La dieta del gruppo sanguigno: gli alimenti consigliati e quelli sconsigliati per ogni gruppo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PRELIEVO SANGUE LABORATORIO ANALISI DEL SANGUE ANEMIASicuramente avrete sentito parlare della dieta del gruppo sanguigno, un regime alimentare dietetico ideato da un naturopata americano che si basa sulla convinzione che il gruppo sanguigno d’appartenenza sia fondamentale per elaborare una dieta corretta.

Dieta e gruppo sanguigno

La dieta del gruppo sanguigno è stata ideata dal naturopata americano di origini italiane Peter D’Adamo, il quale ha elaborato un modello alimentare basato sul gruppo sanguigno d’appartenenza, che sarebbe fondamentale per l’impostazione di una dieta corretta ed efficace.

La dieta del gruppo sanguigno funziona davvero?

Nonostante il dott. D’Adamo proclami al mondo l’infallibilità della sua dieta, diversi esperti, sostengono che non c’è alcuna prova scientifica del fatto che prediligere alcuni alimenti sulla base del gruppo sanguigno sia utile per dimagrire o per la salute, ad essere del tutto onesto neanche io sono del tutto certo che funzioni questo tipo di dieta, ma, visto che molti pazienti mi hanno chiesto delle informazioni a riguardo ecco quelli che sono, in base alle teorie del dott. D’Adamo, i cibi consigliati e quelli sconsigliati a seconda del vostro gruppo sanguigno.

La dieta del gruppo sanguigno 0

Come vi avevamo già detto, il gruppo sanguigno 0 è quello del cacciatore, formatosi quando la caccia era il principale mezzo di sostentamento degli uomini. Gli appartenenti a questo gruppo sanguigno si caratterizzano per un sistema immunitario attivo e per un apparato digerente robusto, mentre lo stomaco e le articolazioni sono i loro punti deboli.

I cibi permessi per il gruppo sanguigno 0

Prodotti biologici, quinoa e amaranto, germogli di fieno greco, lenticchie e ceci, olio extravergine d’oliva estratto a freddo, crostacei, tofu, pane di soia, pane di riso, pane di segale, fagioli azuki, fagioli dall’occhio, alghe marine, aglio, bietole, broccoli, carciofi, cavolo rapa, cavolo verde, cipolle gialle e rosse, lattuga romana, peperoni rossi, porro, rafano, rape, scarola, spinaci, tarassaco, topinambur, verza, zucca, fichi freschi e secchi, noci, prugne, semi di zucca, sale marino integrale, tè verde.

I cibi vietati per il gruppo sanguigno 0

Salumi, insaccati e affettati in genere, carne suina, latte intero e scremato, parmigiano, provolone, ricotta, yogurt, uova, dolci a base di mais, gelato, couscous, melanzane, fragole, mandarini, mirtilli, funghi coltivati, patate dolci, olive greche e nere, arachidi, noce di cocco e noci brasiliane, pistacchi aceto di vino, condimenti speziati, bibite a base di cola e frizzanti, caffè, sottaceti, cacao e cioccolato.

La dieta del gruppo sanguigno A

Il gruppo sanguigno A è quello degli agricoltori e a differenza del gruppo sanguigno 0, quello A deve incentrare la propria alimentazione su verdura, frutta, cereali e soia, mentre è da evitare quasi completamente la carne.

I cibi permessi per il gruppo sanguigno A

Cereali integrali, fagioli azuki, fagioli neri, fagioli verdi, fagioli dall’occhio, lenticchie, aglio, bietole, broccoli, carciofi, carote, cavolo rapa, cavolo verde, cicoria, cipolle gialle, cipolle rosse, lattuga romana, rape, spinaci, tarassaco, topinambur, verza, zucca, albicocche, ananas, arachidi, ciliegie, fichi freschi e secchi, limoni, pompelmo, prugne, semi di zucca, olio extravergine d’oliva e di lino, frutti di bosco (mirtilli e more), latte di soia, pane di germe di grano, pane di soia, grano saraceno, tofu, tempeh, latte di soia, semi e frutta fresca, germogli in abbondanza, ricotta, uovo intero, formaggi a pasta dura e molle di ogni tipo, yogurt, malto d’orzo, melassa, caffè, alghe marine, zenzero.

I cibi vietati per il gruppo sanguigno A

Carne, salumi, insaccati, affettati, precotti, burro, latte intero e scremato, parmigiano, gelati, carni insaccate, in scatola e affumicate, farine di frumento, ceci, fagioli bianchi, fagioli rossi, fagioli lima, fagioli di spagna, crusca, cavolo bianco, cavolo rosso, melanzane, olive greche e nere, patate, peperoni gialli, rossi e verdi, pomodori, banane, mango, papaia, noce di cocco, noci brasiliane, olio di arachidi, olio di mais, aceto di vino.

La dieta del gruppo sanguigno B

Il gruppo sanguigno B è il gruppo dei nomadi, e rappresenta il momento di passaggio dall’agricoltura alla pastorizia. Gli appartenenti a questo gruppo sanguigno si caratterizzano per un apparato digerente forte, per essere molto adattabili e per avere un sistema immunitario attivo; possono seguire una dieta bilanciata e molto varia.

I cibi permessi per il gruppo sanguigno B

Ortaggi a foglia verde, broccoli, carote cavolini di Buxelles, cavolo bianco, cavolo rosso, cavolo verde, melanzane, patate dolci, peperoni gialli, rossi, verdi, verza, frutta fresca, ananas, banane papaia, prugne, uva, latte e latticini, ricotta, fiocchi di latte magro, formaggi di capra, uova, pane di miglio e riso, farro, fagioli bianchi, fagioli di lima e di Spagna, miele, zucchero di canna, dolci di riso, curry, zenzero, ginseng, olio extravergine di oliva, prezzemolo, rosmarino.

I cibi vietati per il gruppo sanguigno B

Salumi, carni di maiale, gorgonzola, gelato, dolci a base di mais, salatini, pane di frumento, fichi d’India, nocciole, pistacchi, semi di zucca, noce di cocco, arachidi, avocado, olio di mais, sesamo, olive, mais, tofu, crusca, frumento, couscous, farina d’orzo, germe di grano, grano saraceno, polenta, ceci, fagioli, lenticchie, carciofi, pomodori, rapanelli, topinambur, zucca.

La dieta del gruppo sanguigno AB

Il gruppo sanguigno AB è chiamato l’enigmatico, perché si è formato recentemente dalla mescolanza del gruppo sanguigno A e di quello B; questo gruppo sanguigno è quello che può mangiare di tutto, possiede un sistema immunitario molto adattabile, anche se può soffrire di anemia e patologie cardiocircolatorie.

I cibi permessi per il gruppo sanguigno AB

Riso, farro, fiocchi di latte magro, formaggio di capra, formaggio fresco magro, mozzarella, ricotta, uova, ortaggi (in particolare i pomodori, anche succo), uva nera (anche succo), olio extravergine d’oliva, tè verde, fiocchi formaggio di soia, pane di segale, pane di soia, pane e dolci a base di riso, fagioli bianchi e fagioli rossi, aglio, broccoli, cavolfiore, cavolo verde, cetrioli, melanzane, sedano, tarassaco, verza, ananas, arachidi, castagne, ciliegie, fichi freschi e secchi, kiwi, limoni, noci, pompelmo, prugne, uva, olio extravergine d’oliva.

I cibi vietati per il gruppo sanguigno AB

Carne, carni insaccate, in scatola e affumicate, burro, gorgonzola, parmigiano, provolone, dolci a base di mais, farina di mais, grano saraceno, ceci, fagioli azuki, fagioli di lima, fagioli di spagna, fagioli neri, fagioli dall’occhio, fave, carciofi, peperoni gialli, rossi e verdi, rapanelli, arance, banane, cachi, fichi d’india, mango, melagrana, nocciole, noce di cocco, semi di zucca, aceto di vino, sottaceti, cibi in salamoia.

Dieta del gruppo sanguigno: il mio personale parere

Nonostante molte persone che hanno seguito la dieta del gruppo sanguigno sostengano di essere dimagrite e di aver migliorato la propria salute, io – come dicevo anche all’inizio dell’articolo – NON sono particolarmente a favore di questa dieta visto che allo stato attuale non esiste nessuna prova scientifica del fatto che le lectine assunte con gli alimenti possano provocare delle reazioni di agglutinazione con gli antigeni, pertanto scegliere determinati alimenti in base al gruppo sanguigno di appartenenza non assicurerebbe né la perdita di peso né specifiche cure contro disturbi legati all’alimentazione o contro eventuali intolleranze alimentari. Prima di avventurarvi in questo tipo di dieta parlatene col vostro medico di fiducia!

FONTE: http://www.terranuova.it

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Noia, rabbia e delusioni amorose ci fanno mangiare di più

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FRAGOLE FRUTTA DOLCI CALORIE GRASSI DIETA DIMAGRIRE PASTARELLEUna serata casalinga davanti alla tv rischia di rendere irresistibile la tentazione di uno spuntino? La rabbia verso un collega di lavoro maleducato vi ha fatto divorare dolci a non finire in pausa pranzo? Le delusioni d’amore rendono indispensabile generi di conforto come gelato e cioccolato? Attenzione: noia e rabbia non rovinano solo la nostra qualità della vita, ma rischiano anche di farci ingrassare e questo vale per le donne molto più che negli uomini.

Nelle donne l’aumento di peso è strettamente legato all’insoddisfazione, alla noia, alla frustrazione, alle delusioni sentimentali: lo dimostra una ricerca inglese che evidenzia come il continuo bisogno di mangiare non sia strettamente correlato alla semplice fame. Su commissione dell’azienda inglese Appesat sono state infatti intervistate 5 mila persone adulte, sia maschi sia femmine, commissionate da un’azienda inglese.

Dai risultati si delinea un quadro molto chiaro: le donne tendono ad ingrassare maggiormente in situazioni legate alla noia. In questi casi infatti le donne che hanno partecipato alla ricerca hanno ammesso di mangiare di più in momenti di tedio. La situazione peggiora ulteriormente se oltre alla monotonia della vita si trovano a dover affrontare anche emozioni come la rabbia o la frustrazione spesso legate all’ambiente familiare – o professionale – e alla situazione sentimentale. La cosa interessante è che gli stessi risultati non vengono confermati invece dalle interviste con il campione maschile.

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Carne di cane: approvata la commestibilità ed il commercio in Italia?

MEDICINA ONLINE BANCARELLA MERCATO STRADA FRUTTA VERDURA VENDITA SOLDIApprovata la commestibilità e il commercio in Italia di carne di cane. Ma… è davvero così?? Continuate a leggere prima di gridare allo scandalo!

“La storia di questo prodotto alimentare (il cane), e le implicazioni culturali e legali del suo consumo variano notevolmente da paese a paese. Nel 2014 entrerà in vigore la certificazione Europea di commestibilità richiesta dalla società “Xinshipu Ltd” che consentirà la macellazione dei cani.”

Gira da qualche giorno e, nemmeno a dirlo, E’ UNA BUFALA RICORRENTE!

Ripeto per chi non avesse capito: E’ UNA NOTIZIA COMPLETAMENTE FALSA!

La fonte della «notizia» è il mitico Corriere del Mattino, specializzato nel genere, che ci racconta che:

“La carne di cane è un alimento consumato in diversi paesi del mondo (in particolare in Asia Orientale e Oceania) dove alcune razze canine sono allevate appositamente per lamacellazione. La storia di questo prodotto alimentare, e le implicazioni culturali e legali del suo consumo variano notevolmente da paese a paese. Nel 2014 entrerà in vigore la certificazione Europea di commestibilità richiesta dalla società “Xinshipu Ltd” che consentirà l’importazione di carni congelate di cane d’allevamento per i fruitori cinesi e la commercializzazione legale nei Supermarket gastronomici etnici.”

Niente di vero

In realtà sia la «certificazione Europea di commestibilità» che la Xinshipu Ltd non esistono! In ogni caso l’Unione Europea non ci pensa proprio a fare una cosa del genere e c’è da dire che da diverso tempo una bufala simile sta girando anche sui siti statunitensi. Come raccontano gli autori di “Bufale un tanto al chilo”, quelli del Corriere del mattino e del Giornale del corriere sono intenti in un gioco tutto loro:

«Ho avuto modo (credo) di chiacchierare online con uno degli ideatori del sito bufalaro (fan della nostra paginetta FB), da ora in poi definiti bufalocomicari. Il loro intento pare esser quello di dimostrare agli amici, che condividevano bufale reali, come sia facile realizzare e far girare notizie inventate. La cosa ha preso loro mano, e si stanno evidentemente divertendo come pazzi, dopo la nostra iniziale sbufalata (e credo di altri) hanno iniziato a pubblicare sia notizie inventate a tavolino che roba buona… così da confondere le acque ancora un po’… ma l’intento rimane quello…»

Un divertimento

Dimostrazione riuscita, le patacche prodotte da questo gruppo di burloni dilagano regolarmente senza freni, superando di slancio anche le «verifiche» che dovrebbero precedere la pubblicazione di notizie di tal genere su vere e proprie testate giornalistiche. L’originalità di queste storie poi fa il resto e il target di riferimento apprezza tantissimo, tanto che spesso ottengono migliaia di convinte condivisioni in rete, molto di più di quanti le ripropongano per smentirle. Ricordiamo comunque che in effetti, in alcuni Paesi del mondo, il cane è effettivamente considerato commestibile, come in Cina, nel Vietnam, nella Corea del Sud ed in diversi stati africani come Nigeria e Namibia (le foto in questo articolo sono reali).

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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La dieta della serotonina: aumenta la felicità e combatti la tristezza con i cibi giusti!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA SPIAGGIA MARE SALTO FELICITA ALLEGRIA ESTATE CALDO VACANZE LIBERA LIBERTAGiù di morale? Più che di pillole della felicità forse è giunto semplicemente il momento di mettersi a tavola con gusto, scegliendo i cibi giusti, capaci di metterci di buonumore.

Serotonina e triptofano
Ormai la conoscono tutti, l’amica del benessere, la serotonina, la sostanza chimica che ci rende felici e ci fa stare bene, sprigionando sensazioni positive ed irradiando serenità. Bassi livelli di serotonina sono infatti associati a disturbi dell’umore, ad ansia, mancanza di desiderio e sindrome dell’intestino irritabile. Ebbene, per produrla il nostro organismo ha bisogno di triptofano, un amminoacido che viene trasformato dal corpo in serotonina. Un suo deficit può portare a livelli bassi dell’ormone del benessere, facendo precipitare il morale a terra.

Leggi anche: Serotonina e triptofano: cosa sono e in quali cibi trovarli

I cibi ricchi di triptofano
Il triptofano può essere assunto in gran quantità tramite una dieta che includa alcuni alimenti, salvo ovviamente rispettare eventuali restrizioni se si sta seguendo un regime dimagrante o si soffre di alcune intolleranze e malattie, come il diabete. Vediamo ora, in base ad una lista stilata dal dottor Caroline Longmore nel libro The Serotonin Secret, quali sono i dieci cibi che più contengono triptofano: fagioli verdi; tacchino; asparagi; semi di girasole, spinaci; banane; ricotta; tofu; ananas; aragosta. Il Britain’s Food and Mood Project raccomanda inoltre di mangiare: pollo, sardine, salmone, tonno fresco, avena e noci per aumentare i livelli di serotonina.

La colazione che vi farà iniziare bene la giornata
Avete presente quelle vecchie pubblicità con le famiglie a cui basta mangiare una merendina di tale marca per andare a lavoro e a scuola tutta allegra e pimpante? Scommetto che a voi non è mai successo, però magari potete seguire alcuni consigli almeno per iniziare la giornata con un sorriso in bocca! La dieta della felicità comprende una colazione a base di quinoa, noci, more e latte. La quinoa, cereale dal sapore delicato ricco di fibre e di proteine, è in grado di farci sentire sazi per molto tempo, il latte per mezzo della vitamina D aumenta la serotonina di cui abbiamo parlato prima, e infine le noci forniscono gli importanti acidi grassi omega-3, elisir di salute e di buonumore. Per beneficiare al massimo delle proprietà di questi alimenti si consiglia di bollire la quinoa per una quindicina di minuti assieme a ¼ di tazza di latte scremato e ¼ di tazza di acqua. Aggiungere poi mezza tazza di more e un pizzico di cannella, concludendo con 1 cucchiaino di nettare di agave e 1 cucchiaio di noci tostate.

Leggi anche: Senza serotonina saremmo tutti omosessuali?

Il pranzo della felicità
La dieta del buonumore prevede per il pranzo una gustosa insalata a base di salmone, limone e fagioli bianchi. E’ sufficiente mescolare assieme fagioli bianchi, peperoni rossi arrostiti, 1 cucchiaio di olio d’oliva e alcuni peperoni schiacciati, aggiungendo infine lattuga e salmone rosso e condendo con succo di limone. Questa semplice ricetta contiene tutto ciò che serve per garantirvi un ottimo stato d’animo: il salmone è un alimento che fornisce i già prima citati omega-3 e serotonina, i fagioli bianchi apportano magnesio importante per alcuni neurotrasmettitori del cervello in grado di fornirci uno stato di benessere prolungato, il succo di limone e i peperoni rossi contengono vitamina C, necessario alla salute delle cellule cerebrali.

Carboidrati, grassi e bibite
I carboidrati aiutano ad assorbire il triptofano. E se siete di cattivo umore e spesso vi sentite depressi e giù di morale, anche in questo caso, provate a guardare nel piatto. Se ci sono troppi grassi saturi, bevande ipercaloriche e zuccherate, troppi caffè e bibite che contengono il suffisso -ina, forse è arrivato il momento di darci un taglio ed iniziare a mangiare sano, facendo partire il buonumore proprio dal cibo e scongiurando l’irritabilità, l’insonnia, il nervosismo e la depressione causata dalle sostanze out per la nostra psiche, capaci di farci sentire immediatamente meglio e svegli ma con ripercussioni pesanti come la dipendenza ed effetti collaterali poco piacevoli nei rapporti interpersonali.

La cena per andare a dormire felici
Per concludere la giornata e conciliare un sonno senza incubi, si consiglia una paella a base di gamberi, ceci e zafferano. Scaldate dell’olio di oliva in una padella, aggiungetevi 6 gamberi e alcuni chiodi di garofano tritati. Non appena i gamberi sono pronti trasferiteli in un contenitore aggiungendo ¼ di barattolo di passata di pomodoro, dello zafferano, un po’ di salsa piccante, ¼ di tazza di riso integrale già cotto e dei ceci. Gli ingredienti di questa speciale paella sono tutti fondamentali per una dieta equilibrata in grado di farvi dimagrire garantendovi il buonumore: lo zafferano allevia la depressione, i ceci contengono triptofano, i gamberi sono ricchi di vitamina B6 e infine il riso integrale fornisce un buon apporto di magnesio.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Sei a dieta? Meglio se non leggi l’oroscopo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)In questi giorni ovunque, sui giornali e in rete, si possono leggere gli oroscopi per il nuovo anno. Attenzione però, chi è a dieta farebbe meglio a evitare di consultare gli astri per sapere come sarà il 2014: in caso di responsi negativi, infatti, finiamo per cedere alle tentazioni con maggior facilità. E non vale neppure dirsi «tanto non ci credo»: proprio chi è più scettico è meno in grado di sottrarsi a un piacere “compensatorio” dopo aver scoperto che gli astri remano contro. Non sono le conclusioni di un astrologo pessimista, ma i dati emersi da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University capeggiati da Hyeongmin Kim. Pubblicata sulle pagine del Journal of Consumer Research, .

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/nutrizione/14_gennaio_02/a-dieta-meglio-non-leggere-l-oroscopo-90e63262-738c-11e3-8c6d-871530ae059d.shtml

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La dieta per prevenire l’ernia iatale ed evitare il reflusso gastroesofageo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO VERDURA CIBO VEGETALI DIETA DIMAGRIRE CUCINAIn medicina inl termine “ernia” indica la protrusione (cioè lo “spostamento in fuori”) di un organo o di un tessuto al di fuori della cavità corporea che normalmente lo ospita. L’ernia iatale (anche detta “ernia dello iato” o “ernia diaframmatica paraiatale”) è un tipo specifico di ernia in cui si verifica la protrusione – parziale o completa – dello stomaco attraverso lo iato esofageo, un piccolo foro del diaframma che permette il passaggio dell’esofago.

Le ernie iatali più diffuse sono principalmente di due tipi e sono raffigurate nella figura in basso:

1) Ernia iatale da scivolamento: più frequente, la riscontro spesso nei miei pazienti obesi, la pressione nell’area addominale supera la pressione diaframmatica e lo stomaco tende ad essere spinto verso l’alto, nel mediastino, attraverso lo hiatus diaframmatico. Non è necessariamente una condizione permanente, poiché la parte di stomaco interessata si sposta spesso superiormente ed inferiormente in base alla pressione esistente nell’addome: un pasto abbondante, uno sforzo, un colpo di tosse, il sollevamento delle gambe in posizione sdraiata o qualunque contrazione dei muscoli addominali possono facilitare lo scivolamento.

2) Ernia iatale paraesofagea: consiste in una rotazione dello stomaco lungo la grande curvatura, in modo tale che la parte superiore della stessa erni attraverso lo hiatus esofageo. Questa tipologia è meno comune della precedente, ma è decisamente più temibile poiché la giunzione gastro-esofagea rimane nella sua posizione naturale, e l’erniazione del fondo dello stomaco porta al suo strozzamento tra la parete dello iato e l’esofago. Può talvolta derivare da un intervento chirurgico correttivo di un’ernia iatale da scivolamento.

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO ERNIA IATALE DA SCIVOLAMENTO DA ROTOLAMENTO PARAESOFAGEA DIFFERENZE STOMACO IATO ESOFAGO DIAFRAMMA SFINTERE ESOFAGEO INFERIORE SEI ADDOME

Sintomi e segni di ernia iatale

Piccole ernie iatali in uno stadio iniziale di solito non causano sintomi particolari; tuttavia, quando la porzione di stomaco erniata è consistente, la risalita del contenuto gastrico nell’esofago provoca sintomi come bruciore, rigurgito e dolore al petto in sede retrosternale. Altri sintomi spiacevoli sono diarrea, difficoltà digestive, eruttazioni frequenti, rigurgiti, stipsi e, anche se meno frequentemente, vomito. Tali sintomi possono essere accompagnati da tosse, dispnea, asma, mal di gola e difficoltà di deglutizione. Una delle complicanze più comuni riscontrabili in chi soffre di ernia iatale è il reflusso gastroesofageo (patologia caratterizzata da un ritorno di materiale acido dallo stomaco verso l’esofago). Un corretto approccio dietetico è un’arma che riveste una notevole importanza sia nelle prevenzione che nella cura dell’ernia iatale.

Leggi anche:  Esofagite: cause, cronica, sintomi, cura, dieta, alimentazione

Una dieta errata può causare ernia iatale e reflusso

La dieta sembra rappresentare un elemento molto importante non solo nella corretta gestione dell’ernia iatale, intesa come prevenzione degli episodi di eruttazione e reflusso gastroesofageo, ma anche nell’origine di questa diffusissima malattia. Sin dal 1973, grazie agli studi epidemiologici di Burkitt, sappiamo che l’ernia iatale risulta abbastanza rara nei Paesi in via di sviluppo e addirittura misconosciuta nelle società rurali che hanno mantenuto uno stile di vita semplice e tradizionale. Due sono i fattori additati come principali responsabili della maggior incidenza dell’ernia iatale negli occidentali: il ridotto apporto di fibre nella dieta e la stitichezza che ne consegue. In particolare, elementi come il ridotto apporto di fibre e liquidi, la necessità di ignorare lo stimolo dell’evacuazione (a causa di impegni lavorativi), la posizione innaturale assunta sul wc rispetto a quella fisiologica (alla turca), determinano un aumento della pressione all’interno dell’addome durante l’evacuazione; tale aumento pressorio, se perpetuato nel tempo, comporterebbe un rilassamento progressivo delle strutture di ancoraggio dell’esofago distale, favorendo la risalita dello stomaco attraverso lo iato esofageo del diaframma (quindi provocando l’ernia iatale).

Obesità come causa di ernia iatale

Spiegare la differente incidenza dell’ernia iatale tra le popolazioni rurali africane e quelle urbane dei Paesi occidentali semplicemente sull’apporto di fibra della dieta, appare perlomeno riduttivo. Ad esempio anche l’iperalimentazione in sé, fatta di abbuffate frequenti, dilatando in maniera abnorme le pareti dello stomaco può spingerle con forza contro lo iato esofageo, favorendone l’erniazione. Analogo discorso per l’obesità o per la cattiva abitudine di indossare corsetti od abiti troppo stretti. Infine, è indubbio che lo stile di vita sedentario si associ ad una minore motilità intestinale (che predispone alla stitichezza), ma anche ad ipotonia muscolare con riduzione dell’elasticità e della robustezza anche dei fasci muscolari e dei tendini diaframmatici.

Consigli alimentari generali

In caso di ernia iatale, un primo, importante consiglio è quello di evitare le cosiddette abbuffate e nutrirsi assumendo piccoli pasti pur restando comunque attenti a rispettare il corretto introito calorico quotidiano. Meglio quindi privilegiare tanti pasti piccoli, che pochi grandi. Limitare (o ancora meglio evitare) gli alcolici, i superalcolici, le bevande gassate, il caffè, il tè, i formaggi grassi, le fritture, i condimenti piccanti e quelli a base di burro dovrebbero essere evitati.

E’ consigliabile poi limitare il consumo di particolari cibi quali l’aglio, la cipolla, la menta e il cioccolato; devono essere assunti con moderazione anche gli agrumi e i succhi che da essi derivano nonché il pomodoro e relativo succo. In generale possiamo dire che dobbiamo, nei limiti del possibile, orientarci verso un tipo di alimentazione che tenda a non favorire l’acidità gastrica.

E’ possibile consumare alimenti quali la pasta, il pane, il riso, carne magra, frutta (tranne, come detto, gli agrumi), formaggi magri, verdure e yogurt. Può essere utile bere un po’ più acqua del normale, pur senza esagerare (un aumento improvviso della quantità di liquidi nello stomaco può peggiorare la situazione).

Oltre alla dieta vi sono altre semplici regole alle quali è bene attenersi; ne citiamo alcune che sono dei capisaldi di un buon stile di vita: abolire il fumo, evitare gli stati ansiosi, evitare le situazioni stressanti e l’abuso di farmaci. Un altro consiglio per chi avverte i sintomi dovuti all’ernia iatale è quello di evitare, subito dopo i pasti, di coricarsi oppure di compiere sforzi eccessivi. È consigliabile dormire mettendo la testa sopra un cuscino, posizione che ostacola il reflusso. Da abolire l’abitudine che alcuni hanno di posizionare un cuscino sotto la pancia, abitudine che è causa di un’eccessiva pressione sullo stomaco; è bene anche, sempre per evitare tale eccesso di pressione, non indossare abiti troppo stretti in vita.
Quando gli accorgimenti dietetici e gli altri consigli di cui sopra non sono in grado di risolvere i problemi causati dall’ernia iatale, si dovrà ricorrere a interventi di tipo farmacologico; se anche questi non fossero sufficienti si dovrà prendere in considerazione la possibilità di intervenire chirurgicamente.

Le regole da seguire in caso di ernia iatale e reflusso

Sebbene la dieta non possa in alcun modo favorire il riassorbimento dell’ernia iatale, che se necessario può avvenire attraverso un intervento chirurgico, risulta senz’altro utile per il controllo dei sintomi associati e delle complicanze. Anche se una buona percentuale di pazienti affetti da ernia iatale non lamenta alcun sintomo, l’osservanza delle giuste regole dietetiche e comportamentali risulta importante per evitare che l’ernia cresca di dimensioni. In tal senso, la dieta corretta per il trattamento dell’ernia iatale non si discosta da quella vista per la corretta gestione alimentare dei pazienti colpiti da esofagite da reflusso:

  1. consumare pasti piccoli e frequenti, evitando i pasti troppo elaborati ed abbondanti;
  2. evitare le abbuffate specialmente prima di dormire;
  3. attendere almeno due o tre ore dal termine del pasto prima di coricarsi per il riposo notturno
  4. se durante il sonno dovessero manifestarsi episodi di reflusso acido, è consigliabile mettersi sul lato sinistro o – meglio ancora – rialzare la testa del materasso per adottare una posizione leggermente elevata del torace, ad esempio usando due cuscini sovrapposti;
  5. associare alla dieta regolare attività fisica, evitando gli sforzi fisici a testa in giù ed i carichi eccessivamente pesanti, che possono favorire la comparsa e l’aggravamento dell’ernia iatale;
  6. se in sovrappeso od obesi, adottare una dieta ipocalorica che aiuti a raggiungere il peso forma. Se l’obesità è di secondo o terzo grado, prendere in considerazione rimedi drastici, come la chirurgia bariatrica;
  7.  limitare il consumo di grassi, specie se cotti, anche sottoforma di condimenti aggiunti, poiché aumentano i tempi di digestione e riducono il tono dello sfintere esofageo inferiore, favorendo il reflusso associato all’ernia iatale;
  8. evitare il fumo, che similmente ai grassi può ridurre il tono sfinteriale;
  9. preferire fonti proteiche magre, come il pesce o il pollo, che sembrano aumentare il tono dello sfintere esofageo inferiore, prevenendo il reflusso acido associato all’ernia iatale;
  10. preferire metodi di cottura salutari, come quella al vapore e al cartoccio, limitando arrosti, fritti e grigliate (da sostituire con una sobria cottura alla piastra, evitando nel modo più assoluto la formazione delle classiche righe in corrispondenza delle strisce metalliche della griglia);
  11. masticare lentamente e deglutire con la stessa premura, se possibile consumare il pasto in un ambiente rilassato;
  12. se possibile, evitare di tornare di fretta al lavoro al termine del pasto, soprattutto se il vostro lavoro costringe l’addome a forti pressioni;
  13. non praticare attività fisica intensa a breve distanza da un pasto importante (concessa dopo lo spuntino pomeridiano);
  14. consumare una colazione abbondante ed abituarsi a mangiare poco a cena
  15. in caso di problemi digestivi frequenti, le regole base della dieta dissociata possono aiutare anche il paziente affetto da ernia iatale;
  16. quando si mangia troppo, una camminata di 30-40 minuti a passo tranquillo, a breve distanza dal termine del pasto, può evitare l’insorgere di acidità e bruciori di stomaco;
  17. limitare il consumo di tè, caffè ed alcolici;
  18. ridurre la presenza di spezie come pepe, peperoncino, curry e noce moscata nella dieta: potrebbero peggiorare l’acidità gastrica;
  19. seguire una dieta ricca di fibre alimentari e di liquidi per prevenire la stitichezza; se necessario assumere lassativi, ma evitare l’utilizzo cronico;
  20. evitare l’uso di cinture ed abiti troppo stretti in vita.

Se i sintomi peggiorano o diventano molto frequenti, consultate il vostro medico di fiducia e non sottovalutate mai il problema: come qualsiasi studente di medicina sa già dal secondo anno di università, un reflusso gastroesofageo cronico può costruire le basi per la formazione di un tumore esofageo.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere del vostro apparato digerente, in grado di combattere acidità di stomaco, reflusso gastroesofageo, stipsi, fecalomi, meteorismo, gonfiore addominale, cattiva digestione ed alitosi:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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La dieta per dormire bene, combattere l’insonnia e svegliarsi la mattina riposati

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Per insonnia si intende: “la difficoltà a prendere sonno” o “un sonno non ristoratore”; si tratta di un disturbo prevalentemente cronico e molto frequente, che nei paesi industriali raggiunge una prevalenza media del 35% sulla popolazione generale. Altri studi più dettagliati hanno dimostrato una prevalenza dell’insonnia inferiore, valutata intorno all’11% della popolazione spagnola e circa il 21% di quella francese e giapponese. La durata dell’insonnia varia da 7 a 14 anni, ma pare che la maggior parte delle persone che ne soffrono NON affronti l’argomento nemmeno con il proprio medico curante.

Caratteristiche dell’insonnia

L’insonnia si caratterizza per diversi aspetti  i quali si ripercuotono INESORABILMENTE sulla qualità della vita. Tali aspetti sono:
1) Difficoltà ad addormentarsi – latenza del sonno oltre i 30 minuti
2) Insufficiente durata del sonno notturno – tempo totale inferiore a 5,5 o 6 ore
3) Ripetuti o protratti risvegli notturni e/o risveglio precoce mattutino
4) Scarsa qualità del sonno

Classificazione dell’insonnia

L’insonnia può essere classificata in diversi modi, ma per comodità, di seguito verrà utilizzato un criterio temporale:
1) Insonnia transitoria o occasionale; in genere causata da stress emozionali ansiogeni, patologie transitorie, uso sporadico di sostanze stimolanti
2) Insonnia di media durata: fino a tre settimane; spesso sostenuta da eventi emozionali riguardanti il lavoro, la famiglia, una malattia acuta, la sospensione farmacologica di ansiolitici.
3) Insonnia di lunga durata: superiore a tre settimane; causata da un grave evento di stress o ad eziologia mista, che comprende: depressione, ansia generalizzata, sintomi dolorosi cronici, assunzione abituale di farmaci, abuso cronico di alcol, Parkinson, bronco pneumopatie croniche ostruttive, sindrome delle gambe senza riposo, prurito ecc.

Terapia per l’insonnia

La terapia per l’insonnia dovrebbe essere rivolta ad estinguere l’agente eziologico, tuttavia, spesso la cura esclusivamente sintomatologica (farmaci) è essenziale al mantenimento di una minima qualità di vita. La cura NON farmacologica comprende alcune modifiche comportamentali, psicoterapia e training autogeno; tra gli accorgimenti riguardanti lo stile di vita, la dieta svolge un ruolo fondamentale.

DIETA PER L’INSONNIA

L’alimentazione è una componente spesso trascurata quando si tratta di curare l’insonnia, mentre invece è un elemento da tenere in grande considerazione!

Ripartizione energetica nell’insonnia

Innanzitutto, la dieta per l’insonne DEVE prevedere una ripartizione energetica dei pasti adeguata alle esigenze ed allo stile di vita del soggetto. Considerando che l’insonnia si manifesta spesso come una difficoltà ad addormentarsi, frequentemente peggiorata dalla cattiva digestione, o come un ripetuto protrarsi dei risvegli notturni a volte causati dal russare o dalle apnee notturne, è possibile affermare che il pasto serale incida significativamente sull’eziologia dell’insonnia. In definitiva, si consiglia di suddividere i pasti giornalieri nella maniera più equilibrata possibile; ovvero: 15% dell’energia a colazione, il 5% a metà mattina, il 40% a pranzo, il 5% a metà pomeriggio ed il 35% a cena.
Quello serale rappresenta uno dei due pasti principali della giornata ma la sua importanza nutrizionale non dovrebbe mai superare il pranzo. La digestione è un processo attivo che impegna (a volte in maniera decisiva) l’organismo umano, ne deriva che la sollecitazione eccessiva dell’apparato digerente si ripercuote sulla qualità del sonno incrementando il metabolismo basale, le pulsazioni cardiache, la pressione sistolica, la ventilazione e la termogenesi indotta dalla dieta; per questo motivo, oltre a prediligere una ripartizione dei pasti che alleggerisca la cena, è fondamentale alimentarsi circa tre ore prima del sonno con prodotti sufficientemente digeribili. Ovviamente sarebbe necessario non commettere l’errore opposto: la fame indotta dall’ipoglicemia rappresenta una potenziale causa per l’insonnia.

Nutrienti che aiutano il sonno e combattono l’insonnia

Dal punto di vista neuro-endocrino, il sonno è facilitato dalla secrezione di due ormoni: melatonina e serotonina; al contrario, è penalizzato significativamente da: adrenalina, noradrenalina e dopamina. Questi mediatori chimici vengono sintetizzati dall’organismo sulla base di: feedback e feedback inversi, crono-biologia e ritmi circadiani, e concentrazione di substrati nutrizionali. In particolar modo, gli ormoni del sonno (serotonina e melatonina) necessitano di un apporto sufficiente di:
1) Triptofano: un amminoacido essenziale che funge da precursore ormonale ed è contenuto nella maggior parte degli alimenti di origine animale; la carenza, in condizioni di equilibrio nutrizionale, è inverosimile, pertanto NON rappresenta un problema
2) Carboidrati complessi: che tramite lo stimolo dell’insulina favoriscono la disponibilità del triptofano
3) Vitamine B1 e B6: che intervengono nella sintesi ormonale
4) Calcio e magnesio: la cui carenza si manifesta con disturbi del sonno

Molecole che invece rendono difficoltoso il sonno

1) Nervini e farmaci anoressizzanti: caffeina e teina (da consumare non meno di 6 ore prima di dormirne), alcol, anfetamine ecc., che compromettono i meccanismi neuroendocrini favorendo l’insonnia
2) Eccesso di carboidrati semplici: che riducono la biodisponibilità della vitamina B6 (Piridossina)

Rimedi naturali contro l’insonnia

Esistono anche alcuni rimedi naturali come l’infusione o la decozione di erbe officinali; si tratta di pratiche DI SOLITO innocue che svolgono una funzione più o meno favorevole anche in base alla reazione PSICOSOMATICA di chi le utilizza (effetto placebo). Le più diffuse sono: Melissa, Escolzia, Biancospino, Camomilla, Melatonina, Tiglio e Luppolo.
La dieta per l’insonnia non rappresenta una vera e propria guida alla cura del disturbo ma piuttosto un’insieme di indicazioni utili a prevenirne l’insorgenza. Una delle mie soluzioni preferite per combattere l’insonnia è la Melatonina.

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Dieta disintossicante dopo il periodo natalizio: le sei regole per recuperare il peso forma

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DOLCE NATALE PANETTONE (4)Oggi si festeggia l’Epifania che “tutte le feste si porta via”, sì tutte le feste, ma non i chili accumulati in queste giornate di abbuffate epocali! Il periodo festivo finisce oggi ed eccoci che all’improvviso, quasi a risvegliarsi da un lungo piacevole sogno, qualcuno si è ritrovato tragicamente a pensare che la prova costume – in fondo – non è più così lontana.

Italiani ingrassati di cento milioni di chili

Quest’anno, causa crisi economica, gli italiani hanno mangiato meno delle scorse feste natalizie, tuttavia l’aumento di peso di questi giorni si attesta mediamente a 2 kg ed è dovuto all’assunzione di circa 15mila-20mila calorie in più per l’effetto combinato del maggior consumo di cibi calorici abbinato a bevande alcoliche e della rinuncia ad alimenti fondamentali come frutta e verdura. Ciò ha determinato un aumento di peso della popolazione italiana di quasi cento milioni di chili causati da pandori e panettoni, ottanta milioni di bottiglie di spumante, ventimila tonnellate di pasta, 5 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci per un valore complessivo vicino ai cinque miliardi di euro, solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno. Ad appesantire – letteralmente! – la situazione è il fatto che le conseguenze dell’abbuffata natalizia sono state spesso aggravate dalla sospensione delle attività sportive e da una maggiore sedentarietà, complici le lunghe soste a tavola con parenti e amici che hanno ridotto il movimento fisico e favorito l’accumulo di peso. Ecco quindi che la dieta diventa una necessità a cui è bene non sottrarsi, ma che va affrontata con impegno e costanza, meglio se con l’aiuto di un dietologo.

Le sei regole da seguire per tornare in forma dopo le feste

1) Vietati i digiuni e le diete fai-da-te soprattutto se strettamente ipocaloriche, perché il peso perso viene comunque recuperato in poche settimane e con gli interessi. Leggi anche: La dieta del batuffolo di cotone: quando la stupidità umana supera ogni limite.

2) Fare attività fisica! Almeno mezz’ora di camminata al giorno e, se il vostro fisico lo permette, riprendete gradatamente a fare un po’ di pesi. Leggi anche: Correre non fa dimagrire.

3) Non bere alcolici, di nessun tipo. Leggi anche: Tutti i piaceri del bere, senza bere: come ubriacarsi senza alcol.

4) Diminuire la quantità di sale negli alimenti. Leggi anche: Ridurre il consumo di sale ci può salvare la vita.

5) Bevete molti liquidi: si ad acqua, the verde e tisane drenanti; no a bevande zuccherate e gassate. Leggi anche: I dieci buoni motivi per cui non dovresti bere bevande gassate.

6) Adottate una dieta a base di cibi leggeri, con pochissimi fritti ed insaccati, ricca invece di frutta e verdura. Da preferire una dieta normocalorica o lievemente ipocalorica e ben bilanciata in cui rientrino solo cibi genuini. A tale proposito in seguito riporto una lista dei prodotti con proprietà terapeutiche e nutrizionali utili per disintossicare l’organismo. Leggi anche: I dieci comandamenti per iniziare a dimagrire da subito.

I cibi per rimettersi in forma dopo le feste

So di essere ripetitivo ma la base da cui bisogna partire è sempre la stessa: frutta e verdura in gran quantità! Da non dimenticare mai arance, mele, pere e kiwi, spinaci, cicoria, radicchio, zucche e zucchine, insalata, finocchi e carote. Tutte le insalate e le verdure vanno condite con olio d’oliva, ricco di tocoferolo, un antiossidante che combatte l’invecchiamento dell’organismo e favorisce l’eliminazione delle scorie metaboliche, e abbondante succo di limone che purifica l’organismo dalle tossine, fluidifica e pulisce il sangue, è un ottimo astringente e cura l’iperacidità gastrica. Vedrete che in poco tempo vi rimetterete in forma, l’importante è poi non rovinare tutto: le vacanze di Pasqua sono più vicine di quanto sembri!

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