Come perdere fino a 1000 calorie in meno di un’ora e mezza

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Gli animali mimetizzati talmente bene che non riuscirete a vederli

La gallery di TheChive oggi propone 29 foto in cui questi animali si sono mimetizzati alla perfezione, tanto che alcuni è quasi impossibile notarli. E voi riuscite a trovare l’animale nascosto in ogni foto? Anche se in alcune foto sembra davvero che non ci sia alcun animale… cercate bene: c’è!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Sei a dieta? Meglio se non leggi l’oroscopo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)In questi giorni ovunque, sui giornali e in rete, si possono leggere gli oroscopi per il nuovo anno. Attenzione però, chi è a dieta farebbe meglio a evitare di consultare gli astri per sapere come sarà il 2014: in caso di responsi negativi, infatti, finiamo per cedere alle tentazioni con maggior facilità. E non vale neppure dirsi «tanto non ci credo»: proprio chi è più scettico è meno in grado di sottrarsi a un piacere “compensatorio” dopo aver scoperto che gli astri remano contro. Non sono le conclusioni di un astrologo pessimista, ma i dati emersi da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University capeggiati da Hyeongmin Kim. Pubblicata sulle pagine del Journal of Consumer Research, .

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/nutrizione/14_gennaio_02/a-dieta-meglio-non-leggere-l-oroscopo-90e63262-738c-11e3-8c6d-871530ae059d.shtml

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La dieta per prevenire l’ernia iatale ed evitare il reflusso gastroesofageo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO VERDURA CIBO VEGETALI DIETA DIMAGRIRE CUCINAIn medicina inl termine “ernia” indica la protrusione (cioè lo “spostamento in fuori”) di un organo o di un tessuto al di fuori della cavità corporea che normalmente lo ospita. L’ernia iatale (anche detta “ernia dello iato” o “ernia diaframmatica paraiatale”) è un tipo specifico di ernia in cui si verifica la protrusione – parziale o completa – dello stomaco attraverso lo iato esofageo, un piccolo foro del diaframma che permette il passaggio dell’esofago.

Le ernie iatali più diffuse sono principalmente di due tipi e sono raffigurate nella figura in basso:

1) Ernia iatale da scivolamento: più frequente, la riscontro spesso nei miei pazienti obesi, la pressione nell’area addominale supera la pressione diaframmatica e lo stomaco tende ad essere spinto verso l’alto, nel mediastino, attraverso lo hiatus diaframmatico. Non è necessariamente una condizione permanente, poiché la parte di stomaco interessata si sposta spesso superiormente ed inferiormente in base alla pressione esistente nell’addome: un pasto abbondante, uno sforzo, un colpo di tosse, il sollevamento delle gambe in posizione sdraiata o qualunque contrazione dei muscoli addominali possono facilitare lo scivolamento.

2) Ernia iatale paraesofagea: consiste in una rotazione dello stomaco lungo la grande curvatura, in modo tale che la parte superiore della stessa erni attraverso lo hiatus esofageo. Questa tipologia è meno comune della precedente, ma è decisamente più temibile poiché la giunzione gastro-esofagea rimane nella sua posizione naturale, e l’erniazione del fondo dello stomaco porta al suo strozzamento tra la parete dello iato e l’esofago. Può talvolta derivare da un intervento chirurgico correttivo di un’ernia iatale da scivolamento.

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Sintomi e segni di ernia iatale

Piccole ernie iatali in uno stadio iniziale di solito non causano sintomi particolari; tuttavia, quando la porzione di stomaco erniata è consistente, la risalita del contenuto gastrico nell’esofago provoca sintomi come bruciore, rigurgito e dolore al petto in sede retrosternale. Altri sintomi spiacevoli sono diarrea, difficoltà digestive, eruttazioni frequenti, rigurgiti, stipsi e, anche se meno frequentemente, vomito. Tali sintomi possono essere accompagnati da tosse, dispnea, asma, mal di gola e difficoltà di deglutizione. Una delle complicanze più comuni riscontrabili in chi soffre di ernia iatale è il reflusso gastroesofageo (patologia caratterizzata da un ritorno di materiale acido dallo stomaco verso l’esofago). Un corretto approccio dietetico è un’arma che riveste una notevole importanza sia nelle prevenzione che nella cura dell’ernia iatale.

Leggi anche:  Esofagite: cause, cronica, sintomi, cura, dieta, alimentazione

Una dieta errata può causare ernia iatale e reflusso

La dieta sembra rappresentare un elemento molto importante non solo nella corretta gestione dell’ernia iatale, intesa come prevenzione degli episodi di eruttazione e reflusso gastroesofageo, ma anche nell’origine di questa diffusissima malattia. Sin dal 1973, grazie agli studi epidemiologici di Burkitt, sappiamo che l’ernia iatale risulta abbastanza rara nei Paesi in via di sviluppo e addirittura misconosciuta nelle società rurali che hanno mantenuto uno stile di vita semplice e tradizionale. Due sono i fattori additati come principali responsabili della maggior incidenza dell’ernia iatale negli occidentali: il ridotto apporto di fibre nella dieta e la stitichezza che ne consegue. In particolare, elementi come il ridotto apporto di fibre e liquidi, la necessità di ignorare lo stimolo dell’evacuazione (a causa di impegni lavorativi), la posizione innaturale assunta sul wc rispetto a quella fisiologica (alla turca), determinano un aumento della pressione all’interno dell’addome durante l’evacuazione; tale aumento pressorio, se perpetuato nel tempo, comporterebbe un rilassamento progressivo delle strutture di ancoraggio dell’esofago distale, favorendo la risalita dello stomaco attraverso lo iato esofageo del diaframma (quindi provocando l’ernia iatale).

Obesità come causa di ernia iatale

Spiegare la differente incidenza dell’ernia iatale tra le popolazioni rurali africane e quelle urbane dei Paesi occidentali semplicemente sull’apporto di fibra della dieta, appare perlomeno riduttivo. Ad esempio anche l’iperalimentazione in sé, fatta di abbuffate frequenti, dilatando in maniera abnorme le pareti dello stomaco può spingerle con forza contro lo iato esofageo, favorendone l’erniazione. Analogo discorso per l’obesità o per la cattiva abitudine di indossare corsetti od abiti troppo stretti. Infine, è indubbio che lo stile di vita sedentario si associ ad una minore motilità intestinale (che predispone alla stitichezza), ma anche ad ipotonia muscolare con riduzione dell’elasticità e della robustezza anche dei fasci muscolari e dei tendini diaframmatici.

Consigli alimentari generali

In caso di ernia iatale, un primo, importante consiglio è quello di evitare le cosiddette abbuffate e nutrirsi assumendo piccoli pasti pur restando comunque attenti a rispettare il corretto introito calorico quotidiano. Meglio quindi privilegiare tanti pasti piccoli, che pochi grandi. Limitare (o ancora meglio evitare) gli alcolici, i superalcolici, le bevande gassate, il caffè, il tè, i formaggi grassi, le fritture, i condimenti piccanti e quelli a base di burro dovrebbero essere evitati.

E’ consigliabile poi limitare il consumo di particolari cibi quali l’aglio, la cipolla, la menta e il cioccolato; devono essere assunti con moderazione anche gli agrumi e i succhi che da essi derivano nonché il pomodoro e relativo succo. In generale possiamo dire che dobbiamo, nei limiti del possibile, orientarci verso un tipo di alimentazione che tenda a non favorire l’acidità gastrica.

E’ possibile consumare alimenti quali la pasta, il pane, il riso, carne magra, frutta (tranne, come detto, gli agrumi), formaggi magri, verdure e yogurt. Può essere utile bere un po’ più acqua del normale, pur senza esagerare (un aumento improvviso della quantità di liquidi nello stomaco può peggiorare la situazione).

Oltre alla dieta vi sono altre semplici regole alle quali è bene attenersi; ne citiamo alcune che sono dei capisaldi di un buon stile di vita: abolire il fumo, evitare gli stati ansiosi, evitare le situazioni stressanti e l’abuso di farmaci. Un altro consiglio per chi avverte i sintomi dovuti all’ernia iatale è quello di evitare, subito dopo i pasti, di coricarsi oppure di compiere sforzi eccessivi. È consigliabile dormire mettendo la testa sopra un cuscino, posizione che ostacola il reflusso. Da abolire l’abitudine che alcuni hanno di posizionare un cuscino sotto la pancia, abitudine che è causa di un’eccessiva pressione sullo stomaco; è bene anche, sempre per evitare tale eccesso di pressione, non indossare abiti troppo stretti in vita.
Quando gli accorgimenti dietetici e gli altri consigli di cui sopra non sono in grado di risolvere i problemi causati dall’ernia iatale, si dovrà ricorrere a interventi di tipo farmacologico; se anche questi non fossero sufficienti si dovrà prendere in considerazione la possibilità di intervenire chirurgicamente.

Le regole da seguire in caso di ernia iatale e reflusso

Sebbene la dieta non possa in alcun modo favorire il riassorbimento dell’ernia iatale, che se necessario può avvenire attraverso un intervento chirurgico, risulta senz’altro utile per il controllo dei sintomi associati e delle complicanze. Anche se una buona percentuale di pazienti affetti da ernia iatale non lamenta alcun sintomo, l’osservanza delle giuste regole dietetiche e comportamentali risulta importante per evitare che l’ernia cresca di dimensioni. In tal senso, la dieta corretta per il trattamento dell’ernia iatale non si discosta da quella vista per la corretta gestione alimentare dei pazienti colpiti da esofagite da reflusso:

  1. consumare pasti piccoli e frequenti, evitando i pasti troppo elaborati ed abbondanti;
  2. evitare le abbuffate specialmente prima di dormire;
  3. attendere almeno due o tre ore dal termine del pasto prima di coricarsi per il riposo notturno
  4. se durante il sonno dovessero manifestarsi episodi di reflusso acido, è consigliabile mettersi sul lato sinistro o – meglio ancora – rialzare la testa del materasso per adottare una posizione leggermente elevata del torace, ad esempio usando due cuscini sovrapposti;
  5. associare alla dieta regolare attività fisica, evitando gli sforzi fisici a testa in giù ed i carichi eccessivamente pesanti, che possono favorire la comparsa e l’aggravamento dell’ernia iatale;
  6. se in sovrappeso od obesi, adottare una dieta ipocalorica che aiuti a raggiungere il peso forma. Se l’obesità è di secondo o terzo grado, prendere in considerazione rimedi drastici, come la chirurgia bariatrica;
  7.  limitare il consumo di grassi, specie se cotti, anche sottoforma di condimenti aggiunti, poiché aumentano i tempi di digestione e riducono il tono dello sfintere esofageo inferiore, favorendo il reflusso associato all’ernia iatale;
  8. evitare il fumo, che similmente ai grassi può ridurre il tono sfinteriale;
  9. preferire fonti proteiche magre, come il pesce o il pollo, che sembrano aumentare il tono dello sfintere esofageo inferiore, prevenendo il reflusso acido associato all’ernia iatale;
  10. preferire metodi di cottura salutari, come quella al vapore e al cartoccio, limitando arrosti, fritti e grigliate (da sostituire con una sobria cottura alla piastra, evitando nel modo più assoluto la formazione delle classiche righe in corrispondenza delle strisce metalliche della griglia);
  11. masticare lentamente e deglutire con la stessa premura, se possibile consumare il pasto in un ambiente rilassato;
  12. se possibile, evitare di tornare di fretta al lavoro al termine del pasto, soprattutto se il vostro lavoro costringe l’addome a forti pressioni;
  13. non praticare attività fisica intensa a breve distanza da un pasto importante (concessa dopo lo spuntino pomeridiano);
  14. consumare una colazione abbondante ed abituarsi a mangiare poco a cena
  15. in caso di problemi digestivi frequenti, le regole base della dieta dissociata possono aiutare anche il paziente affetto da ernia iatale;
  16. quando si mangia troppo, una camminata di 30-40 minuti a passo tranquillo, a breve distanza dal termine del pasto, può evitare l’insorgere di acidità e bruciori di stomaco;
  17. limitare il consumo di tè, caffè ed alcolici;
  18. ridurre la presenza di spezie come pepe, peperoncino, curry e noce moscata nella dieta: potrebbero peggiorare l’acidità gastrica;
  19. seguire una dieta ricca di fibre alimentari e di liquidi per prevenire la stitichezza; se necessario assumere lassativi, ma evitare l’utilizzo cronico;
  20. evitare l’uso di cinture ed abiti troppo stretti in vita.

Se i sintomi peggiorano o diventano molto frequenti, consultate il vostro medico di fiducia e non sottovalutate mai il problema: come qualsiasi studente di medicina sa già dal secondo anno di università, un reflusso gastroesofageo cronico può costruire le basi per la formazione di un tumore esofageo.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere del vostro apparato digerente, in grado di combattere acidità di stomaco, reflusso gastroesofageo, stipsi, fecalomi, meteorismo, gonfiore addominale, cattiva digestione ed alitosi:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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La dieta per dormire bene, combattere l’insonnia e svegliarsi la mattina riposati

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Per insonnia si intende: “la difficoltà a prendere sonno” o “un sonno non ristoratore”; si tratta di un disturbo prevalentemente cronico e molto frequente, che nei paesi industriali raggiunge una prevalenza media del 35% sulla popolazione generale. Altri studi più dettagliati hanno dimostrato una prevalenza dell’insonnia inferiore, valutata intorno all’11% della popolazione spagnola e circa il 21% di quella francese e giapponese. La durata dell’insonnia varia da 7 a 14 anni, ma pare che la maggior parte delle persone che ne soffrono NON affronti l’argomento nemmeno con il proprio medico curante.

Caratteristiche dell’insonnia

L’insonnia si caratterizza per diversi aspetti  i quali si ripercuotono INESORABILMENTE sulla qualità della vita. Tali aspetti sono:
1) Difficoltà ad addormentarsi – latenza del sonno oltre i 30 minuti
2) Insufficiente durata del sonno notturno – tempo totale inferiore a 5,5 o 6 ore
3) Ripetuti o protratti risvegli notturni e/o risveglio precoce mattutino
4) Scarsa qualità del sonno

Classificazione dell’insonnia

L’insonnia può essere classificata in diversi modi, ma per comodità, di seguito verrà utilizzato un criterio temporale:
1) Insonnia transitoria o occasionale; in genere causata da stress emozionali ansiogeni, patologie transitorie, uso sporadico di sostanze stimolanti
2) Insonnia di media durata: fino a tre settimane; spesso sostenuta da eventi emozionali riguardanti il lavoro, la famiglia, una malattia acuta, la sospensione farmacologica di ansiolitici.
3) Insonnia di lunga durata: superiore a tre settimane; causata da un grave evento di stress o ad eziologia mista, che comprende: depressione, ansia generalizzata, sintomi dolorosi cronici, assunzione abituale di farmaci, abuso cronico di alcol, Parkinson, bronco pneumopatie croniche ostruttive, sindrome delle gambe senza riposo, prurito ecc.

Terapia per l’insonnia

La terapia per l’insonnia dovrebbe essere rivolta ad estinguere l’agente eziologico, tuttavia, spesso la cura esclusivamente sintomatologica (farmaci) è essenziale al mantenimento di una minima qualità di vita. La cura NON farmacologica comprende alcune modifiche comportamentali, psicoterapia e training autogeno; tra gli accorgimenti riguardanti lo stile di vita, la dieta svolge un ruolo fondamentale.

DIETA PER L’INSONNIA

L’alimentazione è una componente spesso trascurata quando si tratta di curare l’insonnia, mentre invece è un elemento da tenere in grande considerazione!

Ripartizione energetica nell’insonnia

Innanzitutto, la dieta per l’insonne DEVE prevedere una ripartizione energetica dei pasti adeguata alle esigenze ed allo stile di vita del soggetto. Considerando che l’insonnia si manifesta spesso come una difficoltà ad addormentarsi, frequentemente peggiorata dalla cattiva digestione, o come un ripetuto protrarsi dei risvegli notturni a volte causati dal russare o dalle apnee notturne, è possibile affermare che il pasto serale incida significativamente sull’eziologia dell’insonnia. In definitiva, si consiglia di suddividere i pasti giornalieri nella maniera più equilibrata possibile; ovvero: 15% dell’energia a colazione, il 5% a metà mattina, il 40% a pranzo, il 5% a metà pomeriggio ed il 35% a cena.
Quello serale rappresenta uno dei due pasti principali della giornata ma la sua importanza nutrizionale non dovrebbe mai superare il pranzo. La digestione è un processo attivo che impegna (a volte in maniera decisiva) l’organismo umano, ne deriva che la sollecitazione eccessiva dell’apparato digerente si ripercuote sulla qualità del sonno incrementando il metabolismo basale, le pulsazioni cardiache, la pressione sistolica, la ventilazione e la termogenesi indotta dalla dieta; per questo motivo, oltre a prediligere una ripartizione dei pasti che alleggerisca la cena, è fondamentale alimentarsi circa tre ore prima del sonno con prodotti sufficientemente digeribili. Ovviamente sarebbe necessario non commettere l’errore opposto: la fame indotta dall’ipoglicemia rappresenta una potenziale causa per l’insonnia.

Nutrienti che aiutano il sonno e combattono l’insonnia

Dal punto di vista neuro-endocrino, il sonno è facilitato dalla secrezione di due ormoni: melatonina e serotonina; al contrario, è penalizzato significativamente da: adrenalina, noradrenalina e dopamina. Questi mediatori chimici vengono sintetizzati dall’organismo sulla base di: feedback e feedback inversi, crono-biologia e ritmi circadiani, e concentrazione di substrati nutrizionali. In particolar modo, gli ormoni del sonno (serotonina e melatonina) necessitano di un apporto sufficiente di:
1) Triptofano: un amminoacido essenziale che funge da precursore ormonale ed è contenuto nella maggior parte degli alimenti di origine animale; la carenza, in condizioni di equilibrio nutrizionale, è inverosimile, pertanto NON rappresenta un problema
2) Carboidrati complessi: che tramite lo stimolo dell’insulina favoriscono la disponibilità del triptofano
3) Vitamine B1 e B6: che intervengono nella sintesi ormonale
4) Calcio e magnesio: la cui carenza si manifesta con disturbi del sonno

Molecole che invece rendono difficoltoso il sonno

1) Nervini e farmaci anoressizzanti: caffeina e teina (da consumare non meno di 6 ore prima di dormirne), alcol, anfetamine ecc., che compromettono i meccanismi neuroendocrini favorendo l’insonnia
2) Eccesso di carboidrati semplici: che riducono la biodisponibilità della vitamina B6 (Piridossina)

Rimedi naturali contro l’insonnia

Esistono anche alcuni rimedi naturali come l’infusione o la decozione di erbe officinali; si tratta di pratiche DI SOLITO innocue che svolgono una funzione più o meno favorevole anche in base alla reazione PSICOSOMATICA di chi le utilizza (effetto placebo). Le più diffuse sono: Melissa, Escolzia, Biancospino, Camomilla, Melatonina, Tiglio e Luppolo.
La dieta per l’insonnia non rappresenta una vera e propria guida alla cura del disturbo ma piuttosto un’insieme di indicazioni utili a prevenirne l’insorgenza. Una delle mie soluzioni preferite per combattere l’insonnia è la Melatonina.

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Vacanze erotiche per donne, l’approccio del gigolò: “”Hai mai provato con un nero?”

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SESSO DONNA ORGASMO PIACERE SESSUALE“Hai mai provato un uomo nero?”. 2010, Barbados. Spiagge dorate, cielo terso. Decine di uomini di colore ammiccano a Micaela e alle donne europee, over 40 e dai fianchi larghi, accarezzate dal sole del Caribe. Ci sono tante tedesche, americane, inglesi. Niente maschi occidentali. Coppie di amiche, madri e figlie. Gli uomini le abbordano. O almeno ci provano. Micaela, allora 35 anni, è lì con un’amica per godersi il mare, non i gigolò. Un beach boy si avvicina e le rivolge la domanda. Diretta. Il preludio: “Vuoi comprare dei cd di musica reggae o un po’ di marijuana?”. Perché no, pensa lei, “sono in vacanza”. Poi arriva la proposta, spregiudicata e spiazzante.

“Vivo in Inghilterra da anni – spiega Micaela al Fatto Quotidiano– quando dissi ai miei colleghi che andavo alle Barbados, mi facevano tutti un sorrisino. All’inizio non capivo. Poi, quando sono andata, ho visto coi miei occhi cosa succedeva”. Per le inglesi, infatti, rientrano tra le mete caraibiche in cima alla lista per fareturismo sessuale. “Vedevo tante donne spesso accompagnate da uomini giovani del posto, tutti belli. Si mettono al tuo servizio, ti portano il sombrero, l’asciugamano. Diciamo che è stata l’unica vacanza in cui non ho finito un libro, non potevo fare a meno di guardarmi intorno”. Ma non era andata per un gigolò.

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“Quando il ragazzo si è proposto, ho declinato l’invito in modo educato. A differenza di quanto avrei fatto in Italia, lì non si può mandare l’uomo affanculo. Se lo fai ti danno della ‘mozzarella’ razzista”. Dopo il suo rifiuto, nessuno dei ragazzi avvicina più né lei, né la sua amica. “Penso che ci abbiano scambiato per una coppia lesbica. Da lì siamo state ‘vittime’ di una sorta di razzismo al contrario: nessun uomo si rivolgeva a noi, eravamo invisibili”. I gigolò la ignorano, ma gli altri locali? “Chi non abborda di mestiere, non parla con le straniere. Non ne ha motivo. Sono chiusi, stanno tra di loro, non si entra in contatto. Insomma, è stata la prima vacanza in cui non ho conosciuto nessuno”.

Niente occhi indiscreti – Non andava così, invece, per chi ‘affittava’ il suo beach boy. “Vedevo anche madri e figlie insieme accompagnate da un solo ragazzo. Donne grasse che si portavano in albergo il figone di turno. Li mantengono per il tempo della vacanza, li portano fuori a cena”. Le donne spesso si affezionano e chi ha soldi ritorna, magari con lo stesso. “I ragazzi hanno un’agenda, appuntamenti fissi e settimane prenotate durante l’anno”. Amanti fedeli a tutte, per una o due settimane l’anno. Perché il turismo sessuale non è una faccenda solo maschile. “Lo era un tempo – spiega la sessuologa clinica Valeria Randone -, storicamente caratterizzava le scelte maschili. Uomini soli, annoiati, stanchi della solita routine, curiosi, repressi e depressi, volevano divertirsi senza complicazioni emotive”. Poi, la rivoluzione sessuale e il ‘68 segnano il cambio di rotta. “Anche le donne, lontane dai luoghi comuni sulla sessualità femminile, daocchi indiscreti e familiari, si dedicano alla ricerca di mete erotiche, più che esotiche”. Quindi il viaggio diventa di piacere anche per le donne, dirette in Africa, America centrale e Asia. Cercare un’avventura con un uomo esotico o di colore consente alle donne di “tornare indietro negli anni, ritrovare spensieratezza, gratificazioni narcisistiche e furore testosteronico”.

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Il tariffario: un’ora sono 20-30 dollari – E allora c’è chi “separa in modo netta sessualità e affettività” e chi invece ricerca “il coinvolgimento e le attenzioni tramite la prestazione mercenaria”. Capita che “dopo la fine di un matrimonio o un divorzio sofferto, le donne rifiutino il coinvolgimento emotivo per vivere la sfera sessuale ‘al maschile’, senza sentimento. Oppure che vogliano esercitare potere sull’uomo comprando le sue prestazioni sessuali”. Possono essere “timide, riservate, impacciate o non più giovanissime, che scelgono questa via perché più semplice di quella ‘relazionale’”. Eppure non ammettono di pagare gli uomini. “Il pensiero che siano interessate a loro per motivi economici non le sfiora nemmeno – osserva Randone – perché nell’immaginario collettivo, l’uomo di colore è sempre e comunque disposto a fare sesso”.

Randone ricorda anche che esistono veri e propri tariffari. “Un’ora d’amore in Giamaica costa tra i 20 e i 30 dollari, una notte intera 150, compreso il sesso orale. E le complicanze emozionali post-coito non sono poche. Si va dall’abbandono alla richiesta di altro denaro. Fino alla delusione quando si rendono conto di non avere trovato l’amore”. Ma il sesso a pagamento è davvero un passo verso la parità? “Quella del turismo sessuale femminile è una pratica che non ha niente a che fare con l’emancipazione”, puntualizza Teresa Palese, responsabile Uil pari opportunità e politiche di genere che insieme a Cgil, Cisl e Caritas ambrosiana si occupa di problemi di genere. “Al contrario – conclude – ricalca le cattive abitudini degli uomini, rendendole complici dello sfruttamento, specie nei paesi poveri”.

Articolo originale: Il Fatto Quotidiano

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Dieta disintossicante dopo il periodo natalizio: le sei regole per recuperare il peso forma

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DOLCE NATALE PANETTONE (4)Oggi si festeggia l’Epifania che “tutte le feste si porta via”, sì tutte le feste, ma non i chili accumulati in queste giornate di abbuffate epocali! Il periodo festivo finisce oggi ed eccoci che all’improvviso, quasi a risvegliarsi da un lungo piacevole sogno, qualcuno si è ritrovato tragicamente a pensare che la prova costume – in fondo – non è più così lontana.

Italiani ingrassati di cento milioni di chili

Quest’anno, causa crisi economica, gli italiani hanno mangiato meno delle scorse feste natalizie, tuttavia l’aumento di peso di questi giorni si attesta mediamente a 2 kg ed è dovuto all’assunzione di circa 15mila-20mila calorie in più per l’effetto combinato del maggior consumo di cibi calorici abbinato a bevande alcoliche e della rinuncia ad alimenti fondamentali come frutta e verdura. Ciò ha determinato un aumento di peso della popolazione italiana di quasi cento milioni di chili causati da pandori e panettoni, ottanta milioni di bottiglie di spumante, ventimila tonnellate di pasta, 5 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci per un valore complessivo vicino ai cinque miliardi di euro, solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno. Ad appesantire – letteralmente! – la situazione è il fatto che le conseguenze dell’abbuffata natalizia sono state spesso aggravate dalla sospensione delle attività sportive e da una maggiore sedentarietà, complici le lunghe soste a tavola con parenti e amici che hanno ridotto il movimento fisico e favorito l’accumulo di peso. Ecco quindi che la dieta diventa una necessità a cui è bene non sottrarsi, ma che va affrontata con impegno e costanza, meglio se con l’aiuto di un dietologo.

Le sei regole da seguire per tornare in forma dopo le feste

1) Vietati i digiuni e le diete fai-da-te soprattutto se strettamente ipocaloriche, perché il peso perso viene comunque recuperato in poche settimane e con gli interessi. Leggi anche: La dieta del batuffolo di cotone: quando la stupidità umana supera ogni limite.

2) Fare attività fisica! Almeno mezz’ora di camminata al giorno e, se il vostro fisico lo permette, riprendete gradatamente a fare un po’ di pesi. Leggi anche: Correre non fa dimagrire.

3) Non bere alcolici, di nessun tipo. Leggi anche: Tutti i piaceri del bere, senza bere: come ubriacarsi senza alcol.

4) Diminuire la quantità di sale negli alimenti. Leggi anche: Ridurre il consumo di sale ci può salvare la vita.

5) Bevete molti liquidi: si ad acqua, the verde e tisane drenanti; no a bevande zuccherate e gassate. Leggi anche: I dieci buoni motivi per cui non dovresti bere bevande gassate.

6) Adottate una dieta a base di cibi leggeri, con pochissimi fritti ed insaccati, ricca invece di frutta e verdura. Da preferire una dieta normocalorica o lievemente ipocalorica e ben bilanciata in cui rientrino solo cibi genuini. A tale proposito in seguito riporto una lista dei prodotti con proprietà terapeutiche e nutrizionali utili per disintossicare l’organismo. Leggi anche: I dieci comandamenti per iniziare a dimagrire da subito.

I cibi per rimettersi in forma dopo le feste

So di essere ripetitivo ma la base da cui bisogna partire è sempre la stessa: frutta e verdura in gran quantità! Da non dimenticare mai arance, mele, pere e kiwi, spinaci, cicoria, radicchio, zucche e zucchine, insalata, finocchi e carote. Tutte le insalate e le verdure vanno condite con olio d’oliva, ricco di tocoferolo, un antiossidante che combatte l’invecchiamento dell’organismo e favorisce l’eliminazione delle scorie metaboliche, e abbondante succo di limone che purifica l’organismo dalle tossine, fluidifica e pulisce il sangue, è un ottimo astringente e cura l’iperacidità gastrica. Vedrete che in poco tempo vi rimetterete in forma, l’importante è poi non rovinare tutto: le vacanze di Pasqua sono più vicine di quanto sembri!

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Grave malore per Pierluigi Bersani: emorragia cerebrale

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO OSPEDALE CHIRURGIA SALA OPERATORIA OPERAZIONE CHIRURGICAL’ex segretario del PD, Pier Luigi Bersani è stato colpito da un grave malore questa mattina. Intorno alle 11 è arrivato al Pronto Soccorso di Piacenza accompagnato dalla moglie e dal fratello. Accusava un malessere e attacchi di vomito. I sanitari lo hanno sottoposto ad accertamenti e dall’esame della Tac è emerso un problema cerebrale grave (sembra si tratti di emorragia cerebrale). Bersani, che non ha perso conoscenza, è stato immediatamente trasferito all’ospedale Maggiore di Parma, nel reparto di neurochirurgia, a bordo di un mezzo del 118.

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