Stanchezza e debolezza: differenze, cause, rimedi e prevenzione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STANCHEZZA DEBOLEZZA DIFFERENZE CURE   Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgSpesso usati come sinonimi nell’uso comune, in realtà debolezza e stanchezza sono termini che descrivono due sensazioni diverse. E’ importante conoscerne con esattezza il significato, poiché una corretta accezione del termine può essere di aiuto al medico al fine di restringere la cerchia delle possibili cause dei sintomi.

  • La debolezza consiste in una carenza di forza fisica o muscolare ed è caratterizzata dalla sensazione di necessità di uno sforzo supplementare per muovere braccia, gambe o altri muscoli. Nel caso in cui la debolezza muscolare si manifesti a seguito della presenza di dolore, l’individuo può essere in grado di muovere i muscoli, incrementando però il rischio di lesioni. La debolezza, in campo medico, viene anche detta “astenia“, termine che deriva dal greco e che significa mancanza di forza. In realtà l’astenia può essere sia fisica che mentale ma in genere, con astenia ci si riferisce in particolare a quella fisica.
  • La stanchezza consiste in una sensazione di spossatezza o nel bisogno di riposo dovuti alla carenza di energia o forza. La stanchezza può essere causata da un carico eccessivo di lavoro, dalla mancanza di sonno, da preoccupazioni, noia o carenza di esercizio fisico. E’ un sintomo che può essere causato da malattie, farmaci o da trattamenti medici come la chemioterapia. Anche l’ansia o la depressione possono causare stanchezza.

Sia la debolezza che la stanchezza sono sintomi e non malattie di per sé. Poiché tali sintomi possono essere causati da molteplici condizioni non patologiche, patologie e problemi di salute, la diagnosi della malattia a monte che determina debolezza e/o stanchezza può essere elaborata solo dopo un’attenta valutazione degli eventuali altri sintomi e segni presenti, nonché grazie all’uso di vari strumenti diagnostici, di laboratorio (ad esempio esami del sangue, biopsie…) e/o di diagnostica per immagini (ad esempio radiografie, ecografie, TC…).

Cause di debolezza

Spesso la debolezza generale si verifica dopo aver praticato o svolto una mole eccessiva di attività in una sola volta, ad esempio dopo una lunga ed intensa escursione. E’ possibile sentirsi deboli e stanchi oppure i muscoli possono essere dolenti. Di solito, queste sensazioni scompaiono nel giro di pochi giorni. In casi rari, la debolezza muscolare generalizzata può essere causata da un altro problema di salute, come:

  • Problemi a carico della ghiandola tiroidea, che regola il modo con cui il corpo impiega l’energia. L’ipotiroidismo può causare stanchezza, debolezza, letargia, aumento di peso, depressione, problemi di memoria, costipazione, secchezza della pelle, intolleranza al freddo, diradamento e secchezza dei capelli, unghie fragili oppure una colorazione giallastra della pelle. L’ipertiroidismo può causare stanchezza, perdita di peso, aumento della frequenza cardiaca, intolleranza al calore, sudorazione, irritabilità, ansia, debolezza muscolare e ingrossamento della tiroide.
  • Sindrome di Guillain-Barré, una rara malattia nervosa che causa debolezza a gambe, braccia e altri muscoli e che può progredire sino alla paralisi totale.
  • Miastenia gravis, una rara malattia cronica che causa debolezza e rapido affaticamento muscolare.
  • Un problema a carico dei minerali (elettroliti) presenti nel corpo allo stato naturale, come bassi livelli di potassio o di sodio.

In caso di debolezza muscolare che tende a peggiorare in modo graduale, è necessario consultare il medico. La comparsa improvvisa di debolezza muscolare e la perdita di funzionalità di una parte del corpo, può indicare la presenza di un grave problema al cervello (come ictus o attacco ischemico transitorio), al midollo spinale o ad un nervo specifico presente nel corpo.

Leggi anche: Come rilassarsi velocemente la sera subito prima di dormire in 20 passi

Cause di stanchezza

La stanchezza è una sensazione di affaticamento, esaurimento o mancanza di energia. E’ possibile sentirsi lievemente stanchi a causa di un carico eccessivo di lavoro, carenza di sonno, preoccupazioni, noia o mancanza di esercizio fisico. Qualsiasi tipo di malattia, come un raffreddore o l’influenza, possono causare stanchezza, che di solito scompare a guarigione avvenuta. Nella maggior parte dei casi, una forma lieve di stanchezza si presenta in concomitanza con un problema di salute che tende comunque a migliorare grazie al solo trattamento domestico senza la necessità di intervento medico. Anche lo stress emotivo può causare stanchezza, ma solitamente essa scompare una volta alleviato lo stress. Molti farmaci da banco o su prescrizione possono causare debolezza o stanchezza. L’assunzione o l’abuso di alcolici, caffeina o sostanze illegali possono causare stanchezza. E’ necessario rivolgersi al medico, quando la stanchezza è accompagnata da sintomi più gravi, come aumento dei problemi respiratori, segni di una malattia grave, sanguinamento anomalo oppure perdita o aumento di peso inspiegabili. E’ consigliabile inoltre rivolgersi al medico anche nel caso in cui la stanchezza perduri per più di 2 settimane. Questo tipo di stanchezza può essere causato da un problema di salute più grave, come per esempio:

  • Una diminuzione della quantità di emoglobina (la sostanza che trasporta l’ossigeno) presente nei globuli rossi (anemia).
  • Problemi al cuore, come patologia coronarica o insufficienza cardiaca, che limitano l’apporto di sangue ricco di ossigeno al muscolo cardiaco o al resto del corpo.
  • Disturbi metabolici, come il diabete, in cui gli zuccheri (glucosio) permangono nel sangue invece di entrare nelle cellule del corpo per essere successivamente impiegati per produrre energia.
  • Problemi a carico della ghiandola tiroidea, che regola il modo con cui il corpo impiega l’energia. L’ipotiroidismo può causare stanchezza, debolezza, letargia, aumento di peso, depressione, problemi di memoria, costipazione, secchezza della pelle, intolleranza al freddo, diradamento e secchezza dei capelli, unghie fragili oppure una colorazione giallastra della pelle. L’ipertiroidismo può causare stanchezza, perdita di peso, aumento della frequenza cardiaca, intolleranza al calore, sudorazione, irritabilità, ansia, debolezza muscolare e ingrossamento della tiroide.
  • Patologie renali ed epatiche, che causano stanchezza quando la concentrazione di alcune sostanze presenti nel sangue raggiunge livelli tossici.

La sindrome da stanchezza cronica è una causa rara di stanchezza grave e persistente. Nel caso in cui la stanchezza si manifesti senza alcuna causa evidente, è importante valutare la salute mentale del paziente. La stanchezza è infatti un sintomo comune di problemi correlati alla salute mentale, come ansia o depressione. Qualora si ritenga che la stanchezza sperimentata possa essere causata da un problema di salute mentale, è opportuno consultare il medico.

Leggi anche: Sindrome da fatica cronica: cause, sintomi, diagnosi, terapia

Cosa fare?

In caso di debolezza generalizzata e stanchezza accompagnate da altri sintomi, è consigliabile valutare in primis tali sintomi. Se debolezza e stanchezza sono temporanei e correlati ad episodi stressanti specifici e se la loro durata è ridotta nel tempo, in genere tali sintomi non sono correlati a malattie. Se invece debolezza e stanchezza durano da molti giorni, sono apparentemente inspiegabili e si accompagnano ad altri sintomi particolari (ad esempio formicolio, vertigini, difficoltà a camminare, perdita di coscienza…) allora sarà il caso di interpellare subito il proprio medico. Una forma lieve di debolezza generalizzata e stanchezza che si manifesta in concomitanza con una malattia virale, generalmente tende a migliorare mettendo in pratica le seguenti misure:

  • Quando si è malati è necessario stare a riposo. Lasciate che i sintomi sperimentati siano la vostra guida. In caso di raffreddore, è possibile attenersi alla solita routine quotidiana dormendo semplicemente qualche ora in più. In caso di influenza, potrebbe essere necessario trascorrere qualche giorno a letto.
  • Riprendere le attività abituali gradualmente, per evitare il protrarsi della stanchezza.
  • Assicurarsi di bere molti liquidi per evitare la disidratazione.

Nel caso in cui la debolezza generalizzata e la stanchezza non siano correlate ad altre patologie, provate a seguire le linee guida qui di seguito e siate pazienti. Può essere necessario un po’ di tempo prima di sentirsi nuovamente energici.

  • Ascoltate il vostro corpo. Alternare il riposo con l’esercizio fisico. Aumentare gradualmente l’attività fisica praticata può contribuire a diminuire la stanchezza.
  • Limitare l’assunzione di farmaci che possono contribuire a causare stanchezza. I tranquillanti e i medicinali assunti in caso di raffreddore o allergia spesso provocano stanchezza. Consultare sempre il medico prima di apportare variazioni al dosaggio raccomandato.
  • Migliorare il regime alimentare. Seguire una dieta equilibrata può contribuire ad aumentare il livello di energia. Evitare di saltare i pasti, soprattutto la colazione.
  • Ridurre l’assunzione di alcolici o di altre sostanze, come caffeina o nicotina, che possono contribuire all’insorgere della stanchezza.
  • Guardare meno la televisione, trascorrere più tempo con gli amici o sperimentare nuove attività per rompere il ciclo della stanchezza.
  • Godersi un buon sonno ristoratore. Questo è il primo passo da intraprendere per controllare la stanchezza. Eliminare dalla camera da letto qualsiasi fonte luminosa o sonora che possa disturbare il sonno. Non mangiare prima di andare a letto. Utilizzare il letto solo per dormire, evitando di guardare la tv o leggere mentre si è a letto. Praticare regolarmente attività fisica, ma non entro le 3 o 4 ore prima di andare a letto.

Leggi anche: Colpo di sonno improvviso alla guida: cause, conseguenze, rimedi

Prevenzione

Spesso la stanchezza lieve può essere prevenuta apportando cambiamenti alle abitudini relative allo stile di vita.

  • Praticare regolarmente attività fisica è il miglior tipo di difesa contro la stanchezza. Se vi sentite troppo stanchi per allenarvi vigorosamente, provate a fare una semplice passeggiata.
  • Seguire una dieta equilibrata. Non saltare mai i pasti, specie la prima colazione.
  • Dormire a sufficienza.
  • Gestire ed affrontare i problemi emotivi invece di ignorarli o negarne l’esistenza, se necessario anche con l’aiuto di uno psicoterapeuta
  • Adottare misure atte a controllare lo stress e il carico di lavoro.
  • Evitare fumo di sigarette, alcolici e droghe.
  • Assumere ogni giorno un integratore completo di minerali e vitamine, come questo: https://amzn.to/3JBrV5T

Continua la lettura con:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Reddit, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Stiramento muscolare: sintomi, rimedi e prevenzione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STIRAMENTO MUSCOLARE SINTOMI RIMEDI PRE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgE’ capitato a tutti noi almeno una volta nella vita, a seguito di un’attività eccessivamente faticosa ed intensa: lo stiramento muscolare. Tale patologia è una lesione di lieve/media entità a carico di uno o più muscoli caratterizzata dall’allungamento eccessivo di uno o più muscoli che provoca generalmente dolore ed in alcuni casi anche la comparsa di ematoma per la rottura dei vasi capillari. Può interessare qualsiasi muscolo del corpo. E’ un problema frequente soprattutto tra chi pratica attività fisica da professionista o da amatoriale, ma a chiunque può capitare di sottoporre i muscoli ad una inadeguata pressione anche durante il semplice svolgimento delle normali attività quotidiane o lavorative, a causa ad esempio del sollevamento improvviso e rapido di oggetti pesanti. Lo stiramento muscolare è denominato anche elongazione muscolare. Uno stiramento muscolare di grave entità (di terzo grado) può comportare strappo muscolare. La lesione a carico del muscolo colpito può danneggiare i piccoli vasi sanguigni, causando emorragie locali (contusione) e dolore (provocato dalla irritazione a carico delle terminazioni nervose della zona colpita). Una distorsione, al contrario, è una lesione a carico dei legamenti.

Leggi anche: Differenza tra distorsione, distrazione, strappo e contusione

Stiramento, strappo o contrattura?

Stiramento, strappo e contrattura non sono la stessa cosa. In ordine di gravità (da più lieve a più grave):

  • la contrattura muscolare è caratterizzata da un aumento involontario e persistente del tono muscolare;
  • lo stiramento è caratterizzato dall’allungamento eccessivo di uno o più muscoli;
  • lo strappo muscolare è caratterizzato dalla completa rottura delle fibre muscolari coinvolte.

Leggi anche: Contrattura muscolare a schiena, coscia, polpaccio, collo: cosa fare?

Cause

Uno stiramento muscolare può essere causato o favorito da numerose cause, tra cui:

  • incidenti domestici;
  • utilizzo frequente di calzature non adatte ad alcune tipologie di sport e allo svolgimento di alcuni lavori pesanti;
  • problemi di postura;
  • svolgimento di sport non adatti alle proprie capacità fisiche;
  • movimenti bruschi;
  • microtraumi ripetuti;
  • sforzi eccessivi con “muscolo freddo”;
  • riscaldamento insufficiente prima di un allenamento o di una gara;
  • movimento innaturale del dorso e del bacino;
  • poco stretching.

Muscoli più colpiti da stiramento

Uno stiramento muscolare può interessare qualsiasi muscolo del corpo, tuttavia alcune zone sono più frequentemente colpite di altre. I muscoli maggiormente soggetti a stiramento sono quelli di:

  • schiena (soprattutto la parte più bassa, lombare e sacrale);
  • torace (muscoli del petto);
  • muscoli addominali;
  • muscoli di collo e spalla;
  • gambe (coscia e polpaccio).

Leggi anche: Legamenti: cosa sono, dove si trovano ed a che servono?

Sintomi e segni

I possibili sintomi e segni di stiramento muscolare, sono:

  • gonfiore, contusione o arrossamento, oppure ferite aperte come conseguenza della lesione;
  • percezione del dolore anche a riposo;
  • percezione del dolore nel momento in cui il muscolo specifico o l’articolazione ad esso correlata vengono utilizzati;
  • debolezza di muscoli o tendini (una distorsione, al contrario, è una lesione a carico di un’articolazione e dei suoi legamenti);
  • impossibilità totale ad utilizzare il muscolo.

Leggi anche: Articolazione del ginocchio: com’è fatta, quali sono le patologie, i sintomi e gli esami da fare?

Quando rivolgersi al medico?

Nel caso di una significativa lesione muscolare o qualora i rimedi casalinghi non dovessero apportare sollievo nel giro di 24 ore, è consigliabile chiamare il medico. Se al momento della lesione, il paziente avverte un rumore simile ad uno schiocco, se non è in grado di camminare o in presenza di gonfiore significativo, dolore, febbre o ferite aperte, sarebbe opportuno recarsi al pronto soccorso per essere esaminati.

Diagnosi

Il medico eseguirà una anamnesi (cioè la raccolta di tutti i dati del paziente, di sue eventuali patologie passate ed attuali, dei sintomi…) ed effettuerà un esame obiettivo (cioè osserverà, palperà ed eseguirà altre azioni sulla zona interessata dallo stiramento). Al momento dell’esame, è importante stabilire se il muscolo è parzialmente o completamente strappato (questo può comportare un tempo di guarigione maggiore, un possibile ricorso alla chirurgia e una fase di recupero più complicata). Esami di diagnostica per immagini, come radiografie od ecografie, così come anche eventuali esami di laboratorio, spesso non sono necessari, ad eccezione di casi specifici in cui si sospetti una contemporanea altra patologia, come rottura ossea, lesione a tendini o legamenti, presenza di infezione o altri dubbi diagnostici.

Leggi anche: Strappo muscolare al braccio, coscia, schiena: cosa fare?

Cosa fare a casa?

Il gonfiore o l’emorragia locale possono essere gestiti al meglio applicando il prima possibile impacchi di ghiaccio e mantenendo il muscolo lesionato in posizione allungata. Un eventuale impacco caldo può essere applicato una volta che il gonfiore sarà diminuito. Tuttavia, applicare da subito impacchi caldi può aumentare gonfiore e dolore.

Nota: gli impacchi freddi o caldi non dovrebbero essere applicati a diretto contatto con la pelle. E’ consigliabile utilizzare sempre qualcosa per proteggere la zona sulla quale verrà applicato l’impacco, come un asciugamano tra ghiaccio e pelle.

In caso di lieve dolore, anche il semplice paracetamolo (la Tachipirina), col dosaggio di 1000 mg, può migliorare la situazione. L’assunzione di agenti antinfiammatori non steroidei, come aspirina ed ibuprofene, contribuisce ad alleviare il dolore e a migliorare la capacità di movimento. Applicare sulla zona dolorosa una crema all’arnica, può migliorare la situazione. Io vi consiglio questa di ottima qualità della Colours of Life: https://amzn.to/3BXAVOA

E’ inoltre utile seguire alcuni consigli:

  • tenere la zona colpita protetta, stare a riposo, applicare impacchi di ghiaccio, la compressione e mantenere la zona colpita in posizione rialzata, contribuiscono ad aiutare il muscolo lesionato;
  • rimuovere tutti gli indumenti costrittivi, gioielli inclusi, nella zona relativa allo stiramento muscolare;
  • proteggere il muscolo stirato da ulteriori lesioni;
  • tenere il muscolo stirato a riposo. Evitare le attività che hanno causato lo stiramento e altre attività che possono risultare dolorose;
  • applicare impacchi di ghiaccio sulla zona muscolare colpita (per 20 minuti ogni ora quando si è svegli). Il ghiaccio è un agente antinfiammatorio e antidolorifico molto efficace. L’applicazione di impacchi di ghiaccio di piccole dimensioni, come per esempio le confezioni di verdure surgelate, può contribuire a ridurre l’infiammazione;
  • la compressione, se effettuata delicatamente tramite l’ausilio di un bendaggio elastocompressivo, può fornire sostegno e ridurre il gonfiore. La fasciatura non deve essere eccessivamente stretta;
  • mantenere la zona lesionata in posizione rialzata per ridurre il gonfiore
  • non è raccomandabile svolgere attività che possono incrementare il dolore muscolare o porre sotto sforzo la zona interessata, finché il dolore non sarà diminuito in modo significativo.

Leggi anche: Stretching propriocettivo: vantaggi, svantaggi, per chi è adatto?

Trattamento medico

Il trattamento medico è simile al trattamento “fai-da-te” che è possibile effettuare a casa. Il medico, tuttavia, è in grado di determinare l’entità della lesione muscolare e tendinea, e se l’utilizzo di stampelle o di un tutore può rivelarsi necessario per la guarigione del paziente. Il medico, inoltre, può stabilire se il paziente deve limitare il livello di attività, se necessita di giorni di riposo dal lavoro o di esercizi di riabilitazione atti a favorire il recupero.

Prevenzione

Per prevenire gli stiramenti muscolari, è importante:

  • evitare lesioni praticando quotidianamente esercizi di stretching;
  • effettuare esercizi di stretching prima di ogni sessione di attività fisica;
  • fissare una routine di esercizi di riscaldamento prima di iniziare una sessione di esercizio fisico intenso;
  • consultare sempre un medico ed un personal trainer titolato prima di iniziare un programma di allenamento.

Nella maggior parte dei casi, grazie ad un corretto trattamento, la maggioranza delle persone è in grado di riprendersi completamente dopo uno stiramento muscolare. I casi più complessi vengono gestiti dal medico su base individuale.

Continua la lettura con: Stiramento muscolare alla schiena: cause, sintomi e rimedi

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Il pene finto in silicone per la donna che vuole urinare in piedi: prima di sorridere leggete il motivo per cui è stato inventato

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PENE FINTO SILICONE DONNA URINARE IN PIEDI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari PeneUn problema che gli uomini non conoscono, ma che invece è molto sentito dalle donne, è sempre stato quello di urinare in bagni pubblici, specie quando non sono ben puliti ed il rischio di infezioni è molto alto. Ma a questo problema sembra si sia trovata una soluzione semplice ma efficace: un dispositivo chiamato GoGirlGoGirl è una specie di pene finto fatto in silicone il cui utilizzo è piuttosto intuitivo: in pratica convoglia l’urina delle donne all’interno di un cono e successivamente lo espelle all’esternoGo Girl è già molto conosciuto ed apprezzato in America, dove viene venduto in molti negozi. In Italia purtroppo – come spesso accade – siamo ancora piuttosto indietro. Questo genere di prodotti è ancora visto con molta diffidenza e viene venduto solamente online. La domanda di molti è…

Perché utilizzare uno di questi dispositivi?

Inizialmente può sembrare bizzarro urinare in piedi, quasi si voglia “imitare” gli uomini, ma non è assolutamente così: il razionale dell’utilizzo di questo apparecchio è molto più serio di quello che possa sembrare. Come dicevo all’inizio, l’utilizzo di questi dispositivi nasce da un bisogno concreto di igiene innanzitutto: poter usare con tranquillità e velocità i bagni pubblici (o poter urinare all’aperto) che non sono sempre in ottime condizioni, evitando contatti con tavoletta e gabinetto, senza costringere le donne a fare le equilibriste con la costante paure di toccare lo sporco, e soprattutto la possibilità di farli usare alle bambine per la loro totale sicurezza.

Potete acquistare questo utilissimo dispositivo, qui: https://amzn.to/2OsmCaw

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Come avere la più potente erezione della tua vita senza farmaci

MEDICINA ONLINE ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE PAURA TIMORE COPPIA MENTE PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE MATRIMONIO FIDANZATI UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE SEXOgni uomo desidera avere una erezione che sia duratura e potente, tuttavia ciò non sempre è possibile. Per tale motivo esistono appositi farmaci come Viagra, Levitra e Cialis, che però necessitano di ricetta medica, sono abbastanza costosi e hanno importanti controindicazioni ed effetti collaterali. E’ molto importante anche il pericoloso impatto psicologico che questi farmaci possono avere sull’uomo: in caso di uso indiscriminato e senza controllo medico, è altissima infatti la possibilità di sviluppare, nel medio termine, una dipendenza psicologica tale per cui a un certo punto diventa pressoché impossibile avere rapporti sessuali senza prima aver ingerito una pillola. Non meno rilevante, inoltre, il fenomeno per cui col tempo anche il sesso diventa meno piacevole. Questo perché l’attenzione è quasi completamente spostata sull’aspetto strettamente ‘fisico’ del rapporto a scapito di quell’ampio spettro di sensazioni, emozioni ed empatia che scaturiscono dal rapporto sessuale. In parole povere, si perdono quasi completamente i reali benefici di una soddisfacente attività sessuale. Non sono rari, tra i consumatori di farmaci per la disfunzione erettile che non ne hanno effettivo bisogno e presi in assenza di controllo medico, fenomeni di quasi totale perdita della libido. Anche per questo motivo, cerchiamo oggi di capire quali possono essere i rimedi naturali e senza farmaci per raggiungere e mantenere le migliori erezioni della vostra vita. Tali rimedi sono indicati non solo in caso di disfunzione erettile (impotenza), bensì sono validi anche per chi non ha particolari problemi erettivi ma vuole provare ad avere un’erezione ancora migliore di quella solita.
In fondo all’articolo troverete anche alcuni ausili utili per aumentare la lunghezza del pene senza chirurgia.

1) Integratore di Propionil-L-Carnitina
Uno studio ha esaminato l’uso di due forme di carnitina, propionil-L-carnitina e acetil-L-carnitina in 96 uomini con problemi di disfunzione erettile dopo interventi di chirurgia alla prostata. Un gruppo ha avuto un placebo (ossia nessun farmaco, ovviamente pensando di assumere la sostanza in esame), un altro gruppo ha preso propionil-L-carnitina (2 grammi al giorno) più acetil-L-carnitina (2 grammi al giorno) e sildenafil (Viagra) quando necessario ed il terzo gruppo Viagra da solo. Propionil-L-carnitina e acetil-L-carnitina hanno migliorato l’efficacia del sildenafil e ciò si è tradotto in una migliore funzione erettile, migliore soddisfazione del rapporto sessuale, dell’orgasmo, e sensazione benessere generale e sessuale rispetto al Viagra da solo.
Un altro studio ha esaminato l’efficacia della propionil-L-carnitina con il sildenafil negli uomini con disfunzione erettile e diabete che in precedenza non avevano risposto al Viagra da solo. I partecipanti allo studio hanno ricevuto propionil-L-carnitina (due grammi al giorno) più Viagra (50 mg due volte a settimana) o Viagra da solo. Dopo 24 settimane, la propionil-L-carnitina più Viagra è stata significativamente più efficace del Viagra da solo. Un ottimo integratore di Carnitina lo potete trovare qui: https://amzn.to/2x4e5Gy

2) Ossido nitrico (NO)
L’ossido nitrico è un ottimo alleato durante il rapporto sessuale: a livello penieno, attraverso la stimolazione dell’enzima guanilato ciclasi, l’ossido nitrico produce una vasodilatazione aumentando il turgore dei corpi cavernosi e concorrendo in maniera determinante all’erezione del pene. L’ossido nitrico è quindi coinvolto nella dilatazione dei vasi sanguigni e permette un maggiore afflusso sanguigno ai corpi cavernosi del pene, in parole povere permette di avere erezioni più potenti e durature. Per aumentare la disponibilità di Ossido Nitrico, è molto utile un integratore completo come questo: https://amzn.to/3RH6uBY

3) Zinco
Un significativo calo dello zinco, associato ad un uso a lungo termine di diuretici, al diabete, ai disturbi digestivi e ad alcune malattie dei reni e del fegato, hanno dimostrato di portare a disfunzione erettile. Un supplemento di zinco può migliorare la funzione erettile negli uomini con deficit di zinco, ma non c’è nessuna evidenza che aiuti gli uomini con livelli normali di questo minerale. Le ostriche sono leggendarie per le proprietà afrodisiache proprio perché contengono molto zinco ed hanno un aminoacido (l’acido D-aspartico) che favorisce la produzione di ormoni sessuali. Assumere troppo zinco può danneggiare il sistema immunitario e causare altri problemi di salute. Introduci nel tuo corpo almeno 11 mg al giorno di zinco, per assumerlo puoi usare anche un integratore alimentare come questo: https://amzn.to/3pzXN0E

4) ZMA

L’associazione di zinco, magnesio e vitamina B6 crea un integratore denominato ZMA, estremamente potente per migliorare la prestazione sessuale. Il prodotto assolutamente più consigliato dal nostro Staff è il seguente: https://amzn.to/3zp7W3P

5) Guaranà (Paullinia Cupana)
Il suo principio attivo più stimolante è senza dubbio la guaranina, di composizione e attività simile alla caffeina e presente in maggiori quantità rispetto a quanta caffeina si possa trovare nel caffè; il guaranà, contiene anche caffeina con un tasso di 4,28%, ma la presenza di altri componenti fa sì che l’organismo la utilizzi senza i tipici effetti della sola caffeina, difatti il consumo di guaranà non produce fenomeni di agitazione nervosa o insonnia, in quanto l’alcaloide caffeinico viene ceduto molto lentamente e lentamente assorbito dall’organismo, e, diversamente da quanto accade con il caffè, la caffeina non raggiunge mai alte concentrazioni nel sangue e non contiene neppure altre sostanze eccitanti come il furfurolo, invece presenti nel caffè. Il guaranà è un formidabile tonico che ha anche proprietà afrodisiache, difatti alle dosi terapeutiche mostra un’azione vasodilatatrice che si riflette nella sua maggior capacità di facilitare l’erezione e conferire una maggior eccitabilità sessuale. Un ottimo integratore di Guaranà è questo: https://amzn.to/2GGOuTH

6) Radice di Maca Peruviana
La maca è il nome comune del Lepidium meyenii (o ginseng peruviano), una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicaceae. Può essere assunta come integratore somministrandone la radice, o sotto forma di estratto, ma poiché non ha un sapore gradevole le capsule sono generalmente più apprezzate delle polveri. La maca è ottima per migliorare l’erezione. In uno studio effettuato su uomini con disfunzione erettile, sia la maca (2400 mg) che il placebo hanno determinato significativi miglioramenti nei punteggi sulla base dell’IIEF-5 (scala di valutazione per la disfunzione erettile), ma il grado di aumento ottenuto con la maca risultava significativamente migliore rispetto a quello osservato con il solo placebo. Ottenete la giusta quantità di maca, grazie ad un integratore di maca come questo: http://amzn.to/2AVOn7P

7) Omega 3
Gli acidi grassi essenziali Omega 3 non hanno influenza diretta sull’erezione, ma la favoriscono indirettamente, abbassano i livelli di colesterolo cosidetto cattivo (LDL) e innalzano i livelli di colesterolo buono (HDL) che, tra l’altro è precursore del testosterone. Gli Omega 3 aiutano l’afflusso sanguigno svolgendo importante azione antitrombica e antinfiammatoria (ossia puliscono le arterie) e di riduzione dei trigliceridi nel sangue. Questo è molto importante per una ottimale funzione dell’erezione. Gli omega 3, sotto forma di integratore, apportano grande beneficio e sono consigliati anche per migliorare la salute del cuore e del sistema cardiocircolatorio, con un dosaggio di 1000 o 2000 mg al giorno. Un ottimo integratore di Omega 3 è questo: http://amzn.to/2AdJXtx

8) DHEA
Il DHEA, o deidroepiandrosterone, è un ormone prodotto dalla corticale del surrene in risposta all’ormone ipofisario ACTH (negli uomini una piccola quota viene prodotta dai testicoli). Il DHEA può essere considerato il capostipite degli ormoni steroidei, poiché l’organismo lo utilizza per produrre ormoni sessuali (testosterone, estrogeni, progesterone) e cortisolo. Il DHEA, che a sua volta è l’ormone steroideo più abbondante nel sangue, viene invece prodotto a partire dal colesterolo.
Il DHEA può realmente aiutare alcuni uomini con problemi di impotenza, specialmente se hanno bassi livelli di testosterone (ipogonadismo). Ha importanti controindicazioni ed effetti collaterali, come tutti gli integratori consigliati in questo articolo, pertanto deve essere assunto solo dopo parere medico positivo.

9) Ginseng coreano (Panax Ginseng)
Questa erba è stata usata per secoli nella medicina tradizionale Cinese per numerosi problemi di salute. Alcuni studi sul ginseng Americano e Asiatico mostrano benefici nel trattamento della disfunzione erettile. Il dosaggio suggerito è di 3g / giorno per 45/60 giorni e per quanto – fatte salve intolleranze personali – non siano note problematiche gravi da sovradosaggio, dosi superiori non comportano nessun tipo di beneficio. Da evitare assolutamente se si assumono farmaci anticoagulanti o se si soffre di ipertensione. Reazioni al ginseng sono rare, quest’estratto vegetale è di solito considerato sicuro, ma può causare problemi quando assunto con un antidepressivo inibitore di monoamina ossidasi (MAOI). Sconsigliata l’assunzione dopo le 18 di sera. Un integratore di Ginseng altamente consigliato dal nostro staff, è questo: https://amzn.to/2kkzKRA

10) L-arginina ed ornitina
L’arginina, usata spesso in associazione con l’ornitina, può aiutare a trattare la disfunzione erettile potenziando gli effetti dell’ossido nitrico, in modo molto simile a Viagra e farmaci simili. Ulteriori ricerche sono necessarie per verificare se sia realmente efficace. L’arginina può abbassare la pressione del sangue, altri possibili effetti avversi includono nausea, crampi addominali e diarrea, specialmente ad alte dosi. Un validissimo integratore, con ben 1000 mg di arginina per compressa, è questo: https://amzn.to/2xbksro

Da abbinare preferibilmente a questo integratore di ornitina: https://amzn.to/2sjpXj8

11) Epimedium (erba di capra cornuta)
Questo rimedio erboristico è stato usato nella medicina cinese per secoli, potrebbe aiutare ad innalzare i bassi livelli di testosterone e di ormone tiroideo. Ci sono poche evidenze sulla sicurezza o sugli effetti collaterali dell’epimedium, ma potrebbe causare problemi respiratori a dosi molti alte.

12) Ginkgo Biloba
Il ginkgo è utilizzato per la disfunzione erettile, in particolare nelle persone che hanno subito l’esperienza della disfunzione sessuale per effetto collaterale di farmaci antidepressivi. Sembra che rilassi la muscolatura liscia e migliori l’afflusso di sangue nel pene. In uno studio di 60 uomini con disfunzione erettile si è rilevato un 50 per cento di tasso di successo dopo sei mesi di trattamento con ginkgo. Due ulteriori studi, tuttavia, hanno osservato che il ginkgo non è stato migliore di un placebo. Sono necessari quindi ulteriori ricerche per verificare se sia efficace. E’ importante però ricordare che questo integratore può aumentare il rischio di sanguinamento per il suo effetto anticoagulante, questo potrebbe essere pericoloso se si ha necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico o se si assume un farmaco anti-coagulante come l’aspirina o il warfarin (Coumadin). Un ottimo integratore di Ginkgo Biloba è questo: https://amzn.to/35gKZBQ

13) Citrullina
La citrullina è un amminoacido commercializzato sotto forma di integratore. Il motivo per cui l’amminoacido L-citrullina viene usato nel trattamento della disfunzione erettile deriva dalla sua conversione metabolica in arginina, amminoacido semiessenziale coinvolto nella sintesi di ossido nitrico (NO) che, come abbiamo appena visto, è vitale per l’erezione. La Citrullina non funziona ‘alla bisogna’: è necessario invece assumerla regolarmente tre volte al giorno per almeno una settimana per notare significativi effetti sull’erezione; solo dopo qualche tempo infatti la si può usare come boost assumendone una dose extra mezz’ora prima di un rapporto. Un ottimo integratore di citrullina lo trovate qui: https://amzn.to/2IKiRKR

14) Acido folico e vitamina E
Quando assunta con Viagra, una combinazione di queste vitamine può aiutare gli uomini che non avevano erezioni assumendo il sildenafil da solo, ma ulteriori studi sono necessari per determinare se ci sia un chiaro beneficio. Eccetto che ad alte dosi il rischio di effetti collaterali è davvero ridotto. Potete assumere l’acido folico di cui avete bisogno, anche grazie ad un integratore come questo: https://amzn.to/2RQSzAa

15) Integratore multivitaminico con sali minerali
Un’alimentazione sana e varia, che comprenda frutta e verdura di stagione, è in grado da sola di fornire il fabbisogno giornaliero delle vitamine e dei minerali essenziali al buon funzionamento dell’organismo; tuttavia, nel caso in cui non si sia certi di assumerne a sufficienza con l’alimentazione, l’assunzione mediante di integratori con il range completo di vitamine e sali minerali, può essere indicato, per migliorare la salute in generale, oltre che l’erezione. Un ottima scelta è questo integratore: https://amzn.to/2JdCyNB

16) Tribulus terrestris
La proprietà più importante del tribulus terrestris è legata alla sua presunta azione stimolante sulla produzione di ormoni androgeni. Tali ormoni, tipici dell’uomo ma importantissimi anche per l’organismo femminile, regolano la libido, i caratteri sessuali e lo sviluppo muscolare. In virtù di tali caratteristiche il tribulus terrestris è impiegato da secoli in diversi Paesi come pianta afrodisiaca in grado di aumentare la fertilità maschile e femminile sopperendo ad eventuali carenze ormonali.
Intorno alla metà degli anni ’90 tali proprietà furono sostenute e valorizzate da un gruppo di atleti olimpici dell’est europeo (soprattutto di origine bulgara e russa). Proprio da questi Paesi provengono i più importanti studi che mettono in risalto le proprietà ormonostimolanti di questa pianta. Tali effetti vanno attribuiti ad un gruppo di sostanze organiche con attività ormonosimile chiamate saponine.
I semi del tribulus terrestris sono infatti ricchi di protodioscina, una saponina steroidea che agirebbe aumentando la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA), deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido nell’animale da esperimento e nell’uomo. Un ottimo integratore di tribulus è il seguente: http://amzn.to/2nu4kt9

17) Taurina
Gli integratori di taurina svolgono un ruolo molto importante per chi segue un’alimentazione vegetariana o comunque per tutti gli individui che hanno una carenza proteica o un aumentato fabbisogno proteico, come ad esempio alcune categorie di sportivi. La taurina ha anche effetto tonico e viene usato come afrodisiaco che promette erezioni durature, aumento della spermatogenesi e un grande stato di euforia. Tuttavia non vi sono evidenze scientifiche che provino con certezza tali effetti. La posologia giornaliera consigliata è di 2 – 8 g al giorno a seconda dei casi e del fabbisogno, da distribuire in tre dosi giornaliere. Un ottimo integratore di taurina è questo: https://amzn.to/2Tw5R5t

18) Damiana
La Damiana (Turnera aphrodisiaca, Famiglia Turneracee) è una pianta che – per le sue proprietà – viene anche indicata in caso di depressione, problemi di fertilità, problemi intestinali, la irregolarità del ciclo mestruale, diabete, dispepsia, astenia. Da studi effettuati sulla composizione del suo fitocomplesso, sembra che la Damiana sia in grado di stimolare il centro localizzato al livello del parasimpatico pelvico-sacrale, stimolando l’erezione. L’estratto vegetale della Turnera aphrodisiaca, è un buon assistente per migliorare le prestazioni sessuali, è di sostegno al piacere ed alla soddisfazione sessuale sia maschile che femminile.

19) Vari alimenti usati in cucina
Alcuni alimenti sono storicamente associati a migliore erezione ed aumento libido, anche se gli studi attuali non sono sufficienti a confermarlo. Tra questi alimenti spiccano: cannella, noce moscata, zafferano, vaniglia, cetriolo di mare, aragosta, avena, asparagi.

20) Muira puama
Muira puama è uno dei tanti nomi attribuiti a Ptychopetalum ovata, o albero della potenza, in riferimento alle sue proprietà afrodisiache e rinvigorenti. Questa piccola pianta, nativa della foresta Amazzonica, viene utilizzata per risolvere problemi gastrointestinali, neuromuscolari e reumatismi; è inoltre particolarmente nota come afrodisiaco e tonico per il sistema nervoso. Studi clinici condotti in Francia per indagarne le ripercussioni sugli aspetti fisici e psicologici riconducibili alla sfera sessuale, hanno dimostrato che la muira puama è efficace nel ripristinare il desiderio sessuale nel 60% dei pazienti, con un effetto positivo nel trattamento della disfunzione erettile nel 53% dei casi. Più recentemente, una formulazione a base di muira puama e gingko ha migliorato il desiderio, le fantasie ed il rapporto sessuale di 202 donne adulte che lamentavano un calo della libido. Il nostro integratore preferito di muira puama è questo: https://amzn.to/35pgiuh

21) Fieno greco
Il fieno greco (noto anche con il nome di Trigonella) è considerato da molti uno dei migliori integratori naturali per l’aumento del Testosterone. In realtà gli studi non confermano tale aumento, tuttavia sembra che effettivamente il fieno greco sia un buon afrodisiaco, sia per l’uomo che per la donna. Un valido integratore di fieno greco è il seguente: https://amzn.to/3vmNKwi

22) Cordyceps sinensis
Cordyceps sinensis è il nome botanico di un fungo, un ascomicete caratteristico della medicina cinese, che gli attribuisce proprietà tonico-rinvigorenti, utili per aumentare le energie corporee, stimolare il sistema immunitario e migliorare la resistenza fisica. Negli ultimi decenni varie ricerche hanno tentato di caratterizzare i principi attivi del Cordyceps sinensis, valutando nel contempo la veridicità scientifica delle sue presunte proprietà ed applicazioni salutistiche. La maggior parte di questi studi è stata condotta in Cina e sembra confermare – soprattutto in vitro e su modelli animali – buona parte delle proprietà ascritte al cordyceps dalla medicina popolare locale; è comunque auspicabile la realizzazione di trials clinici per confermare tutte queste proprietà “miracolose” anche nell’uomo.
L’analisi chimica del cordiceps evidenzia – un ottimo contenuto di lipidi (57.84% di grassi insaturi, soprattutto linoleico ed oleico, 42.16% di grassi saturi, capitanati dal palmitico), proteine (29.1-33%), oligoelementi, vitamine e polisaccaridi (3-8%). Nonostante i principi attivi del cordyceps non siano ancora stati chiaramente identificati, almeno due sostanze sono state individuate come importanti costituenti attivi; stiamo parlando della cordicepina, strutturalmente molto simile al D-mannitolo, e dell’acido cordicepico, strutturalmente simile alla 3-deossiadenosina. Altrettanto importante nel determinare le attività farmacologiche del cordyceps sembra essere la sua componente polisaccaridica, nella quale abbonda il galattomannano. Tra gli altri composti bioattivi rientrano nucleosidi (Adenosina. Guanosina e Uridina) e fitosteroli (ergosterolo, importante precursore della vitamina D2). Tra i metalli, infine, abbondano elementi come zinco, magnesio e manganese, che dal punto di vista fisiologico sono molto importanti per lo sviluppo ed il mantenimento delle gonadi. Il nostro integratore preferito di Cordyceps sinensis è questo: http://amzn.to/2B6TTVK

23) Ashwagandha
Le erbe Ashwagandha (Withania somnifera) sono chiamate ginseng indiano, perché si pensa che abbiano gli stessi effetti sul corpo. Si pensa che aumentino l’energia, la resistenza, e la funzione sessuale. Nessuno studio ad oggi ha chiarito se sia efficace per la disfunzione erettile nell’uomo. Gli effetti collaterali dell’ashwagandha possono comprendere sonnolenza, pertanto non deve essere associata a farmaci sedativi. Un ottimo integratore di Ashwagandha è questo: https://amzn.to/3pOPTzH

Integratore completo

Un potente integratore completo, che in un’unica soluzione ti fornisce molte delle sostanze fin qui elencate, è questo: https://amzn.to/3x6fF5m

24) Stile di vita e cura delle patologie che limitano l’erezione
Una erezione debole o poco duratura può essere causata da un sottostante problema di salute come una patologia cardiaca od il diabete . Può essere legata a fattori psicologici come stress, ansia o depressione. A volte è coinvolta una combinazione di fattori fisici e psicologici. Gestire i problemi di salute sottostanti e adottare uno stile di vita sano è il primo passo per risolvere il problema di impotenza. Lavora con il tuo medico per gestire le condizioni che possono condurre ad una erezione debole o alla disfunzione erettile. Ecco i consigli più importanti per avere migliori erezioni:

  1. Se sei un culturista evita gli steroidi (evitali per la tua salute, non certo solamente per migliorare le tue erezioni!), leggi: Ormone della crescita (GH): effetti avversi nel body building e nello sport;
  2. dormi bene, leggi le 12 regole d’oro per battere l’insonnia ed avere un sonno perfetto;
  3. evita gli stress eccessivi, leggi i nove consigli per superare lo stress del lunedì mattina;
  4. elimina alcol, droghe e fumo di sigaretta, leggi: il fumo di sigaretta causa impotenza e diminuita fertilità;
  5. alimentati con cinque pasti al giorno dividendo in maniera adeguata le calorie assunte in ogni pasto;
  6. mangia bene: tanta frutta, verdura e pesce; poca carne rossa, fritti, sale e grassi;
  7. evita i grassi saturi e idrogenati che sono un tipo di grassi insaturi che è possibile trovare comunemente nei cibi lavorati, il cui consumo può aumentare il rischio di malattie cardiache e influire negativamente sull’erezione. Assumi invece acidi grassi omega-3 ed omega-6: la classifica dei dieci alimenti che contengono più Omega 3;
  8. riduci il consumo di sale e di alimenti ricchi di sodio;
  9. bevi molta acqua: la disidratazione è nemica di una buona erezione;
  10. fai esercizio fisico regolarmente;
  11. cambia partner. Potrebbe sembrare un consiglio maschilista ma dal punto di vista fisiologico una nuova (od un nuovo) partner, può effettivamente determinare una erezione più potente del solito. Ciò avviene a causa dell’effetto Coolidge;
  12. integratori, attività fisica e cibo adeguati servono a ben poco se hai una tremenda ansia da prestazione: l’erezione è nella tua testa! Il modo migliore di agire è in questi casi l’allenamento con apposite tecniche mentali per ritrovare la sicurezza interiore, che spesso si perde quando si presentano problemi erettivi con le donne. Particolari e apposite tecniche mentali possono anche aiutare notevolmente nel potenziare la spinta psicologica dell’eccitazione mentale, durante il rapporto sessuale. Questo al fine di migliorare l’insieme di segnali bio-chimici e neurali che, dal cervello, vengono inviati nella zona genitale per aumentare l’afflusso di sangue al pene per tempi più lunghi e con maggiore intensità. Migliorare e potenziare la sicurezza interiore e l’eccitabilità mentale durante i rapporti sessuali, significa andare a migliorare l’erezione del pene in durata e intensità, a tale proposito leggi anche: Erezione debole o assente da cause psicologiche: cura e rimedi
  13. parla col partner del tuo problema e cerca di affrontarlo insieme;
  14. crea delle situazioni più eccitanti del solito, ad esempio fai l’amore in posti nuovi o consiglia al partner di indossare una lingerie più “maliziosa” o ad esempio una parrucca, o un vestito eccitante, leggi anche: Aumentare il desiderio sessuale femminile: guida completa
  15. evita la masturbazione compulsiva, leggi: Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi

Principi attivi afrodisiaci che sono illegali per la Legge Italiana
Secondo una particolarità normativa italiana, alcune piante che sono legali dal punto di vista botanico possono non esserlo per quanto riguarda il principio attivo. Un paradosso, che colpisce direttamente al cuore i consumatori di integratori per lo sport e li portano in un territorio di involontaria e incolpevole illegalità. E’ bene quindi prestare sempre attenzione non solo agli ingredienti contenuti in un integratore, ma anche e soprattutto ai principi attivi e soprattutto affidarsi a siti professionali e sicuri per i propri acquisti. Ecco alcuni integratori illegali o comunque NON COSIGLIATI:

  • Evodia Rutaecarpa, è una pianta usata spesso in cosmetologia, di cui però è attualmente illegale il principio attivo, l’evodiamina.
  • Il Tongkat Ali (in gergo: Long Jack), una pianta di origine malese di cui è illegale il principio attivo.
  • Lo Yohimbe: la corteccia dell’albero dell’Africa occidentale yohimbe è una fonte di yohimbine, un composto che è stato scoperto stimolare il flusso di sangue al pene, aumentare la libido e diminuire il periodo compreso tra le eiaculazioni. Il yohimbe non è raccomandato però, perché è potenzialmente pericoloso, anche in piccole dosi. Gli effetti indesiderati possono includere vertigini, ansia, nausea, un grave innalzamento della pressione arteriosa, dolore addominale, affaticamento, allucinazioni, e paralisi. Soprattutto gli ipertesi non devono assumerlo.

Nota: secondo la normativa italiana, alcune piante che sono legali dal punto di vista botanico possono non esserlo per quanto riguarda il principio attivo. L’Evodia Rutaecarpa, Tongkat Ali e Yohimbe sono piante liberamente coltivate e importate in Italia, di cui però sono illegali i principi attivi che contengono, il che rende illegali gli integratori che contengono tali principi attivi.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Esame delle urine completo con urinocoltura e 24 ore: come farlo e capire i risultati

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ESAME URINE URINOCOLTURA RISULTATI FARE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’esame delle urine o “esame dell’urina” è un test chimico-fisico e microscopico che si esegue su un campione di urina. L’urina è il liquido prodotto dai reni che filtrano il sangue per depurarlo dalle scorie prodotte dal metabolismo. Tramite l’urina quindi si eliminano dall’organismo i prodotti di scarto e l’eccesso di acqua o di sostanze che vi sono disciolte: questi elementi espulsi possono dare al medico importanti informazioni sulla salute del paziente. L’esame delle urine può essere svolto sulle urine emesse con una singola espulsione di urina o sulle urine emesse nelle 24 ore.

A cosa serve l’esame delle urine?

L’esame delle urine è un comune test di screening per eventuali patologie a carico dell’apparato urinario, consente inoltre di verificare la funzionalità renale. Il test è diviso in tre parti:

  • esame fisico (che analizza colore e aspetto delle urine);
  • esame chimico (che rivela le eventuali sostanze presenti nelle urine e la loro quantità);
  • esame microscopico del sedimento urinario (che rileva detriti di tipo cellulare e non).

In genere meritano un approfondimento la presenza di proteine, di sangue o di globuli bianchi.

Leggi anche: Scura o chiara, liquida o schiumosa: la tua urina rivela la tua salute

Quando viene prescritto l’esame delle urine?

L’esame delle urine si prescrive in molte situazioni, tra cui generalmente:

  • come esame di controllo dello stato generale di salute;
  • in preparazione di un intervento chirurgico;
  • per valutare l’idoneità sportiva di un atleta;
  • per il controllo periodico di alcune classi di lavoratori;
  • in presenza di dolori addominali, bruciori o dolori quando si urina;
  • in caso di urine schiumose e rossastre;
  • per controllare l’evoluzione di malattie e l’efficacia di particolari farmaci.

Leggi anche: Pielonefrite: cause, cronica, diagnosi, terapia, dieta

Che cos’è l’urinocoltura?

L’urinocoltura è un esame microbiologico che si esegue su un campione di urina.

A cosa serve l’urinocoltura?

L’urinocoltura consente di rilevare – nel campione di urina – la presenza di batteri responsabili di infezioni a carico delle vie urinarie e isolarli. Uno dei più comuni è l’Escherichia Coli. Grazie all’antibiogramma poi è possibile valutare la sensibilità e la resistenza dei microrganismi presenti nelle urine agli antibiotici. In parole semplici è utile per scegliere un antibiotico specifico per un certo tipo di batterio riscontrato nell’urina.

Leggi anche: Differenza tra esame delle urine ed urinocoltura

Sono previste norme di preparazione?

Non sono necessarie particolari norme di preparazione, occorre dotarsi di un contenitore sterile per la raccolta delle urine acquistato in farmacia. E’ importante:

  • prestare molta cura alla propria igiene intima e personale;
  • non praticare un’intensa attività fisica prima della raccolta delle urine, a meno che questa non venga specificatamente consigliata dal medico;
  • si può mangiare o bere qualsiasi cosa, nella normalità, prima della raccolta delle urine a meno che il medico non indichi di comportarsi diversamente.

Chi può effettuare l’esame delle urine?

L’esame delle urine è considerato un esame di routine e può essere effettuato da chiunque, anche dalle donne incinte.

Leggi anche: Mi alzo spesso di notte per urinare: quali sono le cause e le cure?

Esame delle urine e mestruazioni

E’ importante ricordare che le donne NON possono sottoporsi a questo esame nei giorni delle mestruazioni.

Come si svolge l’esame delle urine?

La raccolta delle urine “standard” deve avvenire il mattino stesso della consegna del campione. Il paziente deve dotarsi di un apposito contenitore sterile acquistato in farmacia o fornito dal laboratorio, avendo cura di non toccarne l’interno o i bordi con le mani e tenendolo al fresco fino al momento dell’esame. Il paziente raccoglierà – all’interno del contenitore – il getto intermedio delle urine, tralasciando il primo e l’ultimo getto della minzione.

L’esame delle urine è pericoloso o doloroso?

L’esame non è doloroso né pericoloso.

Leggi anche: Esami per valutare funzionalità renale ed insufficienza renale

Quale contenitore sterile usare per l’esame delle urine?

Per raccogliere e conservare correttamente il campione di urina da inviare in laboratorio, è necessario usare un contenitore sterile apposito da 100 ml. Il prodotto di maggior qualità, che vi consiglio per raccogliere e conservare l’urina, è il seguente: https://amzn.to/2prebEI

Quanta urina raccogliere?

Salvo precise indicazioni del medico, per questo esame è sufficiente – in genere – un campione di 10 millilitri di urina.

Leggi anche: Le tue feci dicono se sei in salute: con la Scala di Bristol impara ad interpretarle

Analisi dell’urina delle 24 ore

Mentre l’esame dell’urina “standard” analizza solo una modesta quantità di urina raccolta con l’emissione di una sola espulsione, quella delle 24 ore analizza una più grande quantità di urina (anche oltre 2 litri) emessa nell’arco della giornata.

Come si raccoglie l’urina delle 24 ore

La raccolta delle urine delle 24 ore si svolge in maniera divera da quella “standard” vista precedentemente. Per eseguirla, in genere si seguono questi passi:

    • è necessario un contenitore più grande di quello visto precedentemente, capiente 2.5 litri, come questo che vi consiglio: https://amzn.to/3RVIbQT;
    • non è necessario cambiare abitudini alimentari per le analisi più comuni. In ogni caso sul punto seguire le indicazioni del proprio medico;
    • il giorno della raccolta, al risveglio, urinare nel wc e prendere nota dell’ora (esempio 09:00)
    • per l’intera giornata continuare ad urinare nel contenitore per la raccolta. È importante farlo anche la notte, se si va in bagno;
    • prima di andare di corpo è necessario urinare nel contenitore;
    • il mattino seguente, al risveglio, (stessa ora del giorno precedente, 09:00), vuotare la vescica piena dell’urina della notte nel contenitore di raccolta, terminando così il periodo di 24 ore;
    • chiudere il contenitore e registrare il volume totale di urina raccolta;
    • mescolare il contenitore con l’urina e prelevarne un campione più piccolo (provetta) da portare al laboratorio per l’analisi.

IMPORTANTE: Durante le 24 ore di raccolta, è necessario conservare il recipiente al riparo dalla luce solare e in un luogo fresco con temperatura inferiore a 10°C oppure in frigorigero.

Leggi anche: Quali sono i sintomi di malattia o cattivo funzionamento dei reni?

Risultati dell’esame dell’urina: valori normali e patologici

Se si ottengono valori diversi da quelli considerati normali – specie se solo un singolo valore è solo lievemente inferiore o superiore al normale –  non significa necessariamente che ci sia in atto una malattia, quindi non ci si deve allarmare. Se uno o più valori si discostano dalla normalità, sarà solo il medico ad interpretare i risultati: mai, in nessun caso, improvvisarsi esperti e fare delle diagnosi su sé stessi o su altri, o – ancora peggio – assumere farmaci senza il consigli del proprio medico curante. Ecco alcuni elementi delle urine che sono utili al medico per fare una diagnosi:

  • peso specifico dell’urina: indica la capacità del rene di concentrare le urine. Valori bassi possono essere un indice di alterata funzione renale. Valori normali: 1007-1030;
  • Ph urinario: indica il grado di acidità delle urine. Può essere alterato in caso di calcolosi, di infezioni delle vie urinarie, di disordini sistemici di tipo acido/base, di origine metabolica o respiratoria. Valori normali: 4,5-8;
  • sangue o suoi derivati nell’urina: la presenza di sangue oppure di emoglobina e/o mioglobina indica condizioni di diversa severità e spesso richiede ulteriori indagini diagnostiche. Può essere indicativo di glomerulonefriti, calcolosi, tumori renali o delle vie urinarie oppure di infezioni, o anche di malattie del sangue o del muscolo. È consigliabile consultare il proprio medico per un’opportuna diagnosi;
  • proteine nell’urina: la presenza di proteine nelle urine (proteinuria) potrebbe indicare un danno renale. Valori normali: 2-150 milligrammi per millilitro di sangue (oppure assenti);
  • glucosio nell’urina: la presenza di glucosio nelle urine pone il sospetto di diabete mellito, o – più raramente – di alterazioni renali. Valori normali: assente;
  • chetoni: la presenza di chetoni può essere indicativa di diabete mellito o è la conseguenza del digiuno prolungato. Valori normali: assente;
  • bilirubina: la presenza di bilirubina nelle urine è dovuta ai suoi elevati livelli nel sangue, ed è indicativa di malattie del sangue o del fegato, soprattutto se presente anche ittero (colorazione giallastra di cute e sclera dell’occhio). Valori normali: 0,02 milligrammi per 100 millilitri di urina;
  • nitriti: i nitriti nelle urine sono il prodotto dell’attività batterica e sono un indizio d’infezione delle vie urinarie (cistite, uretrite o cistourestrite). Valori normali: assente;
  • esterasi leucocitaria: la presenza di esterasi leucocitaria può indicare una infezione batterica. Valori normali: assente.

Leggi anche: Emoglobina nelle urine (emoglobinuria): cause, sintomi e terapia

Esame del sedimento urinario

L’esame del sedimento urinario consiste nell’osservazione al microscopio di poche gocce di urina dopo centrifugazione (sedimento). Il sedimento urinario può mettere in evidenza la presenza di:

  • cristalli: sono composti chimici che, in seguito al processo di concentrazione delle urine, si aggregano tra loro e diventano poco solubili. Dalla forma si può spesso risalire alla loro composizione chimica. Sono frequenti nei casi di calcolosi renale;
  • cilindri: sono aggregati a forma di cilindro costituiti da proteine o globuli rossi o bianchi o misti. Sono spesso indice di un danno renale in corso e necessitano di ulteriori indagini;
  • globuli rossi (eritrociti): sono raramente presenti nelle urine e – se riscontrati – possono indicare condizioni di diversa severità. La loro presenza può essere indicativa di di lesioni traumatiche, glomerulonefriti, calcolosi, tumori renali o delle vie urinarie oppure di infezioni;
  • globuli bianchi (leucociti): la loro presenza nelle urine è spesso indice di infezione delle vie urinarie;
  • batteri, virus, parassiti o funghi: possono indicare la presenza di un’infezione o di una parassitosi in corso;
  • cellule epiteliali: possono essere comunemente presenti nel sedimento urinario, derivanti dalle vie urinarie. Una presenza elevata può essere indizio di infezione delle vie urinarie.

Sintomi, segni e diagnosi

Qualora uno o più valori dell’esame delle urine siano alterati, la contemporanea presenza di uno o più sintomi e segni possono aiutare il medico nella diagnosi della patologia o condizione a monte che hanno determinato l’alterazione. Sintomi e segni possibili, sono:

Questi sintomi e segni indirizzano il medico verso la diagnosi di una patologia relativa alle vie urinare, tuttavia alcune alterazioni urinarie possono essere la spia di malattie di parti del corpo diverse delle vie urinaria. Ad esempio possono indicare la presenza di anemia, di malattie epatiche o di diabete. In questi casi i sintomi e segni possono essere molti diversi in base alla patologia a monte. La diagnosi, una volta sospettata in base all’esame delle urine, può essere confermata grazie a vari strumenti diagnostici, tra cui:

Non tutti gli esami sono sempre necessari.

Per approfondire, leggi anche:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn e su Pinterest, grazie!

Erezione debole o assente da ansia e cause psicologiche: cura e rimedi

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO COME FUNZIONA ONE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRLL’impossibilità di raggiungere una erezione potente e duratura che permetta un rapporto sessuale soddisfacente per entrambi i partner, sia se si tratti di un problema lieve e temporaneo, sia che si tratti di disfunzione erettile conclamata (impotenza), può avere fondamentalmente due tipologie di cause, a volte anche contemporaneamente presenti:

  • cause di tipo organico (fisiche);
  • cause di origine mentale (psicologiche).

In questo articolo analizzeremo solo i problemi di erezione psicologici per meglio capire cosa siano esattamente, perché si verificano e come comportarsi per superarli. Vi anticipo inoltre che in fondo a questo articolo troverete anche una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, facilitando e potenziando l’erezione, procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Sono elencati anche alcuni ausili che permettono l’allungamento della lunghezza del pene senza chirurgia, utili per fornire al paziente maggior fiducia in sé stesso e nelle proprie prestazioni sessuali, il che spesso è sufficiente per superare l’ansia da prestazione.

Le tre fasi dell’erezione maschile

Quando non esiste alcuna patologia organica che possa impedire una erezione potente e duratura, il problema è da ricercare nella psiche: il meccanismo psico-fisiologico per ottenere una sana erezione ha infatti origine in essa, nella nostra mente. Se la mente si trova in uno stato di serena eccitazione mentale allora quest’ultima, che è un fattore puramente psicologico, si trasforma in seguito in un insieme di segnali biochimici e ormonali che attivano un forte afflusso di sangue all’interno dei corpi cavernosi del pene, gonfiandolo di sangue come se fosse un comune palloncino e portandolo all’erezione completa. In parole semplici l’erezione è composta da tre fasi:

  1. fase dello stimolo, legata ad eccitazione mentale;
  2. fase di trasmissione del segnale chimico/nervoso;
  3. fase organica, legata ad un afflusso di sangue ai corpi cavernosi del pene provocato dall’eccitazione mentale stessa.

Venendo a mancare l’eccitazione mentale, o essendo discontinua o poco coinvolgente a livello emotivo, oppure venendo contrastata da paure o ansie da prestazione, viene inevitabilmente a mancare anche il fattore finale: l’afflusso di sangue al pene. La conseguenza è la mancanza totale o parziale di erezione, o la perdita di erezione durante la penetrazione o il rapporto sessuale.

Un problema in costante aumento

I problemi di erezione di origine psicologica sono oggi estremamente diffusi, difficile dire con esattezza se più o meno rispetto a quelli determinati da cause organiche poiché le statistiche, in tal senso, sono molto contraddittorie fra loro e spesso commissionate dalle stesse multinazionali farmaceutiche che produco i famosi farmaci per la disfunzione erettile, quindi è ipotizzabile che siano poco imparziali. Quello che pare certo al giorno d’oggi è l’aumento delle cause di tipo psicologico rispetto al passato, questo per via degli enormi cambiamenti nello stile di vita della società e per via dell’aumento di un’informazione errata e fuorviante nel settore della sessualità. All’uomo di oggi sono richieste prestazioni sessuali che siano di alto livello, tuttavia lo stress legato alla crisi economica e agli orari di lavoro sempre più duri, rendono meno serena la sua vita. Non ultima è l’ansia generata nell’uomo dal raffrontarsi con il materiale pornografico sempre più diffuso in rete, che raffigura attori con erezioni straordinarie che lui non riesce a raggiungere.
L’incapacità di ottenere erezioni sane e durature, si è ultimamente diffusa anche tra i giovanissimi, a causa della masturbazione compulsiva. A tal proposito leggi anche: Masturbazione compulsiva e dipendenza da pornografia causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge.

Cause psicologiche

Vediamo ora una lista con le possibili cause psicologiche di erezione debole o assente:

  • eccesso di stress;
  • ansia generica;
  • ansia da prestazione sessuale;
  • conflitti ed incomprensioni all’interno della coppia;
  • bassa autostima sessuale;
  • timore di deludere sessualmente;
  • timore del giudizio sociale (paura che il proprio partner parli ad altri delle proprie prestazioni scarse);
  • visione compulsiva di video pornografici (la visione continua di attori pornografici può da un lato far apparire la propria partner meno attraente e “sempre la stessa”; dall’altro può sviluppare una competizione con le dimensioni del pene degli attori maschili, competizione che vedrà il paziente quasi sempre perdente e perciò ancora più in ansia);
  • concezioni totalmente errate sulla sfera sessuale femminile;
  • paure legate alle dimensioni del proprio pene;
  • paure di essere “preso in giro” dal partner;
  • repressioni di tipo morale o religioso (il sesso visto come peccato);
  • depressione;
  • conflitto di valori (ad esempio mancanza di erezione durante un tradimento);
  • auto-sabotaggi inconsci (programmazione inconscia al fallimento sessuale);
  • auto-monitorizzazione continua del pene durante il rapporto sessuale.

Le paure dell’uomo

Il termine “problema psicologico” spaventa moltissimi uomini e viene facilmente frainteso e confuso con qualcosa di grave o irreparabile. Quasi sempre la situazione è un paziente che mi dice di aver problemi di erezione ma che le analisi non hanno dimostrato nulla di rilevante. Quando dico che il problema potrebbe risiedere nella mente, il paziente tipo mi dice di non avere problemi psicologici, è solo che…

quando sono a letto con lei ho paura di deluderla perché mi è già successo in passato con un’altra, mi prende una forte ansia, sono convinto di non piacerle abbastanza e di non essere abbastanza prestante per lei, poi ho paura che il mio pene sia troppo piccolo per lei, perché la mia ex diceva che era stato con un altro che lo aveva più grande del mio… però non ho problemi psicologici!

La grande confusione e il grave errore stanno nel fatto che la maggior parte degli uomini (e delle donne) pensano che avere un problema di erezione psicologico sia sinonimo di malattia mentale, di perversione mentale o disordini mentali gravi e irreparabili. Ma non è così, o almeno non lo è quasi mai! Non devi farti trarre in inganno da questo termine! Avere problemi di erezione psicologici può significare anche semplicemente che sei sotto stress da lavoro da troppo tempo, o che hai mille preoccupazioni quotidiane, e quando sei a letto con il partner non riesci a rilassarti e distaccarti dai pensieri stressanti o dall’idea del lavoro, non riesci a lasciarti andare… Questo è un esempio tra tanti di cosa possa essere un problema di erezione psicologico.

Un nuovo partner

Un altro esempio tipico è quando ci si innamora follemente di un nuovo partner – femminile o maschile – e si ha un “normalissimo” timore di avere un pene troppo piccolo per i suoi gusti o paura di deluderlo con una prestazione sessuale inadeguata e di perderla per questi motivi. Questo vero e proprio terrore di deludere sessualmente, chiamato anche col termine di ansia da prestazione sessuale, è più che sufficiente a creare una tensione mentale durante il rapporto sessuale che “spegne”, o impedisce del tutto, il sorgere dell’eccitazione mentale. Anche qui l’ovvia conseguenza è la mancanza di erezione, o un’erezione di breve durata. Ma questo non significa avere gravi disturbi mentali o strane deviazioni psicologiche! Insomma: avere problemi di erezione psicologici è molto comune (molto più di quanto tu possa immaginare) e tutto sommato normale, vista anche la grande disinformazione in tema di educazione sessuale.

Quanto l’ansia da prestazione diventa un vero problema?

Come spesso accade in campo psicologico e psichiatrico, avere ansia da prestazione sessuale, specie con una donna (o un uomo) nuova, è assolutamente normale e capita a tutti, ogni tanto. Questa ansia diventa però un vero problema quando rende molto poco appagante o addirittura impedisce completamente il rapporto sessuale per lunghi periodi.

Cosa fare per i problemi di erezione psicologici?

Blocchi mentali di vario genere, come quelli prima descritti, possono concorrere singolarmente, o in gruppo, nel creare un problema di erezione di natura psicologica. Cosa fare per risolvere questo problema? A tale proposito leggi: Erezione debole da ansia da prestazione: quali sono i rimedi e le cure?

Inoltre, come anticipato, vi elenchiamo una serie di ausili ed integratori che con molti nostri pazienti sono risultati essere una vera e propria “arma segreta” per aumentare l’autostima e contrastare l’ansia da prestazione, senza psicoterapia, farmaci né chirurgia.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

Se credi di avere un problema di disfunzione erettile da cause psicologiche o da masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Esame e raccolta delle feci: come si fa nel modo corretto ed a che serve

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ESAME RACCOLTA FECI COME SI FA CORRETTO  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’esame delle feci è un esame che si esegue su un campione fecale raccolto dal paziente secondo le modalità prescritte dal medico. Tale esame comprende tre valutazioni principali:

  • macroscopiche: aspetto, colore, odore, consistenza, eventuale presenza di cibo non digerito;
  • chimiche: pH, acidi grassi, sangue ed altri contenuti;
  • microbiologiche: coprocoltura e ricerca di batteri, virus, funghi e parassiti.

Per far si che l’esame dia risultati corretti, è importante eseguire la raccolta del campione di feci nella maniera corretta, per evitare contaminazioni (vedi paragrafo apposito).

Quando viene prescritto?

L’esame delle feci viene prescritto dal medico qualora sospetti eventuali infezioni gastrointestinali, che possono manifestarsi con diarrea, vomito, febbre, mal di pancia. E’ un esame molto utile anche per valutare patologie del fegato e del pancreas.

Leggi anche: Sangue occulto nelle feci: come interpretare il risultato dell’esame

A cosa serve l’esame delle feci?

L’esame delle feci consente di fare valutazioni su vari organi dell’apparato digerente oltre che rilevare – nel campione di feci – la presenza di batteri responsabili di infezioni gastrointestinali. Sul campione fecale verranno effettuate varie valutazioni, tra cui la ricerca di sangue, cibo non digerito ed eventuali batteri. Quelli più comunemente ricercati sono:

  • Campylobacter;
  • Clostridium;
  • Escherichia coli;
  • Salmonelle;
  • Shigelle;
  • Stafilococco;
  • Vibrioni;
  • Yersinia.

Mediante un antibiogramma è poi possibile valutare la sensibilità e la resistenza dei batteri presenti nelle feci agli antibiotici. Nelle feci si possono ricercare anche virus e miceti, come la Candida (che è un fungo) o il Rotavirus (che è un virus) che può provocare gravi diarree soprattutto nei bambini. E’ utile anche per valutare l’eventuale presenza di sangue nelle feci, che può essere ben visibile ad occhio nudo oppure individuabile soltanto al microscopio o con delle analisi di laboratorio (in tal caso si parla di sangue occulto nelle feci).

Leggi anche: Coprocoltura feci per salmonella: perché e come si fa

Come ci si prepara all’esame?

Non sono necessarie particolari norme di preparazione, occorre solo dotarsi di un recipiente ben pulito e di un apposito contenitore sterile per la raccolta delle feci che potete acquistare in farmacia. Il contenitore e la sua spatolina devono rimanere chiusi nell’involucro fino al momento della raccolta del campione ed una volta aperti devono essere tenuti al riparo da eventuali fonti di contaminazione.

Esame delle feci e mestruazioni

Le donne non possono sottoporsi a questo esame nei giorni delle mestruazioni.

Leggi anche: Quanto peso perdiamo ogni volta che andiamo in bagno?

L’ esame delle feci è pericoloso o doloroso?

No, l’esame non è pericoloso né doloroso.

Come si raccolgono le feci nella maniera corretta?

Ecco come raccogliere le feci:

  1. Il paziente provvederà ad una accurata igiene anale con acqua tiepida (senza disinfettanti).
  2. L’evacuazione delle feci deve avvenire in maniera spontanea, senza l’assunzione di lassativi.
  3. Il paziente defecherà in un recipiente pulito tipo “vaso da notte“.
  4. Tramite l’apposita spatolina (una specie di “cucchiaino” fornito insieme al contenitore sterile; è spesso attaccato al tappo del contenitore) il paziente raccoglierà un campione di feci adeguato (secondo le indicazioni fornite dal laboratorio).
  5. Il campione raccolto deve essere posto nel contenitore sterile apposito.
  6. Il campione raccolto deve essere subito consegnato al laboratorio o refrigerato dopo il prelievo.

Leggi anche: Coprocoltura e antibiogramma: procedura e perché si eseguono

Come deve essere raccolto il campione?

Il campione deve essere:

  • privo di contaminazioni di urina o altri materiali;
  • privo di sangue mestruale;
  • privo di acqua del wc.

Quale contenitore sterile usare?

Per raccogliere e conservare correttamente il campione di feci, è necessario usare un contenitore sterile apposito, dotato di spatolina. Il prodotto di maggior qualità, che ci sentiamo di consigliare per raccogliere e conservare le feci, è il seguente: http://amzn.to/2C5kKig

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Pezzi di vetro nello stracchino Granarolo, ecco i lotti ritirati dal mercato

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PEZZI VETRO STRACCHINO GRANAROLO LOTTI RITIR Legge 104 Avvocato Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Pene.jpgCapita spesso che alcuni prodotti alimentari vengano ritirati dai supermercati o da determinati punti vendita per evitare problemi al consumatore.

Come è capitato anche per altri alimenti, questa volta vogliamo avvisarvi di un prodotto che è stato ritirato dal mercato per la sospetta presenza di vetro, circostanza che comunque sospetta e dunque non è stata accertata.

A lanciare l’allarme è stata l’azienda Granarolo, la quale ha comunicato che “il lotto Z6326Y scadenza 11/12/16 di stracchino cremoso AQ 170g è stato ritirato per la sospetta (seppur remota) presenza di vetro che, comunque, non è stata accertata””.

Alcune catene sono state coinvolte, ma pochi sono i punti vendita e tutti identificati. Come da prassi – sottolinea l’azienda – in caso di sospetto l’azienda a titolo cautelativo comunica alla Asl il ritiro”.

“Invitiamo i consumatori – si legge ancora nella comunicazione della catene della GDO – che avessero acquistato il prodotto a riportarlo nei punti vendita“.

Per ogni comunicazione o chiarimenti inoltre, è possibile chiamare il call center dedicato ai consumatori al numero 800-848015.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!