Come funziona una eiaculazione? Due eiaculazioni consecutive sono possibili?

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PLASMA UOMO COME FUNZIONA AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRSalvo particolari patologie, ogni uomo l’ha provata, almeno dalla pubertà in poi, eppure ben pochi sanno cosa succede nel nostro corpo durante una eiaculazione. Cominciamo dalla domanda più scontata:

Cos’è l’eiaculazione?

Il termine “eiaculazione” (dal latino ejaculatio) designa l’espulsione dello sperma (anche chiamato “liquido seminale“) da parte dell’uomo, tramite l’orifizio dell’uretra, posto – salve malformazioni come l’ipospadia – sull’apice del glande del pene. È il frutto della stimolazione ripetuta del pene – e quindi indirettamente della prostata – durante la masturbazione o il rapporto sessuale o altri tipi di stimolazioni (ad esempio massaggio prostatico). L’eiaculazione dura, generalmente, alcuni secondi ed è influenzata da fattori fisici (durata delle contrazioni, numero e forza), quantitativi (produttività della ghiandola prostatica e delle vesciche spermatiche) nonché psicologici.

Come funziona l’eiaculazione ed in quali fasi è divisa?

L’espulsione dello sperma avviene in varie fasi:

  1. gli spermatozoi prodotti ed accumulati nei testicoli, tramite i condotti deferenti si spostano in direzione della prostata, in seguito all’eccitazione sessuale;
  2. salvo malattie, il collo della vescica si chiude automaticamente per impedire che l’urina si mescoli allo sperma;
  3. gli spermatozoi, nel loro viaggio al di fuori dei testicoli, si mescolano al plasma seminale (la parte liquida dello sperma), prodotto dalla prostata e delle vescicole seminali;
  4. gli spermatozoi, mescolati al plasma seminale, formano lo sperma vero e proprio;
  5. lo sperma va verso la base dell’uretra e – continuando la stimolazione – ad un certo punto l’uomo prova una tensione che gli segnala che sta per arrivare all’orgasmo. Ha raggiunto il punto di non ritorno;
  6. lo sperma è espulso con una potenza variabile. L’eiaculazione è accompagnata da contrazioni ritmiche molto potenti, causate principalmente dal muscolo pubococcigeo. Il numero di contrazioni è variabile, solitamente l’uomo prova dalle 4 alle 8 contrazioni muscolari. Se l’orgasmo è presente (come vedremo in seguito ciò non avviene necessariamente ad ogni eiaculazione) viene provato dall’uomo durante queste contrazioni.

Leggi anche: Processo eiaculatorio: come avviene l’emissione dello sperma dal pene

Eiaculazione ed orgasmo corrispondono?

Non è corretto dire che l’eiaculazione corrisponde all’orgasmo: l’eiaculazione è un processo separato dall’erezione, essendo quest’ultima controllata dall’ipofisi. Si possono verificare orgasmi senza eiaculazione visibile (come avviene ad esempio nell’eiaculazione retrograda) ed eiaculazioni senza orgasmo (anorgasmia) come avviene ad esempio nelle eiaculazioni notturne. Le eiaculazioni notturne sono più frequenti nei giovani, il che potrebbe essere legato all’alto tasso di testosterone; tuttavia, non si è ancora trovata la causa reale di questo fenomeno. In ogni caso durante i periodi d’astinenza dai rapporti sessuali, gli episodi di eiaculazione notturna sono più frequenti. Per approfondire leggi:

Due eiaculazioni consecutive sono possibili?

Il tempo medio d’attesa dopo il quale è possibile una nuova eiaculazione è variabile da uomo a uomo, solitamente ad un giovane bastano anche 15 minuti, più avanti con l’età possono essere necessari anche 60 minuti. Dopo l’eiaculazione, il pene perde gradualmente la sua rigidità ed è raro che due eiaculazioni si producano di seguito, magari a distanza di pochi secondi, anche se è tecnicamente possibile. Durante l’orgasmo, l’ipofisi, una ghiandola cerebrale, secerne delle endorfine che inducono il sonno e tendono a rendere più difficile una nuova eiaculazione ravvicinata. Se volete aumentare le possibilità di avere più orgasmi di seguito, leggete la mia guida: Orgasmi multipli maschili: come avere due o più eiaculazioni di seguito

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la quantità/qualità dello sperma e la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dai rapporti sessuali:

I disturbi dell’eiaculazione

I disturbi dell’eiaculazione più diffusi, sono:

  1. L’eiaculazione precoce. È un problema frequente ma non grave. Riguarda circa 1 uomo su 3. L’uomo (generalmente abbastanza giovane) eiacula all’inizio della penetrazione e a volte anche prima. L’eiaculazione precoce è soprattutto causata da un problema d’autocontrollo. L’eiaculazione diventa un riflesso incontrollabile che l’uomo non riesce a ritardare per fare durare il suo piacere.
  2. L’aneiaculazione: durante l’eiaculazione non fuoriesce sperma. In particolare, si tratta dell’effetto di alcuni trattamenti utilizzati contro il cancro.
  3. L’eiaculazione retrograda o secca: lo sperma rifluisce verso la vescica anziché essere espulso. Questa anomalia spesso è causata da certi interventi chirurgici. E causa la sterilità.
  4. L’eiaculazione sanguinante (ematospermia): lo sperma contiene tracce di sangue. Spesso questo disturbo è benigno ma a volte può indicare la presenza di un tumore alla prostata o di alcune infezioni.
  5. L’eiaculazione dolorosa: l’uomo prova dolore a livello dell’uretra, del bacino o dell’ano, causati da un’infezione alla prostata.

Si può controllare la propria eiaculazione?

In generale, controllare l’eiaculazione diventa più facile con l’età e quindi l’esperienza. Esistono dei metodi per imparare a controllare il piacere, utili per gli uomini che soffrono d’eiaculazione precoce, ma anche per gli altri:

  1. l’effetto ” doccia fredda”: pensare a qualcosa di poco erotico per ritardare l’arrivo dell’orgasmo;
  2. ci si può anche masturbare prima del rapporto per ridurre l’eccitazione al momento fatidico;
  3. i preservativi ritardanti: sono utili per tutti, e non soltanto per rimediare alle eiaculazioni precoci;
  4. il metodo dello ” start and stop”. Questa tecnica americana consiste nel richiedere alla partner di effettuare una pressione sul frenulo del pene quando l’uomo sente che raggiungerà il punto di non ritorno;
  5. Esercizi di Kegel. Sono potenti strumenti per controllare la tua eiaculazione, aumentare la potenza del getto eiaculatorio e provare orgasmi più intensi. Se vuoi capire come farli leggi questo mio articolo: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Perché sogniamo e abbiamo gli incubi? Perché ricordiamo alcuni sogni e altri no? Cos’è un sogno lucido e la fase REM?

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Dal film “Shutter Island”:

Lo sapeva che la parola trauma viene dal greco, vuol dire ferita. E qual è la parola tedesca che significa sogno? Traum, ein traum. Le ferite possono creare mostri, e lei, lei ha tante ferite…

Tutti noi lo abbiamo provato varie volte nella vita, qualcuno non riesce mai a ricordarlo la mattina, qualcuno viene da esso svegliato quando si trasforma in un incubo, scrittori ed artisti hanno tratto ispirazione da lui per creare famose opere d’arte. Sto parlando del sogno.

Cos’è un sogno?

La parola “sogno” deriva dal latino somnium ed è un fenomeno psichico tipico di molti animali , tra cui l’uomo, legato al sonno, in particolare ma non esclusivamente alla fase REM, caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni riconosciuti come apparentemente reali dal soggetto sognante. L’arte divinatoria che pretende di interpretare i sogni si chiama oniromanzia; mentre la capacità di prendere coscienza dei sogni viene definita onironautica o sogno lucido (ne parlo più in fondo).

Leggi anche: Le dieci cose che sicuramente non sai sui sogni

Cos’è la fase REM?

Il sonno non è costante, ma costituito da cicli, ciascuno dei quali consta di:

  • una fase NREM, o “sonno ortodosso” o “sonno lento” o “fase NREM”, che si divide ulteriormente in 4 diversi stadi;
  • una fase REM (acronimo di “Rapid Eye Movement”, che significa “rapidi movimenti degli occhi”), o “sonno paradosso“.

La fase REM si chiama così poiché durante essa sono stati osservati rapidi movimenti delle pupille. La fase REM si verifica solitamente 4 o 5 volte per notte ed è la parte del sonno in cui si verificano i sogni al contrario della fase NREM. Questa ultima affermazione sembrerebbe essere però messa in discussione da ultimi studi che devono essere ancora ben verificati: secondo alcuni la fase REM non sarebbe l’unica fase in cui sogniamo, ma il sogno potrebbe verificarsi anche in una delle fasi NREM.

Leggi anche: Paralisi del sonno e allucinazioni ipnagogiche: cause, pericoli, rimedi

Come viene diviso il sonno? Il ciclo NREM-REM

Un sonno normale di circa 8 ore, grazie all’ipnogramma, viene distinto in quattro o cinque cicli di durata di circa 1 o 2 ore. Ogni ciclo è composto dalle seguenti fasi:

  • fase NREM stadio 1: è il momento dell’addormentamento. Frequenza cardiaca e respiratoria diminuiscono come anche l’attività cerebrale;
  • fase NREM stadio 2: è il momento del sonno leggero. Le onde cerebrali sono simili a quelle visibili in fase di veglia;
  • fase NREM stadio 3: è il momentodel sonno profondo. Il terzo stadio è caratterizzato da onde cerebrali molto lente ed ampie;
  • fase NREM stadio 4: è il momento del sonno ancora più profondo. È in quest’ultimo stadio che l’organismo si rigenera.
  • fase REM: è la fase in cui si sogna.

In ognuna delle 4 o 5 fasi REM che si verificano per notte, possono verificarsi sogni specifici e diversi. Per approfondire, leggi: Differenze tra fase REM e NON REM del sonno

Perché ricordiamo alcuni sogni ed altri no?

Questa domanda ancora non ha trovato una risposta certa. Un gruppo di ricercatori di Lione, tramite uno studio da loro condotto, è arrivato alla conclusione che il fatto di ricordarsi o no un sogno dipenda dall’attività di una parte del cervello chiamata corteccia pre-frontale, che è l’area del cervello che risponde di più agli stimoli esterni, posta dietro la fronte (vedi immagine in alto in questo articolo). Se questa area del cervello durante il sogno è iperfunzionante, il cervello tenderà a memorizzare il sogno ed a ricordarlo nella veglia. L’iperattività della corteccia pre-frontale è soggettiva (ecco perché alcune persone tendono più facilmente a ricordare i sogni ed altre meno) e dipende da moltissimi fattori, soprattutto da quantità/qualità del sonno e da emozioni e stress che si sono verificati da svegli prima di addormentarsi. Secondo alcuni, essere svegliati “nel bel mezzo” di una fase REM, aumenterebbe le possibilità di ricordare il sogno che si stà facendo in quella specifica fase REM. Se invece si è svegliati in una della fasi NREM, è molto più difficile ricordarsi il sogno che si è compiuto in una delle fasi REM dei cicli precedenti. In ogni caso sembrerebbe più frequente il ricordo del sogno dell’ultima delle 4 o 5 fasi REM e non di una fase REM “superata” da cicli NREM-REM successivi.

Leggi anche: Narcolessia: cause, sintomi, cure e terapia farmacologica

Come aumentare le possibilità di ricordarsi i sogni?

Alcuni dei seguenti consigli potrebbero aumentare le possibilità di ricordare un sogno al tuo risveglio:

  1. Vai a letto e svegliati sempre alla stessa ora: la regolarità è amica di un sonno ristoratore che permette di ricordare più facilmente i sogni al risveglio;
  2. riposati la giusta quantità di ore. La maggior parte delle persone ha bisogno di 7 – 9 ore di sonno ogni notte per ottenere la giusta quantità di riposo. Le persone che dormono meno di sei ore hanno difficoltà a ricordare i sogni, perché quelli più lunghi e più vividi avvengono in seguito nel ciclo del sonno;
  3. crea un ambiente di sonno riposante. Elimina quei rumori e quelle distrazioni che potrebbero impedirti di cadere in un sonno profondo. Indossa i tappi per le orecchie, se necessario, e assicurati di avere tende pesanti che blocchino la luce esterna. La parola chiave è “igiene del sonno“;
  4. tieni un quaderno ed una penna a portata di mano sul comodino e, appena sveglio, prova a scrivere subito qualche particolare del sogno, se ti viene in mente;
  5. non mangiare, bere alcolici o prendere farmaci prima di coricarti. Le sostanze chimiche presenti in questi elementi possono influenzare la capacità del tuo cervello di ricordare i sogni. Cerca di non ingerire nulla per almeno un paio d’ore prima di andare a letto, così che nulla interferisca con la memoria o il sonno;
  6. calma la mente prima di coricarti, allontana lo stress. Evita di portare lo smartphone o il tablet nel letto con te. Scrivere e rispondere alla posta elettronica o lavorare ai documenti prima di dormire non lascia alla mente il tempo di cancellarsi.

Leggi anche: Sognare topi, serpenti, gatti, sangue… Perché alcuni sogni sono ricorrenti e cosa significano?

La storia del sogno

Fin dall’antichità gli esseri umani sono sempre stati affascinati ed al tempo stesso intimoriti, dai sogni. Il disegno a carboncino preistorico presente in una delle Grotte di Lascaux può essere considerato la prima rappresentazione di un sogno a noi nota. In questo documento l’autore disegna ciò che vede con la fantasia: l’uccisione del bisonte durante una battuta di caccia.
Nell’Antico Testamento vi sono riferimenti a molti sogni, dei quali il più noto è quello del faraone egizio che sogna sette vacche grasse e sette vacche magre: nessuno sa interpretare il sogno, finché è chiamato Giuseppe. In questo sogno l’interpretazione è sempre di tipo profetico ma assume un carattere religioso: Giuseppe, infatti, pensa che la profezia provenga da Dio.
Ai tempi degli antichi Greci vi era l’usanza dell’incubazione: si andava in un bosco sacro o in una grotta e ci si addormentava. Al risveglio si provava a ricordare il sogno e si riferiva all’esperto in oniromanzia. Le interpretazioni assumevano un ruolo di cura e guida spirituale. Tra gli interpreti ve ne erano di famosi, come Artemidoro di Daldi, forse il primo a scrivere un libro sull’argomento, intitolato L’interpretazione dei sogni. Questo libro è un mero elenco di sogni e di interpretazioni arbitrarie, senza carattere scientifico.
Sigmund Freud, nel ‘900, nella sua celebre opera L’interpretazione dei sogni, tentò di spiegare questa modalità di funzionamento dell’apparato psichico descrivendo la psicologia dei processi onirici e suddivise il funzionamento dell’apparato psichico in due forme che chiamò processo primario e processo secondario. Secondo tale teoria psicoanalitica classica, il sogno sarebbe la realizzazione allucinatoria durante il sonno di un desiderio rimasto inappagato durante la vita diurna.
Dopo Freud, molti analisti di varie correnti si sono interessati al sogno. Contributi originali sono stati portati nel 1952 da Ronald Fairbairn, per il quale il sogno sarebbe un fenomeno schizoide ponendo l’accento sull’aspetto simbiotico della personalità.
Bonime nel 1962 propone una teoria del sogno basata sulla concezione che il sogno sia un autoinganno volto a preservare e a rafforzare un modello di vita, ponendo l’accento sull’aspetto comportamentale sociale della personalità.

Leggi anche: Anestesia cosciente o risveglio intraoperatorio: risvegliarsi durante una operazione chirurgica ma non poter parlare né muoversi

Perché si sogna?

Che funzione hanno i sogni? Ci sono molte ipotesi relative alla funzione dei sogni. Durante la notte ci possono essere molti stimoli esterni, ma la mente rielabora gli stimoli e ne fa parte integrante dei sogni, nell’ordine in cui il sonno procede. La mente sveglia l’individuo nel caso si dovesse trovar in pericolo o se qualificato a rispondere a certi suoni; ad esempio un bambino che piange. I sogni possono permettere anche alle parti represse della mente di essere soddisfatte attraverso la fantasia mentre tiene la mente lontana da pensieri che ne causerebbero un risveglio improvviso. Ecco l’opinione di alcuni illustri pensatori:

  • Freud suggerì che gli incubi lasciano al cervello la funzione di controllare le emozioni; esse sono il risultato delle esperienze “dolorose”. I sogni lasciano anche esprimere alla mente sensazioni che sarebbero normalmente soppresse da svegli, tenendoci così in armonia. Inoltre, l’attività onirica, può offrire una vista sulle emozioni legate ad eventi futuri (accade nel periodo di veglia, in occasione di un colloquio di lavoro o, comunque, di una esperienza emozionante).
  • Carl Gustav Jung suggerì che, i sogni, possono compensare atteggiamenti unilaterali attuati da svegli.
  • Ferenczi propose che, il sogno, può comunicare qualcosa che non si sta dicendo completamente. Ci sono state anche analogie con le operazioni di manutenzione automatica dei computer operate quando questi sono in modalità offline. I sogni possono rimuovere “nodi parassiti” ed altra “spazzatura” mentale. Essi possono creare anche nuove idee, attraverso la generazione di mutazioni di “pensieri casuali”; alcune di queste possono essere rifiutate dalla mente come inutili, altre possono essere viste come preziose e mantenute.
  • Blechner definì questa come la teoria dell’Onirismo Darwiniano. I sogni possono, inoltre, regolare l’umore.
  • Hartmann disse che, i sogni, possono funzionare come la psicoterapia “attivando connessioni in un posto sicuro” e, quindi, permettono al sognante di integrare “cose e pensieri” che, altrimenti, verrebbero dissociati (nella fase conscia).
  • Griffin ha formulato la “teoria di adempimento dell’aspettazione di sognare“, la quale suggerisce che sognando metaforicamente si completino modelli di aspettazione emotiva e, consequenzialmente, si abbassino i livelli di stress (diminuzione della produzione del cortisolo).

Leggi anche:

Cos’è un “sogno lucido”?

A tal proposito leggi questo articolo: Che cos’è un “sogno lucido”?

Perché abbiamo gli incubi?

Il termine “incubo” deriva da in “sopra” e cubare “giacere”: infatti si tratta di sogni morbosi e angoscianti che hanno come caratteristica principale la percezione di un peso immaginario che giace sopra il nostro petto. Come tutti noi abbiamo intuito nella nostra vita, gli incubi traducono in percezioni visive/uditive/sensoriali un’angoscia magari rimossa e relegata nell’inconscio, un timore recente, una disfunzione e mettono in scena, nella maggior parte dei casi, un evento della vita reale dove poi si possono intersecare fatti fantasioni ed irrealizzabili nella vita vera. Si possono anche riferire a ricordi lontani, che risalgono a molti mesi, anni o decenni addietro. Dopo un incubo, ci si sveglia con una sensazione di disagio, col cuore che batte a mille all’ora, sudati, spaventati o disorientati. Ad alcuni capita anche di fare incubi post-traumatici, in seguito ad un incidente, ad una guerra, ad un recente suicidio di una persona cara… In tal caso, diventano molto più ricorrenti e fastidiosi, rendendo il sonno poco riposante e causando sonnolenza diurna. A volte, gli incubi possono anche essere causati da una malattia, da dolori cronici, da problemi economici, da difficoltà sul lavoro o anche, semplicemente, dalla cattiva digestione. Ma in tutti i casi, questi sogni ci forniscono quasi sempre delle informazioni sul nostro inconscio, che la nostra mente ha rimosso per qualche motivo, tanto che diventano importante materiale da analizzare assieme ad uno psicoterapeuta. Comunque ognuno ha la propria sensibilità: certi incubi saranno angoscianti per alcune persone e appena un po’ sgradevoli per altri…

Leggi anche: Meccanismi di difesa in psicologia: rimozione, negazione, proiezione, sostituzione, repressione, distorsione

Perché i bambini fanno più incubi?

E’ provato che i bambini facciano più incubi degli adulti. La ragione è semplice: un bimbo venuto al mondo da poco tempo, è assalito incessantemente da immagini nuove, da sensazioni, odori, suoni che gli causano un surplus di informazioni che non è ancora in grado di “limare” come farebbe un adulto, selezionando solo i concetti importanti. Il piccolo elabora questo eccesso d’informazioni, che il cervello ha accumulato durante il giorno, solo durante il momento del sonno. Spesso, il principale incubo infantile resta quello dell’abbandono da parte della madre, che è legato al trauma di essere lasciati all’asilo la mattina, per esempio. Fino ai 5 anni, il bambino fa spesso sogni di fantasmi, di draghi, d’inseguimenti, di personaggi che ha visto in televisione o nei libri. Alcuni bambini sognano anche di litigare con i fratelli, le sorelle o con i genitori. Questo perché non è ancora in grado di dire quando ha paura, ed hanno difficoltà ad esprimere quello che sente. Spesso il bambino parla di una cosa che gli è successa in un sogno, pensando che gli sia successa nella vita reale: tutto questo è normale e non deve mettere in anzia i genitori. Col passare del tempo il bambino impara a esternare le proprie emozioni, a parlarne, e farà sempre meno incubi, inoltre imparerà a distinguere i sogni dalla vita vera.

Come fare per dormire meglio?

Per dormire meglio, consiglio per prima cosa di curare l’igiene del sonno e – in caso di difficoltà ad addormentarsi – di assumere 1 compressa di 1 mg di melatonina circa mezz’ora prima di coricarsi. L’integratore di melatonina che consiglio, è questo: https://amzn.to/421MNLy

In caso di insonnia grave, potrebbe essere necessario un aiuto farmacologico e, in alcuni casi, il supporto di uno psicoterapeuta e/o altre terapie.

Per approfondire: La struttura del sonno: veglia, fasi REM, fasi NREM, ipnogramma

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Il cervello maschile pensa davvero solo al sesso?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (5)Il cervello degli uomini, a quanto pare, non è focalizzato sempre e solo sul sesso, come immaginiamo da sempre. Infatti, secondo recenti studi scientifici sulla materia, sembra proprio che nella testa dei rappresentanti dell’universo maschile si aggirino anche altri due pensieri rilevanti: mangiare e dormire. In sostanza il sesso, il cibo e il riposo occupano i pensieri degli uomini molto più spesso di quanto non accada alle donne. La domanda iniziale che la psicologa Terri Fisher, colei che ha analizzato il fenomeno, era abbastanza semplice: “gli uomini pensano davvero solo al sesso?”.

La studiosa, a seguito di diversi test, ha potuto comprendere che la leggenda secondo la quale gli uomini pensano al sesso almeno ogni sette secondi, non è del tutto sbagliata. Le donne, invece, ci pensano molto meno, ma questo era già noto. Il lato sorprendente, ma nemmeno poi tanto, è che i pensieri maschili quotidiani rimangano legati per lo più a esigenze fisiologiche primordiali quali mangiare e dormire. Quelli femminili, invece, sembrano interessati molto di più a ciò che ruota attorno a questi bisogni. Ma c’era proprio bisogno di una psicologa che ce lo confermasse?

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Le dieci cose che sicuramente non sai sui sogni

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO CERVELLO SISTEMA NERVOSO BRAIN (4)I sogni ed il sognare sono tra i più grandi misteri fin dall’uomo preistorico. Fonte di paure, di speranza, di angoscia, i sogni ci hanno sempre affascinato. Nonostante i grandi sforzi però, la scienza non è ancora riuscita a dare risposta certa a cosa siano di preciso i sogni. Oggi vi presento dieci curiosità che (quasi) sicuramente non conoscete riguardo i sogni, anche se prima, per comprendere meglio quello di cui stiamo parlando, vi consiglio di leggere prima questo mio articolo: Perché sogniamo? Perché ricordiamo alcuni sogni e altri no? Cos’è un sogno lucido e la fase REM?

1) I sogni sono uguali in tutto il mondo

I sogni sono spesso influenzati dalle nostre esperienze personali, ma sono anche universali: alcuni temi sono comuni e ricorrenti in tutti gli individui del mondo come, per esempio, l’essere inseguiti da qualcuno, l’essere attaccati, il cadere, il sentirsi paralizzati, l’arrivare in ritardo, il volare, il trovarsi nudi in pubblico, l’essere sotto esame.

2) Dolore e segni

Il dolore “entra” nei sogni: indurre un formicolio al piede di qualcuno che dorme fa sì che egli sogni un fastidio ai piedi. Se da svegli si ha un dolore in una parte del corpo, spesso mentre si dorme di avverte di avere quello stesso dolore nel sogno.

3) Niente libri

La maggioranza delle persone ammette di non aver mai sognato di leggere qualcosa nei propri sogni e di non essere in grado di capire che ora sia con precisione guardando un orologio presente nel sogno.

4) Non REM

Fino a pochi anni fa si riteneva che si sognasse solo durante la fase del sonno detta REM, ma alcune ricerche sembrano indicare che in realtà si sogna anche durante il sonno non-REM (NREM) e che tali sogni si ricordino più facilmente, visto che il sonno REM è la fase più vicina al risveglio.

Leggi anche: Differenze tra fase REM e NON REM del sonno

5) Sogno lucido

E’ un sogno lucido quel tipo di sogno in cui chi dorme è consapevole che si sta sognando. I “sognatori lucidi” sognano soprattutto cose come passare attraverso i muri, viaggiare nel tempo e volare.

6) Sogni e memoria

Un esperimento, condotto dal dott. Robert Stickgold dell’Harvard Medical School ha confermato che ricordano meglio coloro che subito dopo la lettura cadono in un sonno ricco di sogni rispetto a chi non fa molti sogni.

Leggi anche: Narcolessia: cause, sintomi, cure e terapia farmacologica

7) Sogni celebri

Molti autori e inventori hanno dichiarato che le loro creazioni sono state inventate grazie ad un sogno: ad esempio la scrittrice Mary Shelley scrisse di Frankenstein dopo averlo sognato, Nikola Tesla sognò molte proprie future invenzioni prima di plasmarle nella realtà, Elias Howe trasse l’ispirazione per inventare la macchina per cucire, Friedrich August Kekulé scoprì la struttura chimica del benzene grazie ad un sogno.

Leggi anche: Sognare topi, serpenti, gatti, sangue… Perché alcuni sogni sono ricorrenti e cosa significano?

8) Sogni colorati o in bianco e nero

Una piccola percentuale di persone afferma di sognare in bianco e nero, mentre la maggioranza di noi sogna a colori.

9) Premonizioni

Secondo alcuni, i sogni possono indicare quello che avverrà a futuro. Ad esempio Lincoln disse di aver sognato il proprio assassinio, cosa che avvenne dieci giorni dopo.

Leggi anche: Paralisi del sonno e allucinazioni ipnagogiche: cause, pericoli, rimedi

10) Sogni ed emozioni

Nei sogni viviamo molte emozioni, come gioia, felicità e paura. L’emozione più diffusa nei sogni però è la paura: le emozioni negative sono decisamente più diffuse di quelle positive, nei sogni.

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Aceruloplasminemia: sintomi, diagnosi e terapia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO LABORATORIO MICROSCOPIO (2)L’aceruloplasminemia è una rarissima patologia neurodegenerativa genetica contraddistinta da accumulo di ferro nel cervello causato dalla completa assenza dell’attività della ceruloplasmina ferrossidasi dovuta a mutazioni omozigoti del gene della ceruloplasmina. E’ caratterizzata da anemia associata a degenerazione della retina, diabete mellito e vari sintomi neurologici.

Epidemiologia

Colpisce una persona su un milione, esordisce in età adulta. Essendo una malattia estremamente rara, in letteratura scientifica sono stati descritti meno di 60 casi.

Cause

La aceruloplasminemia è una malattia genetica causata da mutazioni nel gene della ceruloplasmina, una proteina coinvolta nel metabolismo del ferro. Viene ereditata dai genitori e si trasmette con modalità autosomica recessiva.

Trasmissione autosomica recessiva

Una malattia è detta a trasmissione autosomica recessiva quando l’allele alterato deve essere presente in coppia (omozigosi), cioè sono necessarie due copie dell’allele difettoso per far sì che la malattia si esprima, a prescindere dal sesso. Non basta un solo genitore portatore sano o malato, bensì entrambi i genitori devono essere portatori sani o malati. Il fenotipo quindi si esprime quando nel genotipo dell’individuo sono presenti entrambi gli alleli responsabili, fatto che spiega l’alta probabilità di sviluppare malattie genetiche in caso di incesto. Quindi:

  • un individuo che possegga entrambi gli alleli alterati: è portatore ed è malato;
  • un individuo che possegga solo un allele alterato: è portatore ma è sano;
  • un individuo che non possegga nessun allele alterato: NON è portatore ed è sano.

Essere portatore sano vuol dire quindi NON avere la patologia ma possedere nel proprio genotipo un allele mutato, che può essere trasmesso alle generazioni successive.

Dalla combinazione delle possibili condizioni di genitori sani, malati e portatori sani, deriva la distribuzione probabilità che la malattia sia trasmessa ai figli:

  • genitori malato-malato: la probabilità che il figlio/a nasca malato è del 100%;
  • genitori sano-malato: la probabilità che il figlio/a nasca portatore sano è del 100%;
  • genitori malato-portatore sano: la probabilità che il figlio/a nasca malato è del 50% e del 50% che nasca portatore sano;
  • genitori sano-portatore sano: la probabilità che il figlio/a nasca sano è del 50% e del 50% che nasca portatore sano;
  • genitori portatore-portatore: la probabilità che il figlio/a nasca portatore sano è del 50% mentre è del 25% che nasca sano o malato.

Se nessuno dei genitori ha un allele mutato, non c’è ovviamente alcuna trasmissione autosomica recessiva ed i figli saranno tutti sani e NON portatori dell’allele mutato.

Nell’immagine che segue, è raffigurata la tipica situazione in cui entrambi i genitori sono sani ma portatori dell’allele mutato:

  • un figlio su quattro avrà entrambi gli alleli alterati e sarà malato ed ovviamente portatore;
  • due figli su quattro avranno un allele normale ed uno alterato e saranno sani ma anche portatori;
  • un figlio su quattro avrà entrambi gli alleli normali e sarà sano e NON portatore.

MEDICINA ONLINE GENETICA TRASMISSIONE AUTOSOMICA DOMINANTE RECESSIVA GENI CROMOSOMI ALLELE MALATO PADRE FIGLI PERCENTUALI TRASMESSO MALATTIA GENICA MADRE GENITORE XX XY.jpg

Le altre quattro situazioni possibili sono raffigurate nelle seguenti immagini:

Sintomi e segni

Come già in parte prima accennato, l’aceruloplasminemia si manifesta nell’adulto con degenerazione retinica, diabete mellito e anemia. L’anemia nella aceruloplasminemia è refrattaria al trattamento con il ferro. Altri sintomi sono di tipo neurologico:

  1. atassia cioè mancanza di coordinazione muscolare che rende difficoltoso eseguire i movimenti volontari (mancanza di coordinazione fra tronco e braccia, tronco e capo, incoordinazione dei movimenti dell’occhio, incontinenza, difficoltà di deglutizione);
  2. movimenti involontari (blefarospasmo, contrazioni del viso, distonia della faccia e del collo, tremori e corea);
  3. parkinsonismo (tremore tremore a riposo che diminuisce con i movimenti volontari e scompare durante il sonno);
  4. depressione;
  5. deficit cognitivo.

Diagnosi

La diagnosi di laboratorio si basa su:

  1. assenza della ceruloplasmina sierica;
  2. bassa concentrazione sierica di rame e di ferro;
  3. alta concentrazione sierica di ferritina.

La diagnosi è suggerita inoltre dal riscontro alla risonanza magnetica cerebrale di una caratteristica anomala bassa intensità di segnale, che riflette l’accumulo di ferro nel cervello (striato, talamo, nucleo dentato) e nel fegato, nelle immagini T1, T2 pesate. L’analisi genetica può confermare la diagnosi. La diagnosi differenziale si pone con le altre forme di NBIA a esordio tardivo, lentamente progressive, compresa la neurodegenerazione atipica associata al difetto di pantotenato-chinasi (PKAN), la neuroferritinopatia, l’emocromatosi ereditaria, la malattia di Wilson, la malattia di Huntington, l’atrofia dentato-rubro-pallido-luisiana (DRPLA), la malattia di Parkinson giovanile, le atassie spinocerebellari ereditarie (si vedano questi termini) e gli effetti o la tossicità da farmaci.

Diagnosi prenatale

La diagnosi prenatale per le gravidanze ad aumentato rischio può essere disponibile presso laboratori specializzati, nei casi in cui la mutazione responsabile della malattia sia stata preventivamente identificata in un soggetto affetto della famiglia.

Trattamento

Il trattamento si basa sulla somministrazione orale o endovenosa di chelanti del ferro (deferiprone o deferasirox), che producono un miglioramento del diabete e dei sintomi neurologici. La combinazione di desferoxamina e plasma umano fresco congelato (FFP) contribuisce a ridurre il contenuto epatico di ferro. Gli antiossidanti, come la vitamina E, e la somministrazione orale di zinco possono prevenire il danno tissutale.

Prognosi

La prognosi è legata all’insufficienza cardiaca da accumulo di ferro nell’organo. Sono noti 5 pazienti con aceruloplasminemia deceduti per insufficienza cardiaca, probabilmente secondaria all’accumulo intracardiaco di ferro in un arco di 60 anni. In assenza di insufficienza cardiaca e con un adeguato trattamento del diabete, la prognosi è buona.

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La melatonina diminuisce testosterone, libido, muscoli e quantità di sperma?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MELATONINA TESTOSTERONE LIBIDO MUSCOLI SPERMA EIACULAZIONE SESSO Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Cavitazione Radiofrequenza Seno Pene Massaggio Dieta  Proteine Muscoli PalestraLa melatonina è una sostanza prodotta principalmente dalla epifisi (o ghiandola pineale) che agisce sull’ipotalamo e ha la funzione principale di regolare il ciclo sonno-veglia. La produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale umana segue un ritmo circadiano: diminuisce quando l’uomo è esposto alla luce del giorno, mentre aumenta quando scende l’oscurità e ciò favorisce il sonno, per questo motivo è usata spesso come integratore al posto dei farmaci per trattare l’insonnia.
Inizialmente si pensava fosse un ormone, ma ciò è falso per vari motivi: è secreta anche da altri organi e non solo dalla pineale; non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina; provoca effetti da sovradosaggio pressoché nulli; se si asporta la ghiandola pineale, la melatonina circolante non scompare.

La melatonina influenza libido, testosterone, muscoli e quantità di sperma?

La melatonina ha molte qualità ma purtroppo, secondo alcuni ricercatori, sembra influenzare negativamente sesso ed intera sfera sessuale dell’uomo, interferendo nell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo, che vedete raffigurato nell’immagine.
La melatonina assunta in quantità elevate con integratori alimentari diminuirebbe – da parte dell’ipotalamo – il rilascio di GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) che induce il rilascio di gonadotropine (FSH e LH) dall’ipofisi anteriore, per questo motivo diminuirebbe la sintesi di testosterone e quindi la libido e la muscolatura (forza e volume dei muscoli). Più precisamente, inibirebbe la secrezione dell’LH (ormone luteinizzante) che stimola nel maschio l’attività endocrina delle cellule interstiziali del testicolo con produzione di testosterone e di sperma.

Uno studio ritenuto autorevole pubblicato sul Journal of Andrology e condotto per 6 mesi, arriva a questa conclusione:

La somministrazione a lungo termine di melatonina è associata a una riduzione della qualità dello sperma in un certo numero di uomini sani, probabilmente attraverso l’inibizione dell’aromatasi a livello testicolare.

Potete trovare lo studio in questo pdf: Melatonin Administration Alters Semen Quality in Healthy Men

Pur essendo questa correlazione ad oggi ancora molto dibattuta e controversa, se cercate un aumento del testosterone e quindi un aumento della libido, dei muscoli, della forza, del testosterone e della quantità di sperma emessa con l’eiaculazione (nonché migliori erezioni), dovreste probabilmente smettere di assumere la melatonina, o almeno – se indispensabile – limitare l’assunzione alla dose di 1mg/die.

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Cosa si prova a morire annegati, dissanguati, decapitati…

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSA SI PROVA A MORIRE William Kemmler Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Dieta Grasso Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Luce Pulsata Macchie Cutanee Pene Pressoterapia

William Kemmler fu la prima persona al mondo ad essere giustiziata sulla sedia elettrica

Tutti noi ce lo siamo chiesti almeno una volta nella vita: cosa proveremo nell’attimo della nostra morte. Nell’attesa di scoprirlo, il più tardi possibile, oggi ci focalizziamo sul fatto che non tutte le morti sono uguali: alcune sono più dolorose, altre più “dolci”. Vediamo cosa si prova a morire nei vari modi.

Cosa si prova a morire di freddo?

L’assideramento porta alla morte perché, a temperature molto basse (in particolare inferiori a 30°C), le nostre cellule sono incapaci di funzionare in modo normale, specie quelle del nostro cervello e del nostro cuore, il che porta ad alterazioni dell’attività cardiaca ed a perdita di coscienza, oltre ad alterazioni respiratorie causate da danni al centro cerebrale del respiro. Quando la temperatura del corpo passa dai 36 ai 35/32 gradi, la persona sente solo brividi e sensazione di freddo, ha difficoltà motoria, la sua pelle è fredda e secca. Tra i 32 ed i 28 gradi cessano i brividi e si entra in uno stato soporoso, la frequenza cardiaca si riduce come anche la frequenza respiratoria e la capacità di capire quello che succede attorno a sé. Qualora la temperatura continui a scendere, al di sotto dei 28 gradi si perde coscienza e, sotto i 24°C, i segni vitali sono assenti.

Leggi anche: Paralisi del sonno e allucinazioni ipnagogiche: cause, pericoli, rimedi

Cosa si prova a morire dissanguati?

La velocità con si muore per dissanguamento dipendente molto dal tipo di taglio: una grave ferita all’aorta (l’arteria con diametro più grande del corpo) porta a decesso in pochi minuti, mentre invece danni ad arterie più periferiche o piccole vene possono richiedere anche alcune ore prima di condurre a morte per shock emorragico. Mediamente la quantità di sangue in circolo in un adulto sano si aggira tra i 4,5 ed i 5,5 litri: perdite fino a 700 ml  di sangue comportano sintomi di lieve entità (una donazione di sangue corrisponde a 450 ml di sangue), mentre perdite pari ad 1.5 litri causano senso di malessere, astenia, sete, vertigini tachicardia e tachipnea. Quando la quantità persa arriva a circa 2 litri si verifica perdita di coscienza. Con perdite superiori ai 2 litri si può verificare il decesso per dissanguamento. Chi ha rischiato di morire per dissanguamento ha ricordi diversi rispetto all’evento e ciò dipende molto dalla situazione in cui è avvenuto l’incidente e dal tipo di ferita: un taglio netto e profondo all’arteria femorale avvenuta per un infortunio domestico è certamente meno dolorosa e traumatica rispetto alle ferite e fratture multiple riportate in un grave incidente stradale.

Leggi anche: Differenza tra taglio di vena, arteria e capillare

Cosa si prova a morire annegati?

La morte per annegamento è considerata una morte dolorosa e l’evento che conduce a decesso può avere una durata estremamente variabile: la capacità di saper nuotare e ancor di più la temperatura dell’acqua possono influire pesantemente sui tempi in cui l’azione trova compimento. Il panico che pervade chi sta annegando determina tachicardia e tachipnea; i movimenti per rimanere in superficie inizialmente sono rapidi e confusi ma dopo poco diventano sempre più deboli vista la carenza di ossigeno.
Quando il soggetto non ha più la forza per tenere la testa fuori dall’acqua, inizia ad ingoiare acqua e tossire, cosa che lo porta ad ingoiare ancora più acqua che raggiunge i polmoni ed impedisce il normale scambio di gas ossigeno-anidride carbonica.
La sensazione di bruciore e peso al petto lascia presto spazio ad una paradossale sensazione di tranquillità, segno che la mancanza di ossigeno sta determinando gradatamente perdita di coscienza, a cui segue l’arresto delle funzioni cardiocircolatorie e – successivamente – cerebrali ed infine la morte. Per approfondire: In quanto tempo si muore per annegamento? E’ doloroso?

Leggi anche: Dopo quanto tempo un cadavere si decompone?

Cosa si prova a morire di sete?

L’acqua rappresenta circa dal 55 al 70% del peso del corpo a seconda dell’età e del rapporto tra massa magra, e massa grassa e contribuisce in maniera importante al volume di sangue circolante (chiamato “volemia”) e quindi alla pressione arteriosa. Più è alto il volume sanguigno (la volemia), più la pressione tende ad aumentare, mentre se la volemia si abbassa, la pressione diminuisce. Quando si è disidratati, la volemia diminuisce e quando il volume sanguigno circolante diminuisce da un livello normale di circa 5 litri, a un livello inferiore ai 3,5 litri, si assiste a shock ipovolemico ed alla progressiva perdita di coscienza e successivamente alla morte, in modo simile a quanto descritto per la morte da dissanguamento. Quanto può resistere una persona senza bere acqua prima di morire di sete? Un individuo di corporatura media, ben idratato, privato di acqua, può resistere dai tre ai sette giorni prima di morire, tuttavia questo dato è molto variabile in base alle condizioni climatiche esistenti ed all’età e stato di salute del soggetto. Gli anziani hanno idratazione minore dei giovani ed è per questo che spesso in estate si verificano dei decessi per disidratazione in questa fascia di popolazione a rischio; inoltre i bambini molto piccoli ed in particolare i neonati, senza idratazione, sopravvivono pochissimo tempo.
Durante la privazione dall’acqua, la pelle e le mucose appaiono sempre più asciutte, la sensazione di sete aumenta, giorno dopo giorno.
L’ipotensione (pressione arteriosa bassa causata dal diminuito volume di sangue) determina affaticamento, sonnolenza, torpore. Il battito cardiaco aumenta (tachicardia) nel tentativo – infruttuoso – di compensare il calo di pressione arteriosa. Si ha un aumento della concentrazione degli elettroliti con urine a colorazione più scura ed a maggior densità. La fiacchezza rende giorno dopo giorno più difficile eseguire anche i movimenti ed i ragionamenti più semplici. Si avvertono vertigini e sopraggiunge ansia. Appaiono deficit cognitivi di apprendimento e memoria; il soggetto è incapace di capire quello che succede attorno a lui. Seguono perdita di coscienza e morte.

Qui finisce la prima parte dell’articolo; volete sapere cosa si prova a morire di fame, colpiti da un fulmine o da una scarica elettrica, bruciati vivi o decapitati? Leggete la seconda parte dell’articolo, seguendo questo link: Cosa si prova a morire annegati, dissanguati, decapitati… seconda parte

Importante precisazione che sembrerebbe banale ma non è così scontata in questo pazzo mondo: questo articolo NON VUOLE ovviamente istigare in nessun modo i lettori al suicidio o all’omicidio.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Le 21 cose che non devi MAI dire ad una donna incinta, soprattutto se sei una donna

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO GRAVIDANZA MATERNITA FIGLIO MAMMA MADRE GENITORI CONCEPIMENTO PARTO FETO EMBRIONE (8)Sono un uomo e, ovviamente, non potrò mai capire a fondo come funziona il cervello di una donna, tuttavia negli ultimi mesi una cosa credo di averla imparata con certezza: durante la gravidanza – ma anche subito dopo il parto – qualsiasi donna viene sottoposta ad uno stress incredibile sia fisico che mentale ed  è estremamente fragile, molto più fragile di quanto sia disposta ad ammettere con se stessa e con gli altri.

Chiunque deve dire la propria

Oltre ai vari cambiamenti fisici-estetici-ormonali, alle privazioni che invece non colpiscono il partner, alla paura del parto, al timore che il proprio corpo non sia un buon “incubatore” per il bimbo, ai dolori del parto, alla depressione che molto spesso penetra nella sua mente, alla paura di non essere una brava madre ed alla privazione del sonno caratteristica dei primi mesi dopo la nascita del proprio figlio, la donna deve sopportare una esagerata quantità di consigli da chiunque la veda (specie dalle donne): a partire dal trio madresuocera-cognata, passando per le “amiche” e colleghe di lavoro, fino ad arrivare a perfette sconosciute incontrate alla fermata dell’autobus che pensano di sapere tutto sulla gravidanza perché “il mese scorso sono diventata zia“. Chiunque deve dire la propria, anche chi non ti conosce, chi non ha mai avuto un figlio e chi ha partorito quarant’anni fa quando era tutto diverso. E non importa se il consiglio viene dato in buona fede o per sottolineare malignamente qualche – presunto – errore della futura madre (in questo caso le donne riescono ad essere davvero molto cattive tra di loro, ancora più del solito!). Quasi qualsiasi consiglio o osservazione sarà visto come fastidioso o, comunque, tenderà a minare le fragili certezze di una donna incinta, specie se si tratta del primo figlio.

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Quindi il mio consiglio è quello se possibile di evitare alcune osservazioni che, a mio parere, sono decisamente fuori luogo quando si ha di fronte una donna incinta. Mi rivolgo umilmente soprattutto alle donne, perché la medesima osservazione detta da un uomo, seppure indelicata, manca della sfumatura tipicamente “competitiva” che permea invece la stessa frase detta da una donna.

Ho compilato questa lista con tipiche affermazioni che sento in giro molto spesso e che immagino siano fastidiose per una donna incinta:

1) Una mia amica ha partorito in… E’ inutile dire che una tua amica ha avuto un travaglio di mezz’ora (scatenando aspettative inverosimili e, nel peggiore dei casi, invidia) o di due giorni (scatenando timori che ad una donna incinta non servono proprio).
COSA DIRE INVECE: “il travaglio ha una lunghezza variabile e, con pazienza, riuscirai ad affrontarlo pensando in ogni momento che lo stai facendo per la persona più importante della tua vita: tuo figlio”.

2) Ma vai in maternità cosi presto? Ma vai in maternità così tardi? Ognuno di noi ha un lavoro diverso, un fisico diverso, un temperamento diverso e necessità economiche diverse. Davvero credete che se voi avete smesso di lavorare al sesto mese di gravidanza, potete convincere una donna che invece vuole smettere al quinto o al settimo? E se invece volesse smettere al quarto? Conoscete la storia clinica di chi avete davanti, storia che condiziona molto l’inizio del periodo di maternità? Io credo di no…
COSA DIRE INVECE: “continua a lavorare fin quando ti sentirai in grado di lavorare: se ascolti il tuo corpo sarà lui a indicarti il periodo giusto per stare a casa e riposare in vista del grande giorno”.

3) Che bei capelli che hai ora! Goditeli perché dopo il parto ti diventeranno secchi ed opachi! Frase da evitare, che probabilmente nasconde molta invidia da parte vostra nei confronti di una vostra amica incinta. Evitatela! Si avvicina, per certi versi, ad un’altra frase tipica: “fai sesso ora che sei solo al terzo mese perché dopo il parto il sesso te lo scordi per anni“.

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4) Prima di partorire devi assolutamente fare il corso acquagym per gestanti che ho fatto io. Prima di partorire devi assolutamente leggere il libro che ho letto io. Non è detto che la vostra amica voglia fare il vostro stesso corso di acquagym o leggere il vostro stesso libro. Ognuno si prepara al parto nella maniera che giudica migliore. Conosco donne che non hanno fatto il corso preparto e se la sono cavata benissimo lo stesso il grande giorno.
COSA DIRE INVECE: “io mi sono trovata bene con un libro molto interessante sul parto, se hai voglia di leggerlo te lo presto”

5) Mi raccomando non sparire dopo il parto. Io verrò a trovarti tutti i i giorni. E se invece la tua amica volesse stare per i fatti suoi subito dopo il parto? O con suo marito e basta? O con sua madre e basta?
COSA DIRE INVECE: “dopo il parto sappi che per qualsiasi cosa basta uno squillo: io ci sono!”

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6) Sei sicura che sia solo uno? Forse sono due gemelli: hai una pancia enorme! Sicura che sei solo al sesto mese? Sembri almeno all’ottavo! Anche se dette in buona fede, queste frasi potrebbero generare fastidio in una donna incinta. In gravidanza le trasformazioni del corpo non sono sempre facili da accettare per la donna, che vede cambiata la sua immagine: tienine conto quando commenti la sua fisicità.
COSA DIRE INVECE: “che bel pancione! A parte la pancia non sei cambiata per niente!”

7) Posso toccare il pancione? Questa frase è spesso puramente retorica, perché solitamente viene pronunciata già con la mano appoggiata sulla pancia della donna incinta. La donna può viverla con un senso di invasione e profondo fastidio. La donna incinta potrebbe voler permettere solo a pochissimi intimi di poterle toccare la pancia e, farlo con superficialità dando per scontato di essere in quella cerchia ristretta di persone potrebbe essere un grosso errore.
COSA FARE INVECE: nulla, proprio nulla, state tranquille che – se vuole – sarà la stessa donna incinta a prendere la vostra mano e poggiarla delicatamente sulla sua pancia.

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8) Non ti stancare, riposati, non fare sforzi! Sono suggerimenti ansiogeni e che fanno sentire la donna “malata”. Chi è incinta sa perfettamente di avere limitazioni e già questo è fonte di frustrazione. Quindi non ha bisogno di sentirselo ribadire.
COSA DIRE INVECE: “coccolati e fatti un po’ viziare dal tuo uomo”.

9) Hai paura del parto? Ma che domanda è? Ogni donna che lo ammetta o no sotto sotto ha paura di partorire, quindi questa frase non fa altro che ingigantire questi pensieri, aumentando i suoi timori e le sue apprensioni.

10) Dormi adesso, che poi non dormirai più! Lo ammetto: questa frase la dico spesso anche io perché – diciamo la verità – è vero e lo sanno tutti. Lo si dice per scherzare, però perché mettere alla donna ulteriori preoccupazioni sul futuro, specie se è una cosa di dominio pubblico?
COSA DIRE INVECE: “i primi mesi sono un po’ difficili ma passano presto e l’amore per tuo figlio li farà volare”

11) Quanto stai bene coi vestiti premaman. Diciamo la verità: è quasi impossibile che una donna stia bene con i vestiti premaman e tutte le donne lo sanno, quindi una frase come questo potrebbe dare fastidio perché appare falsa e di circostanza. Meglio evitarla. Altra frase dello stesso campo è “Ma da quando sei incinta vai sempre in giro con gli stessi vestiti?“. Alcune donne non tengono troppo alla moda e durante la gravidanza alcuni indumenti molto usati possono fare sentire più a suo agio la donna incinta: non criticatela per questa scelta, anche perché i soldi risparmiati magari li vuole usare per comprare dei vestiti più carini per il figlio in arrivo.

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12) Era programmato?  Questa è una domanda troppo intima, poiché riguarda i due membri della coppia e le loro scelte. Non è detto che la donna voglia svelare i retroscena della sua gravidanza. Evita di porle questo quesito, per non essere inopportuna e soddisfare una curiosità che non ti riguarda, come evita di uscirtene con un “Siete davvero sicuri di essere pronti a diventare genitori?“.

13) Ma come non vuoi fare i test per le malattie genetiche?  Ogni donna, per motivi religiosi, culturali o – comunque – personali, può decidere legittimamente di non fare alcun test opzionale (al di fuori di quelli di routine). Non giudicare mai questo tipo di scelta.

14) Tesoro calmati, è tutta colpa degli ormoni! Tipica frase che dice l’uomo alla propria donna incinta. Sicuramente è vero che le variazioni ormonali in gravidanza possono rendere la donna un po’ “pazzerella” ma spesso, se la donna incinta è arrabbiata con noi uomini, non è colpa degli ormoni ma nostra. In tale caso, dire la frase in questione farà solo arrabbiare ancora di più la nostra donna! Dello stesso tenore una frase che a volte l’uomo si lascia scappare: “Tesoro ma non starai mangiando un po’ troppo?”. Mai e poi mai dire una cosa simile, come mai lasciarsi scappare – di fronte all’evidente lentezza di una donna incinta – un “Tesoro ti muovi?” oppure un “Tesoro sei solo al quarto mese, che senso ha passare tutto questo tempo a fare shopping per il bambino?” o un “Tesoro ma devo venire per forza ad ogni ecografia che fai?“.

15) Che pancia gigantesca, vedrai che smagliature! Anziché dire una frase così fastidiosa, consigliate alla futura mamma di leggere questo mio articolo: Prevenire le smagliature, rigenerare i capelli, combattere rughe e cellulite: i dieci usi dell’olio di mandorla che ancora non conosci; oppure questo:  Tutti i metodi per attenuare e cancellare le tue smagliature

16) Sicura di volerlo chiamare così? Non importa se il nome che la vostra amica ha scelto per suo figlio a voi non piaccia. Evitate semplicemente di esporre il vostro disappunto.

17) Parto naturale o cesareo? Interessarsi troppo a questo argomento, a meno di non essere amico intimo della donna incinta, può risultare fastidioso. Se, nel dubbio, la donna esprime la volontà di preferire il parto cesareo, nessuno al mondo la dovrà far sentire “meno donna” di chi ha partorito in maniera naturale.

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18) Ahh, che buona questa birra! Quando la sera andate ad un pub con gli amici e tra essi c’è una donna incinta (che dovrebbe evitare gli alcolici), è preferibile non “godersi” troppo una birra di fronte a lei, facendoglielo notare mentre lei è costretta a bere un succo di frutta!

19) Scusa tesoro, il cioccolato era finito al supermercato, però ti ho preso uno yogurt al cioccolato! Mai sottovalutare le voglie in gravidanza, quindi se lei ti ha chiesto un dato cibo, cerca di trovare quello e non qualcosa che gli somiglia.

20) Vuoi un maschio o una femmina? È una domanda che rischia di banalizzare la gravidanza e non tiene conto degli aspetti emotivi di chi sta aspettando un bimbo. Questo perché una donna difficilmente comunicherà la propria preferenza, che intimamente c’è sempre, perché è focalizzata soprattutto sugli aspetti che riguardano più lo stato di salute del bambino che il sesso.
COSA DIRE INVECE: “chissà se sarà maschietto o femminuccia? Comunque, maschio o femmina, i bimbi sono tutti belli”.

21) Wow, Beyonce ha avuto un figlio e guarda già che fisico! Se sei un uomo e dici una frase del genere alla tua donna incinta, non stai facendo certo una bella mossa!

Continua la lettura con: “Le cose che non devi MAI dire ad una donna che ha appena partorito, soprattutto se sei una donna

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