto la “volontà”, in quei momenti, di chiedere aiuto o rifiutare».

ASTINENZA E INTERAZIONI FARMACOLOGICHE

A parte la questione del consenso – sia al rapporto sessuale sia, prima ancora, all’assunzione – ci sono dei rischi fisici importanti. «Il GHB provoca dipendenza fisica con crisi di astinenza se somministrato più volte; crisi che possono durare da 3 a 15 giorni, caratterizzate da ansia, tremori, crampi muscolari e insonnia. Il GHB compromette fortemente le capacità di guida. Consumare GHB può essere molto pericoloso per chi è in terapia con farmaci antiretrovirali, in particolare con inibitori della proteasi, poiché sembra esista un meccanismo di interazione. Le conseguenze possono essere fatali». Non è usata esclusivamente per gli abusi sessuali, ma anche per frodi e raggiri – in ogni circostanza criminale in cui fa comodo avere la vittima fuori uso, incapace di difendersi, di chiedere aiuto o anche solo di accorgersi di cosa stia succedendo.

LOTTARE CONTRO L’IGNORANZA

«Il dato più allarmante? La non conoscenza – continua Capizzano. Tante persone subiscono stupri, ma non se ne rendono conto. Hanno assunto a loro insaputa droghe specifiche, che all’estero si trovano anche nei sexy shop, che fanno sì che abbiano comportamenti inintenzionali e senza ricordi, senza che addirittura se ne rendano conto. Alla fine dello scorso anno tali sostanze sono state sequestrate in tutta Italia». C’è molta ignoranza anche da parte delle forze dell’ordine, degli operatori psicologici e sul fronte della difesa legale. «Non ci sono ancora le persone formate che sanno trattare queste sostanze. È grave perché le vittime ci sono già e spesso non si sa come accoglierle né come trattarle».

DOPO 96 ORE NON SI RILEVA PIU’

Per trovare tracce di GHB sarebbe necessario fare alcuni esami specifici delle urine e del sangue nel giro di poche ore dall’assunzione. «Dopo 96 ore non si trova più nulla. Bisogna fare l’analisi del capello. Ma è un’analisi mirata, non puoi andare a cercare tutte le droghe, ma proprio il GHB. Spesso si fanno analisi generiche e così non si riscontra nulla di insolito. Si cercano per lo più marijuana, eroina, cocaina, anfetamine e benzodiazepine ma non il GHB – che rimane invisibile».

COME DIFENDERSI DALLA DROGA DELLO STUPRO

Per cominciare, non perdere d’occhio il proprio bicchiere. Capizzano prosegue l’elenco dei possibili rimedi: «I locali potrebbero adottare solo bottiglie chiuse, sigillate. Oppure usare un bicchiere da proteggere in qualche modo. In Usa ne avevano creato uno che s’illuminava in presenza di sostanze. Non girarsi mai quando si ordina un cocktail. Ricordarsi che spesso la droga viene somministrata da una persona che si conosce, qualcuno di cui ci si fida e non da un estraneo. Il primo allarme per capire che può esserti successo è: non ricordare. Anche magari dopo aver bevuto solo un bicchiere. Bisogna controllare se qualcosa manca, se si hanno indumenti messi in modo strano. O dei lividi. Dei segni fisici, che possono essere più o meno evidenti e che possono essere diversi se si è donna o uomo. A volte è difficile trovarli. Se hai un buco temporale è un sintomo significativo. Come sono tornata a casa? Chi mi ha accompagnato? In quel caso si devono raccogliere le urine e farsele analizzare. L’associazione “La Lanterna di Kay” ha uno sportello dedicato, un numero attivo 24 ore su 24 (373 7388232), una consulenza legale e psicologica – tutto per non far sentire sole le vittime, che nel 90% dei casi non vogliono denunciare, perché si sentono abbandonate e spesso non credute».

Articolo di Chiara Lalli, pubblicato su https://www.giornalettismo.com/droga-stupro-come-funziona/

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La molecola che “spegne” la sindrome di Down

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MEDICINA ONLINE LABORATORIO RICERCA OSPEDALE SCIENZA SCIENZIATO MICROSCOPIO FARMACI CHIMICA TESTUna molecola che sembra riuscire a “spegnere i sintomi” della trisomia 21, conosciuta anche come sindrome di Down. È l’incoraggiante risultato a cui è giunto un team di ricercatori statunitensi che, studiando i topi, ha scoperto che somministrando una singola dose di questa sostanza direttamente nel cervelletto dei roditori è possibile ”spegnere” gli effetti che questa anomalia genetica provoca nei neonati.

Questa ricerca accende una speranza su una patologia diffusa in tutto il mondo. Lo studio, riporta l’Huffington Post francese, è stato condotto alla Johns Hopkins University di Baltimora, in collaborazione con il National Institutes of Health americano, e il risultato ottenuti sui topi è molto incoraggiante. “La maggior parte degli individui affetti dalla sindrome di Down presentano un cervelletto grande il 60% rispetto al normale – ha spiegato il Dott. Roger Reeves, docente presso l’Istituto di Medicina Genetica della Johns Hopkins University e leader dello studio – Questa molecola ha normalizzato la crescita del cervelletto nei topi, che sono stati geneticamente modificati per riprodurre la trisomia 21 umana”.

Questa molecola, tuttavia, non influirebbe sulle capacità di apprendimento delle persone affette dalla sindrome di Down perché, precisa Reeves, si tratta di funzioni cerebrali controllate dall’ippocampo, che regola anche le capacità mnemoniche dell’individuo. Il nuovo farmaco, dunque, non farebbe “guarire” dalla trisomia 21, ma ne limiterebbe semplicemente gli effetti nefasti, limitando la terapia farmacologica: “La sindrome di Down è una patologia molto complessa – spiega ancora Reeves – E nessuno pensa che esista un farmaco miracoloso in grado di donare alle persone affette un’intelligenza normale. Sono necessari approcci multipli”. Tuttavia, è lo stesso Reeves a essere cauto sul possibile inizio della sperimentazione umana: sugli uomini la sostanza potrebbe avere importanti effetti collaterali, tra cui lo sviluppo di forme tumorali derivate dall’alterazione di un meccanismo biologico delicatissimo. I risultati ottenuti in laboratorio, tuttavia, sono piuttosto incoraggianti e il progetto verrà ulteriormente approfondito.

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La pillola contro la malaria con effetti allucinogeni permanenti che rischia di farci impazzire

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare La pillola contro la malaria con effetti allucinogeni permanenti che riscIl New York Times ci parla dell’esistenza di una pillola anti-malaria, il Lariam, in vendita anche in Italia, che tra i suoi effetti collaterali include anche effetti allucinogeni potenzialmente permanenti. La cura peggiore del male, quindi. ll farmaco a base di meflochina, studiato per proteggere coloro che si trovano in aree infestate dalla malattia trasportata dalla zanzara anofele. La pericolosità del farmaco è stata poi certificata dall’autore dell’articolo, David Stuart McLean, che dopo aver assunto una pillola la sera prima di dormire si è svegliato a quattro chilometri di distanza dal suo albergo di Hyderabad, in India.

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